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Lorenzo Sartori

Presentazione pubblica di un ebook

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Presentare un libro non è facile, ma con un ebook le cose ci complicano.

L'obiettivo di questo post è quello di creare uno spazio di condivisione di questa esperienza.

 

Avete presentato pubblicamente un ebook? Come è andata? Qual è stata la reazione del pubblico? Come avete gestito l'eventuale vendita? Avete fatto in digitale anche il rinfresco? :asdf:

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Sono molto interessata anch'io alla questione, purtroppo però ho solo domande (vedi post di Michael Farner) e nemmeno una risposta, per ora  : Rolleyes :

 

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credo sia un argomento interessante e molto utile. Andando avanti sarà sempre più facile pubblicare in digitale. Allo stesso tempo (chi ha pubblicato in digitale prima di me può confermare) promuovere un ebook solo sulla rete non basta. Serve, ma non basta. 

Anche per il digitale serve il buon vecchio contatto umano (con tutti i limiti di certe presentazioni).

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Lo scorso 14 Febbraio ho autopubblicato sul portale Lulu il mio primo romanzo autobiografico sia in cartaceo che in ebook.

Finora ho venduto solo 23 copie di cui solo 5 copie in ebook, dopo aver diffuso per tutto il 2013 tramite il blog stralci del libro.

Confesso che mi sarei aspettato maggiori e-book. Credo che l'italiano medio sia restio alla lettura  con l'e-book. Ho fatto pubblicità via radio oltre sul web e social network. Difficile abbattere la diffidenza del lettore e soprattutto crearsi una visibilità.

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Lo scorso 14 Febbraio ho autopubblicato sul portale Lulu il mio primo romanzo autobiografico sia in cartaceo che in ebook.

Finora ho venduto solo 23 copie di cui solo 5 copie in ebook, dopo aver diffuso per tutto il 2013 tramite il blog stralci del libro.

Confesso che mi sarei aspettato maggiori e-book. Credo che l'italiano medio sia restio alla lettura  con l'e-book. Ho fatto pubblicità via radio oltre sul web e social network. Difficile abbattere la diffidenza del lettore e soprattutto crearsi una visibilità.

 

La qualità del romanzo, pure, conta. A volte bisogna farsi qualche domanda a riguardo, non credi ? Io, ad esempio, appena leggo la parola "autobiografia" mi sento male, che essa sia basata su Pinco o su Pallino mi è indifferente.

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Credo che il giudizio finale, senza pregiudizi, spetti al lettore.

Il blog è stato letto e chi ha letto il libro in sincerità mi ha dato buoni riscontri.

Prima di pubblicare ho affidato ai dei seri professionisti l'editing e la correzione di bozze.

A mio avviso bisogna vincere il pregiudizio e la reticenza del lettore, solo creandoti visibilità

Comunque se hai tempo e voglia dai uno sguardo al mio blog, mi farebbe piacere una tua opinione.

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la qualità sicuramente conta, ma quando sei nessuno contano di più altre cose.

Promuovere un libro/ebook in un paese che non legge è durissima, E sei sei un esordiente/emergente, i primi a snobbarti sono gli altri esordienti/emergenti. 

 

Su facebook ci sono tantissimi gruppi dove gli autori spammano. Sembra di entrare in una stanza dove tutti parlano e nessuno ascolta.

Costa poco farlo, quindi lasci anche tu lì un segno. Ma è come mettere un foglio bianco su una parete bianca: non si nota. Puoi avere il più bel foglio bianco che si mai stato realizzato, ma sei nel posto sbagliato. 

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Credo che il giudizio finale, senza pregiudizi, spetti al lettore.

Il blog è stato letto e chi ha letto il libro in sincerità mi ha dato buoni riscontri.

Prima di pubblicare ho affidato ai dei seri professionisti l'editing e la correzione di bozze.

A mio avviso bisogna vincere il pregiudizio e la reticenza del lettore, solo creandoti visibilità

Comunque se hai tempo e voglia dai uno sguardo al mio blog, mi farebbe piacere una tua opinione.

 

 

Hai assolutamente ragione, proprio per questo ti dico che quando si tratta di pagare allora il lettore fa anche una cernita in base ai propri gusti. Certo che se esiste un'anteprima un'occhiata gliela do volentieri. :la:

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Assolutamente, già si leggeva poco ora con questa crisi anche un euro pesa nelle tasche. sul blog trovi  le due sezioni:Il Mondo dei Balocchi(stralci del libro) e Io e la Settima Parte(scrivo delle mie passioni).

