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sybilvane

Baldini & Castoldi Editore

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@cinciallegra Che peccato, mi spiace!  Accidenti, la selezione è dura: comincia a venirmi un pò di strizza, tipo quella che provavo all'Università quando venivo esaminato. Posso chiederti di che genere era il tuo romanzo?  

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@Pulsar Grazie! Il mio romanzo immagina una società del futuro in cui gli "alieni" che vi compaiono sono una rappresentazione dell'essere straniero nel mondo contemporaneo. Un po' difficile da collocare, in effetti.: Blink :

Quindi non scoraggiarti!!!

Il tuo, invece di che genere è?

 

 

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Ho inviato a gennaio, ho chiesto cortesemente se la mia proposta fosse arrivata, ma nessuna risposta... arrivo alla conclusione che i traduttori siano una categoria che viene evitata come la peste... :(O_- In bocca al lupo a tutti! (y)

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@PeMo nessun pregiudizio verso i traduttori, anzi. Ma dedichiamo quella casella di posta, per quanto possibile, ai manoscritti. Tutte le altre richieste lì pervenute vengono smistate agli uffici di competenza, ma i tempi di risposta variano a seconda della coda più o meno lungo che si trovano ad affrontare poi.

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@JaV Grazie, Jacopo, per avermi risposto qui e al messaggio privato; non solo agli aspiranti scrittori prende lo sconforto, a volte, per i taciti rifiuti, ma anche ai tanti traduttori (categoria pesantissima, va detto... quel che è giusto è giusto!).

Purtroppo, senza agenti o una rete di contatti o referenti, spesso siamo costretti a prendere d'assalto le caselle dei Manoscritti o le più generiche "info@", soprattutto nel caso delle big... E quando intravediamo un interlocutore "in carne o ossa", la tentazione di chiedere se la nostra proposta è stata letta è forte...

Comunque grazie e tanto di cappello per la sua presenza e disponibilità in questo forum (preziosissimo anche per la mia categoria! (y))

Buon lavoro a tutti!

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Mi hanno rifiutato in soli 34 giorni... praticamente annusano il libro, invece di leggerlo.

 

"Gentile Alessandro,

siamo felici che abbia pensato a noi per il suo scritto, tuttavia dopo averlo attentamente considerato non riteniamo che possa trovare una collocazione all'interno del nostro piano editoriale.

 

Le auguriamo le migliori fortune editoriali e la ringraziamo per avere pensato a Baldini&Castoldi.

 

Cordialmente

La redazione"

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On 4/5/2016 at 23:26, cinciallegra dice:

@Pulsar oops, ho realizzato ora che  avevi scritto che il tuo romanzo è di fantapolitica in una galassia immaginaria... Tifo doppiamente per te!:)

 

Il mio è fantapolitica ma a Roma... nisba ;):(

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Mi spiace per il messaggio amaro di cui sopra, ma non si possono nè modificare nè cancellare...

Concludo dicendo che sicuramente tutti gli editori fanno una scheda a uso interno da una decina di righe, per giustificare un domani come mai non presero Harry Potter... sarebbe bello che inviassero quella, per quanto amarissima sia, piuttosto che quelle righe impersonali.

Almeno uno capirebbe quali sono i suoi difetti capitali ;)

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@Alessandro66 su come avvengono (almeno da noi) le selezioni ho risposto qualche giorno orsono, spiegando anche perché non siamo in grado di fornire singole schede di valutazione. Così come, mesi addietro, a chi si lamentava delle righe impersonali ho risposto che la riteniamo una forma di cortesia e di rispetto verso il lavoro intellettuale, quella di non prolungare l'agonia del dubbio. Da quale punto in poi vige la regola del silenzio/diniego? Sappiamo perfettamente quanto questo dubbio possa lacerare un aspirante autore, e preferiamo non sia così.

Quanto al rifiutare capolavori succederà, e probabilmente è già successo, ma fa parte del gioco, un gioco nel quale anche le valutazioni personali rivestono una componente fondamentale.

