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Black

Un'ultima volta

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La storia si intuisce già dall'inizio ma la lettura è stata ugualmente gradevole.

Piaciuta soprattutto la parte in cui il protagonista "recupera" il ricordo di essere stato lui a causare la morte della compagna.

 

Mi ha ricordato la piccola fiammiferaia, solo che al posto dei fiammiferi ci sono le siringhe...

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È un bel racconto. Me ne ricorda un’altro che lessi tempo fa. Lì c’era un tizio che aveva una macchina a cui si poteva acccedere a pagamento. Usandola si tornava al passato, a una vita familiare. Una volta terminato l’effetto ci si ritrovava in un mondo post-atomico in rovina.

Nel tuo caso la catastrofe è strettamente privata. A riportare nel passato è una droga che dev’essere iniettata. L’atteggiamento del protagonista nei confronti di questa droga è ricalcato su quello degli eroinomani. Funaziona, perché aggiunge ulteriore drammaticità al racconto.

Però nelllo snodo finale ho fatto fatica a seguire quello che succede. Tutto diventa terribilmente veloce. Non so se sia giusto. Io avrei cercato di rallentare il ritmo, ma forse è solo una questione di gusti.

È che è difficile seguire i diversi piani temporali che si mescolano come in un gorgo, solo alla seconda lettura ho capito cosa fosse realmente successo. Ti suggerirei di riconsiderare il finale. Quanti lui ci sono? Uno guida la macchina, uno salva Anna, un terzo corre ad assistere... Quanti di questi sono viaggiatori nel tempo e qual’è l’originale? Ecco: è questo che confonde un po’. Ha confuso me, per lo meno.

Poche le correzioni e i suggerimenti:

 

Infilzò l'ago sulla pelle sudata del braccio e spinse il tappo della siringa

 

Non è un tappo (il tappino di una siringa è quello che copre l’ago). La parola giusta dovrebbe essere "pistone". Forse pistoncino suona meglio, però.

 

Il giardino era spoglio e i rami del cespuglio di rose, ormai secco, avevano invaso il porticato

 

Mi suona sbagliato. Se il cespuglio di rose è secco non può più invadere niente. Lo so, l’ha fatto prima di seccare, ma a me suona scorretto lo stesso. Prova con " Il giardino era spoglio, i rami del cespuglio di rose avevano invaso il porticato ed erano ormai secchi.

 

Non sentì l'ago che scivolava sul braccio martoriato. Lo fece in maniera istintiva, come qualcosa a cui era abituato. Fece più male, però

 

Frase non costruita benissimo. Invertirei le prime due frasi: Lo fece in maniera istintiva, come qualcosa a cui era abituato. Non sentì l'ago che scivolava sul braccio martoriato. (Magari cambiando o abituato o martoriato per evitare la rima spuria). Inoltre se non lo sente non può far male... Puoi provare qualcosa come "Lo fece in maniera istintiva, senza quasi averne coscienza. Non sentì l’ago penetrare nel braccio martoriato, eppure alla fine fece più male del solito.

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Grazie per il commento. :)

 

È che è difficile seguire i diversi piani temporali che si mescolano come in un gorgo, solo alla seconda lettura ho capito cosa fosse realmente successo. Ti suggerirei di riconsiderare il finale. Quanti lui ci sono? Uno guida la macchina, uno salva Anna, un terzo corre ad assistere... Quanti di questi sono viaggiatori nel tempo e qual’è l’originale? Ecco: è questo che confonde un po’. Ha confuso me, per lo meno.

 

In realtà la droga non fa viaggiare nel tempo, ma soltanto rivivere dei ricordi. Il protagonista, alla fine, si accorge di poterli alterare; ma di fatto modifica qualcosa nella sua testa, ciò che è stato rimane tale.

Ecco, questo è il messaggio che volevo mandare. A quanto pare non ci sono riuscito.  :asd:

Sì, dovrò riconsiderare il finale. Devo ammettere che, rileggendolo, anch'io lo trovo un tantino poco comprensibile. Vedrò di aggiustarlo.

Riguardo al ricordo finale, nella versione "reale" lui è l'uomo con le buste in mano che assiste all'incidente; l'ultima volta, però, riesce a prendere il controllo e a scindersi dal lui del ricordo; questo doppione ha il controllo della situazione, a differenza dell'uomo con le buste, e si accorge che Anna sta attraversando perché ha visto lui (quello delle buste).

In pratica il protagonista si è dato una motivazione per la quale Anna avesse dovuto attraversare l'incrocio nella realtà e l'ha modificata all'interno del ricordo, peraltro ristabilendo la normalità (il doppione muore, e lui torna a vedere attraverso del Frank originale).

L'autista era soltanto un povero disgraziato e non c'entra nulla col protagonista.  :asd:

Questo però si sarebbe dovuto capire senza bisogno di spiegazioni. Ci dovrò lavorare un po' per sistemarlo.

 

 

Infilzò l'ago sulla pelle sudata del braccio e spinse il tappo della siringa

 

Non è un tappo (il tappino di una siringa è quello che copre l’ago). La parola giusta dovrebbe essere "pistone". Forse pistoncino suona meglio, però.

 

Hai ragione. Non ricordavo il termine corretto, ma tappo è errato.