Comunque per me scrivere è terapeutico.

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io non credo che la crisi incida molto sul discorso lettura. Lo fa sicuramente sui grandi gruppi editoriali perché vivono soprattutto di specifici prodotti commerciali, ma in generale, sull'abitudine degli italiani di leggere, non credo.

 

Se fosse la crisi, gli ebook si sarebbero diffusi a macchia d'olio. Investi 60 euro per un lettore (ma puoi usare un tablet, il computer di casa o l'ìphone da 600 e più euro - per quello la crisi non c'è?) e leggi romanzi a 0,99 o comunque a pochi euro. Ecco la crisi economica avrebbe dovuto aiutare gli ebook perché sono un prodotto ultraeconomico.

 

In realtà c'è una crisi culturale (in un paese che sulla cultura potrebbe vivere e dare molta occupazione, ma non è in grado di farlo, appunto, perché di base molto ignorante e apatico). Ma non è questo il punto, se no andiamo OT.

 

Il punto è che gli italiani, quelli che leggono (credo il 20% della popolazione, ad essere ottimisti. Io quelli che comprano un libro all'anno, magari le ricette della Parodi, non li conto) non hanno ancora familiarità con l'ebook. Non sanno fare acquisti online, non hanno una prepagata e se ce l'hanno temono gli sia clonata (anche se hanno su 10 euro).

Temono che l'ebook faccia morire il libro di carta. Non hanno mai preso in mano un e-reader, ma hanno già deciso che loro non ci riescono a leggere con quel "coso". E' un atteggiamento che ho sperimentato con più di un amico.

 

Ecco, le presentazioni di ebook al pubblico servono per uscire dalla rete, perché finché si sta solo in rete, gli ebook non si venderanno. Sono il foglio bianco sul muro bianco.

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Sono d'accordo che in Italia la "cultura" delll' e-.book è molto  limitata. Forse le nuove generazioni magari  leggeranno diversamente, ma io ho 37 anni cerco di leggere almeno un libro al mese e senza cartaceo faccio fatica.

Incide sicuramente la diffidenza sull'acquisto on line. Siamo un popolo di mentalità vecchia e chiusa.

Si vendono i libri che sono visibili in Tv. Neanche la radio funziona.

Sono i rari i casi di selfpubblishing che hanno funzionato in Italia.

Ma  bisogna insistere, però tenendo alta la qualità dei testi e affidando ai dei professionisti.

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@Melvin: vedo che tratti anche il cinema nel tuo blog. Grande ! :la:

 

Per tornare in tema, come dice Michael e come dissi già in un altro post: credo che la pubblicità e il passaparola siano l'anima dell'e-book, però c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così. Personalmente leggo molto sul e-reader, per una questione di prezzi e comodità, tuttavia amo il cartaceo ma ultimamente mi limito a comprare nelle bancarelle a basso costo.

Sotto questo punto di vista, l'Italia è per l'ennesima volta arretrata e castra in qualsiasi modo le iniziative degli esordienti. Non per questo, però, bisogna arrendersi; anzi, c'è da spingere per cambiare le cose.

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@Melvin: vedo che tratti anche il cinema nel tuo blog. Grande ! :la:

 

Per tornare in tema, come dice Michael e come dissi già in un altro post: credo che la pubblicità e il passaparola siano l'anima dell'e-book, però c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così. Personalmente leggo molto sul e-reader, per una questione di prezzi e comodità, tuttavia amo il cartaceo ma ultimamente mi limito a comprare nelle bancarelle a basso costo.

Sotto questo punto di vista, l'Italia è per l'ennesima volta arretrata e castra in qualsiasi modo le iniziative degli esordienti. Non per questo, però, bisogna arrendersi; anzi, c'è da spingere per cambiare le cose.

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concordo, anch'io noto che gli ebook in italia stentano. anche gli acquisti online (rapporto circa 1 online per ogni 100 in libreria, nella mia esperienza personale - per quanto riguarda l'ebook ancora peggio: 5 a 1000-).

credo proprio che ci sia un blocco libro/computer.

siamo ancora molto abituati alla mentalità libro -> libreria.

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concordo, anch'io noto che gli ebook in italia stentano. anche gli acquisti online (rapporto circa 1 online per ogni 100 in libreria, nella mia esperienza personale - per quanto riguarda l'ebook ancora peggio: 5 a 1000-).

credo proprio che ci sia un blocco libro/computer.

siamo ancora molto abituati alla mentalità libro -> libreria.

