Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Writer's Dream Staff

Edizioni e/o

Post raccomandati

2 minuti fa, Draka dice:

@Diego Vitali volevo chiedere invece quanto tempo ci vuole per analizzare una proposta. Dopo quanti mesi richiedete il manoscritto intero? 

@Draka Questo dipende da molti fattori e non è sempre uguale, ma in genere i mesi tra un periodo di valutazione e l'altro servono tutti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, eva f dice:

Ciao Federico, la tua è una domanda interessante e ti do la mia risposta. Da lettrice, sono cresciuta leggendo moltissimi fantasy che in alcuni casi ritengo delle vere e proprie pietre miliari della letteratura. Quindi non ho niente contro il genere, anzi. Ma da editor di e/o, il mio compito è quello di seguire e comprendere la nostra linea editoriale. Nella fattispecie, come ha ripetuto più volte Diego noi facciamo narrativa letteraria che parli ai lettori delle realtà del mondo. Questa è la storia di e/o, noi siamo nati così. Il fantasy è un genere che se racconta la realtà lo fa in modo fortemente simbolico, ma molto più spesso si tratta di letteratura d'evasione, dove la fantasia e la capacità immaginifica dell'autore hanno un ruolo centrale, mentre l'originalità della trama è spesso in secondo piano. Lo dico senza nessun giudizio di valore, perché come ti ho detto mi piace il genere. Ma e/o fa altre cose, e includere generi che non fanno parte della nostra visione vorrebbe dire confondere i nostri lettori, la stampa etc, e per queste e altre ragioni non poter assicurare agli autori di quei generi che non sappiamo trattare (cosa peraltro difficilissima in generale) la riuscita del libro.

 

 

Bella ed esauriente risposta, che soddisfa i miei dubbi molto più di quella di @Diego Vitali  (che non me ne voglia, naturalmente) meno approfondita.
Sicuramente se avete, per vocazione, la voglia di mettervi in gioco con libri che trattano tematiche legate al realismo è che chiaro che chi come me ama perdersi in mondi fantastici dove la natura è ancora pressoché incontaminata e l'unica cosa paragonabile al progresso tecnologico è frutto delle arti magiche, non può che farsi da parte augurandovi, ovviamente, i maggiori successi possibili.

Sempre auspicando, però, che in un futuro più o meno prossimo, subentri in voi la voglia di cimentarvi anche in qualcosa di più leggero, forse anche "frivolo" rispetto a ciò che trattate solitamente, però altrettanto necessario e gradevole nel panorama letterario, come il genere che io amo più di altri.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, Emipo dice:

@Diego Vitali io avevo inviato uno storico. forse il genere era pure azzeccato, ma doveva essere una ciofeca ;(

Magari semplicemente non era adatto a noi, per un motivo o per l'altro (di storici ne facciamo comunque pochi). Questo non lo rende una ciofeca. Ogni editore fa la sue scelte, non si arrenda!  :) 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, Federico72 dice:

 

 

 è che chiaro che chi come me

 

 

oppsss...svista colossale....chiedo venia...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono molto contento che E/O abbia risposto, e di come lo abbia fatto. Ci tengo a sottolineare un passaggio della risposta di Eva:

 

4 ore fa, eva f dice:


Intanto due parole su come funziona la nostra casa editrice: siamo un editore indipendente medio-piccolo che pubblica attorno alle 40 novità (

 


 

 

Per un editore che ha in casa una scrittrice di fama mondiale è un atto di umiltà eccezionale che, almeno nel mio caso, non è passato inosservato. Il che, a prescindere da qualunque altra considerazione, dà speranza. 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi inserisco nella discussione da ultimo arrivato. Perché mi pare manchi un elemento fondamentale (perlomeno nelle ultime due pagine di post, non so prima). Ma se una casa editrice pubblica tanti stranieri, forse non è - anche - colpa/scelta di chi comprano libri di autori stranieri? Mi pare che sia un fatto riconosciuto che gli italiani siano esterofili in tutto, anche in letteratura? Se magari leggessimo più autori italiani, magari la E/O e tante altre case editrici pubblicherebbero più italiani o no?  Fate dunque come me, che compro solo autori italiani... vi assicuro che non sono niente male... 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Parafrasando Gianni Morandi si potrebbe anche dire: “Due su un milione ce la fanno”. 

