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Ospite ire70

Rifiuti

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Ospite ire70

commanto:http://www.writersdream.org/forum/topic/23244-il-tempo-dei-ricordi/

 

(Premessa:*Agbogbloshie, in Ghana, è la più grande discarica al mondo di rifiuti elettronici. Qui arrivano cellulari, computer e televisori,  forni e frigoriferi,  lavastoviglie e lavatrici  da tutto il Pianeta; vengono distrutti e bruciati, spesso con manodopera minorile e senza alcuna protezione, per recuperare rame e metalli preziosi poi rivenduti. Piombo, metalli pesanti e diossina vengono respirati continuamente oltre a depositarsi sulla merce del mercato poco distante dalla discarica. Circa 10 anni fa Agbogbloshie era una bellissima laguna.)

 

Rifiuti

 

Babu cammina a piedi nudi nel fango nero, tra frammenti di plastica e vetri rotti.

Zoppica:  la ferita di due giorni fa continua a fargli male e il piede è gonfio. 

Ma  oggi è felice. In bocca nasconde un segreto, un segreto solo suo. Un piccolissimo animaletto di plastica, giallo e sorridente.

Pensa sia un gatto: ne ha visto uno uguale quella volta che ha seguito il fratello maggiore in città per vendere con lui alcuni pezzi di metallo e dei fili di rame. C'era un bambino bianco con quello stesso animaletto disegnato sulla maglietta.

Oggi Babu è davvero felice, ma non parla con nessuno, non può rischiare di far cadere dalla bocca il suo segreto. Per questo evita suo fratello e il gruppo dei ragazzi più vecchi che stanno bruciando una matassa di cavi vicino al fossato grande.

Bandele, suo cugino, continua a rovistare con i piedi nella melma scura  e schiumosa per recuperare altri fili elettrici. Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato ancora una volta  la scatola del metallo dal padrone, alle bilance.

Babu invece lo osserva bene per vedere se quella bolla gonfia che ha sul collo da un po' di tempo  sia finalmente sparita. Ma non è sparita e allora pensa che forse dopo il lavoro, in baracca,  mostrerà almeno a Bandele il suo tesoro. Vuole bene a suo cugino: è un po' più grande di lui ma non lo tratta male come fa suo fratello ed è più sveglio dei bambini di cinque o sei anni con cui è costretto a lavorare.

Raggiunge il suo gruppo e ricomincia a spaccare con una pietra le carcasse dei computer e dei telefonini  ammassate davanti a lui.

Poi cerca nella fanghiglia ogni piccolo pezzo di metallo e lo deposita nella scatola che tiene accanto a sé.

In questo modo, poche ore prima, ha trovato il suo segreto: era attaccato con un elastico a un telefonino ed era  quasi completamente coperto di fango. Babu non ci ha pensato un attimo, ha rotto il laccio e si è messo in bocca quel pezzo di plastica.

Il fumo denso che avvolge quelle centinaia  di ragazzi che rovistano tra i rifiuti elettronici di Agbogbloshie* brucia gli occhi e la gola e quasi annulla la percezione di ogni sapore. Per questo a Babu non è sembrato un problema mettere in bocca quell'oggetto lurido.

L'importante per lui è che nessuno se ne accorga fino a quando potrà uscire dalla discarica e godersi in pace quella meraviglia.

Continua a spaccare la plastica dei rifiuti e ogni tanto  sputa l'animaletto in una mano per controllare se è ancora giallo.

Il vento della sera spinge il fumo puzzolente oltre il recinto della discarica, lì dove pascolano alcune vacche scheletriche che ora muggiscono placide.

Babu le sente e pensa alla madre che poco più in là sta vendendo la verdura al mercato. Decide di non dire nulla nemmeno a lei, come non le dirà nulla del taglio al piede anche se fa tanto male, male da piangere.

Quasi non resiste, ma continua a battere con la pietra: non si lascerà sfuggire un solo singhiozzo adesso.

Deve proteggere il suo tesoro.

Sa che presto il  vento della sera porterà anche il buio.

 

 

 

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Dio mio Irene! Che magone mi è venuto!

Questa storia è agghiacciante.

