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Libero Di Scrivere

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Nome: Libero di Scrivere
Generi trattati: narrativa, poesia, storia, attualità, saggistica varia, gialli
Invio manoscritti: http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=264
Distribuzione: http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=11
Sito web: http://www.liberodiscrivere.it/
Facebook: https://www.facebook.com/pages/LiberodiscrivereR-edizioni/83182712279

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Sintetizzo la mia esperienza con loro. Non hanno "imposto" l'acquisto di un libro (bene!), hanno letto (dicono) il romanzo in soli 15 gg (benissimo!!!) ma... ma hanno proposto l'acquisto scontato di 100 copie, oltre all'indicazione di librerie lombarde ove io sarei conosciuto (ma non è il loro lavoro?). Di fronte alla mia manifesta perplessità ("pensavo foste free...") mi hanno controbattuto "... ma abbiamo anche un'altra opzione, ovvero l'acquisto delle sue copie NON scontato ma se si superano le 500 copie di vendita (come se fosse facile, visto che in Lombardia me le devo cercare io le librerie...), rimborso del costo elargito, oltre alla fee di 10% sul costo di copertina - nella prima opzione è il 5% ...). Ho più volte richiesto di mandarmi via mail questo meraviglioso contratto per leggerlo con attenzione, ma non hanno più risposto. A voi il giudizio sul grado di "freedom" di questa casa editrice.

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Posto la risposta della casa editrice, dopo la nostra richiesta di informazioni:

La riposta l'ho data molto sintetica e la ripeto:

Liberodiscrivere non è una casa editrice a pagamento e non diamo libri in

omaggio all'autore. Se l'autore desidera delle copie le acquista scontate,

Ci occupiamo noi di spedire libri a giornalisti et Al

Altra cosa di fondamentale importanza che distingue uno stampatore o editore

a pagamento da un editore onesto: Liberodiscrivere non ha mai cercato un

autore per chiedergli un manoscritto. Tutti ci hanno contattato, tranne casi

emblematici, vedi Horacio Ferrer, Maram, Leo Ferre et al

Il fatto è che autori, piccoli editori e soprattutto grandi editori dicono e

si dicono la verità su questo argomento.

Tutti gli editori o quasi vivono di editoria a pagamento, alla necessità con

altri marchi editoriali.

Tutti gli autori o quasi non vogliono raccogliere le indicazioni oggettive o

consigli di chi da indicazioni realistiche sul manoscritto.

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Buon pomeriggio a chi mi leggerà. Sono appena entrata a far parte di questa grande, preziosa comunità e desidero mettervi a parte della mia personale, recente esperienza con Libero di scrivere: premetto che l'ambiente è assai accogliente e che, fin dal primo contatto umano ho potuto apprezzare la preparazione e la lungimiranza della responsabile editoriale; a mano a mano che la nostra conversazione procedeva, mentre descrivevo per sommi capi il contenuto del mio manoscritto inedito, l'intesa è aumentata ed ho potuto constatare con grande soddisfazione che questa piccola realtà genovese è coinvolta nelle questioni sociali del capoluogo ligure, ha a cuore i diritti civili e appoggia in pieno le attività di vari enti ed associazioni di promozione sociale, oltre a quelle di don Andrea Gallo, il prete degli ultimi, come qualcuno lo ha definito. Dopo aver letto le poche pagine del mio racconto breve, la responsabile ha voluto rivedermi di persona, per propormi due diverse forme di contratto, che di seguito in breve vi riassumo (prendevo appunti al fine di non dimenticare le cose più importanti da sapere, a causa della mia memoria a corrente alternata):

contratto n° 1 - pubblicazione a prezzo di copertina (8/10 euro al massimo), con un contributo iniziale a mio carico di € 1.000 a garanzia/caparra. La somma viene restituita se almeno 500 copie vengono acquistate dal pubblico. I diritti d'autore sono pari al 10% del prezzo di copertina.

contratto n° 2 - il contributo a garanzia scende a 750 euro, con il 5% di diritti d'autore sul prezzo di copertina. Viene garantito il massimo supporto interno (comunicati stampa, pubblicazione degli stessi sulla home page del sito, presentazioni, massima visibilità interna)

Da tutte le copie acquistate in più si può ottenere un utile maggiore, se ad acquistarle sono io stessa. Inoltre è possibile affiancare ad entrambe le tipologie appena elencate la forma dell'ebook, che avrà un codice ISBN differente rispetto al formato cartaceo.

Tutto qui.

