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Eleya

Delirio di un'aspirante scrittrice: nebbia...

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Ospite Signor Ford

Humm, Simone ma secondo te di che tratta il "signore degli anelli"?

Non posso fare altro che quotarti.

 

Ma soprattutto, vorrei ricordare a tutti quanti che le scelte dei generi che scriviamo dipendono dalle cose che vogliamo raccontare e da quelle che ci piacciono leggere, vivere, amare. Decisamente sono tutte al pari livello e non c'è un argomento migliore o uno peggiore. Esistono solo bei libri e cattivi libri. Ma la bellezza prescinde dall'argomento, bensì è calzante da come uno lo scrive, l'argomento.

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Ovviamente non era un insulto agli ebrei, ma io, personalmente, non riesco a leggere Primo Levi o Anna Frank perchè non sono nelle mie corde. Ovviamente io so bene ciò che è successo nella storia. Dicevo che vedo pubblicizzati in tv e sui giornali quel tipo di libri, e preferendo ed aspirando al fantasy, di fantasy italiano non vi è traccia. E poi mi annoio nel leggere di cose che posso vedere con i miei occhi semplicemente uscendo di casa. Non so se mi sono spiegato....:)

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Humm, Simone ma secondo te di che tratta il "signore degli anelli"?

Non cerco il significato profondo nel Signore degli Anelli, penso non lo faccia nessuno, neanche quando guardano i film.

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Dunque la letteratura è solo intrattenimento, e tutto ciò che non serve a rallentare la'ttività del cervello provocando uno stato di ebetudine lo si può buttare a mare. Peccato che moltissimi libri - quasi tutti, per la verità - contengono un qualche tipo di messaggio o di insegnamento. Se li si legge in maniera acritica, come sembri suggerire che si debba fare, questi messaggi li si incamera senza neanche accorgersene.

E va bene se si tratta del Signore degli anelli, che è una metafora della lotta al totalitarsmo, ma altri libri contengono messaggi molto più pericolosi e su cui è opportuno fare qualche riflessione di più.

Prima di lasciare che si depositino sul fondo della nostra mente inosservati.

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Humm, Simone ma secondo te di che tratta il "signore degli anelli"?

Non cerco il significato profondo nel Signore degli Anelli, penso non lo faccia nessuno, neanche quando guardano i film.

Quoto Nanni: la letteratura è intrattenimento, ma alla base di ogni libro c'è un messaggio del suo autore.

Aggiungo: se poi uno vuole mettersi dall'altra parte della staccionata e fare lo scrittore, non può proprio permettersi il lusso di ignorare i 'significati profondi' dei libri, né, e a questo si riferiva Bradipi, le vicende reali a cui si ispirano. Specialmente se si vuol scrivere un genere come il fantasy.

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Da lettore anche di Hemingway, Gide, Goethe, Simenon (no, in lui il significato profondo forse non c'era...)

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Esprimo solo il mio pensiero... :tze:

Eh, ma non è semplicemente "il tuo pensiero". Il tuo pensiero può essere: "mi piace il fantasy, non mi piacciono i libri sulla 'realtà'".

 

Nel momento in cui però dici "io leggo e scrivo fantasy perché i libri sulla realtà non mi piacciono", aspettati certamente che qualcuno ti faccia notare che, ad esempio, nel Signore degli Anelli si nascondono gli orrori della Grande Guerra (e non solo).

 

Nel momento in cui dici "penso che nessuno cerchi il significato profondo in un libro fantasy", aspettati certamente che qualcuno ti risponda "sì invece, io lo cerco".

 

I gusti personali non sono contestabili, ma tutto il resto sì. Altrimenti non stavamo neanche su un forum se non ci piaceva mettere in discussione le nostre idee.  :asd:

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Ovviamente non era un insulto agli ebrei, ma io, personalmente, non riesco a leggere Primo Levi o Anna Frank perchè non sono nelle mie corde. Ovviamente io so bene ciò che è successo nella storia. Dicevo che vedo pubblicizzati in tv e sui giornali quel tipo di libri, e preferendo ed aspirando al fantasy, di fantasy italiano non vi è traccia. E poi mi annoio nel leggere di cose che posso vedere con i miei occhi semplicemente uscendo di casa. Non so se mi sono spiegato.... :)

No, non ti sei per nulla spiegato. Perché perdonami ma se vuoi dire che uscendo per strada, oggi, pensi di vedere anche solo un'eco di ciò che hanno vissuto e narrato Primo Levi e Anna Frank, forse avresti bisogno di importela la (ri)lettura di "Se questo è un uomo" che sicuramente farebbe di te una persona diversa e un po' più consapevole. Le cose importanti da imparare non devono necessariamente essere piacevoli. Però vanno sapute per evitare di percepire la realtà in modo distorto.

