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Ospite Signor Ford

David and Matthaus

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@delon posso essere d'accordo su parte del suo discorso, Le garantisco che non mi piace per niente essere in una discussione come questa, ma sono stato tirato in ballo, altrimenti non è proprio nelle mie corde partecipare a queste polemiche. Per quanto riguarda il prezzo dei libri mi trova perfettamente d'accordo, ma continuiamo a essere una casa editrice che punta alla qualità e proporre testi fatti male non ci piace. Esistono modi per abbassare il prezzo, ma il risultato finale è davvero poco apprezzabile. Purtroppo il resto non lo facciamo noi, ma gli oneri della distribuzione. Finché su un libro questo costo supera ampiamente la metà del prezzo finale di vendita non ci saranno alternative. Giusto per curiosità posso darle una chicca: per una strana coincidenza i nostri libri più venduti costano più di € 16,90 e quelli da € 19,90 la fanno da padrone, sono gli unici con cui non si è mai fatto flop. Al contrario i meno venduti sono tutti sotto gli € 12,90.   

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ciao a tutti, ho avuto oggi una lunga conversazione telefonica con Giovanni Fabiano, e abbiamo scoperto che circa 15 anni abbiamo anche collaborato insieme. ci siamo scambiati delle considerazioni sul lavoro di editore e di libraio. ci sarebbero davvero tante cose da spiegare in questo blog, soprattutto per far capire agli aspiranti scrittori a cosa vanno incontro (io sono uno di questi, ma ho anche una certa conoscenza del settore). ho già scritto in un altro post chi possiamo, secondo me, chiamare editore. editore è chi investe il proprio denaro e il proprio tempo su un libro. e' colui che di norma paga un anticipo allo scrittore e gli riconosce i diritti sulle vendite. Stop! Tutti gli altri non sono editori (chi richiede contribuiti di qualsiasi tipo). ora alla mia precisa domanda se David&Matthaus richiede un qualche tipo di contributo agli autori Giovanni mi ha risposto: no e non l'abbiamo mai fatto. Questo fa di loro degli editori. Per finire, ho avuto modo tramite writerdreams di conoscere David&Mattahus, mi ha presentato qualche titolo che ha in catalogo e ho ordinato per ora un titolo sulla vicenda Emanuela Orlandi. E' quello che sostengo da tempo con gli editori. Fatevi conoscere dai librai così avremo la possibilità di tenere i vostri libri e venderli. Spero di non essere uscito di tema.

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Sono basito per quello che ho letto. Pensavo che, dopo il danno, non tentassero di rifilarmi anche la beffa. Allora andiamo un po' più a fondo.

Una prima impressione: la lunghezza dei commenti di G.F (d'ora in poi: F.), la ridondanza delle frasi, i molti segmenti potrebbero far pensare a un nero di seppia soffiato negli occhi di chi legge, e arricchito dalle lodi alla casa editrice (questo ci sta, fa parte del gioco). Ma quello che trovo incredibile è che F. invece di rispondere con precisione a ogni punto da me sostenuto abbia tentato di fare la vittima. Anche la mia risposta sarà lunga. Ma sarà di nuovo dettagliata. E giuro sulla mia dignità che non una delle cose che riferirò è falsa.

 

Prima le cose più importanti.

 

F. scrive che io ho "dimenticato un sacco di particolari", che avrebbe "inserito una risposta altrettanto dettagliata", perché stava "controllando tutte le mail e le varie conversazioni".

Dopo aver specificato in più punti che la sua risposta sarebbe stata altrettanto dettagliata, scrive però, riferendosi al proprio commento: "Il testo a seguire purtroppo non riporta nemmeno tutti i dati, ma ho cercato di trattare solo quello che riuscivo. Per fare la ricerca delle mail e di tutte le carte varie ci ho messo troppo tempo e credo che difficilmente continuerò su questa bacheca, a trattare domande e risposte su questa storia che ritengo davvero senza alcun senso".

Io invece credo che un senso ce l'abbia e come - intanto il mio - e che sarebbe il caso di investire quel tempo che lamenta di non avere per difendere con chiarezza la casa editrice, perché ne va della sua immagine. Dove sono le mail dichiarate? Le cerchi per cortesia, siamo impazienti di leggerle, ne vale la pena. Mi auguro che Lei non creda che il suo tempo sia più prezioso del mio.

 

Presentazioni rifiutate

 

Su questo aspetto avevo sorvolato perché non era uno di quelli che mi premeva di più né volevo scrivere un post chilometrico né essere cheap. Ma basta chiedere.

F. scrive che ho rifiutato due presentazioni da lui propostemi. La prima era a Roma presso il caffé letterario dell'Isola del cinema, sul lungotevere, ad agosto, di notte. Ora, avevo già presentato il libro in due sedi romane, una Feltrinelli e una Mondadori; perché tenere una terza presentazione ancora a Roma, dopo che F. mi aveva annunciato una serie di presentazioni in tutta Italia? Il volantino delle presentazioni stampato dalla casa editrice recitava, in alto, a caratteri cubitali: TOUR. Che bella figura con chi ha visto la locandina sui vari social ma, nei mesi, è venuto a sapere che il romanzo dopo le presentazioni si trovava solo nelle librerie in cui lo avevo presentato, e da luglio alla prima decade di ottobre è risultato impossibile ordinarlo sia con Feltrinelli che con Mondadori, e che di presentazioni, oltre alla terza avvenuta a Firenze presso Ireos in data 11-04-'15, non ce ne sono state altre. Ora, se quello che io sto sostenendo fosse falso, perché scrivere TOUR su un volantino per quattro presentazioni di cui tre a Roma? I luoghi in cui secondo F. avrei potuto tenere le presentazioni:

 

- Puglia

- Emilia Romagna

- Milano (presso LaFeltrinelli o la Mondadori)

- Viareggio (città a 9 Km di distanza dal mio paese natio; prima in un posto, e non se n'è fatto niente, poi in un altro, e anche in quello non se n'è fatto niente).

