Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Melia

Dodici per cento.

Post raccomandati

Il mio commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/21371-mi-44-quantè-bella-giovinezza-che-si-fugge-tuttavia/?p=373469

 

 

Insomma, sono qui sul tetto del palazzo, in maglietta e bermuda e forse avrei dovuto mettermi un maglione addosso perché fa freddo. Be’, potreste obiettare che il mio corpo si spiaccicherà al suolo in mille pezzettini e il sangue arriverà fino al semaforo all’angolo, quindi che importa? Importa a me, perché sto gelando. Un po’ di dignità nella morte, no?

Il mio portatile ha il dodici per cento di batteria e devo finire di scrivere questa specie di confessione perché non ho altre occasioni per farlo. Cioè, le avevo, in realtà. Quando sono andato in televisione, al TG nazionale. Non avete idea di com’ero agitato, dietro le quinte. A un certo punto un’assistente di produzione mi ha dato un bicchiere di carta mezzo pieno d’acqua con dentro delle “goccine” e sono andato via liscio. Mi avete visto no? Sappiate che erano le goccine a parlare, che io quella voce lì non ce l’ho mai avuta, e nemmeno quella faccia da coglione. O anche tre giorni fa, quando mi hanno messo davanti a venti microfoni a rilasciare quella specie di dichiarazione che è finita su tutti i giornali. Lì non erano le goccine a parlare, perché ero già passato ai mezzi pesanti. Ero fatto come un istrice. Ho tirato due righe di cocaina prima di farli entrare, che vi credete. Se guardate bene il video, lo vedete che continuo a toccarmi il naso.

L’ho scritta io, la dichiarazione. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, è tutto sotto controllo, abbiamo messo al lavoro i nostri migliori ricercatori e la soluzione sarà pronta tra pochi giorni.

Sono balle, eh. Balle siderali. Non ci abbiamo capito un cazzo. Questa roba non ha nulla a che vedere con nessun tipo di malattia mai vista sulla faccia della Terra. Non ha un agente virale, capite? Non abbiamo trovato nessun virus noto. Nessun batterio. Niente di niente. Il paziente zero è morto ventisei ore dopo i primi sintomi. Trentadue ore dopo sono morte cinque infermiere e tre medici. Quindici ore dopo siamo andati in quarantena. Faccio questo lavoro da venticinque anni ma non ho mai visto nulla del genere. È stato però quando li ho visti aprire gli occhi che mi sono cagato in mano. Ragazzi, non avete idea. Ora li abbiamo confinati in un’ala dell’ospedale e la quarantena forse farà il suo corso e forse no. Forse ci capiremo qualcosa e forse no. Ma questi cosi hanno fame. Una fame nera. 

Otto per cento. Cazzo, devo muovermi.

Io ho maneggiato l’Ebola. Ho fatto la tesi di specializzazione sul Marburg. Ho fatto uno studio di due anni sulla dengue. Ho visto tutte le malattie mortali esistenti sulla Terra e non mi sono mai beccato niente. Non sappiamo un cazzo di questa cosa e quindi ci siamo attrezzati per il massimo rischio biologico. Eppure tre ore fa hanno iniziato a sanguinarmi gli occhi. Tra una decina di ore, quindici al massimo, sarò cadavere. E poi riaprirò gli occhi e mi verrà fame.

Cinque per cento.

Scappate. Più lontano possibile. Se qualcuno trovasse questo portatile, sappiate che sì, sono io quello che è saltato dal tetto e si è schiantato davanti al Policlinico. E se il primario di virologia non ci capisce un cazzo, figuratevi voi.

Perdo sangue dal naso e la batteria segna il tre per cento.

Buona fortuna a tutti. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi voglio cimentare nel mio primo commento in assoluto, vediamo come me la cavo :)

 

Parto con lo stile, che è la cosa che mi ha colpito di più. Secco e crudo, un po' alla Palahniuk, in cui il personaggio viene tratteggiato indirettamente tramite il suo racconto degli eventi. Mi piace. Alcuni appunti minori.

