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millika

Il riposo dei cannoni

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http://www.writersdream.org/forum/topic/20767-fammi-saltare/#entry362660

 

Notte silente, cielo di stelle

un brivido gelido percorre la pelle.

Si staglia la quiete ma non è pace,

fa rumore un vuoto in cui tutto tace;

dormono i cannoni dal buio acquietati

ma il tetro silenzio tiene svegli i soldati.

 

Regna l’attesa per l’incerto domani

con la vita che sfugge dalle proprie mani.

È soltanto la mente che accoglie la morte

ma in cuor loro pregano ancora la sorte

che la Falce che sparge fendenti  affilati

conceda un giorno ancora come soldati.

 

Ma la Guerra è guerra… sangue e orrore,

resta impresso nell’anima il forte sentore

che sussurra all’orecchio quant'è vano sperare

e si resta così, con occhi fissi, a guardare

in una notte silente un cielo di stelle,

pronunciando l'addio alle visioni più belle.

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NOTA: Ripeto che è vietato mettere un punto reputazione ai testi e ai commenti di questa sezione e della sezione Racconti, se volete esprimere il vostro piacere o meno riguardo un testo scrivete un commento, grazie.

 

Detto questo, la poesia mi è piaciuta, ha un bel ritmo calzante, molto triste e odierno, purtroppo. Le rime da te scritte rendono bene anche l'idea della poesia, sembra quasi un contrasto con il tema. E a proposito del tema, a dire il vero non ho molto da dire, la poesia parla da sola, senza troppi giri di parole, senza nascondere nulla, se non l'urlo di pace che viene sempre nascosto dal rumore dei cannoni, il che non è bello. Complimenti, Millika, è sempre un piacere leggere le tue poesie, la vorrei proporre allo staff per inserirla nella sezione Fairy Tales, perché non deve essere dimenticata.

 

A presto ;)

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La prima impressione è che il tuo sia uno splendido messaggio, Millika.

Avere qualche cosa da dire, qualcosa che abbia un senso universalmente riconoscibile, è importante in poesia.

Ora, non voglio con ciò dire che scrivere versi introspettivi, dare sfogo a un'urgenza comunicativa esclusivamente intima significhi "non aver nulla da dire".

Nè che scrivere versi d'amore non sia importante.

Semplicemente apprezzo molto quando l'autore di una poesia... si schiera, prende una posizione, condivide un proprio parere.

Anche se lo fa per una cosa quasi ovvia (quasi, sottolineo, perché è risaputo che la storia non ci insegna nulla e la nostra memoria è debole) come la constatazione dell'orrore per la guerra.

 

Per venire ai versi:

 

Usare le rime in un componimento serio o drammatico io lo trovo sempre un grosso rischio. Tu le hai addirittura usate rigorosamente baciate (schema metrico che espone a un doppio rischio! Sempre secondo il mio parere e solo riferito alla poesia contemporanea, ovvio) ma tu non le hai forzate e anche quando avrebbero potuto dare un'impressione più banale (domani/mani) hai legato ritmicamente dei termini giusti per concatenare in modo non banale i versi.

Dal punto di vista metrico avrei preferito un maggiore sforzo da parte tua: fatico a trovare il ritmo leggendo e questo penalizza un po' il tuo lavoro. Mi chiedo se il non seguire un metro unico abbia un significato comunicativo (il modo è sempre parte integrante del messaggio, secondo me). Potrebbe essere ma non lo approvo completamente. Una metrica rigorosamente in endecasillabi, con accenti più regolari avrebbe dato un senso molto più solenne e anche tragico. Sarebbe stato perfetto. Fossi in te ci penserei (non è che tu debba stravolgere il tuo lavoro: ti chiedo un maggiore lavoro di ricerca nella scelta di alcuni temini, nella distribuzione e nell'uso di qualche articolo o anche solo affidarti alla caduta di qualche vocale finale. Tutto potrebbe contribuire a conferire un ritmo migliore). Sempre che - sempre che, ribadisco - la tua non sia una scelta precisa e tu abbia voluto evitarlo proprio, il ritmo regolare.

 

La suddivisione in stanze da sei versi credo sia una scelta creativa e riconosco pure il valore che hanno le pause nel guidare l'interpretazione. Però, dato che tecnicamente non si tratta di sestine, io le avrei addirittura evitate (e devo dirti che anche in questo io ci avrei trovato un significato in termini di guida interpretativa, ma la poesia è tua e accetto di buon grado le pause che hai scelto di suggerire al lettore).

