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Ospite Claudio Piras Moreno

Interrete

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ma avere un agente e l'agenzia letteraria, sono due cose separate giusto?

Perchè io di tutte le agenzie che leggo, chiedono denaro.

No...

Comunque lo ammetto, noi agenti per lavorare chiediamo di essere pagati.

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Ho letto con molto interesse l'area dedicata alle agenzie letterarie. A parte alcune che mi puzzano di fregatura, le altre (compresa questa) sembrano svolgere onestamente il loro lavoro.

Il problema è che, secondo me, le agenzie dovrebbero realmente essere utili ai fini della pubblicazione e non solo, non cominciare a spillare soldi già per editing e magari spediuzione dello stesso manoscritto (via mail magari... capirai, quello lo facciamo tutti!).

Insomma, noi dovremmo in teoria iniziare a pagare l'agenzia una volta che ci ha piazziato il romanzo! Questo è il mio pensiero, spendere soldi per non avere nemmeno la garanzia di venire rappresentato a dovere, non dico avere un canale preferenziale ma almeno poter arrivare nelle mani giuste, lo ritengo un esborso insensato.

Probabilmente è vero, sentendo le vostre testimonianze, che la maggior parte delle Big considera solo chi arriva tramite agenzia ma non è detto che questo porti ad una pubblicazione!

E' un passaggio intermedio che all'inizio della carriera si può tranquillamente saltare a piè pari a mio avviso. Anche perchè cosa succede? Magari tramite loro ottieni un contratto con un piccolo editore, vendi 200 copie se va bene e devi pure dividere i diritti d'autore con l'agente? Mah... Io non sono affatto convinto di affidarmi alle agenzie, per quanto bene possano operare!

Da Agente, ti posso dire con la massima franchezza che un esordiente può anche fare a meno per il suo esordio di un agente. E' anche vero che alcuni di noi investono tempo e denaro nella promozione degli esordienti e qualche volta ci riusciamo ed è vero che questo costa all'autore il 10% più le spese, ma è anche vero che spesso di vuole tempo e lavoro e se l'autore vende 1000 copie noi portiamo a casa 100 euro lordi (per semplificare).

Agente o meno, secondo me quello che conta che è che un Autore sia umile e sappia confrontarsi anche con gli addetti ai lavori.

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Ospite slacky
ma avere un agente e l'agenzia letteraria, sono due cose separate giusto?

Perchè io di tutte le agenzie che leggo, chiedono denaro.

Se qualcuno legge il testo e stila una scheda di valutazione come minimo va pagato per il tempo messo a disposizione, poi dipende da cosa si trova dentro la scheda. Penso che la differenza sostanziale tra un'agenzia e un'altra stia in quello. Se non ti dà alcuna indicazione su come effettuale modifiche la scheda di valutazione può anche valere ben poco.

Altra differenza è per il tipo di servzio che offrono che va pagato, ovvero la rappresentanza presso gli editori. L'agenzia è giusto che si paghi, però come ogni attività lavorativa ognuna ha le sue differenze. La differenza sta nel servizio e nella qualità.

Ci sono sicuramente persone valide, sennò sarebbe finita, ma siccome non c'è conoscenza a volte può andar male.

Comunque siamo fuori argomento. Anche perché il topic è "Agenzia Interrete".

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Ho letto con molto interesse l'area dedicata alle agenzie letterarie. A parte alcune che mi puzzano di fregatura, le altre (compresa questa) sembrano svolgere onestamente il loro lavoro.

Il problema è che, secondo me, le agenzie dovrebbero realmente essere utili ai fini della pubblicazione e non solo, non cominciare a spillare soldi già per editing e magari spediuzione dello stesso manoscritto (via mail magari... capirai, quello lo facciamo tutti!).

Insomma, noi dovremmo in teoria iniziare a pagare l'agenzia una volta che ci ha piazziato il romanzo! Questo è il mio pensiero, spendere soldi per non avere nemmeno la garanzia di venire rappresentato a dovere, non dico avere un canale preferenziale ma almeno poter arrivare nelle mani giuste, lo ritengo un esborso insensato.

Probabilmente è vero, sentendo le vostre testimonianze, che la maggior parte delle Big considera solo chi arriva tramite agenzia ma non è detto che questo porti ad una pubblicazione!