Avrei anch’io il desiderio di porre qualche domanda a @eva f

1)Quali sono, in ordine di preferenza, gli aspetti che notate nelle proposte che vi arrivano? Facendo sempre riferimento a questa famosa intervista riportata sul forum, già il “tono” di un’email rispetto a un’altra, potrebbe essere indice di selezione. Verrebbe da pensare che un “Buongiorno” invece di “Buonasera” o un “Egregio” invece di “Gentilissimo” potrebbe già essere una discriminante. Fate riferimento anche alla “sobrietà”, non vi sembra di perdervi in tanti formalismi inutili prima di passare al romanzo, l’unico vero oggetto di valutazione?

2)Nell’invio delle proposte editoriali chiedete anche:

Cita

le motivazioni della scelta della nostra casa editrice (perché il vostro lavoro è aderente al nostro catalogo e per quali motivi, perché ne conoscete la storia o ne apprezzate le scelte, per altri motivi personali, ecc.).

Mi sembra come chiedere a un “carnivoro”perchè preferisce la carne…

Non credo che un autore si rivolge a un editore per puro divertimento. Dovreste valutare voi se l’opera è pertinente alle vostre richieste. Pure qui, mi sembra che si cincischia. I veri feedback restano sempre quelli dei lettori.

3)Vi definite un editore medio – piccolo, desidero conoscere il vostro punto di vista riguardo all’uso dei pseudonimi. Se un autore esordiente ne decide l’utilizzo e quindi non vuole apparire in pubblico, non partecipa alle presentazioni e campagne pubblicitarie del libro (a volte fondamentali per la vendita di un prodotto), assecondate la sua volontà o ne rifiutate la pubblicazione?

Grazie.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bella la domanda sugli pseudonimi e sul non apparire in pubblico. È una cosa che mi interessa personalmente 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Psyd @Nuwanda Sulla questione degli pseudonimi: abbiamo diversi autori che non amano apparire in pubblico (un nome per tutti, Elena Ferrante) e non è mai stato un problema.

 

Rispondo velocemente anche alle altre domande, poi se Eva vuole integrerà:

 

- Gli aspetti che notiamo nelle proposte sono prima di tutto la bellezza delle storie e della scrittura, la personalità e padronanza dello stile, la capacità di coinvolgere il lettore. Poi viene tutto il resto. La sobrietà è sicuramente apprezzata, ma più a livello personale, come in qualunque interazione umana, e non supplisce alla bontà del testo se questa manca.

- Chiediamo agli aspiranti scrittori perché hanno deciso di mandare a noi per capire se ci conoscono o se stanno inviando il proprio manoscritto in automatico un po' a tutti. Così facendo vorremmo incoraggiare chi si propone a fare invii più consapevoli e meno casuali. Anche perché risparmieremmo tutti tempo e fatica.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Diego Vitali  riguardo agli invii con motivazione, mi pare giusto fare invii mirati, ma credo che solo in pochi abbiano la pazienza (il masochismo) di aspettare 6 mesi senza nessuna risposta. Accetto il vostro punto di vista, ma mettetevi un istante da quest'altro lato della barricata...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Diego Vitali apprezzo tanto, ma proprio tanto questo confronto schietto. E mi piace ancora di più se si guardano le statistiche. Lo dico con grande sincerità, è un bello scambio che denota amore per la scrittura sia da parte degli autori che della vostra CE. Si sa che non ci sarà mai un incontro. Una storia d'amore che mai nascerà, eppure seduce.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Grazie anche a te @Diego Vitali :)

Cita

se stanno inviando il proprio manoscritto in automatico un po' a tutti.

 

Cosa ci trovi di male a inviare il manoscritto anche ad altri editori? Esiste una certa libertà, che concede il diritto a un editore di rifiutare un romanzo e a un autore nel proporsi a diverse case editrici. La vostra CE, per chi pratica questo mestiere, non è di certo sconosciuta ;-)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono gli editori di Elena Ferrante, vi pare che possano essere contro gli pseudonimi?:gokulol:

 

 

A proposito. @Diego Vitali @eva f ,  tutta la mia solidarietà per la vergognosa inchiesta de Il sole 24 ore. A mio avviso una delle vicende più tristi dell'editoria italiana negli ultimi anni.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@matrai grazie :)

 

@Nuwanda Non c'è niente di male a inviare la propria opera a più case editrici, mi riferivo però all'eccesso di inviare senza criterio. Ripeto, ci arrivano continuamente testi di poesia, saggi, biografie, fantasy, che non trattiamo proprio. È principalmente questo che vorremmo evitare. 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Innanzitutto grazie a chi ha usato belle parole nei nostri confronti.

