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Federico89s

[MI 42] Gotto esplosivo pangalattico

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/20960-mi-42-paradiso-a-mezzogiorno/?p=366076
 
Prompt di mezzanotte
 
 
 
- Capitano, siamo praticamente circondati.
- Lo vedo.
- Saranno ostili?
- Lo scopriremo, credo siano curiosi per ora. La parte difficile sarà fargli capire che noi non lo siamo.
- Ordini?
- Rieseguire i test atmosferici.
- Sissignore.
Il soldato digitò alcuni comandi sulla tastiera, il computer iniziò i suoi calcoli. Dopo un paio di minuti sul monitor si poteva leggere: “Atmosfera idonea alla vita”.
- Signore, test positivo signore.
- Molto bene, prepararsi allo sbarco.
- Sissignore.
L'astronave HG-Alpha1 rombava silenziosa. Il portellone sì aprì lentamente, spiegandosi dall'alto verso il basso, mentre il commando esplorativo avanzava verso l'uscita.
L'astronave era atterrata su un vasto territorio desertico, intorno c'erano solo dune e sabbia, il sole era tramontato da qualche ora. Tutt'intorno all'astronave strani esseri osservano attoniti lo spettacolo che gli si parava davanti.
Il capitano del HG-Alpha 1 era preparato a questa evenienza. Gli studi preliminari su quella civiltà poco evoluta avevano evidenziato che nel campo dell'aviazione era abbastanza ferrati, anche se lontani anni luce dalla tecnologia che il suo popolo possedeva.
Tuttavia, i satelliti spia di questo popolo retrogrado, erano comunque riusciti ad intercettarli con largo anticipo e, cosa più importante, loro li avevano lasciati fare. Se avessero azionato i pannelli repulsori nessuno avrebbe potuto localizzarli, ma avrebbe dato un messaggio sbagliato: loro erano ospiti e gli ospiti bussano, non sfondano la porta di casa.
Tanti fari illuminavano il paesaggio circostante altrimenti oscuro e delle tende erano state allestite in cerchio, probabilmente scorte di armamenti e cibo. Il commando era interamente fuori dall'astronave, il capitano non tradiva il minimo timore.
I suoi uomini erano addestrati bene, li aveva scelti personalmente, 15 maschi e 8 femmine.
Nessuno era armato, almeno non con armi letali, eccetto lui, ma era più per una questione di abitudine che altro.
Finalmente uno degli abitanti del nuovo pianeta fece la sua mossa, avanzando scortato verso di loro.
Non erano tanto diversi da loro, pensò il capitano, ma dovette ricredersi. Più si avvicinavano più le differenze si facevano marcate. I loro arti superiori erano oblunghi, e strani appendici – una decina in tutto – fuoriuscivano da un apparato che lì per lì non riuscì a classificare.
Il loro modo di avanzare era controproducente, in quanto esseri bipedi, almeno in questo erano uguali, si sarebbe aspettato un modo di muoversi più aggraziato. Da un'analisi sommaria dedusse che lo squilibrio motorio fosse da imputare ad un difetto negli arti inferiori, troppo corti.
Ormai erano a pochi metri di distanza, il capitano fece cenno ai suoi di fermarsi.
Il silenzio li avvolgeva. Il vento iniziò a soffiare più forte quasi volesse sottolineare quel momento.
- Salve a voi – disse il capitano.
La risposta arrivò repentina, ma in una lingua incomprensibile. A parlare era il primo del gruppo, tutti gli altri erano impegnati nel puntare strani congegni nella loro direzione. Metallo, molto probabilmente, armi a giudicare dalla tensione che si respirava.
- Siamo venuti in pace – disse ancora il capitano.
Gli altri presero a parlare tra loro.
- Abbiamo problemi di comunicazione a quanto pare – disse il capitano a mezza voce ad uno dei suoi – aziona il traduttore simultaneo, cercherò di farli parlare per campionare i suoni che emettono.
- Sissignore.
Quando il soldato estrasse il traduttore simultaneo l'atmosfera cominciò a scaldarsi.
Gli esseri si innervosirono e anche se il senso delle parole era ancora sconosciuto i toni non lasciavano spazio a fraintendimenti, erano impauriti e arrabbiati.
- Niente panico – urlò invano il capitano.
Mugoli indistinti provenivano dal gruppo. Il congegno impiegò 3 minuti per registrare i suoni base di quella lingua sconosciuta, e anche se in maniera del tutto approssimativa, iniziò a fare il suo lavoro.
- Abbassare... congegno... bomba... - il traduttore interpretò i suoni.
- Nessuna bomba, è un traduttore. Per comunicare – rassicurò il capitano, la sua voce riusci dal marchingegno opportunamente interpretata. La situazione parve calmarsi e, anche se il capitano non l'aveva dato a vedere, si rilassò anche lui.
- Riuscite a capire quello che dico? - domandò.
- Sì – rispose l'altro, la sua voce era più tranquilla, fece segno ai suoi di calmarsi.
- Bene. Siamo venuti in pace. Io sono il capitano Stevenson e questa è la mia squadra, noi veniamo dalla terra.
- Io sono Kaltuu, e questa è Vismir. Benvenuti abitanti della terra.

