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Ospite edorzar

Mond&editori

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Come prima cosa sono stato offeso in quanto si è ritenuto che rispondendo a questo forum stia cercando di "raccattare" qualche scusa. Ed aspetto ancora le dovute scuse.

La mia è un'osservazione e non un insulto. Nessuno pare in questa sede disposto ad esporsi riguardo l'attuale mondo dell'editoria. E questo dovrebbe essere un argomento abbastanza interessante per un esordiente. Non vorrei essere boicottato perché mi sono opposto all'editoria di potere.

Tengo presente che Gabriella Carlizzi è stata citata all'inizio della famosa pagina degli esordienti:

"...E così la grande editoria, prende in considerazione i soliti autori, per i quali basta il solo nome a determinare un successo sul mercato, senza nemmeno leggere quanto si scrive, e senza accorgersi di autentici “copiati d’autore”..."

Mi pare che una lancia in favore di qualcuno sia già stata spezzata da tempo.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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La mia è un'osservazione e non un insulto. Nessuno pare in questa sede disposto ad esporsi riguardo l'attuale mondo dell'editoria. E questo dovrebbe essere un argomento abbastanza interessante per un esordiente. Non vorrei essere boicottato perché mi sono opposto all'editoria di potere.

Forse perché in questa sede gli aspiranti scrittori si aspettano che ad esporsi sia l'editore, non l'autore. Mi sembra si stia un po' perdendo di vista che al di là dei costi di pubblicazione e promozione, se il libro prende piede è l'editore a incassare una cospicua fetta di guadagno, all'autore spettano le briciole, ossia la percentuale concessa sul prezzo di copertina, quando viene data... In generale sono dell'idea che se non si hanno i mezzi per portare avanti un'attività, non è il caso di ostinarsi facendosi scudo dietro al discorso "io lo faccio per passione, lo faccio per voi che altrimenti non avreste modo di emergere". Io ho un negozio, nel momento in cui mi accorgessi che le cose non vanno più bene di certo non chiederei ai miei fornitori di regalarmi la merce, o meglio ancora, di pagarmi per comprare la merce da loro ;) Stesso discorso dovrebbe essere applicato all'editoria, ma purtroppo quando si ha un semplice negozio come il mio, non si può fare leva sui sentimenti e sui sogni delle persone come invece accade nel mondo dell'editoria.

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Ospite

La clientela di Mond&editori è composta da Magistrati, investigatori, sociologi, giornalisti e gente colta di svariata levatura. Chi scrive un libro e poi rischia tre tentativi di attentato, permettemi che è degna di riguardo, molto di più di chi abusa della disponibilità altrui con paternali per nulla pertinenti al contesto.

Siamo ben lieti, di accettare qualsiasi proposta, da parte di chiunque si riconosca nelle nostre idee. Ma se foste veramente gli autori che intendiamo noi, capireste molto bene la nostra politca editoriale. Si offre un posto in trincea, e non al sole. Per le proprie idee si combatte, non si sta ad aspettare tempi migliori, o chi apparentemente vi rende la vita più semplice.

Quindi chi pubblica con voi oltre a rischiare la vita deve pure pagare... oltre al danno la beffa insomma ;)

Ma ancora non avete risposto alla semplice domanda del perché dovrebbe pagare?

Cosa offrite, anche un servizio di scorta armata per i vostri autori?

Perché se no torniamo allo stesso discorso che potrebbero benissimo rivolgersi ad editori free e rischiare la vita senza spendere soldi...

Io il senso di pagare per avere un posto in trincea non lo vedo o.o

Non ho mai visto un soldato pagare per andare in guerra, se mai il contrario...

Qui non si mette in discussione la qualità o la natura delle vostre pubblicazioni ma solo la vostra politica del contributo.

Non vuol dire che un editore a pagamento sia un cattivo editore, nessuno l'ha mai affermato.

Qui si sta solo facendo informazione affinché chi non ha i soldi e l'intenzione di pagare non perda tempo e non faccia perdere tempo anche a voi.

