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Booktrailer, una moda o marketing intelligente?

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Ospite

@Alexander91

Il tuo punto di vista è molto interessante ma al momento mi soffermerei su una tua domanda:

 

 

E allora tornando IT: il booktrailer (anche allegabile all'ebook come anche no) è una nuova possibilità introdotta dal digitale, ma risponde ad una reale necessità?

 

L'editore e l'autore hanno bisogno di "arrivare" anche a tutte quelle persone che non leggono ma utilizzano altri tipi di applicazioni e quindi abbiamo questo tipo di marketing definito "intelligente", viceversa, chi non ha bisogno di questa "versatilità" del prodotto, può continuare a seguire le proprie abitudini "adeguandosi". Lo scopo ultimo è sempre quello di "un invito alla lettura" e tutti gli sforzi in questo senso per me sono ben accetti.

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@Alexander91

Il tuo punto di vista è molto interessante ma al momento mi soffermerei su una tua domanda:

 

 

E allora tornando IT: il booktrailer (anche allegabile all'ebook come anche no) è una nuova possibilità introdotta dal digitale, ma risponde ad una reale necessità?

 

L'editore e l'autore hanno bisogno di "arrivare" anche a tutte quelle persone che non leggono ma utilizzano altri tipi di applicazioni e quindi abbiamo questo tipo di marketing definito "intelligente", viceversa, chi non ha bisogno di questa "versatilità" del prodotto, può continuare a seguire le proprie abitudini "adeguandosi". Lo scopo ultimo è sempre quello di "un invito alla lettura" e tutti gli sforzi in questo senso per me sono ben accetti.

Non lo so, mi sembra che parli in poche righe di due cose differenti. Ovvero, io direi che l'editore e l'autore hanno bisogno di "arrivare" anche a tutte quelle persone che non leggono ma utilizzano altri tipi di applicazioni, sì, ma perché?

Per vendere il libro, quel libro lì in particolare, il Mille canarini di Tizio Tazio della Fringuelli Editore e nient'altro (se non al massimo altri libri del medesimo autore o della medesima CE). Detta brutalmente, in un'ottica di marketing, che il lettore legga il libro conta solo fino a un certo punto: la cosa fondamentale è che lo compri e continui a comprare libri di quella CE e di quell'autore. L'importante quindi non è far leggere, ma vendere. Vendere a chiunque, perché c'è crisi e non ci sono più tutti i lettori 'normali' di una volta: mi chiedo cosa succederebbe se i lettori abituali fossero tanti da permettere alle CE di campare tranquillamente solo su di loro.

Se invece parliamo di 'invito alla lettura', parliamo di prendere una persona che non legge praticamente nulla e di avvicinarla alla lettura in generale, non a questo o quel libro lì in particolare. E' una cosa profondamente diversa.

I nuovi media digitali possono essere efficaci forse per entrambi gli scopi (quantomeno per il fatto che si basano su qualcosa che il non-lettore da accalappiare usa abitualmente), ma io non ammanterei il tutto di buone intenzioni. Che non ci sono. Detta brutale: il booktrailer non è una pubblicità progresso. Il brooktrailer è marketing, deve vendere, a priori di tutto, a priori degli interessi dell'acquirente, a priori della qualità del prodotto, a priori delle buone intenzioni e della filantropia.

 

Ammessa quindi l'utilità di certi contenuti multimediali come il booktrailer esclusivamente per catturare nuovi lettori in quella folla di altrimenti non-lettori, è evidente anche la crisi 'letturaria': ovvero i lettori abituali, i cosiddetti lettori forti (ma anche solo chi legge due, tre libri l'anno massimo) non bastano più agli editori per campare (non parlo degli autori, perché neanche Baricco campa della sua stessa scrittura, a momenti).

E' una crisi: è un momento in cui la cultura si sta riassestando e (forse) si sta spostando su altri orizzonti diversi dalla lettura a scopo ricreativo (che in sé per sé non vuol dire niente, come l'antichità dimostra: ci sono tanti modi di ricrearsi culturalmente).

