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Lorenzo Sartori

Presentazione pubblica di un ebook

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Io ho pubblicato in digitale e ho fatto tre presentazioni di quel titolo specifico, una in un caffè letterario, una in una sala conferenze di una scuola che si occupava dell'argomento del saggio, l'altra addirittura in una libreria tematica perché il proprietario, persona squisita, lo aveva letto e gli era molto piaciuto. Dunque ha deciso di acconsentire a una presentazione, inserita fra i vari incontri che la libreria organizzava. Sono state tre presentazioni che hanno avuto buon seguito e molto piacevoli.  :love: 
 

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Ophelia, come hai fatto per vendere l'ebook? Hai semplicemente letto e presentato il testo o c'era anche una qualche "spinta" all'acquisto durante la serata?

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Non ho venduto in loco, ma solo presentato il lavoro, letto piccoli estratti, e mostrato come appariva mediante l'utilizzo di un e-reader.
Credo che si debba soprattutto incuriosire e vincere la tendenza a un luddismo di ritorno che non giova a nessuno, prima di tutto alla cultura.
Dire "mi piace il profumo della carta" sembra simile al "mi piace l'odore del napalm, la mattina" di conrad-coppoliana memoria.
Nel senso che, avendo pubblicato sia in digitale sia su carta, mi sono accorta che, gli interessati hanno comunque acquistato il libro, quelli a cui non interessava, per varie ragioni, hanno accampato scuse nuove e diverse. 
Poi, con la casa editrice, ci siamo impegnate a far girare il testo fra blog e riviste che potessero recensirlo e l'ho inviato anche ad alcuni concorsi letterari, la maggior parte dei quali non facevano differenza fra i supporti, ma solo fra edito e inedito, ottenendo anche alcuni riconoscimenti che mi hanno fatto molto piacere.

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c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così.

 

Io faccio parte della fascia di età legata al cartaceo, però leggo ormai quasi esclusivamente e.book (40/50 anno). :tze:

Mi porrei, invece, la domanda su chi sia il popolo di internettiani 2.0. quello di facebook e twitter e quanto sia culturalmente preparato, e desideroso, di leggere visto che vive prevalente di pensiero scappa e fuggi, lettura rapida, testi non più lunghi del brano di un blog e rifugge il "pensiero lento" che è quello che si coltiva tra le pagine di un libro (cartaceo o digitale che sia).

 

Il problema, quindi, non è probabilmente il mezzo (carta o ereader) ma la disponibilità di lettura a cui fanno teoricamente capo i due mondi.

L'ebook  finisce con l'essere promosso e pubblicizzato proprio lì dove il terreno è più arido di lettori, seppure in quel modo si raggiunge un numero maggiore di persone. In pubblicità si parla, non a caso, di "contatti utili", vale a dire quelli a cui il messaggio che mandiamo può, effettivamente, interessare. Difficilmente, anzi diciamo sicuramente mai, vedrete una pubblicità di whisky in televisione alle 5 del pomeriggio, mentre la troverete verso le 23,00. Eppure alle 17,00 il pubblico televisivo su un canale è certamente maggiore.

 

Ebbene, lo stesso discorso si deve fare per l'ebook, si deve seminare lì dove sono i lettori non dove sono gli utenti digitali 2.0.

 

Mi permetto di essere in disaccordo sulla dicotomia "utenti dei social network/lettori". Che non è neanche una questione generazionale, perché ora come ora su Facebook i 40enni stanno prendendo il posto degli adolescenti. Chiaramente se uso la pagina dei fan di Maria de Filippi per diffondere un ebook di nicchia vado poco lontano, ma sui social network c'è una segmentazione praticamente infinita di pubblica.

Poi vabbè, chiaramente per "promozione sui social network" non basta condividere ogni tanto un link dal proprio profilo, né spammare a caso sui gruppi, bisogna spendere tempo e cercare di "coltivare relazione" (sì, espressione bruttissima lo so, ma non me ne veniva in mente un'altra :D)

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in effetti anche a una presentazione cartacea alla fine si parla del libro e dei contenuti, non di com'è fatto, e la fase di vendita arriva solo alla fine. nel caso dell'ebook questa viene a mancare, ma se uno si incuriosisce quando arriva a casa se lo scarica.

penso che se dovessi fare una presentazione di un ebook non cambierei di tanto il format.

forse la vera incognita è la presenza del pubblico: magari uno veniva lì per vedere "fisicamente" il libro. sapendo che non c'è, a quel punto forse preferirà restare a casa...

