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Ospite Signor Ford

Sillabe di Sale Editore

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Ciao, 

a me è appena arrivata una risposta positiva alla prima valutazione. Mi hanno inviato una bozza di contratto dove però trovo questo paragrafo:

 

14 – OBIETTIVO MINIMO DI VENDITA
Gli autori, valutate attentamente le loro capacità di vendita e di diffusione dell’Opera, in concerto
con la Casa Editrice
(quindi nel computo delle copie saranno considerate anche quelle
vendute direttamente dall’Editrice) si impegnano, nel termine di 120 (centoventi) giorni dalla
data di effettiva messa in commercio
(comunicata da parte dell’Editrice all’ISBN e al registro dei
libri posti in commercio, comunicazione che verrà inviata in copia all’Autore), al raggiungimento
dell’obiettivo di vendita di numero 120 (centoventi) volumi. Qualora non venisse raggiunto
detto obiettivo, gli autori si impegnano ad acquistare la quota mancante di volumi al raggiungimento
dell’obiettivo minimo di vendita, con lo sconto sul prezzo di copertina del 20% (venti
per cento).
Nel computo dell’obiettivo minimo di vendita le copie inviate alle librerie nel periodo
dei primi 90 (novanta) giorni saranno considerate al 50% (cinquanta per cento) del loro effettivo
numero, a copertura degli eventuali resi commerciali.

 

 

A tutti gli effetti mi sembra di capire che se non vendi 120 copie entro 120 giorni il rimanente lo devi acquistare obbligatoriamente con il 20% di sconto.

 

Voi cosa ne pensate ?

Visto che nessuno ha mai messo in discussione che questa CE fosse NOEAP, non vorrei aver interpretato male io ... 

 

Ciao

Alessandro

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Non hai interpretato male e l'obbligo, anche se non "immediato" c'è comunque a 120 giorni (gli esordienti che riescano a vedere una copia al giorno sono veramente pochi!).

 

Sposto in doppio binario, perché questa politica non è molto free.

Se vendi bene, è free. Se non riesci, è a pagamento.

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per completezza, ho incontrato l'editore sabato al BUK di Modena. Il sig. Piero è una persona molto gentile e ben disposta. Ci siamo presi un caffè insieme e abbiamo parlato di questa faccenda. In realtà lui si dichiara molto flessibile su questa clausola che stabilisce che entrambe le parti debbano vendere le famose 120 copie.

Di fatto partecipano a diversi eventi tra i quali Il Salone di Torino oltre che Roma, Modena, ecc ... ad un certo punto mi ha perfino detto che se è quello il problema, la clausola la si può anche togliere.

Ho segnalato la cosa giusto per completezza, tuttavia dopo averci chiacchierato, devo dire che il mio giudizio è positivo comunque.

Adesso mi metto in attesa del secondo step approvativo, poi si vedrà.

 

Ciao

 

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Eccomi... vedo che crea perplessità la clausola delle 120 copie in quattro mesi (che poi, se sono 6, va bene lo stesso...)

Si, lo so, può sembrare una specie di pagamento, ma non lo è.

Mi spiego: in tre anni di attività abbiamo avuto casi di scrittori che non hanno voluto pubblicizzare, promuovere il loro libro,

che non hanno organizzato presentazioni, che non si sono nemmeno presentati al Salone del libro di Torino... risultato, copie invendute, costi di magazzino e molto altro ancora (le tasse si pagano anche sul magazzino...), con perdita di soldi che abbiamo dovuto, per forza di cosa, sottrarre ad altre iniziative.

E' un impegno che lo scrittore si prende, di collaborare con la Casa Editrice, per raggiungere un obiettivo, minimo, di vendita. La casa Editrice, nel contratto, si prende un certo numero di impegni, che porta avanti. Ma come si fa ad organizzare una presentazione (costano...), se poi l'Autore dice che non viene perché deve pagare un biglietto del treno? Come si fa a spingere il libro nella zona di residenza dell'Autore, se lo stesso non contatta le librerie locali, non cerca luoghi per presentare?