Se penso a quei poveri bimbi senza niente che rovistano tra dei rifiuti così pericolosi mi sale un nodo alla gola.

La povertà estrema si questi bambini innocenti che dovrebbero pensare solo a giocare e invece sono costretti a lavorare e in tali condizioni. 

E che dire del "gran tesoro" che ha trovato Babu? Nonostante abbia una ferita evidentemente infetta e dolorante e sta nel fango a rovistare tra i rifiuti, è felice per un piccolo ed insignificante pupazzetto di plastica (mi sono immaginata Pikachu dei pokemon, non so perché, probabilmente un ricordo dell'infanzia di mio figlio).

 

 Il vento della sera spinge il fumo puzzolente oltre il recinto della discarica, lì dove pascolano alcune vacche scheletriche che ora muggiscono placide.

Babu le sente e pensa alla madre che poco più in là sta vendendo la verdura al mercato. Decide di non dire nulla nemmeno a lei, come non le dirà nulla del taglio al piede anche se fa tanto male, male da piangere.

Quasi non resiste, ma continua a battere con la pietra: non si lascerà sfuggire un solo singhiozzo adesso.

Deve proteggere il suo tesoro.

Sa che presto il  vento della sera porterà anche il buio.  

 

Credo non ci siano commenti su una devastazione ecologica di questa portata, figlia del progresso tecnologico e della insensibilità e scelleratezza del mondo, che dovrebbe essere, più civilizzato,

Bellissimo e terribile brano.

 

Superfluo dire che hai descritto il tutto in maniera, a mio avviso, meravigliosa.

Grazie Irene.

 

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Ospite ire70

Ciao Mari,

mi fa piacere se lo trovi scritto abbastanza bene perchè in realtà l'ho scritto un po' di getto: fino a ieri non conoscevo questa realtà poi ho visto un video che ne parlava e come te mi è venuto un nodo alla gola... noi del "primo mondo" siamo proprio fantastici nel generare disastri!

 

Per il pupazzetto avevo proprio in mente uno di quei cosetti dei Pokemon, quelli che si attaccavano ai telefonini! ma non ho mai capito se fosse un gatto o un coniglio o un topo... grazie mille per il tuo commento Mari!

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Ciao Mari,

mi fa piacere se lo trovi scritto abbastanza bene perchè in realtà l'ho scritto un po' di getto: fino a ieri non conoscevo questa realtà poi ho visto un video che ne parlava e come te mi è venuto un nodo alla gola... noi del "primo mondo" siamo proprio fantastici nel generare disastri!

 

Per il pupazzetto avevo proprio in mente uno di quei cosetti dei Pokemon, quelli che si attaccavano ai telefonini! ma non ho mai capito se fosse un gatto o un coniglio o un topo... grazie mille per il tuo commento Mari!

Io sono espertissima di Pokemon mio figlio mi ha fatto spendere una fortuna  per quei mostriciattoli. Quello giallo è un roditore che ha il potere di dare la scossa elettrica al nemico. Visto so tutto! 

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Ospite ire70

 

Ciao Mari,

mi fa piacere se lo trovi scritto abbastanza bene perchè in realtà l'ho scritto un po' di getto: fino a ieri non conoscevo questa realtà poi ho visto un video che ne parlava e come te mi è venuto un nodo alla gola... noi del "primo mondo" siamo proprio fantastici nel generare disastri!

 

Per il pupazzetto avevo proprio in mente uno di quei cosetti dei Pokemon, quelli che si attaccavano ai telefonini! ma non ho mai capito se fosse un gatto o un coniglio o un topo... grazie mille per il tuo commento Mari!

Io sono espertissima di Pokemon mio figlio mi ha fatto spendere una fortuna  per quei mostriciattoli. Quello giallo è un roditore che ha il potere di dare la scossa elettrica al nemico. Visto so tutto! 

 

ah, ecco, grazie Mari! mia figlia invece solo dinosauri  perciò sui Pokemon sono piuttosto ignorante... non si finisce mai di imparare! ;)

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Ciao Mari,

mi fa piacere se lo trovi scritto abbastanza bene perchè in realtà l'ho scritto un po' di getto: fino a ieri non conoscevo questa realtà poi ho visto un video che ne parlava e come te mi è venuto un nodo alla gola... noi del "primo mondo" siamo proprio fantastici nel generare disastri!

