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Lorenzo Sartori

E poi c'è la promozione

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La maggior parte degli utenti di questo forum è qui per farsi leggere (e migliorare il proprio stile) e/o per cercare un editore.

 

Non si smette mai di imparare a scrivere, ma spesso si ritiene un traguardo la pubblicazione. Tagliato il traguardo, abbiamo raggiunto l'obiettivo.

Si spiega così la forte attrazione verso l'editoria a pagamento. Almeno così pubblico e fine dei giochi. Magari con il pensiero che essendo bravi, il resto verrà da sé. Il resto sia in discesa. Certo, come no.

 

In realtà la pubblicazione non è un traguardo, ma un giro di boa. La tua pubblicazione è in qualche modo reperibile (a volte neanche quello), ma questo non significa che qualcuno vi leggerà. Dovete farvi conoscere e questo vale a prescindere da quello che avete scritto.

 

In questo forum si parla poco di promozione perché ho come l'impressione che molti di noi che dopo aver firmato un contratto editoriale ritengono questo forum "superato". Questo è un peccato, perché il confronto su come promuovere il proprio libro o se stessi come autori (perché poi alla fine è questo che si deve fare se si vogliono avere lettori) è fondamentale. Questo forum ne verrebbe arricchito.

Forse qualcuno ritiene la promozione un passaggio meno nobile. Lo scrittore è un "artista", non può sporcarsi le mani con queste cose. Ma se non fate promozione (voi, in sinergia con la CE) non andate da nessuna parte. Non si è geni incompresi perché non vi leggono. Siete semplicemente degli sconosciuti in un mare di sconosciuti e come tali siete (giustamente) trattati.

 

Potete avere tante belle cose da dire nel vostro libro, ma se la gente non lo sa, quelle cose non arriveranno mai destinazione.

 

Così, giusto per lanciare un sasso nello stagno :pop:

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*afferra il sasso e lo tira fuori dall'acqua*

 

Mi pare che non ci sia un topic simile. Ce n'era uno in cui ci si chiede quanto deve impegnarsi l'autore e quanto l'editore per promuovere un romanzo, ma se non sbaglio non ci si domandava cosa nel concreto si dovesse fare. E anche io penso che sia utile confrontare le nostre esperienze.

 

Per quel che mi riguarda, ci sono state molte iniziative dell'editore. Nel mio caso, la segnalazione del romanzo a riviste, quotidiani, blog e le conseguenti recensioni; l'organizzazione di tour promozionali, anche se per questi ultimi non ci si può illudere, neanche pubblicando con una grande casa editrice, di poter partecipare a tutte le fiere del libro. Le c.e. decidono quali romanzi "lanciare", e non possono lanciare tutti; e le fiere del libro invitano gli autori più conosciuti, non tutti. Io sono comunque molto soddisfatta della mia esperienza perché il mio editore mi ha fatto presentare il romanzo in diverse città italiane e al Lucca Comics 2013 (bellissima occasione!).

 

A parte questo, posso condividere con voi le idee pubblicitarie che sono venute a me e che hanno avuto maggior successo.

Schematicamente:

 

- Facebook. Facebook è uno strumento di grande potenza (e sa di esserlo). La pagina facebook di un romanzo è stata la mia prima vetrina, e consente ad ogni potenziale lettore di farsi un'idea del prodotto. Va tenuta abbastanza aggiornata e io ci pubblico recensioni, video, interviste, segnalazioni e, quando queste non escono, delle citazioni corredate da un'immagine.

Con facebook l'unica nota dolente è che bisogna stare attenti a come ci si comporta, perché uno scrittore su facebook diventa facilmente uno stalker dei propri lettori. :asd: Io personalmente invio raramente richieste di cliccare "Mi piace" sulla pagina, e ho preferito cercare altri metodi per interessare gli utenti. Ad esempio, ho organizzato un concorso che consisteva nel condividere l'immagine di copertina del mio romanzo corredata da una frase personale; al termine del concorso, ho scelto il vincitore con un programma di estrazione casuale online. Questa idea ha avuto un certo successo (più di 170 condivisioni).

