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White LionHeart

Poesia - Quale editore scegliere?

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Grazie Calipso, lieta di trovarti qua e là su wd, e che parli bene di noi, invero mi stavo chiedendo come mai nessuno ci avesse menzionato dato l'enorme attenzione che diamo alla poesia e del lavoro certosino che svolgiamo. Cmq ti volevo ricordare che i libri già sono in vendita da metà settembre ed é già iniziata la distribuzione. :) grazie ancora per averci pensato :)

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eccoci di nuovo Laura :) :) :) !!!  Ho trovato questo topic per caso ed ho ritenuto giusto e significativo sottolineare la mia esperienza positiva con voi e mettere in evidenza il premio e soprattutto le finalità del premio che trovo davvero importanti! Ah bene! :saltello: :saltello: :saltello:non sapevo che fossero già in vendita, pensavo fine mese! wow! Grazie a voi per tutto! :love: :love: :love:

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Vi segnalo Opposto editore, non è presente nella lista WD, ma vi assicuro che sono Free.

Pubblicherò un romanzo con loro a gennaio e hanno fatto un gran bel lavoro di editing al mio libro. Hanno una buona distribuzione e si impegnano molto per pubblicizzare i libri.

Pubblicano anche poesia.

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Mai scritto una poesia, ma nel caso aprirei un canale youtube e le leggerei lì: se sono forti, divertenti, emozionanti nel tempo ti crei di sicuro un seguito e poi pubblichi certo di avere un buon bacino di lettori, se fanno pena - com'è giusto che sia - ti copri di ridicolo e smetti di scriverle.

 

La pubblicazione così dal nulla mi sembra abbastanza inutile, così come metterle sui siti di poesia (presumo frequentati solo da gente che le scrive). Meglio un ebook gratis  autopubblicato o metterle su Wattpad, così almeno vedi se senza pagare qualcuno te le scarica: se dopo sei mesi totalizzi 10 download, forse l'idea di cercare una casa editrice non era poi così buona...

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Kindred non è vero che sui siti leggono le poesie solo chi le scrive. Io ho "molti" lettori che non scrivono poesie, anche qui su WD molti che apprezzano le mie poesie non le scrivono.

Scrivere poesie è una cosa, leggerle è un'altra . Ci vuole studio per riuscire a leggere una bella  poesia e a "non far cacare i cani morti".

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La Poesia non è una questione solamente commerciale, mi azzardo a dire, anche perché non ci si improvvisa "poeti". Lo scrivo tra virgolette perché, nonostante sia una scrittrice di versi, ho così grande reverenza per l'Alta Parola che utilizzo il termine solo per Dante, Leopardi, Montale e dintorni. La Poesia non segue il linguaggio della comunicazione "normale", ha regole e linguaggio che le sono propri e non sono certo quelli della narrativa. I destinatari? scherziamo? Chi può dire chi siano i destinatari? Chi può conoscere fino in fondo il messaggio contenuto in un testo poetico? Il testo si sgancia dalla volontà dell'autore, per dire altro ed evocare ciò che magari l'autore neanche conosce. E poi vuoi mettere la carta? l'odore della carta? non aprirei mai un canale you tube dove me la canto e suono da sola, mi pare così squallido testare l'ipotetico pubblico. E se anche non dovessero piacere le mie poesie, sarei contenta lo stesso che un editore abbia deciso di  credere in me, qualunque sia il numero dei lettori. Magari un po' più di rispetto per la poesia non guasterebbe il cui destino non è certo quello di finire in siti specializzati letti solamente da chi le scrive. Grazie ;)

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ops! oggi si dice "riverenza" se ho scritto "reverenza" è per il termine di riferimento usato da Dante nel Convivio e nella Commedia e in altre opere. Studiando Dante ogni tanto mi viene spontaneo scrivere il termine medievale. :)

  • Grazie 1

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Però originariamente, con Omero e compagnia, la poesia era diffusa per via orale, quindi l'idea del canale youtube non è una stramberia contemporanea ma è ultrarispettosa della tradizione.

 

Per il resto, se io che comunque sono un lettore forte di narrativa non saprei citare neanche il nome del maggiore poeta italiano vivente - no, sul serio: chi è? chi di voi, senza cercare con google, saprebbe dirlo? - significa che la poesia ormai, al di fuori di una nicchia infinitesimale di appassionati e degli obblighi scolastici, ha un ruolo del tutto marginale.