Diventa impossibile gestire il tutto, e la cosa peggiore è che come Casa Editrice non possiamo sapere a priori che l'Autore è uno che se ne frega di pubblicizzarsi. Questo articolo del contratto ci aiuta in due cose: fissa un obiettivo comune (CONTANO ANCHE LE COPIE CHE VENDE L'EDITORE...), e ci fa capire se l'Autore intende lavorare con noi, oppure aspetta la pappa fatta. Noi ci impegniamo nel contratto a fare determinate cose, l'Autore dal canto suo si impegna a raggiungere un obiettivo comune. Se poi la copie non sono 120, ma sono, poniamo, 90, crederete mica che noi siamo così fiscali da richiedere l'acquisto delle 30 copie mancanti. Sappiamo già che saranno vendute, è dimostrato dall'impegno dell'Autore.

Ora, va bene essere una Casa Editrice Non a Pagamento (ma avete idea di quanto costa fare un libro, ma non parlo della stampa, in digitale costano poco, ma nel senso delle ore di lavoro non retribuite che ci accolliamo?), va bene essere disponibili, ma vogliamo cautelarci in qualche modo.

Peccato, perderemo qualche scrittore puro e integerrimo, che non si piega a queste clausole per lui inaccettabili, ne guadagniamo altri che si impegnano a collaborare insieme. Un esordiente difficilmente vende 120 copie (in concerto con la Casa Editrice)? Vi farò parlare con un esordiente che con presentazioni, micro presentazioni, trasmissioni radio, contatti, ecc. ne ha vendute quasi 1000... non è difficile. Certo bisogna lavorare insieme.

Il mercato editoriale è complicato, non vogliamo più essere messi in difficoltà da autori ai quali non interessa promuovere la loro opera. A costoro basta poter dire "ho scritto un libro" e gonfiarsi di conseguenza come un tacchino. Tanto paghiamo noi. E no, caro... se non ti impegni, paghi pure tu, e in ogni caso ci perdiamo, ma pazienza.

Spero di aver chiarito lo spirito dell'articolo, in ogni caso potete contattarmi qui o alla mail pieropartiti@gmail.com

 

Un saluto.

Il boss di Sillabe di Sale

Piero Partiti

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@Sillabe di Sale

Signor Piero, non siamo qui a giudicare se sia giusto o meno; la lista doppio binario non significa CE di seconda categoria o meschine o non corrette con gli autori. L'articolo delle 120 copie vi rende Doppio Binario, senza che questa debbo essere preso come un attacco o similari.

Sono infatti d'accordo con la politica di "spingere" l'autore a impegnarsi, essere presente insieme alla CE, anche perché un autore che non si interessa del suo libro non è un autore serio. Su questo non c'è dubbio.

 

Dico solo che esistono altri modi per spingere l'autore a impegnarsi, anche con clausole di contratto ad hoc; questa sorta di salvagente della vostra Casa Editrice, però, senza che se ne conosca lo spirito e il ragionamento alla base (senz'altro condivisibile; io stesso penso che l'autore abbia un ruolo centrale nella promozione del libro), spinge a storcere il naso.

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5 ore fa, Niko dice:

@Sillabe di Sale

Signor Piero, non siamo qui a giudicare se sia giusto o meno; la lista doppio binario non significa CE di seconda categoria o meschine o non corrette con gli autori. L'articolo delle 120 copie vi rende Doppio Binario, senza che questa debbo essere preso come un attacco o similari.

Sono infatti d'accordo con la politica di "spingere" l'autore a impegnarsi, essere presente insieme alla CE, anche perché un autore che non si interessa del suo libro non è un autore serio. Su questo non c'è dubbio.

 

Dico solo che esistono altri modi per spingere l'autore a impegnarsi, anche con clausole di contratto ad hoc; questa sorta di salvagente della vostra Casa Editrice, però, senza che se ne conosca lo spirito e il ragionamento alla base (senz'altro condivisibile; io stesso penso che l'autore abbia un ruolo centrale nella promozione del libro), spinge a storcere il naso.

 

Per carità... non ho mai nemmeno pensato che intendeste Case Editrici meschine o non corrette. No, assolutamente.

E nemmeno vedo la cosa come un attacco o qualcosa di simile.

