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Antigone

dubbi discorso diretto

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Ho qualche dubbio sulla punteggiatura del discorso diretto anche perchè,sui libri, leggo scritte svariate versioni nei dialoghi, prendiamo ad esempio questa frase:

1) "Ho visto un topo!", disse impaurita.

2) "Ho visto un topo!" disse impaurita.

Un altro dubbio è sull'apposizione della punteggiatura: va messa dentro o fuori le virgolette. Ho visto che,alcuni, mettono il punto dentro e la virgola fuori:

1) "Non ho voglia di uscire." Aveva pronunciato questa frase sbuffando

2) "Non ho voglia di uscire", confessò tristemente.

Voi come vi regolate? :shock:

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1) "Ho visto un topo!", disse impaurita.

2) "Ho visto un topo!" disse impaurita.

Quella giusta è la seconda, nella prima ci sono due segni di punteggiatura l'uno dietro l'altro.

1) "Non ho voglia di uscire." Aveva pronunciato questa frase sbuffando

2) "Non ho voglia di uscire", confessò tristemente.

Anche qui la seconda. I punti e le virgole vanno fuori dal virgolettato, perché non si riferiscono tanto al discorso diretto, ma fanno parte del dialogo in senso più ampia. Punti di domanda e interrogativi, invece, vanno all'interno del virgolettato perché si riferiscono proprio a quella frase.

Non so se queste sono regole ufficiali, ma io sul lavoro mi regolo così.

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Io so che non si dovrebbero usare le virgolette per i dialoghi; si usano con i pensieri espressi in forma di dialogo e con le citazioni. Per i dialogi si usano i tratti (-) o le doppie parentesi («»).

Personalmente prediligo una struttura più rigida e schematica, ove la punteggiatura del dialogo è posta fra i segni «». E' più elementare, forse meno elegante, ma più corretta.

«Ho visto un topo!» disse impaurita.

«Non ho voglia di uscire.» confessò tristemente.

Non amo questa forma, sebbene sia corretta, perché mi pare troppo semplicistica. Cerco di ricorrervi il meno possibile, definendo chi parla, o con che tono lo fa, con frasi indirette.

«Ho visto un topo!». Maria aveva un'espressione impaurita.

«Non ho voglia di uscire.». Maria aveva un tono sconsolato.

«Non ho voglia di uscire.». Aveva pronunciato questa frase sbuffando.

Come vedi qui il dialogo è parte del testo ed è isolato dal commento successivo tramite il punto. La punteggiatura del dialogo è trattata separatamente da quella della "voce narrante" in questo caso.

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«Non ho voglia di uscire.». Aveva pronunciato questa frase sbuffando

Io i due punti credo di non averli mai visti, e personalmente lo considero proprio un errore.

per le virgolette hai ragione: per i dialoghi servono i caporali (<<>>) per i pensieri e le citazioni le virgolette (" "); per le citazioni anche la virgola singola (' '). Ma mi sembra siano regole meno rigide, quelle sulle virgolette.

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«Non ho voglia di uscire.». Aveva pronunciato questa frase sbuffando

Io i due punti credo di non averli mai visti

:shock: Nemmeno io! Li trovo anche anti estetici.

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Sono d'accordo assolutamente con la soluzione proposta da Davide

Cioè il doppio punto? Un intero libro così? A terzo impazzirei.

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Ospite

Sulla punteggiatura dei dialoghi ogni editore segue un po' le sue norme redazionali. E tanto dipende anche dal gusto personale dell'autore

Da quel poco che so bisogna fare una scelta e mantenerla sempre costante

si può scrivere:

«Non ho voglia di uscire.» confessò tristemente.

oppure

«Non ho voglia di uscire», confessò tristemente.

mettere il punto prima e dopo le virgolette sinceramente non l'ho mai visto e mi pare pure poco pratico o.o

se poi vogliamo seguire ad esempio i consigli di Stephen King sui dialoghi: usare il verbo disse o comunque non inventarsi verbi astrusi per esprirmere il parlato e evitare di rincarare la dose con gli avverbi.

Io preferirei una cosa tipo:

«Non ho voglia di uscire.» disse Anna.