 

Per me non è nemmeno un peccato, solo una constatazione: se sorgesse un poeta davvero capace di produrre cose rilevanti e - non meno importante - di comunicarle a un largo pubblico, tanto che poi anche il salumiere sapesse il suo nome, allora tornerebbe ad essere rilevante. Ma, appunto, questo tipo di poeta a oggi non esiste, dato che non lo è nemmeno il più famoso tra quelli viventi.

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chi decide chi sia il Poeta? Tu? Una commissione tecnica di accademici? il pubblico? Chi? Leopardi nel 1827 venne sconfitto al Gabinetto Vieusseux da Carlo Botta, Le Operette Morali furono denigrate, maltrattate considerate stramberie da coloro che invece nello stesso anno recepivano come propria la ventisettana del Manzoni. Quindi...puoi dedurre il senso del mio discorso ;)

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On ‎10‎/‎12‎/‎2014 at 20:45, Calipso_ dice:

chi decide chi sia il Poeta? Tu? Una commissione tecnica di accademici? il pubblico? Chi? Leopardi nel 1827 venne sconfitto al Gabinetto Vieusseux da Carlo Botta, Le Operette Morali furono denigrate, maltrattate considerate stramberie da coloro che invece nello stesso anno recepivano come propria la ventisettana del Manzoni. Quindi...puoi dedurre il senso del mio discorso ;)

Scusate se riesumo questa discussione, sì, quel che dici è vero, ma poi col tempo si distingue bene Leopardi da Botta, questo perché dei criteri per distinguere cosa è arte (parlo in generale) da cosa al massimo la imita, più o meno bene, ci sono; il problema è che non emergono necessariamente al primo impatto dell'opera con critica e pubblico e nemmeno al secondo, serve tempo e ponderazione di solito, perché sulle prime tendono a prevalere logiche di critica vecchie e superate, legate a 'canoni tradizionali'.

 

Comunque già queste logiche, più spesso che no, fanno un certo lavoro di scrematura in cui su 100 opere giustamente 'scremate' ci può capitare un errore, ma normalmente col tempo si corregge. Poi ci sono anche casi fortuiti. Che poi il giudizio di gusto ed estetico in senso lato rimanga soprattutto soggettivo, nessuno lo contesta, io sono libero di non amare Leopardi e adorare Botta se così sento e percepisco, però diciamo ciò non può fare testo in generale.

 

A parte questo, sono d'accordo sul fatto che la poesia più che ogni altro genere forse meriterebbe protezione e rispetto, purtroppo di questi tempi prevalgono logiche economiche, l'importante è non farsi distorcere la vista da queste, e non pensare che la poesia sia indegna solo perché non vende. C'è da dire anche che le troppe autopubblicazioni eap comprese e i troppi concorsi improvvisati e al 90% a pagamento, con rispettive antologie finanziate dai concorrenti, svalutano molto il mercato complessivo della poesia.

 

Ma, di nuovo, questo semmai è un motivo IN PIU' e non in meno per incoraggiare e premiare editori e contesti associativi e istituzionali, e anche i lettori!, che si sforzano per salvaguardare la buona poesia.

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On 14/3/2012 at 17:45, claritas ha detto:

Per quel che riguarda l’autopubblicazione di un libro di poesia, sollevo anch’io i miei dubbi.

Siamo ormai lontani anni luce dal tempo in cui Montale pubblicava da sé il suo primo libro di poesia: il mondo editoriale è troppo frammentato e non sempre garantisce opportuna visibilità. Ritengo perciò che un libro di buona poesia non possa essere distinto da un buon progetto editoriale.

Inoltre, per essere un po’ più esplicita in tema di autopubblicazione - soprattutto nell’ambito della poesia – non posso passare sotto silenzio l’idea tanto comune secondo cui chiunque possa scrivere in versi. Basta spezzare la frase e andare a capo - il gioco è fatto.

Questa convinzione così diffusa ha causato tuttavia molti danni (oserei dire, danni psicologici, ma non mi attardo troppo su questo punto). Per chi, come me, ama leggere Poesia, è una sofferenza sfogliare tante pagine inutili di pseudo-poesia: ne trovo tanta su internet, ma anche sui cari buoni vecchi libri di carta. Per questo, con riguardo alla poesia, ritengo che l’autopubblicazione non andrebbe promossa, ma vietata (esagero volutamente su questo punto).

Non rinuncio all’idea che la Poesia sia in grado di farsi notare anche dagli editori seri (e sani) e di acquisire lo spazio che merita negli scaffali delle librerie.