Per quanto riguarda invece alcuni dei dubbi sollevati:

 

- L'invio simultaneo a più editori non costituisce un problema, e non è questo che stava dicendo Diego. Quello che intendeva il mio collega è che nella convinzione di avere più chances di pubblicazione molti autori inviano i propri manoscritti a case editrici che non hanno nulla in comune con loro. E' essenziale conoscere il progetto editoriale di una casa editrice prima di proporgli il proprio romanzo, ed è per questo che chiediamo le famose cinque righe di motivazione. Come ho cercato di spiegare in precedenza, l'editore non è solo qualcuno che si preoccupa di impaginare, stampare e distribuire un libro: è qualcuno che ha una visione della letteratura precisa quanto quella di chi scrive. I due gusti devono essere allineati, è essenziale per lavorare bene insieme. Quindi ben venga l'invio a molte case editrici in simultanea, stimola anche la sana competizione tra editori e può accorciare in questo senso i tempi di valutazione. Quello che a parer mio non funziona è l'invio indiscriminato a chiunque accetti di valutare le proposte, perché ci sono molti altri fattori in gioco. 

- La storia del messaggio di Fabio Bartolomei francamente la trovo un po' campata in aria. In quell'intervista ho detto che mi aveva colpito la sobrietà della mail al confronto con tante altre dai toni diversi, a volte molto arroganti. Non credo ci sia bisogno di dire, però, che il libro non è stato scelto per la mail di presentazione. Giulia 1300 e altri miracoli è, per noi, un bellissimo libro, assolutamente riuscito come prima opera. Altre mail di presentazione di manoscritti buoni avevano una forma diversa. Come non mi stanco di ripetere, non ci sono regole, solo... buongusto?
 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, Diego Vitali dice:

@matrai grazie :)

 

@Nuwanda Non c'è niente di male a inviare la propria opera a più case editrici, mi riferivo però all'eccesso di inviare senza criterio. Ripeto, ci arrivano continuamente testi di poesia, saggi, biografie, fantasy, che non trattiamo proprio. È principalmente questo che vorremmo evitare. 

Ecco appunto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@Nuwanda secondo quello che vuole dire @Diego Vitali con invii mirati è che spedire a casaccio non giova a nessuno ne a noi che attendiamo risposta ne a chi giudica. Esempio la CE non pubblica romanzi per ragazzi a questo punto è inutile spedire un romanzo per ragazzi alla E/O. Più accortezza da parte nostra comporta più opportunità per noi e gli altri. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi rimane incredibile pensare che chi ha avuto la forza e la pazienza di stare ore e ore a stendere prima, a leggere e rileggere un proprio testo, poi, non abbia la stessa attenzione e la stessa abnegazione nella scelta di chi contattare per proporre il frutto del proprio lavoro.

Mi rimane incredibile, e mi infastidisce, perché denota una superficialità e una mancanza di rispetto sia verso il proprio lavoro che nei confronti di quello degli altri.

Dove per "altri" intendo sia gli editori, che devono sobbarcarsi una mole di lavoro maggiore del dovuto, sia gli aspiranti autori (quindi anche me stesso) poiché le conseguenze di questo invio indiscriminato rallentano le valutazioni dei lavori di coloro che hanno selezionato con cura i contatti cui inviare i manoscritti...

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@Federico72 non si tratta di superficialità e mancanza di rispetto ma di inesperienza per questo ci confrontiamo nel WD

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Scusami @eva f, ma trovo la tua risposta alquanto singolare e vorrei approfondirla, ti ringrazio nuovamente per la disponibilità. Riguardo all’invio simultaneo e indiscriminato, credo che il progetto editoriale della CE è facilmente reperibile dal sito, queste frasi possono essere un esempio:

Cita

Alcuni aspetti della produzione sono apparentemente simili a quella adelphiana e il pubblico è in parte comune, ma il progetto ha una sua netta specificità. Le Edizioni E/O infatti promuovono una ricerca costante e attenta alle contaminazioni di genere, in una letteratura che interagisce con il mondo e ne propone una mappatura.

Il “genere” di un testo si potrebbe inserirlo anche nell’oggetto dell’email eliminando quelli non consoni (forse è possibile anche con un programma apposito).