 

 

 

 

 

 

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Ciao, inizio a segnalarti piccole imperfezioni...

 

Il capitano del HG-Alpha

Della, essendo sottinteso "Astronave"


 

 Gli studi preliminari su quella civiltà poco evoluta avevano evidenziato che nel campo dell'aviazione era abbastanza ferrati

  nel campo dell'aviazione era abbastanza ferrati certo non c'è nulla di errato, eppure non mi piace granché

 

 

loro li avevano lasciati fare. Se avessero azionato i pannelli repulsori nessuno avrebbe potuto localizzarli, ma avrebbe dato un messaggio sbagliato: loro erano ospiti e gli ospiti bussano, non sfondano la porta di casa.

 

Toglierei un "loro", magari il primo.

 

 

Il loro modo di avanzare era controproducente, in quanto esseri bipedi, almeno in questo erano uguali, si sarebbe aspettato un modo di muoversi più aggraziato

Sistemerei meglio questa frase... Che so, aggiungendo una parentesi tra "almeno in questo erano uguali" o dei trattini o un punto e virgola dopo "controproducente"

 

 

terra

Forse terra va con la maiuscola, intendendosi come pianeta.

 

Mi ha lasciato un poco perplesso il finale. Mi aspettavo un colpo di scena più corposo, o i fuochi d'artificio finali, o ancora un po' più di cattiveria... Il racconto in se è godibile e scritto con uno stile efficace. I dialoghi sono funzionali, così come le descrizioni.Certo ti sei scelto un prompt piuttosto difficile e un tema, la SF arduo... Essendo appassionato di fantascienza apprezzo in modo particolare lo sforzo e il tuo racconto :)

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  nel campo dell'aviazione era abbastanza ferrati certo non c'è nulla di errato, eppure non mi piace granché

Erano      Ecco cos'è che non andava e nella fretta... :)

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Sh@de ti ringrazio per la lettura e le correzioni :)

In realtà speravo che il colpo di scena fosse la prospettiva umana, nel senso che sono i terrestri gli alieni e non viceversa :)

Ancora grazie per il tuo tempo :)

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Sorvolo sui refusi, come faccio sempre nel MI, ma ho qualcosina ugualmente da segnalarti.

 

La parte difficile sarà fargli capire

far capire loro

 

gli si parava

si parava loro

 

i satelliti spia di questo popolo retrogrado

quel

 

loro erano ospiti e gli ospiti bussano, non sfondano la porta di casa.

già tutta la frase che precede è un po' involuta, ti consiglio di togliere almeno questo pronome per snellire

 

I suoi uomini erano addestrati bene, li aveva scelti personalmente, 15 maschi e 8 femmine

questa distinzione è inutile, perché non viene più ripresa nel resto del racconto: o la sfrutti o la togli.

 

Non erano tanto diversi da loro, pensò il capitano

Questa non mi suona.  O dici:

il capitano pensò che non erano tanto diversi da loro

oppure lasci il discorso indiretto, preferibile a mio avviso, e dici:

non sono tanto diversi da noi, pensò il capitano,

 

Il loro modo di avanzare era controproducente, in quanto esseri bipedi, almeno in questo erano uguali,

questo doppio inciso è un bel mattoncino da digerire... ti consiglio di mettere il secondo fra trattini, in modo da rendere il testo più scorrevole e permettere una pausa più lunga che consenta la lettura ad alta voce:

Il loro modo di avanzare era controproducente, in quanto esseri bipedi - almeno in questo erano uguali -

 

La situazione parve calmarsi e, anche se il capitano non l'aveva dato a vedere, si rilassò anche lui.