 

 

A un certo punto un’assistente di produzione mi ha dato un bicchiere di carta mezzo pieno d’acqua con dentro delle “goccine”

 

Essendo un medico a parlare, credo che dovrebbe essere più specifico sulle "goccine". Magari può non sapere cosa gli abbiano fatto prendere di preciso (ma di nuovo, essendo un medico, viene naturale pensare che possa averlo domandato), ma credo sia più naturale per il personaggio essere un po' più preciso, ad esempio:

 

A un certo punto un’assistente di produzione mi rifilato un ansiolitico, Tavor, forse, a giudicare da quanto in fretta mi ha sballato il cervello.

 

 

Questa roba non ha nulla a che vedere con nessun tipo di malattia mai vista sulla faccia della Terra. Non ha un agente virale, capite? Non abbiamo trovato nessun virus noto. Nessun batterio. Niente di niente.

Soprattutto in un framento così breve, ci sta il non voler caratterizzare troppo la natura della malattia "zombesca", anche per trasmettere al lettore il senso di confusa disperazione del protagonista. Così, però, è forse un mistero troppo misterioso. Spinge il lettore a porsi domande sulla vera natura della malattia, e ad aspettarsi un cenno di risposta nel seguito, spostando leggermente il focus dai pensieri del protagonista che sono ovviamente il fulcro della narrazione. Non essendo medico o biologo non saprei aiutarti di preciso, ma magari potresti trovare una caratteristica particolare che renda l'agente infettivo particolarmente difficile da debellare ("Questo virus cambia così in fretta che nel tempo che ci mettiamo a sviluppare un vaccino ha già sviluppato una ventina di mutazioni diverse").

 

Per il resto niente da aggiungere, carina l'idea della batteria per dare ritmo al racconto e il sottinteso che la diffusione di massa dell'infezione sia causata proprio dal protagonista, che buca la quarantena con il suo suicido.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In generale, non mi è particolarmente piaciuto. La scena del tizio informato dei fatti che lascia un messaggio pre-apocalisse virale/zombie è banalotta, e il tuo frammento non ha nulla che lo caratterizzi, che lo renda diverso dal solito "sta per cominciare, moriremo tutti".

 

Detto questo, lo stile non è male. Non particolarmente brillante, ma nemmeno da buttare. Forse un po' anonimo, ecco.

 

Alcuni appunti più specifici:

- Scrivere la lettera di addio con un pc, sul tetto, non ha il minimo senso. Il comportamento più normale è scrivere la lettera in camera, nello studio, o comunque in casa, e poi salire sul tetto per buttarsi. O, se proprio lo vuoi sul tetto, fagli usare un normale diario, carta e penna, che si portano in tasca facilmente.

 

- La frase "se qualcuno trovasse questo portatile..." è ridicola (senza offesa). Se vuoi che qualcuno trovi un messaggio non lo scrivi col portatile. Uno dovrebbe trovare il pc (ancora integro), collegarlo a una presa per ricaricare la batteria, accedere al tuo account indovinando la password (ché sul pc la usano tutti) e poi spulciare i file per trovare il documento con la lettera che hai lasciato.
Ora... seriamente?
Se vuoi lasciare un messaggio per farlo trovare lo scrivi su un foglio e lo incolli sul portone di casa, per dirne una. Fai 50 fotocopie e le lanci dal terrazzo, per dirne un'altra. Ancora meglio, considerato che non c'è ancora una vera emergenza Zombie, usi i Social Media.
Ecco, questo avrebbe reso il tuo frammento particolare. Siamo nel 2014, se uno vuole lasciare una testimonianza pre-apocalisse la mette su facebook, con tanto di foto degli zombie. Poteva anche avere un risvolto comico vedere la gente mettere "Like" a un messaggio del tipo "Moriremo tutti".

