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m.q.s.

Zero

Post raccomandati

http://www.writersdream.org/forum/topic/21632-eroina-una-serial-killer/

 

 

Zero

 

 

Lisa dice che il braccio le si è indolenzito mentre si stropiccia gli occhi con una mano.

La panca in legno scricchiola sotto il suo peso o così immagino, mentre lei sussurra che tornare è stato uno sbaglio. Ha visto la mia faccia quando ho aperto la grata e la luce mi ha illuminato e poi lei ha chiuso la porta ed è tornato il buio. Sì, tornare è stato uno sbaglio.

Non beve più. Dice cosa ci faccio qui, dimenticando il punto di domanda.

Si è tagliata i capelli e ora le ciocche spolverano le sue spalle pallide, celando la parte finale di un tatuaggio che prima non c’era.

Mi racconta la sua vita con la nonchalance di certe massaie che vengono qui una volta alla settimana, ma senza il loro timore reverenziale.

Prima di tornare, prima di decidere di tornare, si è licenziata.

Ha lavorato come aiuto cameriera in un ristorante italiano di Londra, uno di quei locali in cui si prenota per non mangiare. Doveva indossare una cravatta dorata e portare i capelli raccolti. Il suo capo chiedeva gli extra e lei gli ha fatto una sega per farsi assumere.

Si è licenziata senza dare preavviso e ha speso lo stipendio di aprile per comprare un paio di orecchini, ma li ha dimenticati da qualche parte, presumibilmente in qualche bagno. Ha visto un senzatetto di colore deriso da un gruppo di inglesi dinoccolati e lentigginosi scesi da un taxi nero che non era un taxi, ma un cab. Ha ascoltato per l'ultima volta l'esibizione di un gruppo di musica balcanic-indie-rock, anche se questa definizione le ha sempre fatto storcere il naso. Per l'ultima volta, ha applaudito e i palmi delle sue mani sono diventati rossi e le hanno fatto male. Non ha ballato. Ha bevuto tre shot di tequila senza sale e limone e due Malibù Cola. Ha sniffato della pessima coca con il cantante del gruppo e lui si è sistemato i capelli dietro un orecchio e le ha chiesto di restare. Le ha detto ti amo in italiano e le ha regalato un foulard. Lei ha promesso che sarebbe tornata. Gli ha fatto pompino mentre lui fissava il muro, gli occhi rossi per la troppa coca sniffata. Dello sperma si è essiccato sulla scollatura del suo vestito. Ha annodato il foulard del ragazzo alla maniglia di un’Opel parcheggiata fuori dal locale. Un cab l'ha portata a casa e il cielo si è tinto di azzurro e le stelle sono scomparse, una dopo l'altra, e il cab ha quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura, ma ha lasciato Lisa davanti all’ingresso anche se lei non aveva i soldi per pagare la corsa e ha dovuto mostrare le tette all'autista, un indiano con il turbante bianco e la fede al dito.

Ha fatto le valige e poi ha dormito per qualche ora, vestita. Si è promessa che avrebbe svoltato, ma senza convinzione, e quando le gambe hanno smesso di tremare ha preso la valigia ed è salita su un altro cab. Questa volta aveva con sé qualche sterlina e l’autista non l’ha degnata di uno sguardo.

Arrivata in Italia è stata accolta da un gruppo di amici avvisato poche ore prime del suo rientro alla base. Con loro c’era un ragazzo che non conosceva, particolarmente carino, così lei ha flirtato con lui ma poi era troppo stanca per continuare a giocare e non aveva coca con sé. Ha salutato gli amici ed è andata a casa. Lui non ci è rimasto male, o così dice lei.

Ha dormito e ha telefonato a sua mamma e hanno litigato al telefono ma lei comunque andrà a trovarla domani, per raccontarle di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

Ha bussato alla porta di casa mia ma io non abito più lì, così ha chiesto informazioni alla giovane coppia che ha trovato all’interno. Loro non mi conoscevano ma le hanno riferito che hanno sentito un tale raccontare di un ex tossico convertito alla fede dopo un tentato suicidio.

«E poi sei venuta qui».

La mia voce è più roca di quanto desideri ma ormai la frase mi è scappata. Lisa alza gli occhi e sorride e ripete, tornare è stato uno sbaglio.