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Purtroppo la situazione è questa, i testi che arrivano attraverso gli invii spontanei vengono vagliati con estrema superficialità (non solo da B&C, lo fanno tutti) e vengono filtrati dall'addetto di turno senza che vengano letti. I manoscritti vengono setacciati a naso e attraverso le condizioni umorali del momento (ieri ho postato l'intervista all'editor di edizioni E/O "colpita" da una lettera di presentazione che diceva: questo è il mio testo. stop...). Che in Italia non si legga è un dato di fatto, che non "leggano" neanche gli editori è una constatazione ancor più amara (e paradossale se vogliamo).

 

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Da quanto ci ha spiegato gentilmente JaV, ricevono qualcosa come una quindicina di manoscritti al giorno. Di quelli fanno una prima scrematura basandosi sulla sinossi o poco più (niente scheda, quindi). Solo quelli selezionati vanno in lettura. E, comunque, mandare agli autori la scheda con le opinioni sincere della loro scrittura, quelle che servono a loro per la selezione, non credo sia una buona idea. Farebbero solo arrabbiare gli scrittori. Le case editrici non sono pagate per aiutarci  a migliorare: loro decidono quali romanzi pubblicare a loro insindacabile giudizio, visto che ci investono dei soldi.

L'unica cosa che credo sia giusto chiedere è che ci facciano la cortesia di rispondere in caso di esito negativo, in modo da ritener concluso l'iter. Ma va bene anche la risposta automatica.

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@bioseum non mi sembra questo il thread per discutere lo status dell'editoria italiana, bensì quello specifico di una casa editrice che, nei limiti delle proprie risorse (umane ma anche economiche, i lettori esterni non lo fanno pro bono) passa al vaglio quasi 500 manoscritti ogni mese. E non lo fa un "umorale addetto di turno", ma ci si dedicano a turno editor con esperienza pluridecennale e che, te lo posso assicurare, leggono eccome. A volte, purtroppo. Perché il rovescio della medaglia, quello di cui per cortesia o per pudore non parliamo, è l'enorme cumulo di sciocchezze ed oscenità (quello dove a volte si nasconde la pagliuzza d'oro) che siamo costretti a leggere.   

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10 minuti fa, cinciallegra dice:

 Le case editrici non sono pagate per aiutarci  a migliorare: loro decidono quali romanzi pubblicare a loro insindacabile giudizio, visto che ci investono dei soldi.

Grazie. Mi hai tolto le parole di bocca.

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@JaV Permettimi di dubitare. L'"enorme cumulo di sciocchezze ed oscenità" è la classica leggenda metropolitana. Il direttore editoriale di Sellerio diceva l'esatto contrario, ovvero che in ogni opera c'è della qualità intrinseca, bisogna solo essere abili a scovarla. È indubbio che un editore fa le sue scelte, e su questo non ci piove, credo che ogni autore sia consapevole che non possa far colpo su tutti, quello che ci si aspetta è un sistema di valutazione più accurato e professionale. Altrimenti dichiarate, con buona pace di tutti, che non prendete in considerazione i manoscritti (così come fanno molti altri editori).

Una curiosità: quanti ne selezionate ogni anno attraverso la casella dei manoscritti? 

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48 minuti fa, JaV dice:

@Alessandro66 su come avvengono (almeno da noi) le selezioni ho risposto qualche giorno orsono, spiegando anche perché non siamo in grado di fornire singole schede di valutazione. Così come, mesi addietro, a chi si lamentava delle righe impersonali ho risposto che la riteniamo una forma di cortesia e di rispetto verso il lavoro intellettuale, quella di non prolungare l'agonia del dubbio. Da quale punto in poi vige la regola del silenzio/diniego? Sappiamo perfettamente quanto questo dubbio possa lacerare un aspirante autore, e preferiamo non sia così.

Quanto al rifiutare capolavori succederà, e probabilmente è già successo, ma fa parte del gioco, un gioco nel quale anche le valutazioni personali rivestono una componente fondamentale.

 

Mi devo essere perso la risposta... grazie comunque per le spiegazioni :)

 

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@Alessandro66 Mi spiace tanto Alessandro. Quando ho postato la domanda specifica, il rappresentante di B&C si era detto incuriosito di una storia di fantapolitica ambientata nello spazio. Che l'ambientazione "extraterrestre" possa essere considerata un valore aggiunto? Faccio fatica a crederlo. Spero per te maggiore fortuna per il futuro. Io, come ho detto a Cinciallegra in un intervento precedente, comincio ad andare in fibrillazione, visto che ho spedito venti g.g. fa e tu ci informi di avere ricevuto risposta dopo poco più di un mese...

