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FabCol

Edelweiss

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Il 29/3/2018 alle 17:57, Rototom ha detto:

@AndreaA Grazie!  E crepi il lupo!

Come sta andando? 

Io confermo il mio buon rapporto, abbiamo firmato il primo contratto con una piccola casa editrice romana, Ensemble, dopo qualche incontro e ad Aprile dovrebbe uscire il romanzo.

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Salve, noto che l'ultimo post risale al 28 dicembre 2018 ho però bisogno di informazioni diciamo fresh.

Ho letto un po' in giro che Edelweiss spinge per pubblicare solo con case editrici romane e piccole. Quanto di questo è vero? Qualcuno ha avuto esperienze dirette? 

Grazie

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@Moriarty Ciao, secondo me è non è vero. Sul sito sono indicate case editrici anche abbastanza big e non credo che le abbiano messe solo per "ingolosire", passerebbero per truffatori.

 

Se qualcuno ha avuto esperienze dirette si faccia avanti :)

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Ciao @Matteo__79 , ho notato che questo è il tuo secondo post nella sezione Agenzie, senza mai esserti presentato in Ingresso (qui il link). È una cosa che di solito chiediamo ai nuovi iscritti, prima di postare in qualsiasi altra sezione, per farsi conoscere meglio dall'intera comunità del WD. Ti attendiamo.

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La mia impressione è che tra i loro autori ci sia qualche nome noto quasi a scopo pubblicitario (tipo Davide Rondoni, onnipresente nell'homepage) e poi autori esordienti che pubblicano con piccoli editori. Tra gli editori con cui collaborano ne figura uno di cui diversi autori - stando alle testimonianze del forum - hanno rifiutato proposte anche senza agenzia. Inoltre, il fatto che nel sito ci sia in bella mostra il logo "NO-EAP" non fa ben sperare. Ormai, è diventato più un campanello d'allarme che altro. Poi magari mi sbaglio... ma non ho tutta questa voglia di scoprirlo. Anche perché li ho già contattati mesi fa per chiedere informazioni e non mi hanno mai risposto.

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Perchè non fa ben sperare? sono contrari all'editoria a pagamento e ciò dovrebbe essere positivo.

Io mi sono affidato a loro tempo fa e sono in attesa di un loro riscontro, mi hanno riferito in mail che le CE presenti nel loro sito sono solo come esempio ma hanno anche altri contatti.

 

La mia frase nel commento prima (Se qualcuno ha avuto esperienze dirette si faccia avanti) è perchè purtroppo la mia esperienza è agli inizi :) 

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Adesso, Matteo__79 ha scritto:

Perchè non fa ben sperare? sono contrari all'editoria a pagamento e ciò dovrebbe essere positivo.


Non fa ben sperare perché molti piccoli editori ormai sfruttano la moda del "No-EAP" per fare editoria a pagamento (o quasi) in modo surrogato. E quanto più sbandierano il loro presunto essere "No-EAP", tanto più c'è da guardarsi. Un editore che è palesemente non a pagamento, non ha nemmeno bisogno di dichiararsi contrario alla EAP.  Spesso sa un po' di "excusatio non petita"... Quindi, personalmente, quel logo per me non rappresenta alcuna garanzia, anzi. 
 

Quota

 

Io mi sono affidato a loro tempo fa e sono in attesa di un loro riscontro, mi hanno riferito in mail che le CE presenti nel loro sito sono solo come esempio ma hanno anche altri contatti.

 


Sicuramente, ma presumo che quelle nel sito siano le più rappresentative (alcune sono di primo piano, ma mi sembrano vaghi miraggi). Ovviamente ti auguro il meglio, però è un dato di fatto che molti autori del WD sono pervenuti a un editore con cui collaborano anche senza agenzia, e hanno rifiutato la loro proposta contrattuale. Poi magari tramite quest'agenzia riescono ad ottenere condizioni molto migliori... si spera. 

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3 minuti fa, Matteo__79 ha scritto:

Incrociamo le dita :) aggiornerò fra qualche giorno


Certamente, facci sapere :)

Intanto potresti dirci, se vuoi, se (e quanto) hai pagato per una valutazione... 