In realtà non c'è da essere così pessimisti, la percentuale di acquisti online è più bassa in Italia che altrove, ma in crescita (ora non mi ricordo gli ultimi dati, ma credo che sia arrivata intorno all'8/10%. Solo per quanto riguarda il cartaceo). Per l'ebook sul totale del mercato si parla spesso del 3% (anche in questo caso non ti so citare i dati, ma è apparsa su varie fonti). 

Riguardo alla presentazione pubblica di un ebook: noi stiamo iniziando ad organizzarne, c'è anche in questo il problema della vendita diretta, se non vuoi farla sottobanco, in quanto ad una presentazione canonica l'amico si sentirà quasi in dovere di comprarti il cartaceo, mentre se ti dice "sì sì poi lo compro online" bisogna vedere se è sincero e anche in questo caso se poi se ne ricorda :P

Però è un modo per far parlare dell'ebook e per essere sicuri di avere qualcuno che ti ascolta, cosa che sul web non è banale, quindi perché no? Penso che non sia una brutta cosa spiegare alla gente che l'ereader non è questo strumento diabolico, facendolo "toccare con mano" e che si può benissimo usare l'ipad per leggere invece di limitarsi ad appoggiarlo sul tavolo alle riunioni per fare i fighi.

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c'è da considerare anche quella fascia d'età ancorata al cartaceo che difficilmente arriverà a contatto col digitale, perché, senza troppe giustificazioni, semplicemente sta bene così.

 

Io faccio parte della fascia di età legata al cartaceo, però leggo ormai quasi esclusivamente e.book (40/50 anno). :tze:

Mi porrei, invece, la domanda su chi sia il popolo di internettiani 2.0. quello di facebook e twitter e quanto sia culturalmente preparato, e desideroso, di leggere visto che vive prevalente di pensiero scappa e fuggi, lettura rapida, testi non più lunghi del brano di un blog e rifugge il "pensiero lento" che è quello che si coltiva tra le pagine di un libro (cartaceo o digitale che sia).

 

Il problema, quindi, non è probabilmente il mezzo (carta o ereader) ma la disponibilità di lettura a cui fanno teoricamente capo i due mondi.

L'ebook  finisce con l'essere promosso e pubblicizzato proprio lì dove il terreno è più arido di lettori, seppure in quel modo si raggiunge un numero maggiore di persone. In pubblicità si parla, non a caso, di "contatti utili", vale a dire quelli a cui il messaggio che mandiamo può, effettivamente, interessare. Difficilmente, anzi diciamo sicuramente mai, vedrete una pubblicità di whisky in televisione alle 5 del pomeriggio, mentre la troverete verso le 23,00. Eppure alle 17,00 il pubblico televisivo su un canale è certamente maggiore.

 

Ebbene, lo stesso discorso si deve fare per l'ebook, si deve seminare lì dove sono i lettori non dove sono gli utenti digitali 2.0.

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@Tagliacarte: infatti il problema con gli e-book sta nel fatto che essi vengano pubblicizzati maggiormente tramite social network e c'è gente, come me ad esempio, che, nonostante navighi su internet, i social network non li calcola. In questo senso i siti come WD fanno la differenza, ma quanti ce ne sono ? In Italia ce ne sono pochi, pochissimi, e l'e-book in genere viene bistrattato pure perché una grande fetta di italiani non sa ancora come si accenda un computer: statistiche alla mano, meno di un anno fa l'Italia era oltre in cinquantesimo posto al mondo nel campo digitale; non credo la situazione sia migliorata, anzi.

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ok, più o meno tutto condivisibile. Ma questo è il punto di partenza, ovvero un ebook pubblicizzato solo via internet non va lontano. Serve agganciare un pubblico, se vogliamo, più tradizionale. Un pubblico che sicuramente va educato alla lettura su ebook, non perché debba mollare il libro cartaceo, ma perché l'ebook è un'opzione in più di lettura.

Nessuno ha bruciato la scopa dopo avere acquistato un aspirapolvere. Nessuno ha distrutto la bicicletta dopo avere acquistato la moto. Io leggo sia cartaceo che digitale, più attento ai contenuti che al supporto. Generazionalmente non sono certo una nativo digitale.

 

Di base la gente non legge ebook perché non sa come si fa. Se un autore presenta il suo ebook al pubblico deve prepararsi a colmare anche questo gap. L'obiettivo di questa discussione era raccogliere esperienze a riguardo, non discutere sugli ebook e sulla loro diffusione (per quanto le due tematiche corrano in parallelo).

