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Aggiornati link e informazioni. Da segnalare i seguenti annunci (approfonditi nell'aggiornamento del post d'apertura):

 

- non valuteremo testi di altri generi letterari (poesia, libri scientifici, romanzi fantasy…).

- La casa editrice è alla ricerca di nuovi manoscritti per la collana "Cahier di viaggio", libri dedicati a città o luoghi.

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Dopo avere letto questa discussione, vorrei raccontare la mia esperienza con Francesco Giubilei e la sua casa editrice. Ho presentato, in occasione della Fiera del Libro di marzo 2015, organizzata da Giubilei alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, un mio romanzo. Nonostante avessi pubblicato con un altro editore, Francesco Giubilei è stato gentilissimo e mi ha assistito quasi come se fossi stato un suo autore. 

Confermo quanto scritto da Marcello (che, tra l'altro, ho conosciuto proprio in quell'occasione).

Un mio racconto è stato pubblicato in "Racconti Romagnoli", edito da Historica, e mi è stata consegnata una pergamena. Ho acquistato un solo volume. Tanto per averlo...

 

 

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Ciao! Io sono stata selezionata in due antologie della Historica, ma non ho mai avuto l'obbligo di acquistarle; nella mail che inoltrano a tutti i selezionati c'è solo scritto che se vuoi una copia la puoi prenotare, non c'è scritto che la devi comprare per forza. Sono due cose diverse.

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5 ore fa, Alessandra L. dice:

Ciao! Io sono stata selezionata in due antologie della Historica, ma non ho mai avuto l'obbligo di acquistarle; nella mail che inoltrano a tutti i selezionati c'è solo scritto che se vuoi una copia la puoi prenotare, non c'è scritto che la devi comprare per forza. Sono due cose diverse.

Idem per l'antologia in cui è stato selezionato un mio racconto.

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 Ciao, ho pubblicato a novembre 2016 un racconto nella raccolta "Racconti Bolognesi". Ho prenotato alcune copie per me, ma senza obbligo di acquisto. La presentazione delle raccolte si è svolta in una bellissima sala del Palazzo Segni Masetti a Bologna.

Stanno anche organizzando serate di letture degli incipit in zone suggestive della città. Bravi.

 

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Io sinceramente vado un po' controcorrente. Ho scritto un racconto per l'antologia "Racconti di Cultora", che sarebbe dovuta essere presentata a dicembre alla fiera della piccola e media editoria di Roma dal 7 al 12, mi è arrivata la mail che ero stato selezionato e fin qui tutto ok. Sono andato alla fiera, ho parlato con Giubilei, mi ha detto che "le copie non erano state prodotte in tempo", per cui niente presentazione. Ovviamente nessun avviso via mail, nessuna comunicazione sul sito. Boh. Mi dice che la premiazione e la presentazione di Cultora comunque sarebbe stata a Milano il 17 dicembre, io come molti altri non potevo esserci, non lo sapevo e mancava meno di una settimana. Nessuno credo sia stato avvisato per tempo di coloro che sono stati selezionati, poichè nelle mail di gruppo in cui io ero in copia, tutti facevano domande e nessuno rispondeva. Molto vaghe anche le indicazioni sul luogo della premiazione, ci è stato dato un indirizzo e basta. Addirittura molti non sapevano nemmeno il titolo di questa antologia.

Inoltre assurdo che gli autori dell'antologia non avessero una copia omaggio. E' una cosa proprio che non tollero in una pubblicazione, che l'autore o gli autori non abbiano copie omaggio.

Sta di fatto che mi ha dato il suo biglietto da visita, gli ho scritto, la risposta è stata veloce, volevo ordinare una copia ma se andate sul sito non si capisce quale sia 'sta "Racconti di Cultora" edizione 2016, non si vede una copertina, nulla. Queste antologie fanno diventare gli autori automaticamente consumatori e il costo di 17 euro mi sembra esagerato. In ogni caso mi hanno mandato la fattura e appena riceveranno il pagamento me la spediranno anche se ho sentito dire di una qualità pessima di questa antologia.