E' un passaggio intermedio che all'inizio della carriera si può tranquillamente saltare a piè pari a mio avviso. Anche perchè cosa succede? Magari tramite loro ottieni un contratto con un piccolo editore, vendi 200 copie se va bene e devi pure dividere i diritti d'autore con l'agente? Mah... Io non sono affatto convinto di affidarmi alle agenzie, per quanto bene possano operare!

Da Agente, ti posso dire con la massima franchezza che un esordiente può anche fare a meno per il suo esordio di un agente. E' anche vero che alcuni di noi investono tempo e denaro nella promozione degli esordienti e qualche volta ci riusciamo ed è vero che questo costa all'autore il 10% più le spese, ma è anche vero che spesso di vuole tempo e lavoro e se l'autore vende 1000 copie noi portiamo a casa 100 euro lordi (per semplificare).

Agente o meno, secondo me quello che conta che è che un Autore sia umile e sappia confrontarsi anche con gli addetti ai lavori.

d'accordo con te Daniele e comunque io non metto in dubbio la vostra professionalità, ci mancherebbe. Credo che come dappertutto ci sia il buono e il meno buono. Hai ragione sull'importanza dello scambio di punti di vista e dell'incontro di figure diverse. In fondo siamo tutti nella stessa barca e bisogna rispettarsi a vicenda!

Buona giornata thumbup.gif

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ma avere un agente e l'agenzia letteraria, sono due cose separate giusto?

Perchè io di tutte le agenzie che leggo, chiedono denaro.

Se qualcuno legge il testo e stila una scheda di valutazione come minimo va pagato per il tempo messo a disposizione, poi dipende da cosa si trova dentro la scheda. Penso che la differenza sostanziale tra un'agenzia e un'altra stia in quello. Se non ti dà alcuna indicazione su come effettuale modifiche la scheda di valutazione può anche valere ben poco.

Altra differenza è per il tipo di servzio che offrono che va pagato, ovvero la rappresentanza presso gli editori. L'agenzia è giusto che si paghi, però come ogni attività lavorativa ognuna ha le sue differenze. La differenza sta nel servizio e nella qualità.

Ci sono sicuramente persone valide, sennò sarebbe finita, ma siccome non c'è conoscenza a volte può andar male.

Comunque siamo fuori argomento. Anche perché il topic è "Agenzia Interrete".

Per tornare in topic, come dice giustamente slacky. Mi sembra importante.

Io sono arrivata all'agenzia perchè sul sito si dice che fanno una valutazione gratuita del testo. Poi, per i testi più meritevoli, propongono un accordo di rappresentanza. A me hanno mandato direttamente l'accordo di rappresentanza, invece di una scheda di valutazione. Una mail che non faceva alcun riferimento al mio testo, e girando su WD dieci minuti ho visto che era una mail standard, mandata anche ad altri. La cosa mi insospettisce: non ho alcun feedback che abbiano letto il mio testo. Non si parla neanche di editing: ma come sono brava!Primo romanzo e nessuno che deve metterci le mani, una sola piccola manina. dots.gif Ah dimenticavo, quello lo pagherà l'editore..

Poi leggo che per chi ha accettato, si limitano a mandare via mail (costo zero) il testo. Il cartaceo lo manda l'autore. Di quali spese stanno rientrando? Del loro tempo, dirà un agente. Quanto ci vuole a mandare un testo via mail ad una lista di case editrici con le quali si collabora abitualmente? Diciamo che io sono un professionista iscritto all'albo e il mio costo orario va da un minimo di 60euro più iva. Non so a quale albo siano iscritti gli agenti, ma di certo se ci mettono più di un'ora a fare quel lavoro, invece del romanzo gli mando il CV.

E' bello difendere i nostri "colleghi" per spirito di corpo, ma se un collega fa qualcosa di "dubbio" apprezzerei l'onestà intelletuale (che dote rara) di ammetterlo. L'errore di un altro non toglie nulla al nostro lavoro.

Spero di essermi spiegata bene, con garbo e senza offendere nessuno. Sono sempre attenta al regolamento di WD e mi scoccerebbe venire richiamata in questo contesto. In ogni caso, qualora fosse, mi scuso in anticipo.