 

- Video. Ho creato un canale youtube e, grazie a un amico molto bravo nella regia, ho realizzato una serie di 7 mini-interviste da un minuto ciascuna, dove in ogni video rispondevo a una domanda sul libro o sulla scrittura.

 

- Blog tour. Ho organizzato un tour coinvolgendo alcuni blog che avevano recensito il romanzo. In ogni tappa, se ne approfondiva un aspetto secondo gli interessi dei vari blogger.

 

- Racconto gratuito. A novembre ho scritto un racconto spin off del romanzo con l'intenzione di distribuirlo gratuitamente su amazon. Youcanprint mi ha sabotato e al giorno d'oggi il racconto non è ancora uscito, :alone:  quindi di sicuro la prossima volta utilizzerò un'altra piattaforma. XD

 

Ecco, queste sono alcune idee che mi hanno aiutato a promuovere il mio libro nell'ultimo anno (è uscito a maggio 2013). Spero che vi siano utili e resto in attesa di vostre opinioni e di scambi di suggerimenti.  :flower:

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Non sono un'autrice pubblicata, perciò risponderò invece da lettrice e cosa mi attragga in un libro o in un altro.

Io non uso Facebook, se non per farmi quattro risate. Pertanto, con me (lo sono, sono una minoranza) i social network sono sprecati. Anche se...

Di quando in quando potrebbe capitare  anche una scintilla di interesse. Che viene poi puntualmente spenta dai commenti che leggo da parte degli autori, che confermano le mie impressioni senza se e senza ma.

 

Ciò che invece mi attira sono le anteprime nei blog, mentre sghignazzo anche ai blogtour.

Vedere qualche stralcio di brano, poterlo leggere e capire se il libro potrebbe essere interessante è fondamentale.

Poi arrivano i booktrailers, ma per il 90% sono sì amatoriali, ma anche abbastanza sconclusionati. Ecco, quello sarebbe meglio evitare.

E poi il circolo degli amichetti, ecco un'altra cosa da evitare.

 

Quando vedo Ciccio che recensisce positivamente Caio sperticandosi di lodi e poi, casualmente, viceversa Caio recensisce Ciccio nello stesso modo il sospetto di scambio di favori mi viene. Questo cosa c'entra con il libro? Che se un libro fosse davvero bello, dello scambio di favori non ce ne sarebbe bisogno.

Insomma, sì alla visibilità, ma con criterio e intelligenza.

Se riuscite a realizzare un sito o una wiki dedicata è molto più interessante di qualsiasi pagina facebook per la sottoscritta, dove posso saltare tutti quei commenti che mi fanno ogni volta sbullonare le braccia che rotolano via, lontano lontano.

Il sito spesso è neutrale: ti presenta gli elementi che ci sono nel testo. Ti piacciono? Sì, bene. No, amici come prima.

 

I commenti del fandom mi lasciano sempre agghiacciata, con le loro faccine, con i loro gridolini.

Forse non si dovrebbe fare una discriminazione sulla base di "dimmi chi ti legge e ti dirò chi sei" ma se tale libro attira una certa fascia di lettori, le motivazioni le indago. E non è mai un bel trovare.

Anche le fiere possono essere un'occasione: ce ne sono migliaia.

Ma vi prego: siate un minimo d'intrattenimento.

 

I consigli di scrittura ce li hanno già Palahniuk e King, il miraggio del miracolo Troisi-Manni "tutti possono pubblicare se l'ho fatto io!" ce lo siamo lasciati dietro da un pezzo.

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Condivido la tua opinione negativa, Steamdoll, sul fenomeno degli "amiketti". Si vede su Goodreads, aNobii e su alcuni blog. Addirittura ho visto che un libro mediocre, ma pubblicata da una blogger piuttosto influente, aveva ricevuto una valanga di recensioni positive. Nessuno o quasi l'ha recensito negativamente per paura di restare fuori dal giro.