 

Quante ne ho tenute di queste presentazioni? Nessuna. L'altra presentazione che ho rifiutato era un aperitivo a pagamento presso uno stabilimento balneare di Viareggio, verso le 18.00, con orde di adolescenti o bambini urlanti che lappano gelati o curiosi di passaggio in ciabatte cui non avrei certamente potuto chiedere di tenere la voce bassa.

E F. , dopo aver specificato che avevo rifiutato le due presentazioni (chissà come mai ha omesso di parlare della seconda), scrive "mi fermo qui, non ho intenzione di portare avanti una polemica sterile". Capito? Una polemica sterile.

 

 

Editing

 

In un commento di F. sul thread di Twins edizioni del 3 dicembre 2014 a F. "pare di ricordare" di avermi detto: "questo è solo il primo dei due livelli di correzione ed editing... dopo aver sentito l'editor le farò sapere".

Quindi non mi aveva inizialmente negato l'editing (contenutistico) con recisione, ed ecco perché, in data 6-12-'14, come da lui dichiarato, gli ho scritto una mail per avere un chiarimento. Ma, ahinoi, il testo qua menzionato da F. è parziale. Egli dichiara che gli "pare strano che, dopo avermi annunciato che non ci sarebbe stato l'editing, io gli abbia scritto una mail per chiederne conferma".

Questo il testo integrale della mia mail:

 

Gentile sig. F., vorrei chiederle quando avverrà l'editing contenutistico o content editing o structural editing o developmental editing. Il lavoro svolto dalla signora xxxx e il livello successivo (giustamente indicati sul vostro manuale, ricevuto da me in data 05-12-'14, come "correzioni") possono rientrare nella categoria, appunto, della CORREZIONE. Ma il paragrafo 2. del manuale titola "Correzione, editing, e pubblicazione", ma di editing non si parla, se non con: "Nota 1: In casi particolari le fasi di correzione ed editing potrebbero anche essere superiori alle due minime previste". Cosa si intende esattamente? Quando avverrà l'editing contenutistico? O la signora xxxx le ha riferito che il mio lavoro non ne abbisogna? In tal caso, mi conferma che è prassi della David&Matthaus/Twins Edizioni sottoporre il lavoro di altri suoi autori all'editing contenutistico? O si tratta di un tipo di editing che non effettuate? Cordialità, S.R.

 

F. mi risponde il 9 dicembre. All'interno della mail scrive: "Ribadiamo quindi che le due fasi di revisione non rientrano nella categoria “CORREZIONE” perché non prevedono la sola correzione bozze, ma rappresentano una vera e propria verifica (anche strutturale) dell’opera".

Ora, io credo che siano stati sovrapposti con troppa facilità e poca chiarezza i termini come "revisione", "correzione" e "editing",.

Non importa che lei, i revisori/correttori e il signor A.T. pensaste che il libro non aveva bisogno di editing. Ribadisco che secondo me un editore dovrebbe parlare di editing specificando sempre di che tipologia si tratta, a chiare lettere, senza sinonimi, ma soprattutto prima che un autore firmi il contratto, non dopo.

Può rispondere adesso, sig. F.? Con "editing sulla sostanza" (altra espressione da Lei usata nella mail di cui sopra) intendeva editing contenutistico? Le ricordo che in italiano con questa espressione si intende: "L'Editing contenutistico
 si concentra, appunto, sul contenuto: risveglia un ritmo narrativo lento, dà vivacità ai dialoghi, interviene sulla caratterizzazione fisica e psicologica di personaggi “spenti”, controlla la logica della trama riorganizzando, se necessario, l’intreccio" (preso da Internet).

Può dichiarare se attualmente il suo team lavora in tal senso (editing sui personaggi, sui dialoghi [ma non solo qualche parola, bensì su dialoghi interi], sulla struttura del plot) o se vi ha lavorato in passato? Grazie.

 

F., nella fase del suo commento che definisce "ricapitolazione", riporta due frasi attaccate. La prima: "L'autore è insoddisfatto perché noi non abbiamo ritenuto opportuno che il testo dovesse essere rifatto" (un "testo" viene "rifatto" per il sig. F., non editato), e subito dopo aggiunge: "Poi l'autore si è arrabbiato perché volevamo modificare il testo", compiendo una mistificazione, tentando di farmi apparire come contraddittorio.

Ma questi sono i miei toni usati con L.C. - che si è occupata della revisione/correzione del mio romanzo - in una delle mie mail, quelle del 6-12-2014, ore 18.57:

 

"Gentile Laura,

intanto la ringrazio di nuovo per il suo lavoro. Mi è piaciuto come è intervenuta su certe parole, e le sono grato. Le scrivo anche qualche dubbio... ... Proporrei di usarlo... ... Ma, se non lo ritiene opportuno, forse potremmo iniziare... ... Che ne dice? ... ... Ma a mio avviso... ... Che ne pensa? ... ... Preferirei lasciarlo senza il... ... ".

 

Questo è quanto ero "arrabbiato". Di nuovo chiedo a F. di dimostrare il contrario con prove concrete, che qui del "la mia parola contro la tua" ci siamo stancati tutti/e.