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Ospite Lynnet Blumstein

Mi intrufolo nella discussione per raccontare la mia esperienza.

 

L'anno scorso invitata dalla voglia di spendere meno e perché no, anche per i miei problemi di vista ho acquistato un e-reader. È stato un po' traumatico all'inizio, però ne sono soddisfatta.

Io sono solita portarmi l'e-reader dappertutto, è l'estensione del mio braccio. Uno dei commenti che sento spesso è proprio quello che diceva Ofelia: "Ma non ti manca il profumo della carta"? Mi ha colpita il tipo di lettore che fa queste affermazioni: non una persona adulta o anziana che potrebbe avere dei problemi con dispositivi di questo tipo, ma ragazzi della mia età che leggono principalmente per moda o il libro del personaggio famoso.

Questo tipo di lettori non credo si interesseranno mai a una lettura digitale, pur avendo un museo di roba tecnologica costosissima per la maggior parte inutilizzata.

Per quanto riguarda gli adulti Tagliacarte ha ragione: bisognerebbe mettere a conoscenza i partecipanti di questa possibilità.

 

Una presentazione per me è una buona idea, fa sentire meno "il muro" tra cartaceo e non. Se venissi a conoscenza di un evento simile nella mia città ci andrei, magari trascinandoci dietro qualcuno di quelli prevenuti, sarebbe sicuramente interessante e per vie traverse un modo per far cambiare idea a chi storce il naso "per il profumo della carta".

 

Spero di non essere andata troppo fuori tema D:

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va aggiunto che sono sempre più le librerie che vendono direttamente gli ebook. Posso prevedere che in futuro tutte le librerie venderanno ebook (oltre che cartaceo, si intende).

Molte (troppe) stanno chiudendo. Sopravviveranno solo quelle in grado di fare la differenza, ovvero quelle in grado di seguire e consigliare il cliente. E la vendita di ebook è un segnale di attenzione a un mercato che sta cambiando. E' un servizio in più per il lettore. Internet ti bombarda di messaggi, ma poi il consiglio di una persona di fiducia vale molto di più.

 

Tutto questo per dire che sarà sempre meno rara la presentazione di un ebook in una libreria e quindi anche la vendita al termine della presentazione.

 

Però mi piacerebbe che in questa discussione si raccogliessero esperienze dirette di presentazioni di prodotti digitali al pubblico. Una situazione che interessa/interesserà, credo, molti esordienti.

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c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così.

 

Io faccio parte della fascia di età legata al cartaceo, però leggo ormai quasi esclusivamente e.book (40/50 anno). :tze:

Mi porrei, invece, la domanda su chi sia il popolo di internettiani 2.0. quello di facebook e twitter e quanto sia culturalmente preparato, e desideroso, di leggere visto che vive prevalente di pensiero scappa e fuggi, lettura rapida, testi non più lunghi del brano di un blog e rifugge il "pensiero lento" che è quello che si coltiva tra le pagine di un libro (cartaceo o digitale che sia).

 

Il problema, quindi, non è probabilmente il mezzo (carta o ereader) ma la disponibilità di lettura a cui fanno teoricamente capo i due mondi.

L'ebook  finisce con l'essere promosso e pubblicizzato proprio lì dove il terreno è più arido di lettori, seppure in quel modo si raggiunge un numero maggiore di persone. In pubblicità si parla, non a caso, di "contatti utili", vale a dire quelli a cui il messaggio che mandiamo può, effettivamente, interessare. Difficilmente, anzi diciamo sicuramente mai, vedrete una pubblicità di whisky in televisione alle 5 del pomeriggio, mentre la troverete verso le 23,00. Eppure alle 17,00 il pubblico televisivo su un canale è certamente maggiore.

 

Ebbene, lo stesso discorso si deve fare per l'ebook, si deve seminare lì dove sono i lettori non dove sono gli utenti digitali 2.0.

 

Mi permetto di essere in disaccordo sulla dicotomia "utenti dei social network/lettori". Che non è neanche una questione generazionale, perché ora come ora su Facebook i 40enni stanno prendendo il posto degli adolescenti. Chiaramente se uso la pagina dei fan di Maria de Filippi per diffondere un ebook di nicchia vado poco lontano, ma sui social network c'è una segmentazione praticamente infinita di pubblica.

