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sybilvane

Baldini & Castoldi Editore

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@Artemisia Winter abbiamo e avremo sempre di più tra le nostre proposte della buona narrativa "al femminile". Alcuni libri hanno vocazione più letteraria, altri più commerciale. Ma la chick lit in senso stretto è un genere che riteniamo molto ben presidiato da altri marchi, per cui continuiamo a passare la mano.

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1 ora fa, JaV dice:

@Artemisia Winter abbiamo e avremo sempre di più tra le nostre proposte della buona narrativa "al femminile". Alcuni libri hanno vocazione più letteraria, altri più commerciale. Ma la chick lit in senso stretto è un genere che riteniamo molto ben presidiato da altri marchi, per cui continuiamo a passare la mano.

Grazie JaV! In realtà il romanzo che avrei pronto non è un chick-lit, però è indiscutibilmente rosa : Queen :

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@Artemisia Winter firmerei con loro anche con la cataratta!

Anche in caso di rifiuto continuerò a considerare questa CE seria, professionale.

Pensa che nonostante sia una "blasonata" si mette a disposizione degli autori informandoli dell'esito, merce piuttosto rara in campo editoriale.

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Mi sembra un atteggiamento molto serio anche quello di stare qui ad interloquire con noi. Francamente non so in quanti altri lo avrebbero fatto, senza ritenerla una perdita di tempo.

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@Kenzo Kabuto guarda son talmente sfortunata (da leggersi sfig...), che sto al secondo piano, quindi lesioni guaribili entro 40 giorni! Ma sai, alla mia età, la rottura del femore potrebbe portare a complicazioni con esiti mortali, per cui, non perdo le speranze comunque!

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Salve a tutti. Approfitto della presenza e della cortesia mostrata dal rappresentante della Baldini & Castoldi in questa discussione per chiedergli: la vocazione generalista della vostra Casa Editrice vi consentirebbe di considerare anche un romanzo di fantapolitica ambientato in una galassia immaginaria? Chiedo perchè nella vostra collana non mi è sembrato di vedere nulla di simile. Sareste interessati a valutare? Grazie.

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Ho inviato l'opera via mail il 03 marzo. Il 18 aprile mi hanno risposto (negativamente, purtroppo...) in modo davvero garbato.

Hanno stile, anche nei rifiuti, per cui vanno comunque ringraziati.

Magari, chissà, tra qualche tempo proverò a contattarli ancora...

In bocca al lupo a voi, a loro e a me per il futuro!

 

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Io l'ho inviata il 1 marzo ma ancora non ho avuto risposta. Mi sa che se i tempi sono questi, (3 marzo - 18 aprile) tra poco la bocciatura arriverà anche a me!!!

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@Pulsar valutare, valutiamo tutto. Indubbiamente hai intrapreso una strada non facile, attraverso un campo minato in cui è facilissimo cadere in fallo. Però leggiamo con curiosità; anzi, forse, a maggior ragione.

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@simone volponi siamo curiosi e onnivori per natura: giusto oggi abbiamo messo sotto contratto uno straordinario esordio, che pubblicheremo nel 2017, ma nel frattempo ce ne saranno altri, tutti passati dalla casella manoscritti. Abbiamo pubblicato e pubblicheremo racconti, sebbene siano (soprattutto dai commerciali) considerati da molti un sottoprodotto editoriale, quando invece sono (e dovrebbero essere riconosciuti come tali) una straordinaria palestra per narratori. Il fantasy 'classico' (elfi/spadoni/eroi efebici etc...) non rientra al momento nelle nostre linee editoriali, ma nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo pubblicato almeno tre romanzi ascrivibili al genere fantastico, seppur declinato e modernizzato secondo modalità che sentiamo più affini alla nostra identità. 

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@JaV So di farti perdere un po' di tempo prezioso, ma non ho resistito: posso approfittare della tua disponibilità per chiederti qualcosa su cui credo qui siamo tutti un po' curiosi: come funziona da voi la selezione manoscritti? Avete dei lettori che fanno una prima scrematura e poi la passano a voi editor?

E quanta importanza hanno gli agenti letterari? Valutate prima le loro proposte? Avete degli agenti di fiducia?

Immagino che ogni casa editrice abbia i suoi metodi.

