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Ho partecipato all'edizione 2017 del concorso Racconti lombardi - Milano e provincia. Non sono uno scrittore esordiente, ma m'interessava comunque essere presente in un'antologia "milanese". Mi pare che si offra ad autori anche giovanissimi ed esordienti la possibilità di iniziare a pubblicare qualcosa in forma cartacea, senza nessun obbligo di spesa. In genere il prodotto, almeno in questa  antologia, mi sembra di buona qualità e probabilmente superiore al valore riscontrabile in antologie di qualche anno fa, che rappresenta forse il segno di una crescita della formazione e della consapevolezza letteraria di molti nostri giovani autori. Unico appunto è che le antologie non appaiano chiaramente indicate sui siti dell'editore o sulle piattaforme web. Sarebbe meglio che l'editore provvedesse a praticare una miglior comunicazione, specificando se e quando l'edizione risulti esaurita. D'altra parte sappiamo che la piccola editoria lavora producendo tirature limitate e che, soprattutto in caso di antologie, la tiratura prevede solamente quanto si ritiene di poter collocare vendendo le copie prenotate dagli autori o quelle di parenti e amici degli autori stessi. In conclusione, vantaggio soprattutto psicologico per gli autori, che possono iniziare a costruire un proprio curriculum letterario, e certamente per l'editore, che pubblica un prodotto con rischi quasi inesistenti.

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Ho partecipato anche io a un concorso di racconti e ho scoperto oggi di essere stato "selezionato".

Avevo inviato il materiale un po' a scatola chiusa, dopo essermi assicurato che non ci fossero tasse di iscrizione da pagare. Oggi scopro che firmando la liberatoria inviatami in calce alla mai di "congratulazioni": 1) non riceverei nemmeno una copia per me dell'antologia 2) non percepirei diritti sull'eventuale vendita di copie 3) se volessi una copia per me dovrei pagarmela al modico costo di 15 € anziché 18 (cifra calcolata sulla base del numero di autori inseriti nell'antologia).

Ammetto di essere rimasto molto perplesso. Non è una proposta di pubblicazione a pagamento perché non ho obblighi di acquisto di copie, ma...*Editato dallo Staff*

Ho provato a cercare altre antologie di questo editore su Amazon, ma non si trovano.

*Editato dallo Staff*

Questo tipo di pubblicazione farebbe curriculum a me scrittore? Non ne sono affatto convinto.

Voi cosa ne pensate?

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Il 8/3/2018 alle 15:33, LuckyLuccs ha detto:

1) non riceverei nemmeno una copia per me dell'antologia 2) non percepirei diritti sull'eventuale vendita di copie 3) se volessi una copia per me dovrei pagarmela al modico costo di 15 € anziché 18 (cifra calcolata sulla base del numero di autori inseriti nell'antologia).

 

Nella pubblicazione dei lavori antologici è una prassi piuttosto diffusa. Sarebbe alquanto macchinoso dividere le royalties per tutti gli autori presenti e per bene che vada queste sarebbero dell' 1% circa a testa, diversamente alla CE non converrebbe neanche stampare.

Nella maggior parte dei casi si fa affidamento proprio sugli acquisti effettuati direttamente dagli autori inseriti (che almeno 2-3 copie a testa ne compreranno). Certo, lo sconto è un po' bassino.

 

Il 8/3/2018 alle 15:33, LuckyLuccs ha detto:

Questo tipo di pubblicazione farebbe curriculum a me scrittore? Non ne sono affatto convinto.

Voi cosa ne pensate?

 

Io ho partecipato due volte ad antologie simili, edite da una CE free presente sul forum. Dal mio punto di vista facevano curriculum, perché erano presenti fisicamente nelle maggiori catene librarie (le ho anche viste) e perché a fare da "sponsor" agli autori esordienti inseriti c'erano affiancati nomi noti del panorama letterario.

Certo, dipende molto dalle CE, dal tipo di antologia e dalla distribuzione che avrà.

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Ospite

Non avevo capito che fosse a doppio binario. Dal loro sito proprio non lo si evince.

Chiesi qualche tempo fa, mentre cercavano dei manoscritti per la loro collana Cahiers di Viaggi, se per l'appunto all'autore si chiedevano dei contributi per la stampa. Non ebbi mai risposta e pensai che si fossero offesi per la mia domanda, tagliandomi subito fuori dal loro circuito.