Poi vabbè, chiaramente per "promozione sui social network" non basta condividere ogni tanto un link dal proprio profilo, né spammare a caso sui gruppi, bisogna spendere tempo e cercare di "coltivare relazione" (sì, espressione bruttissima lo so, ma non me ne veniva in mente un'altra :D)

 

Io ho fatto un discorso in termini relativi. Cioè di target. ovvio che su un miliardo di utenti facebook non possono non esserci diverse decine (se non centinaia) di lettori, ma non li cogli certo andando in maniera indiscriminata e sparando nel mucchio. Quelli che cerchi sono delle sottoclassi di un mondo troppo vasto, non per nulla ho inserito l'analogia con il pubblico televisivo dove trovi quello target per il whisky posizionato dopo le 23,00 - un pubblico anomalo che spesso accendo la televisione solo a quell'ora - e non prima.

Sparare nel mucchio è il modo più semplice, segmentare e lavorare alla ricerca del pubblico target è altra cosa.

 

Sicuramente, però, non è un discorso di fascia generazione e mi fa piacere che su questo sei d'accordo con me, visto che è da lì che sono partito proprio perché in disaccordo con chi vede nello strumento il limite (cioè contro l'affermazione "l'ebook è digitale chi non è digitale non lo leggerà mai").

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Resto dell'idea dopo mesi di campo, che solo una visibilità forte o da un efficace passaparola magari sui social network possa aprire la strada al tuo e-book. Ormai le presentazioni sono solo celebrazioni per l'autore, ma dal punto di vista commerciale inutili.

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va aggiunto che sono sempre più le librerie che vendono direttamente gli ebook. Posso prevedere che in futuro tutte le librerie venderanno ebook (oltre che cartaceo, si intende).

Molte (troppe) stanno chiudendo. Sopravviveranno solo quelle in grado di fare la differenza, ovvero quelle in grado di seguire e consigliare il cliente. E la vendita di ebook è un segnale di attenzione a un mercato che sta cambiando. E' un servizio in più per il lettore. Internet ti bombarda di messaggi, ma poi il consiglio di una persona di fiducia vale molto di più.

 

Tutto questo per dire che sarà sempre meno rara la presentazione di un ebook in una libreria e quindi anche la vendita al termine della presentazione.

 

Però mi piacerebbe che in questa discussione si raccogliessero esperienze dirette di presentazioni di prodotti digitali al pubblico. Una situazione che interessa/interesserà, credo, molti esordienti.

Nel nostro caso, tre dei nostri autori hanno organizzato presentazioni: per vari motivi non siamo riusciti a presenziare a nessuna :( ma in tutti i casi ci hanno riferito buone partecipazioni di pubblico, nessun problema organizzativo, anche curiosità per l'editoria digitale ma vendite scarsucce, anche se comunque è un modo per far conoscere i libri quindi le vendite possono arrivare anche oltre il breve termine.

 

 

 

 

 

 

 

c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così.

 

Io faccio parte della fascia di età legata al cartaceo, però leggo ormai quasi esclusivamente e.book (40/50 anno). :tze:

Mi porrei, invece, la domanda su chi sia il popolo di internettiani 2.0. quello di facebook e twitter e quanto sia culturalmente preparato, e desideroso, di leggere visto che vive prevalente di pensiero scappa e fuggi, lettura rapida, testi non più lunghi del brano di un blog e rifugge il "pensiero lento" che è quello che si coltiva tra le pagine di un libro (cartaceo o digitale che sia).

 

Il problema, quindi, non è probabilmente il mezzo (carta o ereader) ma la disponibilità di lettura a cui fanno teoricamente capo i due mondi.

L'ebook  finisce con l'essere promosso e pubblicizzato proprio lì dove il terreno è più arido di lettori, seppure in quel modo si raggiunge un numero maggiore di persone. In pubblicità si parla, non a caso, di "contatti utili", vale a dire quelli a cui il messaggio che mandiamo può, effettivamente, interessare. Difficilmente, anzi diciamo sicuramente mai, vedrete una pubblicità di whisky in televisione alle 5 del pomeriggio, mentre la troverete verso le 23,00. Eppure alle 17,00 il pubblico televisivo su un canale è certamente maggiore.

 

Ebbene, lo stesso discorso si deve fare per l'ebook, si deve seminare lì dove sono i lettori non dove sono gli utenti digitali 2.0.

 

Mi permetto di essere in disaccordo sulla dicotomia "utenti dei social network/lettori". Che non è neanche una questione generazionale, perché ora come ora su Facebook i 40enni stanno prendendo il posto degli adolescenti. Chiaramente se uso la pagina dei fan di Maria de Filippi per diffondere un ebook di nicchia vado poco lontano, ma sui social network c'è una segmentazione praticamente infinita di pubblica.