Cos'è che non ha dato a vedere?  Che era nervoso, immagino: io lo intuisco, ma tu non lo puoi omettere...

 

Trovo il racconto un po' squilibrato, a mio avviso: hai speso troppo tempo a raccontarci le fasi dell'atterraggio, mentre avresti dovuto concentrarti più sull'incontro fra le due civiltà, come la traccia richiedeva in maniera esplicita ".. Sono sbarcati gli alieni. Raccontate l’incontro fra umani e alieni...".

Così facendo avresti avuto più spazio per il finale che, così come l'hai concepito, mi pare un po' frettoloso.

 

Fra l'altro credo di avere intuito solo in questo preciso istante il senso del finale.  Correggimi se sbaglio: gli alieni che sbarcano sono i terrestri?

Se è così, e rileggendo una seconda volta credo proprio di essere del giusto, non è mica tanto chiaro d'acchito.

E cavolo: questa poteva essere la chiave di tutto il racconto! 

Allora ti rimprovero ancora di più per aver perso tempo nella descrizione di quello che a questo punto non posso nemmeno più chiamare "atterraggio"...

Era una bellissima idea, a parere di un completo profano di fantascienza quale io sono: un ribaltamento totale della prospettiva che meritava di essere approfondito.

 

In conclusione: sai che io ti leggo sempre molto volentieri, ma sei disposto a perdonarmi se ti dico che questo pezzo non è all'altezza delle tue potenzialità? 

Secondo me puoi fare decisamente meglio.

 

 

 

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Sinceramente non riesco a trovare la storia. Una squadra di contatto sbarca su un pianeta, ha inizialmente qualche difficoltà di comunicazione poi riesce ad attivare un traduttore, i due gruppi si salutano e il brano finisce.

Tra l’altro sembrerebbe che quelli che sbarcano siano terrestri, mentre secondo il prompt avrebbero dovuto essere gli alieni.

Tutto quello che riesco a capire è che questi terrestri – a meno che non siano gli alieni e io abbia frainteso – sono piuttosto spocchiosi. Infatti giudicano l’altro gruppo usando se stessi come misura: li trovano sbagliati perché hanno gli arti di misura diversa dai loro e altri dettagli simili.

Comunque non succede niente.

Non che sia scritto male, tutt’altro. Si tratta soprattutto di dialogo, abbastanza credibile. Il problema è che lla fine ci si domanda perché. Sembrerebbe il preambolo di una storia in cui il primo colpo di scena arriverà tra qualche pagina. Pura preparazione.

A meno che il colpo di scena non sia che ci si aspetta che i nuovi arrivati siano alieni (per via del prompt) e alla fine si scopre che sono terrestri. Ma il prompt non fa parte del racconto.

To segnalo un paio di errori:

- Lo scopriremo, credo siano curiosi per ora. La parte difficile sarà fargli capire che noi non lo siamo.

Qui c’è un’ambiguità. Non si capisce se quello che non sono i nuovi arrivati sia curiosi o ostili. Come è scritto potrebbe essere una qualsiasi delle due cose.

Mugoli indistinti provenivano dal gruppo

Mugolii.

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Ciao Federico,

la tua storia seppur scritta bene nella trama presenza delle contraddizioni che mi creano non poche perplessità che spero tu possa togliermi.

Andiamo per ordine, parto dalle frasi che non mi hanno convinta (saltando le ripetizioni con chi mi ha preceduto):

 

 

- Capitano, siamo praticamente circondati.

"Praticamente" anche se non propriamente scorretto mi disturba un po'

 

 

Il vento iniziò a soffiare più forte quasi volesse sottolineare quel momento.

Stesso discorso... toglie smalto alla descrizione

 

 

disse il capitano a mezza voce ad uno dei suoi – aziona il traduttore simultaneo, cercherò di farli parlare per campionare i suoni che emettono

Non è scorretto ma avrei usato un'altra parola, "attiva" per es. - anche "cercherò di farli parlare" non è bellissima come espressione.

