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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Giulio Perrone editore

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Ho avuto la stessa identica esperienza di @Perseveranza e @Psyd.

E' una stamperia più che una casa editrice vera e propria. Rientrano delle spese sfruttando il narcisimo dell'autore che si sbatte per promuovere il libro ad amici e parenti (infatti per contratto l'autore deve organizzare un minimo di 5 eventi). Durante il colloquio non si è neanche accennato al contenuto del libro. Evidentemente non lo hanno letto, perché i libri non gli interessano veramente. Pubblicano tutti. Uno dei nuovi piccoli mostri generati dalla crisi dell'editoria italiana. Per chi ancora se lo stesse chiedendo: pretendono un colloquio nella loro sede per poter giocare "in casa" ed avere più influenza. Ho maggiore rispetto per gli editori a pagamento dichiarati, che vendono un servizio chiaro.

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Wow... un panorama desolante. Non so se questa realtà sia relativa all'editore in questione, ma, in effetti, il fenomeno che descrivi è piuttosto comune (allarmante e comune), ultimamente. L'ho notato anch'io.

Tempo fa ho inviato un romanzo sia alla GP che all'Erudita (quando, mi sembra, quest'ultima non era ancora stata assorbita da Perrone. Fortunatamente (in questo caso, forse, è il caso di dirlo) non sono stato contattato (magari perché sono troooppo scarso O_-?) , altrimenti, visto che sono di Roma, forse avrei ceduto alle facili lusinghe di cui sopra. 

Di certo è sempre più complicato districarsi tra le innumerevoli realtà editoriali (più o meno free). Faccio bene a distinguere solamente tra buoni e cattivi editori, senza badare al fatto che siano free o meno...fermo restando che un editore a pagamento, per quanto "onesto", secondo me, non è mai un buon editore. Anzi, per meglio dire, editore proprio non si può definire...

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1 ora fa, Mauroooooo dice:

Rientrano delle spese sfruttando il narcisimo dell'autore che si sbatte per promuovere il libro

Mi sembra che da un pò di tempo si stia affermando, presso alcune note case editrici, un fenomeno preoccupante. Si crea una Casa editrice legata a quella più famosa, che pubblica un pò di tutto, sfruttando, appunto, la voglia di farsi notare dell'autore stesso. In questo modo, la casa editrice madre non si squalifica sul piano della qualità e le case editrici collegate guadagnano qualcosa, pubblicando anche robaccia. Naturalmente non è questo il caso de L'Erudita, ma leggendo qua e là, in questo sito, viene il sospetto di questa nuova "moda". Occhio!

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Ciao @Mauroooooo , ho notato che è il tuo primo post. Potresti, per cortesia, presentarti nella sezione Ingresso? Sarà utile per una maggiore conoscenza reciproca, tra te e tutti noi utenti del forum, e ci darà anche l'occasione per accoglierti in maniera ufficiale dandoti il benvenuto! :)

Ricordo a tutti, inoltre, che questo topic riguarda esclusivamente Giulio Perrone, per le esperienze relative a L'Erudita è meglio postare sulla discussione apposita per evitare fraintendimenti, benché le realtà siano in qualche modo connesse.

Modificato da ElleryQ

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@Mauroooooo credo anche io che non leggano il manoscritto... Guarderanno solo la lunghezza. Non è credibile che la notte gli mandi il manoscritto integrale e sette ore dopo ti abbiano già risposto positivamente. 

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@Psyd Sembra proprio così. La persona con cui ho parlato non conosceva il titolo del mio romanzo (aggiungo, anche se non prova nulla, che non conosceva il numero di battute contenuto in una pagina dei libri che pubblicano. E hanno un solo formato).

