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Ospite Signor Ford

David and Matthaus

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Ospite Signor Ford

Nome: David and Matthaus

Generi: Narrativa

Modalità di invio manoscritti: /

Contatti: info@davidandmatthaus.it

Distribuzione: Libroco per le librerie, IBS e Amazon on-line. Partner qplibrerie.

Sito web: https://www.davidandmatthaus.com/

Facebook: https://www.facebook.com/davidandmatthaus/?ref=ts&fref=ts

Modificato da ElleryQ

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Ho ricevuto proposta di contratto di edizione da David and Matthaus senza alcuna richiesta di contributo. In appendice al contratto viene data la possibilità (del tutto facoltativa) di acquistare 26 copie al 50% del prezzo di copertina.

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Conosco qualcuno che sta pubblicando con D&M. Il tomo uscirà a settembre dopo editing e revisione da maggio.

Da quanto mi viene riferito l'editing è formalità di scarsa portanza - scusate non ho potuto appurare il lavoro non avendo ricevuto esempio - anche se il giudizio iniziale era più che buono.

Attendo di vedere il cartaceo e verificare la distribuzione.

Ci sono comunque limitazioni di volume (espresso in pagine) ma sembra che almeno le opere più interessanti vengano veramente lette per intero e dai dirigenti. Per lo meno è quello che dicono al telefono quando contattano.

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Proprio oggi ho pubblicato il primo dei miei romanzi con David and Matthaus. Cortesi e disponibili sempre, non posso che parlar bene di loro.

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Il sito è aggiornato e la CE ha anche inglobato la "Twins Edizioni", che è diventata una collana della D&M, ma sembrano non esserci indicati contatti né modalità di invio manoscritti.

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La pubblicazione con David and Matthaus avviene (o almeno avveniva - ora non so) esclusivamente tramite agenzie letterarie.  

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Conosco bene l'editore, ci lavoro come agente letterario. Danilo campanella di una famiglia perbene è un mio cliente e garantisco assoluta gratuita' della casa editrice. Ho 5 contratti in essere con questo editore, tutti free.

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Esattamente un anno fa è scaduto il mio contratto di edizione con David&Matthaus/Twins Lab s.c.r.l.
Ho ritenuto preferibile aspettare un anno, prima di raccontare la mia esperienza, per parlarne con maggior obiettività. 

Il 2 luglio 2014 ricevo una mail da A. T. , titolare dell'agenzia letteraria Icaro Talent, che mi comunica di voler rappresentare il mio romanzo, dicendomi che la sua proposta riguarda una casa editrice che ha firmato un accordo distributivo con Mondadori e Feltrinelli, e cioè che i libri della suddetta casa editrice sono distribuiti dalle loro catene di librerie, garantendomi "alta visibilità e reperibilità". Aggiunge inoltre che ogni intervento sarà a cura della David&Matthaus: correzione, stampa, copertina, distribuzione. (Voglio precisare che il sig. A.T. della Icaro Talent è sempre stato disponibile e corretto nei miei confronti)

Il 29 settembre parlo al telefono col sig. G.F., direttore editoriale della David&Matthaus, che mi spiega l'iter: la casa editrice si occuperà dell'editing ("Ci occuperemo dell'editing, Le proporremo dei cambiamenti che saranno effettuati solo in caso Lei sia d'accordo, perché non vogliamo stravolgere il lavoro dei nostri autori"), ma dovrò essere io a creare la copertina del romanzo e a impegnarmi, insieme alla casa editrice, nell'organizzare le presentazioni del libro.
Il libro sarà edito da Twins Lab S.C.R.L. 
Dopo qualche settimana ricevo un file .pdf di presentazione della David&Matthaus in cui si specifica:

"Twins LAB è da sempre partner di David and Matthaus in quanto incaricata di impaginare, stampare e confezionare i propri libri. Vista l’esigenza recente di divenire anche lei Casa Editrice e la volontà di David and Matthaus di trovare un partner per la gestione del progetto Green è stato raggiunto un accordo tra le parti che prevede che Twins Edizioni gestirà quello che era il progetto Green articolandolo in collane e rendendolo ancora più efficace. Con questo accordo David and Matthaus mantiene invariato l’incarico al partner per le attività che venivano già realizzate precedentemente e in cambio gestirà per esso le attività di comunicazione, promozione, commercializzazione e distribuzione".  

Quando chiedo al Sig. G.F. di specificarmi meglio la connessione tra Twins Lab scrl e David&Mattahaus, la sua risposta è:  "Scusi, ma Lei adesso con chi sta parlando?".
Stavo parlando con il numero 0721... , che rimanda alla sede di David&Matthaus a Pesaro Urbino. La sede di Twins Lab scrl, come indicato sul contratto, si trova a Caserta. 
Inoltre il Sig. G.F. mi spiega che il nome stesso, "Twins", vuol suggerire un gemellaggio tra Twins Lab scrl e David&Matthaus. 
Qualche mese dopo, a febbraio 2015, ricevo una mail dal back-office di David&Matthaus in cui si annuncia che Twins Lab e David&Matthaus sono diventate un'unica realtà. 


A ottobre 2014, dopo aver inviato loro il contratto firmato, ricevo una telefonata dal sig. G.F. che mi dice che il romanzo non ha bisogno di editing. 
Io ritengo che anche il romanzo di uno scrittore affermato possa beneficiare dell'editing, figuriamoci quello di un esordiente. Il mio romanzo, comunque, senza generalizzare, ne aveva bisogno.
Ora, io ho sbagliato a non chiedere di che tipo fosse l'editing promessomi (se formale = semplice correzione di refusi ed errori, oppure contenutistico = processo di riscrittura, taglio o ampliamento, che richiede la mano di un professionista), ma se qualcuno mi dice "le proporremo dei cambiamenti solo se Lei è d'accordo", come faccio a non pensare che si tratti di editing contenutistico? Perché, se invece si fosse trattato di editing formale (correzione), potrei mai essere stato in disaccordo, decidendo di lasciare errori e refusi nel romanzo?
Ritengo che avrebbe dovuto essere premura del direttore editoriale chiarire nella nostra telefonata di che tipo di editing si trattava. 
Ne nasce uno scontro qui su Writer's Dream tra me e il signor G.F.  che il giorno successivo mi telefona e usa grida e toni aggressivi e irrispettosi, come accadrà più volte. Mi dice inoltre che, se non mi va bene, possiamo rescindere il contratto, un adagio che mi sentirò ripetere ogni volta che farò presenti i gravi intoppi nella distribuzione. Nel frattempo avevo ovviamente rifiutato altre proposte di edizione. 

Il romanzo (234 pagine) viene pubblicato il 30 gennaio 2015 sui "canali web e social" della casa editrice e successivamente in versione cartacea con svariati errori di stampa. Il prezzo di copertina del cartaceo: euro 19.90. Quando feci presente al sig. G.F. che, a mio avviso, si trattava di un prezzo troppo alto, mi rispose che la scelta del prezzo non dipendeva da loro ma dagli alti costi della distribuzione nazionale.

Ma ahimé, per circa un mese e mezzo dopo la pubblicazione del romanzo, non è stato possibile reperire né ordinare una singola copia del medesimo nelle librerie Mondadori e Feltrinelli di: 

- Roma
- Firenze
- Milano
- Torino
- Bologna
- Venezia (Mestre)
- Trieste
- Udine

Personalmente ho contattato più volte 47 delle suddette librerie o punti vendita (posso indicare esattamente quali) e nei giorni successivi ho chiesto ad alcuni amici di ripetere la chiamata, e nella quasi totalità dei casi le risposte sono state:

- "questo è un editore con cui non abbiamo rapporti"
- "non è possibile ordinare il romanzo"
- "non conosciamo questo editore"

Ho riferito il problema alla casa editrice. Il 3 Aprile 2015 mi rispondono che la Mondadori ha confermato che si trattava di un errore di codifica del libro, che l'isbn inserito non era corretto.

Invece, le ragioni per cui il libro non era ordinabile presso Feltrinelli: secondo il sig. G.F. la colpa poteva essere di commessi di librerie inesperti e superficiali che non erano a conoscenza dell'accordo distributivo tra la casa editrice e LaFeltrinelli.

Vengono organizzate tre presentazioni del romanzo (la casa editrice invia la richiesta, successivamente io mi faccio vivo coi vari store):

- 7 Marzo presso la libreria G.i.t. Mondadori in via del Pellegrino a Roma
- 20 Marzo presso La Feltrinelli Libri e Musica in via Appia Nuova a Roma
- 11 Aprile presso l'associazione Ireos a Firenze.

Contatto via e-mail il signor S.C., responsabile dell'organizzazione eventi per LaFeltrinelli, dopo che il back-office della casa editrice gli aveva inviato una richiesta per presentare il libro in via Appia; ci accordiamo per la presentazione. Il 13 marzo ricevo una sua mail in cui il signor S.C. mi chiede di sensibilizzare il mio editore per far mandare loro le copie che il suo direttore aveva richiesto, perché non avrebbe voluto ritrovarsi senza copie il giorno dell'evento, visto che la casa editrice non gli aveva nemmeno risposto.

Durante il mese di marzo le uniche librerie in cui era disponibile il romanzo erano le due in cui avevo tenuto le presentazioni, poi, lentamente, la situazione si è sbloccata in alcune librerie Mondadori e LaFeltrinelli, dove il libro era reperibile (anche on-line si poteva ordinare).

Ma il 20 giugno un amico che aveva provato a ordinarlo sul sito di LaFeltrinelli riceve una mail in cui gli viene spiegato che l'ordine è stato cancellato perché il romanzo non è disponibile. La Twins/David&Matthaus mi invia una mail il 26 giugno dicendo che LaFeltrinelli aveva un problema sul sistema di ordini, "che continua dal mese di maggio ed è stato rilevato solo pochi giorni fa, problema accentuato sul loro sistema on-line". 

Dal 15 luglio al 6 ottobre 2015 il romanzo non risulta presente nel deposito centrale di Mondadori, quindi non può essere ordinato né on-line né presso qualsiasi punto vendita Mondadori (screen-shot in data: 15/7, 3/8, 6/8, 24/8, 31/8, 2/9, 11/9, 20/9, 22/9, 23/9, 6/10/2015).

Martedì 15 luglio parlo telefonicamente con una segretaria della casa editrice che mi dice che non sa perché il romanzo non sia nel magazzino della Mondadori, che può provare a chiedere e che forse dipende da una "loro (di Mondadori) tempistica", o dal fatto che "forse, dopo un po' che non vengono ordinati i libri sul sito, essi non risultano più ordinabili né visibili".

Lunedì 20 luglio parlo telefonicamente col sig. G.F. che mi spiega che "il deposito può essere vuoto perché le copie sono state tutte vendute", allora gli chiedo se ha provveduto a inviarne altre, e lui mi risponde che ne ha già inviate "una trentina". 
Il deposito Mondadori, di fatto, resta vuoto fino alla prima decade di ottobre.

