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Rockerduk

Copie vendute

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Ciao, una curiosità: sapete se c'è qualche fonte in rete che indichi il numero di copie vendute dei libri attualmente sul mercato? Intendo non genericamente quale libro ha venduto di più nei vari generi, ma proprio il numero di copie vendute, aggiornato magari alla settimana precedente.

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Se compri La Stampa al sabato trovi l'inserto TuttoLibri con la classifica divisa per generi.

Equipano a 100 il libro più venduto della settimana precedente nel loro campione di librerie e quasi sempre ti dicono quante copie effettive ha venduto.  A quel punto con una semplice proporzione aritmetica puoi calcolarti il valore approssimativo di tutti i libri che compaiono nelle varie statistiche.

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Non ho ben chiaro quale possa essere il tuo scopo, ma non credo andrai oltre l'esempio che ti ho portato.

Per avere dati più globali devi essere un editore inserito nel cicuito Arianna.  Allora hai le vendite quotidianamente aggiornate dei tuoi volumi, che rappresentano non la totalità, perché esisteranno sempre dei punti vendita non associati al circuito, ma comunque un dato molto vicino a quello reale.

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Dati come questi sono preziosissimi, e come molte cose preziose non sono alla portata di tutti perché chi ce li ha se li tiene ben stretti :P (sì, lo so che con i film o l'audience tv non è proprio così...ma l'industria editoriale ha logiche tutte sue :P)

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Io ci ho provato tante volte, esplorando praticamente tutta la rete,ma niente, sembra più segreto del segreto di Fatima. Ogni tanto trovi solo qualche scrittore che in un suo blog si "confessa". Ricordo ad esempio di uno che aveva vinto mi pare il Calvino che diceva di aver venduto circa 15.000 copie. Da qualche altra parte ho letto che in Italia se vendi più di 10.000 copie il tuo libro è già considerato un best seller. 

Insomma, se dovessi trovare qualche fonte fallo sapere anche a me.

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A proposito di copie vendute, volevo un parere su quanto mi sono trovato a leggere su facebook. C'è questo scrittore esordiente che pubblicizza il suo libro uscito per una piccola casa editrice romana, mi ha detto che è gratis. Poi scrive un post dicendo di essere arrivato a quota 80 copie vendute, 70 da solo, 10 dalla casa editrice...mi perplimo...

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Ospite

I dati medi di vendita in libreria si attestano intorno alle 200 copie per un titolo/autore sconosciuto.

Molti editori e molti autori non arrivano in libreria, alle volte con loro abilità o abilità dell'editore o entrambe, possono raggiungere anche cifre interessanti, oltre le 2000 copie. Solitamente lo fai in scuole, eventi ad hoc, fiere e sagre.

Difficile arrivare a simili numeri in libreria a meno di avere una tiratura di oltre 5000 copie e stare in vetrina grazie a un editore molto ma molto grande.

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Gli editori generalmente non annunciano mai i dati di vendita, credo sia un tabù per l'editoria italiana. Al contrario, in Paesi come Il Giappone o negli Stati Uniti, ogni settimana vengono pubblicati i dati di vendita: nel sol levante ci sono le famose clasiffiche Oricon, mentre negli states se non sbaglio li pubblica il Time.

Detto questo, penso che se un libro supera le tre cifre (999 copie), penso si possa parlare già di un discreto successo, superate le diecimila penso si possa realmente parlare di un best seller.

Più che altro mi chiedo con quale criterio facciano le tirature, alcuni grandi editori si vantano di aver superato il milione di copie con un libro, però penso: la tiratura iniziale doveva essere di 500mila? Quindi con che basi fai una tiratura simile?

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Ospite

Ci sono delle tirature iniziali standard che negli anni si sono abbassate. Se prima Mondadori tirava subito 10mila copie, ora a volte ne tira "solo" 3000.

 

Poi si ristampa, anche perché gli ordini si adeguano già dalle prime 2 settimane dall'uscita. Se in 10-15gg il titolo fa il botto, tipo "Open" di Agassi oppure "Fai bei sogni" di Gramellini è lo stesso distributore a sollecitare gli ordini, che in 10/15gg si evadono facilmente.

 

1 milione di copie tirate mi sembra molto difficile in Italia, considerato un mercato di lettori forti pari a 4milioni di individui :)

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alcuni grandi editori si vantano di aver superato il milione di copie con un libro, però penso: la tiratura iniziale doveva essere di 500mila? Quindi con che basi fai una tiratura simile?

 

 

Per carità, non è mai esistita una tiratura del genere in prima battuta in Italia.

Negli anni migliori dei ventotto che ho passato in libreria la tiratura iniziale di un Follett (non uno a caso...) poteva arrivare alle 70-80.000 copie.  L'editore si basava sullo "storico" dell'autore e tirava comunque un numero di copie sempre inferiore alla metà del venduto medio di quell'autore.  C'è da sottolineare che erano altri tempi: le vendite erano decisamente più consistenti e la tecnologia non permetteva la velocità di stampa odierna.  Per ristampare un titolo che andava esaurito poteva occorrere anche un mese, con il rischio evidente di perdere vendite.  Cosa che accadeva spesso, quando a fare il "botto" era un titolo di un piccolo editore, che spesso non aveva la capacità di ristampare il volume in tempo utile.  In tutta la mia carriera ricordo solo un titolo di cui si disse che aveva passato il milione di copie vendute: "Io speriamo che me la cavo" del maestro D'Orta.  Un bestseller impensato e impensabile, veicolato da Maurizio Costanzo, che a quei tempi poteva quasi decidere delle vendite di un libro...  A noi librai arrivava con una decina di giorni di anticipo l'elenco dei titoli che sarebbero passati in trasmissione, in maniera da poter decidere rifornimenti ad hoc se Costanzo pensava di puntare con decisione su un personaggio.  Attori di cinema e cantanti (Mastrandrea e Baccini, solo per fare i primi nomi che mi vengono in mente) sarebbero forse rimasti degli illustri sconosciuti senza quella trasmissione.