 

- Il primario di virologia che prende le goccine per parlare in tv mi suona strano. Dovrebbe esserci abituato al parlare in pubblico e all'essere sotto pressione.

 

- E' strano che il messaggio non sia firmato. Se lascio un messaggio come ultimo segno della mia esistenza, quantomeno lo firmo. Data e firma sono essenziali, in questo caso.

 

- "Ero fatto come un istrice". Anche qui, è un primario di virologia che parla, non il ragazzino che s'è calato una pasticca in discoteca. Mi sembra troppo caricato come linguaggio.

 

Finito.
Scusa la franchezza dei commenti, ma non sopporto i giri di parole infiocchettati per dire che qualcosa non va. Ribadisco che non è scritto male, nel senso stretto del termine, ma è tutto poco ragionato, poco strutturato, buttato giù più con la pancia che con la testa.

 

Se è un frammento nato per esercizio, può andar bene, ti serve per migliorare. Se vuole essere l'incipit di un romanzo, non ci siamo, è bocciato proprio.

 

A rileggerti! :) 
 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Multivac (bel nick!), il tuo primo commento per il mio primo frammento : MrViolet :

 

Questo è boh, nel senso che magari sarà un prossimo incipit di qualcosa di più lungo, magari no, ma una storia di apocalisse zombie è una delle cose con le quali mi balocco spesso.

Condivido i tuoi rilievi, ci penserò su e grazie infinite per il piccolo paragone con Palahniuk, di cui sono grande ammiratrice!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In generale, non mi è particolarmente piaciuto. La scena del tizio informato dei fatti che lascia un messaggio pre-apocalisse virale/zombie è banalotta, e il tuo frammento non ha nulla che lo caratterizzi, che lo renda diverso dal solito "sta per cominciare, moriremo tutti".

 

Detto questo, lo stile non è male. Non particolarmente brillante, ma nemmeno da buttare. Forse un po' anonimo, ecco.

 

Alcuni appunti più specifici:

- Scrivere la lettera di addio con un pc, sul tetto, non ha il minimo senso. Il comportamento più normale è scrivere la lettera in camera, nello studio, o comunque in casa, e poi salire sul tetto per buttarsi. O, se proprio lo vuoi sul tetto, fagli usare un normale diario, carta e penna, che si portano in tasca facilmente.

 

- La frase "se qualcuno trovasse questo portatile..." è ridicola (senza offesa). Se vuoi che qualcuno trovi un messaggio non lo scrivi col portatile. Uno dovrebbe trovare il pc (ancora integro), collegarlo a una presa per ricaricare la batteria, accedere al tuo account indovinando la password (ché sul pc la usano tutti) e poi spulciare i file per trovare il documento con la lettera che hai lasciato.

Ora... seriamente?

Se vuoi lasciare un messaggio per farlo trovare lo scrivi su un foglio e lo incolli sul portone di casa, per dirne una. Fai 50 fotocopie e le lanci dal terrazzo, per dirne un'altra. Ancora meglio, considerato che non c'è ancora una vera emergenza Zombie, usi i Social Media.

Ecco, questo avrebbe reso il tuo frammento particolare. Siamo nel 2014, se uno vuole lasciare una testimonianza pre-apocalisse la mette su facebook, con tanto di foto degli zombie. Poteva anche avere un risvolto comico vedere la gente mettere "Like" a un messaggio del tipo "Moriremo tutti".

 

- Il primario di virologia che prende le goccine per parlare in tv mi suona strano. Dovrebbe esserci abituato al parlare in pubblico e all'essere sotto pressione.

 

- E' strano che il messaggio non sia firmato. Se lascio un messaggio come ultimo segno della mia esistenza, quantomeno lo firmo. Data e firma sono essenziali, in questo caso.

 

- "Ero fatto come un istrice". Anche qui, è un primario di virologia che parla, non il ragazzino che s'è calato una pasticca in discoteca. Mi sembra troppo caricato come linguaggio.

 

Finito.