 

@Nio59 Potresti spiegare perché questo NON è "naturalmente" il caso de L'Erudita? Stiamo parlando proprio di "L'Erudita". E il meccanismo sembra esattamente quello che descrivi tu: "Si crea una Casa editrice legata a quella più famosa, che pubblica un pò di tutto, sfruttando, appunto, la voglia di farsi notare dell'autore stesso. In questo modo, la casa editrice madre non si squalifica sul piano della qualità e le case editrici collegate guadagnano qualcosa, pubblicando anche robaccia".

 

In 100 abbiamo scritto a Giulio Perrone Editore..in 95 ci hanno risposto da L'Erudita.

Se vuoi parlaci della tua esperienza diretta. Magari io come altri ci siamo fatti un'idea sbagliata.
 

 

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4 ore fa, ElleryQ dice:
17 minuti fa, Mauroooooo dice:

Potresti spiegare perché questo NON è "naturalmente" il caso de L'Erudita?

Ricordo a tutti, inoltre, che questo topic riguarda esclusivamente Giulio Perrone,

Perchè, non avendo alcuna prova concreta, non posso affermarlo in riferimento ad una casa editrice ben definita, mi esporrei a una possibile denuncia. La mia è una supposizione derivante dal fatto che ho esaminato varie discussioni su questo sito. Tutti gli utenti di questo sito hanno a disposizione varie discussioni per formarsi un parere in proposito. Ci si informa e si traggono le conclusioni.

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Non avendo prove concrete come puoi affermare che questo "non è naturalmente il caso..." ? Mah. Non andrei oltre.
Non servono prove perché questo non è un processo e nessuno ha commesso un reato. "L'Erudita" fa ciò che vuole, legittimamente per quella che è stata la mia esperienza. Credo che l'intento di questa discussione fosse capire "cosa" fa. "Ci si informa e si traggono le conclusioni" ;-)

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*Intervento dello staff*

 

1 ora fa, Mauroooooo dice:

Stiamo parlando proprio di "L'Erudita". E il meccanismo sembra esattamente quello che descrivi tu:

 

Scusate, ma cosa non vi è chiaro del fatto che qui si parla solo di Giulio Perrone? Le CE sono collegate, ma sussistono come realtà separate. Se volete continuare a parlare delle modalità e delle politiche specifiche di L'Erudita esiste un topic apposito. Se volete riportare le vostre esperienze in questo topic dovete farlo esclusivamente per Giulio Perrone. Se avete inviato una proposta a questo editore e ne avete ricevuta una da L'Erudita, potete anche segnalarlo qui, ma il resto e tutto ciò che attiene a L'Erudita va disquisito in quel topic apposito.

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1 ora fa, ElleryQ dice:

Se avete inviato una proposta a questo editore e ne avete ricevuta una da L'Erudita, potete anche segnalarlo qui, ma il resto e tutto ciò che attiene a L'Erudita va disquisito in quel topic apposito.

E' il mio caso: ho inviato a Perrone e ha risposto l'Erudita.

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Forse bisognerebbe specificare nei link della prima pagina di questo topic: Perrone non pubblica emergenti; i manoscritti mandati a Perrone vengono inoltrati automaticamente a un'altra casa editrice con tutt'altro stile editoriale.

Comunque trovo che sia molto scorretto da parte di Perrone scrivere sul proprio sito (nella pagina "Manoscritti"): È possibile presentare una proposta di poesia o narrativa, dopo aver verificato che sia in linea con le nostre collane... Solamente gli autori ritenuti interessanti per la pubblicazione saranno contattati entro sei mesi dall’invio del materiale.

Scorretto e ingannevole, dal momento che Perrone non contatterà mai nessuno, ma a farlo sarà soltanto l'altra casa editrice.

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Mah. Ho letto tante cose sul Giulio Perrone in questo forum. Addirittura qualcuno l'ha definita una stamperia anziché una Casa Editrice. Per carità, ognuno giustamente dà le proprie opinioni in base alle esperienze.


Tuttavia è notizia fresca di ieri che Chiara Marchelli, con il suo libro edito da Giulio Perrone, è stata inserita tra i 12 finalisti dello Strega 2017. Sic! 