«Tornerai là?», chiedo.

Lei fissa il mio colletto e io istintivamente alzo una mano per coprirlo.

«Questo è tutto ciò che dovevo dirti. Mi assolvi?».

«Tornerai là?», chiedo.

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Racconto abbastanza particolare, basato quasi interamente sul raccontato ma godibile lo stesso.

Interessante la rivelazione finale, che capovolge il punto di vista del lettore riguardo al narratore (almeno, è stato così per me  :asd: ): credevo fosse in prigione o rinchiuso da qualche parte.

Penso, però, che avresti dovuto giocare di più su questo fattore, magari mostrando il "degrado" della ragazza al tempo in cui era assieme al narratore, il modo da suscitare l'idea che il narratore fosse davvero in cella (essendo tossico quanto lei).

 

Non ho capito bene cosa intendessi con il "tornare". Tornare dove? A Londra? O in un luogo non rivelato?

 

Ti lascio qualche appunto:

 

Ha visto la mia faccia quando ho aperto la grata e la luce mi ha illuminato e poi lei ha chiuso la porta ed è tornato il buio. 

 

Questa frase la renderei così: Quando ho aperto la grata e ha visto la mia faccia, ha chiuso la porta ed è tornato il buio. Se poni il ritorno del buio credo sia implicito che prima vi fosse la luce.

 

Si è tagliata i capelli e ora le ciocche spolverano le sue spalle pallide, celando la parte finale di un tatuaggio che prima non c’era.

 

Il fatto che abbia tagliato i capelli mi fa pensare che il tatuaggio non venga celato. Forse intendevi che ha cambiato acconciatura? Oppure li ha lasciati crescere?

 

Mi racconta la sua vita con la nonchalance di certe massaie che vengono qui una volta alla settimana, ma senza il loro timore reverenziale.

 

Il termine francese l'avrei posto in corsivo, perché straniera. Si tratta di una scelta stilistica, più che altro.

La cosa che mi ha dato da pensare però è l'accostamento di nonchalance con il timore reverenziale. Mi paiono opposti fra loro.

 

Prima di tornare, prima di decidere di tornare, si è licenziata.

 

Questa frase la eviterei, perché del licenziamento ne parli anche dopo, e dentro un preciso contesto.

 

Gli ha fatto pompino mentre lui fissava il muro

 

Hai dimenticato un :)

 

Un cab l'ha portata a casa e il cielo si è tinto di azzurro e le stelle sono scomparse, una dopo l'altra, e il cab ha quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura, ma ha lasciato Lisa davanti all’ingresso anche se lei non aveva i soldi per pagare la corsa e ha dovuto mostrare le tette all'autista, un indiano con il turbante bianco e la fede al dito.

 

L'uso di frasi così lunghe e articolate accelera eccessivamente il testo, dato che non hai usato questo stile in precedenza.

Io scriverei: L'ha portata a casa un cab, mentre il cielo si tingeva di azzurro e le stelle scomparivano una dopo l'altra. Dopo aver quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura, il cab ha lasciato Lisa davanti all’ingresso (di casa?). Lei non aveva i soldi per pagare la corsa e ha dovuto mostrare le tette all'autista, un indiano con il turbante bianco e la fede al dito.

Eviterei comunque quel ma, non trovo il nesso con la volpe.

 

Si è promessa che avrebbe svoltato, ma senza convinzione, e quando le gambe hanno smesso di tremare ha preso la valigia ed è salita su un altro cab.

 

Non ho capito cosa intendi con svoltato. Che fosse cambiata? O altro?

 

 

Ha dormito e ha telefonato a sua mamma e hanno litigato al telefono ma lei comunque andrà a trovarla domani, per raccontarle di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

 

Come la frase sul cab, anche questa risulta troppo accelerata. La scriverei così: Ha dormito e ha telefonato a sua madre. Hanno litigato al telefono ma lei andrà comunque a trovarla domani. Le racconterà di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

 

Lisa alza gli occhi e sorride e ripete, tornare è stato uno sbaglio.

 

Io la scriverei così: Lisa alza gli occhi e sorride, ripetendo che tornare è stato uno sbaglio. In ogni caso, eviterei quella virgola. Meglio sostituirla con un che.