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Io ho scelto la valutazione veloce, quindi 30 gg dal momento del pagamento e 312 euro (iva compresa). Parliamo di un 48 cartelle di racconto comunque e sui 160k di caratteri, nulla di troppo lungo (è un thriller che si presta volendo a sequel). La valutazione standard invece è di circa due mesi per 150 euro mi pare (o giù di li). 

 

Mi stileranno una scheda di valutazione con pro e contro e anche un commento sulla commerciabilità dell'opera, se poi gli interessa l'idea me lo rappresentano e lì il pagamento a loro avverrà solo ed esclusivamente attraverso le mie vendite (trattengono il 12% per ricavi derivanti da contratti conclusi in Italia e
15% per l'estero).

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@Matteo__79 Grazie. 
Dovrai ben valutare se, anche al di là della rappresentanza o meno, la scheda di valutazione varrà comunque la cifra spesa. 
Per curiosità: perché la tua scelta è caduta su questa agenzia in particolare?
 

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14 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Intanto potresti dirci, se vuoi, se (e quanto) hai pagato per una valutazione... 

Comunque, i prezzi sono indicati chiaramente qua (così come le case editrici con cui collaborano):

https://www.valutazionemanoscritti.it/

25 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Non fa ben sperare perché molti piccoli editori ormai sfruttano la moda del "No-EAP"

Che ci sia o non ci sia il marchio (così come su certi libri ci sia o non ci sia la fascetta gialla o rossa) non ha nessuna importanza. L'idea degli editori con cui collaborano te la fai guardando la lista dei libri pubblicati e degli autori. E in questo mi sembra che ci sia molta trasparenza, rispetto ad altre agenzie di cui non è dato sapere nulla.

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Si hai ragione, infatti se proprio devo essere sincero non trovo tanto laica la scelta che se vuoi che ti rappresentano per forza devi spendere per una scheda di valutazione. Qui mi collego alla domanda che mi hai posto, mi sono affidato a loro perchè è stata l'unica agenzia per la quale ho trovato una vera esperienza di un ragazzo che ha scritto online e si è trovato benissimo. Magari chissà ne esistono altri 300 che si sono trovati male ma non c'è traccia online... Ho navigato a lungo e credo di averle consultate davvero tutte :D , Edelweiss mi ha convinto anche a seguito di alcune interviste sostenute verso il fondatore e anche attraverso gli scambi mail mi è sembrata davvero una persona disponibile e competente. 

Spero che la scheda di valutazione valga il prezzo ma a mio avviso 150 euro non sono poi così tanti, certo io ne ho spesi il doppio ma perchè è stato un mio volere.

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@lapidus Si, anche io ho spulciato a fondo il sito, tutti gli autori hanno pubblicato con CE varie e molteplici (e non mi sono sembrate nemmeno così tanto sconosciute...).

Mi è sembrata un'agenzia seria che riesce anche a portare risultati, sempre ovviamente che il testo sia interessante per loro e per il mercato...

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1 minuto fa, lapidus ha scritto:

Che ci sia o non ci sia il marchio (così come su certi libri ci sia o non ci sia la fascetta gialla o rossa) non ha nessuna importanza. L'idea degli editori con cui collaborano te la fai guardando la lista dei libri pubblicati e degli autori. E in questo mi sembra che ci sia molta trasparenza, rispetto ad altre agenzie di cui non è dato sapere nulla.


Io, infatti, un'idea me la sono fatta... magari è diversa dalla tua. Io nella homepage, più che trasparenza, ci vedo autopromozione (ed è anche normale che sia così), e vedo troppo spesso un singolo nome di autore affermato (vorrei vedere se da esordiente ti propongono alla Nave di Teseo...). Sul marchio, non mi trovi d'accordo: trovami uno (uno!) editore di fascia medio-alta che esibisce quel marchio nel suo sito web. Semplicemente, non ne ha bisogno. Quel marchio è ormai indice di piccola editoria, proprio quella più contigua al mondo della EAP, con tutte le zone grigie del caso. 

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@Wanderer Quello che posso dire io è che il fondatore anche per mail mi ha specificato che collaborano solo con case editrici non a pagamento. Per la scelta del logo sul sito non saprei, forse è solo un rimarcare il fatto che le case editrici a pagamento non andrebbero prese in considerazione.

Comunque è presente solo il logo e solo in una scheda del sito... non esistono articoli dove lo rimarcano cento volte, a mio avviso è solo un fattore pubblicitario che come hai detto anche giustamente tu ci sta. 

