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Mad.

Malattia che impedisca di sentire dolore

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Questa malattia (o disturbo) esiste davvero: in pratica la persona che ne soffre non sente nessun tipo di dolore. Il problema è che non ne ricordo assolutamente il nome, e quindi non posso documentarmi per bene da sola >.>
Qualcuno di voi ne ha mai sentito parlare? Se sì, sapete mica se chi ne soffre ha problemi anche nel provare piacere? Grazie.

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La lebbra non fa sentire dolore? Davvero? ò.o
Comunque no, non era quella la malattia, l'avrei ricordato xD

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Uhm...no, è molto simile, ma non è la stessa perché la CIPA porta alla morte entro i tre anni di vita, la malattia che dico io mi sembra di no :fuma: 

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Ospite Dark

C'era questo ragazzo. E c'era anche tante bande, in paese. Una era la Nostra. E una era la Loro. Questo gruppetto di ragazzi che era arrivato in motorino. Noi stavamo seduti sulle panchine ce dominavano la piazzetta. La sera ci si ritrovava a fumare cannoni o a bere sotto l'albero. C'era questo gruppetto di ragazzi della zona affianco. Il Gruppetto era sciamato allargandosi a macchia dalla loro alla nostra zona. Forse esploravano e c'avevano voglia di divertirsi. Si erano spostati coi motorini lungo la statale. L'aveva risalita come fanno i Salmoni, erano arrivati intorno alla mezzanotte, in gruppo, fino alla Nostra sorgente. La piazzetta. O meglio la Piazzetta. Stavamo là a raccontar di stronzate e a rotolarci i cadaveri delle bottiglie sotto i tacchi coi motorini parcheggiati a ufo. Quelli rombano e parcheggiano più in là. Scendono e si mettono a far discorsi tra loro dal nulla. Noi eravamo sotto un albero. Un Abete gigantesco che faceva da ombrello a un quadrato di panchine. Oltre le panchine, c'era una scalinata che scendeva fino alla Piazzetta. Laggiù stavano quelli. Li aveva vomitati una stradina come fossero liquido nero. Straripavano ragazzi della banda opposta. Avevano parcheggiato in mezzo, alla cazzo, e si erano disposti intorno a uno che della nostra banda non faceva parte. Quel ragazzo aveva meno di noi. Era più alto e grosso di noi. Ma quel ragazzo era più buono e mite di noi. Gli si fanno a cerchio, lui nel centro che sorride. Loro che sghignazzano. Lui che offre qualcosa o diciamo fa le sue presentazioni con qualcosa. «Siete in casa mia,» voleva intendere, «e siete i bene accetti, fumiamo insieme» Qualcuno gli strappa di mano chiavi e cannone. Se lo fumano da loro. Era davvero buio. Le luci erano mezzo rotte. Noi stavamo sulle panchine sotto l'Abete. Bevevamo in silenzio, per certi versi. La nostra presenza discreta. Si Sentiva se proprio la volevi sentire. Nell'aria e nelle orecchie. Il blabericcio di quei Saloni. dal nulla parte uno schiaffo. Lo si sente bello pieno che di rimbalzo dalle mura degli edifici intorno corre che amplificato fino a noi. Mite non fa una piega. Si tocca la guancia con aria interrogativa. Poi sorride che se fosse in compagnia di amici. Salmoni lo stanno a vedere. Lo osservano. Blabericciano di nuovo e si guardano tra loro. Poi lo osservano come si osserva una scimmia allo zoo. Noi dietro l'Albero, da quelle panchine. Osserviamo come si osserva chi osserva le scimmie allo zoo. Altro schiaffo. Altro rimbalzo tra le pareti degli edifici. Da dietro stavolta. Mite pare non sentirlo. Uno dei Salmoni raccoglie allora un bastone. Qualcosa forse sfuggito al cantiere che c'era giorni prima. Uno di quegli affari grigi intrisi di cemento secco. Un listello. Che sono leggeri di loro, ma che sono appesantiti dal cemento rappreso. Glielo dà sulla coscia dietro tanto forte da fargli piegare il ginocchio in avanti. Mite barcolla. Poi si rialza. Non una piega. sorride. Gli vanno addosso almeno in tre, lo prendono a schiaffi, lo prendono a pugni in testa, a calci sulle gambe. Uno gli rompe il listello sulla schiena. Mite non ride. Ma Mite non piange. Mite non reagisce neppure. Mite non capisce. Mite non si para i colpi perché non gli fano male, reagisce solo per la noia che gli dannnò i movimenti frenetci degli arti che gli svolazzano contro il corpo. Come fossero insetti noiosi. Mite non si difende. Mite ora sanguina. Mite cade a terra. I Salmoni ridono sopra di lui. Ridono. Sono venuti a vedere come si picchia un ragazzo che nion sente dolore. Sono venuti a vedere che facci afa un ragazzo che non sente dolore. Se un Ragazzo che non sente dolore non sente davvero dolore. Sono venuti a studiare il Ragazzo che Non Sente dolore. Quello che ha fatto il giro dei paesi, per quella cosa. Con l'intento di fargli sentire Dolore. Sono venuti per far sentire dolore a un ragazzo mite che non sente il dolore. E sono intenzionati a farglielo capire, cosa sia il dolore. Ma lui non lo sente il dolore. Lui non reagisce al dolore. Lui percepuisce solo il rinculo dei pugni. Il ricnluco delle idee tadotto in azioni. Percepisce il sangue che gli cola dal naso e se lo lecca. Se lo pulisce. Ma Mite non sente il dolore. A terra cercano di rialzarlo perché devono insegnargli come si prova dolore. E lo vogliono fare divertendosi. Così sollevano Mite per le braccia e lo rimettono in in mezzo al cerchio. Qualcuno accende una sigaretta. Qualcuno prepara un altro bastone.  quel punto dall'Abete si avvicinano degli occhi infuocati. Infiammati. Cosa sia il dolore, quei Salmoni lo capiranno tra poco. E capiranno che chi non lo prova non è una scimma da guardare allo zoo, o un cane da prenmdere a calci, o un gatto da cospargere di benzina. Mite è entrato nella banda. I Salmoni non sono più tornati. Mite non sente il dolore. Non lo ha mai sentito. Ma percepisce l'amore. Quello di avere degli amici. Ora sì.