 

 

Per comunicare – rassicurò il capitano, la sua voce riusci dal marchingegno opportunamente interpretata

rivedrei questa frase

 

 

Nessuno era armato, almeno non con armi letali, eccetto lui, ma era più per una questione di abitudine che altro.

Non ho capito questa descrizione, il racconto sembra basato sulla proiezione che non hanno alcuna intenzione ostile, la precisazione mi è sembra inutile.

 

 

Ora veniamo alla storia: mi sembra di capire che ci troviamo in un ambientazione atipica. Ho letto e ri-letto per giungere a questa conclusione. In partenza credevo che lo sbarco fosse sulla terra, ad un secondo esame - escludendo questa possibilità - ho pensato che era il pianeta degli alieni, poi mi sono imbattuta in questa frase:

 

 

Finalmente uno degli abitanti del nuovo pianeta fece la sua mossa, avanzando scortato verso di loro.

 

stiamo parlando dei terrestri quindi l'ambientazione è in un nuovo pianeta abitato dagli umani. Prompt rispettato poiché gli alieni sbarcano nel nuovo pianeta dei terrestri ma qui sul finale mi perdo:

 

 

- Bene. Siamo venuti in pace. Io sono il capitano Stevenson e questa è la mia squadra, noi veniamo dalla terra.
- Io sono Kaltuu, e questa è Vismir. Benvenuti abitanti della terra.

 

Se il nuovo pianeta è abitato dagli umani e gli alieni sono ospiti come mai il benvenuto lo danno gli alieni?

 

Io credo che l'intenzione del racconto sia buona ma che ti sei concentrato sugli elementi sbagliati per far risaltare una traccia che meritava più attenzione ai dettagli.

Ho trovato i dialoghi buoni ma incompleti. Hai descritto l'interazione in una maniera che lascia un gusto un po' amaro, come quando inizi a degustare un frutto e ti ritrovi alla fine senza aver assaporato il sapore primario.

L'impressione che tu abbia lasciato un lavoro a metà non sporcandoti come avresti dovuto ed è un peccato perché la storia era interessante, al tuo posto avrei usato i caratteri che ti rimanevano :)

Alla prox

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Grazie a tutti per il vostro tempo :)

Il colpo di scena voleva essere proprio quello, ovvero che gli alieni, in questo caso, erano proprio gli umani. Come Nanni mi ha fatto giustamente notare però, il prompt non fa parte del racconto e mi rendo conto solo ora che in realtà non sia poi questo grandissimo colpo di scena!

Purtroppo ho sempre il timore di annoiare il lettore e questa volta ho davvero esagerato scrivendo qualcosa di eccessivamente breve.

Farò tesoro dei vostri consigli :)

 

 

Federico

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Il racconto si lascia leggere volentieri, anche se il colpo di scena non l'ho trovato così sorprendente, nel senso che personalmente l'avevo intuito sin dall'inizio.

A parte questo, trovo piuttosto inverosimile che i visitatori terrestri si aspettassero di poter comunicare con gli abitanti del pianeta direttamente in inglese (presumo, visto il cognome del capitano) o comunque in "terrestre", senza dover ricorrere sin dall'inizio al traduttore universale...

Infine il termine "ferrati" non mi pare appropriato al contesto, vedrei meglio "avanzati in campo aerespaziale".

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Fede un racconto un poco piatto, come ti hanno detto già gli altri! Però un altro appunto è che il tuo colpo di scena è un po' abusato, forse dovresti continuare il racconto e trovare qualcosa di davvero strano che possa succedere fra le due compagini :) Così è un prologo perfetto ;)

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Ciao Federico, 

ho letto con molto interesse il tuo racconto, sicuramente scritto bene e molto fluido, ma, secondo me, non centra proprio il bersaglio. Hai raccontato dettagliatamente uno sbarco (Non hai rispettato il fatto che a sbarcare fossero gli alieni ma chissene...), il problema fondamentale è che non succede quasi nulla. 
Cioè, spiego meglio, la tua descrizione dello sbarco è molto accurata e sarebbe più funzionale se facesse parte di un lavoro più amplio, magari come inizio o scena chiave di un romanzo, come racconto a se stante non rende molto. 