 

Secondo me degne di nota, dal punto di vista retorico, le seguenti immagini:

il vuoto che fa rumore (sebbene non originalissimo) e ...il [tetro] silenzio che tiene svegli i soldati;

i fendenti affilati (ottima metonimia, direi)

la speranza in un giorno ancora come soldati (immagine drammatica di estremo attaccamento alla vita, ancorché da soldati)

il forte sentore che sussurra all'orecchio (efficace ossimoro).

 

Non sto a dilungarmi sul gradevole sapore "antico", di memorialistica di guerra del secolo scorso, che ha la poesia (sappiamo bene che le guerre tecnologiche odierne si combattono anche e soprattutto di notte e non c'é più un tempo di certo riposo per i cannoni).

 

Anche secondo me è complessivamente un buon lavoro, Millika.

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vedo con piacere che la tua varietà di tematiche continua a proliferare. 

se non ti avessi già commentato altre volte potrei partire con le solite menate del ritmo, della musicalità o sull'originalità delle immagini da te dipinte, ma tralascerò l'argomento che in questo caso trovo secondario. Potrei dire che si legge facile che il messaggio è chiaro  o che mi aspettavo altro, altri ritmi, altre scene.

Ma il punto centrale che mi tocca l'animo è il notare l'assenza di Millika in questo componimento. Dov'è l'anima che esce fuori a spruzzi in quelle tue poesie d'amore?

Di le verità, ti piace quello che hai scritto?

Cosa aggiunge al rumore di tante parole usate sulla guerra? è vero, è un argomento sviscerato in tutti i modi, ma te la ricordi per esempio la spigolatrice di sapri? o le opere di Ungaretti o Quasimodo, tutti modi unici di descrivere un argomento trito e ritrito.

 

Ma, ripeto, non è questo il punto, è l'anima che intravedevo in molti tuoi versi che qui, come nella precedente, non trovo.

 

Rima baciata? :mavaf:  in quanti secondi l'hai scritta? :asd:

 

Osa di più, ma la penna lasciala all'anima. La mente non serve. :flower:

Se mi sbaglio, scaglia la prima pietra. :asd:

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Ospite Bradipi

Il mondo è bello perché è vario: a me questo testo non è piaciuto.

Non commento spesso le poesie per mia inettitudine, ho letto questa incuriosito dal titolo e mi limiterò a parlare del contenuto, non avendo la competenza per parlare di altro.

 

dormono i cannoni dal buio acquietati

è accettabile se stiamo parlando prima delle guerre  napoleoniche (Napoleone usò i cannoni nella notte nell’assalto alla Maddalena, (vedi:   http://www.storiainrete.com/826/napoleone-c/assalto-alla-maddalena/ 

 ), poi l’ingegno umano, sempre pronto in questo ambito, ha prodotto i razzi luminosi, i begala, usati nel 1761 (vedi: https://web.infinito.it/utenti/f/francots/col/indese.htm ) ma anche in Europa (vedi:  http://www.sapere.it/enciclopedia/razzo.html ).

ma il tetro silenzio tiene svegli i soldati

Cioè il testo allude a un assedio, le uniche battaglie che durassero a lungo, precedente al XX secolo.

Nella prima guerra mondiale l’angoscia dei soldati era anche di dormire la notte sotto la luce dei bengala e il fuoco dell’artiglieria, rileggi “nulla di nuovo sul fronte occidentale”.

Hai visto “Apocalypse now”, in particolare la scena in cui all'estremo avamposto sul fiume, un ponte che ogni notte viene spazzato dal continuo bombardamento dall'artiglieria nord vietnamita?

La mia impressione è di un testo manieristico, paragonabile a quelli che descrivano Arcadia.

Ti lascio con una poesia di chi la guerra l’ha conosciuto davvero:

 

San Martino del Carso

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato

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Ciao Millika, a me la tua poesia è piaciuta molto, anche se come sai l'argomento che hai trattato non è uno dei miei preferiti. Concordo sul fatto che ho letto tuepoesie molto più coinvolgenti dal punto di vista emotivo. Ho avuto l'impressione che tu ti sia distaccata ad un certo punto da ciò che stavi scrivendo, forse proprio perchè ne sentivi il dolore e hai avuto una sorta di rifiuto psicologico e lasciarti coinvolgere, cosa che non fai quando parli d'amre. Brava, è comunque un bel componimento. :flower:

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Ciao Milika,

la poesia nel complesso mi è piaciuta, mi fa tornare alla mente alcuni episodi del "Cavallo Rosso" di Eugenio Conti, anche se ho trovato un po' strano, come già ha detto qualcuno, l'uso della rima baciata in un componimento che richiede, per l'argomento trattato, un ritmo solenne.