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Il problema è che se presenti in libreria, il libraio ha il suo tornaconto con le copie vendute e si mostra disponibile a organizzare. Diversamente, resta solo la possibilità di location pubbliche messe a disposizione da qualche amministrazione o sedi a pagamento, con la necessità che l'editore o l'autore si faccia carico dei costi.

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Ma non è che un ebook debba leggersi necessariamente su un e.reader.

I pro dell'ereader rispetto al un table li conosce, prevalentemente, solo chi l'ereader lo ha, per tutti gli altri un tablet o uno smarphone (a parte le dimensioni per quest'ultimo) sono equivalenti e se uno è un lettore abituale la sua bella App di lettura è pure disposto a scaricarla.

 

Per cui, nel momento in cui riesci a chiudere 10 persone in una stanza ad ascoltare la presentazione del tuo ebook ti bastano meno di due minuti per dire il nome della App apposita da scaricare, hai poco da educare. Più difficile è far loro comprare il libro, fosse anche in formato cartaceo.

Vale a dire che alla fine mi sembra che sei più tu scrittore di ebook a porti un limite, un freno, e a vedere il bene intangibile (il digitale) come qualcosa di assolutamente inappetibile per il lettore tradizionale, piuttosto che quest'ultimo restio ad approcciare l'esperienza dell'ebook.

Insomma, c'è in giro gente che ormai adopera solo lo smatphone e/o il tablet per fare fotografie e filmati quando va in vacanza e pensi che non siano capaci di utilizzare il medesimo strumento per leggere un libro?

Modificato da Tagliacarte

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Ma qualcuno l'ha mai fatta, la presentazione di un ebook? E se sì, come ha fatto e dove è riuscito ad avere uno spazio? Viste le risposte più teoriche che operative deduco che nessuno di noi ha fatto questa esperienza in concreto: mi sbaglio?

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Ma qualcuno l'ha mai fatta, la presentazione di un ebook? E se sì, come ha fatto e dove è riuscito ad avere uno spazio? Viste le risposte più teoriche che operative deduco che nessuno di noi ha fatto questa esperienza in concreto: mi sbaglio?

Pubblicando in cartaceo, non ne ho mai fatte di ebook e non ne ho mai viste...

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Quando nel 2013 ho aperto il mio blog credevo che se il lettore si fosse interessato alla mia storia, magari avrebbe poi comprato il libro almeno in e-book.

I fatti ad oggi aihme mi hanno smentito. Secondo usare la carta di credito è un ulteriore blocco per il potenziale italiano.

Non siamo abituati a  comprare on line. Anche su questo punto siamo arretrati.

Il blog e i social network sono presentazioni sempre aperte degli e-book e funzionano abbastanza, se sei bravo a  crearti visibilità

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@Melvin: la soluzione c'è; la soluzione per avere un riscontro importante, intendo dire. Ma entrano in gioco dei fattori economici e mediatici rilevanti.

 

Secondo me la presentazione pubblica di un e-book non ha strada: ci si rimette, alla fine dei conti, ed è un aggrapparsi alle speranze ancora vive. L'e-book è nato per il mercato digitale e bisogna arrabattarsi per crescere in digitale. Se non funziona, allora non funziona la campagna di marketing o non funziona il prodotto. E' molto chiara la faccenda, ci sono regole basilari.

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Io sto puntando tutto sulla visibilità. Sto mandando il libro  vari attori conosciuti su Twitter e facebook. Spero che possa piacere e che magari mi rilancino sui loro profili.

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Io sto puntando tutto sulla visibilità. Sto mandando il libro  vari attori conosciuti su Twitter e facebook. Spero che possa piacere e che magari mi rilancino sui loro profili.

 

 

E' quello che si deve fare, quando non si ha abbastanza culo; cioè puntare sul passaparola: in quel caso, se il prodotto affascina, prima o poi prende piede. Ma qui parliamo di pubblicità in propatulo. Sottolineo il mio precedente commento.

 

In ogni caso...  :la:

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Uno, stai parlando per esperienza personale o è una tua idea? Hai pubblicato un ebook e hai provato a promuoverlo?

 

 
 

Semplici constatazioni basate su esperienze personali, e non... Sono comunque considerazioni personali. Dopotutto sono qui anche per imparare o al limite confrontarmi con altri e quando dico la mia sono felice di trovare poi anche la tua, o quella di altri (parliamo di risposte, nevvero ?).  :asd:

 

PS: se il messaggio sarà duplicato, non è colpa mia (forse della mia connessione); il sito sovente si impalla :la:

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