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Alex McGiro

Non essere capiti

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Ho provato a cercare nella sezione e non mi sembra di aver già visto un topic uguale, nel caso metto le mani avanti e chiedo subito scusa,

Premessa: durante l'estate, per staccare un attimo la testa dal manoscritto a cui sto dietro da mesi, mi sono messo a buttare giù racconti, storielle e frammenti vari in stile Irvine Welsh. La cosa mi è piaciuta, mi sentivo libero e al massimo della mia espressività a scrivere così, senza schemi e senza paranoie. Quasi l'ho preso come un gioco.

Andando avanti mi sono però reso conto che con quello stile mi ci trovo davvero a mio agio, quasi lo sento mio e uno di quei racconti è cresciuto sempre di più, fino a raggiungere e superare le 50 cartelle. Sto davvero pensando di trasformalo in romanzo, non appena avrò portato a termine l'altro progetto su cui lavoro da tempo.

Ho però una paura: non essere capito. Voglio dire, Welsh è Welsh e a uno come lui tutto è concesso o quasi. Io invece non sono nessuno; non vorrei che a spedire alle varie CE un romanzo "sboccato", fluido e diretto in quel modo venissi preso per uno che non sa scrivere.

Spero di essermi spiegato bene.

Voi cosa ne pensate? Avete mai avuto il timore di venire scartati per il semplice fatto di non essere capiti?

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Voi cosa ne pensate? Avete mai avuto il timore di venire scartati per il semplice fatto di non essere capiti?

Stiamo parlando di case editrici o di ragazze?  :wah:

 

Scherzi a parte: la risposta dovrebbe darla un editore. Quello che ti so dire è che un libro viene scelto sulla base dell'adeguatezza al suo target. Chiediti se hai un target e, nel caso, qual è, poi chiediti se gli potresti interessare.

 

Poco tempo fa ho letto "Ti amo, bastardo!" della Littizzetto. Non mi è piaciuto. Troppo sboccato, troppo volgare, troppo legato a meccanismi che funzionano soltanto in scena e che, sulla carta stampata, non rendono. Una bella frase ogni due sketch. Alcuni, sono convinto che non valga la pena di leggerli. Il libro è comunque commercializzato, perché era impossibile che non vendesse. La Littizzetto performer è fenomenale, la Littizzetto autrice (anche con la collaborazione di altri) non è, in questo caso, granché. Però ha lo stesso il suo target.

 

Non ho mai letto nulla di Welsh. Non conosco il suo stile. Se è pubblicato e tradotto in Italia, vuole però dire che il suo stile piace e che quindi, se l'intento è di essere pubblicati, vale la pena di prenderlo ad esempio.

 

Parto anche dall'idea che chi decide che libri pubblicare sia quantomeno moderatamente aggiornato sui trend di successo  : police :  Però ripeto, la mia è una risposta da outsider. Se uno degli editori che scorrazzano per il forum desse una risposta, sarebbe di certo più significativa.  :OO:

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Credo che il problema posto da Alex riguardi una sorta di possibile discriminazione: ciò che viene accettato da Welsh non viene accettato da uno scrittore sconosciuto.

 

Il problema è complicato dal fatto che non ci si può limitare a clonare la prosa di un altro, specie se molto riconoscibile. Bisogna crearne una propria, anche se magari su basi simili a quella dell'autore famoso.

 

Altrimenti si rischia di sentirsi dire: - Perché dovrei leggere il tuo libro quando ho a disposizione gli originali?

 

Alla fine sì, tutto sta nell'individuare un target al quale rivolgersi. Ma non è detto che sia lo stesso die lettori di Welsh. Anzi, quasi certamente sarà uno diverso. Di cui dovrai sforzarti di capire (o di plasmare) le esigenze.

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Credo che il problema posto da Alex riguardi una sorta di possibile discriminazione: ciò che viene accettato da Welsh non viene accettato da uno scrittore sconosciuto.

 

Il problema è complicato dal fatto che non ci si può limitare a clonare la prosa di un altro, specie se molto riconoscibile. Bisogna crearne una propria, anche se magari su basi simili a quella dell'autore famoso.

 

Altrimenti si rischia di sentirsi dire: - Perché dovrei leggere il tuo libro quando ho a disposizione gli originali?

 

Alla fine sì, tutto sta nell'individuare un target al quale rivolgersi. Ma non è detto che sia lo stesso die lettori di Welsh. Anzi, quasi certamente sarà uno diverso. Di cui dovrai sforzarti di capire (o di plasmare) le esigenze.

No alt un attimo. Un conto è ispirarsi a un autore, un conto è clonare. Chiaro che il secondo caso è da scartare ed è giusto lo facciano anche le CE per come vedo io le cose.

