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sybilvane

Baldini & Castoldi Editore

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Malaparte, morte come me di Monaldi&Sorti. Oppure l'autobiografia di Elvis Costello, se siete appasionati di musica

(sono due, lo so)

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Tanto di cappello alla Baldini e Castoldi, casa editrice lungimirante e raffinata. Ho inviato loro  il mio romanzo fantasy il 25 maggio e posso confermare di aver ricevuto la risposta, purtroppo negativa, quest'oggi 19 luglio. Qualcuno sa dirmi se la Baldini ha mai pubblicato fantasy?

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Ospite Mirtillasmile
On 17/1/2016 at 10:33, JaV dice:

Cerchiamo di rispondere a tutti entro un mese.

Confermo che se la sinossi è lontanissima dalle linee editoriali (poesia, fantasy, testi religiosi, etc...) difficilmente si passa alla lettura del testo intero. 

@Manodivento credo che questa risposta di JaV chiarisce il tuo dubbio.

 

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Grazie a tutti per le risposte. Puntuali ed esaustive come sempre. Writer's Dream TOP! L'unico forum che aiuta noi aspiranti scrittori a sentirci meno folli e meno soli.

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@aleskiara

Questo topic ha già raggiunto la decima pagina. Non mi sembra che di tutti coloro che hanno inviato fino ad adesso (me compreso) nessuno abbia ricevuto una risposta positiva. C'è poco da essere fiduciosi, credo. Meglio un po' di sano pessimismo.

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Marco, "attendo fiduciosa" è un mio modo di dire, che utilizzo per tante altre cose....

A volte anche in modo ironico :lol:

Questo per dire che so perfettamente quanto sia difficile, non è che mi aspetto chissà cosa!

Però è anche vero che non si può vedere tutto nero, sempre.

Esiste una cosa che si chiama "profezia che si autoavvera" ;)

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Cita

Guarda, se c’è una cosa che accomuna gli scrittori esordienti – da quello che ho vissuto personalmente, dalle esperienze che ho sentito in questi anni, e da quello che ho imparato lavorando sui libri degli altri – è la fretta e un bel po’ di ambizione che sfocia in presunzione. La seconda ci starebbe anche, se però non andasse a braccetto con la prima, la fretta, che invece rende il connubio fastidioso per gli editori, e odioso per i critici. La fretta per uno scrittore o uno che vorrebbe diventarlo è deleteria. La fretta ti spinge tra le braccia dell’editoria a pagamento che nel 99 % dei casi ti rovina, perché ti porta a veder pubblicato “il più grande capolavoro del mondo” senza editing, senza revisioni, senza un minimo di critica costruttiva; e questo non serve a nulla. Chi crede che comunque un libro pubblicato anche solo da una casa editrice a pagamento faccia curriculum, si sbaglia; non sono quelle le cose che un editor e una casa editrice guardano. Il mio consiglio è aspettare, farsi leggere da più persone possibili che possano consigliare e indicare dove migliorare il proprio lavoro. Per fare seriamente questo lavoro bisogna avere solide basi di grammatica, sintassi e  un po’ di drammaturgia. Bisogna leggere tanto e ricacciare dentro la presunzione di essere migliori degli altri. Su nove casi su dieci non lo si è. Quindi: umiltà, pazienza, studio, preparazione e costanza. Queste credo che siano le strade che portano alla pubblicazione. Per lo meno per me e per parecchie persone che conosco sono state queste.
 

Questa citazione è tratta da un'intervista a Piergiorgio Pulixi.

Io dico che bisogna essere realisti. Pochissimi di noi arrivano a pubblicare con case editrici serie, pochissimi di noi sono in grado di scrivere, pochissimi di noi hanno storie che funzionano e che rispondono alle "esigenze" del mercato.

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6 minuti fa, Draka dice:

Questa citazione è tratta da un'intervista a Piergiorgio Pulixi.

Io dico che bisogna essere realisti. Pochissimi di noi arrivano a pubblicare con case editrici serie, pochissimi di noi sono in grado di scrivere, pochissimi di noi hanno storie che funzionano e che rispondono alle "esigenze" del mercato.

Sono molto d'accordo con l'intervista.

Infatti io sono contenta, anche di una valutazione negativa ma dove mi si danno consigli su dove migliorare e su cosa fare per scrivere meglio!

Questo aiuta molto chi vuole proseguire su questa strada!

 

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Adesso, Marco Scaldini dice:

@aleskiara

Nel campo delle profezie che si autoavverano non mi batte nessuno: mi sono già assegnato il Nobel per la letteratura (e pure un paio di volte, già che c'ero.) :D

 

:asd:

 

In realtà è molto più facile pensare "tanto fallirò" e avere un risultato aderente ai propri pensieri.

Perché se si parte convinti che qualunque cosa si faccia non servirà a nulla, si investono meno risorse, meno tempo e meno strategie efficaci in quello che si sta facendo.

Se invece si pensa che magari quello che si fa a qualcosa serve, si è portati ad agire in modo più strategico e il più delle volte questo porta a dei risultati.

Niente di campato in aria.

Una teoria psicologica verificata sperimentalmente.