 

 

«Tornerai là?», chiedo.

Lei fissa il mio colletto e io istintivamente alzo una mano per coprirlo.

«Questo è tutto ciò che dovevo dirti. Mi assolvi?».

«Tornerai là?», chiedo.

 

La seconda volta userei un termine diverso, come ripeto.

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Piaciuto.

All'inizio non avevo capito l'ambientazione e non mi spiegavo dove volessi andare a parare con il racconto della vita, tutto sommato squallida, di Lisa; poi tutto trova la sua sistemazione e mi piace quando succede. Bel finale.

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Racconto abbastanza particolare, basato quasi interamente sul raccontato ma godibile lo stesso.

Interessante la rivelazione finale, che capovolge il punto di vista del lettore riguardo al narratore (almeno, è stato così per me  :asd: ): credevo fosse in prigione o rinchiuso da qualche parte.

Penso, però, che avresti dovuto giocare di più su questo fattore, magari mostrando il "degrado" della ragazza al tempo in cui era assieme al narratore, il modo da suscitare l'idea che il narratore fosse davvero in cella (essendo tossico quanto lei).

 

Non ho capito bene cosa intendessi con il "tornare". Tornare dove? A Londra? O in un luogo non rivelato?

 

Ti lascio qualche appunto:

 

Ha visto la mia faccia quando ho aperto la grata e la luce mi ha illuminato e poi lei ha chiuso la porta ed è tornato il buio. 

 

Questa frase la renderei così: Quando ho aperto la grata e ha visto la mia faccia, ha chiuso la porta ed è tornato il buio. Se poni il ritorno del buio credo sia implicito che prima vi fosse la luce.

 

Si è tagliata i capelli e ora le ciocche spolverano le sue spalle pallide, celando la parte finale di un tatuaggio che prima non c’era.

 

Il fatto che abbia tagliato i capelli mi fa pensare che il tatuaggio non venga celato. Forse intendevi che ha cambiato acconciatura? Oppure li ha lasciati crescere?

 

Mi racconta la sua vita con la nonchalance di certe massaie che vengono qui una volta alla settimana, ma senza il loro timore reverenziale.

 

Il termine francese l'avrei posto in corsivo, perché straniera. Si tratta di una scelta stilistica, più che altro.

La cosa che mi ha dato da pensare però è l'accostamento di nonchalance con il timore reverenziale. Mi paiono opposti fra loro.

 

Prima di tornare, prima di decidere di tornare, si è licenziata.

 

Questa frase la eviterei, perché del licenziamento ne parli anche dopo, e dentro un preciso contesto.

 

Gli ha fatto pompino mentre lui fissava il muro

 

Hai dimenticato un :)

 

Un cab l'ha portata a casa e il cielo si è tinto di azzurro e le stelle sono scomparse, una dopo l'altra, e il cab ha quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura, ma ha lasciato Lisa davanti all’ingresso anche se lei non aveva i soldi per pagare la corsa e ha dovuto mostrare le tette all'autista, un indiano con il turbante bianco e la fede al dito.

 

L'uso di frasi così lunghe e articolate accelera eccessivamente il testo, dato che non hai usato questo stile in precedenza.

Io scriverei: L'ha portata a casa un cab, mentre il cielo si tingeva di azzurro e le stelle scomparivano una dopo l'altra. Dopo aver quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura, il cab ha lasciato Lisa davanti all’ingresso (di casa?). Lei non aveva i soldi per pagare la corsa e ha dovuto mostrare le tette all'autista, un indiano con il turbante bianco e la fede al dito.

Eviterei comunque quel ma, non trovo il nesso con la volpe.

 

Si è promessa che avrebbe svoltato, ma senza convinzione, e quando le gambe hanno smesso di tremare ha preso la valigia ed è salita su un altro cab.

 

Non ho capito cosa intendi con svoltato. Che fosse cambiata? O altro?

 

 

Ha dormito e ha telefonato a sua mamma e hanno litigato al telefono ma lei comunque andrà a trovarla domani, per raccontarle di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

 

Come la frase sul cab, anche questa risulta troppo accelerata. La scriverei così: Ha dormito e ha telefonato a sua madre. Hanno litigato al telefono ma lei andrà comunque a trovarla domani. Le racconterà di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

 

Lisa alza gli occhi e sorride e ripete, tornare è stato uno sbaglio.