Tutto il resto sono chiacchiere.

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I veri oppositori dell'editoria di potere li trova nell'altra sezione: editori free. E lei continua a fraintendere. Qui nessuno è schierato con l'editoria "di potere", ma contro l'editoria a pagamento.

Las Vegas, Casini, zero91, Ponte del sale, Sogno, e altre decine. Non sono editori "di potere", ma sono editori che godono della nostra enorme stima.

La sua opera di sovversivismo non è mai stata messa in discussione, e a questo punto mi chiedo dove l'abbia riscontrata.. inoltre la sua propaganda alla agit-prop è veramente fuori luogo, perchè non pertinente all'argomento.

Comunque davvero, con tanto rispetto signor Mantovani, è meglio chiudere una discussione che non porta a nulla. Il mondo è bello perchè è vario, noi abbiamo libertà di pensiero e di espressione, lei altrettanto. Abbiamo discusso, e spesso (spessissimo) le discussioni non producono un punto d'incontro. Inoltre sono convinto che noi tutti abbiamo cose più importanti da fare che ripetere le nostre convinzioni all'infinito. Siamo come parallele che non si incontreranno mai.

Le auguro una buona permanenza nel forum.

Cordiali saluti.

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Nayan,

non credo di fare leva sui sogni di qualcuno, mi pare invece di aver detto tutto il contrario, che è tutto molto difficile e non di sicura riuscita. Apprezzo per questo gli autori che credono in quello che scrivono e voglio proporsi come corrente alternativa all'attuale panorama editoriale.

Devo mantenere un pò di discrezione, e quindi non posso darle le cifre esatte e precise. Di un libro il 4% è iva, il 50-60% sono costi di distribuzione, il 15% sono di tipografia. Quindi mediamente il ricavo è un 20-25%. Da questi si devono decurtare i diritti d'autore. Quindi un editore potrebbe tenere per se, forse un 15% del prezzo di copertina, salvo giacenze ed invenduti. Con questo margine deve pagarsi tutte le maestranze, collaboratori, promozione e tutto quanto compete all'attività editoriale.

Ad Azoto Liquido, apprezzo la battuta. Però la questione dato il curriculum vitae dell'autrice credo che non si possa porre.

Apprezzo anche il fatto che lei non voglia pagare per andare in guerra. Ma non mi sento nemmeno di dirle, che è tutto rosa e fiori. Le battaglie sono anche il senso della vita.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Ospite queenseptienna

Infine la cosa credo si concluda qui, lei non ha risposto alla domanda che lei stesso ha posto, ha ignorato i post scomodi a cui rispondere, noi rimaniamo della nostra opinione (piuttosto che pagare ci autopubblichiamo), lei della sua (ci elargisce un grosso favore pubblicandoci e chiedendoci "solo" quei mille euro, che suvvia! Siete giovani, li dovete aver per forza!).

Detto questo, invito a spegnere la discussione, signor Mantovani le auguro di trovare nuove leve per la sua Casa Editrice, possibilmente meno ignoranti di noi.

Buona gavetta a tutti.

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Cancelli per favore meno ignoranti di noi. Questo non è un mio giudizio. E non credo neppure a quelli che si definiscono ignoranti per sembrare modesti.

Mi faccia un elenco delle risposte che non le ho dato, e provvederò a rispondere. Seppure a quella principale tra le righe è stata comunque data.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Ospite queenseptienna

Non ci penso nemmeno a cancellare, non sarà un suo giudizio, ma lo ha fatto trasparire dai suoi toni. Non siamo una massa di mocciosi, siamo gente adulta.

Se non le piace la mia ironia, pace a lei, deve piacere a me ;)

I post a cui non ha risposto sono i miei: viewtopic.php?f=17&t=2501&start=45#p30632

viewtopic.php?f=17&t=2501&start=45#p30681

E cerchi di non tirare in ballo cultura, politica editoriale, editoria a pagamento, etc. Fatti concreti.