 

 

Non sentì l'ago che scivolava sul braccio martoriato. Lo fece in maniera istintiva, come qualcosa a cui era abituato. Fece più male, però

 

Frase non costruita benissimo. Invertirei le prime due frasi: Lo fece in maniera istintiva, come qualcosa a cui era abituato. Non sentì l'ago che scivolava sul braccio martoriato. (Magari cambiando o abituato o martoriato per evitare la rima spuria). Inoltre se non lo sente non può far male... Puoi provare qualcosa come "Lo fece in maniera istintiva, senza quasi averne coscienza. Non sentì l’ago penetrare nel braccio martoriato, eppure alla fine fece più male del solito.

 

L'idea era che a fare male fosse il diffondersi della droga; però detto così sembra riferito all'ago. Un'altra cosa da sistemare.  :saltello:

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Ciao Black.

 

Inizio con il dirti che a me il racconto è piaciuto moltissimo. :ohh:

 

In particolare è l'atmosfera che trovo perfettamente azzeccata. La disperazione di Frank, la sua debolezza nel tentare di recuperare la sua quotidianità, la sua vita precedente si scontrano con lo squallore della realtà che lo circonda.

Appropriato il riferimento al metallo, alla latrina, all'appartamento grigio e polveroso.

Sembra quasi di avvertire la stanchezza dei suoi passi, i gesti rallentati e goffi.

 

Trovo che tu abbia un'incredibile abilità di trasfondere nei pochi gesti che compie il protagonista tutto il suo tormento interiore.

Frank ( o, a quanto ho inteso, il Cervello di Frank) non accetta la realtà e la sostituisce con un'altra.

 

La frase di chiusura è bellissima: Frank si sentì felice. Dopo mesi di agonia, comprese di poter sorridere ancora. Il suo corpo smise di tremare, sul divano impolverato, e il suo cuore batté un'ultima volta.

 

La scena nel giardino dei Parker anche se dovrebbe essere un ricordo positivo è costruita con grande perizia: ho avvertito un senso di pesantezza, quasi una premonizione su un futuro che dovrebbe ancora arrivare.

 

Per quanto riguarda l'aspetto sintattico per i miei gusti vi è una certa qual abbondanza di verbi fraseologici che io non amo ma la sottoscritta, definita "Donna di Costipata Scrittura" non è chiaramente un buon "consigliori" sotto questo aspetto.

 

Rinnovandoti nuovamente i miei complimenti, rimango in attesa di leggere altre tue opere.

 

Alla prossima

 

Cloto :P

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Ciao Cloto, grazie per il commento. Mi ha fatto molto piacere che tu lo abbia apprezzato. :)

 

Se pensi che qualcosa non vada, anche se credi sia qualcosa legato soltanto ai tuoi gusti, dimmi pure. In fondo siam qui per imparare e ogni critica, positiva o negativa, è sempre utile. A quali verbi ti riferisci?

 

Grazie ancora. :)

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Ospite ire70

Molto bello, molto scorrevole...ma mi hai fatto piangere, mannaggia :buhu: ! (Mi sono solo un po' confusa anch'io nel finale un poco rapido, ma complimenti!)

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Usi il passato remoto, stima.

Il racconto, convulso - in senso buono -, minimalista e di una tristezza assurda, mi è piaciuto. Forse l'eccessiva velocità e gli scambi tra i momenti passati e i vari trip mentali, come ti hanno già detto, disorientano e causano un effetto WTF non indifferente. Forse usando la prima persona riusciresti a creare dei collegamenti indiretti il modo da chiudere il cerchio.

 

Alcuni appunti:

 

 

«Un'ultima volta» sussurrò, la voce spezzata. «Giuro che è l'ultima.»

 

 

 
Taglia o elimini anche "sussurrò" e inserisci un altro verbo. Esempio: Borbottò.
 
Strinse i denti e le palpebre mentre il liquido violaceo entrava in circolo nelle vene.

 

 
Troppe parole  :asd: 

 
Frank non si stupì quando il suo corpo si mosse fuori dal suo controllo
 

 

 

Involontariamente?
 

 

«Avresti potuto evitare di chiamare mia madre» disse.

Anna continuò a tagliare le carote.

«Piantala con questa storia. Non potevamo lasciarla a casa da sola, la sera della vigilia.»

«Rovinerà tutto, ne sono sicuro.» Frank si massaggiò la fronte. «Cos'è che prepari?»

 

 

Troppi verbi  :asd:
1) Perché hai invitato mia madre?
2) Forse perché - rispose - è la sera della vigilia?
 
PS: Esempi orrendi, ma tra scrivere "aveva nella mano destra una pistola" e "impugnava una pistola" scelgo sempre la seconda.
 

 

 

Non doveva cadere ancora nella tentazione. L'aveva promesso a lei

 

Gliela aveva promesso.

 

Si buttò di peso sul divano

 

Non so, prova usare un verbo più "forte".

 

Tornò ancora più indietro con la mente. Pochi minuti prima. Gli arti gli bruciavano, la pelle scottava. Stava tremando

 

Tremava. 

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Grazie per il commento, Rewind. :)

 

 

Frank non si stupì quando il suo corpo si mosse fuori dal suo controllo
 

 

 

Involontariamente?

 

Ci credi se ti dico che non ci avevo pensato?  :zomg:

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Ospite
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