 

Io la scriverei così: Lisa alza gli occhi e sorride, ripetendo che tornare è stato uno sbaglio. In ogni caso, eviterei quella virgola. Meglio sostituirla con un che.

 

 

«Tornerai là?», chiedo.

Lei fissa il mio colletto e io istintivamente alzo una mano per coprirlo.

«Questo è tutto ciò che dovevo dirti. Mi assolvi?».

«Tornerai là?», chiedo.

 

La seconda volta userei un termine diverso, come ripeto.

Ciao! Ti ringrazio molto per il passaggio e per gli spunti!

Per quanto riguarda il discorso delle frasi lunghe, l'accelerazione è voluta, perché quei periodi devono essere bevuti rapidamente.

buona giornata :)

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Piaciuto.

All'inizio non avevo capito l'ambientazione e non mi spiegavo dove volessi andare a parare con il racconto della vita, tutto sommato squallida, di Lisa; poi tutto trova la sua sistemazione e mi piace quando succede. Bel finale.

 

Grazie :) Felice che ti sia piaciuto

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Un racconto singolare, per certi versi ermetico.

Hai scelto un approccio stilistico particolare.  Entri nel racconto con l'intento di spiazzare il lettore e fargli credere che la scena avvenga in un carcere, ma lo fai con grande onestà.  Ho capito subito che si trattava di un confessionale perché tu mi ha lasciato gli strumenti per comprendere.  Hai scelto termini che si prestavano a entrambe le scene, quali "panca" e "grata", ma mi hai dato l'indizio rivelatore della luce.  Se chi apre la grata rimane illuminato significa che prima era al buio, quindi un confessionale: bravo.

Poi scegli di passare a uno stile "raccontato", in barba a tutti i manuali di scrittura, dimostrando come anche il "tell" possa avere un'efficacia narrativa, ancora bravo.  

A questo punto si è portati a credere che la storia avrà uno svolgimento lineare e si andrà verso un finale chiaro. 

E invece no, perché scegli di lasciare il tutto incerto.  Alla fine nulla avrà una risposta precisa: non impariamo perché lei sia tornata e perché sia stato uno sbaglio (forse è tornata per lui, ma il ragazzo non è più libero? Possibile..) e soprattutto se lui la assolverà.  Bene, mi piace anche questo finale aperto.

In alcuni passaggi però pecchi di eccessivo ermetismo.

Il titolo innanzitutto: non sono riuscito a trovare un collegamento con il brano.  Ci sarà sicuramente, ma io non l'ho colto,

Poi questa frase, che mi pare ambigua:

Si è promessa che avrebbe svoltato

svoltato come va inteso?  che era intenzionata a cambiare vita?  Secondo me qui dovresti spiegare meglio.

 

qui invece:

Lei fissa il mio colletto e io istintivamente alzo una mano per coprirlo

credo tu abbia commesso un piccolo errore.  Nel confessionale era tornato il buio, come fa lei a fissare il colletto?

 

Da ultimo ti lascio un suggerimento, basato su null'altro che il gusto personale. 

La prima frase dell'incipit (che pure mi è piaciuto molto nel suo complesso) mi pare debole, anche a causa di quel braccio indolenzito che non trova una spiegazione.  Se il racconto fosse mio io la taglierei e sposterei all'inizio questa frase, che a parer mio è bellissima:

 

Non beve più. Dice cosa ci faccio qui, dimenticando il punto di domanda.

 

Senza toccare altro, io inizierei il racconto così:

 

Non beve più. Dice cosa ci faccio qui, dimenticando il punto di domanda.

La panca in legno scricchiola sotto il suo peso o così immagino, mentre lei sussurra che tornare è stato uno sbaglio. Ha visto la mia faccia quando ho aperto la grata e la luce mi ha illuminato e poi lei ha chiuso la porta ed è tornato il buio. Sì, tornare è stato uno sbaglio.

 

Io lo preferisco.

 

Comunque mi sei piaciuto: un buon lavoro, in cui si percepisce un'intensa ricerca nel linguaggio e nello stile.