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Le battaglie sono anche il senso della vita.

Lei continua a ripetere queste cose in stile molto propagandistico, ma ciò non toglie che la sua motivazione, ovvero, mi par di capire, che sennò l'editore non rientra nelle spese, sia la stessa che danno qualcosa tipo tutti gli altri editori a pagamento.

Nessuno mette in dubbio che la Sua casa Editrice abbia dei grandi ideali, ma questo non toglie che lei chieda soldi per pubblicare, e che nel caso uno non li abbia, pur potendo venire giudicato da voi un capolavoro che però nessuna casa potente pubblicherà mai a causa dei contenuti, si sentirà rispondere ciccia dalla sua azienda.

Penso (nel caso in cui sbagli, chiedo scusa in anticipo) che le risposte a cui queenseptienna si riferisce, siano quelle inerenti a questo argomento <3

Per chiarezza pongo per l'ennesima volta la domanda, in poche parole:

Se io autore che NON dispongo di mille euro da darvi invio un manoscritto che voi giudicate meritevole di pubblicazione, ma scomodo per i contenuti e quindi impubblicabile dalle Case Editrici (free) potenti, voi me lo pubblicate ugualmente perché rientra nei vostri principi di lotta all'editoria potente o mi rispondete ciccia perché non ho i soldi?

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In tutto questo fiume di parole dove sembra chiaro, palese, scontato che non si arriverà mai ad punto d'incontro perchè l'editore in questione viaggia su di un binario (senza voler dire che sia quello giusto o sbagliato) mentre gli utenti del fotum viaggiano su un altro voglio porre una domanda, agli editori in generale. Visto che questo mestiere è così infame,povero di soddisfazioni ed sopratutto povero di guadagni, ma chi ve lo fa fare? Lasicate perdere i giovani autori al loro infausto destino, che schiattino con i loro manoscritti. Perchè dovreste essere voi editori a tirarli fuori dall'anonimato rimettendoci migliaia di euro? Lasciate le buone e caritatevoli azioni ai preti, ai santi o a chi vi pare. Non capisco perche perdete il vostro tempo con questi miserabili esordienti?Basta perdere tempo signori editori ed andate da Saviano proponendogli un bel contratto, è certo che lui vi farà incassare bei soldoni...Come dite? Uno come Saviano non vi prende in considerazione perchè siete piccoli editori? Mannaggia allora non so che dirvi...Certo una soluzione ci sarebbe, lo scouting, ma questo significherebbe tornare a puntare sugli esordienti. Spesso mi piace usare il calcio come termine di paragone con la vita, credetemi le analogie sono tantissime: Una squadra con il budget ristretto ha una sola soluzione non potendo puntare sui campioni affermati; scovare giovani talenti, che essendo tali non costano ancora nulla. Ora se l'osservatore della squadra è bravo riuscirà a scovare i giocatori validi e ricavarci denaro. Questo per dire che se siete piccoli editori Saviano non lo avrete mai, quindi traete voi le conclusioni del caso.

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Voglio aggiungere un ultima cosa, quando l'autore paga per essere pubblicato, la colpa è sempre di quest'ultimo, mai dell'editore. Chi si piega al sistema è giusto che ne paghi le conseguenze cosi impara

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Grazie degli ultimi interventi.

Mond&editori è estremamente interessata a pubblicare nuovi autori. In un post mi pare di avere precisato che cerchiamo autori che desiderano intraprendere la carriera di scrittore, e non si fermino al primo libro, altrimenti non starei qui a discutere. Sarebbe bello che tra ventanni gli scrittori più importanti sul mercato provenissero da piccole case editrici. Secondo le mie previsioni sarà molto difficile, perchè dovrebbe cambiare tutto il panorama editoriale italiano se non mondiale.