Ho mandato loro una seconda mail invece per una raccolta di racconti sui viaggi ma preferiscono un libro unico su una unica città e su questo ok.

Insomma, male, male, male, tutto raffazzonato e poco chiaro nonostante le risposte via mail.

 

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Confermo quanto scritto da @StefanoWriter circa la gestione dell'avviso di selezione degli autori, dell'informativa sulla data e luogo della presentazione e sulla non chiara visualizzazione sul sito della c.e. della raccolta di racconti. Anche io sono stata selezionata in questa edizione 2016.

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Ciao a tutti,

vorrei un vostro parere su un concorso indetto da Historica edizioni.

Si tratta di "Racconti lombardi" "Racconti del Lago" etc... uno per ogni zona d'Italia.

Io ho partecipato di recente ad uno di questi e sono stata selezionata per far parte dell'antologia.

I diritti sul racconto resterebbero miei ma dovrei cedergli quelli di vendita. Non mi viene chiesto alcun esborso.

Danno solo la possibilità di prenotare con uno sconto delle copie, qualora si desideri farlo.

Ho cercato per bene sul vostro forum e su questa casa editrice ho trovato solo due post che non hanno risolto i miei dubbi.

Non sono certa di aver postato nella sezione giusta ed in caso mi scuso anticipatamente.

 

Sapreste dirmi se è una casa editrice seria e se il concorso ha un valore?
Grazie

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No, non è la sezione giusta: esiste già un topic in cui si parla di queste cose ed è quello della casa editrice, di cui fra l'altro hai sbagliato a scrivere il nome nel titolo della discussione.

Finisco di romperti le scatole con il segnalarti che avremmo piacere che i nuovi arrivati si presentassero alla comunità in Ingresso prima di interagire nelle varie sezioni del forum.  Quindi ti andrebbe di salutare gli altri utenti, mentre io provvedo a spostare la discussione?

Grazie mille.

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Ciao e scusami. Hai ragione, ho sbagliato a scrivere il nome (potresti correggere anche quello, per favore?) e come dicevo non ero sicura su dove postare.
Grazie per le dritte!

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3 minuti fa, Pistacchietta dice:

(potresti correggere anche quello, per favore?

Come puoi vedere non ce n'è stato bisogno, perché accorpando le discussioni rimane il titolo di quella originaria.  Qui troverai il resoconto di diverse esperienze in merito, compresa la mia.  Buon proseguimento.

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Grazie e scusa ancora per i pasticci. ^^"

Ho riletto con attenzione i commenti, anche se gli ultimi due mi hanno un po' demoralizzata.

Trovo in effetti un po' ostica la comunicazione ed ammetto che alle email che avevo mandato loro per avere informazioni non hanno mai risposto.

In giro ho letto che dietro questo concorso non c'è una giuria e che di conseguenza non si viene scelti ma che inseriscono chiunque sapendo che, prima o poi,

qualcuno degli autori prenoterà più copie per se ed amici.

Tu o altri che avete avuto l'esperienza diretta, sapreste darmi qualche informazione più precisa in merito?

Grazie ancora.

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6 minuti fa, Pistacchietta dice:

Tu o altri che avete avuto l'esperienza diretta, sapreste darmi qualche informazione più precisa in merito?

Io posso parlarti della mia esperienza, che si riferisce ai racconti emiliano-romagnoli, perché quella è la regione dove risiedo.  È ovvio che l'editore avrà contatti diversi regione per regione e dunque non posso esprimermi per altre regioni che non siano la mia.  

La selezione avviene ed è naturale visto il numero di racconti che l'antologia contiene, di certo inferiore a quelli spediti.  Già dalla scorsa edizione il selezionatore è Stefano Andrini, uno scrittore piuttosto noto sul territorio.  Ti posso garantire che i racconti li legge, perché nel corso della bella premiazione dell'anno scorso ebbe qualche parola per quasi tutti i racconti degli autori che si presentavano a ricevere il premio (una pergamena) dalle mani dell'editore.  Sarà ancora lui il selezionatore anche per la prossima edizione, i cui termini per la presentazione degli elaborati scadono a fine marzo.

