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andreilsero

Rifugio alpino

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Ciao a tutti, 

sto ambientando il mio romanzo in un rifugio sulle Alpi... Può sembrare una domanda idiota, lo so... Qualcuno ha informazioni riguardanti l'organizzazione di un rifugio? Della serie: come avvengono gli approvvigionamenti, questioni "tecniche" come i collegamenti telefonici e la comunicazione con la valle, ecc.

Cercando sul sito del CAI e in giro sul web trovo solo informazioni molto generiche, che non entrano nello specifico dell'organizzazione e gestione quotidiana di un rifugio... Spero che qualcuno di voi sappia darmi una mano!  :flower:  Grazie!

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Per quel poco che ho visto io, un rifugio, se non troppo isolato ha comunque un allacciamento alla rete elettrica e telefonica fissa. A volte per l'elettricità può essere dotato di pannelli fotovoltaici e di un generatore diesel di emergenza. L'acqua calda può essere generata con dei pannelli solari termici mentre per il fuoco si va di legna, carbonella o variazioni (pellet, ecc.). Difficilmente ci sarà la rete del gas, quindi è molto probabile che il gestore andrà su e giù con le bombole.

Lo zio di un mio amico gestiva un rifugio in carnia e per gli approvvigionamenti andava su e giù dal fondovalle con un vecchio fuoristrada perché io sentiero era abbastanza largo da permetterglielo, altrimenti o vai a piedi oppure potrebbe esserci una teleferica che permette il trasporto merci.

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Per le comunicazioni, oramai, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Tutti hanno i telefonini e molto spesso ho trovato copertura anche in alta montagna, quando si è in portata ottica con i ripetitori.

Come emergenza si possono usare i walkie-talkie a 144 o 432 MHz o i popolari baracchini CB in banda 27MHz.

I rifugi possono essere ad apertura stagionale o aperti tutto l'anno.

Possono avere un gestore e personale di servizio o possono essere non presidiati. 

Nel primo caso sono paragonabili a locande fuori mano. Hanno cucina e servizi e, oltre alle camerate, possono avere stanze con pochi letti o addirittura singole.

Esempi tipici: la Capanna Gnifetti sul Monte Rosa, il Rifugio Torino, sotto il Monte Bianco, il Furggen, sotto il Cervino.

Molto più diffusi i rifugi non presidiati.

Spesso sono baracche prefabbricate in lamiera, più raramente (almeno a mia esperienza) avamposti bellici dismessi. Sono per la quasi totalità proprietà di sezioni CAI, o in loro comodato d'uso, almeno dalle mie parti.

In questi rifugi l'arredamento è spartano: letti a castello (o cuccette fissate alle pareti) con materassi sottili e duri, cuscini e coperte; un tavolo, sedie (ma non sempre, dipende dalle dimensioni dell'edificio). 

Per quanto riguarda pulizia e cibarie, tutto è lasciato alla buona creanza e alla generosità di chi passa. C'è sempre un cartello o un foglio con le istruzioni d'uso del complesso, indicazioni su eventuale sorgente vicina eccetera. Così come sempre c'è il registro dei visitatori.

Chi soggiorna in questi posti lascia qualcosa per chi verrà dopo: cibo che si possa conservare, candele, fiammiferi, batterie... È tradizione e porta fortuna, quando si torna dalla vetta, lasciare lì le provviste rimaste dopo l'ascensione.

Normalmente l'accesso ai rifugi non presidiati è gratuito. A volte sono aperti, altre volte è necessario richiedere le chiavi a fondo valle, in un albergo o bar che le custodisce.

Esempi: rifugio Mezzalama (val d'Ayas), bivacco Gastaldi, bivacco Lateltin (val di Gressoney).

Chiudo per il momento, perché devo scappare.

Resto a tua disposizione per tutti i dettagli che vorrai sapere. Vado in montagna da sempre.

 

Aggiunta last minute, gli approvvigionamenti.

Se ci arriva una mulattiera si va su con un fuoristrada o un gatto, secondo la stagione. In caso contrario, tutto a spalle.

L'elicottero, ancorché comodissimo, ha costi esorbitanti e viene utilizzato solo per la costruzione o le grandi riparazioni (vedi Airgreeen) e le emergenze (soccorso alpino).

Modificato da Visegrip

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Ho frequentato con piacere  dei  rifugi dolomitici. Ormai la maggioranza è fornita di tutti i servizi; se a quote molto elevate  e/o a rischio d'isolamento dispongono di quel che scrive Yatta; ci sono sempre stufe e legna in abbondanza ( per es. un "simpatico" scaldabagno da far funzionare in proprio!) e un sistema di illuminazione per le emergenze.

Teleferiche private non ne ricordo, ma ce ne  saranno; i rifugi più frequentati si trovano quasi sempre non lontanissimi dagli impianti di risalita. Ecco un reclamizzato trekking in val di Fassa con elenco dei rifugi: http://www.fassa.com/IT/Trekking-delle-Leggende/%C2'> Cliccando sui nomi  avrai foto e notizie.

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Jo Nesbø descrive con minuzia un bivacco norvegese nel suo romanzo Il leopardo.

Ho trovato parecchie cose in comune con quelli alpini.

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Grazie a tutti per le informazioni, siete fantastici  :ohh:
Il link segnalato da Yattaman potrebbe fare al caso mio per quanto riguarda il sostentamento energetico... e le info di sefora e Visegrip sono ottime per tutto il resto... aggiungo anche quel romanzo segnalato da Visegrip alla lista dei "da leggere" :)

Grazie davvero di cuore!

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Avevo indicato il link dei rifugi, ma (verifico)  non viene copiato... Troverai facilamente l'elenco su google

Modificato da sefora

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Quando ero piccino (fino a tipo 12-13 anni) andavo ogni estate sulle Alpi con i miei genitori un paio di settimane (solitamente in Val di Fassa nelle Dolomiti). Lì c'è un laghetto in cima ad una montagna (mi sfugge ora il nome di questo specchio d'acqua, ma c'era un ghiacciaio, sicuro). A pochi metri dal laghetto c'era un rifugio e ricordo distintamente che il gestore (o il proprietario, insomma, s'è capito) portava su da sé le provviste utilizzando una piccola teleferica per il trasporto, mentre lui faceva su e giù a piedi (mi pare, o forse utilizzava qualche quad) perché un sentiero praticabile dai fuoristrada non c'era.

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Ciao! L'anno scorso ho recensito un documentario che si intitolava "Capanna Punta Penia". Parla del rifugio che si trova in cima alla Marmolada. Ci sono interviste ai gestori, ai frequentatori. Aneddoti e diverse cose che ti potrebbero interessare. 

Piccolo problema: non so se lo trovi in streaming. Più probabilmente potresti riuscire a comprarlo in qualche modo.

 

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Ospite Strix

Quando ero piccola andavo spesso a fare camminate in montagna con i miei genitori, specialmente sulle alpi marittime.
Non sempre era possibile raggiungere i rifugi con fuori strada o impianti di risalita.
Ne ricordo uno dove il proprietario si faceva su e giù a piedi, una volta, al giorno, per andare a prendere le provviste a valle, per le emergenze c'era solo l'elicottero. (in effetti c'è quasi sempre una pista per l'atterraggio).

 

Al tempo usavano i generatori diesel, per l'elettricità (ricordo una volta che fummo sorpresi dalla nebbia e riuscimmo a trovare il rifugio solo seguendo il rumore del generatore. Brutta faccenda ^^; ). Penso si usino ancora, perché il pannello fotovoltaico, se il sole non c'è, è solo decorativo XD

Modificato da Strix

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