Le altre correzioni che ho rifiutato - non credo suggeritemi da L.C, ma da un'altra impiegata della c.e., anche se di questo non sono certo - riguardavano dei congiuntivi e degli indicativi assolutamente corretti (sic!) e la correzione del complemento di termine "cui": non ricordo la frase esatta, ma ricordo bene il modo in cui lo avevo utilizzato, cioè, un esempio a caso: "ripensava all'editing contenutistico cui aveva dovuto rinunciare"; mi venne scritto che quel "cui" era un errore e che andava aggiunta una "a", cioè "a cui", mentre entrambe le forme sono corrette, ma forse la persona di riferimento questo lo ignorava.

I suggerimenti di modifica sui dialoghi a mio avviso erano altrettanto superflui e riguardavano pochissime parole, e avrebbero interrotto l'essenza di uno scambio tra due protagonisti.

 

Io non riesco a credere che F. si stupisca dei miei ringraziamenti alle persone che si sono occupate del romanzo (correzione/revisione), nonostante fossi contrariato nei suoi riguardi.

Ho ringraziato perché sono una persona rispettosa del lavoro altrui, e le scelte della direzione non dipendevano certo dallo staff che aveva lavorato alla correzione/revisione. Che avrei dovuto fare? Siccome avevo discusso con Lei, allora avrei dovuto mostrarmi freddo o sprezzante anche con chi aveva lavorato al mio romanzo? Ma non credo proprio. Riconosco il valore e il significato del lavoro altrui, quando svolto onestamente e con gentilezza.

 

E quando ho ringraziato anche Lei durante la presentazione presso LaFeltrinelli in via Appia (20 marzo 2015), non si dimentichi che ci eravamo scontrati soltanto sull'editing. E per me una rondine non fa primavera. Ma poi è arrivata l'estate, e la situazione si è rivelata in tutta la sua drammaticità.

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Sovrapposizione David&Matthaus/Twins Edizioni

 

F. Scrive sopra: "D&M e Twins Ed. sono sempre state due case editrici separate... La Twins si appoggia alla distribuzione di D&M".

Si appoggiava o ancora si appoggia? Visto che ne parla al presente, ma poco dopo aggiunge: "Alcuni mesi fa, quando la Twins Edizioni ha interrotto la sua attività per problemi interni, D&M ha deciso di rilevare il marchio e i contratti in essere trasformando il progetto in una collana denominata DM Twins". Può chiarire questo punto?

E' per questo che sul sito Mondadori in data 12-04-'15 il mio romanzo viene definito edito da David&Matthaus? E' per questo che in data 14-05-'15 il mio romanzo viene definito edito da David&Matthaus sul sito Feltrinelli? (Screenshot a disposizione)

 

La pubblicazione di svariati errori di stampa

 

F. non dovrebbe sbilanciarsi in maniera così categorica perché, di nuovo, scripta manent, e altro che qualche errore sulle virgolette e i punti cardinali maiuscoli... Volutamente non tengo una copia del romanzo in casa, ma nei prossimi giorni ne recupero una e ci rivediamo qui, con l'elenco esatto degli errori (non certo sottigliezze).

 

Copertina

 

F. scrive: "Potrei aggiungere di come si è opposto [il sottoscritto, S.R.] a modificare la posizione dei testi in copertina".

Il 02-07-'14 ricevo una mail da A.T. della Icaro Talent che mi dice che ha intenzione di presentare il mio romanzo alla David&Matthaus, e aggiunge: "ogni intervento sarà a cura della David&Matthaus: correzione, stampa, copertina, distribuzione".

Successivamente parlo al telefono con F. che, invece, mi specifica che della copertina dovrò occuparmene io. Così ingaggio prima un fumettista di fama nazionale (sta attualmente realizzando le vignette per L'Espresso); la mia idea era una copertina per metà foto e per metà fumetto. Senza nemmeno vederla, F. mi dice che difficilmente accetterà di usare il fumetto per una copertina di un suo libro. Allora, per non rischiare di perdere il budget, rinuncio al progetto e ingaggio un grafico e una fotografa; realizziamo una bella copertina, ma mi viene chiesto di modificare la disposizione del font, tra le altre cose con un'alternativa spiacevole e a mio avviso dilettantesca. Ho rifiutato, sì, perché il nostro lavoro era buono.

Quindi, secondo F., la copertina la dovevo fare io, a mie spese, ma doveva essere come la volevano loro. Come no.

 

Irreperibilità del romanzo

 

Questo è il punto che mi sta più a cuore. Vede, F., non mi interessano i suoi racconti su cosa sia andato storto, perché di nuovo è la sua parola contro quella di Feltrinelli e Mondadori, e non avrò mai modo di confrontarmi con loro per sapere esattamente cosa è accaduto. Quello che so, quello che ho visto con i miei occhi, è che mi era stata assicurata una distribuzione capillare in tutta la penisola, e che, per un mese e mezzo dopo le presentazioni il romanzo era presente soltanto nelle due librerie in cui ho fatto le presentazioni ma non risultava ordinabile on-line, e che dopo un inferno di telefonate, ha cominciato ad apparire anche in qualche altra libreria di Roma e a essere ordinabile sul sito di LaFeltrinelli e Mondadori, fino al 15 luglio, quando di nuovo è scomparso dai siti, fino alla prima decade di ottobre (altri tre mesi). (Ripeto che ho gli screenshot dell'intero periodo, circa uno ogni due giorni).