 

Per il pupazzetto avevo proprio in mente uno di quei cosetti dei Pokemon, quelli che si attaccavano ai telefonini! ma non ho mai capito se fosse un gatto o un coniglio o un topo... grazie mille per il tuo commento Mari!

Io sono espertissima di Pokemon mio figlio mi ha fatto spendere una fortuna  per quei mostriciattoli. Quello giallo è un roditore che ha il potere di dare la scossa elettrica al nemico. Visto so tutto! 

 

ah, ecco, grazie Mari! mia figlia invece solo dinosauri  perciò sui Pokemon sono piuttosto ignorante... non si finisce mai di imparare! ;)

 

Con i pokemon si parla di almeno 15 anni fa! Cacchio ma quanto sono vecchia!

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Bellissimo frammento, complimenti! Tutto il testo è avvolto da un'atmosfera fortemente tragica e sembra quasi che il tuo intento sia quello di denunciare una realtà così difficile come quella di Babu. Descrizioni realistiche, con aggettivi usati in quantità giusta ed efficace. Se questo Babu avrà una storia di cui continuerai a scrivere, faccelo sapere, la leggeremo con molto piacere! 

A rileggerti ;) 

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Ospite ire70

Ciao Francesco, grazie mille! Sono contenta se l'hai apprezzato, in effetti sì, il mio intento era proprio la denuncia  di questa realtà orribile che fino a pochi giorni fa non conoscevo.

Grazie ancora per averlo letto e per il tuo commento! :)

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mi è piaciuto tantissimo, lo continui vero?

Non ho trovato difetti, forse anche perché ero presa dalla trama. Hai descritto benissimo la povertà, senza cadere nel pietismo, le descrizioni sono dettagliate e gli atteggiamenti e i pensieri del bimbo molto credibili.

Un solo punto ha stonato un pochino:

 Per questo a Babu non è sembrato un problema mettere in bocca quell'oggetto lurido.

Qui cadi nell'infodump : questa spiegazione è inutile e distoglie dalla bellezza del racconto: se vive e lavora in quei posti è ovvio che mettere in bocca del fango non sia affatto un problema.

Bravissima, per me dovresti continuare il racconto, merita.

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Ospite ire70

Grazie mille Kiccar per il tuo commento! 

Hai ragione, quella frase "puzzava" anche a me di infodump come quella prima del resto, ma non sapevo come dare l'informazione dei fuochi tossici (beh, magari ragionarci su un po' di più sarebbe stato d'aiuto in effetti...);  non penso che avrà un seguito questo racconto: come dicevo sopra l'ho scritto di getto dopo aver visto un video impressionante... comunque grazie ancora! :-)

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Brava Irene.

Continuo ad apprezzare ciò che scrivi, per "come" lo scrivi e, particolarmente in questo caso, per "quello" che scrivi.

Inizio complimentandomi per il modus operandi: una prosa pulita, con aggettivi dosati al punto giusto per dare l'idea dell'ambiente e un anticipo del carattere del protagonista (sarebbe un peccato non sviluppare l'intera vicenda, approfondendo la cosa), dove nulla è ovvio, ma neppure pregno d'informazioni. Con poche frasi, senza descriverla di faccia, fai comprendere quale il grado di miseria di questa gente, di questi bambini per i quali un pupazzetto insignificante per altri (gettato nelle immondizie come appendice di un telefonino), diventi un tesoro.

Ed ecco il secondo punto di apprezzamento. Perché sono proprio queste le storie che meritano di essere raccontate, e di essere raccontate bene, seguendo i fondamenti della verità.

In un romanzo che ho da poco terminato, c'è una parte che parla della Nigeria e dei problemi sorti con lo sfruttamento del petrolio: fame, prostituzione, bambini guerrieri, ecc. E per approfondire sono andato a studiarmi i problemi attinenti allo sfruttamento a tutti i livelli nei vari paesi dell'Africa Equatoriale, cosa che mi ha fatto passare giornate con un terribile "magone" (come ha scritto Mari '69).

