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Ospite Signor Ford

David and Matthaus

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@Alessandro Pedretta , non è un'opzione è una sotto sezione del forum, per cui dovresti normalmente averla anche tu. In pratica, se dalla Home vai nella sezione del forum chiamata "Il mondo dell'editoria" (quella sotto alla sezione "Inizia qui la tua avventura nella community"), essa contiene, tra le varie cartelle delle discussioni incluse, anche "Vaie ed eventuali" (sotto la cartella "Concorsi ed eventi esterni"). Al suo interno troverai la discussione sulle reti di distribuzione. ;)

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@silvia brugnetti , l'unico contatto indicato sulla loro pagina Facebook è: info@davidandmatthaus.it.

Noto, tuttavia, che questo è il tuo secondo messaggio nell'area relativa alle CE; potresti per cortesia presentarti prima nella sezione "Ingresso"? Di solito lo richiediamo come atto di gentilezza verso gli altri utenti già da tempo attivi nel forum. Ti attendiamo per darti il benvenuto ufficiale. Grazie. :)

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Buonasera, sono Giovanni Fabiano il Direttore Editoriale di David and Matthaus. Io il nome lo espongo per esteso e senza nascondermi. Anche se di solito evito di intervenire in polemiche, specie quando non hanno basi reali, ho deciso di rispondere ad alcuni messaggi giusto per chiarire delle posizioni. Mi riferisco intanto ad Anarchangel.

Nessun mio autore (purtroppo) ha mai venduto diecimila copie (o più) e, a meno che di essere uno sprovveduto (perché solo così potrebbe essere descritto uno che racconta una tale menzogna), chiunque abbia a che fare con il mondo dell'editoria in modo serio, e non sia qui a raccontare barzellette, capisce perfettamente che scrivere una cosa del genere non ha alcun senso. Invito chiunque mi abbia sentito dire, o visto scrivere, una cosa del genere a confermarlo qui. Sono certo che nessuno possa sostenerlo visto che ci sono prove anche in interviste video (molto datate) in cui ripeto che i numeri di vendita dei libri in Italia sono ben al di sotto delle 5.000 copie per titolo, anche per molti VIP (parlo di numeri reali non delle cavolate scritte in Facebook o dichiarate nelle interviste da alcuni scrittori).  

La D&M e io mai, e ripeto mai, abbiamo proposto a uno scrittore il ruolo di "Autore di punta", chi lavora con noi sa che una delle frasi che uso più spesso è "Ogni autore ha lo stesso valore in Casa Editrice", quindi posso garantire la totale infondatezza di questa dichiarazione. Giusto per continuare nell'elenco di falsità, chiedo di portare in questo form e anche nelle sedi opportune una qualsiasi prova della presunta promessa di stampare 5.000 copie del titolo (autorizzo io l'esibizione del documento). Chiunque abbia avuto rapporti con noi, sa perfettamente che il contratto non prevede mai una stampa superiore alle 1.000 copie in prima tiratura, cifra che sale solo nel caso in cui, durante la prevendita in cedola, si riescono a collocare una quantità di copie superiori e quindi si aumenta la produzione fino a un numero capace di soddisfare le esigenze presenti e immediatamente future del titolo. Aggiungo che, da quando opero in questo settore, non mi è mai capitato di procedere a una prima tiratura superiore alle 2.000 copie, quindi... Circa le 20.000 copie stimate in vendita, mi viene da sorridere perché da quanto leggo la persona a cui sto rispondendo dice di essere uno stimato professionista del settore (l'ho letto anche in altre conversazioni poco fa). Se così fosse mi chiedo come avrebbe potuto credere reali numeri di questa entità? Chiunque ha avuto rapporti con la mia casa editrice, ha ricevuto, prima della proposta contrattuale, una mia chiamata e sa perfettamente che il primo a dire agli autori delle difficoltà nel vendere i libri sono io, così come sono io a spiegare direttamente che raggiungere la vendita di 500 copie è così complesso da suggerire di adottare una strategia condivisa. Nessun contratto, e con questa mia risposta autorizzo per iscritto l'esibizione di un qualsiasi nostro documento che dica l'opposto, prevede un numero di presentazioni organizzate da parte nostra, quindi posso tranquillamente dichiarare che la fesseria delle tre presentazioni minime previste dalla casa editrice non si basa su nessun dato reale. Altra cosa senza alcuna fondamenta sarebbe la mia proposta di presentare alla biblioteca Valicelliana, struttura presso la quale si sa benissimo che occorre prenotare molti mesi prima e che vengono accettati solo testi di indiscusso valore e al fine di dare consacrazione agli stessi. Mi domando come avrei potuto promettere una cosa del genere, quando l'esito è molto improbabile e per la casa editrice non sarebbe nemmeno conveniente visto che, in quella sede, non è concessa nemmeno la vendita dei libri? Idem per quanto riguarda la presentazione presso la Feltrinelli di Largo di Torre Argentina, libreria che è ben saputo non permette presentazioni e, considerando che la nostra casa editrice presenta molto spesso in Feltrinelli (specialmente a Roma), conosce bene quali sono le librerie preposte a presentare. Quindi perché mai avrei dovuto proporre la presentazione dove non si poteva? Mio caro Anarchangel quando si raccontano baggianate sarebbe opportuno renderle almeno credibili. 

Aggiungo, giusto per completare l'elenco di falsità qui raccontate, che per pura curiosità ho verificato quale contratto fosse in scadenza per autori romani subito dopo luglio 2015 e senza che questo mi abbia sorpreso (visto l'elenco di invenzioni già elencate) ho avuto modo di verificare che nessun autore David and Matthaus romano ha una scadenza contrattuale nei tre mesi successivi a luglio 2015. A fronte di quanto qui scritto la mia presente è per dire che la persona che si nasconde dietro lo pseudonimo di Anarchangel sta elencando una serie di falsità e come tutti noi sappiamo, dichiarando una cosa del genere, nel caso io stessi sostenendo un fatto non reale, sarei punibile penalmente. Per questo mi assumo tutte le responsabilità del caso, invitando il presunto signore a procedere nei miei confronti come io farò immediatamente, dando domani stesso mandato al mio legale Baccio Fiaccarini con studio in Urbino, allegando quanto presente in questo form, per difendere l'immagine della casa editrice da falsità senza alcune base, facilmente sostenibili quando ci si nasconde dietro l'anonimato. 