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Ho un aggiornamento e non è per niente buono. Mi ha scritto per email la Robin Edizioni a cui mi era stato chiesto dall'agenzia di inviare il cartaceo. Mi si dice che i rapporti saranno esclusivamente con me, dal momento che loro non sono interessati alla proposta dell'Agenzia vista l'alta mole di manoscritti da gestire. Cosa ancora più fastidiosa è che in caso di valutazione positiva è prevista una proposta di edizione con richiesta di acquisto minimo di copie.

Nel contratto di rappresentanza con l'agenzia Interrete c'era scritto che sarebbero state contattate solo case editrici che pubblicano senza contributo. Un po' indignato ho allora scritto all'agenzia facendo presente quanto detto da alcuni: se l'agenzia non ha rapporti avviati con le case editrici potevo, come fatto finora, mandare io stesso il manoscritto.

Mi si risponde che i rapporti con la Robin edizioni sono stati rotti proprio in questi giorni per il cambio di politica della casa editrice che ha deciso di pubblicare a pagamento. Un cambio che l'Agenzia Interrete non condivide. Purtroppo, dicono dall'Agenzia, con il momento di crisi sempre più case editrici sono costrette a chiedere il contributo e che quindi potrebbe succedere sempre più spesso. Sul punto della rappresentanza non hanno minimanente risposto. L'inizio non è per niente buono!

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Ospite slacky
Ho un aggiornamento e non è per niente buono. Mi ha scritto per email la Robin Edizioni a cui mi era stato chiesto dall'agenzia di inviare il cartaceo.

Non vorrei dire una cosa banale, ma se non ricordo male la Robin Edizioni è da lungo tempo che è nelle liste di WD come editore a pagamento, non è una cosa di pochi giorni fa, ma solo chi si occupa di compilare quelle liste può dartene certezza.

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Ho un aggiornamento e non è per niente buono. Mi ha scritto per email la Robin Edizioni a cui mi era stato chiesto dall'agenzia di inviare il cartaceo. Mi si dice che i rapporti saranno esclusivamente con me, dal momento che loro non sono interessati alla proposta dell'Agenzia vista l'alta mole di manoscritti da gestire. Cosa ancora più fastidiosa è che in caso di valutazione positiva è prevista una proposta di edizione con richiesta di acquisto minimo di copie.

Nel contratto di rappresentanza con l'agenzia Interrete c'era scritto che sarebbero state contattate solo case editrici che pubblicano senza contributo. Un po' indignato ho allora scritto all'agenzia facendo presente quanto detto da alcuni: se l'agenzia non ha rapporti avviati con le case editrici potevo, come fatto finora, mandare io stesso il manoscritto.

Mi si risponde che i rapporti con la Robin edizioni sono stati rotti proprio in questi giorni per il cambio di politica della casa editrice che ha deciso di pubblicare a pagamento. Un cambio che l'Agenzia Interrete non condivide. Purtroppo, dicono dall'Agenzia, con il momento di crisi sempre più case editrici sono costrette a chiedere il contributo e che quindi potrebbe succedere sempre più spesso. Sul punto della rappresentanza non hanno minimanente risposto. L'inizio non è per niente buono!

Accidenti non è buono per niente!Infatti il peggio non è aver speso i 120 euro, ma essere legati con il contratto a loro. Come fa poi la casa editrice a trattare solo con l'autore, se questi è vincolato da contratto con una agenzia ? Considera che a me risposero che contavano anche i contatti presi in autonomia in precedenza. Un bel guaio davvero..Avete parlato delle clausole di scissione del contratto e dei tempi, dato che nel loro format non c'era scritto niente su questo?

Tienici informati e tanti in bocca al lupo, di cuore!

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Per l'invio di manoscritti precedenti non sono legato con loro. Loro hanno la percentuale sulle pubblicazioni originate dai loro invii-contatti. Quindi a me scoccia più per i 120 euro. Per il momento degli invii che hanno fatto loro mi hanno comunicato la risposta negativa di Nutrimenti e 80144. Semmai i tempi sembrano molto veloci nelle risposte, anche se negative. Quindi almeno in alcuni casi sembrano accorciarsi i tempi di valutazione.

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Per l'invio di manoscritti precedenti non sono legato con loro. Loro hanno la percentuale sulle pubblicazioni originate dai loro invii-contatti.