Il discorso riguardante come pubblicano i grandi scrittori, non intendo affrontarlo in questa sede, così come il discorso riguardante le vendite di questi, che in considerazione degli investimenti, e dall'attitudine del popolo italiano alla lettura, ci possono anche stare delle grandi incognite.

La questione purtroppo è che ventanni fa erano gli scrittori a proporsi alle case editrici, oggi invece è il contrario. Gli editori cercano autori. Tanto che il numero delle case editrici sta lievitando anche in considerazione della enorme quantità di manoscritti. E questa enorme quantità di autori hanno "trasfigurato" il mestiere di editore in fornitore di servizi, in quanto spesso l'unico interesse, di questo autore, è pubblicare un libro e basta. Il print on demand è appunto questo. C'è un POD gestito da piccoli editori, e un Pod gestito da grandi gruppi finanziari. Potremo definirla editoria parrallela. Quindi si cerca di pubblicare molto, di tutto perché tutto quello che si può pubblicare è denaro.

L'editore in fondo è un garante, che in base alla sua fama sul mercato, garantisce la qualità del romanzo. Molto spesso i lettori prediligono libri di una casa editrice piuttosto che di un'altra. E non c'è sempre un motivo oggettivo. Ma il nome dell'editore aggiunto ad un titolo può fare la differenza per un lettore.

Se un editore ha una precisa linea editoriale e lavora seriamente deve assicurare al lettore la qualità e la coerenza di ciò che pubblica.

Detto questo il sistema non obbliga a pagare per pubblicare. Ti obbliga a scegliere un editore se vuoi pubblicare, eccetto che si desideri farsi garante di se stesso (e comunque deve pagare). E' ovvio che il potere contrattuale maggiore è dell'editore e questo in genere crea qualche disarmonia e diffidenza.

Si dice che l'editore deve credere nell'autore, ma devo dire, per esperienza e fortuna non è mi è mai capitato l'opposto, che anche l'autore deve credere nel proprio editore.

Se il libro è un capolavoro, come prima cosa l'autore deve credere nell'editore che propone il contratto di edizione con il contributo. Nel caso non creda in questo, non deve farsi alcun patema.

Se crede nell'editore che gli chiede un contributo, vuol dire che intende in qualche modo anche pagarlo. E quindi volere è potere.

E' ovvio che credere in chi non ti chiede nulla è molto più facile.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Se crede nell'editore che gli chiede un contributo, vuol dire che intende in qualche modo anche pagarlo. E quindi volere è potere.

La divergenza del pensiero Suo e mio (e di moltri utenti di questo forum, mi sembra) sta proprio qui: a quanto dice Lei la prova del fatto che l'Autore crede nel suo Editore sta nello sborsare denaro.

Il fatto è che questo invece, almeno qui, è visto come il contrario esatto della verità.

Ribadisco: se una Casa Editrice non ha i soldi per finanziare la pubblicazione dei libri dei suoi autori, può benissimo chiudere baracca e burattini, come farebbe una qualsasia ltra azienda.

Poi il fatto che in tanti siano disposti a pagare per pubblicare giustifica l'esistenza delle stesse, certo.

Ma questo non toglie che quello afferma Lei sia a mio parere assurdo:l?autore pagherà l'editore, certo. Lo farà dandogli la (grossa) percentuale sui guadagni del libro che gli spetta da contratto.

Il libro non si sa se venderà, dice Lei? E' lì che sta il saper fare il mestiere di Editore.

Se l'azienda non ha i soldi per imbarcarsi in una cosa del genere, be... si ripete quello che ho detto sopra.

Altra cosa: se ciò che viene pubblicato è destinato a creare scandalo, a causa proprio del suo contenuto scomodo, è certo che la gente sarà interessata: direi che questa è proprio una delle certezze che si hanno riguarod al pubblico italiano.

E' ovvio che credere in chi non ti chiede nulla è molto più facile.

Senza offesa, ma da come la mette Lei sembra che chi sceglie di pubblicare a pagamento, dimostri di tenerci di più di chi invece si rifiuta di farlo per principio. Ho capito male, vero?