Per fortuna questi meccanismi si fanno smascherare facilmente: è chiaro quando un recensore ha letto davvero il libro con occhio critico, e quando invece l'ha letto in modo superficiale o si è limitato a fare un collage di opinioni altrui.

Detto questo, ci sono blogger eccellenti che anche io, come lettrice, seguo con interesse e a cui, come scrittrice, affido il mio libro, certa che avrò un parere sincero e analitico. Certo, è risaputo che i blog non spostano le vendite in maniera significativa, ma credo che per un esordiente come me siano un ottimo modo per iniziare a farsi conoscere.

Hai nominato poi i siti internet, che di certo sono efficaci, e possono essere consultabili anche da chi non utilizza facebook, ma anche questi, come i booktrailer, sono un'arma a doppio taglio: una grafica poco professionale o poco accattivante rischia di far fuggire il lettore senza che sfogli i contenuti.

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Buona sera,

Avete aperto un topic, a mio avviso, molto interessante. Ho scelto lo scorso febbraio d'autopubblicare il mio romanzo su lulu. Sono partito però dal Gennaio 2013 aprendo un blog per anticipare  parti del romanzo.Il blog ha avuto fino ad oggi buoni riscontri e visibilità in 60 paesi nei 5 continenti con quasi 17 mila lettori ma ciò non ha avuto una "risposta" poi nelle vendite. Da "profano" del mondo dell'editoria grazie a questo forum ho scoperto tante cose. Ho cominciato a inviare il libro per recensioni ai blog, ho fatto pubblicità in radio e sul web con le mie modeste risorse. Sono attivo su facebook e twitter. sul blog continuo a fare le mie recensioni sulle mie passioni per far circolare il"marchio". Ho concordato con tre librerie di poter tenere alcune copie da loro. Con altre due sono in "avviate trattative". Credo che ottenere visibilità sia importante per farsi conoscere, ma non è sufficiente per spingere il lettore a comprare. Sto lavorando a un progetto teatrale tratto dal libro. Sono dell'idea che lo scrittore esordiente deve seminare lungamente e con fatica il campo prima di sperare di poter ottenere qualche frutto.

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Ospite

Confermo l'interesse generale per l'argomento e l'altrettanto generale disinteresse a occuparsi di quest'aspetto. In fondo siamo scrittori o venditori? E' proprio questo il punto, vero? Siamo scrittori (forse) certo! Se scrivessimo esclusivamente per noi stessi o per farci leggere gratuitamente da chiunque ne abbia voglia: parenti, amici, conoscenti e, perché no, perfetti sconosciuti; non sarebbe certamente un problema ignorare la promozione e il marketing. Che si fotta il marketing!

 

Tuttavia molti di noi sperano, chissà poi perché, di fare di questa passione (o hobby) una professione. Che sia possibile o meno, se questa è la strada che si intende percorrere non si può prescindere dalla vendita e quindi dalla promozione del libro.

 

Le idee lette finora sono tutte interessanti, alcune già ampiamente percorse dai più. Aggiungo che si potrebbe (qualcuno l'ha fatto) creare una sorta di concorso in cui mettere in palio per i vincitori delle copie gratuite o qualche gagget inerente. Altri sono arrivati a progettare un vero e proprio mini gioco elettronico basato sulla trama o alcuni aspetti del libro. Se ritrovo i link li posto sicuramente (ammesso che non sia considerata pubblicità scorretta in questo forum).

 

Personalmente ho sempre pensato, da egocentrico, che tutto ciò che segue la pubblicazione non è affare dello scrittore. Esistono le case editrici, no? Quello è il loro lavoro, non il nostro. Tuttavia negli ultimi anni inizio a ricredermi. Questo ragionamente forse vale per chi è già affermato, ma per un esordiente? Non credo...

 

Al salone del libro di Torino ho seguito la conferenza di un tizio (piuttosto in gamba) che parlava di brand. Gli scrittori, quelli famosi, sono brand. L'avete mai notato? Quando parliamo di Stephen King ad esempio (solo per fare un nome noto) non perliamo del King uomo, e neanche del King scrittore, ma dei libri da lui "prodotti". Il nome Stephen King diventa un marchio, esattamente come Ferrari o Coca Cola. Questo è l'aspetto che, più di tutti, il giovane aspirante scrittore deve curare e coltivare.