Sicuramente un esordiente non andrà a Mondadori o chissà dove però per iniziare basterebbe anche una CE media/piccola ma che abbia buoni mezzi.. poi non so magari sono io che mi accontento di poco essendo agli inizi e avendo provato sulla mia pelle l'autopubblicazione che la vendita non ripaga i costi sostenuti :D

 

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4 minuti fa, Wanderer ha scritto:


Io, infatti, un'idea me la sono fatta... magari è diversa dalla tua. Io nella homepage, più che trasparenza, ci vedo autopromozione (ed è anche normale che sia così), e vedo troppo spesso un singolo nome di autore affermato (vorrei vedere se da esordiente ti propongono alla Nave di Teseo...). Sul marchio, non mi trovi d'accordo: trovami uno (uno!) editore di fascia medio-alta che esibisce quel marchio nel suo sito web. Semplicemente, non ne ha bisogno. Quel marchio è ormai indice di piccola editoria, proprio quella più contigua al mondo della EAP, con tutte le zone grigie del caso. 

Io ho solo detto che mi sembra tutto trasparente, sia i prezzi e sia le case editrici e il parco autori.

Infatti tu hai potuto trarre le tue conclusioni e farti un'idea. Cosa che purtroppo non sempre è possibile.

Il marchio l'ho trovato in altre agenzie (anche più blasonate), poi sul fatto che ormai sia un cosa contigua all'editoria è una tua affermazione e libera interpretazione.

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5 minuti fa, Matteo__79 ha scritto:

@Wanderer Quello che posso dire io è che il fondatore anche per mail mi ha specificato che collaborano solo con case editrici non a pagamento. Per la scelta del logo sul sito non saprei, forse è solo un rimarcare il fatto che le case editrici a pagamento non andrebbero prese in considerazione.


Il fatto stesso che ci sia bisogno di chiedere o "specificare" certe cose mi sembra un po' inquietante. Quindi esistono anche agenzie che l'autore deve pagare per accedere ad editori a pagamento? O_o

Essere "non a pagamento", comunque, è la condizione necessaria per essere considerati veri "editori", ma non è affatto la condizione sufficiente per essere buoni editori. Ci sono editori "non a pagamento" che propongono contratti a volte persino peggiori di quelli EAP. Il discorso del "No-EAP" sta diventando spesso uno specchietto per le allodole, e nella sezione "free" di questo forum troverai autori che hanno avuto pessime esperienze con alcuni editori "No-EAP" (qualcuno addirittura ha chiesto di essere eliminato dal forum, in seguito alle troppe critiche).

Per il resto, per quanto riguarda il settore delle agenzie, da queste parti è opinione di molti che un'agenzia non debba fare pagare le valutazioni, e che debba guadagnare soltanto con i proventi dalla rappresentanza. Quindi, se in questo caso non parliamo di "editoria a pagamento", parliamo pur sempre di valutazione a pagamento... e su questo non credo ci sia molto spazio per interpretazioni. 

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@Wanderer ognuno ha la sua idea però io mi metto anche nei panni di queste persone che prendono in mano fogli pieni di inchiostro.

 

Giustamente il lavoro va pagato, viviamo nel mondo dove i soldi hanno un loro senso e io non trovo sbagliato il fatto di pagare per avere una valutazione. Tutte e dico tutte le agenzie letterarie fanno pagare per una scheda. Quello che trovo poco laico (come ho detto all'inizio) é che debba essere pagata una scheda di valutazione per accedere (senza poi nemmeno con troppe certezze) alla rappresentanza. Ma posso garantire che tutte fanno così e a volte chiedono anche un altro pagamento post accettazione di rappresentanza come anticipo non trattenendo poi nulla in termini di percentuali.

 

Io rimango dell'idea che fra tutte, e davvero tutte lo posso garantire, Edelweiss mi é sembrata la più onesta e disponibile... Vedremo se poi sarà così davvero o meno

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Sul sito c'è scritto, parafrasando, che "offrono anche un servizio di lettura veloce, particolarmente indicato per tutti quegli autori che abbiano già ricevuto una proposta editoriale da una casa editrice (in particolare a pagamento) e vogliano un parere professionale sull’effettivo valore della loro opera"

 

Mah.