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A chi chiede come contattarci per proporci manoscritti:

La casa editrice riceve quotidianamente un numero elevato di candidature, non potendo gestire tutte le richieste, non ha più un canale di selezione proprio. Utilizziamo principalmente le segnalazioni provenienti da stimate agenzie letterarie. Indichiamo il nome di queste ultime solo quando un autore insiste nel chiederci come poter pubblicare con noi, e non abbiamo un rapporto di esclusiva o dipendenza con loro, tanto da non conoscere le loro condizioni di valutazione. Per essere ancora più chiaro, loro conoscono i nostri criteri, ma non è detto che se qualcuno propone il proprio manoscritto avrà certezza che lo stesso finirà a noi, potrebbero anche decidere di proporlo a case editrici terze. Per chi comunque invia manoscritti direttamente, consideri che i tempi di pubblicazione con noi sono di molto superiori ai 18 mesi e quelli di valutazione dei testi difficilmente sono inferiori ai 180 giorni.

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In risposta al Signor Pedretta: voglio ricordarle che non pubblicò con noi a seguito di una selezione diretta, ma tramite la segnalazione di un talent scout. Può verificare nello scambio di mail del tempo.

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In riferimento a quanto indicato da S.R. o dallo pseudonimo Cuido. Noto che è stato molto dettagliato, ma ahimè ha dimenticato un sacco di particolari, domani con la dovuta calma inserirò una risposta altrettanto dettagliata, giusto per rinfrescarle la memoria. A volte ci si dimentica di dire che quando una persona risponde urlando (che poi non mi risulta di aver mai gridato con lei) non ha ricevuto domande sussurrate. Peccato considerare il tono altrui e sottovalutare il proprio. Sarò dettagliato quanto lei anche nelle risposte all'elenco di fatti.   

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Sul collegamento tra David and Matthaus e Twins Edizioni: 

David and Matthaus e Twins Edizioni sono sempre state due case editrici separate. La collaborazione tre le due nasceva dal fatto che Twins gestiva per David and Matthaus (e per altri editori) le impaginazioni, gli editing e la stampa dei testi. A seguito del rapporto di partnership D&M offriva loro i servizi di promozione comunicazione, back office e canali commerciali di vendita. Alcuni mesi fa, quando la Twins Edizioni ha interrotto le sue attività per problemi interni, D&M in aiuto all’ex partner ben conosciuto e per non causare danni agli autori ormai contrattualizzati, ha deciso di rilevare il marchio e i contratti in essere trasformando il progetto in una collana denominata DM Twins, che si occupa di narrativa breve e collane settoriali. 

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In risposta a Sefora: Nel confermarle che allo stato attuale non stiamo cercando testi, se non per il completamento di alcune nuove collane, la ringrazio per quanto da lei scritto, perché evidenzia come questa discussione abbia creato un danno di immagine alla mia casa editrice e chiederò a chi ha dichiarato cose false (e solo a lui) di risponderne nelle sedi opportune.

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Ciao a tutti!

Vi racconto la mia esperienza con questa CE che ho conosciuto tramite la "Icaro Talentagency", di Alex Tasciotti, del quale vi racconterò poi nell'area apposita.

Nell'ottobre del 2014 ricevetti una telefonata dalla CE, con la quale mi informavano che la mia raccolta di poesie era piaciuta, e che avevano

intenzione di pubblicarla, senza alcun contributo da parte mia, con la "Twins Edizioni".

Felice della proposta attesi il contratto via mail che arrivò puntualmente dopo pochi giorni.

Il contratto era molto esaustivo ed erano ben specificati gli obblighi dell'autore e dell'editore.

Tra gli obblighi dell'editore c'era il seguente:

 

L’Editore si impegna a:
pubblicare l’Opera nel termine massimo di mesi 6 (sei) decorrente dall’effettiva consegna del manoscritto
del testo completo in formato file come descritto al successivo art.7 punto 2 da parte dell’Autore.
S’intende copia completa la bozza corretta definitiva e corredata di immagine per la copertina (con la
dimostrazione della titolarità sui diritti di utilizzo della stessa).

 

Di mesi ne passarono 13, ma non certo per colpa mia: la bozza della copertina arrivò nel mese di Aprile dell'anno successivo.

Nel mese di Maggio venni contattata telefonicamente da un dipendente della CE per parlare del lancio del mio libro.

Mi disse che il sabato di quella stessa settimana sarebbe venuto a Roma per una presentazione e mi chiese d'incontrarci,

ma non fu possibile a causa del mio lavoro.

Per farla breve, aspettai un mese e contattai la CE chiedendo la possibilità di fissare un nuovo appuntamento.

Non ricevetti risposta ma neppure insistetti, un po' per timidezza, un po' perché non conoscevo i tempi e le meccaniche dell'editoria.

Attesi invano di essere ricontattata fino a che non mi arrivò una mail che riportava la data di uscita del libro: il 19 Novembre 2015.

Purtroppo l'unica promozione del libro fu fatta sul loro sito e sulla loro pagina facebook, ma la cosa che più mi dispiacque fu la mancanza di comunicazione e d'interesse.

C'è anche da dire, però, che nel periodo che va dal 2014 al 2016 ci furono cambiamenti a livello societario, con acquisizioni, scissioni etc..., ma resta comunque

il fatto che la delusione fu tanta, se non altro perché nel contratto la presentazione mi riempì di aspettative (magari se non l'avessi letta...chissà!).

