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Sira

Eri già Passato

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http://www.writersdream.org/forum/topic/21033-rivelazione/?p=371788

 

 

Non ero lì
quando il tuo respiro divenne vento
e la tua anima polline nuovo.

 

 

Non saprò mai
se ti accorgesti di essere solo
prima del buio, prima del volo.

 

Non saprò mai
se cercasti un volto amato,
quando arrivai
eri già Passato.

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Ciao Sira, molto belle le immagini da te evocate in questa poesia,  anche se ovviamente qui si parla di qualcosa di molto triste. Forse un/a figlio/a che parla ad un padre che non ha potuto conoscere, perchè morto, probabilmente in guerra, prima ancora che sapesse del suo arrivo. Io ho pensato alla guerra per via di questi versi:

Non ero lì
quando il tuo respiro divenne vento
e la tua anima polline nuovo.

Non saprò mai

se ti accorgesti di essere solo
prima del buio, prima del volo.

Richiamano alla mia mente la condizione di Piero nella famosa canzone ''La guerra di Piero'' di De Andrè.

Non so se la mia interpretazione sia giusta, ma questa è stata la mia percezione.

Ad ogni modo, mi è piaciuta per la semplicità con cui hai saputo imprimere tutta l'intensità di un desiderio e di un rimpianto.

A rileggerti. :love:

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Grazie per il commento Millika, la poesia è dedicata a mio padre al quale non riuscii a stare

accanto nel momento del trapasso. Arrivai tardi, e il pensiero che morì fra volti sconosciuti

non mi diede pace.

Grazie ancora! :love:

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Una poesia molto forte e commuovente che riesce a colpire il lettore nei sentimenti grazie anche all'ottimo uso che hai fatto sia delle parole sia delle immagini.

Oltre ciò si sente anche da parte del poeta il dolore per non essere riuscito a stare con  lui nei suoi ultimi momenti. 

Un'altra cosa che ho apprezzato molto è la semplicità con cui hai scritto la poesia.

Hai fatto veramente un ottimo lavoro. Bravissima!  :)

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Una poesia breve ma incredibilmente intensa, si coglie un estremo rimpianto di quelli che non ti abbandonano mai. Il primo verso "Non ero lì" sembra essere un'accusa a se stessi o comunque un rimprovero La seconda strofa mi risulta difficile da capire, forse il "solo" che c'è forse intende: non con persone care. La terza strofa è una chiusa veramente eccellente unica cosa per me incomprensibile quel Passato con la maiuscola. Sicuramente ha un senso ma non lo riesco a cogliere. Io ho vissuto un'esperienza simile e il pensiero di non essere stato lì non mi abbandonerà mai e proprio per questo la trovo una poesia decisamente perfetta anche per esprimere i miei sentimenti. Hai saputo evocare immagini molto belle come nella prima strofa con il respiro che diventa vento e l'anima polline nuovo. Veramente ben fatta complimenti.

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Ciao Ricdil, grazie per il commento! :flower:

Hai compreso benissimo il senso di quel solo, mentre la

maiuscola del passato in realtà non ha nessun significato,  l'ho

trovata una parola forte ed ho sentito il bisogno di evidenziarla.

Niente di più!

Grazie ancora per l'attenzione!

Una buona serata

Sira

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Trovo un sottinteso consolatorio, che mi piace ma al quale non so se riesco a credere davvero.

Perdonami ma la poesia serve prima di tutto per guardarsi dentro. Sia all'autore che a chi, leggendola, la "sente".

 

Il sottinteso è:

"Non ero lì [QUINDI] non saprò mai".

Ergo: se fossi stata lì ora saprei.

 

Possiamo davvero "sapere"?

No, io non lo credo.

Ma mi piace. Mi piace vedere che dal dolore e dal rimpianto può emergere la speranza. Forse non è nemmeno la tua intenzione ma leggendo questi versi voglio lasciarmi pervadere dalla tenue illusione di quel "quindi", non detto eppure così forte.

 

La concisione è molto efficace. L'intensità è davvero notevole. Principalmente grazie al fatto che si percepisce una morte biologica che però è addoclita dall'amore, pur nella consapevolezza della sua incombenza e inevitabilità.

