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Writer's Dream Staff

Edizioni e/o

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Buongiorno a tutti,
come promesso vi scriviamo per darvi qualche delucidazione sulla linea editoriale di E/O e sul metodo che utilizziamo per vagliare i manoscritti. Ci è dispiaciuto apprendere delle vostre supposizioni sul nostro lavoro, soprattutto a fronte del grande impegno che ci siamo presi per assicurarci che tutti, ma proprio tutti, avessero la possibilità di essere letti, in una realtà che sappiamo  difficile per gli aspiranti scrittori. 
Intanto due parole su come funziona la nostra casa editrice: siamo un editore indipendente medio-piccolo che pubblica attorno alle 40 novità (cioè non tascabili e ristampe) l'anno, in media solo una decina fra queste sono di autori italiani (ad esclusione della collana Sabot/Age, che però ha un suo curatore esterno). Infatti le Edizioni e/o sono specializzate nella traduzione di narrativa straniera. Tra gli italiani, la maggior parte sono autori che noi abbiamo già pubblicato e non esordienti.
In circa sette anni dall'apertura del canale di ricezione attraverso il sito, è arrivato un numero impressionante di proposte fra le quali in effetti ne abbiamo selezionate soltanto due. Ciò è avvenuto per una serie di ragioni che di seguito vi illustriamo, cercando di farvi capire quali siano le nostre intenzioni e il nostro gusto nella ricerca di un libro da pubblicare.
Come abbiamo scritto sul nostro sito, non stiamo cercando poesie, racconti, saggi, letteratura per l'infanzia, per l'adolescenza, romanzi rosa, fantasy, fantascienza pura, biografie o autobiografia. Uno dei fraintendimenti più comuni da parte degli aspiranti scrittori riguarda proprio la nostra linea editoriale: romanzi dei generi sopracitati non possono trovare collocazione nella nostra linea editoriale, e quindi ne andrebbe evitato a priori l'invio per facilitare ai nostri lettori la valutazione di quelle proposte che per genere e spirito sono più vicine alla nostra linea editoriale. 
A riprova di quanto detto, condividiamo con voi un report realizzato da uno fra i nostri lettori, il quale si riferisce al periodo di valutazione di Giugno 2016: 

Cita

 

"I manoscritti di giugno 2016 dimostrano delle tendenze molto simili a quelle delle due tornate precedenti.
Cosa si scrive?
La predominanza del genere giallo/thriller/noir è schiacciante. La maggior parte degli autori invia questo tipo di romanzi attirata da Massimo Carlotto, Jean Claude Izzo e dalla collana Sabot/age. Purtroppo in tanti casi si tratta di tentativi poco credibili, soprattutto quando gli autori ambientano i romanzi in America (o in paesi stranieri in genere): tentano forse di avvicinarsi al classico thriller americano e di dare un respiro internazionale alla propria storia ma cadono, al contrario, in provincialismi e ingenuità.
Subito dopo il romanzo rosa, dalla commedia romantica alla Bridget Jones al dramma sentimentale carico di violenze, tradimenti, travagli amorosi. A scriverli soprattutto donne, ma anche ragazzi molto giovani o uomini di una certa età.
Anche il romanzo familiare è molto trattato ma qui c’è più varietà. Troviamo cronache di famiglie problematiche, casi di violenze tra le mura domestiche, analisi di un rapporto parentale specifico, ricostruzioni della vita di un nonno o un genitore da parte di un nipote o di un figlio.
A seguire il romanzo introspettivo: romanzi con poca trama che ripercorrono il percorso interiore del protagonista (tramite riflessioni o racconti di sedute psicologiche/psicoanalitiche). L’obiettivo è quello di trovare un senso della vita o di una situazione specifica. Il risultato è spesso una narrazione poco coinvolgente, grave, diaristica.
Tutti gli altri generi sono presenti in modo più o meno omogeneo. Arrivano molte storie ambientate nel passato (dai greci e i romani fino alle guerre mondiali); storie di viaggi (prevalentemente in paesi anglofoni o in Sud America); storie sull’omosessualità o la transessualità vissuta sempre in modo conflittuale e drammatico; biografie di personaggi storici molto famosi (Lucrezia Borgia, Leonardo da Vinci) o, al contrario, di personalità ingiustamente dimenticate.
Nella categoria Altro: romanzi filosofici, religiosi, sperimentali, erotici, corali, comici; storie che parlano di mafia, malattia, disabilità, violenza sulle donne, mitologia, sport, lavoro, maternità, scrittura, droga.  
Continuano, nonostante le precisazioni nella pagina manoscritti, ad arrivare tantissime proposte estranee al progetto editoriale di E/O: libri per bambini, poesie, racconti, fantasy, saggi, manuali e esperimenti vari, come ad esempio un libro di aforismi e definizioni sulla giurisprudenza.