 

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Circa la mancanza dei testi nelle librerie rispondendo al libraio Mondadori, che comunque ha giustamente evidenziato che non era riferito a noi, ma in generale, come lei potrà confermare non è l’editore a decidere se il titolo sarà o meno in libreria, ma avviene a seguito di interesse per cedola (noi siamo Mondadori Retail e usiamo questo canale), per interesse spontaneo del libraio (che può avvenire per ordini ricevuti o perché ha sentito parlare del libro) perché il titolo è stato proposto alla libreria (chi aderisce al progetto Mondadori Retail però non dovrebbe farlo secondo quanto previsto contrattualmente). Quindi per quanto un editore possa avere a disposizione 250 copie o più se la libreria non le ordina non può certo inviarle di sua iniziativa. Detto questo confermo che la nostra casa editrice non stampa on demand, ma con un numero preciso di copie gestite con i tre distributori nazionali principali.

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Circa la tesi del libro che si vende solo quando è in libreria, invito colui che lo sostiene a leggere bene la relazione di alcuni giorni fa prodotta dalla più grande associazione editoriale che dimostra come il 60% dei libri distribuiti in libreria vengono resi. Questo perché il libro viene venduto quando la gente lo cerca non quando la gente lo vede. Nel form partecipa un libraio, chiedete direttamente a lui di confermare o negare quanto da me detto. Non confondiamo la presenza nella libreria del nostro paese, dove è logico che se veniamo visti da chi ci conosce probabilmente ci comprerà, bisogna considerare i dati nazionali. Ultimamente le librerie di alcune catene rendono i testi che per oltre venti giorni non vengono acquistati, la resa non avviene solo quando è presente una piccola quantità di quel titolo. perché il costo di reso inciderebbe troppo e quindi si preferisce procedere quando si hanno anche altri titoli da spedire all’editore o al magazzino centrale dello stesso distributore. 

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Buona sera @Giovanni Fabiano , grazie per i suoi interventi. L'apporto diretto degli editori è raro, quindi sempre molto apprezzato. Invito tutti a mantenere moderati i toni del confronto e dei chiarimenti, così come sta avvenendo finora, e chiedo inoltre la cortesia a @Giovanni Fabiano di presentarsi ufficialmente nella sezione "Ingresso". Di solito è un atto di gentilezza verso gli utenti già presenti nel forum, richiesto ai nuovi iscritti. Attendiamo, quindi, per dare il benvenuto ufficiale. :)

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Ora leggerò per bene le regole e procederò come da lei richiesto, mi scuso ma mi è stato segnalata questa discussione da un autore della nostra casa editrice e mi sembrava corretto intervenire giusto per chiarire alcune cose non reali. 

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Ci sono delle ragioni ovvie per cui un editore a un certo punto della sua attività decide di interrompere il lancio di autori esordienti. Quando si fa tutto in modo completamente gratuito, quando ci si preoccupa di proporre il testo nei circuiti editoriali, quando si sente l'autore domandare solo "e tu cosa fai per me" e dopo aver pubblicato, ad esempio, una poetessa esordiente senza chiedere nemmeno un centesimo, essersi accordati con lei per tardare l'uscita visto il riscontro quasi nullo dei canali di vendita (cioé disinteresse a trattare il testo) 

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Ci sono delle ragioni ovvie per cui un editore a un certo punto della sua attività decide di interrompere il lancio di autori esordienti. Quando si fa tutto in modo completamente gratuito, quando ci si preoccupa di proporre il testo nei circuiti editoriali, e l'autore seduto domanda solo "cosa fai per me?". Dopo aver pubblicato, per esempio, una poetessa esordiente (senza chiederle nemmeno un centesimo), essersi accordati con lei per tardare l'uscita visto il riscontro quasi nullo dei canali di vendita (cioè disinteresse a trattare il testo da parte della libreria) essersi sentito rispondere "non è un problema per me tardare, non ho fretta" e poi dopo due anni vedersi rinfacciare su una bacheca che il male del suo insuccesso non è stata la passività in attesa dei venti, ma che il testo è uscito dopo di quando aveva previsto (tra l'altro ripeto ancora: concordato telefonicamente), viene da domandarsi la ragione per cui insistere a voler essere diversi sul mercato rischiando gratuitamente sugli esordienti. Ribadendo per l'ennesima volta che non bisogna confondere David and Matthaus con Twins Edizioni, vi chiedo di pensarci bene a tutto questo. Non ho intenzione di procedere con polemiche, quindi difficilmente replicherò ad altro (come avete visto la casa editrice ha un indirizzo info@davidandmatthaus.it lì potete scrivere e chiedere quel che desiderate). Sono voluto intervenire solo per replicare alle menzogne (mi assumo la responsabilità di questo termine) dette da Anarchangel e per rispondere a S.R. che ha dimenticato alcuni particolari nella sua disamina. Per il resto chiedo scusa a chiunque altro sia stato disturbato dal mio intervento e ora procedo alla presentazione richiesta. 

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Ospite

@Giovanni Fabiano

Anzitutto, la ringrazio per lo "stimato professionista", giudizio che evidentemente deve aver maurato da solo poiché non mi risulta di aver mai scritto di me stesso di essere o essere stato "stimato" da qualcuno. Oddio, non che abbia l'abitudine di rileggere o mandare a memoria i miei post, quindi tutto può essere... ma non credo. Al contrario, chi ha avuto professionalmente a che fare con me, in genere, tende a disprezzarmi più che a stimarmi. Perciò, doppiamente grazie.