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Condivido la tua opinione negativa, Steamdoll, sul fenomeno degli "amiketti". Si vede su Goodreads, aNobii e su alcuni blog. Addirittura ho visto che un libro mediocre, ma pubblicata da una blogger piuttosto influente, aveva ricevuto una valanga di recensioni positive. Nessuno o quasi l'ha recensito negativamente per paura di restare fuori dal giro.

Per fortuna questi meccanismi si fanno smascherare facilmente: è chiaro quando un recensore ha letto davvero il libro con occhio critico, e quando invece l'ha letto in modo superficiale o si è limitato a fare un collage di opinioni altrui.

 

Condivido anch'io l'opinione negativa, ma non credo sia facile da smascherare, tutt'altro.

Di solito l'amiketto è un vero lettore, una persona colta, che sa scrivere e analizzare bene un libro. Quindi le recensioni scritte sono ben fatte, convincenti. L'esterno, invogliato, compra, il libro schizza in classifica, la grande CE lo nota e lo compra. E lo compra solo perché è alto in classifica eh. Il tutto in tempi brevissimi, spesso meno di un mese. La CE toglie il libro dalle vendite, le recensioni vere non si leggono, poi lo rivende con frasi simili a "Dopo l'enorme successo sul web..." E uno pensa "Wow, dev'essere un libro fantastico se ha venduto tanto da solo... Lo compro". E abbiamo il fenomeno sociale e di marketing. Con questo non voglio dire che manchi la qualità, dico solo che non lo so, che forse non è questo a essere decisivo.

Personalmente tremo ogni volta che aspetto una recensione, ma non credo sia così per tutti. Se chi ti recensisce lo conosci da anni, lo conosci bene, è probabile che ti elogi. Lo fanno anche i miei amici, è un fenomeno normale, ma loro non hanno blog e l'effetto è nullo. Quando invece i tuoi amici sono blogger con mille iscritti il discorso cambia molto. Ho notato che comunque molti blogger non sono chiusi alle novità. Alcuni sì, ti snobbano alla grandissima, ma molti hanno una reale passione per la lettura e offrono possibilità, si incuriosiscono sinceramente. 

Questa lunga premessa è per dire che io avevo un'idea precisa dello scrittore: un estraneo. Credo che adesso, invece, sia diventato un fenomeno quasi sociale. E che la promozione vada fatta anche così.

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Ho lanciato il sasso, non posso tenere troppo a lungo nascosta la mano :asd:

 

Mi fa piacere che la discussione si decollata con interventi tutti validi.

 

Parto da alcuni concetti espressi nei vari post per aggiungere qualche riflessione.

 

Maledetti amiketti

Ho smesso di preoccuparmene da diverso tempo, forse da sempre. Quando scelgo un libro possono concorrere diversi stimoli. Mi capita anche di comprare dei libri volutamente alla cieca (o quasi). Mi può attirare la copertina, una recensione, il parere di un amico ecc. Alla fine l'ultima parola ce l'ha l'istinto. A volte ci azzecca a volte no, ma non credo esistano "libri sbagliati", almeno non se si usa un minimo di esperienza. Ci potranno essere acquisti più o meno soddisfacenti e letture più o meno "utili". Tutto comunque concorre a fare esperienza e fare esperienza significa anche e soprattutto ciucciarsi la parte brutta del mondo. Se si legge per crescere.

 

Che si fotta il marketing!

Forse non ce ne rendiamo conto, ma un po' di marketing lo facciamo sempre e comunque in ogni nostra attività sociale. Cerchiamo di apparire meglio di quello che siamo. Mentiamo anche a noi stessi, non ammetterlo significa non conoscersi (o essere ipocriti). Non conoscere il genere umano.

Un libro è finzione e anche comunicazione. Parente stretto del marketing dunque.

