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Sira

Respiri

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Ciao,

in generale la tua poesia mi è piaciuta. Ho trovato un po' strano lo spazio riservato al verso

 

quelli che fai

 

come se avesse importanza maggiore rispetto gli altri, mentre invece, a mio parere, non sembra.

Per il resto la trovo una poesia con la giusta musicalità, lenta e cadenzata, soprattutto grazie agli enjambement.

L'immagine della terza strofa mi colpisce molto, una lacerazione interna sospesa.

 

Personalmente penso che, con parole semplice e pur senza un'articolata metrica, i tuoi versi riescano a trasmettere in modo diretto e profondo un senso di inquietudine che colpisce il lettore facendogli assaporare, almeno per un attimo, il gelo del proprio respiro.

 

A presto,

D.

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Ciao D, grazie per il commento!

In realtà non c'è nessuno spazio. Facendo copia-incolla,

il testo appare senza spazi mentre quando viene pubblicato

si visualizzano. Non sapendolo,  ho aggiunto ulteriori spazi

che hanno prodotto ciò che hai visto.

Grazie :saltello:

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Ciao Sira, ci rincontriamo.

Inizio il mio commento sempre con l'analisi della forma delle tue poesie.

Questa volta ci vedo un Portacandela ( si dirà cosi?), ovviamente senza fiamma, la fiamma vitale, spenta probabilmente da quel leggero sospiro pieno di angoscia che distrugge tutto,toglie ogni prospettiva, di cui è permeata la tua poesia.

Questa particolare teoria del respiro, qui visto non come qualcosa che da la vita, ma bensì come un segno di liberazione, quasi un esasperato lamento dell'anima umana che cerca forzatamente di uscire dal malessere del corpo terreno, mi ricorda molto la filosofia alla base della Yoga, dove il Dio Brahmà, espirando crea i mondi;poi trattenendo il respiro li tiene in vita ; infine, inspirando, li richiama a sé e li distrugge.
Inutile farti i complimenti, perchè ormai posso definirmi un tuo ammiratore. A rileggerti! 
Anonino 

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Ciao Sira, molto belle e triste, come sono tutti i tuoi componimenti, o meglio quelli che stai pubblicando in questi ultimi giorni, e che a mio modo di vedere fanno comunque riferimento sempre alla medesima situazione, al medesimo dolore.

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É la prima volta che leggo sira. Se la sua ispirazione attuale ha la tematica che si evince dalla presente, una silloge dedicata avrebbe un suo bel dire sul mercato (vi ricordo l'esordio della Fallaci). Il mio doppio ruolo aziendale di editor e pubblisher mi fa individuare il connubio tra talento e trategia di marketing.

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Anonimo:

Ciao! Sono felice quando vedo un tuo commento,

mi piace il modo in cui esterni le sensazioni

che provi, quando leggi una poesia.

Poi se la poesia è la mia,  e se ti piace,  lo sono ancora di piu! :wub: 

 

Refusi:

Ciao! Hai ragione, Refusi, sono un pò tristi, ma per me molto terapeutiche.

E' un pò come esorcizzare il malessere quando ti assale, 

prendendolo di petto. 

Ma per fortuna non è nulla di grave  :thumbup:

 

Ciao Laura!

Non ci conosciamo ma non ti nego che ho dato una sbirciatina : Hide : al tuo sito e alla

tua pagina facebook (sono curiosissima!) per vedere di cosa ti occupi.

Ciò mi ha fatto gradire maggiormente i tuoi commenti e spero di ritrovarti ancora tra le mie poesie.

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Ospite ire70

http://www.writersdream.org/forum/topic/22103-il-lato-sinistro-del-mio-letto-%C3%A8-occupato-dalla-munnizza/

 

Ci sono respiri

che soffocano i sensi,

 

quelli che fai

 

quando il travaglio

lacera dentro

e pare non avere fine.

 

Quelli che fai,

quando abortisce un sogno.