 

Questa la situazione a Roma (tralasciando il resto d'Italia) il 27 marzo 2015:

 

- la libreria Mondadori in via Appia Nuova 51 dice che non hanno il romanzo, e che non è possibile ordinarlo perché non hanno nessun tipo di rapporto con la David&Matthaus

 

- la libreria Mondadori in via Pollio 50 dice che non hanno il romanzo né che si può ordinare perché non conoscono nemmeno la casa editrice, e quando gli ho fatto presente che la medesima è distribuita anche da Mondadori, mi hanno detto che non è vero

 

- la libreria Mondadori in viale Marconi dice che non hanno il romanzo e che non sanno se, ordinandolo, arriverà, né quando

 

- la libreria Mondadori in via Piave dice che, dalle loro ricerche, non gli è stato possibile nemmeno capire chi fosse l'editore

 

dicono che non si può nemmeno ordinare, le Feltrinelli in:

 

- via Orlando,

 

- via del Corso

 

- Piazza Colonna

 

- viale Giulio Cesare

 

- viale Libia

 

- viale Marconi

 

(Questa è una mail che inviai in quella data alla casa editrice).

 

E F., dopo le sue spiegazioni, se ne esce con: "Mi viene da pensare che il testo sia stato regolarmente distribuito". A me viene da pensare che non ci siano parole.

 

Un utente/libraio sopra ha commentato: "Se i librai non conoscono l'esistenza di questo libro non lo ordineranno mai! Dunque che una casa editrice abbia contatti di distribuzione è un bene, ma deve anche promuovere il libro verso i librai che sono gli unici che possono ordinarli. Se non lo fa, niente libro in libreria".

A tal proposito, F. asserisce: "La casa editrice spesso, pur di dare una maggiore visibilità ai propri autori, contatta i librai anche telefonicamente suggerendo di ordinare i libri più interessanti".

Ora, F., può dichiarare qui in che modo ha promosso il mio libro nelle librerie? Dove? Aveva agenti che lo presentassero? Ha mandato cataloghi ai librai? Quello "spesso" ha riguardato anche il mio romanzo? E potrebbe rispondere, cortesemente, non con fiumi di parole, ma "sì" o "no"? Può fare il nome dei librai o punti vendita presso cui l'ha promosso?

Non è che La Mondadori a Viareggio aveva i libri da vendere da luglio in poi (quando nel resto del paese era impossibile ordinarli on-line) perché io le avevo raccomandato quello store (fondamentale in quanto a pochi chilometri dal mio paese natale) e lei, da loro, si era fatto sentire? E' una domanda vera, non un'illazione. Aspetto le sue risposte.

Uno dei modi in cui la casa editrice aveva pubblicizzato l'uscita del romanzo era su un sito in cui, nella stessa pagina, in un riquadro accanto, si leggeva un'inserzione sexy per signori che cercavano compagnia, e nemmeno con un linguaggio troppo elusivo. Lo feci presente a F. e gli chiesi gentilmente di togliere il banner pubblicitario del romanzo da quel sito.

 

F. aggiunge, riguardo all'irreperibilità del mio romanzo: "In alcuni casi mi è stato anche fatto notare che il titolo sembrava un po' troppo diretto e colorato [si dice "colorito", sig. F.] e per quello non veniva preso in considerazione (evito commenti a riguardo)".

Ma dico io, ma come si fa a rispondere con un'argomentazione del genere? Perché allora non me l'ha detto prima? Perché ha accettato di pubblicarlo con quel titolo senza mai sollevare l'argomento? Mi risponda, prego.

 

F. aggiunge, sempre riguardo all'irreperibilità del romanzo: "E tutti voi potete verificare che siamo tra le case editrici che fanno più presentazioni nelle loro [di Feltrinelli] librerie, anche questo mi pare difficilmente compatibile con quanto dichiarato [da me, S.R.]".

Cosa c'entra che siate tra le case editrici con più presentazioni? Chi ha detto nulla di quello? Come sarebbero legati logicamente i due fenomeni? Lei ha detto che "spesso" contatta i librai telefonicamente per farsi conoscere. E quello "spesso" non significa "sempre", significa che qualche volta non avviene. E quindi mi pare più che legittimo che io le stia rivolgendo queste domande.

 

Una cosa che invece Le chiedo di non fare è di attribuirmi pensieri e parole che non sono miei, come: "Secondo il nostro autore [il sottoscritto, S.R.] si sta [la casa editrice] immobili aspettando i venti".

Chi ha mai detto una cosa del genere? E' stato un lapsus da parte sua? Una proiezione? Perché io nei miei commenti ho solo fatto presente la situazione, lo stato delle cose, senza attribuire indolenza a nessuno. Le ragioni per cui il mio romanzo non è stato disponibile né ordinabile così a lungo potrebbero essere le più svariate, e non antitetiche al dinamismo.

 

Inoltre, quando io e un'altra decina di persone abbiamo contattato gli store per chiedere se il romanzo fosse disponibile o ordinabile, i vari commessi ci hanno tenuto in linea molto a lungo per compiere ricerche approfondite e chiedere anche ai colleghi o dirigenti nelle vicinanze. Quindi non ci provi nemmeno a dire che forse abbiamo avuto risposte negative perché il nostro modo di chiedere era sbagliato. Il libro non si trovava né era ordinabile, e più del 90% dei 47 punti vendita interpellati svariate volte hanno negato di avere rapporti con voi e di conoscervi. 

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Vittimismo

 

F., il giochino di rovesciare la frittata per fare la vittima è piuttosto riconoscibile e, a mio avviso, controproducente.

Sue parole: "Pubblicavo anche esordienti che invece di comprendere le difficoltà di questo settore e cercare di essere collaborativi con la c.e. attaccano in modo gratuito chi ha avuto coraggio di rischiare".

Ma è uno scherzo? Adesso gli autori devono tenervi la manina perché il vostro è un mondo cattivo e voi avete il coraggio di rischiare? Ma per me questa è un'affermazione tragica. Se non le piace rischiare - che è l'essenza del suo lavoro di imprenditore - perché non sceglie qualcos'altro? Chi la obbliga?