Il giorno 14 settembre chiamo la casa editrice per chiedere spiegazioni e parlo con una segretaria che mi dice che mi farà sapere entro il 18 settembre.

Il 18 settembre alle 17.30 non ho ancora ricevuto risposta, quindi richiamo; la segretaria mi dice che sono state spedite 20 copie che Mondadori ha in giacenza, ma che si tratta dei "tempi loro" che impiegano per metterli in magazzino, così che il romanzo compaia sul sito.

Ma la situazione rimane invariata (il romanzo non risulta ordinabile). Richiamo mercoledì 30 settembre. La segretaria mi dice che non conosce i tempi che impiega Mondadori, che lei sapeva che avevano in giacenza qualche decina di copie del mio romanzo, e che adesso invierà una richiesta scritta. (Forse era il caso di inviarla qualche mese prima, una richiesta scritta).

Il 16 novembre 2015 invio una mail alla casa editrice per chiedere un conto approssimativo delle vendite. Non rispondono.

Il 23 novembre ne invio un'altra. Mi rispondono il giorno successivo. 

Quattro mesi dopo, il giorno 8 marzo 2016, invio una e-mail alla casa editrice per chiedere con quali modalità mi verrà corrisposto il pagamento delle royalties. Non rispondono.
Il contratto specifica che: "l'editore si impegna a versare all'autore annualmente il corrispettivo entro il 30 aprile dell'anno successivo alla sottoscrizione del presente contratto".

Il 31 marzo invio un'altra e-mail chiedendo ancora come avverrà il pagamento e se posso essere aggiornato su eventuali nuove vendite. Nessuna risposta.

Il 5 aprile ricevo una mail dal Sig. G.F. (direttore editoriale di David&Matthaus) che mi dice che hanno richiesto il reso (del mio romanzo) a tutte le librerie per poter finire i conteggi di vendita, in quanto molte ancora non avevano inviato il rendiconto 2015, e che, non appena avessero disposto di tale rendiconto avrebbero potuto corrispondermi la cifra dovuta. Si scusa per il ritardo dicendomi che Twins Edizioni non fa più parte del loro gruppo e che la gestione del rendiconto avrebbe dovuto essere un responsabilità dei nuovi proprietari, e che, per evitare ogni problema, si era assunto lui l'incarico di gestire la cosa e spedirmi quanto dovuto "nel giro di pochi giorni".

Il 19 aprile non ho ancora ricevuto risposta. 

Il 26 aprile scrivo un'altra mail al Sig. G.F. , chiedendo quando riceverò il mio compenso e con quali modalità. 
Non ricevo risposta. 

Il 9 maggio ricevo una mail dalla casa editrice in cui mi viene comunicato il saldo attraverso bonifico.

Posso fornire testimonianze dirette di persone, screen-shot, e-mail riguardo quanto sostenuto. E' stata un'esperienza disastrosa. Era il mio primo romanzo, davvero non avrei voluto che andasse così. 
 

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Ospite

La storia vissuta in prima persona da @cuido è perfettamente sovrapponibile - periodo compreso - a quella di un autore che conosco e che ho cercato di aiutare a pubblicare. Non essendoci riuscito io, la sua agente "ufficiale" gli rimediò un contratto con la D&M, e io gli dissi di sorridere perché della D&M si parlava bene anche ai piani alti dell'editoria italiana, e qualche loro autore era riuscito a vendere persino più di diecimila copie.

Poi è successo anche a lui quanto narratoci da cuido e, solo quando era ormai troppo tardi, ho saputo che frattanto le cose in D&M erano cambiate e significativamente. Il "mio" autore doveva per giunta essere, a detta dello stesso G.F. nominato da cuido, l'autore "di punta" dell'anno, con una prima tiratura di ben 5.000 volumi e una stima totale prossima ai 20.000 da raggiungere in diciotto/ventiquattro mesi. Invece, pensate un po', dal ruolo di autore "di punta" che doveva ricoprire, e quantunque il signor G.F. gli abbia sempre detto di "lasciare a loro ogni incombensa promozionale" giacché "il lavoro dello scrittore è scrivere, far conoscere libro e autore è lavoro da editori", la D&M non è stata in grado di organizzargli nemmeno una presentazione decente: da contratto, aveva diritto a un minimo di tre presentazioni nella propria città (Roma) e di altre tre in altre grandi città italiane, gli era stata garantita come prima piazza la Biblioteca Vallicelliana alla Chiesa Nuova e come seconda la libreria Feltrinelli di Torre Argentina. E invece, pensate, l'unica occasione in cui è riuscito a presentare il proprio libro è stata intervenendo, in qualità di moderatore, alla presentazione di un altro libro - scritto da un amico che abbiamo in comune ed edito da tutt'altro editore - e, per così dire, intrufolandosi col benestare di entrambi e ritagliandosi cinque minuti di "autopromozione".

Anche lui, dall'inizio dell'estate 2015, ha cominciato a contare i giorni che lo separavano dalla scadenza di quella barzelletta malraccontata che il signor G.F. ha la faccia di chiamare "contratto". E, pare incredibile, ma il medesimo individuo è riuscito a superare se stesso in ridicolo quando, nel luglio successivo, gli ha inviato il rinnovo del contratto! E si è addirittura stupito, per non dire risentito, quando il "mio" autore gli ha spiegato, educatamente e pazientemente, perché aveva deciso di non rinnovare loro la propria fiducia.

Da professionista del settore, e più nello specifico da uno che siede nel famoso "lato editore" della scrivania, non ho parole per comunicarvi il disgusto, anzi peggio, il raccapriccio che l'abominevole storia di cuido e del "mio" autore ha suscitato e tuttora suscita in me. E sì che, di abominevoli storie realmente accadute nel mondo dell'editoria ne ho vissute e sentite tante. Ma non ci si abitua mai... e meno male!

Perdonate il mio ennesimo sfogo. Era da tempo che volevo scrivere in merito alla D&M ma, fino a @cuido , se ne parlava solo positivamente e, facendo da unica voce fuori dal coro, temevo che il mio intervento sarebbe stato frainteso e scambiato per un mero atto denigratorio.

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@cuido Alla fine di tutto sarebbe interessante sapere quante copie hai venduto dalla distribuzione di questa CE. Perchè se parliamo di una decina è stato proprio un disastro, non perché sono poche (del resto penso sia la media di tante CE) ma perché si vantano di collabrare con Mondadori e Feltrinelli. Se ne hai vendute qualche centinaio, non è andato poi tutto male (sbattimenti a parte). 

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14 minuti fa, delon dice:

@cuido Alla fine di tutto sarebbe interessante sapere quante copie hai venduto dalla distribuzione di questa CE. Perchè se parliamo di una decina è stato proprio un disastro, non perché sono poche (del resto penso sia la media di tante CE) ma perché si vantano di collabrare con Mondadori e Feltrinelli. Se ne hai vendute qualche centinaio, non è andato poi tutto male (sbattimenti a parte). 

Eh no, qui non si tratta delle copie vendute (un paio di centinaia), ma di tutto ciò che mi sembrava di aver spiegato con chiarezza nel mio commento precedente, perché io non valuto un'esperienza solo in base alle copie vendute, ma piuttosto alla modalità relazionale, alla professionalità,  e alle decine di persone (amici, conoscenti, professionisti) che per mesi mi hanno scritto e telefonato continuando a chiedere perché il mio lavoro non fosse disponibile,  e come potevano acquistarlo. E lo sappiamo tutti che, quando andiamo in libreria per acquistare un romanzo e non lo troviamo, possiamo riprovarci una seconda volta, una terza, se proprio ci sta a cuore, ma poi lasciamo perdere per acquistare qualcos'altro. Ecco qual è la relazione con le copie vendute.  Per non parlare del magone che mi sono tenuto per piú di un anno.

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@cuido Scusami, ti capisco benissimo e ti do pienamente ragione. Quello che non capisco, (forse è per l'età che sta avanzando) come si può vendere 200 copie se la distribuzione è stata un disastro e i libri non disponibili. Tieni presente che la media, per essere il primo libro di un autore esordiente è ben alta. 

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3 ore fa, delon dice:

@cuido Scusami, ti capisco benissimo e ti do pienamente ragione. Quello che non capisco, (forse è per l'età che sta avanzando) come si può vendere 200 copie se la distribuzione è stata un disastro e i libri non disponibili. Tieni presente che la media, per essere il primo libro di un autore esordiente è ben alta

 

Non credo tu abbia letto attentamente il mio commento, e che quindi tu "mi capisca benissimo". 200 copie una media alta? Per mesi (quelli estivi, quando molti lettori vanno in libreria a rifornirsi per le vacanze) non si trovava una copia. Quante sarebbero state quelle vendute se il libro fosse stato disponibile e ordinabile? Ma non scherziamo 

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Buonasera, sono Giovanni Fabiano il Direttore Editoriale di David and Matthaus. Io il nome lo espongo per esteso e senza nascondermi. Anche se di solito evito di intervenire in polemiche, specie quando non hanno basi reali, ho deciso di rispondere ad alcuni messaggi giusto per chiarire delle posizioni. Mi riferisco intanto ad Anarchangel.

Nessun mio autore (purtroppo) ha mai venduto diecimila copie (o più) e, a meno che di essere uno sprovveduto (perché solo così potrebbe essere descritto uno che racconta una tale menzogna), chiunque abbia a che fare con il mondo dell'editoria in modo serio, e non sia qui a raccontare barzellette, capisce perfettamente che scrivere una cosa del genere non ha alcun senso. Invito chiunque mi abbia sentito dire, o visto scrivere, una cosa del genere a confermarlo qui. Sono certo che nessuno possa sostenerlo visto che ci sono prove anche in interviste video (molto datate) in cui ripeto che i numeri di vendita dei libri in Italia sono ben al di sotto delle 5.000 copie per titolo, anche per molti VIP (parlo di numeri reali non delle cavolate scritte in Facebook o dichiarate nelle interviste da alcuni scrittori).  