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C'era questo ragazzo. E c'era anche tante bande, in paese. Una era la Nostra. E una era la Loro. Questo gruppetto di ragazzi che era arrivato in motorino. Noi stavamo seduti sulle panchine ce dominavano la piazzetta. La sera ci si ritrovava a fumare cannoni o a bere sotto l'albero. C'era questo gruppetto di ragazzi della zona affianco. Il Gruppetto era sciamato allargandosi a macchia dalla loro alla nostra zona. Forse esploravano e c'avevano voglia di divertirsi. Si erano spostati coi motorini lungo la statale. L'aveva risalita come fanno i Salmoni, erano arrivati intorno alla mezzanotte, in gruppo, fino alla Nostra sorgente. La piazzetta. O meglio la Piazzetta. Stavamo là a raccontar di stronzate e a rotolarci i cadaveri delle bottiglie sotto i tacchi coi motorini parcheggiati a ufo. Quelli rombano e parcheggiano più in là. Scendono e si mettono a far discorsi tra loro dal nulla. Noi eravamo sotto un albero. Un Abete gigantesco che faceva da ombrello a un quadrato di panchine. Oltre le panchine, c'era una scalinata che scendeva fino alla Piazzetta. Laggiù stavano quelli. Li aveva vomitati una stradina come fossero liquido nero. Straripavano ragazzi della banda opposta. Avevano parcheggiato in mezzo, alla cazzo, e si erano disposti intorno a uno che della nostra banda non faceva parte. Quel ragazzo aveva meno di noi. Era più alto e grosso di noi. Ma quel ragazzo era più buono e mite di noi. Gli si fanno a cerchio, lui nel centro che sorride. Loro che sghignazzano. Lui che offre qualcosa o diciamo fa le sue presentazioni con qualcosa. «Siete in casa mia,» voleva intendere, «e siete i bene accetti, fumiamo insieme» Qualcuno gli strappa di mano chiavi e cannone. Se lo fumano da loro. Era davvero buio. Le luci erano mezzo rotte. Noi stavamo sulle panchine sotto l'Abete. Bevevamo in silenzio, per certi versi. La nostra presenza discreta. Si Sentiva se proprio la volevi sentire. Nell'aria e nelle orecchie. Il blabericcio di quei Saloni. dal nulla parte uno schiaffo. Lo si sente bello pieno che di rimbalzo dalle mura degli edifici intorno corre che amplificato fino a noi. Mite non fa una piega. Si tocca la guancia con aria interrogativa. Poi sorride che se fosse in compagnia di amici. Salmoni lo stanno a vedere. Lo osservano. Blabericciano di nuovo e si guardano tra loro. Poi lo osservano come si osserva una scimmia allo zoo. Noi dietro l'Albero, da quelle panchine. Osserviamo come si osserva chi osserva le scimmie allo zoo. Altro schiaffo. Altro rimbalzo tra le pareti degli edifici. Da dietro stavolta. Mite pare non sentirlo. Uno dei Salmoni raccoglie allora un bastone. Qualcosa forse sfuggito al cantiere che c'era giorni prima. Uno di quegli affari grigi intrisi di cemento secco. Un listello. Che sono leggeri di loro, ma che sono appesantiti dal cemento rappreso. Glielo dà sulla coscia dietro tanto forte da fargli piegare il ginocchio in avanti. Mite barcolla. Poi si rialza. Non una piega. sorride. Gli vanno addosso almeno in tre, lo prendono a schiaffi, lo prendono a pugni in testa, a calci sulle gambe. Uno gli rompe il listello sulla schiena. Mite non ride. Ma Mite non piange. Mite non reagisce neppure. Mite non capisce. Mite non si para i colpi perché non gli fano male, reagisce solo per la noia che gli dannnò i movimenti frenetci degli arti che gli svolazzano contro il corpo. Come fossero insetti noiosi. Mite non si difende. Mite ora sanguina. Mite cade a terra. I Salmoni ridono sopra di lui. Ridono. Sono venuti a vedere come si picchia un ragazzo che nion sente dolore. Sono venuti a vedere che facci afa un ragazzo che non sente dolore. Se un Ragazzo che non sente dolore non sente davvero dolore. Sono venuti a studiare il Ragazzo che Non Sente dolore. Quello che ha fatto il giro dei paesi, per quella cosa. Con l'intento di fargli sentire Dolore. Sono venuti per far sentire dolore a un ragazzo mite che non sente il dolore. E sono intenzionati a farglielo capire, cosa sia il dolore. Ma lui non lo sente il dolore. Lui non reagisce al dolore. Lui percepuisce solo il rinculo dei pugni. Il ricnluco delle idee tadotto in azioni. Percepisce il sangue che gli cola dal naso e se lo lecca. Se lo pulisce. Ma Mite non sente il dolore. A terra cercano di rialzarlo perché devono insegnargli come si prova dolore. E lo vogliono fare divertendosi. Così sollevano Mite per le braccia e lo rimettono in in mezzo al cerchio. Qualcuno accende una sigaretta. Qualcuno prepara un altro bastone.  quel punto dall'Abete si avvicinano degli occhi infuocati. Infiammati. Cosa sia il dolore, quei Salmoni lo capiranno tra poco. E capiranno che chi non lo prova non è una scimma da guardare allo zoo, o un cane da prenmdere a calci, o un gatto da cospargere di benzina. Mite è entrato nella banda. I Salmoni non sono più tornati. Mite non sente il dolore. Non lo ha mai sentito. Ma percepisce l'amore. Quello di avere degli amici. Ora sì.