Io non sarei stato collaborativo? Dopo aver realizzato la copertina, aver telefonato e scritto e ritelefonato ai 47 negozi per sbloccare la situazione (per il bene di entrambi), dopo aver insistito con il responsabile eventi di LaFeltrinelli per ottenere la presentazione in via Appia Nuova a Roma? Incredibile. "Attacchi gratuiti?". Dev'essere uno scherzo.

 

G.F. scrive sopra, a un altro utente del forum: "Le garantisco che non mi piace per niente essere in una discussione come questa, non è proprio nelle mie corde partecipare a queste polemiche". E anche: "di solito evito di intervenire il polemiche, specie quando non hanno basi reali", come se avesse un atteggiamento serafico (wtf!)

Accadeva spessissimo nei nostri contatti telefonici che il sig. F. mi raccontasse quale litigi aveva avuto con il tal autore o con il tal libraio o con l'altro, diverbi che definiva "sanguigni, molto accesi". E io me ne chiedevo la causa, e mi sono dato due spiegazioni: la prima è che volesse inviarmi un messaggio, cioè: "guarda che se arriviamo a litigare io sono tosto", oppure che gli piacesse semplicemente vantarsi di queste interazioni. Non sono riuscito a trovare di meglio. Vuole aiutarmi Lei, F.?

Ci siamo sentiti telefonicamente per circa un anno, e in quel periodo, oltre ad aver litigato con me, ha litigato furiosamente con un libraio di Viareggio, e discusso con S.C., responsabile eventi Feltrinelli, perché F. gli aveva taciuto che la presentazione da loro era la seconda (Feltrinelli sull'Appia Nuova accetta solo prime presentazioni). Ora, io non sto dicendo che F. abbia intenzionalmente tenuta nascosta la notizia a S.C., ma l'unica altra possibilità è che se ne sia dimenticato - e anche questo non mi piace affatto - eppure, come diceva lui stesso sopra, la c.e. tiene un sacco di presentazioni da Feltrinelli, e quindi ne dovrebbe conoscere il modus operandi. Ho scambiato qualche parola con il sig. S.C. prima di andarmene dalla libreria, ed era assai arrabbiato.

Queste la sue mail integrali, rispettivamente di qualche settimana prima, e a pochi giorni dalla presentazione da Feltrinelli:

"Buongiorno Silvio,

mi scusi se non ho risposto subito.

Preferisce Appia perchè ha una rete di conoscenti e amici in zona? Ha già contattato qualcuno per presentarlo?

Solitamente se ne occupano gli uffici stampa dell'autore. Il lancio per un autore esordiente è fondamentale.

Grazie

Saluti

 S. C."

 

"Buongiorno Silvio,

puoi sensibilizzare il tuo editore per farci mandare le copie che il nostro direttore aveva richiesto, perché non vorrei ritrovarmi senza copie il giorno dell'evento, visto che la casa editrice non gli ha nemmeno risposto... ".

 

F. ha raccontato la sua versione della nostra disputa telefonica riguardo l'editing. Ora racconto la mia:

Dopo lo scontro qua su Writer's dream, F. mi telefona. Ne ero quasi felice perché volevo appianare la disputa, ma presto mi sono reso conto del perché mi aveva chiamato. Era impossibile finire un concetto. Mi interrompeva in continuazione alzando la voce, ho anche tentato di spiegarglielo con calma, ma non c'è stato niente da fare. Io credo fosse una telefonata di rappresaglia per quanto avevo osato scrivere su questo forum. Gliel'ho chiesto apertamente: "Questa è la rappresaglia per aver scritto su Writer's dream?". E' rimasto in silenzio per qualche secondo.

Quando di nuovo ha tirato fuori l'aut-aut ("o così o rescindiamo il contratto"), allora i toni si sono scaldati. Quanto vorrei poter disporre della registrazione di quella telefonata e poterla esibire qua. E' per me quasi comico che F. abbia tentato di presentare se stesso come la vittima e me come l'aggressore. Ma se tanto mi dà tanto, prima o poi ci saranno altre testimonianze sul forum.

F. scrive: "Altro particolare che forse dimentica il sig. SR è che la telefonata tra noi è arrivata successivamente al suo commento su questo sito".

E chi ha detto il contrario? Dove?

 

Come dicevo sopra, con XX (proprietario della libreria la Vela, a Viareggio) F. ha avuto uno scontro telefonico molto violento. A dicembre del 2015, lo sono stato a trovare per presentarmi e scusarmi. Era ancora furibondo, dopo mesi.

Anche nella suddetta libreria non si riuscivano ad avere le copie del romanzo. Eppure quel signore mi aveva assicurato telefonicamente, più volte, di aver fatto un ordine.

Dopo più di un mese di chaos, telefonate, toni concitati, F. mi dice tranquillamente (senza una parola di scusa) che quel libraio doveva ancora dei soldi alla casa editrice, e che per questo, finché non avesse pagato i debiti, non gli avrebbero inviato altri libri.

Di nuovo, non sto sostenendo che F. mi tenesse all'oscuro di questo intenzionalmente. Magari non lo sapeva nemmeno lui. Ma allora, diamine, avrebbe dovuto sincerarsi subito della situazione pagamenti con quella libreria, e chiedersi - o chiederlo al suo personale che si occupa di spedizioni e pagamenti - se forse i libri non gli arrivavano perché non gli erano proprio stati spediti.

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On 14/2/2017 at 00:55, Giovanni Fabiano dice:

E poi c'è un ultima cosa. Ma sì può sentire, dopo che è stato giustamente detto (da chi i libri li vende al pubblico) che un prezzo troppo alto danneggia un esordiente, si può sentirsi rispondere che la c.e. vende poco i romanzi a € 12.50 e molto quelli a 19.90? E dai, su.