La D&M e io mai, e ripeto mai, abbiamo proposto a uno scrittore il ruolo di "Autore di punta", chi lavora con noi sa che una delle frasi che uso più spesso è "Ogni autore ha lo stesso valore in Casa Editrice", quindi posso garantire la totale infondatezza di questa dichiarazione. Giusto per continuare nell'elenco di falsità, chiedo di portare in questo form e anche nelle sedi opportune una qualsiasi prova della presunta promessa di stampare 5.000 copie del titolo (autorizzo io l'esibizione del documento). Chiunque abbia avuto rapporti con noi, sa perfettamente che il contratto non prevede mai una stampa superiore alle 1.000 copie in prima tiratura, cifra che sale solo nel caso in cui, durante la prevendita in cedola, si riescono a collocare una quantità di copie superiori e quindi si aumenta la produzione fino a un numero capace di soddisfare le esigenze presenti e immediatamente future del titolo. Aggiungo che, da quando opero in questo settore, non mi è mai capitato di procedere a una prima tiratura superiore alle 2.000 copie, quindi... Circa le 20.000 copie stimate in vendita, mi viene da sorridere perché da quanto leggo la persona a cui sto rispondendo dice di essere uno stimato professionista del settore (l'ho letto anche in altre conversazioni poco fa). Se così fosse mi chiedo come avrebbe potuto credere reali numeri di questa entità? Chiunque ha avuto rapporti con la mia casa editrice, ha ricevuto, prima della proposta contrattuale, una mia chiamata e sa perfettamente che il primo a dire agli autori delle difficoltà nel vendere i libri sono io, così come sono io a spiegare direttamente che raggiungere la vendita di 500 copie è così complesso da suggerire di adottare una strategia condivisa. Nessun contratto, e con questa mia risposta autorizzo per iscritto l'esibizione di un qualsiasi nostro documento che dica l'opposto, prevede un numero di presentazioni organizzate da parte nostra, quindi posso tranquillamente dichiarare che la fesseria delle tre presentazioni minime previste dalla casa editrice non si basa su nessun dato reale. Altra cosa senza alcuna fondamenta sarebbe la mia proposta di presentare alla biblioteca Valicelliana, struttura presso la quale si sa benissimo che occorre prenotare molti mesi prima e che vengono accettati solo testi di indiscusso valore e al fine di dare consacrazione agli stessi. Mi domando come avrei potuto promettere una cosa del genere, quando l'esito è molto improbabile e per la casa editrice non sarebbe nemmeno conveniente visto che, in quella sede, non è concessa nemmeno la vendita dei libri? Idem per quanto riguarda la presentazione presso la Feltrinelli di Largo di Torre Argentina, libreria che è ben saputo non permette presentazioni e, considerando che la nostra casa editrice presenta molto spesso in Feltrinelli (specialmente a Roma), conosce bene quali sono le librerie preposte a presentare. Quindi perché mai avrei dovuto proporre la presentazione dove non si poteva? Mio caro Anarchangel quando si raccontano baggianate sarebbe opportuno renderle almeno credibili. 

Aggiungo, giusto per completare l'elenco di falsità qui raccontate, che per pura curiosità ho verificato quale contratto fosse in scadenza per autori romani subito dopo luglio 2015 e senza che questo mi abbia sorpreso (visto l'elenco di invenzioni già elencate) ho avuto modo di verificare che nessun autore David and Matthaus romano ha una scadenza contrattuale nei tre mesi successivi a luglio 2015. A fronte di quanto qui scritto la mia presente è per dire che la persona che si nasconde dietro lo pseudonimo di Anarchangel sta elencando una serie di falsità e come tutti noi sappiamo, dichiarando una cosa del genere, nel caso io stessi sostenendo un fatto non reale, sarei punibile penalmente. Per questo mi assumo tutte le responsabilità del caso, invitando il presunto signore a procedere nei miei confronti come io farò immediatamente, dando domani stesso mandato al mio legale Baccio Fiaccarini con studio in Urbino, allegando quanto presente in questo form, per difendere l'immagine della casa editrice da falsità senza alcune base, facilmente sostenibili quando ci si nasconde dietro l'anonimato. 

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A chi chiede come contattarci per proporci manoscritti:

La casa editrice riceve quotidianamente un numero elevato di candidature, non potendo gestire tutte le richieste, non ha più un canale di selezione proprio. Utilizziamo principalmente le segnalazioni provenienti da stimate agenzie letterarie. Indichiamo il nome di queste ultime solo quando un autore insiste nel chiederci come poter pubblicare con noi, e non abbiamo un rapporto di esclusiva o dipendenza con loro, tanto da non conoscere le loro condizioni di valutazione. Per essere ancora più chiaro, loro conoscono i nostri criteri, ma non è detto che se qualcuno propone il proprio manoscritto avrà certezza che lo stesso finirà a noi, potrebbero anche decidere di proporlo a case editrici terze. Per chi comunque invia manoscritti direttamente, consideri che i tempi di pubblicazione con noi sono di molto superiori ai 18 mesi e quelli di valutazione dei testi difficilmente sono inferiori ai 180 giorni.

 

In risposta al Signor Pedretta: voglio ricordarle che non pubblicò con noi a seguito di una selezione diretta, ma tramite la segnalazione di un talent scout. Può verificare nello scambio di mail del tempo.

 

In riferimento a quanto indicato da S.R. o dallo pseudonimo Cuido. Noto che è stato molto dettagliato, ma ahimè ha dimenticato un sacco di particolari, domani con la dovuta calma inserirò una risposta altrettanto dettagliata, giusto per rinfrescarle la memoria. A volte ci si dimentica di dire che quando una persona risponde urlando (che poi non mi risulta di aver mai gridato con lei) non ha ricevuto domande sussurrate. Peccato considerare il tono altrui e sottovalutare il proprio. Sarò dettagliato quanto lei anche nelle risposte all'elenco di fatti.   

 

Sul collegamento tra David and Matthaus e Twins Edizioni: 

David and Matthaus e Twins Edizioni sono sempre state due case editrici separate. La collaborazione tre le due nasceva dal fatto che Twins gestiva per David and Matthaus (e per altri editori) le impaginazioni, gli editing e la stampa dei testi. A seguito del rapporto di partnership D&M offriva loro i servizi di promozione comunicazione, back office e canali commerciali di vendita. Alcuni mesi fa, quando la Twins Edizioni ha interrotto le sue attività per problemi interni, D&M in aiuto all’ex partner ben conosciuto e per non causare danni agli autori ormai contrattualizzati, ha deciso di rilevare il marchio e i contratti in essere trasformando il progetto in una collana denominata DM Twins, che si occupa di narrativa breve e collane settoriali. 

 

In risposta a Sefora: Nel confermarle che allo stato attuale non stiamo cercando testi, se non per il completamento di alcune nuove collane, la ringrazio per quanto da lei scritto, perché evidenzia come questa discussione abbia creato un danno di immagine alla mia casa editrice e chiederò a chi ha dichiarato cose false (e solo a lui) di risponderne nelle sedi opportune.

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Ciao a tutti!

Vi racconto la mia esperienza con questa CE che ho conosciuto tramite la "Icaro Talentagency", di Alex Tasciotti, del quale vi racconterò poi nell'area apposita.

Nell'ottobre del 2014 ricevetti una telefonata dalla CE, con la quale mi informavano che la mia raccolta di poesie era piaciuta, e che avevano

intenzione di pubblicarla, senza alcun contributo da parte mia, con la "Twins Edizioni".

Felice della proposta attesi il contratto via mail che arrivò puntualmente dopo pochi giorni.

Il contratto era molto esaustivo ed erano ben specificati gli obblighi dell'autore e dell'editore.

Tra gli obblighi dell'editore c'era il seguente:

 

L’Editore si impegna a:
pubblicare l’Opera nel termine massimo di mesi 6 (sei) decorrente dall’effettiva consegna del manoscritto
del testo completo in formato file come descritto al successivo art.7 punto 2 da parte dell’Autore.
S’intende copia completa la bozza corretta definitiva e corredata di immagine per la copertina (con la
dimostrazione della titolarità sui diritti di utilizzo della stessa).

 

Di mesi ne passarono 13, ma non certo per colpa mia: la bozza della copertina arrivò nel mese di Aprile dell'anno successivo.

Nel mese di Maggio venni contattata telefonicamente da un dipendente della CE per parlare del lancio del mio libro.

Mi disse che il sabato di quella stessa settimana sarebbe venuto a Roma per una presentazione e mi chiese d'incontrarci,

ma non fu possibile a causa del mio lavoro.

Per farla breve, aspettai un mese e contattai la CE chiedendo la possibilità di fissare un nuovo appuntamento.

Non ricevetti risposta ma neppure insistetti, un po' per timidezza, un po' perché non conoscevo i tempi e le meccaniche dell'editoria.

Attesi invano di essere ricontattata fino a che non mi arrivò una mail che riportava la data di uscita del libro: il 19 Novembre 2015.

Purtroppo l'unica promozione del libro fu fatta sul loro sito e sulla loro pagina facebook, ma la cosa che più mi dispiacque fu la mancanza di comunicazione e d'interesse.

C'è anche da dire, però, che nel periodo che va dal 2014 al 2016 ci furono cambiamenti a livello societario, con acquisizioni, scissioni etc..., ma resta comunque

il fatto che la delusione fu tanta, se non altro perché nel contratto la presentazione mi riempì di aspettative (magari se non l'avessi letta...chissà!).

 

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Circa la mancanza dei testi nelle librerie rispondendo al libraio Mondadori, che comunque ha giustamente evidenziato che non era riferito a noi, ma in generale, come lei potrà confermare non è l’editore a decidere se il titolo sarà o meno in libreria, ma avviene a seguito di interesse per cedola (noi siamo Mondadori Retail e usiamo questo canale), per interesse spontaneo del libraio (che può avvenire per ordini ricevuti o perché ha sentito parlare del libro) perché il titolo è stato proposto alla libreria (chi aderisce al progetto Mondadori Retail però non dovrebbe farlo secondo quanto previsto contrattualmente). Quindi per quanto un editore possa avere a disposizione 250 copie o più se la libreria non le ordina non può certo inviarle di sua iniziativa. Detto questo confermo che la nostra casa editrice non stampa on demand, ma con un numero preciso di copie gestite con i tre distributori nazionali principali.

 

Circa la tesi del libro che si vende solo quando è in libreria, invito colui che lo sostiene a leggere bene la relazione di alcuni giorni fa prodotta dalla più grande associazione editoriale che dimostra come il 60% dei libri distribuiti in libreria vengono resi. Questo perché il libro viene venduto quando la gente lo cerca non quando la gente lo vede. Nel form partecipa un libraio, chiedete direttamente a lui di confermare o negare quanto da me detto. Non confondiamo la presenza nella libreria del nostro paese, dove è logico che se veniamo visti da chi ci conosce probabilmente ci comprerà, bisogna considerare i dati nazionali. Ultimamente le librerie di alcune catene rendono i testi che per oltre venti giorni non vengono acquistati, la resa non avviene solo quando è presente una piccola quantità di quel titolo. perché il costo di reso inciderebbe troppo e quindi si preferisce procedere quando si hanno anche altri titoli da spedire all’editore o al magazzino centrale dello stesso distributore. 