 

 

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@aleskiara

La tua idea è valida, ragionevole e sostenibile. In un altro topic di questo forum (Perché provarci sempre e comunque) ho espresso un'idea diametralmente opposta (spero valida anch'essa), che ha suscitato però generale riprovazione: scrivere senza avere assolutamente in mente l'idea della pubblicazione, alla quale arrivare soltanto per serendipity. Ma mi sembra che stiamo andando OT in questa discussione e mi fermo qui.

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8 minuti fa, Marco Scaldini dice:

@aleskiara

La tua idea è valida, ragionevole e sostenibile. In un altro topic di questo forum (Perché provarci sempre e comunque) ho espresso un'idea diametralmente opposta (spero valida anch'essa), che ha suscitato però generale riprovazione: scrivere senza avere assolutamente in mente l'idea della pubblicazione, alla quale arrivare soltanto per serendipity. Ma mi sembra che stiamo andando OT in questa discussione e mi fermo qui.

 

Beh, io ho scritto tanto, per tanti anni, e tante cose, prima di sentire che quella particolare cosa li che avevo scritto volevo mandarla per il mondo.

Sono quindi d'accordo con quello che dici. Scrivere deve essere prima di tutto in piacere, una attività necessaria al nostro benessere (questo è per me) e magari solo poi, dopo, per altri motivi e in particolari momenti, può diventare l'idea di diffondere qualcosa...

 

Si...un po' Ot.

Chiudo anch'io.

 

Buon Pomeriggio! 

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Ospite Mirtillasmile
On 20/7/2016 at 12:39, Mirtillasmile dice:

@Marco Scaldini Ti sbagli. Due del WD sono stati messi sotto contratto. 

Ragazzi rettifico in parte l'affermazione.... Sono andata a rileggere tutta la discussione e mi sono accorta di aver ricordato male.

Uno o due ragazzi del forum, selezionati tramite invio spontaneo, hanno particolarmente convinto la CE che sta valutando se metterli sotto contratto oppure no.

Scusate :rosa:

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Ospite Mirtillasmile

Ragazzi aggiorno la mia posizione.

Oggi mi è arrivata la risposta...negativa! Comunque devo ammettere che seppur con un pò di rammarico, ma poi nemmeno tanto perché  mi rendo conto  che per essere pubblicati bisogna avere un grande potenziale, mi sono tolta un peso dal cuore.

Ringrazio vivamente la Baldini che si prende la briga di rispondere e ci considera e ringrazio @JaV, grazie a lui la CE ha una voce e un volto e non più quell'essere astratto, inavvicinabile.

Un in bocca al lupo a tutti gli utenti che sono ancora in corsa.

Forza Ragazzi!!!!!

 

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13 minuti fa, Mirtillasmile dice:

Ragazzi aggiorno la mia posizione.

Oggi mi è arrivata la risposta...negativa! Comunque devo ammettere che seppur con un pò di rammarico, ma poi nemmeno tanto perché  mi rendo conto  che per essere pubblicati bisogna avere un grande potenziale, mi sono tolta un peso dal cuore.

Ringrazio vivamente la Baldini che si prende la briga di rispondere e ci considera e ringrazio @JaV, grazie a lui la CE ha una voce e un volto e non più quell'essere astratto, inavvicinabile.

Un in bocca al lupo a tutti gli utenti che sono ancora in corsa.

Forza Ragazzi!!!!!

 

 

Quando l'avevi mandato?

Comunque questo è lo spirito giusto. Le CE fanno il loro lavoro. Noi il nostro. E non è neanche il discorso dell'essere "rifiutati" perché non capaci.

A volte semplicemente non si incontrano le due cose (nostro scritto e loro momento editoriale ad esempio).

L' importante è andare avanti. E magari provare altrove.

(y)

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Le grandi case editrici si contano sulle dita di una mano. Gli esordienti che vengono pubblicati da una big su quelle di una mano monca. Conviene già da subito mettersi l'animo in pace e orientarsi verso le piccole edizioni  non a pagamento.

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5 minuti fa, Marco Scaldini dice:

Le grandi case editrici si contano sulle dita di una mano. Gli esordienti che vengono pubblicati da una big su quelle di una mano monca. Conviene già da subito mettersi l'animo in pace e orientarsi verso le piccole edizioni  non a pagamento.

 

...e perché non l'una e l'altra? ;)

Io ho mandato ad entrambe le tipologie. Non mi aspetto niente. Ma voglio vedere che succede.

Buona Serata! 

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@aleskiara

Tentar non nuoce. O almeno non nuoce se non ci si fanno illusioni. Mi capita di leggere in questo forum sfoghi di giovani scrittori (categoria a cui non appartengo più per raggiunti limiti di età) da cui traspare un'autentica sofferenza per la delusione da rifiuto. Bisogna quindi essere ben solidi e saper superare la frustrazione. Ma come già accaduto, con il nostro scambio di idee andiamo un poco OT. Ciao.

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Ospite Mirtillasmile

@KATEUAN Anche tu? Anche a me è arrivata!

solo per curiosità quando avevi spedito?

Agguerite verso le altre Ce...:super:

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