Con questo non voglio dire che il lavoro sia brutto, scritto male o non interessante, semplicemente meriterebbe una storia più corposa per essere efficace. 

Il colpo di scena finale è si un colpo di scena ma non così impattante da sorprendere il lettore. 
Comunque non era un racconto facile da partorire quindi sei pienamente giustificato. :)

Per il resto penso ti abbiano detto tutto riguardo a errori e refusi. 

_Enjoy
_Emme

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"Se avessero azionato i pannelli repulsori nessuno avrebbe potuto localizzarli, ma avrebbe dato un messaggio sbagliato: loro erano ospiti e gli ospiti bussano, non sfondano la porta di casa"

*"Avrebbero dato".

"Gli studi preliminari su quella civiltà poco evoluta avevano evidenziato che nel campo dell'aviazione era abbastanza ferrati, anche se lontani anni luce dalla tecnologia che il suo popolo possedeva"

*"erano abbastanza ferrati", oppure "era abbastanza ferrata".

A parte questi refusi a cui non do peso, accennandoti di fare più attenzione all'uso delle lineette: il racconto è piuttosto buono ma privo di pathos. Ti sei concentrato sulla parte descrittiva e questo può essere un bene ma credo che in 8000 battute, che non sono molte, si debba puntare a un risvolto quantomeno scenico e a dirla tutta si spera che la trama sprizzi originalità da qualche poro.
Bravo perché nel breve tempo concesso hai comunque portato la storia a un epilogo, ma in tutta sincerità non mi hai emozionato e io quando leggo voglio provare emozioni.
 

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Interessante inversione del tema "Gli alieni siamo noi" che ha come capostipite e modello il racconto Sentinella di Fredric Brown.

Tu fai credere al lettore di vedere la storia dalla parte degli alieni e gli altri siamo noi e invece alla fine noi siamo quelli evoluti, noi quelli che sbarcano su un'altra terra.

Hai barato, però: il prompt richiedeva di descrivere l'incontro tra umani e alieni raccontato dal punto di vista degli alieni.

Per questo io ci sono cascato: era il prompt a tenermi nella convinzione di un certo pdv. Ti dirò che senza essere un vero e proprio colpo di scena il finale mi è anche piaciuto. Ma non so se fuori del prompt potresti confondere il lettore: hai usato bene tecnologie futuristiche per farci credere a una civiltà più evoluta di noi, hai fatto descrivere gli indigeni in modo da darne un'immagine compatibile con il nostro aspetto nella descrizione di un alieno. Però non riesco a valutare come l'avrei letto non conoscendo il prompt. Anche perché manca una storia, un messaggio: sì, d'accordo, gli alieni sono buoni (e il fatto che l'uomo sia buono e saggio potrebbe già quello essere un messaggio... originale ;) ).

Forse potrebbe trattarsi del un frammento di una storia più lunga ma devi avere una trovata che ti consenta di rendere il "colpo di scena" solo un fattore secondario (perché come ti dicevo vero e proprio colpo di scena non è).

Forse nella prima parte potresti esaltare maggiormante capacità e qualità degli "alieni" che stanno sull'astronave, far credere che una civiltà largamente superiore stia sbarcando sulla terra. Poi nel finale, rivelando che invece quelli sono i nostri pronipoti, dare un messaggio di speranza nel futuro dell'uomo.

Non so. Comunque a questo racconto serve qualcosa di più.

 

Ah, una cosa: il titolo proprio non l'ho capito...

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Ciao Federico

Per certi versi ha ricordato anche a me  il racconto “Sentry”, (Sentinella) di Fredric Brown, se non lo hai letto mi permetto di consigliartelo, perché è bellissimo. Anche tu, come Brown, ribalti la situazione, ma il fatto che si capisca quasi subito che nell’astronave ci sono umani toglie la sorpresa a mio avviso, mentre sarebbe stato scioccante rendersene conto veramente nelle ultime battute.

Hai fatto comunque un lavoro onesto e pulito,  la tua idea anche se sfruttata in altri ambiti è comunque degna di rielaborazione, anche perché, se non dovessimo scrivere di argomenti già scritti non ci sarebbe più nulla da scrivere. Il fatto che nel tuo racconto non succeda niente di clamoroso è per me assolutamente irrilevante. Spesso ci vuole più maestria e fatica a descrivere qualcosa che “non” succede, piuttosto che colpi di scena a ripetizione. Al posto tuo avrei sfruttato questa apparente staticità per descrivere, sia pure per sommi capi, le introspezioni dei personaggi principali, corroborate anche da qualche visione ambientale e paesaggistica del pianeta alieno, niente di trascendentale: un sole al tramonto e dune da deserto basterebbero a creare un’atmosfera.