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Ci sono delle ragioni ovvie per cui un editore a un certo punto della sua attività decide di interrompere il lancio di autori esordienti. Quando si fa tutto in modo completamente gratuito, quando ci si preoccupa di proporre il testo nei circuiti editoriali, e l'autore seduto domanda solo "cosa fai per me?". Dopo aver pubblicato, per esempio, una poetessa esordiente (senza chiederle nemmeno un centesimo), essersi accordati con lei per tardare l'uscita visto il riscontro quasi nullo dei canali di vendita (cioè disinteresse a trattare il testo da parte della libreria) essersi sentito rispondere "non è un problema per me tardare, non ho fretta" e poi dopo due anni vedersi rinfacciare su una bacheca che il male del suo insuccesso non è stata la passività in attesa dei venti, ma che il testo è uscito dopo di quando aveva previsto (tra l'altro ripeto ancora: concordato telefonicamente), viene da domandarsi la ragione per cui insistere a voler essere diversi sul mercato rischiando gratuitamente sugli esordienti. Ribadendo per l'ennesima volta che non bisogna confondere David and Matthaus con Twins Edizioni, vi chiedo di pensarci bene a tutto questo. Non ho intenzione di procedere con polemiche, quindi difficilmente replicherò ad altro (come avete visto la casa editrice ha un indirizzo info@davidandmatthaus.it lì potete scrivere e chiedere quel che desiderate). Sono voluto intervenire solo per replicare alle menzogne (mi assumo la responsabilità di questo termine) dette da Anarchangel e per rispondere a S.R. che ha dimenticato alcuni particolari nella sua disamina. Per il resto chiedo scusa a chiunque altro sia stato disturbato dal mio intervento e ora procedo alla presentazione richiesta. 

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21 ore fa, Giovanni Fabiano dice:

In risposta a Sefora: Nel confermarle che allo stato attuale non stiamo cercando testi, se non per il completamento di alcune nuove collane, la ringrazio per quanto da lei scritto, perché evidenzia come questa discussione abbia creato un danno di immagine alla mia casa editrice

Non potevo che prendere atto di quanto dichiaravano gli utenti. Ho peraltro assistito all'affollata  presentazione del libro di Campanella presso la sede di FUIS, ricca di spunti  interessanti. A questo punto mi spiace che non accettiate testi...:(

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Ospite

Desidero esprimere un mio parere sulle riflessioni di @AnarchAngel , in merito a questa CE e più in generale su alcuni punti che sono emersi.

Credo che l’errore più grande sia stato “parlare per conto terzi”, l’esperienza personale è quella richiesta, che mette in conto di documenti pronti a giustificare quanto presentato. Prendere delle posizioni senza nessun dato da esporre è un “parlare a vuoto”, a quel punto è davvero molto meglio il silenzio. Anch’io faccio parte di questo forum e non ho sostenuto una tesi che non conoscevo, “lasciandoti da solo”, per lo stesso motivo che poi ti ha tratto in inganno, mi riferisco alle parole degli scrittori reputati confidenti di fiducia. Secondo me, da questa esperienza si può imparare tanto, magari ripeto documentando, come mi sembra possa fare @cuido ,

aspettando gli sviluppi anche di questa vicenda, non potendo intervenire “per un sentito dire” o non avendo “prove certificate” per avvalorare una tesi in grado di accompagnarlo.

Grazie, per i vostri interventi, naturalmente anche quelli molto graditi di @Giovanni Fabiano , al quale, in un clima di serena e pacifica chiarezza, mi permetto di suggerirgli di assumere un atteggiamento meno ostile e più cordiale, a beneficio sia della CE, degli autori e anche dei lettori interessati.

Modificato da Nuwanda

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Mi scuso con tutti per la lunghezza del testo a seguire, Purtroppo non riporta nemmeno tutti i dati, ma ho cercato di trattare solo quello che riuscivo. Per fare la ricerca di tutte le mail e le carte varie ci ho messo troppo tempo e credo che difficilmente continuerò su questa bacheca a trattare domande e risposte su questa storia, che ritengo davvero senza alcun senso. Spero di non annoiarvi troppo e ho cercato di essere pacato nelle risposte.

Questa la storia:

In data 10 ottobre 2014 il signor S.R. sottoscriveva un contratto di edizione con Twins Edizioni, non con David and Matthaus i cui canoni sono molto differenti. La Twins Edizioni aveva come mission la ricerca di autori talentuosi. Il contratto veniva proposto, non solo perché si riteneva il libro un buon testo, ma anche perché la candidatura di S.R. era caldeggiata da Alessandro Tasciotti, uno stimato professionista del settore. A selezionare il testo ero proprio io, Giovanni Fabiano, che operavo in Twins Edizioni come consulente editoriale. Il contratto spiegava bene che si trattava di un accordo free, senza alcun esborso economico da parte dell’autore e senza alcun obbligo di acquisto copie, in nessuna forma. Il contratto prevedeva la pubblicazione del titolo entro sei mesi dalla consegna di tutti i testi completi e prevedeva la gestione della distribuzione attraverso i canali David and Matthaus, così come la gestione dell’editing e dell’ufficio grafico.

A seguito dell’accordo la casa editrice, come previsto, iniziava tutte le operazioni per programmare la preparazione e il lancio del testo nella miglior forma possibile. 

Il rapporto tra la CE e l’autore è proseguito tranquillamente fino al momento dell’effettiva operatività dove, spesso, si sono verificati attimi di tensione. Nel caso specifico menzionato nella sua dettagliata relazione, occorre precisare che:

“Scusi, adesso lei con chi sta parlando?” non era riferito alla richiesta di quale fosse il collegamento tra le due società, ma dopo una chiamata, durata oltre 30 minuti, quando S.R. chiedeva come poteva avere certezza che davvero le attività sarebbero state svolte dalla David and Matthaus invece che da Twins, e la risposta è stata che la controprova, oltre a quanto già scritto nelle carte, la stava ricevendo visto che parlavo dal telefono di D&M.

Ottobre 2014: rinnego categoricamente di aver mai detto una cosa del genere e, non fosse altro, vi è prova di una mail del 6 dicembre 2014 (ore 20,47) in cui lo stesso autore chiede “quando avverrà l'editing contenutistico o content editing o structural editing o developmental editing.” Mi sembra piuttosto strano: io dico che il testo non avrà un editing e due mesi dopo l’autore mi chiede quando lo stesso sarà effettuato?

Non ricordo nemmeno un titolo tra quelli da noi trattati che non necessitasse di editing o a cui non è stato fatto. Altro particolare, che forse dimentica il signor S.R., è che la telefonata tra noi è arrivata successivamente al suo commento su questo sito, in cui l’autore diceva che la nostra casa editrice non faceva un vero e proprio editing, semmai una correzione bozze. Nella conversazione che era iniziata con molta calma l’autore più volte alzava la voce dicendo che: “una casa editrice seria” dovrebbe fare un editing serio. Questo nonostante, da parte mia, veniva ripetutamente spiegato che quello ricevuto era solo il primo livello di editing e che tutti i nostri testi ricevono come minimo due interventi di editing (come poi è accaduto al libro in questione). Aggiungevo la mia sorpresa circa il mancato intervento da parte dell’editor (visto che, normalmente, la persona che se ne occupa è molto attenta e precisa, diciamo anche un po’ severa), ma che se davvero era andata così, allora c’era di che essere soddisfatti da entrambe le parti. L’autore continuava a ripetere che questo era impossibile perché lui era un autore esordiente e quindi non poteva essere così. Sottolineo che anche il Sig. Alessandro Tasciotti della Icaro Talent, già menzionato nelle precedenti comunicazioni proprio da @cuido, ci aveva segnalato che il testo era “pulito e già esaminato a dovere” da lui. Nemmeno sapere che ci sarebbe stato un successivo livello di editing tranquillizzava l’autore che continuava a mettere in dubbio a voce alta la serietà della casa editrice, finché saturo dei continui attacchi urlati, ho usato esattamente queste parole: “se lei ritiene che la casa editrice non è all’altezza di gestire il suo manoscritto, le lascio la possibilità di recedere dal contratto e chiudiamo qui ogni rapporto.” Apriti cielo, l’autore riprendendo a urlare usa questa frase: “Signor Fabiano, io non le permetto di fare ironia! Non le permetto di dire che avrei detto che voi non siete alla mia altezza!“ e tante altre belle frasi, finché mi sono permesso di alzare anche io la voce e qui che l’autore mi ha accusato di averlo aggredito. Purtroppo, a quanto pare, nei vari obblighi di un editore esiste anche quello che l’autore può gridargli addosso e inveire, ma se lui risponde è offensivo e scortese.

Detto questo voglio ricordare, giusto per promemoria all’autore, che quando ha ricevuto il secondo editing si è affrettato a contestarlo perché in questo caso, a suo dire, l’intervento sui dialoghi comprometteva il significato del testo. Quindi, riepilogando: Se un testo è ben fatto la casa editrice deve comunque intervenire modificandone il contenuto se no l’autore ritiene la stessa poco seria, però quando segnala dei suggerimenti di modifica l’autore dice che comunque la C.E. è incompetente perché modifica il senso che lo stesso voleva dare. Segnalo, inoltre, che la frase finale dell’autore nella mail era: “Quindi, per me, una volta apportate le modifiche appena segnalate, si può dare il via alla stampa. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato alla correzione del manoscritto.” A me personalmente non sembra di riscontrare insoddisfazione da parte dell’autore.

 

Il romanzo non venne pubblicato nel gennaio 2015, quella è la data di anticipazione d’uscita sui canali ufficiali e inizio della prevendita. L’uscita ufficiale era programmata per il 24 febbraio 2015. Ovvero con due mesi di anticipo sulla data prevista contrattualmente, perché l’autore nel frattempo indicava che, secondo lui, valeva la pena lanciare in quel periodo il libro visti alcuni fatti di cronaca appena accaduti che avrebbero richiamato molta attenzione sul testo. Anche in questo caso la CE si mostrava immediatamente disponibile alla richiesta.

Circa il prezzo, giusto per precisare, non si decise al momento della stampa, ma in fase contrattuale e accettato con controfirma da parte dell’autore. Sul prezzo, confermo quanto dichiarato da S.R. Qualsiasi casa editrice che abbia una distribuzione nazionale paga una percentuale che si aggira intorno al 60% sul prezzo di copertina al distributore. Nel nostro caso specifico il 62%, ma ci sono situazioni dove si arriva anche al 66%. Se consideriamo il 62% della distribuzione e sommiamo l’8% dell’autore, i costi di stampa che sono circa il 15% del prezzo di copertina, rimane all'editore il 15% con cui deve pagare grafici, spedizioni, gestire i resi, gli editor (ah già nel nostro caso non meritano di essere pagati) e le segretarie (quelle che da noi non rispondono nel modo corretto). Ricordo a tutti, non solo a S.R. che, mentre i costi di distribuzione, stampa e personale sono fissi, i ricavi dell’editore sono “probabili” visto che difficilmente l’intera tiratura di un libro viene venduta. In questo caso specifico il reso dei testi è stato di oltre 70 copie. Quindi il probabile 15% dell’editore non è stato su 250 ma su 208 (questo solo per un dato di cronaca).

Il testo dell’autore è di 234 pagine ed è costato in fattura alla casa editrice esattamente € 3,43 a copia, ovvero se si volesse esse pignoli nel calcolo siamo oltre il 17% del prezzo di copertina. Ecco perché ribadisco quanto detto all'autore: non era possibile abbassare il prezzo del libro.