Quanto a:

21 minuti fa, Pistacchietta dice:

prima o poi, qualcuno degli autori prenoterà più copie per se ed amici.

non ci vedo nulla di male.  Chi mai potrebbero essere gli acquirenti di un'antologia di racconti emiliano-romagnoli di autori poco o per nulla conosciuti?  La massaia di Bolzano o il ragioniere di Civitavecchia? Il bacino dei possibili acquirenti è per forza ristretto ad amici, parenti, conoscenti, biblioteche del territorio e autori stessi.

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Grazie per le informazioni.

Non trovo sbagliato pubblicare contando sull'affluenza degli stessi autori, quello che mi dispiace è la possibilità che si venga tutti pubblicati e che non ci sia un'effettiva selezione. Avevo partecipato per mettermi in gioco e per avere un riscontro sulla mia scrittura e questo, ovviamente, renderebbe inutile il tutto.

Sapere che invece la selezione c'è mi è già d'aiuto.

I libri hanno un isbn? Sulla loro pagina Facebook qualcuno chiede come mail nell'ultimo libro non ci sia. Purtroppo anche lì non rispondo quasi mai. 

 

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E allora posterò anche la mia esperienza. Partecipato al concorso e selezionato per la pubblicazione ne "I racconti di Cultora Nord-Est", ed. 2016, ho ricevuto la comunicazione relativa alla premiazione con preavviso veramente esiguo, una settimana o poco più, e non ho potuto partecipare. Ho comprato una copia a scatola chiusa e mi è pervenuta insieme alla "pergamena", praticamente una fotocopia su carta che a causa della spedizione era pure gualcita (o è un effetto "invecchiato"? Non so giudicare). Avevo letto da qualche parte che le raccolte in parola sarebbero state in vendita sulle piattaforme più diffuse, ed effettivamente quella dell' ed. 2015 si trova su Amazon e su IbS. Quella 2016, al contrario, è sparita anche dalla pagina di Historica edizioni. Così come tutte le altre, relative agli altri concorsi, escluse, appunto, le due pubblicazioni del 2015. E se su una loro edizione non ci puntano nemmeno loro stessi... auguri a tutti.

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Torno ad aggiornare anche io, purtroppo sempre in modo negativo. Ero rimasto alla antologia mal presentata, acquistata al costo di 17 euro.

Chiuso quel capitolo, mi sono interessato alla collana dei libri sulle città, ed essendo appassionato di Londra, non vedendola in catalogo, ho provato a farci un pensiero. Come doveva però essere struttrato un libro così? Mera guida turistica? Romanzo? Racconti con sfondo Londra? Per capirlo ho voluto acquistare un libro della collana, su Dublino. Solo 5 euro compresa la spedizione.

Dopo diversi giorni ancora non mi era arrivato nulla. Scrivo, e vengo a sapere che il libro non è disponibile. Non solo non è disponibile ma proprio non arriverà. Allora mi dico, perché metterlo vendibile sul sito? Fortunatamente ho richiesto il rimborso, non tanto per i 5 euro quanto per principio. Se una cosa non è disponibile il minimo è segnalarlo.

 

Il rimborso di 5 euro è arrivato (se non mi fossi fatto vivo non credo non si sarebbero mai fatti vivi loro), ma con questo la mia esperienza con Historica é proprio chiusa.

