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Ospite edorzar

Mond&editori

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Ospite Linda Rando

Quindi non si paga per lavorare, perchè è veramente raro che un lavoro di un esordiente si possa ritenere un business, tanto da esser certi di un vendere un cospicuo quantitativo di copie ed accollarsi anche altri rischi di natura non economica.

Nella lista di editori che pubblicano gratis ci sono 126 editori, non è proprio una cosa così rara.

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Voglio intendere, che l'investimento su un esordiente, non è solo quello che pubblica ora, ma tutto quello che farà in seguito. E quindi tutto il suo lavoro successivo alla pubblicazione è determinante.

Un esempio è la disponibilità a presentare e far conoscere il proprio libro. Un minimo di impegno da parte dell'autore ci deve essere. Dovrebbe presenziare alle presentazioni, e sapper parlare di un libro che quasi mai conosce bene, oltermodo curare contatti su internet e public relations di svariato genere. Questa opportunità in genere svaniva al primo incontro, trovandosi accomodati in poltrona, e ricolmati della nostra disponibilità, questi non mostrano alcun entusiasmo, e neppure intenzione di prendere questo impegno seriamente. Ritenevano forse di aver vinto alla lotteria, e di poter vivere di rendita.

Ovviamente voi siete esclusi.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Temo di non capire. Parlate di investimento su tutto quello che farà un esordiente dopo la pubblicazione del primo libro. Ma sappiamo tutti che il successo di un esordiente non è dovuto solo e esclusivamente alle sue capacità narrative, alla sua fantasia, al suo talento; è soprattutto compito e lavoro dell'editore quello di pubblicizzare un esordiente attraverso i canali giusti, di renderlo credibile attraverso un buon lavoro "sommerso" e via dicendo.

Il contributo che chiedete è quindi destinato esclusivamente alla promozione, pubblicizzazione e diffusione del testo? Se fosse così, quali sono i canali che utilizzate? Ho cercato nel vostro sito ma nella pagina di invio manoscritti si parla genericamente di "librerie on line" e "canali di distribuzione".

Io tra le righe dell'ultimo intervento riesco a leggere solo due ipotesi: o state implicitamente dicendo che un autore che paga è più stimolato ad essere proattivo, oppure state implicitamente dicendo che non ve ne frega poi molto del futuro dell'esordiente in questione, visto che tanto ormai il vostro introito lo avete avuto.

Mi viene logico pensare che chiedendo 1.000 euro di contributo ad ogni autore decada il discorso dell'investimento sulle successive pubblicazioni, oppure ci sono persone che firmano contratti che li vincolano per x anni (non parlo di vincolo sull'opera, ma del vincolo a non pubblicare con altri editori) con un editore che ogni volta che deve pubblicare qualcosa gli chiede 1.000 euro?

Altra cosa: sempre nel vostro sito c'è scritto che la percentuale destinata all'autore varia in base al trend delle vendite. Potreste quantificare minimo e massimo, e i criteri su cui tale percentuale viene calcolata?

Poi non ho capito cosa intende con presentazioni di libri che gli autori non conoscono bene. Stiamo parlando di autori che non erano in grado di presentare ciò che loro stessi avevano scritto?

Grazie in anticipo se vorrà darmi delle risposte esaurienti.

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Volevo anche sottolineare un'altra cosa da voi detta

Andreste mai ad un colloquio per un lavoro da ingegnere con un diploma di terza media?
Su questo esempio vi dò ragione:

Su questo dare ragione di Emma, sono in completo disaccordo. Se fossi ingegnere (e guarda caso: lo sono), mi presenterei per un posto da ingegnere, certo. In altro modo: terza media, mi presenterei da manovale, facchino...

Se in entrambi i casi mi proponessero di pagare per occupare quel posto, be', la domanda che mi porrei sarebbe: "C'è di mezzo la mafia, drangheta, camorra? Meglio che resto zitto e pago per avere il lavoro?"

Non mi pare una equiparazione distante dalla realtà, se poi mi sbagliassi, ma sarà difficile farmi ricredere, provateci se lo riterrete opportuno. Beninteso, senza voler offendere nessuno, ma mettere su una Editrice così: a pagamento, è anche nelle mie possibilità finanziarie.

Il tutto, secondo me, pare risolversi sempre nella semplice equazione che in tanti hanno preso in considerazione per sbarcare il lunario: domanda = servizio.

Mondo&editore ha scritto: Per quale ragione un editore deve investire tempo e denaro ad esaminare opere prive dei requisiti fondamentali per una possibile pubblicazione?

Per la semplice ragione di fare l'Editore, altrimenti si resta nel limbo come gli scrittori.

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Andiamo per ordine e rispondo all'ultima osservazione.

Oggi sembra fin troppo facile, scrivere un testo e spedirlo ad un editore, con la presunzione che possa interessarlo alla pubblicazione. Non c'è nemmeno da pagare un francobollo, si spedisce tutto via email. Il fenomeno del print on demand infatti trae origine da questo principio "scrivo dunque pubblico". Sulla stessa sintonia alcune case editrici si trasformano in service di stampa e a loro volta presentandosi come editori non fanno altro che aggiungere un isbn o poco più al testo.

Posso dire, che ci sono molti autori disponibili a pagare un contributo per pubblicare un manoscritto, ma questi purtroppo presentano opere che non possono essere seriamente considerate nelle nostre collane.