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E aggiungo che, dal momento che i pochi testimoni ancora viventi di quanto accadde stanno scomparendo per ovvie ragioni anagrafiche, quei libri assumono un ruolo fondamentale e ancora più importante negli anni a venire

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ribadisco che mi annoio, non ce la faccio proprio a leggere Primo Levi, o chi per lui, e non c'entra niente con la consapevolezza degli orrori. Mi piace il fantasy, ecco tutto. (poi Tolkien voleva scrivere una saga pagana e molti l'hanno ritenuta cristiana, questo perchè credo che ognuno ricavi da una storia il proprio significato.)

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Esprimo solo il mio pensiero... :tze:

Eh, ma non è semplicemente "il tuo pensiero". Il tuo pensiero può essere: "mi piace il fantasy, non mi piacciono i libri sulla 'realtà'".

 

Nel momento in cui però dici "io leggo e scrivo fantasy perché i libri sulla realtà non mi piacciono", aspettati certamente che qualcuno ti faccia notare che, ad esempio, nel Signore degli Anelli si nascondono gli orrori della Grande Guerra (e non solo).

 

Nel momento in cui dici "penso che nessuno cerchi il significato profondo in un libro fantasy", aspettati certamente che qualcuno ti risponda "sì invece, io lo cerco".

 

I gusti personali non sono contestabili, ma tutto il resto sì. Altrimenti non stavamo neanche su un forum se non ci piaceva mettere in discussione le nostre idee.  :asd:

 

Giusto...però posso dire che mi annoiano, personalmente?

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(poi Tolkien voleva scrivere una saga pagana e molti l'hanno ritenuta cristiana, questo perchè credo che ognuno ricavi da una storia il proprio significato.)

 

Tolkien ha utilizzato elementi pagani, ma l'ideologia su cui si tiene tutto è un bel distillato di cristianesimo, che lui ne fosse cosciente o meno. Ma qui non è il caso di andare troppo nello specifico, o dovrei auto-censurarmi per OT.  :asd:

 

Giusto...però posso dire che mi annoiano, personalmente?

 

Suppongo di sì, fammi controllare...

 

*spulcia il regolamento*

 

Mmmmh, pare che quel mio emendamento contro la libertà d'espressione non sia passato alla fine. Quindi sì, pare proprio di sì.  :asd:

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posso dire la mia opinione? voglio scriverla senza dilungarmi quindi riassumo.

Bisognerebbe chiedersi innanzitutto: Cos'è la letteratura? e cosa ne fa veramente parte? e perché? 

ad esempio wikipedia riporta anche: ''non tutto ciò che è scritto è letteratura, per diventarlo, un testo scritto dev'essere mosso da un'intenzionalità precisa e da una conseguente logica strutturante"

 

Ad esempio, per quanto possa sembrare sbagliata la mia opinione, secondo me Harry Potter aggiunge poco alla letteratura, poiché quello che aggiunge al pensiero umano è nullo: classica ambientazione in una scuola con i tipici protagonisti adolescenti, ambientazione ripresa da opere del passato e trama normale. Potrei dire che harry potter è un classico? no, Eppure ha avuto un successo mondiale. 

 

Esistono tanti generi letterari,  come esistono diversi tipi di consumatori (i lettori) che leggono tali libri. C'è quello che legge il libro sotto l'ombrellone, quello che ne legge uno all'anno, quello assidio, l'accanito, etc. etc. 

Perché le copertine di tanti best-seller, specie di genere fantasy, sono così rifinite ed esteticamente belle? perché sono indirizzate al target per cui il prodotto è stato pensato, che sono in poche parole quelli che leggono il libro del momento.

In poche parole, per come la vedo io, non esistono generi letterari maggiori o minori. 

Così come il successo di tanti libri non rispecchia la loro qualità. 

non è tutto oro quel che luccica è un proverbio che può esprimere come la penso io.

 

Alla fine, come è già accaduto nei secoli precedenti,

Il libro che entra nella storia è quello pensato e formulato dall'animo umano nei suoi tumulti interiori, con motivazioni precise e profonde. Non ne sono l'emblema i classici, infatti?

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