Per tutto il resto, come ho precisato nel mio unico intervento in questa discussione, l'esperienza con la D&M di cui ho raccontato non è direttamente mia bensì mi è stata riferita da un paio di autori ai quali, gratuitamente e in amicizia, sto dando una mano a trovare una buona pubblicazione. Non sono un agente letterario, e qui alcuni già lo sanno. Ed essendo, i due autori di cui sopra e io, legati unicamente da un rapporto di affetto, stima e fiducia reciproca, ho creduto a quanto da loro mi è stato detto a proposito della D&M e del signor Giovanni Fabiano. Non ho preteso di leggere contratti, resoconti di vendita, e-mail o trascrizioni delle telefonate (:asd:) intercorse tra loro. Probabilmente è stata una leggerezza da parte mia, ma uno dei motivi per i quali poche persone mi stimato e molte mi disprezzano è che, quando intravedo delle potenzialità in uno scrivente, inizio a ragionare su di lui più con la pancia che con testa. Quello che le posso dire, signor Fabiano - do per scontato che Fabiano sia il suo cognome e spero mi perdonerà l'eventuale sbaglio -, è che chiederò un confrondo ai "miei" due autori riguardo la sua e la loro versione. E se la sua, signor Fabiano, dovesse risultare più veritiera della loro, sono pronto a scusarmi con lei anche ufficialmente. E' già successo e certamente succederà ancora, il mondo continuerà comunque a girare. E a ridimensionare, non l'affetto né la stima, ovviamente, ma la fiducia sì, nella gente che piace alla mia pancia.

Tuttavia, siccome non mi sembra che l'esperienza da me riportata circa la D&M sia figlia unica in questo topic, ritengo alquanto improbabile che gli scriventi in oggetto si siano inventati tutto di sana pianta. Cosa ne avrebbero guadagnato? Possono aver esasperato qualche particolare, è vezzo da scrittori o, diciamo così, deformazione professionale. Ma, le ripeto, non posso esserne sicuro finché non riuscirò a farmelo dire da loro. Allora si chiarirà tutto.

D'altro canto, e con

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Ospite

il messaggio precedente mi è partito per errore, chiedo venia a tutti.

Dicevo che d'altro canto, e su questo concludo, i numeri che ho citato nel mio primo intervento non sono così fantasiosi. Ammetto di non avere grande dimestichezza con la piccola e media editoria ma so di diversi autori che, per merito proprio e del lavoro di promozione svolto dal proprio piccolo/medio editore, hanno venduto svariate migliaia di copie. Ho dato un'occhiata al catalogo della D&M e personalmente ritengo che ci siano due o tre titoli che, se adeguatamente distribuiti, divulgati e sostenuti dalla c.e., possono vendere bene.

Tutto qui. Per quanto riguarda me, rimando la risoluzione della faccenda, qualsiasi tipo di chiarimento ed eventuali scuse, a dopo che avrò parlato con i due autori. Se avrò bisogno di scusarmi, lo ribadisco, non sarà affatto un problema farlo. L'orgoglio, specie se di questa natura, è per chi non ha altro a cui attaccarsi. E io, soprattutto quando di mezzo c'è la cosa alla quale ho felicemente votato la mia vita, ossia la letteratura, l'orgoglio me lo metto volentieri sotto ai piedi.

 

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18 ore fa, Giovanni Fabiano dice:

Sono voluto intervenire solo per replicare alle menzogne (mi assumo la responsabilità di questo termine) dette da Anarchangel e per rispondere a S.R. che ha dimenticato alcuni particolari nella sua disamina. 

Attendo i particolari

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@cuido sto completando la raccolta di tutte le mail e delle varie conversazioni così da avere la sua stessa precisione nell'elencare i particolari, ricordandole anche quelli che le sono sfuggiti. Mi scuso se in un giorno non sono riuscito a fare quello che lei ha fatto in un anno di riflessioni.

 

In fede

Giovanni Fabiano  (nome e cognome vero esposto senza timori)

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Ospite

Dunque, come atto dovuto in primis a voi amici del forum, secondariamente alla nostra comune intelligenza e in ultimo al signor G.F. (che avrete ormai capito essere Giovanni Fabiano), con il quale ho avuto una scambio chiarificatore di messaggi privati, vengo alla proverbiale Canossa. Non è la prima volta che mi capita in questo forum - ma posso assicurarvi che sarà l'ultima - e lo faccio volentieri, in onore della stessa letteratura che mi ha spinto alla pausa di riflessione che vivo ancora oggi e dell'onestà intellettuale alla quale non ho mai rinunciato, se non vinto dal trasporto per la prima.

Ho avuto modo di parlare con i miei autori... anzi, diciamo pure che li ho costretti a farlo. E a mostrarmi i contratti firmati con la D&M. E, tanto per la tranquillità del signor Fabiano quanto a vantaggio di tutto voi amici di WD, debbo dire che non vi è alcuna traccia di ciò che mi era stato detto. Parlo delle presentazioni, delle presunte aspettative di vendita, della promozione nè delle altre clausole che a me erano state spacciate per vere. Tutt'al più, suddetti particolari potrebbero esere stati discussi dai "miei" autori e dal signor Fabiano a voce, per telefono, per e-mail o con altri mezzi. Ma rimane la parola dell'uno contro quella dei due. E in tutta franchezza, sebbene non conosca il signor Fabiano e invece conosca bene i "miei" autori, arrivati a questo punto, hanno per me lo stesso peso.

In conclusione, ho già redarguito i due scriventi, amichevolmente ma aspramente, e, considerando le loro affermazioni sulla D&M non rispondenti al vero - o per lo meno largamente opinabili -, la mia opinione riguardo la c.e. in oggetto deve limitarsi a quanto riguardo essa avevo sentito diversi anni fa ai piani alti dell'editoria milanese. Che è poi ciò che ho scritto tra le premesse del mio post "incriminato", ossia che se ne parlava un gran bene.

E fatte salve le parole dei "miei" autori e quella di qualche altro amico del forum, non c'è nient'altro che, in coscienza, possa portarmi ad affermare il contrario.

Questo voleva essere un post di scuse alla D&M - e indirettamente al signor Fabiano - per essermi espresso con un po' troppa superficialità e faciloneria sul suo/loro modo di fare editoria. E nei fatti questo è stato. Ma forse è stata anche l'occasione per capire che, in questo nostro universo che è quotidianamente per noi croce e delizia allo stesso tempo, spesso passa la voglia persino di battersi per ciò in cui si crede. O si vuole credere.