L'editore investe tempo e denaro nell'esaminare manoscritti che spesso vengono inviati senza alcun riguardo per formalità, stile e contenuto, e mi pare una mancanza imperdonabile.

Torno alla mia domanda precedente: "Andreste mai ad un colloquio di lavoro da ingegnere con la terza media?"

Quindi è necessario che chi si presenta ad editore, lo faccia presentando un'opera che si possa ritenere non dico pubblicabile al 100%, ma nemmeno al 50%. Perché per noi non ha alcun interesse.

Non è raro che un autore ci chiami chiedendoci se siamo interessati a pubblicare una sua opera che ci ha già inviato in valutazione. Il motivo è sempre quello, è arrivata un'offerta di pubblicazione da parte di un editore a pagamento, e vorrebbe sapere se anche noi siamo interessati a pubblicarla. Ma nessuno di questi testi è mai stato di nostro interesse.

Per questa ragione, noi consigliamo all'autore, di cercare un parere di un esperto letterario, quale potrebbe essere anche un professore di italiano, prima di inoltrare la propria opera ad un editore.

Questo preserva l'autore da molti rischi. E noi, dall'esser considerati "editori a pagamento", nel vero senso del termine.

Dovrei rispondere anche a Nayan e Jack. Ma il tempo stringe, spero in serata.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Questo preserva l'autore da molti rischi. E noi, dall'esser considerati "editori a pagamento", nel vero senso del termine.

Il problema è che voi oggetivamente chiedete soldi per pubblicare un libro: o uno ce li ha, o il libro, fosse anche ritenuto idoneo, non viene pubblicato.

Il fatto che ci possano essere diecimila giustificazioni morali dietro, fossero anche giuste non cambia questo fatto ^^''

Ne consegue che l'inserimento nella categoria a pagamento delle liste è giustificato.

Quindi non si paga per lavorare, perchè è veramente raro che un lavoro di un esordiente si possa ritenere un business, tanto da esser certi di un vendere un cospicuo quantitativo di copie ed accollarsi anche altri rischi di natura non economica.

Nella lista di editori che pubblicano gratis ci sono 126 editori, non è proprio una cosa così rara.

Esattamente. E' una scommessa, ma fa parte del rischio d'impresa. Se una casa editrice è piccola e non può permettersi di fare una cosa del genere, allora ha tre possiblità: chiudere, prendere solo autori già pubblicati, oppure far pagare l'autore.

L'ultima è una scelta come le altre, visto che comunque sia c'è chi cerca un servizio di questo genere. Ma qualunque e per quanto buono sia il motivo che ci sta dietro (enz'altro interessante da conoscere), non toglie che l'avere quei soldi o meno pregiudica il fatto che voi lo pubblichiate o meno.

(scusate le ripetizioni, ma volevo concludere una volta per tutte)

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Andiamo per ordine e rispondo all'ultima osservazione.

Oggi sembra fin troppo facile, scrivere un testo e spedirlo ad un editore, con la presunzione che possa interessarlo alla pubblicazione. Non c'è nemmeno da pagare un francobollo, si spedisce tutto via email. Il fenomeno del print on demand infatti trae origine da questo principio "scrivo dunque pubblico". Sulla stessa sintonia alcune case editrici si trasformano in service di stampa e a loro volta presentandosi come editori non fanno altro che aggiungere un isbn o poco più al testo.

La sua posizione non cambia e non cambierà, questo è ovvio e coerente, ma nemmeno la mia intende farlo.

La sola e gradita costatazione è quella che lei si è presentato per quello che è senza mascherarsi. Difficile trovare gente disposta ad esporsi di questi tempi, perciò, ha la mia stima come persona. Quanto sostiene nel seguito a questo post potrebbe però essere rivisto, sarà perché io sia un visionario, ma vorrei indicarle una via per raggiungere un fine possibile per entrambi: Editori e scrittori.

E' una mia personalissima veduta, quindi molto discutibile, ovvio che se Voi incontrerete nel cammino sempre persone disposte a pagare, perché rinunciarvi? Chi può darvi torto?

Ma se voi tutti saltaste l'ostacolo, rinunciare al contributo dell'autore intendo, le editrici free diverrebbero un bel mucchietto, no? Per quel che riguarda i testi da valutare, potreste dapprima visionarne una stringata sinossi e un paio di capitoli, se siete di mestiere come sostenete a spada tratta, vi apparirà immediato ciò che è valido oppure no. Cestinare il cestinable sarà questione di scorci, ma quello che davvero vale, almeno per voi, avrà un seguito. Ci saranno battaglie da parte sua e concorrenti per acaparrarsi spazi nelle librerie, diffondere nei supermarket... far parlare di voi e di autori, di confontarli; di creare interesse insomma, e, in particolar modo, interessare lettori vecchi e soprattutto nuovi. Dare fermento ad un mercato stagnante quindi, che pare abbia una preclusione a chiunque abbia voglia di scrivere. So che può sembrare utopistica questa mia fantasia, ma ciò che Voi EAP provocate è proprio questo: utopia, "Lasciate ogni speranza voi ch'entrate" pare una condizione affissa come un manifesto nell'editoria.

Una chiromante vende le stesse cose che vende l'editoria a pagamento, belle parole in cambio di euro.

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Ospite
Come prima cosa si diventa scrittori dopo aver pubblicato una certa quantità di libri.

Questa mi era sfuggita...