Come si scrive?
La qualità è media: pochi gli sgrammaticati come pochi i brillanti, il resto si mantiene in una medietà che va dalla scrittura corretta ma un po’ didattica, a una scrittura con qualche guizzo ma poco controllo. Purtroppo, come già notato nella tornata di febbraio, prevale la piattezza stilistica e la poca consapevolezza nella scrittura. Gli incipit si somigliano, si ha fretta di entrare nel cuore della vicenda o nella descrizione dei personaggi, ci si abbandona a cliché espressivi. Manca una voce.
A livello di “umore” prevalgono i sentimenti negativi: ho avuto l’impressione che molti autori vogliano generare empatia o catarsi nel lettore e credono che il mezzo più efficace sia raccontare una storia dolorosa e commovente."

 

A ogni tornata di valutazioni, alcuni, pochi manoscritti superano la prima fase di valutazione e in questi casi scriviamo all'autore per richiedere il testo completo. Alla lettura del testo completo diamo sempre un riscontro, mentre non è materialmente possibile rispondere a tutti gli altri. Non c'è il tempo per farlo, se vogliamo essere sicuri di poter leggere tutti i manoscritti nei tempi previsti. 

Speriamo di aver dato una risposta alle vostre giuste curiosità, vi auguriamo buon lavoro e buona fortuna nel vostro percorso editoriale,

Eva, Martina, Diego e il comitato di lettura di e/o. 

 


 

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Visto che siete persone che lavorano nel settore e che conoscete bene questo mondo, posso farvi una domanda che, vi dico subito, non sarebbe per niente carino fare? (È una mia curiosità, niente rancore ecc.)

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Ospite Mirtillasmile

@eva f ringrazio tutto lo staff per la delucidazine, è bello che si creino dei ponti diretti tra aspiranti e CE è il chiarimento, a mio avviso, è sempre ben accettato.

A questo punto, se posso, vorrei chiedevi: 

che generi vi interessano? 

Così evitiamo a voi tanto lavoro e a noi la piaga dell'attesa :lol:

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Ciao a tutti, anche io faccio parte dello staff E/O.

 

@Mirtillasmile noi facciamo narrativa letteraria, quindi riceviamo qualunque tipo di proposta (ad esclusione di quelle menzionate sopra). Magari puoi dare un'occhiata al sito per farti un'idea più precisa.

 

@Psyd dicci pure

 

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Mi aggiungo al coro@eva f e la ringrazio. Io sono interessata alla vostra collana Il baleno,che se non erro pubblica lavori per ragazzi. Sto sbagliando? La procedura per candidarsi è la stessa che trovo sul sito? Grazie

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57 minuti fa, eva f dice:

non stiamo cercando poesie, racconti, saggi, letteratura per l'infanzia, per l'adolescenza, romanzi rosa, fantasy, fantascienza pura, biografie o autobiografia. Uno dei fraintendimenti più comuni da parte degli aspiranti scrittori riguarda proprio la nostra linea editoriale: romanzi dei generi sopracitati non possono trovare collocazione nella nostra linea editoriale, e quindi ne andrebbe evitato a priori l'invio per facilitare ai nostri lettori la valutazione di quelle proposte che per genere e spirito sono più vicine alla nostra linea editoriale. 

 

Grazie per il chiarimento, ho provveduto ad aggiornare la scheda iniziale con queste nuove utili informazioni.

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51 minuti fa, eva f dice:

In circa sette anni dall'apertura del canale di ricezione attraverso il sito, è arrivato un numero impressionante di proposte fra le quali in effetti ne abbiamo selezionate soltanto due.

Due in sette anni, sono 0,28 all'anno.

Sono numeri spietati eppure, a pensarci, neanche presentati nella loro reale brutalità. Diteci la percentuale, quella vogliamo!

Cosa vuol dire "è arrivato un numero impressionante di proposte"? Sono 1.000? 5.000? 10.000?