Poi vabbè, chiaramente per "promozione sui social network" non basta condividere ogni tanto un link dal proprio profilo, né spammare a caso sui gruppi, bisogna spendere tempo e cercare di "coltivare relazione" (sì, espressione bruttissima lo so, ma non me ne veniva in mente un'altra :D)

 

Io ho fatto un discorso in termini relativi. Cioè di target. ovvio che su un miliardo di utenti facebook non possono non esserci diverse decine (se non centinaia) di lettori, ma non li cogli certo andando in maniera indiscriminata e sparando nel mucchio. Quelli che cerchi sono delle sottoclassi di un mondo troppo vasto, non per nulla ho inserito l'analogia con il pubblico televisivo dove trovi quello target per il whisky posizionato dopo le 23,00 - un pubblico anomalo che spesso accendo la televisione solo a quell'ora - e non prima.

Sparare nel mucchio è il modo più semplice, segmentare e lavorare alla ricerca del pubblico target è altra cosa.

 

Sicuramente, però, non è un discorso di fascia generazione e mi fa piacere che su questo sei d'accordo con me, visto che è da lì che sono partito proprio perché in disaccordo con chi vede nello strumento il limite (cioè contro l'affermazione "l'ebook è digitale chi non è digitale non lo leggerà mai").

 

Certo, siamo d'accordo con te che illudersi di avere una grande visibilità solo perché abbiamo centinaia di amici o veniamo condivisi da pagine con molti "mi piace" sia un errore, e che non basta diffondere a caso link per avere risultati. E sì, il limite non sta nello strumento, caso mai nelle abitudini delle persone e del generale scarso interesse di molti verso i prodotti letterari in genere.

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Pubblico su carta e leggo principalmente in ebook... che sia un disturbo bipolare? :)

Come evidenziato nell'ultimo messaggio, credo ci sia una buona dose di diffidenza: per esempio stamane ho segnalato la possibilità di ricevere tre libri in cartaceo in forma assolutamente gratuita, e nessuno ne ha approfittato o ha, almeno, richiesto ulteriori informazioni... se qualcuno me lo spiega...

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Arrivo tardi. ahimè in questa bella discussione. Lancio però alcune riflessioni che stiamo facendo al nostro interno per capire come presentare i nostri ebook.

 

Prima di tutto se l'autore è conosciuto possiamo sempre utilizzare hangouts di google per organizzare un evento on line di presentazione. Vedere l'autore è importante.

 

Comunque le presentazioni dal vivo hanno senso perché c'è sempre un essere umano dietro la parola "scrittore". Forse non andremo in libreria, stiamo contattando spazi culturali, luoghi dove si fa cultura, ma non la si vende.

 

Twitter comincia a essere un volano formidabile. Elisabetta Bucciarelli, scrittrice milanese di ottimo livello, ha pubblicato questo tweet molto interessante:

 

Stasera alle 21 sarò in diretta su twitter a presentare #drittoalcuore un esperimento voluto da @casalettori.
Mi tenete compagnia? Il mio profilo twitter è @Bettibu7

 

 

e nel post successivo, post-evento, si è dichiarata soddisfatta.

 

Insomma che l'ebook è ancora nell'area dell'innovazione, conviene forse essere innovativi totalmente.

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Twitter per presentare un libro, sia pure un ebook, mi pare un'antitesi, anzi dire un ossimoro concettuale. Al solo pensarci già mi viene l'affanno.

Con quello che offre la tecnologia oggi ci sono decine di alternative, a basso costo o a costo zero (sfruttando gli account di prova offerti da siti speializzati) per incontri e presentazioni con o senza video.

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penso che ogni scrittore userà lo strumento più congeniale. sembra che comunque funzioni. e per assurdo con quei 140 caratteri si fanno "cose" pazzesche. se riesco cerco di recuperare l'esperienza della Bucciarelli per capire come hanno fatto.

:-)

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riporto la discussione sulla tematica "live", cioè la presentazione pubblica (in carne ed ossa) di un ebook.

Io credo che l'utilità sia la stessa della presentazione di un libro di carta (anche quella spesso può riverlarsi un flop, per carità), ma l'effetto è lo stesso per la semplice ragione che in una presentazione pubblica si presenta per prima cosa l'autore (che è fatto di carne, sangue e ossa anche se non ha pubblicato un libro fatto di carta, colla e inchiostro.)

 

Non è celebrazione (c'è poco da celebrare), è semplicemnte un modo per creare interesse.