Una storia cruda, ma Vera, che merita di essere raccontata, per far aprire gli occhi a tutti quelli che non si rendono conto dove ci sta portando il consumismo sfrenato, a tutti quelli che cambiano telefonino o televisore ogni tre mesi perché è uscito qualcosa di nuovo, pubblicizzato a destra e sinistra come se fosse indispensabile all'esistenza. Sarebbe ora di far capire a queste persone che la realtà è diversa da come la vivono loro. E allora ancora complimenti, Irene, per "quello" che hai scritto. A rileggerti!

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Ospite ire70

Grazie mille per il tuo commento, Cristiano, mi fa molto piacere se ti è parso scritto bene e soprattutto se hai apprezzato il contenuto. A volte mi assalgono i dubbi e mi chiedo se davvero ho il diritto di appropriarmi di certe realtà per scrivere qualcosa di fantasia, temo di apparire la "furba" che vuole captare l'attenzione con temi tragici,  ma in realtà l'intento è solo far conoscere così come io sono stata "contenta" (si fa per dire) di venire a conoscenza di certi problemi da alcuni video; per questo ti ringrazio perchè anche tu, come gli altri che hanno commentato questo breve brano, hai saputo vedere questo lato di "tentata denuncia" di una realtà tristissima. A presto!

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Buon pezzo. Credo di notare solo due stonature: una è quella frase un po' superflua che ti hanno già fatto presente, l'altra la scorgo nel finale che mi è sembrato un po' "brutale", nel senso che arriva e sbatte la porta di colpo, quasi distaccandosi dal resto del brano il cui ritmo è invece ben dosato e scorrevole. Ma è solo un'opinione puramente personale.

 

Inoltre, oltre ad intrattenermi mi hai anche insegnato qualcosa: sapevo dell'esistenza di realtà simili in africa ma non conoscevo questa particolare di Agbogbloshie. Quinid un punto in più e niente sensi di colpa! 

 

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Ospite ire70

Grazie mille anche a te, Kiree! Ok, niente sensi di colpa!

Per le stonature mi trovi d'accordo, anche per il finale: il problema è  che all'inizio della mia avventura "scrittevole" avevo una certa tendenza a costruire finali un po' moraleggianti,  adesso invece  per scongiurare quel pericolo rischio tralvolta di apparire un po' brusca... un sano equilibrio sarebbe la cosa migliore, riuscendoci! Grazie  ancora per il tuo commento, Kiree!

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Ospite Il solitario

Irene, questo frammento lo trovo stupendo!

Non so nemmeno come commentarlo, perché ogni volta che leggo un tuo testo dovrei ripetere che hai la capacità di unire semplicità e profondità con una maestria invidiabile.

La realtà che descrivi (la tossicità dell'aria, ecc.), e lo fai benissimo, è atroce, ma il messaggio che mi ha commosso di più è che in un semplice gattino di plastica Babu ci vede un cosa così preziosa da costringerlo a trattenere il pianto per non inghiottirla: non ho altre parole se non per farti i miei complimenti.

A rileggerci

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Ospite ire70

Ciao Luca! Grazie di cuore  per il tuo commento! Babu in effetti (e tutti i suoi fratelli "veri") commuove molto anche me; troppo generoso comunque da parte tua parlare di maestria: per ora  posso dire onestamente che SE mi viene quasi-bene uno scritto è per la famosa fortuna dei principianti :) , però grazie! a rileggerci, certamente!

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Ciao Irene :)

Wow, è molto angosciante quanto realistico. Mi è piaciuto molto: ho immaginato un luogo grigio, disastrato, dove migliaia di bambini scalano montagne di rifiuti per lavorare... che brutta realtà! Ma penso che tutto ciò debba essere raccontato, per aiutare il mondo e soprattutto le persone più bisognose. Nel nostro piccolo, tutti dovremmo contribuire alla salvaguardia del pianeta! Alla fine ci rimetteremo tutti...

Comunque non ho capito bene questa frase (probabilmente sono io che non ho compreso, però speravo che me la spiegassi): 

 

 

Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato ancora una volta  la scatola del metallo dal padrone, alle bilance.