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Il 5/9/2018 alle 12:33, Lillibet ha detto:

Non avevo capito che fosse a doppio binario. Dal loro sito proprio non lo si evince.

Chiesi qualche tempo fa, mentre cercavano dei manoscritti per la loro collana Cahiers di Viaggi, se per l'appunto all'autore si chiedevano dei contributi per la stampa. Non ebbi mai risposta e pensai che si fossero offesi per la mia domanda, tagliandomi subito fuori dal loro circuito.

 

Diciamo che la loro gestione delle antologie di racconti non è proprio all'insegna dell'investire sugli autori, ecco. Probabilmente con quelle finanziano anche i lavori su cui credono davvero.

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buongiorno a tutti. c'è qualcuno di voi che per caso ha pubblicato con Historica nell'antologia "Racconti del Piemonte?"

oggi mi arriva l'invito a una presentazione da parte dell'editore. peccato che dopo esserci chiariti sulla natura del loro concorso e di chi ci avrebbe guadagnato avessi detto che non ero intenzionato a pubblicare il mio racconto, dunque non firmando la liberatoria che mi avevano spedito. Mi piacerebbe sapere se il mio racconto è finito ugualmente nell'antologia...

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Buongiorno, un mio racconto è stato selezionato tramite un concorso gratuito e pubblicato. Non mi è stato chiesto nulla, ma mi è stata data la possibilità di acquistare copie scontate. La prevista premiazione al Salone del libro è saltata causa Covid. Editore serio e gratuito, quindi...

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Fanno molti concorsi gratuiti ma l autore non ha diritti sulle copie vendute ne copie omaggio. Se vuole anche solo una copia per se deve comprarla. Tutte le persone che conosco risultano vincitrici del concorso (compreso me , che però non appena ho capito ilmeccanismo ho ritirato il mio racconto "vincitore"). L editore ti spiega che il prezzo del volume è determinato dal numero di partecipanti e già questo fa capire che è sulla vendita di copie agli autori che fanno business. In più  essendo di torino e partecipando al salone come autore  ti posso garantire che una presentazione al salone passa inosservata al grande pubblico. Insomma non ci perdi nulla (a parte i soldi della copia) ma nemmeno fai un grande affare. Se posso permettermi di darti un consiglio Quegli stessi soldi che useresti per foraggiare questo concorso investili in self publishing.

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A me non hanno detto che il prezzo era variabile. I racconti che ho letto (non l'ho ancora finito) mi sono piaciuti, è un libro come un altro. Non ci vedo nulla di truffaldino, non ti obbligano a comprare niente. Grazie per la risposta 😊

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No non c c'è nulla di truffaldino come non c'è  nelle altre forme piu o meno mascherate di editoria a pagamento. Basta sapere a cosa si va incontro. Io ho avuto un carteggio con questa associazione e in corrispondenza di uno dei loro (tantissimi) concorsi a cui ho partecipato perché era gratuito...  decidendo di ritirare il racconto una volta capito bene come funzionava. Condivido la mia esperienza sperando possa essere utile ad altri.

Modificato da LuckyLuccs
Errore ortografico
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Io ho partecipato al concorso "Racconti dal Piemonte" per il 2020, ho inviato un racconto e qualche tempo dopo mi hanno contattato per informarmi di essere stato selezionato.

 

Nella stessa e-mail mi hanno chiesto, a mia totale scelta, se ero interessato ad acquistare copie dell'antologia a prezzo scontato. Io l'avrei anche fatto, ma le mie tasche erano e sono vuote, dunque non ho potuto dare seguito a questa operazione finanziaria.

 

Non so dunque se il racconto sia stato pubblicato, ma spero di sì, e in ogni caso hanno specificato - ed è stato confermato anche qui in precedenti interventi - che i diritti rimangono dell'autore.

 

Penso comunque di acquistare autonomamente una copia dell'antologia, perché mi interessa il tema (vedo che ce n'è una per regione...beh, a ognuno la sua!)

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L'importante è che siate consci che per appagare il vostro ego cedete gratuitamente il frutto del vostro talento a un editore che poi lo rivenderà ad altri (e anche a voi stessi) guadagnandoci.

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Non posso fare a meno di chiedermi il perché di un simile nome, per una casa editrice che - come si evince dal catalogo - non si occupa di storia se non in modo marginale.

Ai miei occhi il nome appare decisamente fuorviante... qualcuno conosce le motivazioni di una simile scelta?

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