Quindi uno qualsiasi che tira fuori qualche migliaio di euro e stampa con Albatros mezza dozzina di libri diventa in automatico uno scrittore, mentre un esordiente che pubblica con Mondadori o con Piemme invece non lo è.

Buffa visione dell'editoria, specie se proviene da un editore.

Ma se gli editori come Il Filo non dovrebbero nemmeno avvalersi della denominazione "editori" perché considerabili al pari di una stamperia, voi non correte il rischio di essere considerati degli stampatori e promotori di testi selezionati?

Perché, a parte la selezione dei testi, non riesco a capire se c'è un'altra differenza...

Se lei ha il tempo e la cortesia di spiegarmela...

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Certo che c'è la cortesia.

Mond&editori pubblica libri che in genere altri editori non intendono pubblicare. La nostra linea editoriale è molto chiara: "Mond&editori intende contribuire alla crescita di una "consapevole ed autentica libertà di espressione", concetto quanto mai in crisi in questo periodo storico, dove vincoli economici e di potere limitano una più libera e giusta diffusione del pensiero."

Chi osserva alcuni titoli in catalogo può capire cosa trattiamo.

Scrivere libri è il fondamento dell'attività di uno scrittore. Non mi pare che ci siano dubbi in merito. Si parla appunto di scrittori esordienti, per distinguerli da altri di più lunga carriera, che magari riescono a campare coi diritti d'autore. Molto rari comunque.

Per il resto le rispondo che noi siamo Mond&editori. "Mond&editori pubblica tutto ciò che ritiene opportuno pubblicare, decidendo al proprio interno e senza "consigli superiori" quali titoli proporre al pubblico. Sceglie i propri autori per quello che scrivono, per lo spirito di libertà e verità che aninamo le loro opere."

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Ospite edorzar

"Mond&editori pubblica tutto ciò che ritiene opportuno pubblicare, decidendo al proprio interno e senza "consigli superiori" quali titoli proporre al pubblico. Sceglie i propri autori per quello che scrivono, per lo spirito di libertà e verità che aninamo le loro opere."

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Ok, Mondo&Editori è un editore a pagamento di nicchia.

Mi sembra tutto fin troppo chiaro!

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Temo di non capire. Parlate di investimento su tutto quello che farà un esordiente dopo la pubblicazione del primo libro. Ma sappiamo tutti che il successo di un esordiente non è dovuto solo e esclusivamente alle sue capacità narrative, alla sua fantasia, al suo talento; è soprattutto compito e lavoro dell'editore quello di pubblicizzare un esordiente attraverso i canali giusti, di renderlo credibile attraverso un buon lavoro "sommerso" e via dicendo.

Il contributo che chiedete è quindi destinato esclusivamente alla promozione, pubblicizzazione e diffusione del testo? Se fosse così, quali sono i canali che utilizzate? Ho cercato nel vostro sito ma nella pagina di invio manoscritti si parla genericamente di "librerie on line" e "canali di distribuzione".

Io tra le righe dell'ultimo intervento riesco a leggere solo due ipotesi: o state implicitamente dicendo che un autore che paga è più stimolato ad essere proattivo, oppure state implicitamente dicendo che non ve ne frega poi molto del futuro dell'esordiente in questione, visto che tanto ormai il vostro introito lo avete avuto.

Mi viene logico pensare che chiedendo 1.000 euro di contributo ad ogni autore decada il discorso dell'investimento sulle successive pubblicazioni, oppure ci sono persone che firmano contratti che li vincolano per x anni (non parlo di vincolo sull'opera, ma del vincolo a non pubblicare con altri editori) con un editore che ogni volta che deve pubblicare qualcosa gli chiede 1.000 euro?

Altra cosa: sempre nel vostro sito c'è scritto che la percentuale destinata all'autore varia in base al trend delle vendite. Potreste quantificare minimo e massimo, e i criteri su cui tale percentuale viene calcolata?

Poi non ho capito cosa intende con presentazioni di libri che gli autori non conoscono bene. Stiamo parlando di autori che non erano in grado di presentare ciò che loro stessi avevano scritto?

Grazie in anticipo se vorrà darmi delle risposte esaurienti.

Provo a rispondere alle domande di Nayan:

- Il libro pubblicato ci interessa eccome. Questo ha il nostro marchio. Non siamo un editore che vive alla giornata.

- Con 1000 euro di contributo editoriale, non credo di riuscire nemmeno a pagarmi la sede. Quindi dovrei in un mese pubblicare una certa mole di esordienti solo per recuperare i molti costi. Cosa che non facciamo.

- Il contributo editoriale è una tantum, l'azione di marketing, la creazione del libro e altro ancora vengono concordate di volta in volta con l'autore, seguendo nostri parametri. Si paga una sola volta.

- Il contratto di edizione, quello che in genere proponiamo, dura quattro anni, rinnovabile tacitamente due anni per volta, fino ad un massimo di venti. L'autore può recedere inviando raccomandata 6 mesi prima della scadenza dei termini. Non ha alcuna responsabilità economica sull'invenduto.

Per la durata dei quattro anni, l'unico vincolo è quello di non pubblicare un libro concorrente presso un altro editore. Per il resto l'autore rimane libero di pubblicare presso altri editori nuove opere.

- La tiratura nel corso dei quattro anni di contratto non è stabilita a priori, in quanto è difficile stabilire il numero di copie che si possono vendere di un esordiente. In genere la tiratura è in piccoli lotti, che prossimi all'esaurimento vengono ristampati nuovamente. In pratica viene stampato il quantitativo di copie che è richiesto dalla rete di vendita, in base allo storico.