Scusa la franchezza dei commenti, ma non sopporto i giri di parole infiocchettati per dire che qualcosa non va. Ribadisco che non è scritto male, nel senso stretto del termine, ma è tutto poco ragionato, poco strutturato, buttato giù più con la pancia che con la testa.

 

Se è un frammento nato per esercizio, può andar bene, ti serve per migliorare. Se vuole essere l'incipit di un romanzo, non ci siamo, è bocciato proprio.

 

A rileggerti! :) 

 

 

 

No no, che incipit di romanzo! E' un "esercizio di stile", se vuoi, scritto certamente di pancia e tutto da rivedere (soprattutto se la storia dovesse allungarsi).

Grazie dei commenti, ci penso su!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ok, nonostante certe cose non stiano in piedi neanche a voler essere buoni, mi è un piaciuto.

 

Qualche pensiero veloce in ordine sparso.

 

-Lo stile è scorrevole, ma manca un po' di personalità. Secondo me potresti tentare di:

 

-caratterizzare meglio il personaggio narrante, così è un po' tutto e un po' niente: dottore, drogato, profeta, risoluto, spaventato, putamadre. Certo che le cose si possono mischiare e a me piace l'idea di un dottore che parla come un fattone, però così è un po' troppo accennato e traballante, il personaggio mi è arrivato con fatica. Delinea la sua personalità, e avrai anche quella del racconto.

 

-Quando circa a metà hai introdotto la malattia, ho pensato esattamente "bello mi piace, speriamo non siano zombaggine". Io amo gli zombi, proprio per questo mi piace sperare che non diventino più clichè di quanto non siano già. In fondo non credo che la malattia sia importante in questo frammento: mettine una vaga, descrivi solo qualche sintomo spaventoso e lascia il resto all'immaginazione. Oppure metti qualcos'altro e descrivi tutto a modo, in ogni caso io gli zombi li lascerei da parte, oggi =)

 

-Discorso portatile: Mi piace l'idea della batteria che finisce e non ho problemi ad immaginare il dottore che tastiereggia sul tetto, ma come ti hanno già detto ha poco senso nell'ottica di "ultime parole". Perchè invece non fai comunicare il personaggio con il mondo esterno? Magari il caro dottore sta twittando o postando su un forum o altro, magari proprio per smentire le falsità che diceva di raccontare nell'incipit. Il tutto avrebbe leggermente più senso credo.

 

 

E' tutto? Tutto. Ciao a rileggerti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Guarda, Melia, tutto sommato non è male. Consideriamo che è un frammento e che hai sfruttato a pieno il numero di caratteri a disposizione: non importa (in questo caso) che il personaggio sia poco caratterizzato, né che l'idea (inarrestabile virus zombificante) sia tutt'altro che nuova. Anche perché (ma non so se questo era il tuo obiettivo) a me ha fatto ridere il linguaggio del personaggio: molto colloquiale, a tratti quasi farneticante. Poco importa che sia inadatto ad un primario d'ospedale, se l'intento era comico; anche perché nella realtà ho sentito dottori e professori universitari parlare peggio di così.

Mi è piaciuto poi come hai gestito il flusso di informazioni, rivelando solo piano piano l'identità del personaggio e l'oggetto della vicenda: è un buon modo (specialmente nei racconti) per far sì che il lettore continui a leggere.

Ci sono poi un paio di cose che non mi suonano tanto bene.

1) Il computer: perché utilizzare un computer portatile? Una nota in ufficio andava bene. Oppure, anche io accolgo il suggerimento di GiD: una confessione via Social Network (magari Facebook, visto che i Tweet sono troppo brevi, ma sempre con le simpatiche hashtag). Magari usando un tablet...

2) 

Be’, potreste obiettare che il mio corpo si spiaccicherà al suolo in mille pezzettini e il sangue arriverà fino al semaforo all’angolo, quindi che importa?