Il testo presentava numerosi errori di stampa: premesso che l’autore, anche al termine della prima correzione procedeva a inviare continue modifiche al testo, chiedendo che venissero inserite. Ricordo che i numerosi errori, segnalati anche a noi dall'autore successivamente, sono in pratica questi: una virgola mancante, una chiusura di virgolette mancante, un punto cardinale messo minuscolo mentre nel resto del libro è maiuscolo, un’espressione in lingua straniera non messa in corsivo come previsto dal nostro sistema. Non intendo dire che questi errori si dovessero fare, li segnalo per far capire quali sono i “numerosi errori” evidenziati dall’autore in un romanzo di 234 pagine.

 

Veniamo all'argomento dolente della distribuzione. La Twins Edizioni si appoggia alla distribuzione di David and Matthaus. Nel caso specifico di Mondadori, la casa editrice affida a Mondadori Retail la gestione dei suoi testi. Questi vengono registrati e poi inviati in cedola alla Sede centrale che li propone alle librerie del territorio. La casa editrice spesso, contravvenendo a quanto previsto dall'accordo, pur di dare una maggiore visibilità ai propri autori, contatta i librai anche telefonicamente suggerendo di ordinare i titoli più interessanti, ma in nessun caso può obbligarli all'ordine. Bisogna distinguere bene la differenza tra avere un libro in distribuzione e averlo a disposizione nella libreria. Tra l’altro con la Mondadori non sappiamo esattamente a quali delle loro librerie è fornito il testo, perché non ci viene segnalato (spesso nemmeno su insistente richiesta). Sappiamo solo se è disponibile presso il loro magazzino centrale.

Con le Feltrinelli c’è la differenza che a decidere se ordinare o meno un titolo è il responsabile libri o il direttore della libreria.        

Queste premesse solo per spiegare meglio quanto segue.

Nessuna libreria Feltrinelli consente di ordinare un libro al telefono, perché l’ordine di un testo non ritenuto interessante dalla stessa libreria (e quindi non ordinato) prevede un acconto, che se non vado errato è di € 5,00. Ci sono dei casi in cui viene accettato l’ordine telefonico, ma solo quando questo viene richiesto da un possessore di carta Feltrinelli più.

Il mio ex autore invece ha proceduto a una serie continua di telefonate alle librerie Feltrinelli per chiedere se fosse possibile ordinare il libro da loro. I negozi segnalati mi hanno risposto di aver comunicato che non si potevano fare ordini telefonici, però a dire dell’autore, mentre a noi il responsabile dava questa giustificazione, le librerie a lui dichiaravano che il testo non era acquistabile perché noi non eravamo distribuiti o sconosciuti. Che possano esserci librerie sul territorio che non ci conoscono penso sia normale, ma giusto per la cronaca il fatturato della nostra casa editrice ha ogni anno un minimo del 19% tramite il canale laFeltrinelli e tutti voi potrete verificare che ogni anno siamo tra le case editrici che fanno più presentazioni nelle loro librerie, anche questo mi sembra difficilmente compatibile con quanto dichiarato. Sia chiaro, con questo non voglio dubitare della parola dell’autore, dico solo che mi sembra una cosa strana.

Circa le Mondadori, il testo è entrato regolarmente in catalogo il 17 febbraio 2015 (una settimana prima dell’uscita ufficiale), solamente che, per un certo periodo il testo risultava censito unicamente nel catalogo cedola e non in quello generale, quindi non era ordinabile direttamente, la Mondadori ha risolto il problema sbloccando il titolo a seguito di nostra segnalazione. Successivamente “sembrerebbe” che nelle Mondadori dirette ci fossero dei problemi di approvvigionamento, dico sembrerebbe  perché da Segrate a noi è sempre stato risposto che non c’erano problemi.

Circa le numerose risposte negative da parte dei librai posso solo confermare che telefonicamente anche io ho trovato non poche resistenze chiedendo il testo, alcune librerie addirittura mi hanno chiesto se ero sempre il solito che chiamava per chiedere e che avrei dovuto passare per ordinarlo di persona, posso però confermare che i tre tentativi di acquisto fatti fisicamente in libreria sono andati tutti a buon fine, esperimento fatto in prima persona. Tutte e tre le volte il libro è stato acquistato dopo un ordine con arrivo in libreria entro due giorni. In alcuni casi mi è anche stato fatto notare che il titolo sembrava un po' troppo diretto e colorato e quindi forse per quello non veniva preso in considerazione (evito commenti a riguardo, ma è una risposta reale).

Mi stupisce anche la situazione evidenziata su Viareggio visto che la libreria in questione, da me sollecitata insistentemente a seguito delle comunicazioni riportate dall'autore, sostiene di aver ordinato il testo subito dopo la richiesta dello stesso da parte di un cliente. Dalla successiva comunicazione del canale di vendita risulta che quella libreria ha venduto 15 delle 20 copie fornite dal magazzino centrale. Sorprendente è che nel rendiconto balza all’occhio una nota: “venduti tra il 15 luglio e il 30 dicembre 2015”. Strano per un libro che in estate "si sostiene" non essere presente in quella libreria.

Aggiungo che sia il canale Librerie Mondadori che quello di laFeltrinelli (purtroppo) non sono di proprietà mia, sono catene libraie di proprietà terze e le loro sedi non apprezzano il contatto diretto con i loro punti vendita da parte degli editori. Chiedono che le segnalazioni di problematiche avvengano solo tramite la loro sede centrale. Non è la prima volta che vengo personalmente richiamato perché di fronte a problemi contatto direttamente la libreria in questione e, in un caso preciso, ho rischiato anche la revoca di un accordo per la mia insistenza nel lamentare un problema. Quindi tutte le segnalazioni inviate dal S.R. sono state riportate immediatamente a chi di dovere che ha risposto comunicando che non c’erano anomalie, quindi è vero che io ho detto all'autore che si sarà trattato di qualcuno che in libreria non ha risposto nel modo corretto, perché non saprei cos'altro dedurre. David and Matthaus è Fornitore Master di laFeltrinelli e di Mondadori Retail dal 2013.

Circa il problema del canale laFeltrinelli, di cui fa memoria Il signor S.R., è reale e la mail che ha ricevuto è stata inviata a tutti i nostri autori, non a lui in esclusiva, a seguito di quanto indicatoci dalla catena libraria.

laFeltrinelli non ordina i nostri testi per mail, ma tramite sistema Arianna, quindi difficilmente possiamo rispondere a una libreria per un ordine del testo, pertanto la segnalazione che ci venne fatta dall’autore circa la lamentela del libraio sulla preoccupazione per il rischio di non ricevere i testi non solo ci è sembrata improbabile, ma a seguito di nostro contatto con lo stesso S.C. ci venne indicato che forse si era trattato di un errore, ma visto che a distanza di due anni vedo che viene ancora evidenziata, mi sono premurato questa mattina di rimandare a questa persona una richiesta di chiarimento, chiedendo di verificare (cosa possibile sul loro sistema) quando avrebbero proceduto a farci un ordine del libro senza l’evasione dello stesso. Sarà mia premura inoltrare la mail di risposta all’autore, nel caso non ricevessi risposta inoltrerò nuova domanda al signor C.S. mettendo per conoscenza l’autore.

Circa il presunto ritardo nostro nel mandare segnalazioni per la lentezza di Mondadori o per avere una rendicontazione più rapida, sarebbe bello allegare qui tutte le comunicazioni inviate da parte della CE ai vari soggetti, ma non penso cambierebbe molto ho ben capito che secondo il mio ex autore nella nostra casa editrice si sta immobili aspettando i venti.

Mi stupisce l’enorme numero di mail che lo stesso dice di averci inviato, io purtroppo ammetto di trovarne molte meno di quelle indicate, però avrà sicuramente ragione lui.

Ricordo inoltre una bella frase di S.R. al termine della presentazione in Feltrinelli via Appia: “Ringrazio poi il mio editore che è qui presente, per il lavoro fatto.” (A questo punto mi domando per quale lavoro mi ringraziava?)

 

A chiusura di questo lungo e noioso intervento riepilogherei così:

La casa editrice ha proposto una pubblicazione gratuita, è stata fatta, anticipando l'uscita di oltre due mesi come da richiesta dell'autore. L’autore è insoddisfatto perché noi non abbiamo ritenuto opportuno che il testo dovesse essere rifatto, cosa di cui io sono ancora convinto. Poi l’autore, nel secondo editing, si è arrabbiato perché volevamo modificare il testo. In segno di protesta ha ringraziato per il lavoro svolto da tutti.

Abbiamo promesso una tiratura di 250 copie è stata realizzata e distribuita. A fine rapporto ne sono state vendute circa 180 copie, abbiamo ricevuto resi da tutti i canali di vendita, comprese le Feltrinelli ben 19 copie (strano per delle librerie che non riuscivano a ordinare il testo) e le Mondadori esattamente 44 copie (restituiscono quello che non hanno ricevuto, mah?) Così come da IBS e Amazon, mi viene da pensare che forse il libro sia stato regolarmente distribuito.

Se un commesso di una libreria dice una cavolata la colpa è dell’editore (forse qualcuno dimentica che l’editore vive dei libri venduti, quindi è forse il primo ad avere il desiderio se non l’esigenza della vendita). L’autore ha il diritto di gridare contro l’editore, ma se l’editore non sussurra le risposte è maleducato, così come se replica a illazioni è scortese. Infine la cosa più grave: deve pagare entro il 30 aprile, ma nella speranza di poter dare un conteggio preciso paga il 4 maggio. Giusto come ciliegina dopo aver saldato i conti con l’ex autore abbiamo ricevuto un nuovo reso da parte di Mondadori che avendo un doppio magazzino (Verona e Rimini) ci ha reso altre copie che erano invece state conteggiate vendute.

Potrei aggiungere di come si è opposto a modificare la posizione dei testi in copertina, o di come non ha accettato suggerimenti sulla sostituzione dell'immagine proposta. Potrei raccontare con calma le due presentazioni rifiutate nell'estate del 2015 una presso L'Isola del cinema nello spazio Caffé letterario, ma sono certo che la controreplica non finirebbe mai, quindi mi fermo qui e ripeto non ho intenzione di portare avanti una polemica sterile. La fortuna del mio autore è che ora è libero di muoversi come meglio desidera e cercare referenti più idonei. Dal canto mio mi rendo conto che c'é una brutta cosa in tutto questo. Un autore può permettersi di segnalare chi ha investito su di lui mantenendo fino all'ultima virgola i patti contrattuali e accettando anche tutte le richieste. Manca uno spazio in cui gli editori possono raccontare e segnalare gli autori che a loro modo non si comportano adeguatamente. Ma alla fine non serve perché certi comportamenti demotivano sempre più la scelta dell'esordiente a chi questo lavoro lo vuole fare in modo onesto e senza imbrogliucci vari.  