 

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@Alessandro66 Sono d'accordo con @cinciallegra , però, quando dice che rendere nota agli autori la scheda interna, che ha portato alla bocciatura di un testo, sarebbe solo un inutile seccatura per l'editore. Come cantava Pino Daniele, "ogni scarrafone è bello a mamma sua". Prova a riflettere: ricevere da un editor, il più delle volte uno sconosciuto, mai visto e mai sentito, poche righe in cui malauguratamente si leggesse qualcosa del tipo: "scrittura sciatta infarcita di errori grammaticali, storia banalotta e noiosa" desterebbe immediato sdegno in ogni aspirante scrittore. Almeno, a me farebbe scattare una rabbia solenne, penserei a tutto il tempo speso nella stesura della storia e, da quel momento in avanti,  il mio unico scopo nella vita sarebbe quello di difendere l'onore del mio "capolavoro" con continue punzecchiature, richieste di chiarimenti ecc. rivolte all'editore. 

Trovo che l'atteggiamento di B&C di dare una risposta chiara, seppure ciclostilata, alle proposte editoriali ricevute, sia lodevole (questo lo dico senza voler apparire ruffiano verso nessuno): sarebbe già una grande conquista se tutte le CE seguissero la stessa politica. 

Trovo, infine, che sarebbe veramente il massimo se tutte le CE, anche le "olimpiche", quelle che fanno i grandi numeri del mercato e cheappaiono irraggiungibili, potessero avere il tempo per partecipare al confronto con gli autori in siti ben organizzati come lo è WD? Impossibile? Può darsi, ma sarebbe bello. 

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15 ore fa, Pulsar dice:

@Alessandro66 Mi spiace tanto Alessandro. Quando ho postato la domanda specifica, il rappresentante di B&C si era detto incuriosito di una storia di fantapolitica ambientata nello spazio. Che l'ambientazione "extraterrestre" possa essere considerata un valore aggiunto? Faccio fatica a crederlo. Spero per te maggiore fortuna per il futuro. Io, come ho detto a Cinciallegra in un intervento precedente, comincio ad andare in fibrillazione, visto che ho spedito venti g.g. fa e tu ci informi di avere ricevuto risposta dopo poco più di un mese...

 

 

Il mio romanzo, contrariamente al classico "spero ci facciano un film", sarebbe adattissimo a farne una serie tv da vendere in tutto il mondo, perchè ci sono molti elementi che farebbero grande presa sul pubblico. E' una sorta di Romanzo criminale ambientato nella Roma del 2024.

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14 ore fa, Pulsar dice:

@Alessandro66 Sono d'accordo con @cinciallegra , però, quando dice che rendere nota agli autori la scheda interna, che ha portato alla bocciatura di un testo, sarebbe solo un inutile seccatura per l'editore.[...]

Trovo, infine, che sarebbe veramente il massimo se tutte le CE, anche le "olimpiche", quelle che fanno i grandi numeri del mercato e cheappaiono irraggiungibili, potessero avere il tempo per partecipare al confronto con gli autori in siti ben organizzati come lo è WD? Impossibile? Può darsi, ma sarebbe bello. 

 

 

Aiuterebbe a capire, però. Perchè se la storia è banale, la butti. Se è scritta male, la riscrivi da capo.

Sarebbe bellissimo, infatti.

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17 ore fa, bioseum dice:

@JaV Permettimi di dubitare. L'"enorme cumulo di sciocchezze ed oscenità" è la classica leggenda metropolitana.

Ti rispondo sinceramente: il tuo dubbio lo trovo poco garbato. Ti assicuro che non è una leggenda metropolitana, più della metà di quanto arriva nella nostra casella manoscritti è spam a tutti gli effetti. Sarebbe poco rispettoso postare qui solo uno stralcio delle cose che mi è capitato di leggere ieri pomeriggio, quindi non lo farò, ma se vuoi scrivermi in pm posso deliziarti con vasti esempi che metterebbero facilmente a tacere ogni tua obiezione.