Anzi, questa faccenda del doppio binario mi piace un mucchio, nel senso che un doppio binario evita gli scontri frontali tra i treni, e questo dà sicurezza. A noi, come CE, di poter contare su autori che si impegnano, e agli autori di avere chiaro che si lavora insieme, altrimenti non si va da nessuna parte, proprio nessuna.

Purtroppo, di autori "non seri" ne esistono parecchi, e come CE dobbiamo anche pensare all'equilibrio economico (dico equilibrio, perché guadagnarci sopra è cosa ancora da dimostrare, almeno nelle piccole realtà editoriali) e tutelarci per potere, comunque, limitare le perdite ed avere risorse sufficienti sia per promuovere gli autori, sia per stampare libri nuovi.

Ok, fa storcere il naso. Lo so. Lo fa storcere pure a me, indubbiamente. Ma devo pagare i collaboratori, la tipografia, mantenere la struttura e quant'altro e non sto a dilungarmi su questo. Noi, come CE, siamo in una fase di crescita (per forza di cose si deve crescere), e siamo nella fase in cui ogni risorsa serve, anche la più piccola. Si, lo so, possono esistere altre clausole contrattuali ad hoc, ma se non ci si pone un obiettivo operativo concreto, restano poi lettera morta, o, comunque, difficile da gestire.

Almeno siamo chiari: non paghi nulla, facciamo una prima stampa di 120 copie (ma poi vanno bene anche le 100, le 90... si parla con l'Autore e si cerca di capire fino a che punto è in grado di auto promuoversi), garantiamo la presenza sul sito, su Amazon, su altra piattaforme, l'organizzazione delle presentazioni da parte nostra, la partecipazione alle Fiere del libro più grosse ed importanti. Pubblicizziamo il libro con i nostri 20.000 contatti, lo inseriamo nei cataloghi della Feltrinelli. Insomma, qualcosina riusciamo a vendere, e quindi l'impegno reale dell'Autore si aggira, a conti fatti, sulle 50 copie circa.

Faccio un esempio pratico: un autore che presenteremo al Salone del Libro di Torino ha fatto giustamente notare che lui, certamente, si impegna, ma con i mesi di Luglio ed Agosto davanti, dove ben poco si vende e si presenta, i quattro mesi erano un termine troppo stretto. Il suo contratto ora porta una scandenza di otto mesi e le copie sono 100.

Si valuta conoscendo le persone e parlando. E costruendo un rapporto di collaborazione.

E' un esperimento, una specie di filtro che poniamo. E, sicuramente, temporaneo. Ma, in questa fase, anticipando comunque tutte le spese, non possiamo rischiare.

Scusa se mi sono dilungato... ma forse era necessario.

Un saluto, e complimenti per il vostro lavoro.

 

Piero Partiti

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Dilungarsi in questi casi è positivo, così che tutti gli utenti possano comprendere il ragionamento della vostra casa editrice.

Quindi la ringrazio, e buon lavoro!

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Vi ringrazio della chiarezza delle vostre info. Ho ricevuto una prima proposta dalla CE Sillabe di Sale e mi sembrano una casa editrice molto seria.

Effettivamente la meta delle 120 copie, visto dal punto di vista di un autore emergente come me, sembra un vero e proprio scoglio, ma su questo vedremo.

Volevo chiedere come si svolge invece il lavoro di editing da parte della CE da quando un'opera ha superato anche la seconda verifica editoriale ed è stato firmato il contratto.

Grazie

Ridolfi Marco

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che bello vedere delle case editrici che sono chiare e interagiscono per prime nel dialogo.

avevo visto la vostra CE e mi ero incuriosito, comunque tanto di cappello che almeno voi spiegate per filo e per segno senza tanti giri di parole la questione. Grazie

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Link aggiornati e aggiunti. Aggiunta anche una nota circa la politica editoriale della CE, esplicitata con chiarezza dal suo titolare.

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Casa editrice a pagamento a tutti gli effetti almeno per quanto riguarda la poesia.

Dicono che i costi sono notevoli quindi, per pubblicare, è previsto un contributo alla stampa e alla realizzazione del volume da parte dell’autore. [...] 