- La percentuale sui diritti d'autore è fissa e concordata nel contratto. Sia per una copia che per 10.000. Mi dica, per favore, se non è chiaro quanto è scritto nel sito?

- In genere gli autori non discuto con altri delle proprie opere, e quindi risulta spesso molto difficile per alcuni di loro parlare in pubblico. Molto spesso vengono ritrovati nel testo elementi sconosciuti all'autore, ma di interesse per l'editore.

- I canali di vendita presso le librerie sono la distribuzione libraria. Ma questo è un discorso più complesso, così come i motivi perché richiediamo un piccolo contributo editoriale.

Matteo Mantovani

Mond&editori

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Ma questo è un discorso più complesso, così come i motivi perché richiediamo un piccolo contributo editoriale.

E' che sarebbe molto interresante saperlo, visto che è il motivo effettivo per cui la Sua Casa Editrice è stat inserita nella categoria degli editori a pagamento.

E per favore, non parli di "piccolo contributo editoriale". Il "piccolo" non esite: anche solo un euro E' oggettivamente una richiesta di esborso all'autore (quindi in teoria chi fornerebbe materia prima alla casa Editrice), e come tale giustifica l'inserimento nella categoria delle Case Editrici a Pagamento.

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L'editore investe tempo e denaro nell'esaminare manoscritti che spesso vengono inviati senza alcun riguardo per formalità, stile e contenuto, e mi pare una mancanza imperdonabile.

E su questo con me sfonda una porta aperta. Ecco il danno di quella parte di editoria a pagamento che illude chiunque di poter scrivere, invece che chiudere le porte a chi è incapace di scrivere, dando la possibilità di fare altro o almeno provare a migliorarsi, togliendo spazio a tempo a chi è capace.

Però non riesco a capire la giustificazione "noi siamo diversi perché scegliamo è facciamo pagare 'solo' 1000 euro". Solo 10, 100 o 1000 resta il punto già espresso: tra un romanzo da 9 senza i 1000 euro e uno da 6,5 con i 1000 euro, voi scegliete quello da 6,5.

Perché, concorderà con me, quello da 9, a meno che l'autore non sia proprio stupido, finirà a qualche casa editrice che pubblica gratuitamente.

Un ultimo appunto: sicuramente si perde tempo a valutare testi inutili. Però credo (perché anch'io per lavoro mi trovo a confrontarmi con scritti altrui) che bastino 5 pagine per capire che non si cava un ragno dal buco. Questo non giustifica l'intasamento di roba inutile da cui siete sotterrati, per carità. Solo, ancora, a mio avviso non giustifica la richiesta di contributo.

Quindi è necessario che chi si presenta ad editore, lo faccia presentando un'opera che si possa ritenere non dico pubblicabile al 100%, ma nemmeno al 50%. Perché per noi non ha alcun interesse.

Qui non ho capito. Voleva dire che deve essere pubblicabile almeno al 50% o di più? Non si capisce.

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Ospite queenseptienna

L'editore investe tempo e denaro nell'esaminare manoscritti che spesso vengono inviati senza alcun riguardo per formalità, stile e contenuto, e mi pare una mancanza imperdonabile.

Torno alla mia domanda precedente: "Andreste mai ad un colloquio di lavoro da ingegnere con la terza media?"

Quindi è necessario che chi si presenta ad editore, lo faccia presentando un'opera che si possa ritenere non dico pubblicabile al 100%, ma nemmeno al 50%. Perché per noi non ha alcun interesse.

Mi scusi se mi permetto, ma l'editing è un servizio che dite di offrire, sistemare i testi è il vostro lavoro. In più, per mille euro, uni si aspetta un editing coi fiocchi, non di circa 250.000 battute, come indicate nel vostro sito. Non mi pare un criterio di scelta dei testi molto... utile, ecco.

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Rispondo ai due ultimi post.

Mond&editori non pratica ghostwriting quindi con editing si intende il perfezionamento di un testo, non certo la sua riscrittura. Provate a chiedere quanto un'agenzia letteriaria vi fa pagare per correggere le bozze, farvi l'editing anche di un testo già ben organizzato e fluido, e con la promessa che troverete presto un editore che lo pubblichi grautitamente.

Poi capirete che la nostra offerta non è per nulla da disdegnare, in considerazione che veramente andate a pubblicare un libro.

E' ovvio che quando si presenta un libro ad editore lo si fa con l'intento di commercializzarlo, e se mi permettete, eccetto che non stiate cercando un editore a pagamento meno esigente di noi, quelli che non chiedono nulla ed intendono farci business, ci guardano bene come è scritto, e di cosa tratta.

E qui il cerchio si chiude.

Con il termine "rischio di impresa" si intende l'assunzione da parte di un imprendire di un possibile danno economico a fronte di un guadagno. La teoria economica stabilisce che il rischio d'impresa deve essere ridotto, vale a dire l'imprenditore deve guadagnare il più possibile, rischiando il meno possibile. Non ci sono pompieri che si gettano nel fuoco senza prima sapere cosa devono fare. In ugualmodo l'imprenditore prima di decidere come investire il proprio denaro, ci pensa bene. E se si tratta di un editore che intende pubblicare un esordiente, pubblicherà quello che gli renderà di più, con il minor rischio economico. In altre parole, pubblicherà il libro che si venderà più facilmente. Quindi è ben chiaro che esiste una piccola parte di autori, che scrivendo libri di un certo rilievo, ma non commercializzabili per svariati motivi, non troveranno mai un editore disposto a pubblicarli.

