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Book.G

Che fine

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/21857-lidea-di-me/

 

[Non ho mai letto un racconto tanto demenziale quanto quello che segue... per questo ho deciso di scriverlo! :asd: ]

 

Il vento gli muoveva i capelli. Il mare era tremendamente agitato: le onde spingevano la nave a destra e sinistra.

<<Continuate, miei prodi!>> urlava. <<La notte è lunga ma riusciremo a vincerla! Abbiamo affrontato tante altre situazioni del genere! Di certo non ci arrenderemo di fronte a una semplice tempesta!>>

Era lì, sull'albero maestro, al freddo, al gelo, sicuro a non allontanarsi per nessun motivo. <<Remate, miei prodi, remate!>> urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in gola. <<Portate a terra questo veliero!>>

Barbarossa non sarebbe riuscito a saccheggiare la loro nave. Barbabianca non ne sarebbe mai stato in grado. Barbanera...

<<Signore!>> urlò una voce alle sue spalle.

<<Come ti permetti di chiamare...>>

<<Signor Capitano!>> sbuffò il primo ufficiale.

<<Cosa ci fai qui?! Vai a remare!>> urlò il capitano, rivolgendo lo sguardo dinanzi a sé. <<Nessuno abbandonerà la nave! Moriremo con lei, se ce ne sarà bisogno!>>

Il povero capitano non aveva ancora fatto caso alla folla di persone che si accalcava sul ponte per raggiungere le scialuppe di salvataggio.

<<Vai a remare, primo ufficiale!>> urlò di nuovo il capitano. <<Serve l'impegno di tutti per...>>

<<Remare, signor... signor Capitano?!>> chiese il primo ufficiale sbigottito.

<<Che c'è, primo ufficiale?! Te la fai sotto come una signorina? Vai a remare!>>

<<Ma, signor Capitano... questa è una nave a motore!>> urlò il primo ufficiale, poco prima che un colpo di tosse gli smorzasse la voce.

<<Nave a motore?>> chiese il capitano.

<<Ma certo, signore... una delle più famose!>>

<<Va bene! Allora aggiungete più legno! Più legno, primo ufficiale! Più legno!>> ordinò, tenendo sempre lo sguardo fisso dinanzi a sé.

<<Ma... signor capitano... La nave... una collisione... con un Iceberg!>> urlò spaventato il povero primo ufficiale.

<<Iceberg?! Iceberg?!>> Il capitano scoppiò a ridere. <<Di' un po', primo ufficiale, ti stai, forse, burlando del tuo capitano?! Un Iceberg?! Un Iceberg?! Un Iceberg... nell'Oceano Indiano?!>>

<<Ma, signore,>> urlò ancora il primo ufficiale, resistendo alle folate di vento che gli colpivano il viso. <<Non stiamo navigando nell'Oceano Indiano! Siamo nell'Atlantico!>>

<<Ah...>> Il capitano si guardò intorno, poi rivolse, nuovamente, lo sguardo dinanzi a sé. <<Questo renderà a Barbarossa ancora più facile trovarci!>> ammise con sconforto e rabbia insieme.

<<Ma signor Capitano! Quale Barbarossa e Barbarossa?!>> Il primo ufficiale afferrò al volo il cappello, che il vento stava quasi per portar via. <<Questo è il Titanic!>>

<<Ti... che?!>>

<<Il Titanic, signor Capitano! Lei è il Capitano del Titanic!>> Altro colpo di tosse. <<E ora scendiamo, signor Capitano! La nave sta affondando!>>

<<Oh, ma certo! Subito!>> urlò il capitano, tenendosi saldo alla scala che portava al ponte.

Il primo ufficiale sbuffò. <<Presto, signore! Presto! Non abbiamo molto tempo!>>

Un suono confuso gli penetrò nelle orecchie. Sembrava una melodia, o qualcosa del genere. Mentre il capitano scendeva verso il ponte, si affacciò al parapetto dell'albero maestro e guardò in basso.

Afferrò subito la pistola e... uno, due, tre, quattro!

La melodia si smorzò. <<La nave affonda e voi suonate?!>> urlò il primo ufficiale. <<Inaudito!>>

<<Cosa è stato, primo ufficiale?>>

<<Niente, signor Capitano... “È stato un onore suonare con voi”... pff... Ancora non ci credo!>> borbottava, ora, aggrappato alla scala.