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Il 20/10/2020 alle 10:18, leonardo.sanzo ha scritto:

Sul sito c'è scritto, parafrasando, che "offrono anche un servizio di lettura veloce, particolarmente indicato per tutti quegli autori che abbiano già ricevuto una proposta editoriale da una casa editrice (in particolare a pagamento) e vogliano un parere professionale sull’effettivo valore della loro opera"

 

Mah.

 

Non è che può servire per mettere in guardia l'autore? della serie: "occhio che questo potrebbe essere pubblicato anche NON a pagamento"

 

Così, per dire. Non ho alcuna esperienza di AL, sto leggendo qui anche per saperne qualcosa di più

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6 minuti fa, ilion ha scritto:

 

Non è che può servire per mettere in guardia l'autore? della serie: "occhio che questo potrebbe essere pubblicato anche NON a pagamento"

 


In pratica, ti fanno pagare per (ri)valutare opere valutate da CE a pagamento... come puoi pubblicare NON a pagamento se devi pagare già per la sola lettura dell'opera?
Almeno la CE a pagamento la lettura non te la fa pagare. 

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*Intervento dello Staff*

@cheguevara, il tuo post non è una testimonianza, ma un parere personale per cui OT. Verrà rimosso, ma ultimamente OT di questo genere, in discussioni relative alle CE o Agenzie e non in sezioni apposite, abbondano. Ci vedremo costretti, in caso di reiterazione, a effettuare richiami a punti.

Vi ricordo che non è possibile rispondere a un intervento ufficiale. 

  • Grazie 1

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Il 19/10/2020 alle 18:37, Giallo_F ha scritto:

@Wanderer ognuno ha la sua idea però io mi metto anche nei panni di queste persone che prendono in mano fogli pieni di inchiostro.

 

Giustamente il lavoro va pagato, viviamo nel mondo dove i soldi hanno un loro senso e io non trovo sbagliato il fatto di pagare per avere una valutazione. Tutte e dico tutte le agenzie letterarie fanno pagare per una scheda. Quello che trovo poco laico (come ho detto all'inizio) é che debba essere pagata una scheda di valutazione per accedere (senza poi nemmeno con troppe certezze) alla rappresentanza. Ma posso garantire che tutte fanno così e a volte chiedono anche un altro pagamento post accettazione di rappresentanza come anticipo non trattenendo poi nulla in termini di percentuali.

 

Io rimango dell'idea che fra tutte, e davvero tutte lo posso garantire, Edelweiss mi é sembrata la più onesta e disponibile... Vedremo se poi sarà così davvero o meno

Condivido quando scrivi che quasi tutte le agenzie editoriali sono a pagamento in Italia, ma non condivido il pensiero. Ovvero, in America, Londra, Francia e altre nazioni, l'agente letterario non percepisce nessun guadagno dalla lettura del manoscritto, ma percepisce guadagno dalla percentuale di vendita dell'autore rappresentato. Funziona tutto così (America/Londra): Invii la sinossi e i primi cinque capitoli del tuo manoscritto. Se saranno interessati, ti ricontatteranno, altrimenti, rispondono dicendoti che non sei di loro interesse. In verità si concentrano più su la sinossi, ma non escludono i primi cinque capitoli del manoscritto. La verità in Italia è che il sistema editoriale è in crisi. La maggior parte degli editori vuole fare soldi, quindi pubblicano il vendibile (Libri di influencer, persone note), difficilmente pubblicano esordienti, se non si è rappresentati da un giusto agente letterario, che a sua volta vuole soldi per leggere il tuo manoscritto. Io più che altro me la prendo con chi paga per farsi leggere senza una rappresentanza certa. Se forse nessuno pagasse la lettura, loro sarebbero costretti a togliere prezzi al quanto sproporzionati. È fatto tutto per lucrarci sopra. Svegliatevi.   

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1 minuto fa, Nerone14 ha scritto:

La verità in Italia è che il sistema editoriale è in crisi.

Ciao, ti sei risposto da solo... essendo in Italia ci si deve accontentare di ciò che c'è e destreggiarsi dando un colpo al cerchio e uno alla botte per non rimanere fregati ma per, quanto meno, avere qualche chance.

Ci sono anche in Italia agenzie letterarie completamente gratuite (vedi Lorem Ipsum ad esempio, non mi dilungo su questa per non andare fuori topic) che leggono il manoscritto e ti forniscono un si o un no per la rappresentanza e guadagnano solo in caso di pubblicazione.