E assai peobabilmente sarà anche il post del mio commiato al forum. Che entra di diritto nella sfera delle cose "messe in stand-by" in questo periodo "di stasi" della mia guerra personale contro il mondo, e ci entra sia per quanto scritto fino adesso che per l'atteggiamento tenuto da alcuni amici utenti di WD in questa discussione. Lo dico senza rancore e spero che non se ne avranno a male, ma mi sono sentito decisamente "lasciato solo" nel rispondere al signor Fabiano. Su fatti non accaduti nemmeno a me personalmente, ma questo è un altro discorso ed è stato già estensivamente dibattuto. Diciamo solo che, nel caso di specie, non ho ravvisato nulla dello spirito di una comunità, o community, se preferite.

So che non sarà una perdita per nessuno se non per me stesso, perchè mi dispiace veramente andarmene. Auguro il meglio a ognuno di voi e mi scuso con gli amministratori se li ho fatti addannare spesso e volentieri. Un saluto generale.

 

AnarchAngel

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21 ore fa, Giovanni Fabiano dice:

In risposta a Sefora: Nel confermarle che allo stato attuale non stiamo cercando testi, se non per il completamento di alcune nuove collane, la ringrazio per quanto da lei scritto, perché evidenzia come questa discussione abbia creato un danno di immagine alla mia casa editrice

Non potevo che prendere atto di quanto dichiaravano gli utenti. Ho peraltro assistito all'affollata  presentazione del libro di Campanella presso la sede di FUIS, ricca di spunti  interessanti. A questo punto mi spiace che non accettiate testi...:(

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Ospite

Desidero esprimere un mio parere sulle riflessioni di @AnarchAngel , in merito a questa CE e più in generale su alcuni punti che sono emersi.

Credo che l’errore più grande sia stato “parlare per conto terzi”, l’esperienza personale è quella richiesta, che mette in conto di documenti pronti a giustificare quanto presentato. Prendere delle posizioni senza nessun dato da esporre è un “parlare a vuoto”, a quel punto è davvero molto meglio il silenzio. Anch’io faccio parte di questo forum e non ho sostenuto una tesi che non conoscevo, “lasciandoti da solo”, per lo stesso motivo che poi ti ha tratto in inganno, mi riferisco alle parole degli scrittori reputati confidenti di fiducia. Secondo me, da questa esperienza si può imparare tanto, magari ripeto documentando, come mi sembra possa fare @cuido ,

aspettando gli sviluppi anche di questa vicenda, non potendo intervenire “per un sentito dire” o non avendo “prove certificate” per avvalorare una tesi in grado di accompagnarlo.

Grazie, per i vostri interventi, naturalmente anche quelli molto graditi di @Giovanni Fabiano , al quale, in un clima di serena e pacifica chiarezza, mi permetto di suggerirgli di assumere un atteggiamento meno ostile e più cordiale, a beneficio sia della CE, degli autori e anche dei lettori interessati.

Modificato da Nuwanda

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@nuwanda mi domando con chi sarei stato ostile. Non faccio l'editore come hobby, ma è la mia unica attività in cui ho messo ogni mia risorsa, fisica, economica e personale. Investo direttamente sui libri, non chiedendo alcun contributo e assumendomi tutto il rischio di impresa. Pubblicavo anche esordienti che invece di comprendere le difficoltà di questo settore e cercare di essere collaborativi con la CE, attaccano in modo gratuito chi ha avuto il coraggio di rischiare investendo su di loro. Trovo un post che riporta dati completamente falsi sulla mia CE e rispondo in modo chiaro e completo. Provi a immaginare per un attimo se qualcuno facesse la stessa cosa parlando di quello a cui lei più tiene al mondo, mi dica se davvero riesce a valutare il mio intervento ostile. Ci tengo a precisare che con @anarchangel è tutto chiarito, ha dimostrato non solo di essere una persona onesta, che ha visto il suo errore, e mi ha anche scritto in privato chiarendo i punti più scuri della vicenda. 

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Mi scuso con tutti per la lunghezza del testo a seguire, Purtroppo non riporta nemmeno tutti i dati, ma ho cercato di trattare solo quello che riuscivo. Per fare la ricerca di tutte le mail e le carte varie ci ho messo troppo tempo e credo che difficilmente continuerò su questa bacheca a trattare domande e risposte su questa storia, che ritengo davvero senza alcun senso. Spero di non annoiarvi troppo e ho cercato di essere pacato nelle risposte.

Questa la storia:

In data 10 ottobre 2014 il signor S.R. sottoscriveva un contratto di edizione con Twins Edizioni, non con David and Matthaus i cui canoni sono molto differenti. La Twins Edizioni aveva come mission la ricerca di autori talentuosi. Il contratto veniva proposto, non solo perché si riteneva il libro un buon testo, ma anche perché la candidatura di S.R. era caldeggiata da Alessandro Tasciotti, uno stimato professionista del settore. A selezionare il testo ero proprio io, Giovanni Fabiano, che operavo in Twins Edizioni come consulente editoriale. Il contratto spiegava bene che si trattava di un accordo free, senza alcun esborso economico da parte dell’autore e senza alcun obbligo di acquisto copie, in nessuna forma. Il contratto prevedeva la pubblicazione del titolo entro sei mesi dalla consegna di tutti i testi completi e prevedeva la gestione della distribuzione attraverso i canali David and Matthaus, così come la gestione dell’editing e dell’ufficio grafico.

A seguito dell’accordo la casa editrice, come previsto, iniziava tutte le operazioni per programmare la preparazione e il lancio del testo nella miglior forma possibile. 

Il rapporto tra la CE e l’autore è proseguito tranquillamente fino al momento dell’effettiva operatività dove, spesso, si sono verificati attimi di tensione. Nel caso specifico menzionato nella sua dettagliata relazione, occorre precisare che:

“Scusi, adesso lei con chi sta parlando?” non era riferito alla richiesta di quale fosse il collegamento tra le due società, ma dopo una chiamata, durata oltre 30 minuti, quando S.R. chiedeva come poteva avere certezza che davvero le attività sarebbero state svolte dalla David and Matthaus invece che da Twins, e la risposta è stata che la controprova, oltre a quanto già scritto nelle carte, la stava ricevendo visto che parlavo dal telefono di D&M.