Non ci sono previsioni rosee per un certo tipo di editoria. Ormai non esiste più il mestiere di libraio. Gran parte delle librerie sono a rifornimento automatico perchè in francising ed i veri librai hanno pochi lettori, perchè la cultura non è un percorso personale ma di massa.

Poi sono tempi di crisi, i libri iniziano a costare cari, mentre i smartphone costano sempre meno. Il Governo esaurisce i fondi per le spedizioni postali agevolate in soli tre mesi, e per la piccola editoria che spedisce pochi libri alla volta, questi costi iniziano ad incidere sul prezzo finale. Mi pare che una vecchia storia di cospirazione dei primi anni ottanta stia giungendo al suo compimento.

Per il resto, buona notte a tutti!

Matteo Mantovani

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Ospite queenseptienna

Mond&editori non pratica ghostwriting quindi con editing si intende il perfezionamento di un testo, non certo la sua riscrittura.

A casa mia gosthwriting è quando uno scrittore "in ombra" scrive un libro per un personaggio famoso O.o

Quello di cui sta parlando è la correzione di bozze e l'editing.

Provate a chiedere quanto un'agenzia letteriaria vi fa pagare per correggere le bozze, farvi l'editing anche di un testo già ben organizzato e fluido, e con la promessa che troverete presto un editore che lo pubblichi grautitamente.

Poi capirete che la nostra offerta non è per nulla da disdegnare, in considerazione che veramente andate a pubblicare un libro.

E' ovvio che quando si presenta un libro ad editore lo si fa con l'intento di commercializzarlo, e se mi permettete, eccetto che non stiate cercando un editore a pagamento meno esigente di noi, quelli che non chiedono nulla ed intendono farci business, ci guardano bene come è scritto, e di cosa tratta.

Mi scusi, la mia editor ha fatto la correzione di bozza e l'editing del mio primo libro completamente GRATIS. Non mi sono rivolta a nessuna agenzia letteraria e il lavoro è assolutamente perfetto, di conseguenza non riesco ancora a capire la vostra scelta editoriale, ma sarò io che sono scema.

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Anch'io mi sento un po scemo, ma non per gli stessi motivi, piuttosto, dopo aver visto il sito e costatato le pubblicazioni di Mond&editore, mi sono posto un paio di domande di riflessione:

"Non che si è presentato per farsi pubblicità e vedere di raccattare qualche esordiente che sia disposto a pagare? Uhhhmmm... Sbaglio o è parecchio tempo che non edita nessuno?" :?

A tal proposito inserisco l'inizio di una delle sette proposte che ho ricevuto, tanto per chiarire come iniziano:

Gentile signor XXX (sono io naturalmente)

cosa dire? Siamo piacevolmente sorpresi, un testo intenso e scritto bene (non è così scontato come sembra).

La scelta dell’argomento è coinvolgente, la narrazione si svolge dentro un intenso susseguirsi di avvenimenti, lo stile è chiaro, diretto, senza equivoci... Analisi dettagliata, intima di quei moti nascosti che fanno procedere le azioni dei personaggi.

Un intenso romanzo, dove l’azione e il noir si mischiano in una miscela equilibrata di toni e stile (di questo e per questo complimenti).

Vi è di più: costruzione articolata delle azioni, suspense, una costruzione estremamente innovativa che non “scioglie” l’intreccio sino alla fine, inoltre... Va avanti parecchio nelle lusinghe.

Addirittura, mi sarebbe costato meno! :mrgreen:

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Egregio Ronin,

mi dispiace, ma non facciamo parte delle sue categorie mentali. Inoltre gradirei le sue scuse, in quanto benché sia domenica mattina, rispondo alla sua asserzione riguardo il mio intento di farmi pubblicità "per raccattare" qualche esordiente.

Non siamo morti di fame. E nemmeno poveri di spirito.

Le dico soltanto che un esordiente che bussa alla porta di una casa editrice pretende di essere ascoltato. Ma a sua volta deve anche saper ascoltare l'interlocutore dimostra disponiblità. Quindi in tale contesto, sono vergognose le sue espressioni.

Più in generale, eccetto alcune eccezioni, mi rammarico di aver avuto riguardo nei vostri confronti, ritendovi persone mature per un dialogo costruttivo.

Cosa avete saputo dire, in tutta questa discussione? "editore a pagamento"

Che ripetete a pappagallo. Anche quando vi si invita a fare una riflessione più ampia, che non è quella del vostro orticello, ma che riguarda fondamentalmente quello.

Bravi! Complimenti! Questa è la futura leadership culturale di questo paese!

Si parla di libertà e questi ti rispondono che sono troppi mille euro. Vale di più un cellulare alla moda che la propria arte. Ma non è difficile capire che non è nel denaro il valore delle cose.

Mond&editori cerca autori che parlano all'umanità. E chi parla all'umanità non si fa scrupolo di mille euro. Chi pensa a se stesso invece sì.

Mi ricordate questa canzone di Vecchioni, dedicata a Guccini, che tanto ho ascoltato quando avevo ventanni, ma grazie a voi, oggi ne capisco il motivo.

ma coi ragazzi c'era un fatto personale;

non han capito chi ci marcia su e chi vale.