(A proposito, un altro esempio di un bellissimo romanzo dove non succede niente è “Il deserto dei Tartari”, che pur non c’entrando  con la fantascienza è un eccelso esempio di questa padronanza e magnificenza nella descrizione di niente di rilevante, se non di un’attesa di qualcosa che sembra non debba avvenire mai).

Diciamo che con un rimaneggiamento ben equilibrato, anche al di fuori dei vincoli dell’MI, allungando necessariamente lo scritto, hai buone carte per scrivere un ottimo racconto, in quanto i presupposti ci sono.

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Be', arrivo un po' in ritardo visto che ti hanno già detto tutto.

 

Il tuo stile è scorrevole, non c'è che dire, ma secondo me devi essere più convinto di quello che scrivi. E' come se il narratore fosse troppo timido e si perdesse in chiacchiere, sminuendo il colpo di scena. Quindi ti consiglio di essere più conciso e di concentrare l'attenzione del lettore sui giusti particolari :li:

Quindi per concludere, ti dico che la tecnica c'è, basta saperla sfruttare ;)

 

A rileggerti :li:

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L'interpretazione della traccia mi è piaciuta molto. :)

 

La sorpresa finale è tale solo all'interno di questo MI, perchè letto al di fuori è subito chiaro che gli astronauti sono terresti.

Peccato che una grossa fetta del racconto sia dedicata alla fase di sbarco a scapito della parte del contatto con gli alieni. Anche secondo me il racconto suscita poche emozioni; come ti hanno già consigliato, potresti aggiungere azione oppure puntare sull'approfondimento psicologico dei personaggi e sull'ambientazione.

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Ok Federico ti chiedo scusa, leggendo i commenti ho capito di non aver capito nulla del tuo racconto. Sono partita dal presupposto contrario e ... mi sono persa la storia. Sarà per la prox

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Vista la pattuglia di commentatori che mi precede, soprassiedo volentieri alle sviste che ho trovato.

Dici che chi sbarca sono gli umani, ma allora perché si meravigliano delle dieci appendici che presumibilmente sono dita? Se volutamente mi hai presa per il naso dovrai inginocchiarti sui ceci.

Il tuo racconto mi è piaciuto. Anche a me è stata contestata la mancanza di fuochi d'artificio e forse è pro domo mea l'accettazione del tuo brano liscio liscio, ma l'ho letto volentieri fino in fondo.

Mi sembra una attestazione di merito e non sempre mi accade.

Alla prossima.

Modificato da Ginevra

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Ciao Federico, da buon quasi-ultimo non ho molto da dire. La forma del racconto è buona, i dialoghi sciolti anche se in alcuni punti non molto naturali, lo stile è decisamente scorrevole... insomma, il racconto è buono dal punto di vista stilistico ma non ho trovato il racconto. Arrivato alla fine ho cercato l'altro pezzetto  :asd: Scherzo, ma non troppo. Tutto ruota alla fine attorno a un equivoco, ecco perché non c'è storia, ma il ribaltamento, il colpo di scena, è dovuto più al prompt che ad altro, furbacchione :trollface:

A rileggerti :indicare:  

 

P.S. comunque il titolo, anche se non l'ho capito, è fantastico  :la:

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Grazie a tutti per la lettura e per il vostro tempo, vi chiedo scusa per la mia risposta misera ma ho un esame a breve e devo studiare come se non fosse un domani ;)

Per quanto riguarda il titolo, è un riferimento profano a "Guida galattica per autostoppisti", in particolare alla bevanda alcolica più potente dell'universo; non c'entra nulla con il racconto in effetti, ma era troppo bello da scrivere :)

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@Federico89s: anche a me piace molto il titolo, avevo dimenticato di dirlo  :la:  De Guida galattica ho visto il film, ma non ricordo che venisse citata quella bevanda. L'avranno rimossa, oppure semplicemente ricordo male  :asd:

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