Sarò pure un po' fatalista, ma se, come penso, la crisi letturaria non ha niente a che vedere con la crisi dei valori, ma con altro, con innovazioni (il digitale ne è una) che sono inarrestabili, inesorabili ed irreversibili, a me tutta 'sta storia sa solo di canto del capro che sta per essere sgozzato (sic). E allora sgozziamolo, dico io, facciamolo a pezzi, bruciamone un quarto e mangiamo il resto.

Detta con un'espressione meno ardita e più conosciuta, è una battaglia contro i mulini a vento: voglio dire, le librerie ci sono, sono lì, per il corso, al centro commerciale, sono (o almeno erano) aperte, tutti ci passiamo davanti; per 13 anni di scuola veniamo tartassati di letteratura italiana e straniera da studiare; tutti sappiamo cos'è un libro, cosa sono le poesie, i racconti e i romanzi e tutti sappiamo che può essere piacevole leggere. Non è un mistero eleusino che dobbiamo prendere la gente che non legge mai e iniziarla alla lettura. Voglio dire: se la gente non legge, è perché non vuole, non perché non c'ha il booktrailer a convincerli. E sulla assoluta bontà di chi vuole attingere anche a questo non-target, ho i miei dubbi: vogliamo 'invitare' la gente alla lettura? Prendiamo il tempo che ci vuole a fare un book-trailer e invece scriviamoci un racconto e distribuiamolo gratuitamente: appendiamolo in un'aula scolastica o distribuiamolo in un ufficio o diamolo assieme alle prevendite delle discoteche, e magari, se l'intento è sempre anche di farsi pubblicità, mettiamo anche il nome dell'autore e i titoli dei suoi libri, cosicché a chi è piaciuto saprà cosa comprare.

Ok, magari anche questa è una scemenza, ma sempre per ribadire il concetto: il booktrailer come idea è un po' un grosso meh.

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Ospite

Riprendo parte del tuo commento per spiegare meglio le mie riflessioni:

 

 

Per vendere il libro, quel libro lì in particolare…

 

No, io non mi soffermerei sul libro di Tizio Tazio della Fringuelli Editore, che può non interessare a nessuno, il discorso verte sull’utilizzo del booktrailer, coinvolge tutti i libri e quindi non uno solo in particolare. Quando, invece, parliamo di lettori e di “intercettare” anche quelli che potenzialmente non lo sono, si fa ricorso a strategie diverse, perché un libro non è solo un testo scritto, può essere una graphic novel, un film, un corto, un trailer, può essere rappresentato in musica e ecc. In termine di marketing significa “essere presenti” per un più ampio numero di “clienti” e conseguentemente questo comporta uno sviluppo maggiore del libro.

 

 

Se invece parliamo di 'invito alla lettura', parliamo di prendere una persona che non legge praticamente nulla e di avvicinarla alla lettura in generale, non a questo o quel libro lì in particolare.

 

E poi:

 

 

Voglio dire: se la gente non legge, è perché non vuole, non perché non c'ha il booktrailer a convincerli.

 

Non lo sappiamo perché la gente non legge, la “pubblicità” cerca di andare in più direzioni, poi, se raggiunge o no, il suo scopo e tutto da verificare. Intanto esistono dei concorsi per booktrailer che possono aiutare piccoli registi, grafici, compositori e ecc., aiutando altre sfere, dando vita a un altro tipo di mercato, questo conseguentemente aiuta anche il libro, dandogli maggiore visibilità e quindi più attenzione, quello che vorrebbero tutti gli appassionati.

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No, io non mi soffermerei sul libro di Tizio Tazio della Fringuelli Editore, che può non interessare a nessuno, il discorso verte sull’utilizzo del booktrailer, coinvolge tutti i libri e quindi non uno solo in particolare.

 

Coinvolge tutti i libri, ma in quanto singoli libri, non in quanto libri in generale: rimarrà sempre il fatto che il singolo booktrailer verte sul singolo libro (o, alla meglio, sul singolo autore)...

 

In termine di marketing significa “essere presenti” per un più ampio numero di “clienti” e conseguentemente questo comporta uno sviluppo maggiore del libro.

