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ricdil

Punto di Vista in un racconto giallo

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Ho letto altre discussioni su temi similari, volevo porre un quesito specifico per un racconto lungo (o romanzo breve :nein: ) al quale sto lavorando anche se mi sono fermato perché non riesco a venirne a capo.

Indico brevemente la trama per far capire il problema:

Una ragazza giovane mentre lavorava trova un qualcosa in tasca ad una giacca che poi scoprirà essere un indizio in un caso di omicidio. La ragazza si confida con una persona che capisce subito a chi si riferisce questo indizio. Questa persona però è innocente e la ragazza stessa può fornirgli un alibi. Ad un certo punto questa ragazza scompare misteriosamente...

:wah: 

Il problema è questo: inizio la storia col ritrovamento dell'indizio e quindi ho il punto di vista della ragazza, ad un certo punto si confida con qualcuno e quindi prendo il punto di vista di questo, poi quando la ragazza scompare i carabinieri entrano in scena nella indagini e volevo ad un certo punto usare il punto di vista loro per far capire come vanno le indagini. Un carabiniere tra l'altro sospetta della persona con cui si è confidata la ragazza e quindi faccio vedere il suo punto di vista. Insomma è una storia nella quale diversi personaggi concorrono a portare gli elementi chiave per dipanare la matassa, ho già scritto una 30ina di pagine (vorrei stare entro le 120-130). Però mi rendo conto che così è un vero casino. Dovrei puntare su un personaggio solo che segue la questione dall'inizio alla fine, ma come fa uno ad avere informazioni sulle indagini? Impossibile (lasciamo perdere le storie alla "Signora in giallo"). Alla fine calcolo che dovrei avere 4-5 personaggi chiave che sono i punti di vista e tra questi c'è sia la vittima, il carrabiniere, l'assassino. Il problema è che l'assassino vorrei farlo scoprire alla fine ma così facendo non c'è suspance, se invece lo evidenzio subito quando interagisce con probabili vittime creerei maggior tensione. Insomma se punto su un personaggio solo mi mancano dei pezzi di quello che volevo rendere però sarebbe più "lineare". Non ne vengo fuori, aiutooooo. :perchè: 

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Ospite Dolcenera

Un bel casino insomma :)

Il mio romanzo ha tre punti di vista e già così secondo me sono tanti, potessi li ridurrei, ma non posso perché mi sono tutti egualmente necessari per portare avanti la storia.

Ora la domanda è: 5 punti di vista ti sono tutti necessari? O a te piace l'idea di mostrarne così tanti perché ti piace dettagliare ogni scena dal punto di vista più comodo? Nel secondo caso ti consiglio di farlo diventare il primo.

Per esempio un poliziotto a cui viene raccontato come la ragazza ha trovato l'indizio nella tasca del cappotto, ecc che magari è lo stesso a interrogare la persona con cui si è confidata la ragazza e quindi viene a sapere il secondo pezzettino di storia e così via. Cioè fai iniziare la storia da quando la ragazza sparisce. Oppure alterna il punto di vista della ragazza e quello del poliziotto ed elimina gli altri. Secondo me il punto di vista dell'assassino non è così indispensabile per mantenere alta la tensione.

In generale ti consiglio il punto di vista di chi risolverà il caso. Se proprio vuoi il punto di vista della prima ragazza, usa questi due.

Spero di esserti stata d'aiuto :)

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Riccardo, ti sposto in "trame e dintorni": mi sembra più adatto.

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Un bel casino insomma :)

Il mio romanzo ha tre punti di vista e già così secondo me sono tanti, potessi li ridurrei, ma non posso perché mi sono tutti egualmente necessari per portare avanti la storia.

Ora la domanda è: 5 punti di vista ti sono tutti necessari? O a te piace l'idea di mostrarne così tanti perché ti piace dettagliare ogni scena dal punto di vista più comodo? Nel secondo caso ti consiglio di farlo diventare il primo.

Per esempio un poliziotto a cui viene raccontato come la ragazza ha trovato l'indizio nella tasca del cappotto, ecc che magari è lo stesso a interrogare la persona con cui si è confidata la ragazza e quindi viene a sapere il secondo pezzettino di storia e così via. Cioè fai iniziare la storia da quando la ragazza sparisce. Oppure alterna il punto di vista della ragazza e quello del poliziotto ed elimina gli altri. Secondo me il punto di vista dell'assassino non è così indispensabile per mantenere alta la tensione.

In generale ti consiglio il punto di vista di chi risolverà il caso. Se proprio vuoi il punto di vista della prima ragazza, usa questi due.