 

 

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I finalisti dello Strega sono noti a chiunque legga quotidiani e riviste specializzate. Dovrebbe essere un punto a favore dell'editore? È ancor peggio: un editore che partecipa al premio Strega dovrebbe, a mio avviso, muoversi con tutt'altro stile.

Invio 2 capitoli del mio romanzo a Perrone, e mi risponde L'erudita che mi propone di inviare a loro l'intero manoscritto.  In caso lo accettino, dovrò farmi carico di svariate presentazioni. La distribuzione è miserrima. Ma come si permettono? Tra le altre cose, sul sito dell'Erudita c'è la scritta "marchio di G. Perrone edizioni", ma sul sito di Perrone non esiste alcun accenno All'Erudita.  Una casa editrice che telefonicamente si rifiuta di spiegare le sue ragioni ma che invita i potenziali autori a recarsi a Roma per parlarne vis à vis. Ma non scherziamo 

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18 ore fa, cuido ha detto:

I finalisti dello Strega sono noti a chiunque legga quotidiani e riviste specializzate. 

 

Non ho capito quest'osservazione. Ho infatti solo riportato una notizia "fresca", non ho certo detto di saperla solo io. :)

 

18 ore fa, cuido ha detto:

 Dovrebbe essere un punto a favore dell'editore? 


Secondo me sì. Soprattutto se l'editore è piccolo. Merito dell'autrice ma merito anche dell'editore, che evidentemente ha i ganci giusti per permettere a un libro di arrivare così in alto.

 

18 ore fa, cuido ha detto:

Invio 2 capitoli del mio romanzo a Perrone, e mi risponde L'erudita che mi propone di inviare a loro l'intero manoscritto.  In caso lo accettino, dovrò farmi carico di svariate presentazioni. La distribuzione è miserrima. Ma come si permettono? Tra le altre cose, sul sito dell'Erudita c'è la scritta "marchio di G. Perrone edizioni", ma sul sito di Perrone non esiste alcun accenno All'Erudita.  Una casa editrice che telefonicamente si rifiuta di spiegare le sue ragioni ma che invita i potenziali autori a recarsi a Roma per parlarne vis à vis. Ma non scherziamo 

 

Se tu mandassi il tuo manoscritto a Mondadori e ti rispondesse Piemme sono quasi sicuro che non reagiresti così. :D
"Come si permettono" mi sembra un po' esagerata, come retorica. L'Erudita è un marchio GP, e Giulio Perrone ha tutto il diritto, come editore, di dirottare un testo su CE che appartengono al suo marchio. I perché di questa scelta appartengono all'editore, ma l'autore senza dubbio ha il diritto di conoscerli (e magari li conoscerà in fase di approfondimento). Anche a me è successa la stessa cosa, ma non mi va di drammatizzare. Ho visto cose ben peggiori. 
In ogni caso analizzando la mail ricevuta da l'Erudita mi sono accorto che è stata la stessa direzione editoriale di GP ad inoltrare il mio manoscritto alla segreteria letteraria di Erudita. Posso esserne dispiaciuto (?) ma non sorpreso. Né scandalizzato. 
Immagino che funzioni pressappoco così: Giulio Perrone riceve una proposta. La valuta. Non lo convince. La inoltra all'Erudita per una sua valutazione. L'Erudita la trova interessante per la propria linea editoriale e ti chiede l'intero manoscritto. Fine. 