Lungi da me criticare questo sistema che, ne sono sicura, aiuta la casa editrice a coprire le ingenti spese di pagamento delle stampe, anzi; il fatto è che io non posso permettermi di anticipare alcuna caparra, anche se mi verrà restituita, poiché mi ritrovo nella per nulla augurabile condizione di disoccupata a 47 anni, il che non mi permette di investire somme di denaro.

Concludo dicendo - o meglio, scrivendo - che non mi intendo di EAP e infatti non saprei come classificare questa formula. In ogni caso mi è dispiaciuto davvero molto dover rinunciare a pubblicare il mio racconto di 74 pagine con una piccola realtà editoriale genovese così impegnata nel sociale, fatta di persone che stimo.

Lascio a voi ogni altro commento, augurandomi di non aver mancato in qualche modo al regolamento interno. Fatemi sapere. Mille grazie

Lidia

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Ospite Luna Lovegood

Lidia, quella che tu descrivi è la classica EAP. Potranno anche essere garbati e impegnati nel sociale, ma richiedono contributo mascherato dalla parola 'caparra'. Per un esordiente riuscire a vendere 200 copie di un libro è già un successo. 500 copie, poi, sarebbero davvero un colpaccio, dunque credo proprio che la 'caparra' non verrebbe mai restituita. Inoltre, permettimi di parlarti anche da lettrice: 10 euro per un libriccino di 74 pagine mi sembrano davvero tanti. Non che non se ne vedano in giro a quei prezzi, ma già è difficile per un autore sconosciuto vendere, figuriamoci se si presenta come un piccolo fascicoletto che costa una decina di euro.

Il mio consiglio? Ci sono tante altre case editrici che seriamente sono Free, nel senso che leggono il tuo manoscritto, lo valutano e se interessa loro te lo pubblicano senza che tu debba versare\anticipare neanche un solo euro. E' normale per EAP proporsi in maniera gentile, lodare un romanzo, fare i professionisti etc, ma non sempre il loro interesse è reale, puntano più che altro al guadagno sicuro. In questo caso non saprei dirti se fossero realmente interessati al manoscritto, fatto sta che per un editore (anche se piccino) investire su un'opera dovrebbe convenire e dovrebbe essere naturale che sia lui a investire e non l'autore. Cioè tu gli fornisci il lavoro scritto e anche i soldi per pubblicarlo? Fai prima a stampartelo da solo in tipografia a questo punto :asd:

No, no, cerca case editrici serie che fanno il loro lavoro. Nella lista Free ce ne sono molte.

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Beh, mi fa piacere che, se pur con stile molto più educato e garbato del mio, un'altra esperienza del tutto simile a quella da me raccontata, si sia ripresentata ad un'altra povera vittima. Io non avevo potuto essere così preciso perché, non abitando a Genova, queste cose mi erano state raccontate al telefono e, nonostante i miei solleciti, mai messe per iscritto.

Se una rondine non fa primavera, due la fanno? Propongo, umilmente, di toglierli dalla lista free, perché, come già ricordato, questi chiedono uno sforzo notevole in termini di presentazione del manoscritto (cartaceo + cd rom, sinossi in 400 caratteri (!!!), frase ad effetto in 150, foto (!!!???) ... un lavoro, insomma che uno può anche fare ma se poi si ritrova queste sorpresine...).

Se poi controlliamo la risposta semi-incomprensibile al quesito di Maximod che sembra andare (supponendo di aver capito il senso) sempre in direzione free, il quadro è chiuso...

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Lidia, quella che tu descrivi è la classica EAP. Potranno anche essere garbati e impegnati nel sociale, ma richiedono contributo mascherato dalla parola 'caparra'. Per un esordiente riuscire a vendere 200 copie di un libro è già un successo. 500 copie, poi, sarebbero davvero un colpaccio, dunque credo proprio che la 'caparra' non verrebbe mai restituita. Inoltre, permettimi di parlarti anche da lettrice: 10 euro per un libriccino di 74 pagine mi sembrano davvero tanti. Non che non se ne vedano in giro a quei prezzi, ma già è difficile per un autore sconosciuto vendere, figuriamoci se si presenta come un piccolo fascicoletto che costa una decina di euro.

Il mio consiglio? Ci sono tante altre case editrici che seriamente sono Free, nel senso che leggono il tuo manoscritto, lo valutano e se interessa loro te lo pubblicano senza che tu debba versare\anticipare neanche un solo euro. E' normale per EAP proporsi in maniera gentile, lodare un romanzo, fare i professionisti etc, ma non sempre il loro interesse è reale, puntano più che altro al guadagno sicuro. In questo caso non saprei dirti se fossero realmente interessati al manoscritto, fatto sta che per un editore (anche se piccino) investire su un'opera dovrebbe convenire e dovrebbe essere naturale che sia lui a investire e non l'autore. Cioè tu gli fornisci il lavoro scritto e anche i soldi per pubblicarlo? Fai prima a stampartelo da solo in tipografia a questo punto :asd:

No, no, cerca case editrici serie che fanno il loro lavoro. Nella lista Free ce ne sono molte.