Sinceramente l'esempio di Davide non mi convince molto... è un raccontanto anzichè mostrato spezza troppo l'immediatezza dell'immagine, mi spiego: c'è il personaggio che parla e poi arriva il narratore che ci estranea e ci spiega cosa il personaggio sta facendo o pensando, dovrebbe essere già il tono della frase a farci capire queste cose, messo così suona un po' troppo artificioso °.°

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Ospite
Sono d'accordo assolutamente con la soluzione proposta da Davide

Cioè il doppio punto? Un intero libro così? A terzo impazzirei.

Lapsus :oops:

Intendevo scrivere che NON sono d'accordo.

(dovrei imparare a rileggere i miei interventi dopo averli postati, ehm...)

Io in quel caso non uso proprio punteggiatura.

In base alla prassi della mia casa editrice:

«Non ho voglia di uscire» confessò tristemente.

Oppure: Confessò tristemente «non ho voglia di uscire». (il punto dentro le virgolette se il paragrafo prosegue, e fuori se il paragrafo si chiude.)

Ovviamente ciò dipende da editore a editore, non c'è una vera e propria regola fissa

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Infatti la mia confusione deriva proprio dal fatto che su 5 libri di 5 editori diversi, ho trovato un differente uso della punteggiatura...

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Lapsus

In base alla prassi della mia casa editrice:

«Non ho voglia di uscire» confessò tristemente.

Ah ecco :)

Comunque concordo con la tua casa editrice. Anche se credo che, a discorso chiusa e senza unlteriori frasi della voce narrante, il punto stia tra virgolette.

Esempio:

"Non ho voglia di uscire."

Rimasero in casa ...

Credo :?

«Non ho voglia di uscire.» disse Anna.

Neanche questa mi piace. Dopo 'uscire' non si può mettere una pausa lunga come è il punto, perché il discorso riprende con 'disse'.

Secondo me: punti, virgole, due punti e così via mai alla fine del virgolettato, perchè la frase chiude lì la una pausa troppo lunga creerebbe confusione con la frase successiva; dentro i virgolettati solo punti di domanda e interrogativi, perché modificano proprio la frase in questione.

Es:

"Non ho voglia di uscire" disse Anna, spazzolandosi i capelli.

"Non ho voglia di uscire" disse Anna. Poi riprese a spazzolarsi i capelli.

"Non hai voglia di uscire?" chiese Anna.

"Non hai mai voglia di uscire!" disse Anna.

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Effettivamente, informandomi da diverse fonti, il tipo di punteggiatura che io uso, è caduto in disuso da diversi anni. E' una regola stilistica piuttosto arcaica. L'ho trovata solo su alcuni scritti ottocenteschi. :) Dovrei ricominciare a leggere romanzi moderni!

Ad ogni modo sono anche io confuso dalla gran mole di approcci differenti. Ho dato un'occhiata alla mia piccola biblioteca personale ed ho trovato diversi approcci, alcuni alquanto strani.

tra caporali «dialogo» talvolta con spazi « dialogo »

tra virgolette "dialogo"

tra apostrofo :) 'dialogo'

caporale iniziale e tra apostrofo « 'dialogo' con commento sempre a capo

tra tratti -dialogo- o tratto iniziale e commento a capo

uno dei segni sopra citati, ma mai in linea col testo. Dopo ogni riga di dialogo, l'autore andava sempre a capo.

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Ospite

Secondo me: punti, virgole, due punti e così via mai alla fine del virgolettato, perchè la frase chiude lì la una pausa troppo lunga creerebbe confusione con la frase successiva; dentro i virgolettati solo punti di domanda e interrogativi, perché modificano proprio la frase in questione.

Es:

"Non ho voglia di uscire" disse Anna, spazzolandosi i capelli.

"Non ho voglia di uscire" disse Anna. Poi riprese a spazzolarsi i capelli.

"Non hai voglia di uscire?" chiese Anna.

"Non hai mai voglia di uscire!" disse Anna.

ma voi non avete mai trovato frasi tipo:

"Non ho voglia di uscire", disse Anna. (con la virgola)

"Non hai voglia di uscire?". Anna riprese.....

Perchè ho letto anche frasi così in alcuni libri e alla fine non sapevo più cos'era giusto e cosa sbagliato.

Sinceramente penso di dover rivedere tutto quello che ho scritto, fare una scelta ed essere coerente.

Però non sarebbe male avere delle regole precise anche per i dialoghi...