Non so quanti di voi abbiamo pubblicato un ebook (ma vale anche per il tradizionale libro) e abbiano provato a promuoverlo sui social network. Se vai al mercato del pesce a vendere la carpa che hai appena pescato nel fosso vicino a casa hai più attenzione.

Nei social network la gente si parla addosso, tutti scrivono e nessuno legge (vizio che qualche volta si riscontra pure nei forum). Al più si guardano le foto.

 

Fai promozione (che spesso è solo spam) perché ti costa poco. Ed è comunque giusto farla.

Ma pensare di limitare la promozione a quello è una vera illusione.

 

La visibilità online più facilmente te la costruisci con un blog, ma deve essere un blog serio, che richiede molto impegno. Anche quello poi non è che ti apra chissà quali porte. Devi muoverti su più fronti. E non puoi pensare che il metodo tradizionale del farsi conoscere di persona sia superato.

 

Un paio di settimane fa Nativi Digitali ha organizzato una festa. Io ho parlato per 3 minuti (forse meno) e ho venduto 12 copie del mio ebook.

Viviamo in un mondo in cui i media ci spammano dalla mattina alla sera. Il rumore di fondo è altissimo.

Un presentazione invece ha un altro appeal, stimola di più la curiosità. L'interazione. L'empatia con l'autore.

Ovviamente entrano in gioco diversi fattori, non ultimo se l'autore è anche un perfomer.

Io non lo sono di certo.

 

Nelle presentazioni di libri di carta poi devi anche tirar fuori minimo 15 euro. Serata piacevole. l'autore è simpatico, il libro magari non è male, ma poi sono 15-16 euro da tirar fuori. E a quel punto il profumo della carta del libro diventa meno buono di quello della banconota da 20 euro che hai nel portafogli (e che lascerai dal benzinaio il giorno dopo).

 

L'ebook è più difficile da far visualizzare, ma lo si compra con il resto del caffè. Se la serata è stata piacevole, l'autore simpatico e il libro ti ha vagamente incuriosito, la moneta da 2 euro salta fuori.

Modificato da Lorenzo Sartori
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Sono d'accordo con quanto dice Lorenzo. La presentazione vis a vis non è affatto superata e anzi, paradossalmente, è ancor più necessaria quando il libro non ha un supporto facilmente riconoscibile.
Per il mio primo e per ora unico ebook ne ho fatte tre, una nelle mia città e due fuori, e l'interesse c'è sempre stato. Non so se questo abbia contribuito a farmi vendere di più, ma senza dubbio ha dato al testo una sua credibilità fisica.

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Confermo le parole di Lorenzo, noi per primi pensavamo che bastasse la visibilità online, ma il primo evento che abbiamo organizzato ha decisamente superato le nostre aspettative, sia a livello di vendite (avevamo realizzato delle cartoline con buoni sconto che sostituivano il costo del libro per l'occasione, ora non tutti hanno un'e-commerce dedicato a disposizione, ma puoi ad esempio mandare il file per email) che di "chiacchiere" generate. E fare parlare di sé, specie se parti dal basso, è cruciale. Senz'altro ripeteremo l'esperimento a breve.

Ciò non toglie che idee di promozione sui social come quella citata da Faldarin possano funzionare e anche molto bene, ma bisogna distinguersi dall'inquinamento mediatico. E per farlo serve "potenza di fuoco" (e non è facile da costruire, di solito conviene farsi aiutare da terzi) E un'idea originale e ben presentata.

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riporto la discussione sulla tematica "live", cioè la presentazione pubblica (in carne ed ossa) di un ebook.

Io credo che l'utilità sia la stessa della presentazione di un libro di carta (anche quella spesso può riverlarsi un flop, per carità), ma l'effetto è lo stesso per la semplice ragione che in una presentazione pubblica si presenta per prima cosa l'autore (che è fatto di carne, sangue e ossa anche se non ha pubblicato un libro fatto di carta, colla e inchiostro.)

 

Non è celebrazione (c'è poco da celebrare), è semplicemnte un modo per creare interesse.

Non so quanti di voi abbiamo pubblicato un ebook (ma vale anche per il tradizionale libro) e abbiano provato a promuoverlo sui social network. Se vai al mercato del pesce a vendere la carpa che hai appena pescato nel fosso vicino a casa hai più attenzione.

Nei social network la gente si parla addosso, tutti scrivono e nessuno legge (vizio che qualche volta si riscontra pure nei forum). Al più si guardano le foto.