Specificano che il contributo che richiedono è molto inferiore ad altre offerte analoghe che non garantiscono:

 

- La distribuzione sul circuito Feltrinelli

- La distribuzione sul circuito Giunti

- La distribuzione sul circuito Coop

- La presenza sul catalogo Fastbook

- La presenza sul catalogo Arianna
 

Dal punto di vista grafico, saranno a carico dell’Editrice l’impaginazione, la correzione e la preparazione della bozza di stampa, la realizzazione della 

copertina (su proposta dell’autore o su progetto della casa editrice). Il formato del volume sarà concordato con l’autore.

Per la tutela della proprietà dell’Opera il volume sarà dotato di codice ISBN e verrà stipulato con l’autore un regolare contratto di edizione, garantendo i diritti d’autore sulle opere vendute.

 

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Ospite ire70

Mi è dispiaciuto molto per questo cambio di modalità di pubblicazione di questo editore. Quando nel 2014/15 ho pubblicato con lui, Sillabe di Sale era assolutamente free (come si legge da quanto ho scritto all'epoca). E quando dissi al libraio (dove l'editore avrebbe poi  fatto arrivare delle copie del libro) che la mia casa editrice non era a pagamento, lui esclamò: "Non è possibile! Sono tutte a pagamento, per la poesia. E se non lo sono lo diventeranno. O falliranno." (C'è da dire che lo stesso libraio gestiva e gestisce tuttora  un'editrice a pagamento... ). Non fu un'uscita molto simpatica la sua, soprattutto perché all'epoca ero  ingenuamente convinta che lui si sbagliasse. Purtroppo, a parte il caso specifico ho riscontrato  davvero che  per la poesia  è rimasto pochissimo "spazio free" (molti che si dichiarano non a pagamento, per la poesia fanno un'eccezione-!- e chiedono il contributo all'autore, sotto varie forme).  In realtà (e per fortuna!) piccoli (e medi) editori per la poesia, non a pagamento, esistono ancora (il problema è che molti accettano solo manoscritti su invito o segnalazioni da agenzie, ma se uno non ha mezzi e conoscenze per inviti o segnalazioni, come ci arriva a loro?), ma sono davvero pochi. Speriamo comunque che perseverino nel loro  essere NO EAP a tutti gli effetti.

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Ricevuta stessa identica e-mail di contributo per raccolta di poesie. Sarebbe interessante sapere come si comportano per la narrativa.

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Il 3/12/2014 alle 14:46, Edhel ha detto:

io ho inviato il mio romanzo in formato word, la risposta mi è arrivata via mail dopo una settimana circa dicendomi che era buono e lo avrebbero pubblicato, dopo qualche mese ho firmato un contratto e qualche giorno fa hanno pubblicato il mio libro. Posso garantire che è una casa editrice molto seria, che non chiede un soldo, si impegnano davvero a promuovere il libro e sono davvero contro l'editoria a pagamento. Inoltre aggiungo che sono persone molto disponibili. Credo che la miglior soddisfazione per uno scrittore emergente sia questa: qualcuno che investa sul tuo lavoro.

Ciao, congratulazioni! Sono felice per te! Avrei una domanda: ti hanno chiesto di vendere 120 copie entro tot tempo, viceversa di integrare in denaro la quota-obiettivo di copie vendute? Grazie e auguri!

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Ciao @Gelsomina , ci farebbe piacere che i nuovi utenti si presentassero in Ingresso al resto della comunità, prima di inserire quesiti o post di vario genere in altre sezioni. Ti attendiamo per conoscerti. :)