 

Grazie! :)

 

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Ti rispondo in modo schematico alle domande che mi poni:

  • La prima scrematura viene fatta dagli editor che tra i 4/500 manoscritti che riceviamo ogni mese individuano quelli che a loro avviso meritano un passaggio in lettura esterna; considerando che una lettura esterna ha un costo non sarebbe sostenibile inviare tutto. Sulla base delle schede di lettura che poi si ricevono viene deciso cosa accede alla, chiamiamola così, terza fase. Ovvero la lettura da parte di tutti gli editor interni. Qualora il giudizio sia unanimemente positivo, e una proposta ci convinca sotto ogni aspetto, letterario quindi ma anche commerciale, il testo viene sottoposto all'editore, che ha l'ultima parola in merito.
  • Gli agenti sono preziosissimi collaboratori di ogni casa editrice. Riceviamo periodicamente le loro proposte, e le valutiamo sapendo che un primo, severo lo vaglio lo hanno già passato. Ovviamente è una categoria dove ogni editore, in funzione del proprio piano editoriale, ha interlocutori privilegiati, spesso in coloro che hanno un roster di autori affine. 

Se hai altre domande rispondo volentieri.

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23 minuti fa, JaV dice:

Ti rispondo in modo schematico alle domande che mi poni:

  • La prima scrematura viene fatta dagli editor che tra i 4/500 manoscritti che riceviamo ogni mese individuano quelli che a loro avviso meritano un passaggio in lettura esterna; considerando che una lettura esterna ha un costo non sarebbe sostenibile inviare tutto. Sulla base delle schede di lettura che poi si ricevono viene deciso cosa accede alla, chiamiamola così, terza fase. Ovvero la lettura da parte di tutti gli editor interni. Qualora il giudizio sia unanimemente positivo, e una proposta ci convinca sotto ogni aspetto, letterario quindi ma anche commerciale, il testo viene sottoposto all'editore, che ha l'ultima parola in merito.
  • Gli agenti sono preziosissimi collaboratori di ogni casa editrice. Riceviamo periodicamente le loro proposte, e le valutiamo sapendo che un primo, severo lo vaglio lo hanno già passato. Ovviamente è una categoria dove ogni editore, in funzione del proprio piano editoriale, ha interlocutori privilegiati, spesso in coloro che hanno un roster di autori affine. 

Se hai altre domande rispondo volentieri.


@JaV mi permetto anche io di chiedere un ulteriore chiarimento, avendo comunque già trovato molto utili le informazioni sopra esposte. La vostra casa editrice che politica attua sull'editing dei manoscritti che vi vengono presentati? Mi spiego meglio.
Solitamente per un esordiente è difficile presentare ad una casa editrice un manoscritto "pulito" e alcune realtà editoriali non prendono nemmeno in considerazione tali opere senza che sia stato fatto almeno un intervento di editing  (e non parlo di semplice correzione di bozze, ma vero e proprio editing con costi non indifferenti per un esordiente). 
Da qui la richiesta di chiarimento, per capire se la casa editrice interviene attivamente o meno, sperando di essermi spiegata bene. Grazie :) 
 

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@JaV Grazie mille, sei stato più che esauriente! E molto gentile. A volte si fanno tante illazioni e ci si chiede il perché di tempi di attesa così lunghi. Vedendo il lavoro che ci sta dietro (e il dover vagliare 500 manoscritti al mese) certo che si capisce meglio il problema.

Grazie. :)

 

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@ForVane ci tengo a fornirti una risposta che però è espressione di un pensiero personale, non di una linea guida dettata dalla casa editrice. Ritengo che per chi fa davvero questo mestiere sia inevitabile avere una propria visione personale, e quindi si è portati a vedere il processo di editing come qualcosa di naturale ed ovvio. I libri che abbiamo scelto tra i manoscritti, negli ultimi anni, non li abbiamo certo scelti per la loro maturità stilistica o per la perfezione formale, ma perché ci trasmettevano qualcosa di potente; a livello linguistico, di plot, di sceneggiatura, o anche solo perché dietro ad orribili pastiche intravedevamo un'idea grandiosa. Ma questo non vale solo per i manoscritti. 

Le mani si mettono anche nei libri che arrivano dagli agenti, o da grandi autori. Quella tra autore ed editor è una delle collaborazioni più simbiotiche che possano esistere; la fiducia reciproca è fondamentale, così come lo è, da parte di entrambi, l'apertura mentale per riuscire a portare una storia verso la strada che ci indicherà lei stessa, senza seguire rigidamente il binario che ci si era costruiti dinnanzi.

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