 

Concesso, ma lo sviluppo maggiore del libro sarebbe solo un effetto collaterale, un obiettivo secondario, ergo io non lo darei così per scontato: magari convincerà molti a comprare un libro, ma sarei curioso di vedere quanti cambieranno le proprie abitudini e lo leggeranno e continueranno a leggere libri invece di fare quello che facevano prima. Ovvero, Pinca, che abitualmente non legge nulla più lungo di un tweet, vede il booktrailer del libro di Tizio Tazio (non ho idea di dove lo veda, perché su internet non le trovi le cose se non le cerchi e se non compri libri abitualmente non capisco da dove ti possano uscire i booktrailer, ma assumiamolo pure, ai fini della discussione): il trailer è bello, ben fatto e la convince a comprare il libro. Lo lascia da qualche parte, sta per mettersi a leggere, quando si ricorda che doveva parlare con Berta su Facebook e già che c'è si mette a leggere i post delle sue pagine preferite, a tirare qualche commento a caso e a fare shopping online (abbigliamento et similia, non libri). Quando finalmente ha finito, guarda l'orologio e si accorge che è in ritardo per la palestra: si cambia in tutta fretta, prende il borsone ed esce. Ritorna dopo tre orette, si cambia, si fa bella ed esce a cena con Claudio/Claudia (o col gruppo di amici) e poi magari, visto che è weekend e domani non si lavora, tutti in discoteca fino alle quattro del mattino (o a casa di Claudio/Claudia). Oppure, se è infrasettimanale, a letto presto, al massimo a chiacchierare di nuovo su facebook, perché domani si lavora. C'è poi da andare in centro, a fare spesa, rassettare casa et cetera, ma anche dedicarsi a qualche hobby che coltiva già da tempo e che occupa gran parte del tempo libero di Pinka: pittura, giardinaggio, volontariato et cetera. Insomma, Pinka continua imperterrita con le sue abitudini (che si sa, son difficili da vincere) e il libro di Tizio Tazio manco lo apre.

Perdonami se mi sono dilungato con questo esempio, ma era evidente che c'era bisogno di essere ancora più espliciti e chiari per evidenziare quale secondo me è il problema. Ribadisco quindi: la gente sa cosa sono i libri e sa che può essere piacevole leggerli. E' palese allora che non è che non leggono perché non c'hanno i booktrailer.

 

Non lo sappiamo perché la gente non legge, la “pubblicità” cerca di andare in più direzioni, poi, se raggiunge o no, il suo scopo e tutto da verificare.

 

Beh, un pochino lo sappiamo: diamine, non siamo davvero saggi rinchiusi in una torre d'avorio: basta guardare quello che fa abitualmente il nostro vicino, amico, parente, collega, compagno di scuola per capire perché non legga. E' un fenomeno immanente, si può osservare e con grande facilità. E allora mi pare un pochino stupido (o disperato) andare alla cieca senza prima analizzare il problema, fare ipotesi e capire perché la gente non legge: come fai a farli leggere altrimenti se non sai cos'è che glielo impedisce? E allora, dopo un'indagine del genere, si potrebbe fare un booktrailer (o una qualunque azione promozionale) mirata a far leggere di più, non solo a far comprare di più. Perché, ribadisco, lo scopo per cui viene prodotto e progettato e pensato, influenza inevitabilmente la forma e il contenuto stesso di un prodotto. Se ci pensi, facciamo mille volte questo ragionamento per i libri stessi: a maggior ragione dovremmo farlo per i mezzi con cui vogliamo promuoverli.

 

Intanto esistono dei concorsi per booktrailer che possono aiutare piccoli registi, grafici, compositori e ecc., aiutando altre sfere, dando vita a un altro tipo di mercato, questo conseguentemente aiuta anche il libro, dandogli maggiore visibilità e quindi più attenzione, quello che vorrebbero tutti gli appassionati.

 

Nell'era del marketing, di internet e del multimedia non mi sembra che queste categorie manchino un mercato: il loro espandersi in quello letterario non è una reale loro necessità, ma è dettata dall'espandersi del digitale anche nel mercato letterario (come dicevo sopra, si sperimenta l'innovazione su tutto, poi il tempo dirà dove funziona e dove non funziona). Per dire, non è che queste categorie in teoria facciano la fame; in pratica, se la fanno, è perché o c'è molta concorrenza, o perché c'è 'la crisi', o perché, pur essendo in un mercato particolarmente ampio ed in crescita, la massa di loro sono l'ultima ruota del carro e vivacchiano, campano alla giornata.