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Sulla questione @Cuido e David and Matthaus:

  • preso atto di quanto sopra e non intendendo andare oltre in una polemica che ritengo abbia stufato davvero tutti, ma se così non fosse posso garantire che ha stufato me; 
  • visto che la vicenda è, in pratica, una chiara insoddisfazione nei nostri confronti da parte di un autore che elenca "prove certe" dichiarandole per iscritto.

Ho deciso di procedere, non in un giorno o una settimana, ma con tutto il tempo necessario, e coinvolgendo tutte le librerie citate dall'autore, nonché le due catene librarie e l'agente letterario menzionato dal signor S.R. più volte nelle risposte. Tutto questo al fine di accertare se quanto dichiarato da me, (legale rappresentante della casa editrice) che non ho bisogno di chiamarmi G.F. e nemmeno G o F, ma sono e resto Giovanni Fabiano (che risponde al numero telefonico 0721.891607 e ha come indirizzo via Flaminia 66/A - 61030 Serrungarina PU) , sia reale, e per stabilire la verità su quanto qui riportato.

Prendo personalmente l'impegno di riferire esattamente come andrà a finire questa vicenda al vostro sito aggiornandovi passo passo su ogni avanzamento. Se la casa editrice avrà dichiarato il falso su qualsiasi cosa qui scritta ne risponderò personalmente, così come se contrattualmente avesse inatteso un qualsiasi punto. Autorizzo che quanto da me qui scritto sia utilizzato come prova da chicchessia e autorizzo che gli avanzamenti di questa vicenda, che per ovvie ragioni dovrà svolgersi nelle sedi opportune, possano essere pubblicate anche dagli altri attori coinvolti. Non è mia abitudine comportarmi in questo modo, ma di fronte a una persona che ci attacca riportando dati non completi e citando presunti discorsi verbali è obbligo di chi rappresenta la casa editrice (e mi riferisco a David and Matthaus) difendere l'immagine della stessa anche a garanzia degli autori che hanno un regolare contratto in corso. Se ci sono stati errori da parte di chi ha distribuito siamo i primi a esserne colpiti, visto che l'investimento sul libro è stato interamente sostenuto dalla casa editrice, non certo dall'autore, quindi ringrazieremo S.R. e i testimoni che vorrà portarci per richiedere il danno cagionato alla C.E.

In questo post voglio ricordare che dopo 398 autori contrattualizzati, con nessuno mai si è proceduto per vie legali o si è ricevuto un'azione contro, questo solo per evitare che qualcuno leggendomi possa pensare che sia un normale comportamento di David and Matthaus o di Giovanni Fabiano. Credo sia una buona cosa per gli autori avere un sito come questo, ma non credo sia un comportamento limpido attaccare una persona o una casa editrice che ha rispettato fino all'ultima virgola un contratto controfirmato, se così non fosse l'autore ha tutte le ragioni di rivalersi contro chi lo ha ingannato.

Solo un paio di punti che davvero mi viene difficile non citare:

  • Circa gli errori, ricordo all'autore che è stato lui a indicarci per iscritto quali sono. Ho solo riportato il suo testo inviatoci via mail;
  • Mi domando, con una tiratura di 250 copie (prevista contrattualmente e più volte discussa insieme) come avrei potuto dire certe castronerie sulla diffusione capillare, quando solo le librerie Mondadori sono oltre 500 in Italia? Mi chiedo tra l'altro come lui, persona intelligente e razionale, avrebbe potuto crederci?
  • Circa la mia aggressività, a cui fa riferimento, oltre a non essere assolutamente reale lede non solo la mia immagine ma principalmente la mia dignità. Se riterrà opportuno potremo riascoltare insieme le telefonate e magari mi indicherà i punti in cui la voce viene alzata, giusto per capire se sono io o lui ad alzare il tono
  • Circa il resto non sono certo io a scrivere 
Cita

@cuido: A ottobre 2014, dopo aver inviato loro il contratto firmato, ricevo una telefonata dal sig. G.F. che mi dice che il romanzo non ha bisogno di editing. 
Io ritengo che anche il romanzo di uno scrittore affermato possa beneficiare dell'editing, figuriamoci quello di un esordiente. Il mio romanzo, comunque, senza generalizzare, ne aveva bisogno. (ecco chi lo ha detto: lei! Dove? Nel suo messaggio, quello che per sua dichiarazione ha pensato per oltre un anno prima di scriverlo)

  • Circa la mia dichiarazione sui libri più venduti, mi impegno a dimostrare al signor S.R. quanto da me sostenuto e se tale affermazione non fosse reale lo autorizzo a sbugiardarmi di fronte a qualsiasi fonte. 

 

 

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Aggiungo solo un'ultima cosa:  circa la presunta di inserzione sexy sul nostro sito. La invito a produrre lo screen di quanto dichiarato perché se sul resto posso aspettare con calma che la questione venga chiarita nelle sedi opportune, per questa, senza una prova reale dell'infame falsità sostenuta procederò immediatamente legalmente nei suoi confronti. Cercare di buttare fango senza ragione su una persona è già un comportamento squallido, ma addirittura provare a screditarlo mettendo di mezzo presunte pubblicità ambigue promosse dalla casa editrice è davvero oltraggioso. La invito a verificare che il suo computer non abbia un'abilitazione alta ai cookies, nel tal caso è molto probabile che il suo schermo le riproponga spot dai siti che lei ha visitato, non sto sostenendo che questo sia effettivamente così, ma so per certo che la mia casa editrice non ha mai accettato le inserzioni a pagamento sul proprio sito da parte di nessuno, nemmeno le proposte pubblicitarie di Google, di questo ho assoluta certezza e in mancanza di una risposta per iscritto che chiarisca questa posizione entro 5 giorni da oggi procederò a difendere la nostra immagine che lei sta sporcando accusandoci di azioni false e gravissime. 