Ma lo avete esplicitato? non per far la rompi, ma dato che a me avevano dato una risposta diversa (ho riportato la mail su questo topic) volevo capire se hanno cambiato rotta oppure loro lo danno per scontato, come è successo con me. Per i 120 euro non dovresti dispiacerti, se poi trovi qualcosa da te e loro non c'entrano niente. Semmai mi dispiacerei per i soldi che hai dovuto sborsare in più per inviare i cartacei.

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Spero di potrete aiutarmi...

Che differenza c'è fra un'agenzia letteraria e una casa editrice? Scusate l'ignoranza icon_cry.gif

potremmo scrivere un libro sulla differenza tra c.e. e agenzia letteraria! Si andrebbe ovviamente off topic ma... sintetizzando al massimo: la casa editrice ti pubblica, l'agenzia fa da tramite tra l'autore e l'editore, da mediatore (come in tutti gli altri campi dell'economia e dell'imprenditoria, vedi immobiliare, assicurativo, finanziario ecc)

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Qualche giorno fa mi hanno proposto la possibilità di pubblicazione in digitale con AbelBooks...ho fatto un controllo sui domini dei siti ed ho scoperto che sia Interrete che Abel Books hanno in comune lo stesso proprietario. In più Abel Books avrebbe voluto altri 120 euro. Assurdo. Interrete si è difesa dicendo che poi l'agenzia è stata ceduta e che quindi quei dati non fossero aggiornati...mah. Sta di fatto che andando sul sito di Abel Books i legami con Interrete sembrano chiari e palesi....A questo punto il parere su questa agenzia mi sembra sempre più evidente, pronto a sorprendermi!

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Lasciate perdere Interrete. E mi fermo qui.

Concordo pienamente.

Purtroppo vedo che qui, come in tanti altri topic, si fa molta confusione sul ruolo dell'Agenzia letteraria che non è - o almeno non dovrebbe essere - quello di un'Agenzia di Servizi Editoriali.

L'agente letterario rappresenta l'autore e deve credere in lui. In nessun caso dovrebbe dunque chiedergli soldi, sia pure sotto forma di rimborsi. E' l'agente infatti che si deve far carico delle spese necessarie per presentare al meglio il testo presso le case editrici. E' lui dunque che deve pagare l'editing del manoscritto - per altro sempre utile, se non indispensabile - onde avere maggiori possibilità che si arrivi alla pubblicazione. L'emolumento del lavoro dell'agente deve avvenire esclusivamente attraverso la percentuale sugli introiti dell'autore derivanti dalla sua opera. Solo così l'autore avrà la certezza che l'agente crede in lui e che lo rappresenterà al meglio delle proprie possibilità.

D'altronde, come si può dar credito a chi sostiene che un testo è valido e dunque si dichiara pronto a fare ogni sforzo perché venga pubblicato, ma allo stesso tempo è disposto tranquillamente a rinunciarvi per soli 120 euro se l'autore si rifiuta di versare il contributo richiesto?

Non buttate via i vostri soldi! Piuttosto rivolgentevi a un'Agenzia di Servizi editoriali seria - quella sì a pagamento - per una valutazione del manoscritto, la correzione delle bozze e l'editing che - se eseguito professionalmente - può determinare da solo la fortuna della vostra opera. In primis la sua accettazione da parte della casa editrice.

Buona fortuna a tutti!

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Non lasciate invece perdere i consigli di Joas.... l'agente letterario è il professionista descritto qui sopra. Certamente se il manoscritto è di uno scrittore affermato quello è il modo di procedere corretto di un vero agente letterario. Diverso è poi il discorso per un esordiente. Il manoscritto viene valutato. E se la valutazione è positiva l'agente - quantunque la valutazione sia positiva - non scommette a occhi chiusi su di un esordiente. Chiede soldi per l'editing, come minimo.... o sbaglio, Joas?

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Non lasciate invece perdere i consigli di Joas.... l'agente letterario è il professionista descritto qui sopra. Certamente se il manoscritto è di uno scrittore affermato quello è il modo di procedere corretto di un vero agente letterario. Diverso è poi il discorso per un esordiente. Il manoscritto viene valutato. E se la valutazione è positiva l'agente - quantunque la valutazione sia positiva - non scommette a occhi chiusi su di un esordiente. Chiede soldi per l'editing, come minimo.... o sbaglio, Joas?