La rabbia un tempo la scandiva

soltanto la locomotiva

gettata a sasso sulla strada;

adesso è giorno di mercato

spuntano a grappoli i poeti

tutte le isole han trovato.

E di tutte le isole trovate non c'è ancora la vostra? Forse è il caso di prendere la locomotiva. Troppo scomoda una vecchia locomotiva?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Signor Mantovani le faccio prima di tutto notare che lei non conosce nessuna di queste persone, che non sa se effettivamente siano o meno i truzzetti pronti a vendera la mamma per un cellulare che lei disegna: mille euro sono tanti e non mi pare così strano esitare nel tirarli fuori.

Seconda cosa, le faccio notare che siamo nell'era di internet: se voglio far conosce uno scritto che nessuno vuole pubblicare, neanche la più minuscola della case editrici free, lo metto su internet come e-book e mi rimbocco le maniche per farlo conoscere, senza tirare fuori migliaia di euro.

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Egregio Ronin,

mi dispiace, ma non facciamo parte delle sue categorie mentali. Inoltre gradirei le sue scuse, in quanto benché sia domenica mattina, rispondo alla sua asserzione riguardo il mio intento di farmi pubblicità "per raccattare" qualche esordiente.

Non siamo morti di fame. E nemmeno poveri di spirito.

Più in generale, eccetto alcune eccezioni, mi rammarico di aver avuto riguardo nei vostri confronti, ritendovi persone mature per un dialogo costruttivo.

Cosa avete saputo dire, in tutta questa discussione? "editore a pagamento"

Che ripetete a pappagallo. Anche quando vi si invita a fare una riflessione più ampia, che non è quella del vostro orticello, ma che riguarda fondamentalmente quello.

Bravi! Complimenti! Questa è la futura leadership culturale di questo paese!

Si parla di libertà e questi ti rispondono che sono troppi mille euro. Vale di più un cellulare alla moda che la propria arte. Ma non è difficile capire che non è nel denaro il valore delle cose.

Mond&editori cerca autori che parlano all'umanità. E chi parla all'umanità non si fa scrupolo di mille euro. Chi pensa a se stesso invece sì.

Mi ricordate questa canzone di Vecchioni, dedicata a Guccini, che tanto ho ascoltato quando avevo ventanni, ma grazie a voi, oggi ne capisco il motivo.

ma coi ragazzi c'era un fatto personale;

non han capito chi ci marcia su e chi vale.

La rabbia un tempo la scandiva

soltanto la locomotiva

gettata a sasso sulla strada;

adesso è giorno di mercato

spuntano a grappoli i poeti

tutte le isole han trovato.

E di tutte le isole trovate non c'è ancora la vostra? Forse è il caso di prendere la locomotiva. Troppo scomoda una vecchia locomotiva?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Inoltre gradirei le sue scuse,/quote]

Mi spiace, ma non posso concederle le mie scuse. Le uniche che ho fatto in vita mia sono state quelle rivolte a mia figlia quando è nata: mi sono scusato da subito di averla messa in questo mondo di "cani e di pazzi" come sostiene un noto autore che scrive meglio di quanto cantino, o abbiano cantato, i suoi Guccini e Vecchioni. Di buono c'è che pare mi abbia perdonato mia figlia: è felice di esserci e di avere una famiglia e un padre accorto come me.

Io ho 48anni, faccio il commerciante da sempre e ho cominciato a vendere sogni a chi indossava il blazer e si abbronzava alle "lampados" sostenendo di aver già la Porsche, in box però, perché il traffico lo disturbava. Si presentavano in corso Vittorio Emanuele in Milano asserendo questo, conoscendoli gli ho fatto firmare cambiali per una vita per avere una fuoriserie da parcheggiare lungo i marciapiedi del centro.

LEI appare proprio come ero io, uguale uguale, direbbe mia figlia, ma io ERO.

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Ospite

Libertà?

E che libertà è una libertà che si paga, che è subordinata alla disponibilità a sborsare 1000 euro?

Qualunque cittadino italiano può liberamente stamparsi il suo libro "scomodo" con un qualunque servizio di print on demand e sborsando giusto il costo di una copia.

Quello che fa la differenza tra un editore e uno stampatore, è sì la selezione delle opere, ma sono altri fattori quali editing, distribuzione, promozione ecc.

Finora lei ha pontificato molto sulla cultura ma non ha fornito un motivo valido per cui un autore dovrebbe pagare per una cosa che può avere gratuitamente o a un prezzo notevolmente inferiore.

Ci sono molti editori free che curano gratuitamente l'editing, selezionano attentamente le opere e si occupano di promuoverle. Voi cosa offrite in più per giustificare l'esborso monetario?

E' questo il punto su cui si sta discutendo e trincerarsi dietro la cultura e la libertà, che sono cose che non hanno un prezzo, dandoci poi degli ignoranti perché preferiamo comprarci uno smarphone... ma quando mai? Ma chi se lo può permettere? o.O ma chi si può permettere una vacanza in Egitto? Io no.

Eppure scrivo, ma siccome non ho soldi per pagarmi la pubblicazione il meraviglioso mondo della cultura mi è precluso, me tapina y.y

Peccato che qui dentro molti hanno già avuto esperienze editoriali e sanno più o meno come funzionano le cose per gli esordienti e a meno che lei non possa garantire vendite esorbitanti nessuno sarà disposto a dare ragione alla sua richiesta di contributo... e anche in quel caso nutro dei dubbi.