Concordo sul fatto che una grossa C.E. pubblica personaggi famosi e forse è anche normale, se pubblicassero più esordienti che personaggi noti forse la casa editrice perderebbe di credibilità. Io credo che per un emergente sia già un grande traguardo essere pubblicato da una casa editrice media e se è davvero bravo potrebbe anche arrivare a pubblicare con le big. Non si deve escludere niente a priori.

Detto questo, va bene scrivere per guadagnare e avere l'ambizione di essere pubblicati da una grossa casa editrice, ma per quanto mi riguarda già mettermi a scrivere e arrivare alla fine del romanzo è un grosso traguardo, prima deve prevalere la passione poi il fattore business.

 

Come ha detto una famosa proprietaria di una grossa agenzia letteraria: "ci sono troppi libri brutti in giro e troppi libri belli chiusi dentro un cassetto" ;) 

 

 

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1 minuto fa, Giallo_F ha scritto:

Ciao, ti sei risposto da solo... essendo in Italia ci si deve accontentare di ciò che c'è e destreggiarsi dando un colpo al cerchio e uno alla botte per non rimanere fregati ma per, quanto meno, avere qualche chance.

Ci sono anche in Italia agenzie letterarie completamente gratuite (vedi Lorem Ipsum ad esempio, non mi dilungo su questa per non andare fuori topic) che leggono il manoscritto e ti forniscono un si o un no per la rappresentanza e guadagnano solo in caso di pubblicazione.

Concordo sul fatto che una grossa C.E. pubblica personaggi famosi e forse è anche normale, se pubblicassero più esordienti che personaggi noti forse la casa editrice perderebbe di credibilità. Io credo che per un emergente sia già un grande traguardo essere pubblicato da una casa editrice media e se è davvero bravo potrebbe anche arrivare a pubblicare con le big. Non si deve escludere niente a priori.

Detto questo, va bene scrivere per guadagnare e avere l'ambizione di essere pubblicati da una grossa casa editrice, ma per quanto mi riguarda già mettermi a scrivere e arrivare alla fine del romanzo è un grosso traguardo, prima deve prevalere la passione poi il fattore business.

 

Come ha detto una famosa proprietaria di una grossa agenzia letteraria: "ci sono troppi libri brutti in giro e troppi libri belli chiusi dentro un cassetto" ;) 

 

 

Salve, purtoppo non è vero. Io sono italiana, ma vivo all'estero da molto tempo ormai. Non concordo quando lei dice che bisogna accontentarsi di quello che riserva l'Italia. Vede, se tutte le persone si accontentano di quello che in realtà non offre un paese, si finisce con l'accettare lo sbaglio e tenerne fuori il giusto. Non è vero quando dice che essendo esordiente, bisogna accontarsi delle medie o delle piccole, perché nelle nazioni citate sopra, l'esordiente viene pubblicato da Mondadori in Italia. L'autrice di Harry Potter è diventata famosa con il suo libro d'esordio. Stessa cosa vale per chi ha scritto Twilight, 50 Sfumature, After e altri libri che sono diventati dei film. Quelli che ho citato sono libri di esordio americani, inglesi, che però la grande editoria italiana, ha valutato come vendibile. Agenzie letterarie americane e inglesi (cito queste perché ne so qualcosa), accettano l'esordiente indipendentemente dall'essere un esordiente, ma lo accetta per quello che ha scritto, gratuitamente. Io dico sempre che la vera sfida non è completare un romanzo, ma pubblicarlo. Lo dico sempre perché è la mia nazione che mi spinge a dire una cosa del genere. Probabilmente se fossi nata in America o in Inghilterra, avrei detto diversamente. Inoltre ci tengo a dire la grande editoria italiana, come anche la maggior parte delle agenzie letterarie italiane, ammazzano l'arte propria per acclamarne l'arte altrui. Si faccia quattro domande quando vede in agenzie letterarie, rappresentanze di scrittori americani o inglesi che non hanno pagato un bel niente per farsi leggere, ma come è giusto che sia, rappresentare. 

 

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3 minuti fa, Nerone14 ha scritto:

scrittori americani o inglesi che non hanno pagato un bel niente per farsi leggere, ma come è giusto che sia, rappresentare. 

Sono pienamente c'accordo, ma non aggiungo altro perché mi sa che siamo OT.

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