Ottobre 2014: rinnego categoricamente di aver mai detto una cosa del genere e, non fosse altro, vi è prova di una mail del 6 dicembre 2014 (ore 20,47) in cui lo stesso autore chiede “quando avverrà l'editing contenutistico o content editing o structural editing o developmental editing.” Mi sembra piuttosto strano: io dico che il testo non avrà un editing e due mesi dopo l’autore mi chiede quando lo stesso sarà effettuato?

Non ricordo nemmeno un titolo tra quelli da noi trattati che non necessitasse di editing o a cui non è stato fatto. Altro particolare, che forse dimentica il signor S.R., è che la telefonata tra noi è arrivata successivamente al suo commento su questo sito, in cui l’autore diceva che la nostra casa editrice non faceva un vero e proprio editing, semmai una correzione bozze. Nella conversazione che era iniziata con molta calma l’autore più volte alzava la voce dicendo che: “una casa editrice seria” dovrebbe fare un editing serio. Questo nonostante, da parte mia, veniva ripetutamente spiegato che quello ricevuto era solo il primo livello di editing e che tutti i nostri testi ricevono come minimo due interventi di editing (come poi è accaduto al libro in questione). Aggiungevo la mia sorpresa circa il mancato intervento da parte dell’editor (visto che, normalmente, la persona che se ne occupa è molto attenta e precisa, diciamo anche un po’ severa), ma che se davvero era andata così, allora c’era di che essere soddisfatti da entrambe le parti. L’autore continuava a ripetere che questo era impossibile perché lui era un autore esordiente e quindi non poteva essere così. Sottolineo che anche il Sig. Alessandro Tasciotti della Icaro Talent, già menzionato nelle precedenti comunicazioni proprio da @cuido, ci aveva segnalato che il testo era “pulito e già esaminato a dovere” da lui. Nemmeno sapere che ci sarebbe stato un successivo livello di editing tranquillizzava l’autore che continuava a mettere in dubbio a voce alta la serietà della casa editrice, finché saturo dei continui attacchi urlati, ho usato esattamente queste parole: “se lei ritiene che la casa editrice non è all’altezza di gestire il suo manoscritto, le lascio la possibilità di recedere dal contratto e chiudiamo qui ogni rapporto.” Apriti cielo, l’autore riprendendo a urlare usa questa frase: “Signor Fabiano, io non le permetto di fare ironia! Non le permetto di dire che avrei detto che voi non siete alla mia altezza!“ e tante altre belle frasi, finché mi sono permesso di alzare anche io la voce e qui che l’autore mi ha accusato di averlo aggredito. Purtroppo, a quanto pare, nei vari obblighi di un editore esiste anche quello che l’autore può gridargli addosso e inveire, ma se lui risponde è offensivo e scortese.

Detto questo voglio ricordare, giusto per promemoria all’autore, che quando ha ricevuto il secondo editing si è affrettato a contestarlo perché in questo caso, a suo dire, l’intervento sui dialoghi comprometteva il significato del testo. Quindi, riepilogando: Se un testo è ben fatto la casa editrice deve comunque intervenire modificandone il contenuto se no l’autore ritiene la stessa poco seria, però quando segnala dei suggerimenti di modifica l’autore dice che comunque la C.E. è incompetente perché modifica il senso che lo stesso voleva dare. Segnalo, inoltre, che la frase finale dell’autore nella mail era: “Quindi, per me, una volta apportate le modifiche appena segnalate, si può dare il via alla stampa. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato alla correzione del manoscritto.” A me personalmente non sembra di riscontrare insoddisfazione da parte dell’autore.

 

Il romanzo non venne pubblicato nel gennaio 2015, quella è la data di anticipazione d’uscita sui canali ufficiali e inizio della prevendita. L’uscita ufficiale era programmata per il 24 febbraio 2015. Ovvero con due mesi di anticipo sulla data prevista contrattualmente, perché l’autore nel frattempo indicava che, secondo lui, valeva la pena lanciare in quel periodo il libro visti alcuni fatti di cronaca appena accaduti che avrebbero richiamato molta attenzione sul testo. Anche in questo caso la CE si mostrava immediatamente disponibile alla richiesta.

Circa il prezzo, giusto per precisare, non si decise al momento della stampa, ma in fase contrattuale e accettato con controfirma da parte dell’autore. Sul prezzo, confermo quanto dichiarato da S.R. Qualsiasi casa editrice che abbia una distribuzione nazionale paga una percentuale che si aggira intorno al 60% sul prezzo di copertina al distributore. Nel nostro caso specifico il 62%, ma ci sono situazioni dove si arriva anche al 66%. Se consideriamo il 62% della distribuzione e sommiamo l’8% dell’autore, i costi di stampa che sono circa il 15% del prezzo di copertina, rimane all'editore il 15% con cui deve pagare grafici, spedizioni, gestire i resi, gli editor (ah già nel nostro caso non meritano di essere pagati) e le segretarie (quelle che da noi non rispondono nel modo corretto). Ricordo a tutti, non solo a S.R. che, mentre i costi di distribuzione, stampa e personale sono fissi, i ricavi dell’editore sono “probabili” visto che difficilmente l’intera tiratura di un libro viene venduta. In questo caso specifico il reso dei testi è stato di oltre 70 copie. Quindi il probabile 15% dell’editore non è stato su 250 ma su 208 (questo solo per un dato di cronaca).

Il testo dell’autore è di 234 pagine ed è costato in fattura alla casa editrice esattamente € 3,43 a copia, ovvero se si volesse esse pignoli nel calcolo siamo oltre il 17% del prezzo di copertina. Ecco perché ribadisco quanto detto all'autore: non era possibile abbassare il prezzo del libro.