<<Dov'è la scialuppa, primo ufficiale?!>> urlò il capitano. <<Dov'è?!>>

Il primo ufficiale era appena arrivato sul ponte. <<Credo siano finite, signor Capitano!>>

<<Finite?!>>

<<Mi faccia controllare!>> Si mise una mano sugli occhi e guardò per tutto il ponte. <<Eccone una, signor Capitano!>> Indicò con l'indice.

Il capitano cominciò a correre e raggiunse la scialuppa. Era piena.

<<Cosa facciamo, primo ufficiale?!>>

<<Signor Capitano... è piena! Sta per partire... non credo...>>

Ma accanto a lui non c'era più il capitano, ora, comodamente seduto sulla scialuppa. C'era un bambino che piangeva.

<<Forza, primo ufficiale! Si faccia spazio! Faccia scendere dalla scialuppa donne e bambini!>>

Il primo ufficiale non poteva credere ai suoi occhi. <<Venga, signor Capitano! Lì c'è una scialuppa

vuota!>>

Il capitano scese dalla scialuppa che aveva occupato e seguì il primo ufficiale.

La scialuppa c'era.

<<Bene, primo ufficiale! Portiamola in mare!>>

<<Remi! Remi, primo ufficiale!>> urlava il capitano seduto nella scialuppa.

<<Signor Capitano! Credo che anche lei potrebbe aiutarmi...>>

<<Ma cosa dici, primo ufficiale?! Io sono il Capitano!>> Strinse le palpebre, fissando un punto non molto lontano. <<Primo ufficiale! Cos'è?>>

Il primo ufficiale cominciò a remare più veloce. <<Signor Capitano, è Rose!>>

<<Chi è? Una delle mie amanti?>>

<<Ma no, signor Capitano! Rose e Jack! Jack e Rose! Possibile che non le venga in mente niente?! Quello è il Titanic... quella è Rose...>>

<<Primo ufficiale, non posso ricordare tutte le donne con cui ho rapporto!>>

Raggiunsero una tavola di legno galleggiante, sulla quale era distesa la donna.

<<Signorina,>> urlò il capitano. <<Venga qui! La salviamo noi!>>

<<Non posso>> rispose con voce roca. <<Jack! C'è Jack!>>

<<Ma quale Jack e Jack?!>> urlò il capitano. Guardò il primo ufficiale e cominciò a far girare l'indice accanto alla tempia. <<Questa è pazza!>> sussurrò.

<<Forza, signorina, lasci stare il suo Jack!>>

<<Ma non posso...>>

Il capitano la afferrò per le braccia e la issò sulla scialuppa. <<D'ora in poi, primo ufficiale, ascolterò il tuo consiglio! Mai più stupefacenti nelle bevande sulla nave!>>

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Piaciuto e pure parecchio. Bravo.

 

Un solo appunto: i tuoi caporali sono uno stupro alle diottrie, cambiali. 

«»

A te la scelta

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Piaciuto e pure parecchio. Bravo.

 

Un solo appunto: i tuoi caporali sono uno stupro alle diottrie, cambiali. 

«»

A te la scelta

 

Grazie mille! Dalla prossima volta userò gli altri caporali! :asd:

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Il capitano cominciò a correre e raggiunse la scialuppa. Era piena.

<<Cosa facciamo, primo ufficiale?!>>

<<Signor Capitano... è piena! Sta per partire... non credo...>>

Ma accanto a lui non c'era più il capitano, ora, comodamente seduto sulla scialuppa. C'era un bambino che piangeva.

 

Ho immaginato questa scena à la japanese, come negli anime. Stavo morendo.  :asd:

 

Secondo me hai toccato troppo poco certi punti potenzialmente divertenti, ma che strappano comunque più di un sorriso. Come il finale.

Per il resto, fantastico.  :asd:

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Parodia dell'affondamento del Titanic se non sbaglio. In alcuni frangenti ho pensato anche a Schettino :-)

Se voleva essere un racconto assurdo e scanzonato ci sei riuscito in pieno. Le situazioni sono paradossali e non sono sicuro quali fossero le tue intenzioni: far riflettere e divertire insieme? Ma non so, mi è parso un gioco di fantasia senza un preciso scopo. In ogni caso è scritto bene.