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Ho partecipato all'edizione 2017 del concorso Racconti lombardi - Milano e provincia. Non sono uno scrittore esordiente, ma m'interessava comunque essere presente in un'antologia "milanese". Mi pare che si offra ad autori anche giovanissimi ed esordienti la possibilità di iniziare a pubblicare qualcosa in forma cartacea, senza nessun obbligo di spesa. In genere il prodotto, almeno in questa  antologia, mi sembra di buona qualità e probabilmente superiore al valore riscontrabile in antologie di qualche anno fa, che rappresenta forse il segno di una crescita della formazione e della consapevolezza letteraria di molti nostri giovani autori. Unico appunto è che le antologie non appaiano chiaramente indicate sui siti dell'editore o sulle piattaforme web. Sarebbe meglio che l'editore provvedesse a praticare una miglior comunicazione, specificando se e quando l'edizione risulti esaurita. D'altra parte sappiamo che la piccola editoria lavora producendo tirature limitate e che, soprattutto in caso di antologie, la tiratura prevede solamente quanto si ritiene di poter collocare vendendo le copie prenotate dagli autori o quelle di parenti e amici degli autori stessi. In conclusione, vantaggio soprattutto psicologico per gli autori, che possono iniziare a costruire un proprio curriculum letterario, e certamente per l'editore, che pubblica un prodotto con rischi quasi inesistenti.

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Ho partecipato anche io a un concorso di racconti e ho scoperto oggi di essere stato "selezionato".

Avevo inviato il materiale un po' a scatola chiusa, dopo essermi assicurato che non ci fossero tasse di iscrizione da pagare. Oggi scopro che firmando la liberatoria inviatami in calce alla mai di "congratulazioni" (1) non riceverei nemmeno una copia per me dell'antologia (2) non percepirei diritti sull'eventuale vendita di copie (3) se volessi una copia per me dovrei pagarmela al modico costo di 15 € anziché 18 (cifra calcolata sulla base del numero di autori inseriti nell'antologia).

Ammetto di essere rimasto molto perplesso. Non è una proposta di pubblicazione a pagamento perché non ho obblighi di acquisto di copie, ma... poco ci manca. Quale autore pubblica qualcosa di suo senza volere nemmeno una copia? Immaginando 1 copia venduta per... quanti autori? non lo so. 20 autori a 15 euro significa 300 euro. Quante copie si possono stampare con un budget di diciamo 200 €? sicuramente più di 20, immagino.

Ho provato a cercare altre antologie di questo editore su Amazon, ma non si trovano.

Mi sto chiedendo se ha senso accettare di essere pubblicato a queste condizioni che mi sembrano poco sfidanti e mirate solo a coprire le spese con un po' di margine positivo. Questo tipo di pubblicazione farebbe curriculum a me scrittore? Non ne sono affatto convinto.

Voi cosa ne pensate?

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15 minuti fa, LuckyLuccs ha detto:

(1) non riceverei nemmeno una copia per me dell'antologia (2) non percepirei diritti sull'eventuale vendita di copie (3) se volessi una copia per me dovrei pagarmela al modico costo di 15 € anziché 18 (cifra calcolata sulla base del numero di autori inseriti nell'antologia).

 

Nella pubblicazione dei lavori antologici è una prassi piuttosto diffusa. Sarebbe alquanto macchinoso dividere le royalties per tutti gli autori presenti e per bene che vada queste sarebbero dell' 1% circa a testa, diversamente alla CE non converrebbe neanche stampare.

Nella maggior parte dei casi si fa affidamento proprio sugli acquisti effettuati direttamente dagli autori inseriti (che almeno 2-3 copie a testa ne compreranno). Certo, lo sconto è un po' bassino.

 

15 minuti fa, LuckyLuccs ha detto:

Questo tipo di pubblicazione farebbe curriculum a me scrittore? Non ne sono affatto convinto.

Voi cosa ne pensate?

 

Io ho partecipato due volte ad antologie simili, edite da una CE free presente sul forum. Dal mio punto di vista facevano curriculum, perché erano presenti fisicamente nelle maggiori catene librarie (le ho anche viste) e perché a fare da "sponsor" agli autori esordienti inseriti c'erano affiancati nomi noti del panorama letterario.

Certo, dipende molto dalle CE, dal tipo di antologia e dalla distribuzione che avrà, secondo me.

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@ElleryQ grazie della risposta.

sia chiaro che non mi importa minimamente delle royalties, ma davo per scontato che almeno una copia per l'autore fosse garantita. Se l'editore si copre le spese con margine vendendo agli autori, che interesse ha di promuovere l'opera? venderà solo le copie agli autori. E a quel punto ha tutto l'interesse a coinvolgere il maggior numero di autori (dunque di potenziali acquirenti), alla faccia della selezione.