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Lei crede di poter venire a gridare anche qui, usando paroloni enfatici e alludere a termini legali come "testimoni", "dovute sedi", "azioni legali" dicendo che mi querelerà? Ma io non sarò facile da rabbonire, sa? 

Perché non risponde alle domande sull'editing, intanto, o quando ha tempo? Il nostro scontro è secondario,chiariamo le idee agli utenti del forum. 

 

Se l'agente Letterario che mi contatta mi parla "di alta visibilità e reperibilità",  mi aspetto "alta visibilità e reperibilità",  ecco cosa intendevo con "capillarità".

 

 Lei scriverà un resoconto sul sito, io sui miei canali social e sul mio blog. 

 

Ma come, prima gli errori erano una " virgola, delle virgolette", e invece adesso sono errori veri, magia, ma commessi da me! Le modifiche da me trasmesse erano perfette. Ma se anche fossero state errate - e non lo erano! - la c.e. non ricontrolla prima di dare il via alla stampa? Vostra doveva essere l'ultima parola in quello.

E ciò che io ho riferito, le sue parole, non sono "presunti discorsi verbali" ma cose vere che Lei mi ha detto

Io non sono un pagliaccio. Certo, se Lei racconta che sono stato io il maleducato,  quello che gridava, è ok, ma se io racconto il contrario allora sto ledendo la sua immagine. Ma davvero?

 

È inutile che continui a ripetere che mi avete pubblicato gratuitamente, non è quello il punto, non ho detto niente di quello, e comunque la copertina l'ho dovuta realizzare di tasca mia. 

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Ho già risposto ampiamente, lascio spazio a lei, potrà continuare quanto desidera a inveire e raccontare la sua versione dei fatti in questo sito. Io non uso paroloni e non sto gridando. COn la massima calma ripeto che procederemo nelle sedi opportune e coinvolgendo in modo corretto le persone che lei ha citato. Risponderemo (e risponderò di qualsiasi cosa sbagliata) e aggiorneremo il sito con carte scritte. Mi prendo l'impegno di farlo e tutti i presenti potranno verificare la mia serietà se non farò esattamente quanto dichiarato. Avremo modo di dimostrare (lei o io) tutto adeguatamente e rispondere con dati certi non con piazzate da mercato. le ricordo che sono stato coinvolto in questa discussione non perché lei ha espresso un parere, ma perché lei ha portato "dati certi", ora penso sia corretto doverli verificare adeguatamente. Non ha mai detto a questo sito se la casa editrice ha mantenuto integralmente quanto previsto dal contratto, lo vedremo al momento opportuno. Nel frattempo mi scuso con chi è stato coinvolto in questa assurda discussione. 

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A scanso d'equivoci, quando dico pubblicheremo sul sito mi riferisco a Writer's Dream. Non abbiamo mai pubblicato niente di offensivo o che ledesse l'immagine altrui sui nostri siti, lo potete verificare senza difficoltà. C'è una famosa frase che apprezzo da anni "quando non hai niente di buono da dire su qualcuno, non dire niente" ed è quello che faccio da sempre, quindi se dico che aggiornerò il sito intendo solo che aggiornerò gli utenti di www.writersdream.org, di come procederà la questione nelle sedi opportune, senza tralasciare nessun particolare. Scusate l'ennesimo intervento, ma mi sembrava doveroso  

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Rilegga il thread, le piazzate da mercato sono le sue. E la prego, non si finga agnellino scusandosi con gli utenti per il disturbo. La gente è qui per questo.

 

Aspetto arzillamente sue nuove.

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*Intervento di moderazione*

 

@cuido , ti ricordo che il Regolamento vieta di rivolgersi in modo sprezzante, sarcastico o pungente agli altri utenti. Fai maggiore attenzione, perché qui nessuno è esente da richiami e non mi riferisco semplicemente all'essere ripresi bonariamente dallo staff.

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Intervento Staff

 

Il Writer's Dream è una piattaforma di informazione editoriale, non è un campo di battaglia né la sede opportuna per risolvere le vostre questioni private. Questo perché entrambi i punti di vista sono ormai chiari e cristallini, e continuare a discutere è, per elementi terzi, inutile.

Chiedo pertanto a @cuido e al gentile editore @Giovanni Fabiano di proseguire il discorso in altre sedi, quelle che riterranno più opportune. Ma non qui sul forum, per favore.

 

@cuido vorrei ricordare a te che nascondersi dietro uno pseudonimo, mentre nomini tutti gli altri elementi della discussione (compresi i nomi delle librerie) non è molto elegante. Ti consiglio inoltre di leggere il regolamento. Dopo un intervento di moderazione (come quello di @ElleryQ o il mio) non si può rispondere, se non in privato (rimango disponibile a qualsiasi confronto).

In caso di risposta in questa sede, dovrò proseguire al richiamo ufficiale (e non ufficioso, come questo).

 

Invito tutti gli altri, invece, a proseguire con la discussione, vista la disponibilità dell'editore a partecipare al forum e a rispondere alle domande degli utenti (cosa non scontata).

Buon proseguimento.

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Accetto di ricevere un richiamo ufficiale.