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Perchè ho letto anche frasi così in alcuni libri e alla fine non sapevo più cos'era giusto e cosa sbagliato.

Lo stesso vale per me. Dopo averci riflettuto un po' sono giunta a questa conclusione: il tutto forse è rimesso al gusto dello scrittore e/o dell'editore. Sugli esempi che hai fatto, io preferisco i primi. icon_wink.gif

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secondo me come dite in tanti il punto va al di fuori del discorso diretto. diverso è il discorso esclamativi ed interrogativi che servono a rafforzare il tono.

oltre a questo c'è anche il discorso puramente estetico

se ne andò borbottando «Stasera esco.».

sembra quasi che alla fine ci sia una faccina di nuova generazione

se ne andò borbottando «Stasera esco».

è più che sufficiente visto che già i caporali racchiudono il discorso diretto

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Ospite

Dipende dalle norme redazionali dell'editore,

c'è chi usa questa forma:

«Stasera esco».

e chi usa questa:

«Stasera esco.»

Io preferisco la seconda perché la trovo più coerente con gli altri segni di punteggiatura che sono interni alle virgolette ^^

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Visto che io i punti nei discorsi diretti non li ho mai messi, ne approfitto per chiedere consigli su come correggere.

«Stasera esco» disse Maria.

Qui ci va il punto?

Maria si avvicinò alla porta.

«Stasera esco»

Qui ci va sicuramente, giusto? Io non lo metto, ma so di sbagliare.

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Visto che io i punti nei discorsi diretti non li ho mai messi, ne approfitto per chiedere consigli su come correggere.

«Stasera esco» disse Maria.

Qui ci va il punto?

Maria si avvicinò alla porta.

«Stasera esco»

Qui ci va sicuramente, giusto? Io non lo metto, ma so di sbagliare.

nel secondo caso metterei il punto dopo il discorso diretto, perchè così chiudo il paragrafo, mentre nel primo va benissimo com'è

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Io prima mettevo tra le virgolette solo il punto di domanda e quello esclamativo, visto che su un libro di Pynchon che amo molto è così.

«Stasera esco».

«No, tu resti qui» disse incrociando le braccia.

Adesso invece metto tutti i punti dentro.

«Ho bisogno di bere.»

«Serviti pure.» Susanna indicò il mobiletto a fianco del tavolo.

Di solito i pensieri non li virgoletto, li metto in corsivo.

Io preferisco la seconda perché la trovo più coerente con gli altri segni di punteggiatura che sono interni alle virgolette ^^

Ho cambiato idea leggendo i tuoi interventi ^_^

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Vorrei rivitalizzare questa discussione dopo aver letto l'interessante documento che mi ha indicato @dyskolos

Avevo un sacco di dubbi e un po' ne ho ancora.

Trattini, virgolette, caporali, punteggiatura. Sembra tutto molto discrezionale in base alle diverse case editrici.

Ma voi cosa preferite e perché? Come vi regolate?

Saperlo mi aiuterebbe a orientarmi meglio.

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@Poldo trattandosi appunto di un aspetto discrezionale, io:

  1. prendo uno standard molto usato, tipo quello Mondadori, in fase di stesura;
  2. adeguo quanto fatto alle norme editoriali fissate caso per caso.

Reputo che non valga la pena di sposare scuole di pensiero o incarognirsi sulle scelte fatte per ragioni estetiche o affini.

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3 ore fa, AdStr ha scritto:

adeguo quanto fatto alle norme editoriali fissate caso per caso.

Nel senso che cambi lo standard a seconda della casa editrici a cui spedisci il manoscritto?

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10 ore fa, Poldo ha scritto:

Trattini, virgolette, caporali, punteggiatura. Sembra tutto molto discrezionale in base alle diverse case editrici.

Ma voi cosa preferite e perché? Come vi regolate?

 

Io preferisco le caporali, però qui non riesco a farle quindi uso le virgolette alte (" "). Negli esempi che metto sotto, fai finta che abbia usato le caporali.

"Domani non verrò." -----> "Domani" disse Luca "non verrò."

"Domani, non verrò" -----> "Domani," disse Luca "non verrò."

 

Poi:

"Sei matto? Non verrò!" -----> "Sei matto?" disse Luca. "Non verrò!"

"Sei matto! Non verrò!" -----> "Sei matto!" disse Luca. "Non verrò!"