 

Se la propria raccolta è stata letta, commentata, apprezzata, se ci si è confrontati con persone più o meno autorevoli e si ha coscienza di aver scritto qualcosa di valido, allora l'autopubblicazione ha senso quando la pubblicazione. Dirò di più: un libro di poesie ha vita molto breve, quindi ha molto senso l'autopubblicazione su store grandi come Amazone, dove un libro rimane praticamente immortale. Tutto, se la propria raccolta ha un valore, di cui l'autore dovrebbe accertarsi.

 

Jk

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On 17/11/2014 at 21:22, Paola Orsini ha detto:

La Poesia non è una questione solamente commerciale, mi azzardo a dire, anche perché non ci si improvvisa "poeti". Lo scrivo tra virgolette perché, nonostante sia una scrittrice di versi, ho così grande reverenza per l'Alta Parola che utilizzo il termine solo per Dante, Leopardi, Montale e dintorni. La Poesia non segue il linguaggio della comunicazione "normale", ha regole e linguaggio che le sono propri e non sono certo quelli della narrativa. I destinatari? scherziamo? Chi può dire chi siano i destinatari? Chi può conoscere fino in fondo il messaggio contenuto in un testo poetico? Il testo si sgancia dalla volontà dell'autore, per dire altro ed evocare ciò che magari l'autore neanche conosce. E poi vuoi mettere la carta? l'odore della carta? non aprirei mai un canale you tube dove me la canto e suono da sola, mi pare così squallido testare l'ipotetico pubblico. E se anche non dovessero piacere le mie poesie, sarei contenta lo stesso che un editore abbia deciso di  credere in me, qualunque sia il numero dei lettori. Magari un po' più di rispetto per la poesia non guasterebbe il cui destino non è certo quello di finire in siti specializzati letti solamente da chi le scrive. Grazie ;)

 

Da buon lettore di poesia

Un libro di poesie cartaceo di uno sconosciuto quante copie può vendere? a quanti lettori può arrivare ?

Da convertito al digitale, credo che sia ora di abbandonare questa malinconia dell'odore della carta e cercare la strada che faccia arrivare i versi di autori di poesia sconosciuti al più alto numero di lettori possibile. La strada da percorrere è quella di cercare spazio in blog seri ed autorevoli che trattano poesia, lasciare decantare lì i propri versi. Poi, solo poi, proseguire con una raccolta anche autopubblicata, digitale e cartacea, ma sicuramente digitale, che potrà essere letta sempre. In merito al linguaggio poetico, sono d'accordo con te che deve essere altro rispetto al linguaggio normale, ma attenzione, deve comunque essere un linguaggio aderente agli anni che stiamo vivendo:  Dante è stato, va studiato, di là si passa, ma per proseguire oltre.

 

Jk

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Gentili amici, 

 

per la poesia, come editore assolutamente FREE (ossia editore che pubblica gratuitamente e con alcune copie in omaggio, e senza nessun obbligo contrattuale di acquisto obbligatorio di copie autore) segnalo le Marco Saya Edizioni di Milano, per il quale dirigo un paio di collanine (Sottotraccia - per autori italiani, preferibilmente esordienti; e Kelen - per autori stranieri in traduzione con testo a fronte).

 

Si accettano manoscritti in valutazione e pubblicabili per il prossimo anno.

 

Ovviamente per essere selezionati (le pubblicazioni nella mia collana sono poche, giusto 2-3 l'anno, dunque medito bene cosa pubblicare) il requisito fondamentale è la qualità dei testi, unita alla la consapevolezza di cosa voglia dire fare oggi poesia, e dunque  leggerla, conoscerla, e infine scriverla per estrema esigenza e non per altro... Una poesia contemporanea, originale ma consapevole e netta.

 

Magari si può dare un'occhiata al catalogo sul sito dell'editore, eanche comprare qualche libro che può sembrare attrarre il proprio gusto,  e capire cosa si pubblica e su che strada va o vorrebbe andare l'editore.

 

Per inviare direttamente alla mia attenzione il manoscritto si può scrivere alla mail buxvsbooks@gmail.com mandando, in un unico file, l'opera completa che si vuole proporre e una breve biobliografia. Grazie a tutti e in bocca al lupo. 

 

Un caro saluto, 

 

Antonio Bux 

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Salve, per la mia collana (e parlo della mia collana e non di altro) la valutazione è sempre attiva, basta scrivere alla mail che ho riportato nel messaggio precedente ;) Grazie! Saluti

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