Sbagli. Perché la necessità di un editing preliminare è operazione sempre altamente consigliabile prima che il manoscritto venga presentato all'attenzione dell'editore. E dunque l'agente deve contemplarla nel novero delle spese necessarie per mandare avanti la propria attività. Né più né meno come quelle per il telefono, che pure ci saranno. Altrimenti si ingenera il fondato sospetto che l'operazione di revisione rappresenti il reale fine della rappresentanza. E la valutazione positiva la foglia di fico attraverso la quale sollecitare la vanità dell'autore.

Nella quasi totalità dei casi poi, l'agenzia letteraria che consiglia l'editing è anche attezzata per portarlo a termine al proprio interno.

Quale dunque la differenza sostanziale con l'eap?

Quello che si imputa a quest'ultimo, infatti, non è la pubblicazione previo pagamento, legittima come per le tipografie, ma piuttosto l'inveterata abitudine di celare tale realtà all'autore presso il quale evidentemente conviene vantare - come dimostrato da wrtiter's dream - un'inesistente selezione.

Da combattere, insomma, non è l'editoria a pagamento né tantomeno le agenzie letterarie, ma semplicemente il cattivo costume di speculare sui sogni delle persone.

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Quindi, se un'agenzia letteraria ti chiede soldi per l'editing (ma non lo fa pure Lanterna azzurra?) è sempre negativo, se ho ben compreso. Portare a termine l'editing al proprio interno, significa anche cambiare prendersi l'onere di riscrivere le parti giudicate deficitarie, o solo segnalarle e poi farle riscrivere di nuovo all'autore, col rischio di non cambiare le cose? (è così che fa anche Lanterna, se ho ben capito)

Nel frattempo vorrei porre una domanda a Lanterna: se accettaste di fare l'editing, questo significherebbe che avrete accettato di rappresentare? Oppure l'editing lo fate sempre e comunque, basta che si paghi?

Domanda a Jonas: quali sono le agenzie di servizi letterari secondo te affidabili?

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Ospite Ice*

Per queste domande consiglio di spostarsi nel topic di Lanterna notturna, stiamo andando OT comunque per rispondere brevemente:

l'editing si fa se l'autore VUOLE l'editing ed è un servizio, quindi va pagato, non è legato alla rappresentanza, il testo viene sistemato e rimandato all'autore e poi l'autore ci fa ciò che vuole (può mandarlo agli editori, può autoprodurselo, può metterlo in un cassetto, può cercarsi un altra agenzia).

La rappresentanza invece è gratuita, il testo viene esaminato e se è buono viene proposto agli editori, non vengono chiesti soldi né per editing né per altro, anche perché l'editing spetta all'editore e al massimo si può fare in collaborazione con l'agenzia, ma non starà all'autore pagarlo.

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Quindi, se un'agenzia letteraria ti chiede soldi per l'editing (ma non lo fa pure Lanterna azzurra?) è sempre negativo, se ho ben compreso. Portare a termine l'editing al proprio interno, significa anche cambiare prendersi l'onere di riscrivere le parti giudicate deficitarie, o solo segnalarle e poi farle riscrivere di nuovo all'autore, col rischio di non cambiare le cose? (è così che fa anche Lanterna, se ho ben capito)

Nel frattempo vorrei porre una domanda a Lanterna: se accettaste di fare l'editing, questo significherebbe che avrete accettato di rappresentare? Oppure l'editing lo fate sempre e comunque, basta che si paghi?

Domanda a Jonas: quali sono le agenzie di servizi letterari secondo te affidabili?

Anzitutto ti pregherei, se possibile, di non storpiare i nomi. Chiami Lanterna Azzurra e ti riferisci credo a Lanterna Notturna, mentre il mio nick è jooas e non jonas o joas, come hai invece scritto nei tuoi messaggi. Temo altrimenti che prossimamente sarò da te citato come Jona, se hai ricordo del film Jona che visse nella Balena, o magari Jonah, se ti sovvengono reminiscenze d'impronta biblica.