Sì, concordo in pieno con te. Io infatti avevo proposto, all'inizio, un prezzo di copertina di 8 euro, ma la responsabile che mi ha accolta in ufficio ha detto che con quella cifra non avrebbero potuto coprire i costi vivi. Inoltre ho seguito da subito il tuo consiglio e infatti sto facendo girare il manoscritto in tutta Italia, in attesa che qualcuna/o mi risponda. Molte grazie

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Beh, mi fa piacere che, se pur con stile molto più educato e garbato del mio, un'altra esperienza del tutto simile a quella da me raccontata, si sia ripresentata ad un'altra povera vittima. Io non avevo potuto essere così preciso perché, non abitando a Genova, queste cose mi erano state raccontate al telefono e, nonostante i miei solleciti, mai messe per iscritto.

Se una rondine non fa primavera, due la fanno? Propongo, umilmente, di toglierli dalla lista free, perché, come già ricordato, questi chiedono uno sforzo notevole in termini di presentazione del manoscritto (cartaceo + cd rom, sinossi in 400 caratteri (!!!), frase ad effetto in 150, foto (!!!???) ... un lavoro, insomma che uno può anche fare ma se poi si ritrova queste sorpresine...).

Se poi controlliamo la risposta semi-incomprensibile al quesito di Maximod che sembra andare (supponendo di aver capito il senso) sempre in direzione free, il quadro è chiuso...

Sì, concordo anche con te: non mi sembra etico il discorso della caparra. Ci sono rimasta davvero male e la faccenda all'inizio mi ha tagliato le gambe. Mi sono sentita, come molte e molti di voi, umiliata. Vi sembrerà una reazione esagerata, la mia, ma penso che molte persone che frequentano questo spazio mi possano comprendere. Inoltre, come hai scritto tu, in 400/150 caratteri non si può dire molto né dell'opera - qualunque essa sia - né di noi stesse/i. Per quanto riguarda la foto, non amo molto le autrici e gli autori - e, di conseguenza le case editrici - che appongono le foto sul retro dei libri. La considero una forma di autocelebrazione.

Sai che ti dico? Proverò a scrivere alla responsabile per farle sapere che proprio i soldi non li ho e vedo che cosa mi risponde. Poi ti/vi faccio sapere come sarà andata la faccenda. Nel frattempo la mia favola illustrata gira, gira, o se gira!

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A quel che leggo in giro, "normale" iter di EAP. Gentilezze e salamelecchi per invogliare il malcapitato aspirante autore, ritirirata veloce in caso d'insuccesso. Non te la prendere, Mahamata, almeno hai imparato come funziona :nein:

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A quel che leggo in giro, "normale" iter di EAP. Gentilezze e salamelecchi per invogliare il malcapitato aspirante autore, ritirirata veloce in caso d'insuccesso. Non te la prendere, Mahamata, almeno hai imparato come funziona :nein:

Già. Meglio così. :umhsi:

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nessuno ha altre esperienze recenti con questa casa editrice? Domando perché sono stata contattata tramite una mail in cui Cassan manifestava interesse nei confronti del mio manoscritto e mi ha scritto che sarebbe tornato a contattarmi dopo il 25 agosto. Ho visionato il loro sito e mi sembra molto interessante ma ovviamente soldi da sborsare non ne ho. Che magari intanto non sia più un EAP......a ogni modo vi terrò aggiornati

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Ho avuto a che fare con questa casa editrice nel 2013, quando hanno pubblicato l'antologia Dieci passi nell'aldilà che comprendeva il mio racconto urban fantasy Capolinea. Ho avuto diversi contatti con loro, sia prima che dopo la pubblicazione, e anche se siamo riusciti a evitare l'esborso di contributi/caparra, ci era stato inizialmente proposto. 

 

Pur senza il contributo, non posso dirmi soddisfatto della mia esperienza con questo editore.

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oggi mi hanno inviato una proposta editoriale in cui scrivono che sono interessati a pubblicare la mia opera e che:

 

"...a carico dell'autore un costo di 800€ tutto compreso con ricevuta fiscale (!) destinati alla sponsorizzazione dell'associazione..."

 

 

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