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crazycat

[Sfida69] Ombrelli colorati su uno sfondo grigio 1/2

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/21117-troppo-amore/

 

:facepalm:

 

 

Ombrelli colorati su uno sfondo grigio

 

 

I’m waiting for you in the dark
In the dark, oh yeah baby
Kiss my ass
In the dark, oh yeah baby…


- Ancora non è cominciata e già canti?
- Qualcosa in contrario, Caccola?
Fa una smorfia arricciando il naso. Gira sui tacchi e se ne va con le paillette che sbrilluccicano. Mettono in risalto la sua orribile camminata.
Caccola, il ragazzo più brutto della storia. Il più sfottuto della storia. E poi ci sono io. Quella che si vanta di essere la più intelligente. L’alternativa a tutta questa merda.
Quella che lo chiama “Caccola”, proprio come tutti gli altri.

L’attesa mi dà il voltastomaco. Gli alcolici sul tavolo, gli stuzzichini nascosti dietro i bicchieri. Cammino nella sala, mentre qualcuno regola le luci. Un fascio fucsia mi colpisce in pieno. L’ombelico fuori, le calze a rete, il rossetto sbavato e la mascherina sugli occhi. Vorrei che il buio tornasse a nascondermi.
La musica comincia. Le labbra tremano, mentre alle mie spalle gente colorata fa la sua comparsa. Qualcuno mi trascina nel caos tra puttane e giocatori di baseball. Jessica si dimena tra le mie braccia, mi fa fare una giravolta.
Il gruppo di subrette che sculettano, i leopardi che fanno roteare le loro code mosce. Tutti si stanno divertendo, mentre io muoio dentro.
Sorrido a Jessica e mi allontano.

 

- Ehilà, bella gnocca!
- Ehilà, bella cocca!
Bottiglia e Bicchierino ammiccano verso di me.
- Ciao ragazzi! – urlo.
Si avvicinano a ritmo di musica. Mi viene da ridere. Sembrano entrambi Charlie Chaplin ubriaco.
Mi danno un bacio sulla guancia.
- Allora cara! Ti stai divertendo? – mi chiede Bicchierino abbracciandomi.
- No, tesoro.
Bicchierino fa un occhiolino a Bottiglia.
- Vieni a giocare con noi?
- No, stasera non è aria.
Mi prendono per mano e mi trascinano. Oltre la porta, in un corridoio scuro e poi in un salottino, mentre la sala alla nostre spalle urla: I love it!
C’è sempre qualcuno che decide per me. In ogni cosa.


- Ehi, coglioni! – urla un calciatore ridendo dal divanetto.
Nell’aria c’è già puzza di fumo. Sospiro.
- Forza bellezza, non fare quella faccia.
Bottiglia mi fa sedere su una poltrona di pelle nera, si stende ai miei piedi.
- Chi vuole fare un tiro? – domanda la rana di fronte a me.

 

Dopo un po’, sono già tutti sballati. Ridacchiano, mentre io me ne sto immobile, con lo sguardo al soffitto. Bottiglia mi sbava su una gamba, Bicchierino mi accarezza i capelli.
La porta si spalanca. Un pagliaccio a petto nudo studia la stanza.
- Miriam! – esclama.
Il mio compagno di banco fa qualche passo – stai bene?
- Sì.
- Che ci fai qui?
- E tu che ci fai a petto nudo?
Ridacchia – mi sono già stancato di questa stupida festa – si toglie il naso finto per grattarsi – siccome non hai l’aria di una che si sta divertendo, che ne dici se andiamo al piano di sopra?
- Giada ci ha detto che non possiamo. Se i suoi genitori si accorgono che qualcuno è stato lì, s’incazzano di brutto.
- Basterà non fare i vandali! Allora che ne dici?
Lo guardo. I pagliacci dovrebbero essere buffi, non sexy.
- Va bene.

 

Il buio del corridoio acuisce i sensi. Simone è vicino a me. Ogni tanto la sua mano mi sfiora. E io ho caldo. In penombra, tutti questi tappeti, i fiori finti e i quadri brutti non fanno altro che spingerci ad andare avanti. Eccitati dalla curiosità e forse, anche da qualcos'altro.
- Allora, me lo spieghi perché sei a petto nudo?
- E tu me lo spieghi perché hai le calze a rete? – mi sussurra all’orecchio.
Ridacchio.
- Una ragazza mi ha rovesciato addosso la vodka – spiega.
I suoi occhi luccicano.
Un vociare improvviso ci gela il sangue. Inciampo. L’impatto con il parquet è tremendo. Dei passi si avvicinano. Simone mi afferra sotto le ascelle e mi trascina verso la porta più vicina. È il buio più totale. Tastiamo le pareti. Simone accende il display del cellulare. Siamo in uno sgabuzzino minuscolo pieno di detersivi.
Le voci non se ne vanno. Sono Giada e il suo fidanzato. Stanno urlando.