Invece il buongusto… Non c’è niente da fare, quello resta una cosa soggettiva che non dovrebbe avere nulla a che fare con una valutazione oggettiva. Queste altre mail di manoscritti buoni, ma che avevano forma diversa… sembra quasi ci sia un “galateo” da rispettare. È davvero così? Un Oscar Wilde o Charles Bukowski? La loro biografia potrebbe non corrispondere a un certo buongusto o forma, forse, desiderata, nonostante i manoscritti siano buoni… Mi sembra sempre, che oltre a un testo “buono”, si ricerchi anche un autore “modello E/O”.

Modificato da Nuwanda

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Adesso, Mirtillasmile dice:

@Federico72 non si tratta di superficialità e mancanza di rispetto ma di inesperienza per questo ci confrontiamo nel WD

 

Perdonami, ma non sono d'accordo.

L'inesperienza, di fronte a un caso come questo c'entra il giusto.

Se tu cerchi un lavoro come, per esempio, cuoca pasticcera, non credo che offrirai i tuoi servigi alla Fiat, o a Mediaset...

Mi rendo conto che ho fatto un esempio un po' banale e forse stupido, ma è il primo che mi è venuto in mente.

Anche un ragazzo che in cerca della prima occupazione, per quanto inesperto possa essere, dovrà valutare in modo oculato dove spendere

le proprie energie, pena una pessima figura e lo spreco di risorse, non credi?

E la stessa cosa dovrebbe valere anche per chi, come noi, è in cerca di editori che ci pubblichino...

Sapessi quante volte ho imprecato, davanti allo schermo, perché CE che ritenevo interessantissime per alcuni aspetti, non potevo prenderle in

considerazione perché dichiaravano esplicitamente di non apprezzare il genere in cui mi sono cimentato io...

E per questo, seppur a malincuore, ho rinunciato a inviargli il mio lavoro...

 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@Federico72 alle volte c'entra anche l'entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova. Concordo con te che bisogna prima fare ricerca e poi inviare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Alessandro Furlano

Ringrazio lo staff di e/o, che è una ottima casa editrice (ho conosciuto e apprezzato chi ci collabora) e si dimostrano molto disponibili.

 

Per lavoro mi occupo anche di statistica e 2 selezionati di 8000 ricevuti non è rilevante, è equiparabile a zero.

Per quanto (come valutatore di manoscritti, nel mio piccolo) sia consapevole del livello medio basso del materiale che arriva, ritengo che su 8000 manoscritti ricevuti sia statisticamente sconcertante non averne trovato pressoché nessuno di vostro interesse.

Ma essendo questa la realtà (non ho motivo di dubitarne) la mia domanda è: chi ve lo fa fare? Avete mai fatto due conti di quanto vi costa questo immane lavoro di selezione che poi approda sempre (2 su 8000 è "sempre")  a un nulla di fatto?

Certo un giorno potrebbe capitarvi il nuovo Umberto Eco, ma, sempre a livello di statistica, quanto lo ritenete probabile? Tanto da giustificare un tale esercito di valutatori costantemente col pollice verso?

 

Grazie :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@Pennywise però dobbiamo essere oggettivi e vedere quanti de quei 8000 erano veramente validi. Eva e Diego sono stati chiari sulla loro linea editoriale e hanno specificato che pubblicano 40 libri l'anno e per la maggior parte stranieri. 

Facciamo un grafico a torta: 8000 testi

-2000 genere giallo (inclusi thriller, etc..)

-1500 genere rosa

-400 narrativa per ragazzi

-1000 romanzi di formazione

-1500 fantasy

-il resto rientrano nella linea editoriale.

Ora comprendi bene che i romanzi non sono più 8000 ma 2600 perché un grosso numero è stato scremato per incompatibilità di linea editoriale, non perché fossero delle ciofeche.

E poi bisogna scremare i 2600 rimanenti (a questo proposito di invito a leggere un intervento di Eva nella pagina sette.)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Alessandro Furlano

@Mirtillasmile Non discuto questo. Dico che se il risultato finale è prossimo allo zero (qualunque sia il motivo), perché fare una costosa selezione?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Federico72 Ma sai credo più che altro che alcuni sappiano "vendersi" (specifico che non nintendo dare una valenza negativa a questo termine) o meno con mail di presentazione. Magari uno ha una bella storia, ma non sa promuoverla. Preciso che non parlo di me.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×