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Reagan e Gorbacev parlarono di meno. Può sembrare inopportuno il mio commento, ma è solo per sdrammatizzare. Non voglio entrare in merito su cose che non conosco. Quello che però non capisco è, come può un autore non conosciuto (ovvero sconosciuto) proporsi con un romanzo, al pari prezzo di uno noto o addirittura "famoso". Ho sbirciato, il suo catalogo, signor @Giovanni Fabiano e non ho potuto fare a meno di notare qualche  libro a 19 euro con  250 pagine. Gli altri con minor pagine, ma con la stessa proporzione.. Stampe e distribuzioni onerose, sicuramente la fanno da padrone. Ma a mio modesto parere, per un emergente è molto vincolante.Io ho una libreria, (edicola/libreria) e per la mia esperienza da commerciante, il pari prezzo distrugge l'autore emergente. Sono andato fuori tema dalla discussione, ma forse è meglio così. Bulzi Paolo.

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@delon posso essere d'accordo su parte del suo discorso, Le garantisco che non mi piace per niente essere in una discussione come questa, ma sono stato tirato in ballo, altrimenti non è proprio nelle mie corde partecipare a queste polemiche. Per quanto riguarda il prezzo dei libri mi trova perfettamente d'accordo, ma continuiamo a essere una casa editrice che punta alla qualità e proporre testi fatti male non ci piace. Esistono modi per abbassare il prezzo, ma il risultato finale è davvero poco apprezzabile. Purtroppo il resto non lo facciamo noi, ma gli oneri della distribuzione. Finché su un libro questo costo supera ampiamente la metà del prezzo finale di vendita non ci saranno alternative. Giusto per curiosità posso darle una chicca: per una strana coincidenza i nostri libri più venduti costano più di € 16,90 e quelli da € 19,90 la fanno da padrone, sono gli unici con cui non si è mai fatto flop. Al contrario i meno venduti sono tutti sotto gli € 12,90.   

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ciao a tutti, ho avuto oggi una lunga conversazione telefonica con Giovanni Fabiano, e abbiamo scoperto che circa 15 anni abbiamo anche collaborato insieme. ci siamo scambiati delle considerazioni sul lavoro di editore e di libraio. ci sarebbero davvero tante cose da spiegare in questo blog, soprattutto per far capire agli aspiranti scrittori a cosa vanno incontro (io sono uno di questi, ma ho anche una certa conoscenza del settore). ho già scritto in un altro post chi possiamo, secondo me, chiamare editore. editore è chi investe il proprio denaro e il proprio tempo su un libro. e' colui che di norma paga un anticipo allo scrittore e gli riconosce i diritti sulle vendite. Stop! Tutti gli altri non sono editori (chi richiede contribuiti di qualsiasi tipo). ora alla mia precisa domanda se David&Matthaus richiede un qualche tipo di contributo agli autori Giovanni mi ha risposto: no e non l'abbiamo mai fatto. Questo fa di loro degli editori. Per finire, ho avuto modo tramite writerdreams di conoscere David&Mattahus, mi ha presentato qualche titolo che ha in catalogo e ho ordinato per ora un titolo sulla vicenda Emanuela Orlandi. E' quello che sostengo da tempo con gli editori. Fatevi conoscere dai librai così avremo la possibilità di tenere i vostri libri e venderli. Spero di non essere uscito di tema.

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Sono basito per quello che ho letto. Pensavo che, dopo il danno, non tentassero di rifilarmi anche la beffa. Allora andiamo un po' più a fondo.

Una prima impressione: la lunghezza dei commenti di G.F (d'ora in poi: F.), la ridondanza delle frasi, i molti segmenti potrebbero far pensare a un nero di seppia soffiato negli occhi di chi legge, e arricchito dalle lodi alla casa editrice (questo ci sta, fa parte del gioco). Ma quello che trovo incredibile è che F. invece di rispondere con precisione a ogni punto da me sostenuto abbia tentato di fare la vittima. Anche la mia risposta sarà lunga. Ma sarà di nuovo dettagliata. E giuro sulla mia dignità che non una delle cose che riferirò è falsa.

 

Prima le cose più importanti.

 

F. scrive che io ho "dimenticato un sacco di particolari", che avrebbe "inserito una risposta altrettanto dettagliata", perché stava "controllando tutte le mail e le varie conversazioni".

Dopo aver specificato in più punti che la sua risposta sarebbe stata altrettanto dettagliata, scrive però, riferendosi al proprio commento: "Il testo a seguire purtroppo non riporta nemmeno tutti i dati, ma ho cercato di trattare solo quello che riuscivo. Per fare la ricerca delle mail e di tutte le carte varie ci ho messo troppo tempo e credo che difficilmente continuerò su questa bacheca, a trattare domande e risposte su questa storia che ritengo davvero senza alcun senso".

Io invece credo che un senso ce l'abbia e come - intanto il mio - e che sarebbe il caso di investire quel tempo che lamenta di non avere per difendere con chiarezza la casa editrice, perché ne va della sua immagine. Dove sono le mail dichiarate? Le cerchi per cortesia, siamo impazienti di leggerle, ne vale la pena. Mi auguro che Lei non creda che il suo tempo sia più prezioso del mio.

 

Presentazioni rifiutate

 

Su questo aspetto avevo sorvolato perché non era uno di quelli che mi premeva di più né volevo scrivere un post chilometrico né essere cheap. Ma basta chiedere.

F. scrive che ho rifiutato due presentazioni da lui propostemi. La prima era a Roma presso il caffé letterario dell'Isola del cinema, sul lungotevere, ad agosto, di notte. Ora, avevo già presentato il libro in due sedi romane, una Feltrinelli e una Mondadori; perché tenere una terza presentazione ancora a Roma, dopo che F. mi aveva annunciato una serie di presentazioni in tutta Italia? Il volantino delle presentazioni stampato dalla casa editrice recitava, in alto, a caratteri cubitali: TOUR. Che bella figura con chi ha visto la locandina sui vari social ma, nei mesi, è venuto a sapere che il romanzo dopo le presentazioni si trovava solo nelle librerie in cui lo avevo presentato, e da luglio alla prima decade di ottobre è risultato impossibile ordinarlo sia con Feltrinelli che con Mondadori, e che di presentazioni, oltre alla terza avvenuta a Firenze presso Ireos in data 11-04-'15, non ce ne sono state altre. Ora, se quello che io sto sostenendo fosse falso, perché scrivere TOUR su un volantino per quattro presentazioni di cui tre a Roma? I luoghi in cui secondo F. avrei potuto tenere le presentazioni:

 

- Puglia

- Emilia Romagna

- Milano (presso LaFeltrinelli o la Mondadori)

- Viareggio (città a 9 Km di distanza dal mio paese natio; prima in un posto, e non se n'è fatto niente, poi in un altro, e anche in quello non se n'è fatto niente).

 

Quante ne ho tenute di queste presentazioni? Nessuna. L'altra presentazione che ho rifiutato era un aperitivo a pagamento presso uno stabilimento balneare di Viareggio, verso le 18.00, con orde di adolescenti o bambini urlanti che lappano gelati o curiosi di passaggio in ciabatte cui non avrei certamente potuto chiedere di tenere la voce bassa.

E F. , dopo aver specificato che avevo rifiutato le due presentazioni (chissà come mai ha omesso di parlare della seconda), scrive "mi fermo qui, non ho intenzione di portare avanti una polemica sterile". Capito? Una polemica sterile.

 

 

Editing

 

In un commento di F. sul thread di Twins edizioni del 3 dicembre 2014 a F. "pare di ricordare" di avermi detto: "questo è solo il primo dei due livelli di correzione ed editing... dopo aver sentito l'editor le farò sapere".

Quindi non mi aveva inizialmente negato l'editing (contenutistico) con recisione, ed ecco perché, in data 6-12-'14, come da lui dichiarato, gli ho scritto una mail per avere un chiarimento. Ma, ahinoi, il testo qua menzionato da F. è parziale. Egli dichiara che gli "pare strano che, dopo avermi annunciato che non ci sarebbe stato l'editing, io gli abbia scritto una mail per chiederne conferma".

Questo il testo integrale della mia mail:

 

*Editato dallo Staff*

 

F. mi risponde il 9 dicembre. All'interno della mail scrive: "Ribadiamo quindi che le due fasi di revisione non rientrano nella categoria “CORREZIONE” perché non prevedono la sola correzione bozze, ma rappresentano una vera e propria verifica (anche strutturale) dell’opera".

Ora, io credo che siano stati sovrapposti con troppa facilità e poca chiarezza i termini come "revisione", "correzione" e "editing",.

Non importa che lei, i revisori/correttori e il signor A.T. pensaste che il libro non aveva bisogno di editing. Ribadisco che secondo me un editore dovrebbe parlare di editing specificando sempre di che tipologia si tratta, a chiare lettere, senza sinonimi, ma soprattutto prima che un autore firmi il contratto, non dopo.

Può rispondere adesso, sig. F.? Con "editing sulla sostanza" (altra espressione da Lei usata nella mail di cui sopra) intendeva editing contenutistico? Le ricordo che in italiano con questa espressione si intende: "L'Editing contenutistico
 si concentra, appunto, sul contenuto: risveglia un ritmo narrativo lento, dà vivacità ai dialoghi, interviene sulla caratterizzazione fisica e psicologica di personaggi “spenti”, controlla la logica della trama riorganizzando, se necessario, l’intreccio" (preso da Internet).

Può dichiarare se attualmente il suo team lavora in tal senso (editing sui personaggi, sui dialoghi [ma non solo qualche parola, bensì su dialoghi interi], sulla struttura del plot) o se vi ha lavorato in passato? Grazie.

 

F., nella fase del suo commento che definisce "ricapitolazione", riporta due frasi attaccate. La prima: "L'autore è insoddisfatto perché noi non abbiamo ritenuto opportuno che il testo dovesse essere rifatto" (un "testo" viene "rifatto" per il sig. F., non editato), e subito dopo aggiunge: "Poi l'autore si è arrabbiato perché volevamo modificare il testo", compiendo una mistificazione, tentando di farmi apparire come contraddittorio.

Ma questi sono i miei toni usati con L.C. - che si è occupata della revisione/correzione del mio romanzo - in una delle mie mail, quelle del 6-12-2014, ore 18.57:

 

"Gentile Laura,

intanto la ringrazio di nuovo per il suo lavoro. Mi è piaciuto come è intervenuta su certe parole, e le sono grato. Le scrivo anche qualche dubbio... ... Proporrei di usarlo... ... Ma, se non lo ritiene opportuno, forse potremmo iniziare... ... Che ne dice? ... ... Ma a mio avviso... ... Che ne pensa? ... ... Preferirei lasciarlo senza il... ... ".