 

Simone mi fa sedere sul pavimento. Il ginocchio pulsa.
- Mi sa che non la smetteranno presto – mormora.
Annuisco. Lui fa un ghigno, mentre si siede a fianco a me.
- Adesso tocca a te.
- Cosa?
- Dirmi il perché ti sei messa le calze a rete.
Inarco le sopracciglia – be’, è carnevale, no?
Sorride. Con il ginocchio mi sfiora la coscia. Se mi girassi per guardarlo negli occhi, gli toccherei il nasone rosso.
- Sì, ma avresti potuto vestirti meno provocante. Se ti mettevi un costume da teletubbies, non facevi lo stesso effetto!
- Ognuno è libero di conciarsi come vuole, no?
- Ovvio, ma se tu ti vestissi sempre un po’ più trasgressiva del solito, non sbaglieresti. Stai sempre a difendere i diritti di tutti, straparli di grandi ideali, hai come migliori amici i due gemelli sballati! Sei quella che crede nella libertà di espressione – aggrotta la fronte – ma questo non traspare dal modo in cui ti vesti.
Scuoto la testa. Si avvicina ancora di più, mi mette una mano sul ginocchio – ti fa male?
- No – deglutisco - io non credo che per esprimere se stessi, bastino un paio di piercing o qualche maglia stravagante. Se mi vestissi in un certo modo solo per dimostrare qualcosa, farei  quello che si aspettano gli altri. Non sarei me stessa, ma soltanto qualcuno che ha scelto una divisa. Non c’è libertà in questo.
Sospira – non dovresti prendere ogni cosa sul serio.
Gli sfilo via la parrucca. 
- Ehi, che fai?
Con un sorriso la indosso  –  ti sembro ancora una persona che prende tutto sul serio?
Fa un ghigno – no.

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*Soubrette :la:

 

Per quanto riguarda Simone, è poco credibile che dica una frase tanto "costruita" come "siccome non hai l’aria di una che si sta divertendo, che ne dici se andiamo al piano di sopra" e poi ogni tanto si dimentichi il condizionale xD Darei più coerenza al suo modo di parlare, e mediterei molto su quel "siccome", usato in un dialogo per quanto mi riguarda diventa caratteristico, qualcosa di particolare, se non vuoi far risaltare Simone in tal senso lo ometterei.

Aggiungo una cosa sulla chiamiamola formattazione: nella maggior parte dei dialoghi hai dimenticato di iniziare con la maiuscola. La cosa a volte mi ha creato un po' di confusione, anche perché non sono abituato all'uso dei trattini per i dialoghi: di solito li vedo usati come sostitutivi delle parentesi, situazioni in cui per l'appunto non si usa la maiuscola. Passo alla seconda parte!

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Quella frase mi ha fatto penare perché non riuscivo a renderla meglio :asd:

Per quanto riguarda il trattino, non è un errore di formattazione e non mi sono dimenticata di mettere la maiuscola... non essendoci il punto, non ci va :)

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Nella maggior parte delle volte in cui non hai fatto uso della maiuscola in realtà questa ci va, come ogni volta che un personaggio ricomincia a parlare.

 

 

 

- Dirmi il perché ti sei messa le calze a rete.
Inarco le sopracciglia – be’, è carnevale, no?

 

 

- Ovvio, ma se tu ti vestissi sempre un po’ più trasgressiva del solito, non sbaglieresti. Stai sempre a difendere i diritti di tutti, straparli di grandi ideali, hai come migliori amici i due gemelli sballati! Sei quella che crede nella libertà di espressione – aggrotta la fronte – ma questo non traspare dal modo in cui ti vesti.
Scuoto la testa. Si avvicina ancora di più, mi mette una mano sul ginocchio – ti fa male?

 

 

Sospira – non dovresti prendere ogni cosa sul serio.
Gli sfilo via la parrucca. 
- Ehi, che fai?
Con un sorriso la indosso  –  ti sembro ancora una persona che prende tutto sul serio?
Fa un ghigno – no.

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