Il testo presentava numerosi errori di stampa: premesso che l’autore, anche al termine della prima correzione procedeva a inviare continue modifiche al testo, chiedendo che venissero inserite. Ricordo che i numerosi errori, segnalati anche a noi dall'autore successivamente, sono in pratica questi: una virgola mancante, una chiusura di virgolette mancante, un punto cardinale messo minuscolo mentre nel resto del libro è maiuscolo, un’espressione in lingua straniera non messa in corsivo come previsto dal nostro sistema. Non intendo dire che questi errori si dovessero fare, li segnalo per far capire quali sono i “numerosi errori” evidenziati dall’autore in un romanzo di 234 pagine.

 

Veniamo all'argomento dolente della distribuzione. La Twins Edizioni si appoggia alla distribuzione di David and Matthaus. Nel caso specifico di Mondadori, la casa editrice affida a Mondadori Retail la gestione dei suoi testi. Questi vengono registrati e poi inviati in cedola alla Sede centrale che li propone alle librerie del territorio. La casa editrice spesso, contravvenendo a quanto previsto dall'accordo, pur di dare una maggiore visibilità ai propri autori, contatta i librai anche telefonicamente suggerendo di ordinare i titoli più interessanti, ma in nessun caso può obbligarli all'ordine. Bisogna distinguere bene la differenza tra avere un libro in distribuzione e averlo a disposizione nella libreria. Tra l’altro con la Mondadori non sappiamo esattamente a quali delle loro librerie è fornito il testo, perché non ci viene segnalato (spesso nemmeno su insistente richiesta). Sappiamo solo se è disponibile presso il loro magazzino centrale.

Con le Feltrinelli c’è la differenza che a decidere se ordinare o meno un titolo è il responsabile libri o il direttore della libreria.        

Queste premesse solo per spiegare meglio quanto segue.

Nessuna libreria Feltrinelli consente di ordinare un libro al telefono, perché l’ordine di un testo non ritenuto interessante dalla stessa libreria (e quindi non ordinato) prevede un acconto, che se non vado errato è di € 5,00. Ci sono dei casi in cui viene accettato l’ordine telefonico, ma solo quando questo viene richiesto da un possessore di carta Feltrinelli più.

Il mio ex autore invece ha proceduto a una serie continua di telefonate alle librerie Feltrinelli per chiedere se fosse possibile ordinare il libro da loro. I negozi segnalati mi hanno risposto di aver comunicato che non si potevano fare ordini telefonici, però a dire dell’autore, mentre a noi il responsabile dava questa giustificazione, le librerie a lui dichiaravano che il testo non era acquistabile perché noi non eravamo distribuiti o sconosciuti. Che possano esserci librerie sul territorio che non ci conoscono penso sia normale, ma giusto per la cronaca il fatturato della nostra casa editrice ha ogni anno un minimo del 19% tramite il canale laFeltrinelli e tutti voi potrete verificare che ogni anno siamo tra le case editrici che fanno più presentazioni nelle loro librerie, anche questo mi sembra difficilmente compatibile con quanto dichiarato. Sia chiaro, con questo non voglio dubitare della parola dell’autore, dico solo che mi sembra una cosa strana.

Circa le Mondadori, il testo è entrato regolarmente in catalogo il 17 febbraio 2015 (una settimana prima dell’uscita ufficiale), solamente che, per un certo periodo il testo risultava censito unicamente nel catalogo cedola e non in quello generale, quindi non era ordinabile direttamente, la Mondadori ha risolto il problema sbloccando il titolo a seguito di nostra segnalazione. Successivamente “sembrerebbe” che nelle Mondadori dirette ci fossero dei problemi di approvvigionamento, dico sembrerebbe  perché da Segrate a noi è sempre stato risposto che non c’erano problemi.

Circa le numerose risposte negative da parte dei librai posso solo confermare che telefonicamente anche io ho trovato non poche resistenze chiedendo il testo, alcune librerie addirittura mi hanno chiesto se ero sempre il solito che chiamava per chiedere e che avrei dovuto passare per ordinarlo di persona, posso però confermare che i tre tentativi di acquisto fatti fisicamente in libreria sono andati tutti a buon fine, esperimento fatto in prima persona. Tutte e tre le volte il libro è stato acquistato dopo un ordine con arrivo in libreria entro due giorni. In alcuni casi mi è anche stato fatto notare che il titolo sembrava un po' troppo diretto e colorato e quindi forse per quello non veniva preso in considerazione (evito commenti a riguardo, ma è una risposta reale).

Mi stupisce anche la situazione evidenziata su Viareggio visto che la libreria in questione, da me sollecitata insistentemente a seguito delle comunicazioni riportate dall'autore, sostiene di aver ordinato il testo subito dopo la richiesta dello stesso da parte di un cliente. Dalla successiva comunicazione del canale di vendita risulta che quella libreria ha venduto 15 delle 20 copie fornite dal magazzino centrale. Sorprendente è che nel rendiconto balza all’occhio una nota: “venduti tra il 15 luglio e il 30 dicembre 2015”. Strano per un libro che in estate "si sostiene" non essere presente in quella libreria.

Aggiungo che sia il canale Librerie Mondadori che quello di laFeltrinelli (purtroppo) non sono di proprietà mia, sono catene libraie di proprietà terze e le loro sedi non apprezzano il contatto diretto con i loro punti vendita da parte degli editori. Chiedono che le segnalazioni di problematiche avvengano solo tramite la loro sede centrale. Non è la prima volta che vengo personalmente richiamato perché di fronte a problemi contatto direttamente la libreria in questione e, in un caso preciso, ho rischiato anche la revoca di un accordo per la mia insistenza nel lamentare un problema. Quindi tutte le segnalazioni inviate dal S.R. sono state riportate immediatamente a chi di dovere che ha risposto comunicando che non c’erano anomalie, quindi è vero che io ho detto all'autore che si sarà trattato di qualcuno che in libreria non ha risposto nel modo corretto, perché non saprei cos'altro dedurre. David and Matthaus è Fornitore Master di laFeltrinelli e di Mondadori Retail dal 2013.