Non è quindi che il loro settore abbia tutto 'sto bisogno di aiuto. E anche fosse, se un settore non funziona c'è un perché: o si comprende il perché e si adotta una soluzione mirata (e il doping economico, il far sviluppare un settore a forza, senza che vi sia una reale tendenza nella società che lo motivi, non lo è), oppure, se dobbiamo fare beneficenza nel nome della cultura, beh, ci sono sempre i beni culturali che in Italia sono in uno stato pietoso (ma volendo anche le scuole, ma volendo anche altre problematiche come la sanità, il disavanzo sociale et cetera). Insomma, non siamo in un'economia socialista in cui il settore in difficoltà va aiutato perché sì. Nella nostra economia il settore in difficoltà crepa e basta: investire bisogna invece in quei settori che mostrano una naturale tendenza a crescere e questo non solo genera un reale profitto e un mercato autosufficiente, ma anche posti di lavoro per quelle persone che l'hanno perso o non lo trovano più nel settore che è crepato. Questo per contestare la motivazione che dai, perché, al contrario, io non penso che registi grafici e compositori in sé per sé facciano parte di un settore in deperimento.

E' un settore in crescita, e possiamo in effetti investirci in quanto tale, ma, ripeto, non credo che questo da solo possa fare gli interessi sul lungo termine del settore editoriale e degli autori: non è con musichette e lucine che la gente cambia abitudine dall'oggi al domani e, sul lungo termine, potrebbe risultare solo in una grossa buttata di soldi fuori dalla finestra per tutti (per gli editori, per gli autori, per i lettori).

 

E poi arriviamo a due questioni fondamentali.

1) I costi. Come si riflettono sul prezzo di copertina? Come li ammortizziamo? Coi lettori in più (e su questo allora si veda la domanda due)? No, perché io che, seppur poco, leggo e leggo e ho sempre letto senza alcun booktrailer o contenuto extra audio/video, mi irriterei non poco a dover sborsare anche solo un euro in più a libro per qualcosa che non ho chiesto, non voglio e non ho voluto e che, come mi pare di aver dimostrato in linea teorica, non è necessario in quanto non risolve il reale problema. E se mi trovo un ebook formattato alla Picasso dall'editing inesistente perché l'editore ha voluto investire i due centesimi che aveva sul booktrailer, beh, io sicuro avrò un motivo in più per non leggere.

Non è solo per l'euro in più (io non faccio testo, ché i marchigiani a volte son peggio di ebrei e scozzesi, ma magari per qualcuno è davvero questione di rinunciare ad una cena fuori o a una birra con gli amici per poter leggere quei pochi libri l'anno), ma è proprio una questione di principio.

2) Questi lettori in più, come li raggiungiamo? Perché questo punto sinora l'abbiamo sempre accennato senza che nessuno desse mai una reale soluzione. Perché il booktrailer non è dotato di vita propria: non è che prende e va da solo a bussare alle porte della gente.

 

Ragioniamo allora un momento su quest'ultimo punto.

Parliamo di un trailer: quindi c'è bisogno di un mezzo che permetta la trasmissione e la riproduzione audio/video (o anche solo uno dei due). Abbiamo quindi: radio, cinema, televisione. Li dobbiamo scartare a priori però, causa costi che non possono essere sostenuti da chiunque (se non da una big, ma allora il booktrailer diventa non qualcosa di utile e positivo per tutti i libri, ma solo un mezzo di marketing delle big).

 

Siccome ancora la telepatia non l'abbiamo sviluppata, rimane internet.

Ora, il problema di internet, come più volte ribadito, è che se una cosa non la cerchi tu, allora non la trovi. Se non sono un lettore abituale, se non faccio mai ricerche correlate alla lettura e all'editoria, se non visualizzo mai volontariamente contenuti del genere, essi non mi compariranno neanche tra i suggerimenti o tra gli annunci sui siti o sui social.