Bravo.

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Ah, una nota tecnica di servizio.

Quando rispondi a un commento non è necessario che tu ricopi tutto l'intervento: così la discussione si allunga a dismisura.  Puoi rispondere anche a più utenti nello stesso messaggio rendendo chiaro a chi ti riferisci così:

 

@ Pinco: ...

 

@ Pallino: ...

 

Oppure puoi citare una parte del commento a cui intendi rispondere selezionandola, premendo il bottone del "fumetto" (fila in basso, 7° a partire da destra) e cancellando tutto il resto.

In Helpdesk poi trovi aiuti e spiegazioni più approfondite delle mie.

Ciao.

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Bel racconto, mi è piaciuto.  

 

Ho apprezzato molto lo stile che hai scelto per la narrazione. Un po’ particolare, una trascrizione neutrale, quasi indifferente, di quello che Lisa ha appena raccontato, il tutto riportato non con i suoi occhi ma con quelli dell’ascoltatore. Una scelta narrativa difficile, poteva risultare un racconto sterile e piatto ma così non è stato, almeno per me. Ho trovato la costruzione del racconto molto convincente. La narrazione parte lentamente, il ritmo aumenta frase dopo frase e diventa veloce, velocissimo nella parte centrale, per calmarsi poi sul finale. L’esperienza di Luisa viene raccontata in maniera neutrale, senza esprimere un giudizio, una condanna o una qualsiasi altra opinione.

 

Ti segnalo qualche pulce.

 

Lisa dice che il braccio le si è indolenzito mentre si stropiccia gli occhi con una mano.

L’incipit non mi ha convinto molto. Sembra che il braccio le faccia male perché si stropiccia gli occhi con la mano. Perché le fa male, poi?

 

Ha visto la mia faccia quando ho aperto la grata e la luce mi ha illuminato e poi lei ha chiuso la porta ed è tornato il buio.

 

Una sentenza un po’ troppo lunga, un punto e l’eliminazione di una delle e la renderebbe più scorrevole e meno pesante.

 

Si è tagliata i capelli e ora le ciocche spolverano le sue spalle pallide, celando la parte finale di un tatuaggio che prima non c’era.

Qui non sono convinta. Il tatuaggio è sulla schiena o sulla clavicola? Nel primo caso non dovrebbe riuscire a vederlo.

 

Prima di tornare, prima di decidere di tornare, si è licenziata.

La ripetizione non mi piace. Capisco che voglia dare maggiore forza alla sentenze, ma non suona bene, spezza il ritmo della frase.

 

Si è licenziata senza dare preavviso e ha speso lo stipendio di aprile per comprare un paio di orecchini, ma li ha dimenticati da qualche parte, presumibilmente in qualche bagno.

Ripetizione di qualche. Sostituirei il secondo qualche con un.

 

il cab ha quasi investito una volpe che rovistava nella spazzatura

Mentre in città più piccole è abbastanza comune l’avvistamento di una volpe anche in centro, a Londra è quasi impossibile. Forse in periferia, forse nei sobborghi vicini, ma non ci giurerei.

 

Si è promessa che avrebbe svoltato, ma senza convinzione, e quando le gambe hanno smesso di tremare ha preso la valigia ed è salita su un altro cab.

Qui cambierei la punteggiatura. Toglierei la virgola dopo convinzione, la metterei dopo la e e aggiungerei un’altra virgola dopo tremare.

 

Ha dormito e ha telefonato a sua mamma e hanno litigato al telefono ma lei comunque andrà a trovarla domani, per raccontarle di una generica vacanza durata troppo in cui ha imparato la lingua e poco altro.

Mamma mia quanto è lunga questa frase! A leggerla a voce alta si rimane senza fiato, un punto sarebbe d’aiuto.

 

 

Il ritmo, sul finale, rallenta, riprende la parte iniziale, le frasi sono meno concitate, la narrazione più calma. Il colpo di scena finale è un tocco di classe.

 

Il blocco centrale del racconto mi piace molto. È veloce, le frasi si susseguono una dietro l’altra e lasciano quasi senza fiato. Per trasmettere questa sensazione non hai utilizzato sentenze brevi e secche ma frasi anche piuttosto lunghe ed elaborate che delineano con precisione l’esperienza di Lisa e l’ambiente folle e multiculturale di Londra.