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Mi scuso per i toni un tantino accesi che userò, ma adesso si sta veramente cadendo nel ridicolo.

Non ci sono pompieri che si gettano nel fuoco senza prima sapere cosa devono fare.

Non è per rigirare il coltello nella piaga, ma... e le case editrici free? Quelli sarebbero dei poveri pazzi? Estrano ma vero, non esistono solo le free "grandi", come Mondadori, Feltrinelli eccetera. Le basta dare un'occhiata nelle liste per rendersene conto :D

Ormai non esiste più il mestiere di libraio. Gran parte delle librerie sono a rifornimento automatico perchè in francising ed i veri librai hanno pochi lettori, perchè la cultura non è un percorso personale ma di massa.

Mi scusi? Io vivo in una cittadina dove ci sonotre librerie: due su tre sono librai privati, e vendono (bene) da quando hanno aperto, ovvero più di vent'anni fa. Conosco raagazze che vivono lontanissimo da me, e anche da loro, oltre alle varie Feltrinelli eccetera ce ne sono di private che se la cavono e hanno la loro bella clientela.

Le posso assicurare assicurare quindi che il mestiere di libraio esiste.

Un'altra cosa: è pure verissimo che la cultura dovrebbe partire dalle scuole eccetera, ma se a uno INTERESSA, una volta scoperto chi magari nel programma scolastico è affronato in due lezioni e via, si informa.

Che la gente sia perlopiù interessata ai suddetti smartphone (e pensi che cosa buffa, io sono nella fascia d'età che si presuppone più interessata a queste cose, quelli che in televisione chiamano "giovanissimi", e ho dovuto chiedere per sapere cosa diavolo sia esattamente uno smartphone : D) - è un altro discorso, riassumibile con le parole "ignoranti e felici di essere tali".

Che ripetete a pappagallo. Anche quando vi si invita a fare una riflessione più ampia, che non è quella del vostro orticello, ma che riguarda fondamentalmente quello.

Purtroppo lei si scontra con qualcosa di già ragionato, chiamato "principio". A molti utenti di questo posto, sembra assurdo che il mestiere di autore debba essere visto come diverso da tutti gli altri, per la precisione un mestiere dove è colui che fornisce la materia prima a dover sborsare soldi.

Dalle sue parole sembra quasi che facciate un favore all'autore, a pubblicarlo O_O Il particolare è che non vi obbliga nessuno a farlo.

Si parla di libertà e questi ti rispondono che sono troppi mille euro. Vale di più un cellulare alla moda che la propria arte.

Per curiosità, ma come mai ha questa fissa per il cellulare alla moda? O_O Lei continua a ripetere questo paragone, ma nessuno prima di lei l'ha mai tirato in ballo.

E per curiosità, libertà di cosa? Di pubblicare qualcosa per il gusto di farlo e poter dire che qualcuno ti ha fatto il piacere di pubblicare, previo esborso di una somma di denaro?

E le svelerò una cosa: c'è gente che di mille euro sull'unghia (e sulla lunga distanza) NON DISPONE. Probabilmente le sembrerà assurdo, ma è così.

Non fa una bella figura a ripetere che uffa, ma cosa saranno mai questi mille euro, che in fond li avete tutti, solo che preferite usarli per i vostri cellulari alla moda e altre diavolerie teconologiche o vacanziere? D:

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Ospite queenseptienna

Vedo che ha ignorato totalmente il mio messaggio, vedo che facciamo mirror climbing.

Prima di farsi chiedere scusa, la invito ad abbassare i toni, non perché non la pensiamo come lei, allora siamo tutti ignoranti, se lo ricordi bene. Ha voluto il suo contradditorio, questo non vuol dire che dopo le sue spiegazioni, noi dobbiamo necessariamente cambiare opinione.

Quotando Azoto, ancora non ha fornito una valida motivazione per quei 1000 euro. Le ricordo che un cellulare "bello" costa sui 300 euro. Una settimana a Jerba altrettanto. Manca qualcosa.

In particolar modo non tutti ci possiamo permettere quella cifra, uno che ha il conto a zero come la sottoscritta cosa fa, è destinata ad essere catalogata ignorante da lei? :D

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. Ma non è difficile capire che non è nel denaro il valore delle cose.

Beh, scusate, ma una frase del genere detta da chi non ci pensa due volte a bocciare un eventuale capolavoro se non accompagnato da un assegno di mille euro, fa decisamente un po' ridere. Mi scusi, signor Matteo, non volevo intervenire in questa discussione che secondo me è anche piuttosto banale, ma alcuni suoi post mi ci hanno costretto. Lei si scaglia contro persone che non conosce solo perché hanno asserito un fatto semplice e lampante che persino lei (a riprova della sua onestà intellettuale) ammette: ossia di essere un editore a pagamento. Che ci siano differenze tra un editore a pagamento e un altro, non ci piove. Anche i cinesi, che a un occhio superficiale possono sembrare tutti uguali, se li si guarda con attenzione sono molto diversi l'un l'altro. Lo stesso dicasi delle api e delle formiche. In questo forum la maggior parte di noi è CONTRO il concetto di editoria a pagamento per principio, perché come le diceva Emma, è questo tipo di politica in sé a togliere spazio a quei pochi che sanno veramente scrivere, per darlo a quei tanti che si credono scrittori solo perché hanno una laurea o sanno mettere insieme qualche frase carina e, magari, possiedono qualche cifra da spendere. Perché veda, sig. Matteo, per scrivere ci vuole proprio tanto, ma tanto talento, e una maturità tecnica che si acquisisce con gli anni. Io faccio anche editing, qualche volta. E le posso testimoniare che quando mi capita, chi mi paga è SEMPRE l'editore e MAI l'autore, sia che si chiami Aldo Busi, sia che si chiami Ciccio il Panettiere. Le ripeto, scrivere è un talento. E il talento non si compra, né a mille euro, né a quaranta centesimi al chilo.