Il problema cui mi riferivo è quello citato nella tua prima parte di messaggio. A uno come Welsh può anche essere concesso di usare 10 volte la parola c***o in tre righe di testo. Ma a uno come me?

Io, per fare un altro esempio, ho messo un piedi questo personaggio che non è certo una cima. Il racconto è narrato in prima persona ed è pieno di errori grammaticali volontari ('gli' anche per il genere femminile, coniugazione del congiuntivo che lascia a desiderare eccetera)... Voglio dire, sicuro che una CE possa capire si tratti di cose volute e non cestini il manoscritto considerandomi un analfabeta?

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Ospite Claudio Piras Moreno

Alex secondo me un editore è in grado di capirlo benissimo, soprattutto se poi il narratore onniscente errori di questo tipo non ne fa. Ma talvolta anche al narratore è concesso esprimersi in un italiano scorretto o utilizzando inflessioni dialettali, penso al Ragazzi di vita di Pasolini, purché lo faccia con arte. Mentre, tutto ciò che in un romanzo è dialogo, è soggetto a criteri di coerenza. Ovvero se un personaggio all'inizio della storia parla in modo forbito, dopo non gli è "concesso" commettere troppi errori grammaticali, a meno che nel corso della storia non inizi a soffrire qualche patologia cerebrale (o per altre ragioni).

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Quoto Claudio Piras Moreno. In fondo la bravura di uno scrittore si pesa anche basandosi sulla capacità che ha di rendere un racconto credibile e la credibilità, specialmente in ambienti difficili, passa anche attraverso gli epiteti. 

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Credo che un editore serio il suo mestiere lo sapoia fare e sia in grado di discernere da una caraterizzazione del personaggio volutamente scorretta e la mancanza di conoscenza della grammatica. Poi, se in editore rifiuta il romanzo potrebbe non averlo capito, se lo rifiutano in tanti forse è perché il risultato non è poi così buono...

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Da avido lettore di Welsh ti dico: se prendo un testo di Welsh e lo propongo a mio nome a un editore a caso, è probabile che lo definisca un'oscenità :D
Ti dico anche: di manoscritti con uno stile "pulp" e sconesso simile a quello di Welsh ne ho già letti un po' in un anno di attività, e nonostante sia in teoria pane per i nostri denti, finora non ci è mai capitato di accettarne uno. C'è il rischio che restino appunto frammenti sconnessi, con uno stile magari forzato, e non diventi un romanzo, o una raccolta di racconti, degna di questo nome.
Con ciò non ti scoraggio ulteriormente, se è nelle tue corde provaci!

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Da avido lettore di Welsh ti dico: se prendo un testo di Welsh e lo propongo a mio nome a un editore a caso, è probabile che lo definisca un'oscenità :D

Ti dico anche: di manoscritti con uno stile "pulp" e sconesso simile a quello di Welsh ne ho già letti un po' in un anno di attività, e nonostante sia in teoria pane per i nostri denti, finora non ci è mai capitato di accettarne uno. C'è il rischio che restino appunto frammenti sconnessi, con uno stile magari forzato, e non diventi un romanzo, o una raccolta di racconti, degna di questo nome.

Con ciò non ti scoraggio ulteriormente, se è nelle tue corde provaci!

Mi sembra però di capire che le intenzioni dell'autore sono state capite, o sbaglio? Mettendo da parte il fatto che erano poi manoscritti sconnessi/forzati/senza uno scopo preciso :)

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Da avido lettore di Welsh ti dico: se prendo un testo di Welsh e lo propongo a mio nome a un editore a caso, è probabile che lo definisca un'oscenità :D

Ti dico anche: di manoscritti con uno stile "pulp" e sconesso simile a quello di Welsh ne ho già letti un po' in un anno di attività, e nonostante sia in teoria pane per i nostri denti, finora non ci è mai capitato di accettarne uno. C'è il rischio che restino appunto frammenti sconnessi, con uno stile magari forzato, e non diventi un romanzo, o una raccolta di racconti, degna di questo nome.

Con ciò non ti scoraggio ulteriormente, se è nelle tue corde provaci!

Mi sembra però di capire che le intenzioni dell'autore sono state capite, o sbaglio? Mettendo da parte il fatto che erano poi manoscritti sconnessi/forzati/senza uno scopo preciso :)

 

Da parte nostre sì, l'intento era chiaro, dipende dall'editore! 

Poi non so come sia il tuo caso, la lingua di welsh è molto particolare non solo per le parolacce ma perché prende molto dello slang scozzese (e nella traduzione italiana esce un bizzarro slang giovanile), almeno per le sue prime opere, in un caso simile deve esserci molta cura per linguaggio e stile, secondo me.

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