"Sei matto… Non verrò!" -----> "Sei matto…" disse Luca. "Non verrò!"

 

Se c'è il punto fermo, lo metto alla fine del tag, così:

"Sei matto." -----> "Sei matto" disse Luca.

"Sei matto. Io non verrò." -----> "Sei matto" disse Luca. "Io non verrò."

"Sei matto. Io non verrò?" -----> "Sei matto" disse Luca. "Io non verrò?"  

 

Se la struttura è con il "due punti" (un po' "antica" e ormai poco comune), faccio così:

Luca chiese: "Che ore sono?".  (o "Che ore sono?" chiese Luca.)

Luca disse: "Eccomi!". (o "Eccomi" disse Luca.)

Luca disse: "Il cielo è azzurro". (o "Il cielo è azzurro" disse Luca.)

 

Spero di esserti stato d'aiuto e soprattutto di non averti creato ulteriori dubbi :)

 

 

 

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Il 6/5/2010 alle 13:05, Emma ha scritto:

Quella giusta è la seconda, nella prima ci sono due segni di punteggiatura l'uno dietro l'altro.

Anche qui la seconda. I punti e le virgole vanno fuori dal virgolettato, perché non si riferiscono tanto al discorso diretto, ma fanno parte del dialogo in senso più ampia. Punti di domanda e interrogativi, invece, vanno all'interno del virgolettato perché si riferiscono proprio a quella frase.

Non so se queste sono regole ufficiali, ma io sul lavoro mi regolo così.

anche io prediligo questa forma. Ho invece sempre avuto problemi coi trattini e non li uso (- corti così?) eppure mi servirebbero. Uso la virgola ma non so se è giusto, esempio:

<<Stai scherzando vero, Mara?>> urlò isterico Giovanni, <<Non ci posso credere! Non ci voglio credere!>>

<<Fidati! E' andata così!>> confermò  Mara con un sospiro.

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Io invece ho più dubbi sull'andare o meno a capo.

 

Gianni gridò: <<adesso parlo io>>.

 

Gianni gridò:

<<Adesso parlo io.>>

 

Gianni alzò la mano:

<<Adesso parlo io!>>

 

Gianni alzò la mano.

<<Adesso parlo io!>>

 

Gianni alzò la mano: <<adesso parlo io.>>

 

 

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4 minuti fa, veraboni ha scritto:

Io invece ho più dubbi sull'andare o meno a capo.

 

Gianni gridò: <<adesso parlo io>>.

 

Gianni gridò:

<<Adesso parlo io.>>

 

Per come la vedo io, vanno bene entrambe le forme, solo che metterei la maiuscola anche nella prima e il punto fuori dalla virgolette nella seconda (è un refuso, credo).

 

 

7 minuti fa, veraboni ha scritto:

Gianni alzò la mano:

<<Adesso parlo io!>>

 

Gianni alzò la mano.

<<Adesso parlo io!>>

 

Gianni alzò la mano: <<adesso parlo io.>>

 

Secondo me, i due punti dopo "Gianni alzò la mano" non dovrebbero andarci, quindi va bene solo la seconda. Il motivo è che "alzare" non è un verbo "dichiarativo", dunque non può reggere una battuta. La battuta e la frase con "alzare" sono due periodi diversi (accapo o non accapo). Gli americani direbbero che è un beat e non un tag. I due punti servono per citare: con "alzare" non ha senso la citazione. O almeno io faccio così :)

 

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2 ore fa, dyskolos ha scritto:

il punto fuori dalla virgolette nella seconda (è un refuso, credo).

In realtà non è un refuso, ma è perché nel secondo caso intendo che il dialogo continua con altre battute subito sotto (e in quel caso se non sbaglio il punto va dentro le virgolette). Cioè, i due dialoghi li avevo immaginati così:

 

Gianni gridò: <<Adesso parlo io>>. Prese fiato, guardò con aria di sfida gli astanti e iniziò ad esporre le sue ragioni.

 

Gianni gridò:

<<Adesso parlo io.>>

<<Come sarebbe a dire che parli tu? Hai parlato tutta la mattina. Adesso mi lasci finire!>>

<<Col cazzo! Sono dieci minuti che stai infamandomi, ora basta.>>

 

Non capisco se nel secondo caso "<<adesso parlo io>>" sta meglio in alto o in basso. Boh?

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