Tutto il resto mi sembra scritto correttamente e il testo lo trovo scorrevole, il lessico semplice ma conciso. Davvero, ottimo lavoro :)

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Ospite ire70

Ciao Tina e benvenuta! :flower: 

Grazie mille anche a te per il tuo commento, mi fa piacere se pensi anche tu che questa sia una realtà da raccontare.

Riguardo alla frase che non hai ben compreso hai ragione, ottima osservazione! Effettivamente ho dato per scontato che il lettore avesse letto o visto in precedenza  le informazioni riguardo allo svolgimento di questo "lavoro": praticamente in questa discarica

"i cercatori" accumulano un tot di pezzi di rame e altri metalli (molti nuotano proprio dentro a quelle pozze melmose per trovare soprattutto fili elettrici e in questo modo si feriscono contro pezzi taglienti) e poi li vanno a pesare  per farsi pagare (non ho capito perfettamente come avviene il pagamento se direttamente o tramite un "caporale", in ogni caso il metallo va pesato).

Grazie ancora per esserti fermata, ciao! :)

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Ciao Irene...

come ti ho scritto poco fa, questo è uno dei tanti brani che ho letto prima di iscrivermi.

Dato che sono passati un po' di giorni, credo di essere in grado di scrivere un commento senza farmi influenzare da tutti gli altri letti a suo tempo. 

Ti chiedo scusa in anticipo se ti segnalerò dei doppioni... :)

 

Ho notato qualche spazio doppio qua e là... niente di importante... il resto sono solo modifiche che farei a mio puro gusto personale.

 


Un piccolissimo animaletto di plastica, giallo e sorridente.


Qui toglierei la virgola

 


Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato ancora una volta  la scatola del metallo dal padrone, alle bilance


Aggiungerei una virgola dopo "posto"

 


In generale un frammento toccante... lo leggi, e inizi a guardarti in giro e a pensare.

Troppo spesso ci incazziamo o ci lamentiamo della nostra situazione, quando viviamo senza farci mancare niente e senza, o quasi, un vero problema al mondo.

E' un pezzo che ti fa aprire gli occhi, e guardare ben oltre quello specchio che ci ostiniamo a fissare per vedere cosa ci manca, quando in realtà abbiamo fin troppo.

Non so in che modo tu sia venuta a conoscenza di questo posto, se per caso o se ti sia informata apposta...

in ogni caso, complimenti davvero e a rileggerci

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Ospite ire70

Grazie Hieronymus per esserti fermato a commentare!

Sono contenta  che tu l'abbia apprezzato e grazie per il consiglio sulle virgole (non so se capita solo a me, ma mettere le virgole - a parte nei casi ovvi- è una cosa che non mi risulta facile per nulla). Sono venuta a conoscenza di questa realtà guardando un video postato in un forum che parla di modi di vita un po' più ecologici e di come evitare sprechi (e poi cercando in internet ho ricavato le altre informazioni). Grazie ancora, ciao! :)

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Ciao Irene,

bellissimo pezzo, molto toccante...

Come ti hanno già detto, anche io ho trovato farraginosa la frase: "Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato ancora una volta  la scatola del metallo dal padrone, alle bilance". Ora che l'hai spiegata, la cambierei così: "Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato, ancora una volta, la scatola del metallo sulle bilance, davanti al padrone".

Cambierei inoltre la punteggiatura qui: "Ma non è sparita e allora pensa che forse dopo il lavoro, in baracca,  mostrerà almeno a Bandele il suo tesoro", così: "Ma non è sparita e allora pensa che forse, quando tornerà alla baracca dopo il lavoro, mostrerà almeno a Bandele il suo tesoro".

Piccole sfumature... E ancora davvero complimenti!

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Ospite ire70

Ciao Papavero, e benvenuta anche a te sul WD :flower: !

Ti ringrazio tanto per il tuo commento e anche per i suggerimenti per le due frasi che sfrutterò sicuramente (anche perché - confesso -  quando mi accorgo che qualcosa stona decisamente, ma ormai è stato letto, un po' mi vergogno a rileggere il brano per rimaneggiarlo, mi sembrano errori madornali quelli che ho fatto ed è un po' una sofferenza trovare alternative finchè non ho preso un po' le distanze da quel testo, mentre se ho dei suggerimenti che trovo subito validi mi viene tutto più facile, perciò grazie mille!). A presto!