 

Penso al mondo della musica o a quello del cinema e del teatro. Credo sia rarissimo il caso di qualcuno che "arrivi" senza essere passato per una lunga gavetta che non è fatta solo di crescita artistica, ma anche del "personaggio", di conoscenze, di opportunità. Scrivere è un tipo di attività più defilata, ma ciò non significa che ci si debba nascondere. Le CE spingono gli autori già affermati (e non sempre con i mezzi adeguati), gli emergenti devono fare parte del lavoro.

 

CE che comprano libri autoprodotti alti in classifica.

Succede veramente? Voglio dire al di là di un caso su 100.000 che poi facilmente è anche quella un'operazione di marketing?

 

 

Parlando invece della mia piccola esperienza possono dire che i social network sono uno strumento potente, ma proprio per quello intasato di spam.

Se non sei nessuno, sei punto a capo. Ma visto che costa poco, sarebbe stupido non usarlo.

Tenete conto di due cose però

1) agli amici, che abbiate pubblicato un libro frega meno delle foto del gatto di vostro cugino (che si prenderà molti più like, soprattutto se colto nell'atto di grattarsi la pancia)

2) se postate nei gruppi dedicati alla promozione di libri raggiungerete solo altri autori emergenti e non lettori. E si sa, i lettori emrgenti non leggono i libri di altri emergenti (e la domanda a questo punto è: chi dovrebbe leggere gli emergenti?)

 

I blog possono essere utili. Ma devono essere dei blog seri (non come il mio :eheh: ). Devono avere un seguito. Ma il blog richiede parecchia energia e deve giustificarsi a prescindere che lo usiate per promuovervi.

 

Credo ancora molto, invece, nelle presentazioni dal vivo. Nel farsi conoscere di persona.

In termini economici sono sicuramente più le spese dei rientri, ma la gente compra libri di gente che identifica come "scrittori". Può sembrare banale, ma se vi vedono come 

1) amico

2) parente

3) perfetto sconosciuto

4) spammatore come tanti

il vostro libro non si sogneranno mai di leggerlo.

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Punto molto anch'io sulle presentazioni tradizionali, dove s'instaura un bel rapporto diretto con gli interessati. Come Agave, punto anch'io sulla promozione web: sulla pagina facebook raccolgo più che altro le varie notizie legate al romanzo (recensioni, interviste e altro), senza essere invadente. Seguo alcuni blog e, se ritenuti di qualità, affido volentieri loro la lettura del libro, in modo da averne un resoconto obiettivo e diretto.

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CE che comprano libri autoprodotti alti in classifica.

Succede veramente? Voglio dire al di là di un caso su 100.000 che poi facilmente è anche quella un'operazione di marketing?

Sì e sono molti di più.

 

2) se postate nei gruppi dedicati alla promozione di libri raggiungerete solo altri autori emergenti e non lettori. E si sa, i lettori emrgenti non leggono i libri di altri emergenti

Io qualcuno lo leggo, dopo aver controllato la trama e un estratto.

 

Conviene usare i gruppi dedicati ai lettori e non agli scrittori, in cui però lo spam è rigorosamente sotto controllo.

Modificato da Telstar

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CE che comprano libri autoprodotti alti in classifica.

Succede veramente? Voglio dire al di là di un caso su 100.000 che poi facilmente è anche quella un'operazione di marketing?

Sì e sono molti di più.

 

Davvero? hai qualche dato? è un fenomeno che mi incuriosisce ma che non ho ai approfondito

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a me basterebbe avere un nome di un autore italiano autoprodotto che ha poi firmato il contratto per una major sulla base delle sue vendite su amazon.

Gente che dice: mi hanno contattato ma ho rifiutato perché vendo di più come autoprodotto non fa testo.

Gente che si è autoprodotta e poi ha firmato per una microscopica CE non fa testo uguale.

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a me basterebbe avere un nome di un autore italiano autoprodotto che ha poi firmato il contratto per una major sulla base delle sue vendite su amazon.

Gente che dice: mi hanno contattato ma ho rifiutato perché vendo di più come autoprodotto non fa testo.