 

Questo è quanto ero "arrabbiato". Di nuovo chiedo a F. di dimostrare il contrario con prove concrete, che qui del "la mia parola contro la tua" ci siamo stancati tutti/e.

Le altre correzioni che ho rifiutato - non credo suggeritemi da L.C, ma da un'altra impiegata della c.e., anche se di questo non sono certo - riguardavano dei congiuntivi e degli indicativi assolutamente corretti (sic!) e la correzione del complemento di termine "cui": non ricordo la frase esatta, ma ricordo bene il modo in cui lo avevo utilizzato, cioè, un esempio a caso: "ripensava all'editing contenutistico cui aveva dovuto rinunciare"; mi venne scritto che quel "cui" era un errore e che andava aggiunta una "a", cioè "a cui", mentre entrambe le forme sono corrette, ma forse la persona di riferimento questo lo ignorava.

I suggerimenti di modifica sui dialoghi a mio avviso erano altrettanto superflui e riguardavano pochissime parole, e avrebbero interrotto l'essenza di uno scambio tra due protagonisti.

 

Io non riesco a credere che F. si stupisca dei miei ringraziamenti alle persone che si sono occupate del romanzo (correzione/revisione), nonostante fossi contrariato nei suoi riguardi.

Ho ringraziato perché sono una persona rispettosa del lavoro altrui, e le scelte della direzione non dipendevano certo dallo staff che aveva lavorato alla correzione/revisione. Che avrei dovuto fare? Siccome avevo discusso con Lei, allora avrei dovuto mostrarmi freddo o sprezzante anche con chi aveva lavorato al mio romanzo? Ma non credo proprio. Riconosco il valore e il significato del lavoro altrui, quando svolto onestamente e con gentilezza.

 

E quando ho ringraziato anche Lei durante la presentazione presso LaFeltrinelli in via Appia (20 marzo 2015), non si dimentichi che ci eravamo scontrati soltanto sull'editing. E per me una rondine non fa primavera. Ma poi è arrivata l'estate, e la situazione si è rivelata in tutta la sua drammaticità.

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Sovrapposizione David&Matthaus/Twins Edizioni

 

F. Scrive sopra: "D&M e Twins Ed. sono sempre state due case editrici separate... La Twins si appoggia alla distribuzione di D&M".

Si appoggiava o ancora si appoggia? Visto che ne parla al presente, ma poco dopo aggiunge: "Alcuni mesi fa, quando la Twins Edizioni ha interrotto la sua attività per problemi interni, D&M ha deciso di rilevare il marchio e i contratti in essere trasformando il progetto in una collana denominata DM Twins". Può chiarire questo punto?

E' per questo che sul sito Mondadori in data 12-04-'15 il mio romanzo viene definito edito da David&Matthaus? E' per questo che in data 14-05-'15 il mio romanzo viene definito edito da David&Matthaus sul sito Feltrinelli? (Screenshot a disposizione)

 

La pubblicazione di svariati errori di stampa

 

F. non dovrebbe sbilanciarsi in maniera così categorica perché, di nuovo, scripta manent, e altro che qualche errore sulle virgolette e i punti cardinali maiuscoli... Volutamente non tengo una copia del romanzo in casa, ma nei prossimi giorni ne recupero una e ci rivediamo qui, con l'elenco esatto degli errori (non certo sottigliezze).

 

Copertina

 

F. scrive: "Potrei aggiungere di come si è opposto [il sottoscritto, S.R.] a modificare la posizione dei testi in copertina".

Il 02-07-'14 ricevo una mail da A.T. della Icaro Talent che mi dice che ha intenzione di presentare il mio romanzo alla David&Matthaus, e aggiunge: "ogni intervento sarà a cura della David&Matthaus: correzione, stampa, copertina, distribuzione".

Successivamente parlo al telefono con F. che, invece, mi specifica che della copertina dovrò occuparmene io. Così ingaggio prima un fumettista di fama nazionale (sta attualmente realizzando le vignette per L'Espresso); la mia idea era una copertina per metà foto e per metà fumetto. Senza nemmeno vederla, F. mi dice che difficilmente accetterà di usare il fumetto per una copertina di un suo libro. Allora, per non rischiare di perdere il budget, rinuncio al progetto e ingaggio un grafico e una fotografa; realizziamo una bella copertina, ma mi viene chiesto di modificare la disposizione del font, tra le altre cose con un'alternativa spiacevole e a mio avviso dilettantesca. Ho rifiutato, sì, perché il nostro lavoro era buono.

Quindi, secondo F., la copertina la dovevo fare io, a mie spese, ma doveva essere come la volevano loro. Come no.

 

Irreperibilità del romanzo

 

Questo è il punto che mi sta più a cuore. Vede, F., non mi interessano i suoi racconti su cosa sia andato storto, perché di nuovo è la sua parola contro quella di Feltrinelli e Mondadori, e non avrò mai modo di confrontarmi con loro per sapere esattamente cosa è accaduto. Quello che so, quello che ho visto con i miei occhi, è che mi era stata assicurata una distribuzione capillare in tutta la penisola, e che, per un mese e mezzo dopo le presentazioni il romanzo era presente soltanto nelle due librerie in cui ho fatto le presentazioni ma non risultava ordinabile on-line, e che dopo un inferno di telefonate, ha cominciato ad apparire anche in qualche altra libreria di Roma e a essere ordinabile sul sito di LaFeltrinelli e Mondadori, fino al 15 luglio, quando di nuovo è scomparso dai siti, fino alla prima decade di ottobre (altri tre mesi). (Ripeto che ho gli screenshot dell'intero periodo, circa uno ogni due giorni).

 

Questa la situazione a Roma (tralasciando il resto d'Italia) il 27 marzo 2015:

 

- la libreria Mondadori in via Appia Nuova 51 dice che non hanno il romanzo, e che non è possibile ordinarlo perché non hanno nessun tipo di rapporto con la David&Matthaus

 

- la libreria Mondadori in via Pollio 50 dice che non hanno il romanzo né che si può ordinare perché non conoscono nemmeno la casa editrice, e quando gli ho fatto presente che la medesima è distribuita anche da Mondadori, mi hanno detto che non è vero

 

- la libreria Mondadori in viale Marconi dice che non hanno il romanzo e che non sanno se, ordinandolo, arriverà, né quando

 

- la libreria Mondadori in via Piave dice che, dalle loro ricerche, non gli è stato possibile nemmeno capire chi fosse l'editore

 

dicono che non si può nemmeno ordinare, le Feltrinelli in:

 

- via Orlando,

 

- via del Corso

 

- Piazza Colonna

 

- viale Giulio Cesare

 

- viale Libia

 

- viale Marconi

 

(Questa è una mail che inviai in quella data alla casa editrice).

 

E F., dopo le sue spiegazioni, se ne esce con: "Mi viene da pensare che il testo sia stato regolarmente distribuito". A me viene da pensare che non ci siano parole.

 

Un utente/libraio sopra ha commentato: "Se i librai non conoscono l'esistenza di questo libro non lo ordineranno mai! Dunque che una casa editrice abbia contatti di distribuzione è un bene, ma deve anche promuovere il libro verso i librai che sono gli unici che possono ordinarli. Se non lo fa, niente libro in libreria".

A tal proposito, F. asserisce: "La casa editrice spesso, pur di dare una maggiore visibilità ai propri autori, contatta i librai anche telefonicamente suggerendo di ordinare i libri più interessanti".

Ora, F., può dichiarare qui in che modo ha promosso il mio libro nelle librerie? Dove? Aveva agenti che lo presentassero? Ha mandato cataloghi ai librai? Quello "spesso" ha riguardato anche il mio romanzo? E potrebbe rispondere, cortesemente, non con fiumi di parole, ma "sì" o "no"? Può fare il nome dei librai o punti vendita presso cui l'ha promosso?

Non è che La Mondadori a Viareggio aveva i libri da vendere da luglio in poi (quando nel resto del paese era impossibile ordinarli on-line) perché io le avevo raccomandato quello store (fondamentale in quanto a pochi chilometri dal mio paese natale) e lei, da loro, si era fatto sentire? E' una domanda vera, non un'illazione. Aspetto le sue risposte.

Uno dei modi in cui la casa editrice aveva pubblicizzato l'uscita del romanzo era su un sito in cui, nella stessa pagina, in un riquadro accanto, si leggeva un'inserzione sexy per signori che cercavano compagnia, e nemmeno con un linguaggio troppo elusivo. Lo feci presente a F. e gli chiesi gentilmente di togliere il banner pubblicitario del romanzo da quel sito.

 

F. aggiunge, riguardo all'irreperibilità del mio romanzo: "In alcuni casi mi è stato anche fatto notare che il titolo sembrava un po' troppo diretto e colorato [si dice "colorito", sig. F.] e per quello non veniva preso in considerazione (evito commenti a riguardo)".

Ma dico io, ma come si fa a rispondere con un'argomentazione del genere? Perché allora non me l'ha detto prima? Perché ha accettato di pubblicarlo con quel titolo senza mai sollevare l'argomento? Mi risponda, prego.

 

F. aggiunge, sempre riguardo all'irreperibilità del romanzo: "E tutti voi potete verificare che siamo tra le case editrici che fanno più presentazioni nelle loro [di Feltrinelli] librerie, anche questo mi pare difficilmente compatibile con quanto dichiarato [da me, S.R.]".

Cosa c'entra che siate tra le case editrici con più presentazioni? Chi ha detto nulla di quello? Come sarebbero legati logicamente i due fenomeni? Lei ha detto che "spesso" contatta i librai telefonicamente per farsi conoscere. E quello "spesso" non significa "sempre", significa che qualche volta non avviene. E quindi mi pare più che legittimo che io le stia rivolgendo queste domande.

 

Una cosa che invece Le chiedo di non fare è di attribuirmi pensieri e parole che non sono miei, come: "Secondo il nostro autore [il sottoscritto, S.R.] si sta [la casa editrice] immobili aspettando i venti".

Chi ha mai detto una cosa del genere? E' stato un lapsus da parte sua? Una proiezione? Perché io nei miei commenti ho solo fatto presente la situazione, lo stato delle cose, senza attribuire indolenza a nessuno. Le ragioni per cui il mio romanzo non è stato disponibile né ordinabile così a lungo potrebbero essere le più svariate, e non antitetiche al dinamismo.

 

Inoltre, quando io e un'altra decina di persone abbiamo contattato gli store per chiedere se il romanzo fosse disponibile o ordinabile, i vari commessi ci hanno tenuto in linea molto a lungo per compiere ricerche approfondite e chiedere anche ai colleghi o dirigenti nelle vicinanze. Quindi non ci provi nemmeno a dire che forse abbiamo avuto risposte negative perché il nostro modo di chiedere era sbagliato. Il libro non si trovava né era ordinabile, e più del 90% dei 47 punti vendita interpellati svariate volte hanno negato di avere rapporti con voi e di conoscervi. 