 

 

17 ore fa, bioseum dice:

Il direttore editoriale di Sellerio diceva l'esatto contrario, ovvero che in ogni opera c'è della qualità intrinseca, bisogna solo essere abili a scovarla.

Lui la pensa così, ma siamo nell'ambito delle opinioni. Io rispetto ogni opera, e l'atto che ne soggiace alla creazione. Ma da qui ad arrivare a dire che in ciascuna vi sia della qualità dal mio punto di vista la strada è lunghissima.  

 

17 ore fa, bioseum dice:

Quello che ci si aspetta è un sistema di valutazione più accurato e professionale. Altrimenti dichiarate, con buona pace di tutti, che non prendete in considerazione i manoscritti (così come fanno molti altri editori).

Cosa dovremmo fare? formulare una scheda di lettura per ognuno dei libri che ci passano davanti? Investire ogni mese 25.000 € (perché di questo stiamo parlando) in giudizi di lettura su libri che sappiamo perfettamente non avere nessuna chance di arrivare a pubblicazione? Non capisco dove manchiamo di professionalità, perdonami. Nella soggettività del giudizio? Ogni giudizio editoriale, per quanto neutro e obiettivo possa essere, ha sempre una componente di soggettività, non esistono modelli matematici, algoritmi (e per fortuna!) che determinano la qualità di uno scritto. Esistono però valutazioni condivise, che sono quelle che noi facciamo sui testi che passano la prima scrematura e la selezione dei lettori esterni, e che comportano la lettura e la piena approvazione del testo da parte di tutti gli editor nonché una valutazione positiva da parte degli altri uffici della casa editrice.

17 ore fa, bioseum dice:

Una curiosità: quanti ne selezionate ogni anno attraverso la casella dei manoscritti? 

Nella narrativa bianca pubblichiamo circa 6 esordienti ogni anno (a cui aggiungerne altri 3/4 di genere), uno per ogno giro vendite, perché è quanto il mercato attuale ci consente. Per una casa editrice delle nostre dimensioni è cruciale poter sostenere ogni libro con volumi adeguati e con sforzi (stampa e marketing) commisurati, e non possiamo "buttare via" dei libri semplicemente immettendoli sul mercato. Pubblicare un libro non è attribuirgli un EAN.

Questi esordienti arrivano anche dalla casella manoscritti (ma non solo), nel 2016 saranno 5 quelli selezionati in questo modo, più altri che abbiamo contattato ma avevo già scelto altrimenti. Al momento ce ne sono circa un'ulteriore ventina che ci ha molto convinto (uno o due sono di utenti di WD), e sulla quale andremo a decidere nelle prossime settimane.

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1 ora fa, Alessandro66 dice:

 

Aiuterebbe a capire, però. Perchè se la storia è banale, la butti. Se è scritta male, la riscrivi da capo.

Sarebbe bellissimo, infatti.

Me ne rendo conto, e mi dispiace, ma esula dalle nostre possibilità (sia temporali che economiche).

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Chiedo scusa @JaV posso approfittare della gentilezza per chiedere se valutate anche romanzi per ragazzi, circa dagli 8 ai 12 anni, con eventuali illustrazioni interne? (non intendo albi illustrati, ma comunque un testo sulle 120000 battute). Ho seguito la discussione ma non ho trovato risposte chiare in proposito, e dato che il target ragazzi di solito è un settore a sé, ho pensato fosse meglio chiedere per risparmiare tempo io e farne risparmiare a voi :)

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@RitaM al momento non abbiamo collane dedicate all'infanzia; non escludo che però possa accadere in futuro.

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Ospite

Cerchiamo di recuperare il buon senso in questa conversazione. Io capisco il risentimento e la delusione per un rifiuto, ma credo si stia andando un po' troppo oltre qui e magari sono state dette a caldo cose che a freddo probabilmente non sarebbero state dette. Per una volta che c'è una persona corretta che risponde direttamente in modo gentile alle nostre richieste e che FA IL SUO LAVORO (differentemente da una buona parte di tutti gli altri) vediamo di non stressarlo troppo con lamentele che non portano a nulla. Detto questo, caro @JaV ogni tanto però cercate pure di selezionare qualche esordiente, sennò non vale ahahah ;-)

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