Bello Darkenskij, da dove è tratto?

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Ospite Dark

Ciao, ^_^

Uhm, in che senso da dove è tratto?

È la mia risposta alla discussione... È una risposta... non è tratto da nulla...

Anzi scusami per gli errori ma ho scritto davvero in fretta. 

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Ciao, ^_^

Uhm, in che senso da dove è tratto?

È la mia risposta alla discussione... È una risposta... non è tratto da nulla...

Anzi scusami per gli errori ma ho scritto davvero in fretta. 

Beh è molto "romanzata", credevo fosse presa da un libro o da un tuo racconto ò.o

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Ospite Dark

okay,

:9 no, non è presa da nulla, è scritta di getto, la risposta. era un esempio. di quello che ho visto. tutto lì. 

^_^

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Beh comunque sia mi piace come scrivi, anche se è scritto di getto e c'è qualche errorino xD 

Ma non andiamo troppo OT o ci sculacciano ò.o

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Scroccata consulenza ad un esperto ( di neurologia).

Mi suggerisce che alcune lesioni dovute alla tabe (ossia sifilide che interessa il sistema nervoso) erano in grado di procurare una simile alterazione.

Ma come nel caso della lebbra è una malattia ben evidente che non ha solo quel sintomo. 

Come altra possibilità mi dice "siringomielia" praticamente un buco per una malformazione del midollo spinale.

Però colpisce solo zone limitate del corpo.