Gente che si è autoprodotta e poi ha firmato per una microscopica CE non fa testo uguale.

 

Uno? Sono molti di più. Ti dico solo quelli che mi vengono in mente, solo italiani, senza nemmeno fare ricerche:

Amabile Giusti (Mondadori)

Sara Tessa (Newton Compton)
Anna Premoli (Newton Compton)
Alisa S. Amore (Nord)
Lidia Ottelli
Tutti self, alti in classifica, acquistati dalle grandi CE.
Modificato da Wonderland

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Buona sera giusto per restare tra"noi" la blogger Lidia di Rumore dei Libri si è autopubblicata il suo primo romanzo il primo luglio. 20 giorni dopo è stata contatta da C E molto importante per le sue vendite su amazon e pochi giorni ha firmato il contratto.

Il libro è"Odio l'amore o forse no". Magari più avanti Lei stessa darà i dettagli.

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ok, quelli che hanno veramente venduto, lo faranno anche con le CE (anche se non è detto, basta che la CE faccia pagare l'ebook 9 euro al posto di 99 cents...)

Quelli che non hanno venduto veramente (molti si comprano i propri ebook in quantità industriali) non lo faranno neanche con la CE alle spalle.

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A metà tra un'idea e una provocazione: fare "marketing" di un libro (o ebook che sia) è davvero complesso anche per chi deve farlo per mestiere, cioè l'editore. Se la CE è grossa avrà dipartimenti marketing, i contatti giusti e l'enorme vantaggio di un "brand" noto che attira subito la curiosità di giornalisti e lettori. Se invece si parla dell'ennesima piccola CE, è un po' un casino. Detto questo, per noi ogni persona che riusciamo a incuriosire con un nostro testo, sia sui social network, su un blog, su un forum, in una presentazione, a una fiera (che dobbiamo ancora iniziare a fare, ma ci stiamo muovendo), è una vittoria. Partendo da zero assoluto, si va guarda al mattoncino prima di pensare al palazzo. L'idea di "viralità" ci illude un po' tutti, ma facciamo un giro sulle bacheche di facebook tanto odiate da Steamdoll  :asd:: a meno che il nostro libro non c'entri qualcosa con le tette di Belen, la vedo dura. 

Detto questo sì, l'autore dovrebbe comunque impegnarsi a promuovere il libro. Sul web e nella "vita reale". Attraverso i canali convenzionali ma pure con un po' di creatività. In collaborazione con la CE se ce l'ha, o magari con l'aiuto di qualcuno se da solo. Perché anche se ottenere risultati è una fatica immane, l'alternativa è quella di far rimanere il nostro libro o ebook una pagina web su... quanti miliardi? E allora tanto valeva tenerselo nel proverbiale cassetto.

 

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Eccomi. Ho letto il mio nome e intervengo. Io ho autopubblicato il mio romanzo dopo essere scartata, criticata e altre cose, dal concorso loscrittore.  Senza pretese e con molta, moltissima semplicità, l'ho messo su amazon. Una parola tira l'altra e in 20 gg ho scalato la classifica e sono nel primi posti da oltre 18 gg. Il libro è piaciuto a moltissime persone e una grossissima CE mi ha contattato. Prima chiedendomi ebook per una valutazione è piaciuto e giovedì ho firmato il contratto.

Io non ho comprato il mio ebook, non l'ho fatto comprare a parenti, è stato acquistato da persone che nemmeno conoscevo con un classico passa parola, con pubblicità minima e mirata e tanto entusiasmo :)

Io non ci credo ancora e sarà grata per sempre a chi, senza conoscermi, ha comprato il mio libro. Sarò grata a questa grossa CE per la bellissima opportunità e non solo perchè ho venduto, ma perchè il mio libro a loro piace. 

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quindi non arrendetevi MAI! Se credete a quello che fate la ruota gira. Oggi a me domani a ognuno di voi. Auguro a tutti la stessa opportunità che stanno dando a me. 