Arrieccomi Sira, (tanto rumore per nulla ;) ):

molto bella anche questa tua poesia, intensa come sempre; mi piace molto il fatto che ti rivolga col tu al lettore, coinvolgendo tutti  e dando in questo modo un respiro (!) più ampio al brano rispetto a quello che avrebbe avuto se tu avessi usato la prima persona; è la fotografia di un attimo (lungo) di dolore per il fallimento di un sogno, dolore  che rende quasi insensibili:  dal punto di vista lessicale e del significato non c’è nulla di troppo e c’è tutto quello che serve per essere incisiva; mi sono solo permessa di riscriverla (ma più per mio divertimento che per farne un consiglio per la tua poesia, cioè come mio esercizio) creando l’enjambement forte tra quelli  e che fai per far rimanere quasi senza respiro chi legge e quindi  dare più rilievo anche metrico a questi respiri difficili:

Ci sono respiri

che soffocano i sensi, quelli

che fai

quando il travaglio

lacera dentro

e pare non avere fine. Quelli

che fai,

quando abortisce un sogno.

 

(forse avrei osato anche un Ti davanti a lacera dentro). Grazie, poesia bella e soprattutto compresa perché vissuta. Ciao, a presto! ;-)

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E' bello rileggerti, Irene!  Quando si lascia un pò della propria anima,

puoi andare e tornare  tutte le volte che vuoi, ma

ogni volta che tornerai, troverai qualcuno ad aspettarti.

Io sono quel qualcuno,  e ne sono felice!

Ottimi consigli, il ti davanti a lacera mi piace.

Spezzare quelli che fai , anche, ma mi riesce difficile poi la lettura

nel suo insieme. 

Grazie ancora! :flower:

Sira

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Dunque, non è bellissima forse (non so, non capisco, non me ne intendo) ma sicuramente è molto forte.

Davvero saggia la scelta di usare il verbo "abortire", che è molto evocativo.

Pur non colpendomi esageratamente mi lascia dentro un senso di vuoto, di angoscia protratta... credo che sia quello che volevi trasmettere.

 

Che dire, è la prima volta che ti leggo, magari leggendoti altre volte capirò meglio anche quest'opera. 

Tutto sommato, è una bella poesia, riesce nel suo intento.

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Ciao Mal'chik, piacere di conoscerti!

Non credo sia necessario leggere altre mie poesie per

capire meglio questa. Hai provato, leggendola, le stesse

sensazioni che mi hanno spinta a scriverla. 

Mi dispiace non averti potuto trasmettere sensazioni positive.

Sarà per la prossima volta!     :sorry:

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http://www.writersdream.org/forum/topic/22103-il-lato-sinistro-del-mio-letto-è-occupato-dalla-munnizza/

 

Ci sono respiri

che soffocano i sensi,

 

quelli che fai

 

quando il travaglio

lacera dentro

e pare non avere fine.

 

Quelli che fai,

quando abortisce un sogno.

Ciao Siria :-)

Mi piace l'evoluzione drl riferimento al soggetto nelle due strofe alternate (quelli che fai) rende la tua poesia (di facile interpretazione) eclettica a tutti i livelli.

Praticamente così dai sempre lo stesso messaggio (perdita sconfitta)

Ma universalizzi la forbice dei destinatari.

Tutti possono immedesimarsi.

Complimenti, non è mai facile scrivere così, al cuore di tutti.

Quando ci riusciamo regaliamo compagnia, comprensione, consolazione.

Brava davvero.

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Ciao Simoanila, grazie per il passaggio! :flower:

Mi è piaciuto molto il tuo commento. E' vero, conoscere il malessere altrui

ci fa sentire meno soli,  e tutti figli della stessa vita, che a volte da ed

altre toglie. Oggi a me, domani a qualche altro fratello. E i sogni quando

muoiono non perdonano nessuno!

Un caro saluto :saltello:

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complimenti la sento molto vera questa poesia forse perché li ho vissuti tutti quei respiri nella mia vita...per me è profonda e prende..poche parole come per emanare un respiro...

Grazire Mery, ti auguro respiri "migliori"!

Ciao :flower:

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Ciao Signor padre di Jahvè,

grazie del passaggio e del commento!

Quindi se ho capito bene la troveresti più

interessante così:

 

Ci sono respiri che soffocano i sensi,
quando il travaglio lacera dentro

e pare non avere fine.
Quando abortisce un sogno.

 

Se è così che intendevi, non è affatto male, ma 

mi sembra monca la chiusa, a differenza della

prima parte che invece la trovo molto interessante.

 

Grazie mille!

Ciao

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