Circa il problema del canale laFeltrinelli, di cui fa memoria Il signor S.R., è reale e la mail che ha ricevuto è stata inviata a tutti i nostri autori, non a lui in esclusiva, a seguito di quanto indicatoci dalla catena libraria.

laFeltrinelli non ordina i nostri testi per mail, ma tramite sistema Arianna, quindi difficilmente possiamo rispondere a una libreria per un ordine del testo, pertanto la segnalazione che ci venne fatta dall’autore circa la lamentela del libraio sulla preoccupazione per il rischio di non ricevere i testi non solo ci è sembrata improbabile, ma a seguito di nostro contatto con lo stesso S.C. ci venne indicato che forse si era trattato di un errore, ma visto che a distanza di due anni vedo che viene ancora evidenziata, mi sono premurato questa mattina di rimandare a questa persona una richiesta di chiarimento, chiedendo di verificare (cosa possibile sul loro sistema) quando avrebbero proceduto a farci un ordine del libro senza l’evasione dello stesso. Sarà mia premura inoltrare la mail di risposta all’autore, nel caso non ricevessi risposta inoltrerò nuova domanda al signor C.S. mettendo per conoscenza l’autore.

Circa il presunto ritardo nostro nel mandare segnalazioni per la lentezza di Mondadori o per avere una rendicontazione più rapida, sarebbe bello allegare qui tutte le comunicazioni inviate da parte della CE ai vari soggetti, ma non penso cambierebbe molto ho ben capito che secondo il mio ex autore nella nostra casa editrice si sta immobili aspettando i venti.

Mi stupisce l’enorme numero di mail che lo stesso dice di averci inviato, io purtroppo ammetto di trovarne molte meno di quelle indicate, però avrà sicuramente ragione lui.

Ricordo inoltre una bella frase di S.R. al termine della presentazione in Feltrinelli via Appia: “Ringrazio poi il mio editore che è qui presente, per il lavoro fatto.” (A questo punto mi domando per quale lavoro mi ringraziava?)

 

A chiusura di questo lungo e noioso intervento riepilogherei così:

La casa editrice ha proposto una pubblicazione gratuita, è stata fatta, anticipando l'uscita di oltre due mesi come da richiesta dell'autore. L’autore è insoddisfatto perché noi non abbiamo ritenuto opportuno che il testo dovesse essere rifatto, cosa di cui io sono ancora convinto. Poi l’autore, nel secondo editing, si è arrabbiato perché volevamo modificare il testo. In segno di protesta ha ringraziato per il lavoro svolto da tutti.

Abbiamo promesso una tiratura di 250 copie è stata realizzata e distribuita. A fine rapporto ne sono state vendute circa 180 copie, abbiamo ricevuto resi da tutti i canali di vendita, comprese le Feltrinelli ben 19 copie (strano per delle librerie che non riuscivano a ordinare il testo) e le Mondadori esattamente 44 copie (restituiscono quello che non hanno ricevuto, mah?) Così come da IBS e Amazon, mi viene da pensare che forse il libro sia stato regolarmente distribuito.

Se un commesso di una libreria dice una cavolata la colpa è dell’editore (forse qualcuno dimentica che l’editore vive dei libri venduti, quindi è forse il primo ad avere il desiderio se non l’esigenza della vendita). L’autore ha il diritto di gridare contro l’editore, ma se l’editore non sussurra le risposte è maleducato, così come se replica a illazioni è scortese. Infine la cosa più grave: deve pagare entro il 30 aprile, ma nella speranza di poter dare un conteggio preciso paga il 4 maggio. Giusto come ciliegina dopo aver saldato i conti con l’ex autore abbiamo ricevuto un nuovo reso da parte di Mondadori che avendo un doppio magazzino (Verona e Rimini) ci ha reso altre copie che erano invece state conteggiate vendute.

Potrei aggiungere di come si è opposto a modificare la posizione dei testi in copertina, o di come non ha accettato suggerimenti sulla sostituzione dell'immagine proposta. Potrei raccontare con calma le due presentazioni rifiutate nell'estate del 2015 una presso L'Isola del cinema nello spazio Caffé letterario, ma sono certo che la controreplica non finirebbe mai, quindi mi fermo qui e ripeto non ho intenzione di portare avanti una polemica sterile. La fortuna del mio autore è che ora è libero di muoversi come meglio desidera e cercare referenti più idonei. Dal canto mio mi rendo conto che c'é una brutta cosa in tutto questo. Un autore può permettersi di segnalare chi ha investito su di lui mantenendo fino all'ultima virgola i patti contrattuali e accettando anche tutte le richieste. Manca uno spazio in cui gli editori possono raccontare e segnalare gli autori che a loro modo non si comportano adeguatamente. Ma alla fine non serve perché certi comportamenti demotivano sempre più la scelta dell'esordiente a chi questo lavoro lo vuole fare in modo onesto e senza imbrogliucci vari.  

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Reagan e Gorbacev parlarono di meno. Può sembrare inopportuno il mio commento, ma è solo per sdrammatizzare. Non voglio entrare in merito su cose che non conosco. Quello che però non capisco è, come può un autore non conosciuto (ovvero sconosciuto) proporsi con un romanzo, al pari prezzo di uno noto o addirittura "famoso". Ho sbirciato, il suo catalogo, signor @Giovanni Fabiano e non ho potuto fare a meno di notare qualche  libro a 19 euro con  250 pagine. Gli altri con minor pagine, ma con la stessa proporzione.. Stampe e distribuzioni onerose, sicuramente la fanno da padrone. Ma a mio modesto parere, per un emergente è molto vincolante.Io ho una libreria, (edicola/libreria) e per la mia esperienza da commerciante, il pari prezzo distrugge l'autore emergente. Sono andato fuori tema dalla discussione, ma forse è meglio così. Bulzi Paolo.

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