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a me basterebbe avere un nome di un autore italiano autoprodotto che ha poi firmato il contratto per una major sulla base delle sue vendite su amazon.

Gente che dice: mi hanno contattato ma ho rifiutato perché vendo di più come autoprodotto non fa testo.

Gente che si è autoprodotta e poi ha firmato per una microscopica CE non fa testo uguale.

 

Uno? Sono molti di più. Ti dico solo quelli che mi vengono in mente, solo italiani, senza nemmeno fare ricerche:

Amabile Giusti (Mondadori)

Sara Tessa (Newton Compton)
Anna Premoli (Newton Compton)
Alisa S. Amore (Nord)
Lidia Ottelli
Tutti self, alti in classifica, acquistati dalle grandi CE.

 

Ho notato il successo di Lidia Ottelli nella classifica di Amazon, i complimenti sono d'obbligo. In fondo credo che anche la copertina fatta da Violet Nightfall abbia contribuito e questo non è un demerito, anzi, è un plauso. Su internet il libro si vende dalla copertina. E non solo su internet: spesso lettori (giovani e non) di fantasy ammettono di comprare dei libri spinti dalla copertina di Paolo Barbieri.

(L'unica correzione è che si tratta di Elisa S.Amore, Wonderland).

 

Però vorrei che notaste una cosa: sono tutti romance.

Questo è il genere che vende. Può capitarvi anche altrimenti, la Newton Compton ha raccolto anche un autore di thriller di cui non ricordo il nome. Invece, per ora, i suoi  romanzi fantasy sono rimasti lì. Quindi, dipende anche dal genere che scrivete. Dato che su Amazon si possono taggare più generi ho notato che uno dei primi cinque in classifica fantasy era novantottesimo in quello romance.

Dato che i numeri rimangono gli stessi, potete immaginare da soli quanto vendano i generi di letteratura fantastica (fantascienza e fantasy, che nell'ultima rivista di InMondadori avevano un solo rappresentate, Terry Brooks, fantascienza non contemplata).

Quindi se scrivete uno di questi due generi non vi basta temo fare i numeri (qualsiasi siano) che ha fatto Lidia O. o dovete quantomeno eguagliarli.

Rinnovo i complimenti, meritatissimi, anche se non è il mio genere, e che possa essere davvero l'inizio di una solida carriera.

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Meglio che non ci addentriamo sul problema di chi scrive fantasy. :asd:

Rimanendo sul discorso grandi CE, va detto, non basta fare numeri: bisogna anche essere Self. A quanto pare la Newton Compton in passato ha fatto una proposta a una scrittrice di Lettere Animate scavalcando la CE e proponendo il tutto direttamente a lei. Vi lascio l'articolo.

 

http://lettereanimate.tumblr.com/post/87098092395/storia-di-un-rifiuto-newton-compton-editori

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Eccomi. Ho letto il mio nome e intervengo. Io ho autopubblicato il mio romanzo dopo essere scartata, criticata e altre cose, dal concorso loscrittore.  Senza pretese e con molta, moltissima semplicità, l'ho messo su amazon. Una parola tira l'altra e in 20 gg ho scalato la classifica e sono nel primi posti da oltre 18 gg. Il libro è piaciuto a moltissime persone e una grossissima CE mi ha contattato. Prima chiedendomi ebook per una valutazione è piaciuto e giovedì ho firmato il contratto.

Io non ho comprato il mio ebook, non l'ho fatto comprare a parenti, è stato acquistato da persone che nemmeno conoscevo con un classico passa parola, con pubblicità minima e mirata e tanto entusiasmo :)

Io non ci credo ancora e sarà grata per sempre a chi, senza conoscermi, ha comprato il mio libro. Sarò grata a questa grossa CE per la bellissima opportunità e non solo perchè ho venduto, ma perchè il mio libro a loro piace. 

Complimenti davvero, casi come questi sono da stimolo per autori ma anche editori. 

Se posso permettermi una domanda: ritieni che avere e curare un blog sia stato importante per il successo dell'ebook?