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Salve, porto la mia testimonianza. Nel 2015 ho pubblicato con Sillabe di Sale il mio primo romanzo *Editato dallo Staff*. Non ho pagato nulla, il rapporto con il boss è stato assolutamente cordiale, al tempo non esisteva nessuna clausola di acquisto da parte dell'Autore. Le copie vendute sono state comunque più di quelle ad oggi richieste come soglia minima di vendita. Nel 2017 ho pubblicato un secondo libro *Editato dallo Staff* sempre con Sillabe di Sale. Ho partecipato in ambedue i casi al salone di Torino e ho fatto diverse presentazioni nella mia città e zone limitrofe. Al salone di Torino 2018, la CA mi ha detto che le vendite del secondo libro non erano state soddisfacenti (in effetti erano sotto il famoso limite che nel frattempo era stato messo nei nuovi contratti). Ho allora richiesto un certo numero di copie che ho venduto in due presentazioni successive per dimostrare la mia collaborazione e anche perché ritengo il libro valido e degno di essere letto. Ora mi trovo in una impasse. Visto l'argomento, sono stato invitato a fare una presentazione del libro presso due enti che comunque non mi permetteranno di fare vendite in loco. Poco male se la CA avesse in magazzino qualche copia in modo che gli interessati possano richiederla tramite libreria o direttamente sul sito ( che in ogni caso pubblicizzo durante le presentazioni). La CA dice essere antieconomico per lei far stampare meno di venti copie e che attualmente non ne ha più in magazzino. A questo punto è inutile fare altre presentazioni? Ci sono altri nelle mie stesse condizioni?

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Il 20/8/2018 alle 16:58, ElleryQ ha detto:

Ciao @Gelsomina , ci farebbe piacere che i nuovi utenti si presentassero in Ingresso al resto della comunità, prima di inserire quesiti o post di vario genere in altre sezioni. Ti attendiamo per conoscerti. :)

Ciao, spero di avere postato, nel modo giusto, la mia presentazione. :)

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Salve a tutti, volevo chiedere una cosa. Ho letto che la maggior parte di voi hanno ricevuto una mail come conferma dell'avvenuta ricezione dei manoscritti da parte della casa editrice sillabe di sale. Anche io ho inviato il mio manoscritto il 5 ottobre ma non ho mai ricevuto una mail. Mi è sorto il dubbio che forse ci sia stato qualche errore nell'invio. Secondo voi cosa dovrei fare? Non vorrei essere petulante nei confronti della casa editrice. 

 

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Riporto esperienza di amica che ha pubblicato con loro silloge poetica con richiesta di contributo.

Peccato, li ricordavo come una piccola realtà free che segnalavo volentieri agli amici che cercavano editori. Anche la suddetta amica, tra l'altro. ;(

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Ho inviato proprio ieri il mio manoscritto a Sillabe di Sale. Come da loro indicato, ho utilizzato il format  presente sul loro sito.

Effettuato l'invio, sulla pagina è apparso messaggio automatico di conferma. Non ho ricevuto e-mail o notifiche di avvenuta ricezione. Confidando in un riscontro a breve da parte della CE, sarà mia cura aggiornarvi su modalità e eventuali condizioni contrattuali proposte! Sempre che il manoscritto susciti l'interesse che spero... ovviamente!

Dolci sogni a tutti...

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Volevo soltanto precisare la politica editoriale della nostra Casa editrice:

a ) Per quanto riguarda la narrativa e la saggistica, le nostre pubblicazioni sono senza alcun contributo da parte dell'Autore.

b) Viene comunque richiesto l'impegno, da parte dell'Autore, di vendere almeno 100 libri in sei mesi, ovviamente con l'appoggio della Casa Editrice, obiettivo questo che viene tranquillamente raggiunto. E' una questione di serietà da parte dell'Autore, che deve credere, anche lui, nel suo lavoro. Se spera di diventare "famoso" o di arricchirsi con la scrittura, farà meglio a rivolgersi alla Mondadori o ad altre Case Editrici di quel livello che, sicuramente, lo pubblicheranno in milioni di esemplari. La piccola editoria vive solo se l'Autore collabora alla diffusione del suo lavoro. Ma di questo ho già ampliamente parlato in altri post.

c) Per la poesia, il discorso è chiuso, nel senso che procediamo esclusivamente a pubblicare libri con contributo da parte dell'Autore. Non sto a spiegare il perchè di questa scelta, ma è evidente che la poesia non vende, se non nell'ambito di circoli ristretti e autocelebranti. Poi possiamo anche discutere di cosa è la Poesia, ma non è questo il luogo adatto.

 

Abbiamo la distribuzione nazionale, Feltrinelli, Giunti, Mondadori, e le librerie attraverso Fastbook e Arianna. Il che da molte possibilità agli autori di vendere il loro lavoro e di raggiungere la quota prefissata di vendita minima. 

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