Amore e Morte: infinite volte protagonisti nei componimenti poetici ma che qui lo sono protagonisti senza venir nemmeno nominati. Da cantare quindi con attenzione, per non scadere nel banale o nel già sentito. Per me in questo senso sei stata brava.

 

Ogni gruppo di versi inizia con una negazione che è qualcosa che manca a te (Non ero lì / Non saprò mai) mentre termina rappresentando una certezza:

il tuo respiro divenne vento e la tua anima polline nuovo...

prima del buio, prima del volo...

eri già Passato...

 

Non usi minimamente il dubitativo che, pure, ci sarebbe stato: anche un solo "forse" avrebbe incrinato qualsiasi sicurezza.

Invece la speranza per chi non c'è più e che è riposta in quel Passaggio è rappresentata in modo così intenso da diventare innegabile.

Forse il polline è così nuovo, forse quel volo è così inimmaginabile per noi, certamente ciò che c'è oltre quella soglia di Passaggio è così inconoscibile da permetterci anche di credere che chi ci cercò in quell'istante ora ci potrebbe pure aver perdonato il nostro non essere stati lì.

 

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 Queffe, il tuo messaggio mi ha fatto uscire la lacrimuccia. Grazie!  :flower:   

 Ti ringrazio per aver interpretato il mio pensiero ed averlo esposto come

 io non sarei mai riuscita a fare. Si sente che hai una sensibilità particolare,

 coccolala, ti fa bello! :love:

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Ho appena commentato un'altra tua poesia dedicata a tuo padre, anch'essa bella ma non come questa.

In questa si sente la sofferenza, la tua sofferenza, quel dolore che ti porti dentro, il rammarico per non essere stata lì mentre il respiro di tuo padre diveniva vento e la sua anima polline nuovo.

Quel dubbio che ti tormenta  riguardo ai suoi ultimi istanti, alla possibilità che egli si sia accorto di essere solo, tra estranei e non con te, sua figlia, non potrà mai essere svelato, non potrai mai saperlo ma puoi essere certa di altro, invece.

L'amore che gli volevi e la sofferenza che sopporti sono due buoni motivi per credere che anche lui te ne volesse e che nel momento del passaggio lui fosse con te, con la sua mente, che abbia chiuso gli occhi e sussurrato il tuo nome, sorridendo al tuo pensiero. Non aveva bisogno di cercare volti amati, gli bastava chiudere gli occhi e tu eri là, con lui.

La poesia racchiude questo: dolore e incertezza, rammarico inconsolabile perché non c'è modo di risolverlo.

Traspare dai versi, brevi e intensi, calcati al punto giusto sulle note dell'emotività, una sensazione di irrimediabilità, di fatalità estrema ma, tra le parole, si intravede una piccola scintilla di luce speranzosa, quel credere nella trasformazione della vita da corpo materiale a essenza eterea, da anima indistinta a polline vitale che ritorna ad essere sostanza materiale.

Parti, nella prima strofa, già con questa speranza di nuova vita e di trasformazione e poco importa che sia contrapposta con il tuo rammarico di non essere lì, nel cuor tuo sai già che egli non è più, è Passato ma tornerà o comunque lo rivedrai come nuovo polline trasportato nel vento.  

Ottimo pezzo, complimenti e a rileggerti.

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Ha ragione refusi quando dice che in te ci vede talento. Non amo la parola "anima", ma "anima polline" è un'immagine notevole: fa pensare a quel volo in cui non credo, ma che tu descrivi bene senza cadere nel banale. La poesia mi piace tutta, a volte capita di cadere nel banale quando si raccontano delle cose così forti, ma tu non lo fai, rimani "sobria" e dimostri di avere grande stile. Le emozioni si percepiscono tutte: rimpianto, amarezza, tristezza. Il lettore come me si chiede perché tu non fossi lì e inizia a immaginare trovando mille contrattempi o incomprensioni.

E' una poesia che va al di là delle parole scritte, che mi fa pensare a padre e figlia oltre questo avvenimento, che mi fa cercare e immaginare le vostre vite per spiegare quanto accaduto.

Complimenti sira.

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Grazie Ger e  Lover!

Non ho molto da aggiungere a quanto detto da voi se non

che vi ringrazio davvero di cuore per aver dedicato del tempo

a questi versi per me molto importanti.  :love:

Un caro saluto Sira

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