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Certo, almeno nel nostro caso è questo. Chi scrive un bel libro e pubblica con un contributo, crede molto di più nell'importanza del suo messaggio. Il contributo oltremodo è un contratto che lega anche l'editore a determinati compiti nell'autore, almeno nel nostro caso.

Ad un libro scomodo può essere difficile la diffusione.

Se non ho risposto a qualche vostra richiesta, vi pregherei di riformularmela. Sarò lieto di darvi le risposte che involontariamente ho tralasciato.

Buona notte a tutti!

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Scusate, ci sono cinque pagine di interventi. Eppure, secondo me questa discussione si risolve in una frase:

Si parla di libertà e questi ti rispondono che sono troppi mille euro.

Tredici parole, ed è stato spiegato un mondo.

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.

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Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Come prima cosa sono stato offeso in quanto si è ritenuto che rispondendo a questo forum stia cercando di "raccattare" qualche scusa. Ed aspetto ancora le dovute scuse.

Se si riferisce alle mie accuse, come credo che sia, le ribadisco che non gliene devo, lo scritto in un post di oggi, ma forse le è sfuggito.

E qui sotto c'è anche la SUA conferma che è coso. Quindi, non mi sono affatto sbagliato stando a ciò che leggo.

La questione purtroppo è che ventanni fa erano gli scrittori a proporsi alle case editrici, oggi invece è il contrario. Gli editori cercano autori. Tanto che il numero delle case editrici sta lievitando anche in considerazione della enorme quantità di manoscritti. E questa enorme quantità di autori hanno "trasfigurato" il mestiere di editore in fornitore di servizi, in quanto spesso l'unico interesse, di questo autore, è pubblicare un libro e basta. Il print on demand è appunto questo. C'è un POD gestito da piccoli editori, e un Pod gestito da grandi gruppi finanziari. Potremo definirla editoria parrallela. Quindi si cerca di pubblicare molto, di tutto perché tutto quello che si può pubblicare è denaro.

Ora che tutto pare limpido, provi a proporsi in altro modo: più chiaro ed evidente, meno conformista nell'asserire che Lei e la sua editrice siete diversi da altri EAP, magari incontrerà meno astiosi. Per quanto riguarda i miei interventi: finiscono qui, non risponderò più, a quanto pare siamo muro contro muro.

Una sola domanda se si sente di rispondere:

La sua editrice, in che posizione di classifica la porrebbe tra gli EAP? Perché gli altri, garantiscono fino allo svisceramento totale degli intestini che sarà successo il libro che si andrà ad editare.

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Ho per caso scritto che il libro che pubblicherete presso di noi sarà un successo?

Mi sembra di aver parlato molto diversamente.

Trovi argomentazioni migliori.

/quote]

L'ultima e poi basta, promesso, ma lei svia sempre le risposte o è il suo mestiere farlo? Non dice che lei é... noi siamo... il verbo essere lo conosce, e poi.

A Milano, ai milanesi quando affermano: " Mì son chì... mì son là... mi son..."

Alla fine gli si risponde: "Be', ma che diavul de strumenti te son?" Che diavolo di strumento suoni? ndr.

Questa la dovrei postare in un topic del Bar aperto da Arussil. ;)

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Ospite Lem Mac Lem

Con tutto il dovuto rispetto: credere e non credere sono concetti che riserverei a un altro ambito, per la precisione quello nel quale la gente resuscita dopo tre giorni. Qui non si parla di credere, si parla di soldi.

Io personalmente non pagherei mai per pubblicare, per il semplice motivo che non avrei mai la certezza che sono stata pubblicata per la mia abilità o piuttosto per il mio portafogli (il mio portafogli, devo specificare: la libertà non si compra, la storia insegna che semmai si conquista e in maniera piuttosto trucida, non a suon di assegni).