Anche se metto il booktrailer su youtube, sempre che dovrò fare una ricerca in qualche modo correlata per farlo saltar fuori.

Insomma, a grandi linee, un booktrailer caricato e diffuso su internet non raggiungerebbe praticamente nessuno se non quelle persone che già di leggono. Dobbiamo in effetti ricordarci che noi che stiamo qui a parlare siamo questi ultimi, quelli che leggono: dobbiamo invece pensare a tutto l'affare nei termini di quelli che non leggono e questi, visto che, per definizione, non leggono, non fanno mai neanche ricerche correlate ai libri, all'editoria et similia.

 

E allora possiamo stare a fare tutti i ragionamenti che vogliamo e discutere di marketing quanto vogliamo, ma se, come si è detto, l'utilità del booktrailer sta nell'avvicinare alla lettura chi normalmente non legge e se il booktrailer è impossibilitato a raggiungere esattamente queste persone, se ne deduce che il booktrailer risulta, di fatto, inutile.

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Io quello che non capisco è perché bisogna vendere un rene per un book-trailer se lo scopo è quello di essere presenti su Youtube e simili. Tanto vale montare un semplice video-locandina di pochissimi secondi in cui si riportano copertina e info necessarie a far capire di che libro si tratta; per quanto mi riguarda sarebbe molto più utile una cosa del genere che un video allietato di musiche epiche e immagini di cui (francamente) non me ne importa niente.

 

Tanto questi utenti intercettati non lo leggeranno mai se non sono interessati alla lettura, puoi buttarci dentro tutti i vfx e le frasi a effetto che vuoi. Non arriveranno neanche a vedere il video, perché nessuno si cerca la pubblicità da solo. Youtube ha un sistema di feed -così come il web intero ormai- che funziona in base ai tuoi interessi, a quello che cerchi, ai siti che visiti, eccetera; quindi se non ti sei mai interessato di libri in vita tua, difficilmente capiterai nei trailer: ci arrivi se conosci già il libro.

Questo comunque è un discorso un po' campato perché se continuiamo a parlarne contribuiamo a diffondere il fenomeno; e infatti la mia profezia è che in futuro ogni libro sarà accompagnato, oltre che dalla copertina, anche dal suo book-trailer, che diventerà immancabile. Proprio come succede con la musica; passata dall'essere trasmessa in radio, alle clip-video per attirare i più.

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Ospite

Mi ero un po’ perso questo topic.

Credo che molte CE fanno uso dei booktrailer perché ne traggono un profitto. Stephen King, prima citato, non ha bisogno di questi mezzi per vendere i suoi libri, eppure, anche lui ricorre a questo tipo di promozione. Il caso invece dell’utilizzo di Manuela Arcuri, se non è proprio rivolto ai lettori, a chi secondo voi vuole inviare il suo messaggio? Un testimonial di un certo livello, può richiamare anche quelli che si definiscono “lettori non abituali”. In definitiva, il booktrailer svolge il suo compito e non è, per tutte queste persone, inutile. Ho scoperto

da poco che oltre alle recensioni “scritte” esistono anche quelle “video”…

 

 

nessuno si cerca la pubblicità da solo.

 

Dipende… molte cose che reputiamo inutili ci vengono proposte continuamente e quando ci interessano andiamo a cercare i vari spot.

 

 

Io quello che non capisco è perché bisogna vendere un rene per un book-trailer se lo scopo è quello di essere presenti su Youtube e simili.

 

Per realizzare un booktrailer non sempre occorrono spese ingenti, ma almeno un prodotto che non rechi un danno al libro perché scadente.

 

 

la mia profezia è che in futuro ogni libro sarà accompagnato, oltre che dalla copertina, anche dal suo book-trailer, che diventerà immancabile. Proprio come succede con la musica; passata dall'essere trasmessa in radio, alle clip-video per attirare i più.

 

Una profezia molto più reale di quanto si pensi, non capisco però perché quest’ostilità? Un’avversione più da lettore o autore? In entrambi i casi sono “strumenti” in più per la promozione, liberi di utilizzarli o meno.