Secondo me quel 2 è un numero statisticamente insignificante.

Amen.

 

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@Diego Vitali ripeto che la domanda non è carina, ma ė una curiosità: secondo voi le opere pubblicate dalle Big di autori pompati e celebrati (intendo anche libri che hanno vinto lo Strega ecc.), sono davvero  tutte così eccezionali oppure fra le proposte che arrivano per email da perfetti sconosciuti ci sono cose con cui si potrebbero tranquillamente sostituire?

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1 ora fa, eva f dice:

.
Come abbiamo scritto sul nostro sito, non stiamo cercando poesie, racconti, saggi, letteratura per l'infanzia, per l'adolescenza, romanzi rosa, fantasy, fantascienza pura, biografie o autobiografia.


 

 

E ti pareva... :( 

Avevo visto dal vostro catalogo che in effetti non considerate questo genere, e mi sono astenuto dal sottoporre il mio manoscritto alla vostra attenzione.

Posso chiedervi se il motivo dell'esclusione di questi generi, e del fantasy in particolare, visto che è quello che a me interessa, è da ricercare in un vostro semplice gusto personale o se il fantasy e le altre tipologie escluse le ritenete poco producenti dal punto di vista commerciale?

Grazie.

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@Diego Vitali  Bene, grazie per la risposta.

 

Vorrà dire che quando potrò fregiarmi dell'epiteto "il Rowling dell'Appennino" dichiarerò: "il mio sogno sarebbe stato esordire con una certa casa editrice, ma poiché questa non apprezzava il genere, ho dovuto rinunciare e tentare altre strade..."   :)

 

Visto che sotto il nickname si legge "Sognatore", sogniamo un po'....

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28 minuti fa, Federico72 dice:

 

E ti pareva... :( 

Avevo visto dal vostro catalogo che in effetti non considerate questo genere, e mi sono astenuto dal sottoporre il mio manoscritto alla vostra attenzione.

Posso chiedervi se il motivo dell'esclusione di questi generi, e del fantasy in particolare, visto che è quello che a me interessa, è da ricercare in un vostro semplice gusto personale o se il fantasy e le altre tipologie escluse le ritenete poco producenti dal punto di vista commerciale?

Grazie.

Ciao Federico, la tua è una domanda interessante e ti do la mia risposta. Da lettrice, sono cresciuta leggendo moltissimi fantasy che in alcuni casi ritengo delle vere e proprie pietre miliari della letteratura. Quindi non ho niente contro il genere, anzi. Ma da editor di e/o, il mio compito è quello di seguire e comprendere la nostra linea editoriale. Nella fattispecie, come ha ripetuto più volte Diego noi facciamo narrativa letteraria che parli ai lettori delle realtà del mondo. Questa è la storia di e/o, noi siamo nati così. Il fantasy è un genere che se racconta la realtà lo fa in modo fortemente simbolico, ma molto più spesso si tratta di letteratura d'evasione, dove la fantasia e la capacità immaginifica dell'autore hanno un ruolo centrale, mentre l'originalità della trama è spesso in secondo piano. Lo dico senza nessun giudizio di valore, perché come ti ho detto mi piace il genere. Ma e/o fa altre cose, e includere generi che non fanno parte della nostra visione vorrebbe dire confondere i nostri lettori, la stampa etc, e per queste e altre ragioni non poter assicurare agli autori di quei generi che non sappiamo trattare (cosa peraltro difficilissima in generale) la riuscita del libro.

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1 ora fa, Kenzo Kabuto dice:

Due in sette anni, sono 0,28 all'anno.

Sono numeri spietati eppure, a pensarci, neanche presentati nella loro reale brutalità. Diteci la percentuale, quella vogliamo!

Cosa vuol dire "è arrivato un numero impressionante di proposte"? Sono 1.000? 5.000? 10.000?

Secondo me quel 2 è un numero statisticamente insignificante.

Amen.

 

 

Al momento, visto ciò che emerge da altre discussioni, interviste online ecc., sappiamo che quasi la totalità dei manoscritti che arrivano alle case editrici è una schifezza. Purtroppo è così. 

La percentuale restante dei manoscritti è costituita da cose che diventano libri pubblicati e da materiale "buono". Quest'ultimo spesso non supera la soglia finale, quella del "La storia è ben scritta, hai talento, ma visto che il mercato attuale degli esordienti è chiuso, non riteniamo di poterti rappresentare/pubblicare".