Un saluto

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Il capitano cominciò a correre e raggiunse la scialuppa. Era piena.

<<Cosa facciamo, primo ufficiale?!>>

<<Signor Capitano... è piena! Sta per partire... non credo...>>

Ma accanto a lui non c'era più il capitano, ora, comodamente seduto sulla scialuppa. C'era un bambino che piangeva.

 

Ho immaginato questa scena à la japanese, come negli anime. Stavo morendo.  :asd:

 

Secondo me hai toccato troppo poco certi punti potenzialmente divertenti, ma che strappano comunque più di un sorriso. Come il finale.

Per il resto, fantastico.  :asd:

 

Sì, hai ragione... Magari qualche scena andava approfondita...

L'ho scritto di botto e non ci ho pensato due volte... :asd:

 

 

Parodia dell'affondamento del Titanic se non sbaglio. In alcuni frangenti ho pensato anche a Schettino :-)

Se voleva essere un racconto assurdo e scanzonato ci sei riuscito in pieno. Le situazioni sono paradossali e non sono sicuro quali fossero le tue intenzioni: far riflettere e divertire insieme? Ma non so, mi è parso un gioco di fantasia senza un preciso scopo. In ogni caso è scritto bene.

Un saluto

No, inizialmente, doveva solo avere l'obiettivo di divertire... è "un gioco di fantasia senza un preciso scopo"... :asd:

Poi non so se ha fatto anche riflettere... Va be', meglio così, credo... :asd: Il dubbio nel lettore sullo scopo del racconto mi sembra una buona cosa! :asd:

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Simpatico, non è così demenziale come dichiari, è parodico, ha una sua logica comica. I dialoghi funzionano davvero bene. Solo una cosa mi ha dato  noia, la ripetizione della parola "gola" qui:

 <<Remate, miei prodi, remate!>> urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in gola.

puoi cambiarlo agile con una roba del tipo: "urlava a squarcia gola, ingoiando il vento gelato che gli soffiava contro", oppure semplicemente "urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in bocca" etc. etc.
Ah, poi non ho capito perché il bambino piange. Il capitano gli ha fregato il posto sulla scialuppa? Forse è poco chiaro, o sono io che sono duro.

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Inizio con un consiglio:

 

i caporali si fanno con alt+174 « e alt+175 » se hai il tastierino numerico laterale :)

Così non mi piace visivamente, a quel punto usa - .. - 

 

 

 

Era lì, sull'albero maestro, al freddo, al gelo, sicuro a non allontanarsi per nessun motivo. <<Remate, miei prodi, remate!>> urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in gola. <<Portate a terra questo veliero!>>

al freddo e al gelo mi sembra "Tu scendi dalle stelle" :D lo cambierei.
Squarciagola tutto attaccato.

 

 

urlò il capitano, rivolgendo lo sguardo dinanzi a sé. <<Nessuno abbandonerà la nave! Moriremo con lei, se ce ne sarà bisogno!>>

Il povero capitano non aveva ancora fatto caso alla folla di persone che si accalcava sul ponte per raggiungere le scialuppe di salvataggio.
<<Vai a remare, primo ufficiale!>> urlò di nuovo il capitano. <<Serve l'impegno di tutti per...>>

Poi metterei "la folla di persone che si era accalcata"

C'è una sequenza dove utilizzi troppo capitano, magari è una scelta stilistica però non mi convince.

 

 

 

ammise con sconforto e rabbia insieme.

penso siano due sensazioni difficili da esprimere contemporaneamente

Una nota sul testo: mi sembra che vari poco vocabolario, prova a rileggerlo magari sbaglio ma la sensazione che mi hai dato è questa.

Per il resto mi è piaciuto, è un'ironia ben costruita e non forzata.
Hai unito più racconti disparati ma unendoli nel contesto direi che ci hai azzeccato in pieno.

Ti consiglio di dare un'occhiata alla struttura generale perché secondo me ci sono tante parole usate e ripetizioni che lo rendono meno bello di quello che potenzialmente è.