Un'ultima cosa, mi perdoni: ma, per caso, lei collabora anche alla selezione dei testi? E' una mia curiosità.

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Bravi, tutti ottimi commercianti, il peggiore di tutti sono io. Grazie del prezziario.

Avete visto cosa pubblica Mond&editori?

La clientela di Mond&editori è composta da Magistrati, investigatori, sociologi, giornalisti e gente colta di svariata levatura. Chi scrive un libro e poi rischia tre tentativi di attentato, permettemi che è degna di riguardo, molto di più di chi abusa della disponibilità altrui con paternali per nulla pertinenti al contesto.

Siamo ben lieti, di accettare qualsiasi proposta, da parte di chiunque si riconosca nelle nostre idee. Ma se foste veramente gli autori che intendiamo noi, capireste molto bene la nostra politca editoriale. Si offre un posto in trincea, e non al sole. Per le proprie idee si combatte, non si sta ad aspettare tempi migliori, o chi apparentemente vi rende la vita più semplice.

Ogni scrittore che si rispetti ha comunque fatto la sua gavetta. Fatela anche voi se ci credete.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Ospite Linda Rando
Ma se foste veramente gli autori che intendiamo noi, capireste molto bene la nostra politca editoriale.

In pratica saremmo autori di serie B?

La vostra politica è frutto di vostre scelte. Avete tutto il diritto di portarle avanti, difenderle e tutto, ci mancherebbe.

Quel che si discute è che sembra che pagare per pubblicare sia un favore, una possibilità straordinaria per l'autore che non trova un editore. In realtà, esiste una via molto più semplice e del tutto gratuita, che è quella dell'autopubblicazione.

L'autore rinuncerà magari alla promozione fatta da Mond&editori, ma se vuole risparmiare 1000€ (e se non li ha) è una soluzione molto ma molto più vantaggiosa.

E francamente la invito a evitare espressioni come queste:

Più in generale, eccetto alcune eccezioni, mi rammarico di aver avuto riguardo nei vostri confronti, ritendovi persone mature per un dialogo costruttivo.

Cosa avete saputo dire, in tutta questa discussione? "editore a pagamento"

Che ripetete a pappagallo. Anche quando vi si invita a fare una riflessione più ampia, che non è quella del vostro orticello, ma che riguarda fondamentalmente quello.

Bravi! Complimenti! Questa è la futura leadership culturale di questo paese!

Sono insulti, e lei qui non è stato insultato da nessuno né sotto il profilo personale né sotto quello professionale. La invito a moderare i termini.

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Io seriamente non capisco davvero cosa c'entri :shock:

per essere un autore devi rischiare tre volte un attentato? Ma di che stiamo parlando?

L'autore è colui che le fa la proposta di pubblicazione. Se per lei non lo è, non la accetta. Stop. E le assicuro che noi non restiamo al sole ad aspettare tempi migliori. Ci sono decine di case editrici free nell'apposita sezione. Ci rivolgiamo a quelle. Molti sono pure riusciti a pubblicare free. E non con Mondadori, quindi questa si che è gavetta.

Se volessi fare carriera, in qualsiasi ambito, anche partendo dall'impiego più "basso", non vorrebbe dire pagare per lavorare. E' l'esatto contrario. Da che mondo e mondo.

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Ogni scrittore che si rispetti ha comunque fatto la sua gavetta. Fatela anche voi se ci credete.

Quoto quanto detto qui sopra da dario88:

Se volessi fare carriera, in qualsiasi ambito, anche partendo dall'impiego più "basso", non vorrebbe dire pagare per lavorare. E' l'esatto contrario. Da che mondo e mondo.

Esattamente O_O Siamo veramente ai confini della realtà, se pensiamo che fare gavetta voglia dire pagara per ottenere l'immenso favore di essere pubblicati.

E vedo che ancora non ha risposto alla domanda: come mai non pubblicate anche opere che ritenete capolavori, se chi propone NON ha mille euro da darvi?

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Ospite edorzar
Bravi, tutti ottimi commercianti, il peggiore di tutti sono io. Grazie del prezziario.

Avete visto cosa pubblica Mond&editori?

:arrow:

Dottore, possiamo ben capire che, essendo voi un editore di nicchia vi rivolgiate al piccolo pubblico.

Magari se foste meno aggressivo e petulante (abbiate pazienza) potremmo anche giustificare il fatto che richiediate un MEDIO contributo per tenere su la baracca.

Questo, per inciso, è un forum contrario all'editoria a pagamento ma nessun EAP intervenuto qui ad oggi è stato vilipeso o insultato, a quanto mi consta.

Tuttavia se prendete di punta l'intero sito scadendo in offese personali o gratuiti sfottò, legittimate e giustificate le sacrosante reazioni dei colleghi, alle quali mi unisco.

Nessuno vuole insegnarvi il mestiere, la vostra politica rimane frutto di piena e liberissima scelta personale.

Qui però non troverete proseliti.

Direi di chiuderla qui. :!:

Saluti.

Vito

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