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10 minuti fa, LuckyLuccs ha detto:

Se l'editore si copre le spese con margine vendendo agli autori, che interesse ha di promuovere l'opera? venderà solo le copie agli autori. E a quel punto ha tutto l'interesse a coinvolgere il maggior numero di autori (dunque di potenziali acquirenti), alla faccia della selezione.

 

In parte hai ragione, ma dipende molto dall'editore. Se l'antologia è il prodotto finale di un concorso letterario (di cui la pubblicazione è il premio), è probabile che non ci sia neanche grande interesse da parte dei lettori ad acquistarla, ma se è un antologia tematica (con un tema di richiamo, possibilmente) di autori vari esordienti, magari usata dalla CE proprio come traino iniziale per lanciare i loro romanzi che usciranno, ha tutto l'interesse a farne circolare i nomi e farli arrivare in libreria.

Quelle a cui partecipai erano un'iniziativa promozionale dell'editore, non un concorso letterario vero e proprio, ma posso dirti che c'era di sicuro un meccanismo di selezione ed era visibile on-line. Comparivano degli elenchi dei racconti accettati, rifiutati e di quelli che richiedevano una valutazione ulteriore (per poi finire tra gli accettati o gli esclusi).

 

Edit: Ah... e per quelli prescelti veniva anche fatto un lavoro di editing.

Modificato da ElleryQ

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1 minuto fa, ElleryQ ha detto:

 

In parte hai ragione, ma dipende molto dall'editore. Se l'antologia è il prodotto finale di un concorso letterario (di cui la pubblicazione è il premio), è probabile che non ci sia neanche grande interesse da parte dei lettori ad acquistarla, ma se è un antologia tematica (con un tema di richiamo, possibilmente) di autori vari esordienti, magari usata dalla CE proprio come traino iniziale per lanciare i loro romanzi che usciranno, ha tutto l'interesse a farne circolare i nomi e farli arrivare in libreria.

Io posso dirti solo che per quelle alle quali ho partecipato c'era di sicuro un meccanismo di selezione ed era visibile on-line. Comparivano degli elenchi dei racconti accettati, rifiutati e di quelli che richiedevano una valutazione ulteriore (per poi finire tra gli accettati o gli esclusi).

 

Edit: Ah... e per quelli prescelti veniva anche fatto un lavoro di editing.

 

Eh, mi sembra tutto un altro paio di maniche in effetti. E in quel caso sì, ne vale la pena.

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Quelle a cui partecipai erano un'iniziativa promozionale dell'editore, per esempio, non un concorso letterario vero e proprio, anche se lanciate come concorso pubblico su un sito.

Lo riscrivo qui perché ho editato il post sopra solo dopo la tua risposta. :)

Modificato da ElleryQ

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Nel caso in questione manca la trasparenza della selezione, e non si è mai parlato di editing.

Ho il sospetto che partecipare non faccia nemmeno un granché curriculum.

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Ciao a tutti, ho scritto un racconto che vorrei inviare a "Racconti siciliani" l'ho fatto leggere a una mia amica e ora ho un dubbio. Nel racconto c'è una frase che contiene la parola "merda", che faccio la cambio? Quest'amica mi ha consigliato di non usare certe parole in un concorso letterario, per me sono piccolezze ma non vorrei essere penalizzata per una stupidaggine simile. Voi che ne pensate? Chi ha già pubblicato qualcosa con Historica mi sa dire che idee editoriali hanno?

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6 ore fa, VanyDream ha detto:

Ciao a tutti, ho scritto un racconto che vorrei inviare a "Racconti siciliani" l'ho fatto leggere a una mia amica e ora ho un dubbio. Nel racconto c'è una frase che contiene la parola "merda", che faccio la cambio? Quest'amica mi ha consigliato di non usare certe parole in un concorso letterario, per me sono piccolezze ma non vorrei essere penalizzata per una stupidaggine simile. Voi che ne pensate? Chi ha già pubblicato qualcosa con Historica mi sa dire che idee editoriali hanno?