Ad ogni modo, in risposta alla prima quaestio che mi poni, cerco di chiarire meglio il mio pensiero. L'agenzia letteraria a tutto il diritto di farsi pagare per l'editing. Ci mancherebbe! Quello che non dovrebbe assolutamente fare è di proporsi all'autore quale sua rappresentante dopo aver valutato positivamente l'opera, ma solo se questi accetta di sottoporre lo scritto a una revisione preliminare a pagamento che narturalmente l'agenzia stessa si incaricherà di eseguire.

Tale tecnica è la stessa che decine di presunte agenzie di spettacolo nuovi mettono in atto per spillare denaro a chi insegue il sogno di sfondare nel mondo del cinema. Pubblicano un annuncio per la ricerca di volti nuovi per un fantomatico film, eseguono una finta selezione dei candidati e poi privatamente dicono a ognuno di loro che ha praticamente il ruolo in tasca. Solo un piccolo ostacolo lo separa ormai dal successo: occorre mostrare al produttore il book fotografico. Il credulone di turno paga qualche migliaio di euro per le foto, ma poco dopo vedrà l'agenzia scomparire nel nulla dopo aver intascano il denaro. Ciò che gli resterà, oltre alla delusione, è un variopinto quanto inutile album di primi piano e campi lunghi a testimonianza della propria ingenuità.

Per ritornare a noi, niente di tutto ciò vedo però sul sito dell'agenzia letteraria di Writer's Dream, dove è invece esplicitato chiaramente che "La valutazione del manoscritto è gratuita: solo a pubblicazione avvenuta Lanterna Notturna percepirà un compenso, stabilito in accordo con l’autore.".

Per quanto riguarda poi il modo di interpretare l'editing, le vie sono infinite. Alcuni paragrafi magari sono da tagliare, altri da riscrivere, mentre per altri ancora ci si può limitare ai consigli... Quello che va in ogni caso rispettato è lo stile dell'opera. Sulle parti contestate, inoltre, bisognerebbe lasciare sempre all'autore l'ultima parola. Ma tante volte è invece la tesi della casa editrice a prevalere.

Ad ogni modo sarà necessario che si crei un notevole feeling fra autore ed editor, tanto che molti scrittori il proprio alter-ego non lo cambiano per tutta la propria vita letteraria.

Come è comprensibile, quella dell'editor è una professione molto difficile. Ci vuole tanta esperienza, oltre a non comuni capacità di penetrare il mondo poetico dell'autore.

Infine, chiedi quale agenzia letteraria consiglierei. Ma la mia, che diamine! Be', certo, quando la fonderò.

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/me mod on

mi spiace interrompere l'amichevole chiacchierata ma questo sarebbe il topic di Interrete (su cui tra l'altro andrebbero postate testimonianze, che si scriva e riscriva di "lasciar perdere" senza nulla spiegare non è che aiuti molto); se si preferisce parlare di Lanterna notturna o in generale del ruolo delle agenzie è il caso di farlo nei topic appositi.

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Chiedo scusa a tutti. A Ice, a Jooas (certo che ricordo il film da te citato), a Lanterna notturna, a Czar....

Per ciò che riguarda Interrete.... dopo avermi fatto firmare un contratto in cui s'impegnavano a tradurre il mio romanzo e trovarmi un editore all'estero, non mi hanno più dato notizia... tranne l'incipit, o meglio le prime 20 righe tradotte, sul loro sito. Poi si son sempre negati, oppure al massimo qualche notizia evasiva.... dopo aver incassato 250 Euro. Ecco, l'esempio di Jooas col cinema calza alla perfezione.

E naturalmente vi ringrazio tutti.

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Chiedo scusa a tutti. A Ice, a Jooas (certo che ricordo il film da te citato), a Lanterna notturna, a Czar....

Per ciò che riguarda Interrete.... dopo avermi fatto firmare un contratto in cui s'impegnavano a tradurre il mio romanzo e trovarmi un editore all'estero, non mi hanno più dato notizia... tranne l'incipit, o meglio le prime 20 righe tradotte, sul loro sito. Poi si son sempre negati, oppure al massimo qualche notizia evasiva.... dopo aver incassato 250 Euro. Ecco, l'esempio di Jooas col cinema calza alla perfezione.

E naturalmente vi ringrazio tutti.

Scuse accettate. Nessun problema.

Purtroppo questo è uno dei casi nei quali spiace aver ragione. Ma che vuoi farci? Almeno la tua testimonianza potrà evitare ad altri esordienti autori di cadere in simili trappole.