 

Tralasciando qualunque considerazione sulla forza o meno de l'Erudita, è così allucinante? A me non sembra. :)

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A me sì,  al di là del fatto che si tratti di una pratica ancora diffusa tra certe realtà . É come se entrassi in un supermercato che all esterno reclamizza una cosa e all interno è tutta un'altra. Troppe sono le differenze tra le due realtà. E sì, la trovo una cosa irrispettosa. Tutt al più, avrebbero potuto inviare una mail - come accade in molte altre case editrici - e dire qualcosa tipo: il tuo lavoro non ci ha convinti; per te va bene se lo inviamo a un nostro marchio con questa e quest altra caratteristica?  Così sarebbe accettabile. Ripeto: è pratica diffusa in molte c.e. Qualcuno potrebbe obiettare: ma ricevono troppi manoscritti, servirebbe troppo tempo per comunicare il passaggio a tutti gli autori. Balle. Chi sta al top, chi si candida allo Strega, lo status se lo tiene stretto anche con queste accortezze, come avviene nel mercato anglosassone (che di invii ne deve gestire qualcuno in più rispetto ai nostri) ma anche nelle case editrici italiane serie. Non smetterò mai di pensare che questo pressapochismo, questo arraffare silenzioso e caotico, siano sintomo di sciatteria e poco rispetto per gli autori

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Ora, lungi da me voler fare il paladino di Giulio Perrone (sinceramente non me ne può fregare di meno :P), solo per capire: perché la considere una sciatteria pressappochista? 
Sul sito di GP c'è scritto a chiare lettere che ti ricontattano solo se interessati. Perché, tuttavia, prima di cestinare la tua proposta non dovrebbero permettersi di inoltrarla ad un loro marchio? Davvero, non lo riesco a capire. 

Preferiresti essere solo scartato, senza altre opportunità (ripeto: al di là della forza de l'Erudita come marchio)?

 

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Vi prego cortesemente di restare in tema e cioè esperienze dirette su GP. Le divergenze sulle metodologie e linee di pensiero delle CE fanno parte di un argomento generico, per quanto utile e interessante. Per cui vi consiglierei di aprire una discussione a parte in "Varie ed Eventuali".

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scusate, scrivendo, mi sono comparsi gli scambi più recenti. io ho inviato alla giulio perrone e sono stata contattata da l'erudita.

hanno letto le prime 10 pagine e mi hanno chiesto il resto del romanzo.

mi hanno scritto stamattina di essere interessati, ma vogliono vedermi dal vivo.

volevo solo avere delle opinioni in merito alla casa editrice...

grazie

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Ho inviato il mio manoscritto a Giulio Perrone e, come volevasi dimostrare, L'erudita mi ha chiesto un incontro nella sede a Roma.

Va da sé che non ci andrò.

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Quelli dell'Erudita mi hanno detto che Perrone non pubblica più emergenti. Per questo sopra scrivevo che mi sembra ingannevole da parte di Perrone lasciar scritto sul proprio sito: "È possibile presentare una proposta di poesia o narrativa, dopo aver verificato che sia in linea con le nostre collane... Solamente gli autori ritenuti interessanti per la pubblicazione saranno contattati entro sei mesi dall’invio del materiale."

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22 ore fa, Mister Frank ha detto:

Ho scritto direttamente all'Editore; se mi risponde, aggiorno il topic :) 

Email ricevuta oggi, ecco il sunto: il coordinatore delle casa editrice L'Erudita vuole leggere il manoscritto di cui parlavo all'Editore.

 

Off-Topic: Perché le case editrici continua a dire manoscritto, quando non sarebbe più corretto dire dattiloscritto?  

PS. Ho partecipato al concorso letterario indetto dalla Giulio Perrone Editore.

Stay happy! :D 

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Anche io ho avuto la stessa esperienza.

 

Dirottata all’Erudita con la richiesta di andare in sede. Essendo distante da Roma, mi hanno contattata telefonicamente. Quello che mi hanno proposto non mi è piaciuto e ho rifiutato. Leggendo questa discussione,  ho capito di aver fatto la scelta giusta. Anche io partecipo al concorso della Perrone come @Mister Frank

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idem

 

Inviato a Perrone, risposto Erudita.

Invito ad andare in sede.

Accettano tutti?

Io ho conosciuto un autore che c'è andato e poi li ha snobbati.

 

Io non ci vado

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