 

Ecco, un medico non direbbe una cosa del genere. Anzi, chiunque abbia visto CSI sa che il corpo non si spiaccica "in mille pezzettini". Al massimo si sfracella il cranio ed esce un po' di cervello e sangue, oltre a rompersi tutte le ossa.  :asd:

 

3) Quel "buona fortuna a tutti" in chiusura è un po' "moscio". E' dissonante con il farneticante umorismo del resto del frammento, secondo me. Vedi se riesci a trovare una chiusa migliore.

 

Reso un po' più corposo e con gli opportuni aggiustamenti, avresti potuto postarlo direttamente in Racconti, secondo me.

A rileggerti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie dei commenti, mi sono molto utili  : Chessygrin :

 

@Alexander91: no, non è un racconto, dai. E' una cosina che ho scritto nella pausa tra la scrittura di un capitolo e l'altro del romanzo XD 

 

Mi è sempre piaciuta l'idea di gestire un personaggio fuori di testa che sta per suicidarsi. E' un incipit con il quale sto giocando nella mente da un po', ma prima o poi la trovo, la strada per lui. Oh, se la trovo!  : Evil :

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In generale non è scritto male e crea un discreto interesse. Io credo che il problema sia nello stile e nel linguaggio utilizzato dal medico. Sappiamo che questa persona ha pochi minuti per avvertire gli altri del disastro che sta per avvenire, poi si ucciderà. Sul fatto che scriva il messaggio al pc ti hanno già rimproverato abbastanza, quindi io chiudo un occhio. Il personaggio però ha poco tempo e nella realtà, a mio parere, cercherebbe di sfruttare questi ultimi momenti per lasciare quante più informazioni possibili. Di conseguenza eviterebbe di ripetere che la batteria si sta scaricando e non utilizzerebbe questo sproposito di imprecazioni, poichè non aggiungono nulla e gli farebbero perdere solo tempo.

 

L'idea di un medico "fatto come un istrice", seppur estrema, è simpatica. :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao.

In generale sembra più un racconto concentrato. È la concentrazione che mi disturba più di ogni altra cosa, credo. Tutte quelle informazioni non lasciano spazio al personaggio. Che non appare tanto caratterizzato. E siccome è un frammento, vero, ma anche un esercizio di stile, dici, ma in realtà assomiglia più a un racconto versione Ortolina, non ci trovo nulla che spicchi né nello stile, né nella trama. Con questo, però, dico che invece l'idea potrebbe essere carina. Il racconto di un suicida prima del suicidio, qualcosa che torna indietro, diciamo. Non è originale, ma sarebbe un romanzo degno di esistere.

Solo che a questo punto, se vuoi scrivere un romanzo di questo tipo, occorrono molte cose: servono specifiche credibili, descrizioni spletter eccetera. Su questo ho in mente solo il maestro nel genere. E non te lo dico, chi è.

E questo per la trama.

Per lo stile, bisogna vedere cosa si intende. Nel senso che se parliamo di stile parliamo di precisione nel linguaggio, punteggiatura, ma anche caratterizzazione dei personaggi, dialoghi credibili,descrizioni dei luoghi e via dicendo.

Se invece parliamo di voce narrante, che ritengo una cosa un pochino più soggettiva, volendo, una specifica tua, un modo di condurre il lettore nella storia, allora sì, il tuo modo non mi dispiace. Un po' light, per alcuni versi, ironico diciamo. Lo trovo adeguato per questo tipo di storia.

Ci sono diverse imprecisioni, qui ( una, quella che mi è saltata subito all'occhio, è " il mio corpo si spiaccicherà al suolo in mille pezzettini" ). Quindi se decidi di scrivere questa storia ti consiglio di usare questo modo di condurre, questa voce(?) insomma, spero di averti fatto capire di cosa sto parlando. Se invece volevi solo testare il tuo modo di scrivere, lo stile ( uso ora questo termine), allora secondo me dovresti rivedere alcune cose. Provando a postare un frammento sì, ma che abbia una certa coerenza stilistica, appunto. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×