L'unico appunto che ti vorrei fare, di carattere del tutto personale e che non ha nullo di tecnico, è su questo verso:

 

che la Falce che sparge fendenti  affilati

i due "che" così vicini hanno reso la mia lettura del verso veramente difficoltosa: due suoni così forti in un verso caratterizzato da un'allitterazione di f risultano, a mio personale parere e gusto, disarmoniosi.

Qualcuno ha aggiunto nel proprio commento che non si vede nulla di te nella poesia. Personalmente i versi:

 

Ma la Guerra è guerra… sangue e orrore,

resta impresso nell’anima il forte sentore

con cui si apre l'ultima "sestina" mi sembrano riportino qualcosa dell'autore, sopratutto il "resta impresso nell'anima" non è solo l'anima dei soldati cui ci si riferisce ma anche del poeta, solo che, per quanto tenti, non riesce, e non può, condividere lo stato d'animo di un soldato semplicemente perchè la guerra non l'ha vissuta.

Forse ormai siamo tutti troppo abituati agli orrori della nostra epoca, dai telegiornali e anche dai film, da non riuscire più ad avere l'esatta percezione del Male che c'è in una guerra. E' questo effetto collaterale che vien fuori dalla tua poesia.

Questo però è solo il mio personale parere.

Ciao,

D.

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Scusate il ritardo nel ringraziarvi tutti di averla letta e commentata. :blush2:   :)

Vorrei solo rispondere alle perplessità maggiori che mi sono state esposte. Il fatto che sia in rima lascia perplessa anche me, perchè non amo particolarmente la poesia in rima, soprattutto se sono io che la scrivo, perchè nel ricercare le rime si rischia di cadere nel banale, ma questa mi è venuta così spontaneamente e cercare di farla altrimenti mi sarebbe sembrato innaturale, certo poi la limo sempre un po', ma in linea di massima una poesia è già tale nel momento in cui passa dai miei pensieri alla penna. La seconda questione da precisare è sulla mancanza della mia ''anima'' in questa...Quando rifletto su temi del genere sono ancor più coinvolta emotivamente, ma è l''esperienza diretta a mancare (come ha giustamente intuito Demian) e per quella ringrazio il cielo di essere nata in questa epoca da questa parte del mondo. La guerra la conosco soltanto attraverso i racconti dei nonni o tramite quello che leggo sui libri e in rete o guardando i notiziari e movies sull'argomento ed è, per me, già doloroso così perchè poi mi metto a pensare: ''se ci fossi stata io come avrei vissuto e cosa avrei provato?''  e fa male ed è forse questo disagio, vedere e sentire la paura e il dolore anche degli altri, a portarmi a scrivere nonostante l'inesperienza diretta. 

Ad ogni modo Queffe, oiraM, Bradipi, Sabry e Demian, vi ringrazio tanto per la vostra attenzione e farò tesoro dei vostri suggerimenti.  :love:

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Ciao Millika,

 

Devo dire di essere d'accordo coi Bradipi. Nel senso che il tema è sicuramente molto forte e dandoti uno schema così rigoroso - come le rime - il rischio di finire in parole scontate è molto alto.

Forse, semplicemente, anche se non hai vissuto in prima persona l'esperienza di cui parli, potresti scrivere dal punto di vista di qualcuno che ha visto gli altri soffrire per la guerra.

 

Magari, essendo un tipo di esperienza effettivamente vissuta da te, come da tutti noi del resto, potresti estrapolare una poesia ancora più incisiva di questa. Potresti recuperare dettagli, immagini che ancora nessuno ha messo su carta.

A volte, cambiando il punto di vista, si scoprono cose nuove.  :rolleyes:

 

:super:

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Grazie Matiè per esserti fermato a leggerla e a commentarla. Interessante il tuo punto di vista, ne terrò conto.  :)

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Contrariamente a molti commenti trovo questa tua poesia una delle più belle tra le tue e anche una delle più belle che io abbia mai letto sul WD. Mi hai veramente impressionato perché mi hai fatto "precipitare" tra i soldati in attesa che riprenda la battaglia, mi hai fatto sentire le loro preghiere silenziose, i pensieri alle loro spose, il pensiero al loro domani. Hai un modo moto incisivo di scrivere e descrivere e anche se la poesia in rima è considerata ingiustamente "fuori moda" credo che questo tuo componimento meriti ampiamente di stare nella sezione Fairy Tales. Il ritmo serrato, la tua scrittura intensa e la rima naturale credo siano i maggiori pregi di questo lavoro. Complimenti.

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Grazie Ricdil per averla letta e per le tue parole... son contenta che la poesia ti sia piaciuta e abbia sortito l'effetto da me sperato.  :flower:

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