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Credo che molte CE fanno uso dei booktrailer perché ne traggono un profitto. Stephen King, prima citato, non ha bisogno di questi mezzi per vendere i suoi libri, eppure, anche lui ricorre a questo tipo di promozione.

Ne fanno uso perché i lettori si stanno pian piano spostando sul digitale. Stephen King lo ha fatto perché se lo può permettere.

 

 

In definitiva, il booktrailer svolge il suo compito e non è, per tutte queste persone, inutile.

Sí ma non tira in fatto di vendite. Può essere utile per fare bella figura nelle presentazioni.

 

 

Dipende… molte cose che reputiamo inutili ci vengono proposte continuamente e quando ci interessano andiamo a cercare i vari spot.

Il book-trailer dovrebbe incuriosire chi lo vede, portandolo poi a cercare informazioni sul libro. Non viceversa!

 

 

Per realizzare un booktrailer non sempre occorrono spese ingenti, ma almeno un prodotto che non rechi un danno al libro perché scadente.

E poi come lo si diffonde? In tv è già stato ampiamente spiegato perché non vale la candela; nel web servirebbe renderlo virale, ma anche qui bisogna investire delle belle somme. In qualunque caso devi comunque spendere per avere dei risultati discreti.

 

 

Una profezia molto più reale di quanto si pensi, non capisco però perché quest’ostilità? Un’avversione più da lettore o autore? In entrambi i casi sono “strumenti” in più per la promozione, liberi di utilizzarli o meno.

Piú che ostilità è scetticismo il mio. Non vedo il book-trailer come una reale fonte di vendite. Io leggo in digitale, ma non sono mai venuto a conoscenza di un libro grazie a un book-trailer (e non ne sento il bisogno) figuriamoci acquistarlo.

Poi il "fenomeno" esiste da piú di dieci anni, non è che sono stati inventati l'anno scorso. Abbiamo mai visto un incremento di lettori? Dal 2013 a oggi si contano sempre meno persone che leggono libri; anche i lettori occasionali sono diminuiti; c'è un aumento del digitale che comunque non attribuirei ai trailer.

Sono il primo ad alzare le mani qualora la profezia si avverasse in positivo. Qualunque modo è ben accetto per avvicinare altre persone alla lettura; anche se secondo me questi spot dovrebbero distinguersi di piú dai comuni trailer cinematografici anziché emularli di sana pianta.

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Ospite VirginiaW

su ibs, per dirne una, a fianco di ogni libro c'è la possibilità di visionare il booktrailer. mi sembra una buona idea, io li guardo! :)

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su ibs, per dirne una, a fianco di ogni libro c'è la possibilità di visionare il booktrailer. mi sembra una buona idea, io li guardo! :)

Sì, ma guardi solo quelli di cui comunque hai già trovato il libro: ergo non aiutano a migliorare la visibilità dell'opera.

E poi... poni che ci sia un estratto o un'anteprima oltre al booktrailer: compri senza leggerti l'estratto basandoti solo sul booktrailer?

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su ibs, per dirne una, a fianco di ogni libro c'è la possibilità di visionare il booktrailer. mi sembra una buona idea, io li guardo! :)

Sì, ma guardi solo quelli di cui comunque hai già trovato il libro: ergo non aiutano a migliorare la visibilità dell'opera.

E poi... poni che ci sia un estratto o un'anteprima oltre al booktrailer: compri senza leggerti l'estratto basandoti solo sul booktrailer?

 

 

in effetti io la pensavo come operazione pubblicitaria, anche se si chiama B.-Trailer..

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Ospite VirginiaW

 

Sì, ma guardi solo quelli di cui comunque hai già trovato il libro

 

Assolutamente.

Ma secondo me è un valore aggiunto e prima o poi diventerà imprescindibile.

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Sì, ma guardi solo quelli di cui comunque hai già trovato il libro

 

Assolutamente.

Ma secondo me è un valore aggiunto e prima o poi diventerà imprescindibile.