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Ospite ire70

Ti ringrazio di cuore Il Soldato! ... e anche a te benvenuto :)

sono decisamente contenta se apprezzi questo testo così com'è.

Ciao e ancora grazie per esserti fermato a commentare!

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Non passo mai in questa sezione, ecco perché questo tuo frammento mi era sfuggito... per fortuna, come tu sai, non del tutto ;)

Ma visto che l'ho trovato, ripasserò appena avrò un attimo. :)

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Ciao Irene! Premetto che non ho letto i commenti precedenti, perciò non so se te l'hanno fatto già notare, ma penso che a volte le frasi siano un po' troppo lunghe, sarebbe opportuno spezzarle con dei punti e virgola o punti fermi.

Il contenuto è molto toccante, soprattutto se l'ispirazione è stata una breve immagine, però quando parli del dolore al piede, al posto di dire che l'aveva, mostrerei più che altro delle conseguenze: che so, un andatura più irregolare, un gemito che si lasciava sfuggire, soprattutto perchè all'interno del testo si viene distratti dal "tesoro", perciò ci si dimentica della ferita. Anche perchè aggiungerebbe quel pizzico di empatia anche a livello fisico, non solo emotivo.

Per il resto niente da aggiungere, lo trovo davvero molto particolare come racconto. A rileggerti! ;)

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Ospite ire70

Ciao Nemesis, grazie per esserti fermato a commentare!

Che alcune frasi siano un po' troppo lunghe o poco chiare me l'hanno fatto notare, sì, e infatti  ora lo penso anch'io; hai ragione anche sul fatto di "mostrare" il dolore piuttosto che "raccontarlo" (e infatti bisognerebbe farlo sempre), specialmente per creare empatia a livello fisico, è vero, non ci avevo pensato: in effetti la ferita è introdotta solo all'inizio e poi l'ho un po' dimenticata (grazie, ottima osservazione!). E sono contenta se l'hai trovato particolare.

Grazie ancora, ciao! :)

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Ma  oggi è felice.

 

Non mi piace molto questa frase che comincia con ma... Secondo me suonerebbe meglio così: oggi però è felice.

 

Bandele, suo cugino, continua a rovistare con i piedi nella melma scura  e schiumosa per recuperare altri fili elettrici. Tiene lo sguardo fisso in quell'acqua e non lo vede passare mentre lui ritorna al suo posto dopo aver svuotato ancora una volta  la scatola del metallo dal padrone, alle bilance.

 

Trovo questa frase un po contorta.. Ho dovuto leggerla un paio di volte prima di capire bene chi faceva cosa. Forse, però, sono io che sono tonto!!  :asd:  :asd:

 

L'importante per lui è che nessuno se ne accorga fino a quando potrà uscire dalla discarica e godersi in pace quella meraviglia.

 

Metterei: per lui l'importante è che nessuno....

Suona meglio.

 

 

Ti ho lasciato solo un paio di appunti sul testo. Ho trovato questo frammento delizioso. Scritto molto bene, con una semplicità disarmante che va a braccetto con la situazione narrata.

Sei riuscita a caratterizzare ottimamente il giovane protagonista, senza dilungarti in noiose descrizioni caratteriali, ma semplicemente mostrandocelo. Coi suoi piccoli gesti e i suoi pensieri ingenui ci appare reale, tangibile.

L'intera situazione è toccante. Non so se tu sia mai stata in questo posto e abbia visto coi tuoi occhi queste situazioni. Quello che conta è che, in ogni caso, sei riuscita a trasmetterla benissimo.

Davvero tanti complimenti.

Spero di rileggerti presto,

Marco.

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Ospite ire70

Grazie mille, Marco, per il tuo commento :) mi fa molto piacere se lo trovi scritto bene;

tranquillo non sei tu che non hai capito quella frase, me l'hanno fatto notare tutti che è un po' contorta e infatti lo è davvero!

Grazie anche per gli altri appunti.

In realtà non ho visto di persona queste situazioni, ma solo attraverso delle testimonianze... e volevo provare a trasmettere proprio quel senso di desolazione che ho "letto".

Grazie ancora, a presto!

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