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Vittimismo

 

F., il giochino di rovesciare la frittata per fare la vittima è piuttosto riconoscibile e, a mio avviso, controproducente.

Sue parole: "Pubblicavo anche esordienti che invece di comprendere le difficoltà di questo settore e cercare di essere collaborativi con la c.e. attaccano in modo gratuito chi ha avuto coraggio di rischiare".

Ma è uno scherzo? Adesso gli autori devono tenervi la manina perché il vostro è un mondo cattivo e voi avete il coraggio di rischiare? Ma per me questa è un'affermazione tragica. Se non le piace rischiare - che è l'essenza del suo lavoro di imprenditore - perché non sceglie qualcos'altro? Chi la obbliga?

Io non sarei stato collaborativo? Dopo aver realizzato la copertina, aver telefonato e scritto e ritelefonato ai 47 negozi per sbloccare la situazione (per il bene di entrambi), dopo aver insistito con il responsabile eventi di LaFeltrinelli per ottenere la presentazione in via Appia Nuova a Roma? Incredibile. "Attacchi gratuiti?". Dev'essere uno scherzo.

 

G.F. scrive sopra, a un altro utente del forum: "Le garantisco che non mi piace per niente essere in una discussione come questa, non è proprio nelle mie corde partecipare a queste polemiche". E anche: "di solito evito di intervenire il polemiche, specie quando non hanno basi reali", come se avesse un atteggiamento serafico (wtf!)

Accadeva spessissimo nei nostri contatti telefonici che il sig. F. mi raccontasse quale litigi aveva avuto con il tal autore o con il tal libraio o con l'altro, diverbi che definiva "sanguigni, molto accesi". E io me ne chiedevo la causa, e mi sono dato due spiegazioni: la prima è che volesse inviarmi un messaggio, cioè: "guarda che se arriviamo a litigare io sono tosto", oppure che gli piacesse semplicemente vantarsi di queste interazioni. Non sono riuscito a trovare di meglio. Vuole aiutarmi Lei, F.?

Ci siamo sentiti telefonicamente per circa un anno, e in quel periodo, oltre ad aver litigato con me, ha litigato furiosamente con un libraio di Viareggio, e discusso con S.C., responsabile eventi Feltrinelli, perché F. gli aveva taciuto che la presentazione da loro era la seconda (Feltrinelli sull'Appia Nuova accetta solo prime presentazioni). Ora, io non sto dicendo che F. abbia intenzionalmente tenuta nascosta la notizia a S.C., ma l'unica altra possibilità è che se ne sia dimenticato - e anche questo non mi piace affatto - eppure, come diceva lui stesso sopra, la c.e. tiene un sacco di presentazioni da Feltrinelli, e quindi ne dovrebbe conoscere il modus operandi. Ho scambiato qualche parola con il sig. S.C. prima di andarmene dalla libreria, ed era assai arrabbiato.

Queste la sue mail integrali, rispettivamente di qualche settimana prima, e a pochi giorni dalla presentazione da Feltrinelli:

"Buongiorno Silvio,

mi scusi se non ho risposto subito.

Preferisce Appia perchè ha una rete di conoscenti e amici in zona? Ha già contattato qualcuno per presentarlo?

Solitamente se ne occupano gli uffici stampa dell'autore. Il lancio per un autore esordiente è fondamentale.

Grazie

Saluti

 S. C."

 

"Buongiorno Silvio,

puoi sensibilizzare il tuo editore per farci mandare le copie che il nostro direttore aveva richiesto, perché non vorrei ritrovarmi senza copie il giorno dell'evento, visto che la casa editrice non gli ha nemmeno risposto... ".

 

F. ha raccontato la sua versione della nostra disputa telefonica riguardo l'editing. Ora racconto la mia:

Dopo lo scontro qua su Writer's dream, F. mi telefona. Ne ero quasi felice perché volevo appianare la disputa, ma presto mi sono reso conto del perché mi aveva chiamato. Era impossibile finire un concetto. Mi interrompeva in continuazione alzando la voce, ho anche tentato di spiegarglielo con calma, ma non c'è stato niente da fare. Io credo fosse una telefonata di rappresaglia per quanto avevo osato scrivere su questo forum. Gliel'ho chiesto apertamente: "Questa è la rappresaglia per aver scritto su Writer's dream?". E' rimasto in silenzio per qualche secondo.

Quando di nuovo ha tirato fuori l'aut-aut ("o così o rescindiamo il contratto"), allora i toni si sono scaldati. Quanto vorrei poter disporre della registrazione di quella telefonata e poterla esibire qua. E' per me quasi comico che F. abbia tentato di presentare se stesso come la vittima e me come l'aggressore. Ma se tanto mi dà tanto, prima o poi ci saranno altre testimonianze sul forum.

F. scrive: "Altro particolare che forse dimentica il sig. SR è che la telefonata tra noi è arrivata successivamente al suo commento su questo sito".

E chi ha detto il contrario? Dove?

 

Come dicevo sopra, con XX (proprietario della libreria la Vela, a Viareggio) F. ha avuto uno scontro telefonico molto violento. A dicembre del 2015, lo sono stato a trovare per presentarmi e scusarmi. Era ancora furibondo, dopo mesi.

Anche nella suddetta libreria non si riuscivano ad avere le copie del romanzo. Eppure quel signore mi aveva assicurato telefonicamente, più volte, di aver fatto un ordine.

Dopo più di un mese di chaos, telefonate, toni concitati, F. mi dice tranquillamente (senza una parola di scusa) che quel libraio doveva ancora dei soldi alla casa editrice, e che per questo, finché non avesse pagato i debiti, non gli avrebbero inviato altri libri.

Di nuovo, non sto sostenendo che F. mi tenesse all'oscuro di questo intenzionalmente. Magari non lo sapeva nemmeno lui. Ma allora, diamine, avrebbe dovuto sincerarsi subito della situazione pagamenti con quella libreria, e chiedersi - o chiederlo al suo personale che si occupa di spedizioni e pagamenti - se forse i libri non gli arrivavano perché non gli erano proprio stati spediti.

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On 14/2/2017 at 00:55, Giovanni Fabiano dice:

E poi c'è un ultima cosa. Ma sì può sentire, dopo che è stato giustamente detto (da chi i libri li vende al pubblico) che un prezzo troppo alto danneggia un esordiente, si può sentirsi rispondere che la c.e. vende poco i romanzi a € 12.50 e molto quelli a 19.90? E dai, su.

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Sulla questione @Cuido e David and Matthaus:

  • preso atto di quanto sopra e non intendendo andare oltre in una polemica che ritengo abbia stufato davvero tutti, ma se così non fosse posso garantire che ha stufato me; 
  • visto che la vicenda è, in pratica, una chiara insoddisfazione nei nostri confronti da parte di un autore che elenca "prove certe" dichiarandole per iscritto.

Ho deciso di procedere, non in un giorno o una settimana, ma con tutto il tempo necessario, e coinvolgendo tutte le librerie citate dall'autore, nonché le due catene librarie e l'agente letterario menzionato dal signor S.R. più volte nelle risposte. Tutto questo al fine di accertare se quanto dichiarato da me, (legale rappresentante della casa editrice) che non ho bisogno di chiamarmi G.F. e nemmeno G o F, ma sono e resto Giovanni Fabiano (che risponde al numero telefonico 0721.891607 e ha come indirizzo via Flaminia 66/A - 61030 Serrungarina PU) , sia reale, e per stabilire la verità su quanto qui riportato.

Prendo personalmente l'impegno di riferire esattamente come andrà a finire questa vicenda al vostro sito aggiornandovi passo passo su ogni avanzamento. Se la casa editrice avrà dichiarato il falso su qualsiasi cosa qui scritta ne risponderò personalmente, così come se contrattualmente avesse inatteso un qualsiasi punto. Autorizzo che quanto da me qui scritto sia utilizzato come prova da chicchessia e autorizzo che gli avanzamenti di questa vicenda, che per ovvie ragioni dovrà svolgersi nelle sedi opportune, possano essere pubblicate anche dagli altri attori coinvolti. Non è mia abitudine comportarmi in questo modo, ma di fronte a una persona che ci attacca riportando dati non completi e citando presunti discorsi verbali è obbligo di chi rappresenta la casa editrice (e mi riferisco a David and Matthaus) difendere l'immagine della stessa anche a garanzia degli autori che hanno un regolare contratto in corso. Se ci sono stati errori da parte di chi ha distribuito siamo i primi a esserne colpiti, visto che l'investimento sul libro è stato interamente sostenuto dalla casa editrice, non certo dall'autore, quindi ringrazieremo S.R. e i testimoni che vorrà portarci per richiedere il danno cagionato alla C.E.

In questo post voglio ricordare che dopo 398 autori contrattualizzati, con nessuno mai si è proceduto per vie legali o si è ricevuto un'azione contro, questo solo per evitare che qualcuno leggendomi possa pensare che sia un normale comportamento di David and Matthaus o di Giovanni Fabiano. Credo sia una buona cosa per gli autori avere un sito come questo, ma non credo sia un comportamento limpido attaccare una persona o una casa editrice che ha rispettato fino all'ultima virgola un contratto controfirmato, se così non fosse l'autore ha tutte le ragioni di rivalersi contro chi lo ha ingannato.

Solo un paio di punti che davvero mi viene difficile non citare:

  • Circa gli errori, ricordo all'autore che è stato lui a indicarci per iscritto quali sono. Ho solo riportato il suo testo inviatoci via mail;
  • Mi domando, con una tiratura di 250 copie (prevista contrattualmente e più volte discussa insieme) come avrei potuto dire certe castronerie sulla diffusione capillare, quando solo le librerie Mondadori sono oltre 500 in Italia? Mi chiedo tra l'altro come lui, persona intelligente e razionale, avrebbe potuto crederci?
  • Circa la mia aggressività, a cui fa riferimento, oltre a non essere assolutamente reale lede non solo la mia immagine ma principalmente la mia dignità. Se riterrà opportuno potremo riascoltare insieme le telefonate e magari mi indicherà i punti in cui la voce viene alzata, giusto per capire se sono io o lui ad alzare il tono
  • Circa il resto non sono certo io a scrivere 
Cita

@cuido: A ottobre 2014, dopo aver inviato loro il contratto firmato, ricevo una telefonata dal sig. G.F. che mi dice che il romanzo non ha bisogno di editing. 
Io ritengo che anche il romanzo di uno scrittore affermato possa beneficiare dell'editing, figuriamoci quello di un esordiente. Il mio romanzo, comunque, senza generalizzare, ne aveva bisogno. (ecco chi lo ha detto: lei! Dove? Nel suo messaggio, quello che per sua dichiarazione ha pensato per oltre un anno prima di scriverlo)

  • Circa la mia dichiarazione sui libri più venduti, mi impegno a dimostrare al signor S.R. quanto da me sostenuto e se tale affermazione non fosse reale lo autorizzo a sbugiardarmi di fronte a qualsiasi fonte. 

 

 

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