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Simpatico, non è così demenziale come dichiari, è parodico, ha una sua logica comica. I dialoghi funzionano davvero bene. Solo una cosa mi ha dato  noia, la ripetizione della parola "gola" qui:

 <<Remate, miei prodi, remate!>> urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in gola.

puoi cambiarlo agile con una roba del tipo: "urlava a squarcia gola, ingoiando il vento gelato che gli soffiava contro", oppure semplicemente "urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in bocca" etc. etc.

Ah, poi non ho capito perché il bambino piange. Il capitano gli ha fregato il posto sulla scialuppa? Forse è poco chiaro, o sono io che sono duro.

Ciao, Davide...

Grazie per il commento... Sì, quella frase non convinceva neanche me... Mi piace "urlava a squarciagola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in bocca". Grazie mille per il consiglio! :asd:

Riguardo il bimbo: questi piange perché il capitano gli ha fregato il posto sulla scialuppa, lo ha costretto a scendere per prendere il suo posto... Sì, forse è poco chiaro... Dovrò modificare in qualche modo... :asd:

Grazie per aver letto il racconto! :asd:

 

Inizio con un consiglio:

 

i caporali si fanno con alt+174 « e alt+175 » se hai il tastierino numerico laterale :)

Così non mi piace visivamente, a quel punto usa - .. - 

 

 

 

Era lì, sull'albero maestro, al freddo, al gelo, sicuro a non allontanarsi per nessun motivo. <<Remate, miei prodi, remate!>> urlava a squarcia gola, affrontando il vento gelato che gli penetrava in gola. <<Portate a terra questo veliero!>>

al freddo e al gelo mi sembra "Tu scendi dalle stelle" :D lo cambierei.

Squarciagola tutto attaccato.

 

 

urlò il capitano, rivolgendo lo sguardo dinanzi a sé. <<Nessuno abbandonerà la nave! Moriremo con lei, se ce ne sarà bisogno!>>

Il povero capitano non aveva ancora fatto caso alla folla di persone che si accalcava sul ponte per raggiungere le scialuppe di salvataggio.

<<Vai a remare, primo ufficiale!>> urlò di nuovo il capitano. <<Serve l'impegno di tutti per...>>

Poi metterei "la folla di persone che si era accalcata"

C'è una sequenza dove utilizzi troppo capitano, magari è una scelta stilistica però non mi convince.

 

 

 

ammise con sconforto e rabbia insieme.

penso siano due sensazioni difficili da esprimere contemporaneamente

Una nota sul testo: mi sembra che vari poco vocabolario, prova a rileggerlo magari sbaglio ma la sensazione che mi hai dato è questa.

Per il resto mi è piaciuto, è un'ironia ben costruita e non forzata.

Hai unito più racconti disparati ma unendoli nel contesto direi che ci hai azzeccato in pieno.

Ti consiglio di dare un'occhiata alla struttura generale perché secondo me ci sono tante parole usate e ripetizioni che lo rendono meno bello di quello che potenzialmente è.

Ciao, Samuele,

Grazie per il tuo commento particolareggiato!

Riguardo la parte del freddo e del gelo ("Tu scendi dalle stelle", per capirci  :asd:): il mio voleva essere un richiamo alla scena del film, in cui si vedono i due marinai di vedetta, che, letteralmente, congelano mentre avvistano l'Iceberg... (Credo non si sia capito... :asd: )

Strano! "Squarciagola" ricordavo di averlo scritto bene... :nein:  :asd:

Riguardo la ripetizione di "Capitano": è vero, forse dà un po' fastidio... L'avevo lasciata così perché volevo mettere in risalto il "teorico" compito dell'uomo più che l'uomo stesso... Non so, consigliami un po' tu... :asd:

"Sconforto e rabbia insieme": volevo intendere che il Capitano, nella sua follia, possiamo dire, viene scoraggiato dalla notizia, ma, allo stesso tempo, si innervosisce per ciò che è accaduto... Sì, forse hai ragione, è un po' strana come sensazione... :asd:

Riguardo il lessico non posso che darti ragione! Sono i miei primi esperimenti... :asd:  Faccio di tutto, a dire la verità, per non inserire nel testo paroloni grossi, ma per essere il più semplice possibile... Ma, a quanto vedo, sembra non piacere... :nein:

Vedrò di migliorare nei prossimi racconti.

Grazie ancora per il commento e grazie per aver dedicato un po' di tempo a questo racconto! :asd:

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