Se l'editore in questione assicura che, pur pagando, pubblica soltanto scritti di qualità, ognuno prenderà la decisione che preferisce. Ma, in tutta onestà, più che assicurare questo, non credo si possa fare: discorsi sull'etica, sul credere e il non credere, sulla libertà di parola e sui diritti esulano molto da un contratto do ut des, dove se si vuole comprare un servizio (la pubblicazione) occorre staccare l'assegno.

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Chi scrive un bel libro e pubblica con un contributo, crede molto di più nell'importanza del suo messaggio.

Ecco, secondo me la cosa da Ai Confini della Realtà è esattamente questa.

Con tutto il rispetto, ma la sua argomentazione è uguale identica a quella di tutti gli altri editori a pagamento.

L'autore non vuole comprarsi cinquanta delle sue cento copie stampate? Ma come, crede così poco in quello che fa...?

Ma chi si vuole prendere per i fondelli?

Se uno crede davvero in quello che ha scritto, non si metterà a sborsare quattrini pur di vederlo pubblicato, continuerà a mandarlo a Case Editrici Free, e così quando qualcuno lo pubblicherà saprà che ciò è avvenuto al cento per cento di probabilità perché si credeva in lui, e non perché intanto aveva quei soldi da sganciare.

Un'attività come la Sua, che dovrebbe, a quanto dice, essere improntata a pubblicare libri scomodi, dovrà tanto più essere limpida: e non è limpida, quando cheide mille euro per pubblicare, o non se ne fa nulla.

E comunque, in realtà non ha risposto alla domanda: cosa fa se uno scrive una meraviglia ma non ha quei soldi?

Volere è potere, certo, ma magari con quei mille euro uno ci mangia.

Se non ha la possiblità di darli a Lei, dalla sua risposta si evince che non verrà pubblicato dalla sua Casa Editrice.

E con quetso fine, perché, coem ha detto qualcuno sopra, è palesemnte una discussione inutile ^^

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Egreggio Ronin,

dopo l'intervento di ieri sera l'amministrazione mi ha invitato a non risponderle. Sarà questa nel caso che lo ritenga opportuno a dare risposta alle sue impoprie asserzioni.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Scusate, ci sono cinque pagine di interventi. Eppure, secondo me questa discussione si risolve in una frase:
Si parla di libertà e questi ti rispondono che sono troppi mille euro.

Tredici parole, ed è stato spiegato un mondo.

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo.

Cosa vuol dire "Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo" ?

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Cosa vuol dire "Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo"

Che da questa frase la vostra posizione mi appare talmente chiara, che ogni ulteriore mio commento sarebbe superfluo.

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Certo, almeno nel nostro caso è questo. Chi scrive un bel libro e pubblica con un contributo, crede molto di più nell'importanza del suo messaggio. Il contributo oltremodo è un contratto che lega anche l'editore a determinati compiti nell'autore, almeno nel nostro caso.

Ad un libro scomodo può essere difficile la diffusione.

Se non ho risposto a qualche vostra richiesta, vi pregherei di riformularmela. Sarò lieto di darvi le risposte che involontariamente ho tralasciato.

Buona notte a tutti!

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Come ho già spiegato in un mio precedente intervento, in genere chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore. Punto. La gavetta e il credere nella propria opera o nel proprio talento sono tutta un'altra cosa. Anch'io le avevo fatto una domanda: per caso collabora anche lei alla selezione dei testi? Ripeto, è solo una mia curiosità che nasce da alcune cose che ho notato leggendo i suoi post. La ringrazio in anticipo dell'eventuale risposta.

Salve.

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"Come ho già spiegato in un mio precedente intervento, in genere chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..."

Per favore corregga scrivendo "A mio parere, chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..."

Comunque quali elementi possiede per dire che i nostri autori non sono veri scrittori?

Sì, ma il mio parere è strettamente commerciale.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Mi correggo anche io:

"A mio parere, in genere chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..."

Le semplifico la domanda, anche i nostri autori sono degli illusi che vogliono essere a tutti i costi degli scrittori?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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