A @eva f e @Diego Vitali vorrei chiedere una cosa. Due soli esordienti, scelti tra migliaia di manoscritti arrivati in tanti anni alla vostra attenzione, è un numero al di fuori delle statistiche. Il fraintendimento per il genere posso anche capirlo ma due romanzi sono... due. Non credete di essere troppo selettivi?

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@Draka Non pretendiamo di essere infallibili, ci mancherebbe. Ma sì, sugli italiani siamo molto selettivi. Non solo con le proposte che arrivano per email, ma anche con quelli degli agenti.

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3 minuti fa, Draka dice:

Due soli esordienti, scelti tra migliaia di manoscritti arrivati in tanti anni alla vostra attenzione, è un numero al di fuori delle statistiche

Questo intendevo.

Apprezzo molto l'impegno, il venir qui a spiegarci come funziona e via dicendo. Tutto molto apprezzabile. Vero.

Ma se i numeri sono questi, cioè irrilevanti, non si capisce di cosa stiamo parlando.

Non conosco la quota totale dei manoscritti arrivati ma qui stiamo su di una percentuale che si aggira sullo 0,04%

Quindi, sinceramente, non comprendo neanche l'investimento di tempo e soldi di una CE nei confronti di una massa di aspiranti che producono una quantità enorme di "pochezza stilistica".

Sono i numeri a suggerire che non ne vale la pena.

 

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Ospite Mirtillasmile

@Diego Vitali perché la E/O e tante altre CE danno molto spazio agli stranieri e poi con gli italiani sono così critici? Mi spiego meglio ci sono alcuni autori che secondo me se si fossero chiamati Mario Rossi, nome random, non avrebbero mai visto la luce del sole oppure si traduce volentieri l'esordiente straniero ma non si da spazio a quello italiano.  Non per essere nazionalista alla Donald Trump ci mancherebbe, ma non dovrebbe essere il contrario?  Cercare i talenti nella propria patria ? Se l'Italia può vantare una scuderia d'oro( Con Pirandello, Pasolini, i grandi insomma) è perché qualcuno gli ha pubblicati. L'Italia è sempre stata una pioniera nella letteratura.

 

@Kenzo Kabuto @Draka per quanto riguarda i numeri il discorso non è così semplice. Bisogna vedere quanti tra i mila arrivati sono effettivamente dei buoni lavori e bisogna scartare quelli che non rientrano nella loro linea editoriale. 

 

 

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2 minuti fa, Mirtillasmile dice:

@Diego Vitali perché la E/O e tante altre CE danno molto spazio agli stranieri e poi con gli italiani sono così critici? Mi spiego meglio ci sono alcuni autori che secondo me se si fossero chiamati Mario Rossi, nome random, non avrebbero mai visto la luce del sole oppure si traduce volentieri l'esordiente straniero ma non si da spazio a quello italiano.  Non per essere nazionalista alla Donald Trump ci mancherebbe, ma non dovrebbe essere il contrario?  Cercare i talenti nella propria patria ? Se l'Italia può vantare una scuderia d'oro( Con Pirandello, Pasolini, i grandi insomma) è perché qualcuno gli ha pubblicati. L'Italia è sempre stata una pioniera nella letteratura

 

 

@Mirtillasmile Questo fa parte della storia della nostra casa editrice, è una vocazione che esiste fin dalla sua fondazione, nel 1979. È nel nostro dna.

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@Mirtillasmile ho capito ma stiamo parlando dello 0,025 per cento pubblicato, genere o non genere. E, attenzione, anche dai lavori che arrivano tramite agenzia. Cioè è soltanto una finestrella aperta, nel caso in cui possano trovare qualcuno che a loro piace veramente.

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@Mirtillasmile è già tanto se accettano almeno manoscritti di sconosciuti italiani. Molte case editrici italiane dopo una pagina di spiegazioni su come inviare i manoscritti in fondo scrivono "non si accetta narrativa italiana" "non si valutano proposte di italiani"... è frustrante. La più grande sfortuna di un aspirante scrittore italiano è essere italiano 

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Ospite Mirtillasmile

@Psyd infatti è quello che ho scritto nel post sopra. Se vuoi continuare la discussione scrivimi in privato, altrimenti andiamo in OT

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