 

Mah, un vezzo più che un valore aggiunto: un libro è fatto di parole scritte. Un booktrailer non può dirmi nulla sulla qualità del libro che non possa dedurre da un estratto e da una sinossi (anzi, dice qualcosa di meno), né aggiunge valore al libro: non può, semplicemente, non è il suo scopo. Contenuti extra che aggiungerebbero valore al libro potrebbero essere appendici, prefazioni, introduzioni, audio, ma lo scopo di un booktrailer è pubblicizzare il libro e, come detto, questo scopo non lo può raggiungere per i limiti del mezzo che abbiamo già esposto. Un vezzo, soldi e tempo buttati insomma: vogliamo aggiungere valore al libro? Facciamo un editing fatto bene, oppure spendiamo tempo come autori a studiare per scrivere meglio cose più interessanti. Perché se trovo un libro con un bel booktrailer, ma poi lo vado a leggere ed è mediocre, l'autore e la CE non fanno esattamente una bella figura.

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Vi propongo uno spunto su cui meditare,  una visione dell'utilità del book-trailer dalla parte del lettore puro, cioè non contaminato da velleità di pubblicazione, quindi meno soggetto a suggestioni promozionali per se stesso.

 

Si tratta di una discussione aperta pochi giorni fa in un gruppo di Gooreads:

https://www.goodreads.com/topic/show/15061149-booktrailers-secondo-voi-hanno-un-senso

 

La sostanza è che diversi lettori non ne conoscevano nemmeno l'esistenza e per gli altri (ma anche per costoro una volta scoperto di cosa si tratta) il booktrailer serve a ben poco, al limite lo si vede dopo aver letto il libro. 

Modificato da Tagliacarte

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Ci vorrebbe un "aggregatore" di book trailer, ovvero uno spazio in cui, divisi per genere, il lettore va e sceglie il prossimo libro leggendo una scheda e visionando il trailer dei vari libri esposi.

 

Qualcosa tipo quei siti dove vengono schedati i vari film, l'utente sceglie il titolo e visiona i contenuti associati: scheda, attori, trailer, opinioni ecc.

 

Oppure potrebbe essere una funzione da aggiungere a posti tipo Goodreads che sono già completi e già seguiti dai lettori.

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attualmente è un vezzo, come è stato detto.

Io ne ho fatto realizzare uno così per divertimento mio e di chi l'ha fatto. Anche carino, pur parlando di una cosa non professionale. Ma se dovessi dare un valore in base al ritorno non ci investirei un solo euro.

 

Detto questo qualche booktrailer io lo guardo, ma non è certo il booktrailer quello che mi convince a comprare il libro.

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non ho mai visto un  booktrailer,  e ho letto i vostri commenti con interesse,  credo anche io che se fatto bene possa essere un aiuto per il libro, ma il punto è.... che bisogn anche permettere alle persone di vederli un  pò come i vari spot che si trovano da per tutto se sono relegati solo in alcuni ambiti, allora tanto vale non farli perchè non servirebbero allo scopo

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Confermo che si tratta più di un vezzo che di un valido strumento di marketing. Io ho impiegato tutte le vacanze di Natale dell'anno scorso a realizzare il booktrailer del mio romanzo e non credo sia servito a rilanciare le vendite. E' un prodotto carino da fare, ma dispendioso di tempo e, a volte, di denaro. Non credo che valga la pena realizzarlo. Meglio puntare su altri strumenti.

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Io mi sono fatta un booktrailer con movie maker. Ho messo delle foto fatte da me, frasi che incuriosissero riguardo al libro, un sottofondo musicale che possiedo, ma di cui non ho dovuto pagare i diritti, perché l'ho messo su You Tube, dove non è necessario. Dura due minuti. Non credo mi sia servito a vendere molte più copie, ma per esempio, ho mandato il link per mail ad amici e conoscenti a cui sarei stata in imbarazzo a dire: ho pubblicato un libro. E l'ho messo su facebook. Non ho speso nulla, rispecchiava quello che volevo dire col libro e mi sono divertita. E, fatto così, è molto facile da realizzare

timelinewatch?v=Jq2ybHjmuUQ

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Un vezzo?

Se pensate sia tale non credo vi convenga averne uno.