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E provare a inserirla in stile "surreale" ?
Mi spiego meglio: tizio x è normale in tutto ma ha questa particolarità, non percepisce il dolore. Non so, magari potresti trovare un nesso col sistema nervoso, un qualcosa capitato per caso, o nato così e basta. Prendi Il profumo, di Suskind: Grenouille era nato con quella dote, senza malattie o altro. Ce l'aveva e basta.

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E provare a inserirla in stile "surreale" ?

Mi spiego meglio: tizio x è normale in tutto ma ha questa particolarità, non percepisce il dolore. Non so, magari potresti trovare un nesso col sistema nervoso, un qualcosa capitato per caso, o nato così e basta. Prendi Il profumo, di Suskind: Grenouille era nato con quella dote, senza malattie o altro. Ce l'aveva e basta.

Ma sì, bell'idea, comunque non avevo intenzione di scendere troppo in dettagli medici, se no mi diventa una palla la storia xD

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 Ma si giusto inventati una bella assenza congenita di algo-recettori o nocicettori, una bella sigla...

L'importante è che la storia funzioni!

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 Ma si giusto inventati una bella assenza congenita di algo-recettori o nocicettori, una bella sigla...

L'importante è che la storia funzioni!

Beh sì, questo è l'importante xD

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Ospite Bradipi

No, non funziona, il dolore serve, è estremamente utile. Non averlo è un grave handicap, immaginate di toccare un tegame molto caldo: il dolore ve lo fa lasciare subito. Immaginate di mordervi la lingua: fa male e smettete subito. Chi non prova dolore lascia che le dita si brucino e la lingua si strappi sotto i suoi denti.

Diverso è chi percepisce il dolore e lo ignora.

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No, non funziona, il dolore serve, è estremamente utile. Non averlo è un grave handicap, immaginate di toccare un tegame molto caldo: il dolore ve lo fa lasciare subito. Immaginate di mordervi la lingua: fa male e smettete subito. Chi non prova dolore lascia che le dita si brucino e la lingua si strappi sotto i suoi denti.

Diverso è chi percepisce il dolore e lo ignora.

Mai detto di voler rendere facile la vita al mio personaggio xD

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Mad, per quanto riguarda la CIPA, mi sono ricordato che se ne parla in un episodio di Dr. House (3x14).

Nel corso della puntata vengono date diverse informazioni sugli aspetti pratici del convivere con la CIPA. La ragazzina che ne è affetta, per esempio, al risveglio controlla di avere ancora tutti i denti e se le dita di mani e piedi sono ancora funzionanti. Ancora, le serve una sveglia che le ricordi di andare in bagno, perché anche quello stimolo non viene percepito dal sistema nervoso.

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Mad, per quanto riguarda la CIPA, mi sono ricordato che se ne parla in un episodio di Dr. House (3x14).

Nel corso della puntata vengono date diverse informazioni sugli aspetti pratici del convivere con la CIPA. La ragazzina che ne è affetta, per esempio, al risveglio controlla di avere ancora tutti i denti e se le dita di mani e piedi sono ancora funzionanti. Ancora, le serve una sveglia che le ricordi di andare in bagno, perché anche quello stimolo non viene percepito dal sistema nervoso.

Infatti è lì che ne ho sentito parlare per la prima volta, ma non ricordavo la puntata! Grazie! xD 

 

Ah il delizioso sadismo dell'autore!

Buon lavoro allora

Grazie sorella u.u

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Ragazzi scusate se vi importuno ancora, ma ho una curiosità che non riesco a soddisfare con Google: chi soffre di questa malattia prova piacere?  :umhh:

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 Non ti ti riferisci alla capacità di gioire vero?

Se ho ben compreso in questa malattia è compromessa la sensibilità al dolore e al caldo e freddo, ma non quella  di tipo tattile. 

Alla fine però credo che quel tipo di "piacere" sia fatto da varie componenti, di cui una buona parte di natura esclusivamente psichica. 

Forse potrebbe... ma visto che poi non può sudare e contrastare gli aumenti di temperatura, se la passerebbe maluccio lo stesso!

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Forse potrebbe... ma visto che poi non può sudare e contrastare gli aumenti di temperatura, se la passerebbe maluccio lo stesso!

Povera gioia...spero che i miei personaggi non prendano mai vita, o faccio una brutta fine °_°

 

 

Spero possa tornarti utile.

http://www.jyi.org/issue/the-absence-of-pain

Grazie ^^

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Ospite Munky

Secondo me potresti adottare la soluzione Darkman: a causa del troppo dolore, provocato dalle ustioni, essenzialmente i medici gli recidono i nervi del midollo spinale per farlo diventare totalmente insensibile ad esso.

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