 

La sensazione, rafforzata dal confronto con altri che hanno partecipato ai "concorsi", è che sia sufficiente scrivere in modo accettabile per essere vincitori.

La sensazione è che se ci sono più vincitori è meglio, così ci sono più persone che comprano almeno una copia.

Perché altrimenti nella mail in cui ti annunciano il riconoscimento ti direbbero che il prezzo del libro è calcolato sulla base degli autori presenti nell'antologia? a me fa sospettare che la copertura dei costi di stampa avvenga puntando sull'ego degli scrittori che al peggio si comprano una copia per se (partecipi a un concorso, ti dicono che l'hai vinto e non ti compri neanche una copia per te? statisticamente improbabile), e al meglio comprano un po' di copie da regalare agli amici per dire "guarda come sono bravo, ho vinto un concorso" (statisticamente non so quanto, ma immagino sia piuttosto probabile). Quindi più scrittori ci sono meglio è. Chiaro che magari proprio tutti tutti non vengono scelti, ma le maglie della selezione con presupposti simili sono sicuramente molto larghe.

Tornando alla tua domanda: secondo me se scrivi "merda" anche più volte ma hai uno stile quanto meno corretto vedrai che riceverai la mail di congratulazioni.

 

Fammi sapere, sono curioso.

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15 ore fa, LuckyLuccs ha detto:

 

La sensazione, rafforzata dal confronto con altri che hanno partecipato ai "concorsi", è che sia sufficiente scrivere in modo accettabile per essere vincitori.

La sensazione è che se ci sono più vincitori è meglio, così ci sono più persone che comprano almeno una copia.

Perché altrimenti nella mail in cui ti annunciano il riconoscimento ti direbbero che il prezzo del libro è calcolato sulla base degli autori presenti nell'antologia? a me fa sospettare che la copertura dei costi di stampa avvenga puntando sull'ego degli scrittori che al peggio si comprano una copia per se (partecipi a un concorso, ti dicono che l'hai vinto e non ti compri neanche una copia per te? statisticamente improbabile), e al meglio comprano un po' di copie da regalare agli amici per dire "guarda come sono bravo, ho vinto un concorso" (statisticamente non so quanto, ma immagino sia piuttosto probabile). Quindi più scrittori ci sono meglio è. Chiaro che magari proprio tutti tutti non vengono scelti, ma le maglie della selezione con presupposti simili sono sicuramente molto larghe.

Tornando alla tua domanda: secondo me se scrivi "merda" anche più volte ma hai uno stile quanto meno corretto vedrai che riceverai la mail di congratulazioni.

 

Fammi sapere, sono curioso.

 

Sono d'accordo su parecchi tuoi punti di vista, però sono anche dell'idea che per le CE questo tipo di concorsi sia anche un modo di pubblicizzarsi. Tutti gli emergenti che ho conosciuto sui social, conoscono questa CE per merito proprio dei suoi concorsi, e penso che più della metà prima d'inviare qualcosa si sarà fatta un giro nel catalogo.
Alla fine se non c'è l'obbligo d'acquisto, provare non costa nulla, e si tratta di racconti brevi quindi non sacrificherei manoscritti su cui ho lavorato per mesi e mesi. Mi è sembrato di leggere prezzi esagerati per i volumi ma se anche dovessero pubblicarmi, non è detto che spendo così tanto per acquistare delle copie.
Proverò allora senza cambiare il testo. Grazie della risposta :)

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Non avevo capito che fosse a doppio binario. Dal loro sito proprio non lo si evince.

Chiesi qualche tempo fa, mentre cercavano dei manoscritti per la loro collana Cahiers di Viaggi, se per l'appunto all'autore si chiedevano dei contributi per la stampa. Non ebbi mai risposta e pensai che si fossero offesi per la mia domanda, tagliandomi subito fuori dal loro circuito. Strana ce, per come la penso io.

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