Certo farebbe piacere che Interrete sentisse la necessità di fornire chiarimenti sulla vicenda...

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Per tornare in topic vi posto qui gli stralci di una mia esperienza recente (novembre 2011) con Interrete.

Avevo mandato il mio ultimo romanzo in valutazione e loro mi rispondono quanto segue:

abbiamo letto il suo lavoro e ci è sinceramente piaciuto. Buono l'impatto letterario e discreta l''affabulazione. Il genere fantastico [nota: è un romanzo di fantascienza!] è sempre molto apprezzato, letto e venduto, specie se di qualità.

Ne abbiamo parlato con Abelbooks, spiegando che il nostro giudizio verso una sua pubblicazione è senz'altro positivo.

AbelBooks pubblica manuali, saggi di interesse comune, narrativa e poesia, utilizzando tutti i nuovi supporti per la vendita e la lettura. Dunque dagli .epub al .mobi (visibile con il nuovo tablet di Amazon) fino al .pdf.

Il punto di forza della nuova etichetta editoriale è dato dalla crescente richiesta del libro elettronico che si sta aprendo al nuovo, grazie al diffondersi di supporti elettronici, velocità di collegamenti internet, reti wi-fi. [...]

La sinergia tra Abel Books e Interrete agenzia letteraria nasce per offrire dunque agli autori una nuova platea di opportunità di visibilità e vendita dei propri libri.

La lavorazione, l'editing, la distribuzione, le richieste di certificazioni, l'attribuzione dell'ISBN e l'ufficio stampa verranno realizzati dalla casa editrice e dall'agenzia letteraria.

Solo per la conversione nei vari formati si richiede un rimborso spese di euro 120,00 (IVA inclusa) da versare seguendo le modalità inviate da Interrete agenzia letteraria. [...]

La cosa un po' mi puzzava ma prima di dire un secco "no" ho voluto andare a fondo ponendogli questa questione per me fondamentale. Quindi gli ho risposto:

[...] Tutti coloro che lavorano nell'ambito dell'editoria, infatti, sanno bene che il vero problema per un esordiente non è tanto trovare un editore (pagando se ne trovano a decine...) ma vedersi garantita una promozione adeguata.

Questo fatto ritengo sia ancora più importante parlando di un prodotto così poco dffuso come l'e-book.

Penso semplicemente al mio "bacino d'utenza", nel quale gli utilizzatori di e-book sono veramente pochissimi. Non potendo quindi contare neppure sui miei lettori abituali avrò bisogno di un forte appoggio da parte dell'editore.

Per questo, prima di legarmi con un contratto di 6 anni ad Abel Books, vorrei capire qual è la loro politica promozionale e quali sono le azioni che tipicamente compiono per pubblicizzare e proporre un libro.

Loro mi rispondono quanto segue:

le sue domande sono più che lecite. Lei non paga per pubblicare un libro, ma paga dei servizi, quali quali un giro di editing, la trasformazione nei vari formati e un supporto ufficio stampa.

Infatti produrremo un comunicato stampa che invieremo ai vari siti internet. Le daremo anche un ebook con una serie di riferimenti da contattare per una segnalazione e recensione.

Anche la stessa casa editrice si occuperà di segnalare l'uscita del suo libro attraverso blog, invii dello stesso comunicato, social network.

Io insisto e chiedo di vedere un esempio del comunicato stampa. Purtroppo non trovo più la mail con l'allegato che mi fu inviata ma si trattava di una pagina in pdf che a farla da solo l'avrei resa sicuramente più accattivante.

A quel punto non ho più dubbi e per essere educato uso la scusa della poca fiducia negli e-book per rifiutare.

Loro replicano così:

Perché non pubblicare allora sia in cartaceo e sia in ebook?

La prospettiva editrice chiede solo una 60 copie acquistate al prezzo di copertina. Ovviamente si sfrutta la distribuzione della stessa. In fatto di visibilità è presenta a numerose fiere e festival della letteratura, incluso quello di Torino.

Ho gentilmente declinato tutte le offerte.

Ci tengo a precisare, per non apparire off-topic, che io li avevo contattati in quanto agenzia letteraria per una valutazione, sono loro che hanno portato poi il discorso su pubblicazioni varie con loro "affiliati".

A voi ogni altra conclusione.

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