Ho chiesto privatamente a Niko come avrei potuto rispondere a F. riguardo la faccenda dell' inserzione pubblicitaria su di un sito dove appariva, accanto, un'inserzione (la faccenda dei cookies) dai richiami piccanti, senza ricevere un richiamo. Mi è stato risposto che non potevo e che avrei dovuto scrivergli privatamente. L ho fatto, ma non ho ricevuto risposta. Questa la seconda parte della mia email a F.: "Ricorda, sì,  che le chiesi di togliere la pubblicità del mio romanzo da quella pagina (non ricordo quale fosse né ne possiedo uno screen-shot) che trovavo squallida? Avrebbe potuto farmi presente già allora che il problema poteva riguardare la mia" alta abilitazione ai cookies". Ammetto di non sapere molto sul funzionamento dei cookies e, visitando siti hard, può essere dipeso da quello".

 

Solo questa specifica, per amor di chiarezza e verità. Per il resto, rimango assolutamente fermo su quanto da me asserito

 

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*Intervento dello Staff*

 

Spiacente @cuido , ma le regole vanno rispettate. Come tu stesso hai fatto presente, eri già stato avvisato da @Niko , sia mediante post pubblico sia in privato. Nel caso in cui dovessi insistere nonostante il richiamo ufficiale, saremo costretti ad allontanarti direttamente dal forum.

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On 9/7/2014 at 14:36, bloody ha detto:

Ho ricevuto proposta di contratto di edizione da David and Matthaus senza alcuna richiesta di contributo. In appendice al contratto viene data la possibilità (del tutto facoltativa) di acquistare 26 copie al 50% del prezzo di copertina.

Devo dire che la proposta "facoltativa" si commenta da sola. Si capisce da subito lo spirito che c'è dall'altra parte. Aria!

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Ma aria che?

D&M non obbliga nessun autore ad acquistare i propri libri, al contrario offre la possibilità ai propri autori di acquistare i libri a prezzo scontato.

Se decidono di non farlo non cambia nulla nella politica editoriale verso quell'autore.

Quando ho firmato il contratto con D&M non ho aderito a quella opzione, e sono stato ugualmente pubblicato e trattato come qualunque altro autore.

Probabilmente sono stato uno degli ultimi esordienti a pubblicare con D&M e ne vado fiero.

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Desidero segnalare la scarsa serietà della casa editrice David and Matthaus. A settembre 2015 ho partecipato a un concorso di racconti fantastici che metteva in palio per il vincitore un contratto con la suddetta casa editrice per la pubblicazione di un romanzo. Il mio racconto è risultato vincitore, e a margine della cerimonia di premiazione sono stato avvicinato da uno degli organizzatori del concorso, nonché collaboratore della casa editrice, che mi riferito l'intenzione dell'editore a investire su di me e a propormi un contratto in esclusiva non per un solo romanzo ma anche per le mie opere future. Potete immaginare l'effetto che tale notizia ha suscitato su un autore esordiente come me. Il collaboratore mi invita ad aspettare qualche settimana con la promessa che si sarebbero rifatti vivi loro. Passa il tempo e non ricevo alcuna notizia, finché non mi decido a contattare il collaboratore, che mi assicura che provvederà a sollecitare l'editore. Passano ancora settimane e mesi, e quando contatto nuovamente il collaboratore mi rivela che non lavora più per la David and Matthaus, così mi risolvo a mandare una mail direttamente alla casa editrice esponendo la mia situazione, mail che rimane a tutt'oggi senza risposta.
Alla luce della mia esperienza consiglio a tutti  di stare alla larga da questa casa editrice, vi faranno solo illudere e perdere tempo.

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Ciao @lucamenca e grazie per la tua utile testimonianza. Per cortesia, potresti anche presentarti al resto della comunità in "Ingresso"? Di solito lo chiediamo a tutti coloro che interagiscono qui sul forum. Ci aiuterai a conoscerti meglio e ad accoglierti tra noi in forma più ufficiale. ;)

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2 ore fa, ElleryQ ha detto:

Ciao @lucamenca e grazie per la tua utile testimonaianza. Per cortesia, potresti anche presentarti al resto della comunità in "Ingresso"? Di solito lo chiediamo a tutti coloro che interagiscono qui sul forum. Ci aiuterai a conoscerti meglio e ad accoglierti tra noi in forma più ufficiale. ;)

Grazie dell'avviso, provvedo immediatamente!

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On 1/2/2017 at 11:27, Matteo Raimondi (Matrai) ha detto:

 

 

tutto è proponibile, imho. Poi magari sono fiaschi, ma tutto è proponibile. Certo, magari non andrei a bussare a Vicky Satlow con una proposta di Zucchine&Carote editori uniti, ma qui parliamo di una c.e. che aveva premesse (e promesse) medio-interessanti. Magari qualche agente interessato lo avrebbe trovato (cfr. post di @AnarchAngel poco sopra). 
Oh, intendiamoci, non sto dicendo "scemo Cuido". Anzi. Lui ha fatto quello che quasi chiunque (forse me compreso) avrebbe fatto al suo posto. La mia è più una riflessione ispirata dalla sua disavventura. 

Considera che sono finito su questo thread seguendo l'latra parte. Cioè stavo spulciando nel sito di un agente letterario (presente anche qui) e ho visto che la D&M fra le Ce cn cui i suoi autori hanno pubblicato. 

Credo che pensare che una volta rappresentati da un agente si sia arrivati o si possa ambire a CE più 'oneste' o migliori sia una pia illusione, anche quella zona è un altro Far West

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Amazon 351 risultati

IBS 110 risultati

laFeltrinelli oltre 300

Mondadori 125

 

Ecco, dopo la precedente pseudo messa in mora tra le parti, credo che contino le cosine di cui sovra.

 

Tutto il resto è silenzio...:fiuu:

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tra parentesi:

inviata mail a info@davidandmatthaus.it come suggerito dall'editore, ma è appena tornata indietro, purtroppo.

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