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Non è la sede per esporre il mio pensiero di Newton & Compton, ma vi assicuro che già non era molto lusinghiero prima.

immaginate adesso.

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la testimonianza di Lidia è una di quelle che mettono di buon umore. Anche da parte mia tutti i complimenti possibili.

 

Lidia, visto che lo scopo di questo topic era di condividere l'esperienza promozione, senza svelare i tuoi segreti, ci puoi raccontare qualcosa di più sulla tua promozione? Come hai fatto a creare interesse sulla tua storia? Le CE non ci hanno creduto, ma i lettori sì. Secondo te in che modo sei riuscita a toccare le corde giuste dei lettori?

 

La copertina è sempre una cosa importante, ma non credo abbia fatto solo lei.

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Però vorrei che notaste una cosa: sono tutti romance.

Questo è il genere che vende. Può capitarvi anche altrimenti, la Newton Compton ha raccolto anche un autore di thriller di cui non ricordo il nome. Invece, per ora, i suoi  romanzi fantasy sono rimasti lì.

E' vero, però il contratto standard della Newton prevde l'opizione per tutte le opere, quindi potrebbero decidere di pubblicarli.

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Però vorrei che notaste una cosa: sono tutti romance.

Questo è il genere che vende. Può capitarvi anche altrimenti, la Newton Compton ha raccolto anche un autore di thriller di cui non ricordo il nome. Invece, per ora, i suoi  romanzi fantasy sono rimasti lì.

E' vero, però il contratto standard della Newton prevde l'opizione per tutte le opere, quindi potrebbero decidere di pubblicarli.

 

È vero, ma tu scriveresti un romance nella speranza di essere notato per un altro genere?

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È vero, ma tu scriveresti un romance nella speranza di essere notato per un altro genere?

No. E neppure mi autopubblicherei con l'intenzione di essere notato.

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Mi aggiungo alla lista di complimenti! Brava e buonissima fortuna a te e al tuo libro!

Anche a me piacerebbe sapere come hai fatto a pubblicizzarti in modo efficace, se possibile. E' pur vero che ci sono generi che sono più ricercati e più letti, ma, se possibile, mi piacerebbe arrivare a desumere alcune "ricette" generali.
Personalmente, per esempio, non leggo, se non rarissimamente, romance e non mi piace particolarmente scriverne.
Facebook mi sembra un pessimo luogo: troppo affollato e dispersivo. Già meglio twitter, ma emergere tra i moltissimi sembra quasi impossibile. Un blog, certo, ma deve essere proprio un blog seguito e non è semplicissimo.
Ho tentato anche di leggere libri su questi argomenti, ma non ne ho mai ricavato nulla di davvero illuminante. 

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Eccomi. Ho letto il mio nome e intervengo. Io ho autopubblicato il mio romanzo dopo essere scartata, criticata e altre cose, dal concorso loscrittore.  Senza pretese e con molta, moltissima semplicità, l'ho messo su amazon. Una parola tira l'altra e in 20 gg ho scalato la classifica e sono nel primi posti da oltre 18 gg. Il libro è piaciuto a moltissime persone e una grossissima CE mi ha contattato. Prima chiedendomi ebook per una valutazione è piaciuto e giovedì ho firmato il contratto.

Io non ho comprato il mio ebook, non l'ho fatto comprare a parenti, è stato acquistato da persone che nemmeno conoscevo con un classico passa parola, con pubblicità minima e mirata e tanto entusiasmo :)

Io non ci credo ancora e sarà grata per sempre a chi, senza conoscermi, ha comprato il mio libro. Sarò grata a questa grossa CE per la bellissima opportunità e non solo perchè ho venduto, ma perchè il mio libro a loro piace. 

Complimenti davvero, casi come questi sono da stimolo per autori ma anche editori. 

Se posso permettermi una domanda: ritieni che avere e curare un blog sia stato importante per il successo dell'ebook?

 

Non posso negare che sono conosciuta come blogger. Però tante persona mi hanno contattato dopo il mio ebook e non le conoscevo. Sicuramente è stato di aiuto, non posso negarlo. 

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