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Ospite Evil-Noe7

Faccio una domanda stupida e inesperta...ma qualcuno ha capito "come mai" questi dati sono tenuti così segreti?

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Ospite AmandaPitto

La gente compra i libri che hanno già scelto altri,sceglierebbero cosa leggere in base ai numeri

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Ospite

Non c'è nessun segreto, sono dati tecnici disponibili agli addetti ai lavori (li rari ed editori) che hanno rapporti commerciali attraverso il distributore. Il distributore fornisce password ai suoi clienti che studiano l'andamento dei titoli, regione per regione, città per città.

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Ospite

Beh, sono dati anche complessi e fatti di pagine e pagine con percentuali, numeri vari, nomi e indirizzi di librerie...

Insomma, pubblicarli ha senso se si parla di trasparenza, ma non sono di facile comprensione, vanno spiegati e da essi si traggono statistiche interessanti più per chi produce, piuttosto che per chi acquista (lettore). Avete mai provato a vedere i dati ISTAT sulla lettura? Ecco, sono pubblici, ma in ultima analisi servono a chi fa il mestiere dell'editorie-libraio-distributore-stampatore più che a scrittori o lettori.

I dati ISTAT sono interessanti e danno uno spaccato di come sta messa l'editoria italiana (in positivo ci sono solo i libri per bambini!)

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Ospite Evil-Noe7

Mah, io credo che in realtà le statistiche potrebbero essere utili anche ai lettori e agli aspiranti autori.

Uno si rende conto di come vanno le cose e ciascuno può avere il suo interesse a farlo. A me capita di chiedermi, principalmente per curiosità, quante copie ha venduto un libro che sto leggendo e che a me sembra stupendo. Da aspirante autore sapere che un genere che ti piace in effetti non vende poi molto (e quindi magari gli editori non sono propensi a pubblicarlo) potrebbe essere utile.

L'impressione che si ha dall'esterno, quando si parla dei guadagni e delle vendite degli scrittori (almeno in Italia, non so se nel resto del mondo sia diverso) è che sia un argomento molto nebuloso e "per pochi".

 

Sulla comprensione dei dati...ognuno ha la sua, una volta che i dati sono "disponibili" uno vede se e come può interpretarli, in base ai mezzi che ha e agli scopi che si prefigge.

Ovviamente è il mio umilissimo parere.

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Ospite

Ogni anno l'istat fa un rapporto sullo stato dell'editoria. Intanto si può partire da quello.

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Ospite Evil-Noe7

Ogni anno l'istat fa un rapporto sullo stato dell'editoria. Intanto si può partire da quello.

Grazie mille, do un'occhiata, sono molto curiosa! : book :

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Beh, sono dati anche complessi e fatti di pagine e pagine con percentuali, numeri vari, nomi e indirizzi di librerie...

Insomma, pubblicarli ha senso se si parla di trasparenza, ma non sono di facile comprensione, vanno spiegati e da essi si traggono statistiche interessanti più per chi produce, piuttosto che per chi acquista (lettore). Avete mai provato a vedere i dati ISTAT sulla lettura? Ecco, sono pubblici, ma in ultima analisi servono a chi fa il mestiere dell'editorie-libraio-distributore-stampatore più che a scrittori o lettori.

I dati ISTAT sono interessanti e danno uno spaccato di come sta messa l'editoria italiana (in positivo ci sono solo i libri per bambini!)

Scusami, ma da perfetto ignorante, ti chiedo una cosa. Se io volessi sapere come stanno andando le vendite del mio libro? E altra cosa: per il rendiconto annuale mi devo fidare ciecamente del mio editore? Cioè il rapporto si basa tutto sulla fiducia dell'autore verso il proprio editore da come ho capito spulciando da un post all'altro.  :perchè:

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Ospite

L'unico modo per conteggiare una per una le copie, è attraverso i bollini SIAE, che è l'editore ad apporre su ogni volume stampato.

Il problema è che quasi nessun editore paga più la SIAE per questo servizio.

Certo, c'è la tiratura scritta sul contratto, ma... non sempre viene rispettata. Non c'è modo per dimostrarlo, e sui rendiconti (a meno che non è lei stesso a vendersi le copie una per una), deve fidarsi dell'editore.

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L'unico modo per conteggiare una per una le copie, è attraverso i bollini SIAE, che è l'editore ad apporre su ogni volume stampato.

Il problema è che quasi nessun editore paga più la SIAE per questo servizio.

Certo, c'è la tiratura scritta sul contratto, ma... non sempre viene rispettata. Non c'è modo per dimostrarlo, e sui rendiconti (a meno che non è lei stesso a vendersi le copie una per una), deve fidarsi dell'editore.

Come presupponevo  : Sad : Infatti sapevo solo dei bollini SIAE, vorrà dire che dal prossimo anno, quando uscirà il mio primo libro, mi fiderò ciecamente del mio editore visto che non fa uso dei bollini SIAE. Grazie mille per la risposta.

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