Il racconto, veloce, velocissimo nella parte centrale, descrive una vacanza, esprime disorientamento, un po’ di amarezza e di apatia, il nulla in cui Lisa si muove e da cui vorrebbe uscire fuori ma non sa come. I personaggi interagiscono, si muovono, si baciano quasi senza emozione. Il presente è tratteggiato con calma, lentamente, l’esperienza di Lisa invece appare come un vortice in cui si rimane senza respiro, le frasi si susseguono senza dare quasi possibilità di riprendere fiato.

 

 

Una buona prova, bravo/a!

 

 

A rileggerti!

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@Marcello (visto, ho imparato ;) )

Hai ragione, in certi punti avrei dovuto essere un po' più chiaro, è che ho sempre paura di dire troppo. E, nel dubbio, preferisco dire meno.

L'idea per l'incipit è potente. La prenderò senz'altro in considerazione per la stesura definitiva. Inoltre mi fa un sacco piacere vedere che hai notato la ricerca delle parole. Io penso che, per i racconti, lo stile sia più della storia. Quindi grazie!

 

@Rox 

Ciao!

ringrazio anche te per le segnalazioni.

Sulla questione della volpe: giuro che io ne ho viste ;) E poi, scrivere volpe era molto più potente che scrivere TOPI :)

Sulle frasi lunghe: sì be', provo, sperimento, se poi lascio senza voce, tanto meglio. Scherzo ovviamente!

Io provo, poi, per l'amor di dio, la mia scrittura è quello che è, quindi spesso non va bene :)

Grazie buona giornata

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La trama del racconto mi è piaciuta, ho vissuto a Londra e conosciuto situazioni di profondo disagio, anche peggio di quelle di Lisa.

Hai sfruttato bene i pochi caratteri a disposizione, dando un disegno chiaro della personalità della ragazza.
Usi un linguaggio semplice ma ricercato per quello che vuoi raccontare: a differenza di chi utilizza termini aulici per raccontare situazioni underground tu hai utilizzato proprio quello che mi aspetterei di sentire da chi parla di queste situazioni.

Questo è uno dei casi in cui vorrei leggere di più, vuoi per conoscere meglio le storie in modo da dare un giudizio più completo.§
 

Sarà che mentre mi sono fatto un'idea di Lisa vorrei sapere di più del confessore, che sembra avere una storia per lo meno curiosa alle spalle.
Se lo sviluppi occhio all'intreccio e alla coerenza.
 

L'incipit non mi ha convinto, ed essendo che penso che l'attacco sia importante a prescindere da racconto o romanzo metterei un'immagine forte che ci catapulti subito in mezzo all'azione, visto che il resto è composto appunto da situazioni molto particolari.
 

Bello anche il flashback e come ci hai fatto tornare al confessionale con:
«Sei venuta qui».

 

Quindi i miei complimenti, come ti hanno già fatto notare c'è qualche inesattezza sparsa nel testo, ma per il resto dire che è proprio un buon lavoro!

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ciao. che dire, se non grazie :)

il testo compone un racconto autoconclusivo (per modo di dire, perché il racconto non si conclude propriamente, ma a me piace che i racconti lascino aperte varie strade interpretative). quindi niente sviluppo. adesso sto tentando di scrivere un'altra cosa, che poi sarebbe riferito all'incipit che ho postato nei frammenti, ma in questo periodo sono bloccato  :saltello:

quelle volte in cui pensi di non voler più scrivere niente. ecco, sono lì.

ancora grazie per il passaggio, ti leggerò sicuramente

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ciao. che dire, se non grazie :)

il testo compone un racconto autoconclusivo (per modo di dire, perché il racconto non si conclude propriamente, ma a me piace che i racconti lascino aperte varie strade interpretative). quindi niente sviluppo. adesso sto tentando di scrivere un'altra cosa, che poi sarebbe riferito all'incipit che ho postato nei frammenti, ma in questo periodo sono bloccato :saltello:

quelle volte in cui pensi di non voler più scrivere niente. ecco, sono lì.

ancora grazie per il passaggio, ti leggerò sicuramente

Mi farebbe molto piacere!

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