Mi ricorda tanto quell'azienda che ha sentito dire che al giorno d'oggi bisogna avere una pagina FB. Vai a vederla e l'aggiornamento è fermo al 2006.

 

Il booktrailer è uno strumento.

Al pari di una penna. Puoi usarla per scrivere " Giuseppe è f..." sui muri dei bagni pubblici oppure Guerra e Pace.

Come tale, quindi, per essere efficace deve essere utilizzato secondo alcuni accorgimenti.

- deve essere utile: deve avere, cioè, uno scopo. Se lo vuoi soltanto per poter dire di averlo anche tu, lascia perdere non serve.

- deve avere un progetto: è come un racconto breve. Deve essere presente un'idea chiara, con un capo e una coda.

- serve a comunicare: hai qualcosa da comunicare? E non parlo della semplice esistenza di un nuovo libro.

- deve essere realizzato bene: il fai da te comunica esattamente quello. E non c'è cosa più fastidiosa, noiosa e irritante dei prodotti realizzati con approssimazione (vedi le odiose e orrende copertine delle mille case editrici a pagamento).

- deve essere diffuso secondo i canali corretti.

 

Ognuno di questi punto meriterebbe un approfondimento.

Il punto, a mio avviso, è che il booktrailer può essere molto utile. Nel mio caso è stato fondamentale.

 

@cinciallegra La foto del tuo profilo è una cinciarella e non una cinciallegra ;) Scusami ma non ho resistito :D

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Concordo sull'utilità del booktrailer, io lo trovo uno strumento divulgativo in più per il libro. Lo utilizzo, anche se di certo non è quello a incrementare le vendite, bensì, a mio parere, è ancora il "porta a porta", alias il tour di presentazioni. In ogni caso, benché sia un mezzo poco diffuso esistono anche dei festival appositamente dedicati (o per cortometraggi con sezioni riservate ai booktrailer).

Così come esistono alcuni siti in cui vengono raccolti gratuitamente e votati, facendo da vetrina anche ai libri.

Ne segnalo uno, nel caso in cui possa essere di utilità a qualcuno di voi: https://trailerlibro.wordpress.com/pubblica/

Più che come veri e propri promo, comunque, io spesso li utilizzo per aprire le presentazioni e devo dire che colpiscono molto e creano la giusta atmosfera. ;)

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@ElleryQ Grazie tantissime, dritta utilissima, pubblicherò i miei.

Io ho avuto esperienze di vario genere e mi interessa moltissimo l'argomento. Non so nel concreto quanto facciano vendere, ma mi piacciono. Purtroppo so che il lavoro è tanto e le visualizzazioni poche.

Ho avuto anche un'esperienza che si discosta un po' dall'argomento: trailer teatrali, con tanto di musica originale dal vivo. In questo caso il discorso cambia perché di fatto si tratta di presentazioni che possono attirare molto. Di fatto uno spettacolo gratis di un'ora, oltre le interviste. Non è facile trovare le condizioni ideali per ricreare tali esperienze. Nel mio caso poi ci sono stati anche attori che successivamente hanno avuto modo di fare prove professionali di tutto rispetto...

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Riporto a galla questo thread perché mi stavo interessando anche io alla realizzazione di un booktrailer... Vorrei sapere se qualcuno può suggerirmi il nominativo di qualche professionista / agenzia che, per esperienza diretta o per sentito dire, reputi in grado di confezionare qualcosa di qualità e magari di buon riscontro.

Vorrei anche chiedere se c'è una maniera per poter utilizzare la colonna sonora di un film straniero come commento musicale. Scrivere alla SIAE per porre il quesito sarebbe utile?
Grazie a chi potrà aiutarmi! :)

 

 

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* errata corrige:  invece di riportare a galla il thread, riporto a galla l'argomento -.-'''  pardon.

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Ciao :)  Se ti interessa questo book trailer l'ho fatto io, così come quello per il mio precedente romanzo.
*Editato dallo staff*


Se ti servono consigli chiedi pure.

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@Elet88 Ho editato il tuo messaggio (non si può fare pubblicità ai propri libri al di fuori delle sezioni preposte, te l'ho detto più volte).

Mandalo ad @anika in privato, se vuoi.

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