 

Fai promozione (che spesso è solo spam) perché ti costa poco. Ed è comunque giusto farla.

Ma pensare di limitare la promozione a quello è una vera illusione.

 

La visibilità online più facilmente te la costruisci con un blog, ma deve essere un blog serio, che richiede molto impegno. Anche quello poi non è che ti apra chissà quali porte. Devi muoverti su più fronti. E non puoi pensare che il metodo tradizionale del farsi conoscere di persona sia superato.

 

Un paio di settimane fa Nativi Digitali ha organizzato una festa. Io ho parlato per 3 minuti (forse meno) e ho venduto 12 copie del mio ebook.

Viviamo in un mondo in cui i media ci spammano dalla mattina alla sera. Il rumore di fondo è altissimo.

Un presentazione invece ha un altro appeal, stimola di più la curiosità. L'interazione. L'empatia con l'autore.

Ovviamente entrano in gioco diversi fattori, non ultimo se l'autore è anche un perfomer.

Io non lo sono di certo.

 

Nelle presentazioni di libri di carta poi devi anche tirar fuori minimo 15 euro. Serata piacevole. l'autore è simpatico, il libro magari non è male, ma poi sono 15-16 euro da tirar fuori. E a quel punto il profumo della carta del libro diventa meno buono di quello della banconota da 20 euro che hai nel portafogli (e che lascerai dal benzinaio il giorno dopo).

 

L'ebook è più difficile da far visualizzare, ma lo si compra con il resto del caffè. Se la serata è stata piacevole, l'autore simpatico e il libro ti ha vagamente incuriosito, la moneta da 2 euro salta fuori.

Come non concordare con gli ultini due paragrafi, è con estremo stupore che vedo qualcuno tirare fuori 12 euro per leggere quello che ho scritto, mentre un caffè non lo ho negato mai a nessuno...

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Nelle presentazioni che organizzo, al momento, gli autori non avevano pubblicato solamente in e-book ma anche in formato cartaceo; tuttavia ho assistito a un evento in cui parlavano vari scrittori, fra cui un ragazzo che aveva autopubblicato su Amazon il suo testo. Il tutto è stato gestito come una presentazione "normale". Devo dire che però la scelta del rinfresco digitale forse non tutti la gradirebbero :P

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Anche io faccio parte della squadra "autori digitali". L'esperienza della "presentazione" fisica mi manca molto, perché mi piacerebbe avere davanti dei potenziali lettori. Ho, in parte, ovviato al problema parlando dell'uscita del mio ebook in un video, caricato poi su You Tube.
Premetto che il canale YT l'avevo già e si occupa proprio di recensire libri. Devo dire che, malgrado non sappia se sia proprio definibile come "presentazione", l'iniziativa è andata abbastanza bene. Alcuni dei miei iscritti hanno comprato l'ebook e ne hanno anche fatto la recensione sui loro blog, altri mi hanno sostenuta iscrivendosi alla pagina facebook o segnalando l'uscita dell'ebook in altri canali on line.
Non ho avuto molto da gestire: ho semplicemente parlato cinque minuti dell' ebook. Ho detto trama, prezzo, casa editrice ecc.. e brevemente quel che significa per me, ho condiviso anche con gli you tubers il mio "writer's dream" :)

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Anche io faccio parte della squadra "autori digitali". L'esperienza della "presentazione" fisica mi manca molto, perché mi piacerebbe avere davanti dei potenziali lettori. Ho, in parte, ovviato al problema parlando dell'uscita del mio ebook in un video, caricato poi su You Tube.

Premetto che il canale YT l'avevo già e si occupa proprio di recensire libri. Devo dire che, malgrado non sappia se sia proprio definibile come "presentazione", l'iniziativa è andata abbastanza bene. Alcuni dei miei iscritti hanno comprato l'ebook e ne hanno anche fatto la recensione sui loro blog, altri mi hanno sostenuta iscrivendosi alla pagina facebook o segnalando l'uscita dell'ebook in altri canali on line.

Non ho avuto molto da gestire: ho semplicemente parlato cinque minuti dell' ebook. Ho detto trama, prezzo, casa editrice ecc.. e brevemente quel che significa per me, ho condiviso anche con gli you tubers il mio "writer's dream" :)

Senz'altro un video può dare una mano a "spargere la voce", specie se parti già da un pubblico di base. Ma niente vieta di fare comunque una presentazione "vera" anche se hai pubblicato un ebook, l'unica parte un po' farraginosa è quella della vendita.

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