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Elet88

I cani ai tempi dei Romani

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Salve a tutti. Questa è una domanda per chi ne sa davvero di storia romana e per chi è appassionato di cani.

Sapete dove posso documentarmi per capire quali razze canine erano "in voga" nel I secolo d.C. nell'Impero Romano? Ho letto molto del rottweiler e del mastino napoletano, ma altre razze non erano presenti?
Nella mia scena volevo inserire un amico dell'imperatore Tiberio che si siede nel suo studio, e a fianco ha il fedele alano che accarezza sempre due volte dietro le orecchie prima di mettersi a scrivere.
Potrebbe essere fattibile la cosa? :)

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Il sito degli alanisti dice che non è possibile, la razza è comparsa dopo la fine dell'impero romano.

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Ospite Valpur

Mi risulta fosse già presente il cane corso, che è un po' più simile all'alano dei mastini. Anche il cirneco dell'Etna è una razza molto antica e plausibilmente già utilizzata per la caccia ai tempi dei romani.

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C'è un meraviglioso racconto di Andrea Pazienza, purtroppo incompiuto, che ha per protagonisti dei cani molossoidi, da guerra - facendo una ricerca trovo che sono cani corsi, ma non me lo ricordavo - ai tempi di Annibale.

Non so quanto Pazienza si fosse documentato, nella sua storia i cani vengono attrezzati con delle lame sulla schiena per sventrare i cavalli e sono estremamente feroci.

A quanto ne so i romani, almeno in epoca repubblicana, disprezzavano i cani, considerandoli impuri. Probabile però che in peoca imperiale questo disprezzo si fosse attenutato.

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Ospite Valpur

In realtà ai tempi dei romani i cani venivano ampiamente utilizzati per la pastorizia, la caccia e la guerra (canis pugnax). Non so in effetti se fossero considerati animali da compagnia, cosa invece diffusa già prima dell'anno Mille; gli antici romani erano un po' estrosi coi loro pet e amavano particolarmente gli uccelli colorati (fagiani e faraone nostrane per i più poveri, mentre chi aveva soldi poteva permettersi pavoni e gru).

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Per usarli li usavano, di questo sono sicuro. É anche probabile che qualcuno si affezzionasse ai suoi cani. Però credo li considerassero impuri, ma potrei sbagliarmi.

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Per usarli li usavano, di questo sono sicuro. É anche probabile che qualcuno si affezzionasse ai suoi cani. Però credo li considerassero impuri, ma potrei sbagliarmi.

 

Uhm, cosa interessante... che complica notevolmente quello che volevo scrivere :perchè:   Magari potrei risolvere dicendo che quel quadrupede aveva servito in battaglia ma ora, anziano e malmesso, era entrato in una fase di onorato riposo. Però se erano disprezzati, dovrei scrivere che l'amico di Tiberio "nutriva un particolare interesse verso quei quadrupedi, cosa malvista agli occhi di molti".

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Io ho un cane corso e ti confermo che in epoca romana erano presenti. Ho un po' di libri su questa razza. Ora mi documento meglio :)

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Per informazioni su quello che i romani pensavano dei cani, puoi leggere Plinio, Naturalis historia, libro VIII, 142-153.

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Il mio "Libro dei cani" (Gino Pugnetti ed. Mondadori) dice nella postfazione storica che il cane, tra i primi animali a essere selezionato dall'uomo,  è presente fin da epoche remote presso i vari popoli, per lavoro, caccia, guardia e compagnia. Segue elenco (egiziani, greci, fenici, cinesi ecc.) di quelli che hanno lasciato evidenze artistiche di tali funzioni, Romani compresi.

La datazione presumibile o certa delle varie razze accompagna la descrizione di ciascuna. L'alano per es. deriverebbe dal veltro del '500 e infatti non fa al tuo caso, mentre il mastino (ora  inglese) si trova in bassorilievi assiri e babilonesi e  sarebbe stato importato dai fenici, entusiasmando i legionari di Cesare. Indica  quali razze vorresti citare e provo a fare un controllo.

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Insisto col cane corso, ma perchè ho un debole per questa razza. 

Il cane corso attuale è molto simile al canis pugnax, e cioè il molosso romano, quindi non avresti difficoltà nel descriverlo correttamente. All'epoca (come anche da noi prima della legge del 2006 o 2007) avevano le orecchie tagliate e non lunghe.

Il molosso romano era impiegato in guerra, nella caccia della grossa selvaggina, con il bestiame, ma era soprattutto un guardiano.

E' un cane dalla muscolatura possente, che possiede grande forza fisica. E' un "cane da presa": se addenta, non molla.

In battaglia, i molossi romani erano veri e propri soldati, con tanto di armatura.

Il nome "corso" pare gli sia stato dato nel Medioevo.

E' un cane dal carattere molto fiero, attaccatissimo al padrone. Non ho trovato particolari indicazioni sui rapporti tra uomo romano e cane.

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. Indica  quali razze vorresti citare e provo a fare un controllo.

 

 Grazie sefora e grazie a tutti quelli che hanno risposto (Asopo sempre pronto a rispondere alle mie "domande romane" :D)

 

Io sefora ho inserito un bel cirneco dell'etna. Riesci a tirare fuori qualcosa dal tuo libro? Magari anche il nome che i latini davano a quella razza :) grazie mille!

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Ok, riassumo. Sarebbe giunto in Sicilia portato dai fenici, quale "grosso e generico levriero", modificando nel tempo taglia e corporatura a causa della penuria di cibo, tanto da essere erroneamente ritenuto autoctono.

Cirneco vuol dire proveniente dalla Cirenaica, il nome pare sia quello originario. Dell'Etna fu aggiunto per la diffusione in loco, dove si specializzò nella caccia di lepri e conigli, che  avvicina in assoluto silenzio.

Claudio Eliano (Sulla natura degli animali 200 a. C.) riferisce che gli si attribuivano "doti soprannaturali": presso i templi aggrediva i sacrileghi e festeggiava i devoti.

Lo standard prevede:  h.50 cm., 14 kg. circa, coda 30 cm., mantello leggero fulvo o sabbia.

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Troppo gentile sefora. Inoltre ho letto che il levriero era il cane prediletto delle case nobiliari e dei Patrizi, magari il cirneco era una derivazione più "popolare" :)

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Ospite morning_rain

In alcuni trattati si parla anche dell'utilizzo del lupo domestico, dalla cui genetica nacque poi il molosso, e del segugio, oltre che levriero e corso.

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