Spero di esserti stata d'aiuto :)

 

 

Io non ho preferenze per i punti di vista, la mia esperienza è inesistente e quindi non padroneggio bene la materia. Poi non ho mai scritto nulla di "giallo". Dopo aver letto il tuo commento ho pensato che potrei mettere la parte iniziale col ritrovamento di questo indizio (che causerà poi una serie di eventi collegati) come se fosse un antefatto, un prologo. Però non so come farlo tecnicamente  :perchè:. Se facessi un unico punto di vista potrei scegliere quello dell'assassino e diventerebbe un noir ma vorrei che l'assassino si svelasse alla fine, quello del poliziotto allora dovrei mettere prima la sparizione della ragazza altrimenti come lo collego all'omicidio che è avvenuto prima? Però sparendo la ragazza come faccio a raccontare dell'indizio che è la causa della sparizione della ragazza? Dovrei lasciare una lettera ma allora la ragazza si sentiva in pericolo, poteva parlarne con la famiglia ma così verrebbe meno l'impalcatura della storia. Il punto di vista di chi risolve il caso mi eliminerebbe molti problemi ma non tutti. Però è l'idea più valida. Ci devo riflettere, grazie mille per il tuo commento illuminante. Se hai altre idee sono pronto.  :) 

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Riccardo, ti sposto in "trame e dintorni": mi sembra più adatto.

Grazie per il trasloco.

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Ho qualche esperienza di gialli... I tuoi POV mi sembrano troppi.  Se non riesci a ridurli, usa il narratore onnisciente; si presta poco ai colpi di scena, ma evita di imbrogliare troppo la sequenza.

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Ospite Dolcenera
Io non ho preferenze per i punti di vista, la mia esperienza è inesistente e quindi non padroneggio bene la materia. Poi non ho mai scritto nulla di "giallo". Dopo aver letto il tuo commento ho pensato che potrei mettere la parte iniziale col ritrovamento di questo indizio (che causerà poi una serie di eventi collegati) come se fosse un antefatto, un prologo. Però non so come farlo tecnicamente :perchè:.

 

 

Puoi fare "prologo" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto

stacco

"Capitolo 1" -> il poliziotto (io dico poliziotto perché l'hai detto tu, potrebbe essere un carabiniere, un investigatore privato, ecc) che inizia le indagini sulla scomparsa di questa ragazza.

Continui tutti i capitoli con le indagini del poliziotto.

(In alternativa puoi scrivere l'epilogo di nuovo dal punto di vista della ragazza - se è ancora viva- per "chiudere il cerchio")

 

oppure

"capitolo 1" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto

"capitolo 2" -> presentazione del personaggio del poliziotto

"capitolo 3" -> la ragazza parla con tizio che gli dice subito a chi si riferisce quell'indizio

"capitolo 4" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa (fai capire che la ragazza è quella del capitolo 1 e 3)

alterni i punti di vista fino alla fine, facendo temere al lettore che la ragazza possa morire da un capitolo all'altro (e se vuoi sul finale puoi addirittura farla uccidere davvero)

 

oppure ancora

"capitolo 1" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa. Interroga l'ultima persona che ci ha parlato. Questa persona gli racconta dell'indizio che la ragazza ha trovato in un cappotto. Questa persona si scoprirà essere anche colui o colei che le aveva detto subito a chi si riferiva l'indizio e diventerà, di conseguenza, un possibile sospettato.

"capitolo 2" -> il poliziotto - venuto a sapere dei fatti precedenti - inizia le indagini.

 

Se facessi un unico punto di vista potrei scegliere quello dell'assassino e diventerebbe un noir ma vorrei che l'assassino si svelasse alla fine,

 

 

Questo spetta a te. Devi decidere se vuoi un giallo o un noir, sono generi diversi e comunque vengono trattati in modo diverso. Nel noir non c'è sempre un caso da risolvere (inteso come "il lettore deve scoprire chi è l'assassino") o una possibile vittima da salvare, ad esempio. Anche il taglio psicologico, l'ambientazione, i personaggi spesso nei noir sono di tutt'altro spessore rispetto ai gialli. Vedi tu, su questo non ti si possono dare consigli, dipende cosa ti piace e cosa trovi più vicino alla tua sensibilità :)

 

quello del poliziotto allora dovrei mettere prima la sparizione della ragazza altrimenti come lo collego all'omicidio che è avvenuto prima? Però sparendo la ragazza come faccio a raccontare dell'indizio che è la causa della sparizione della ragazza? Dovrei lasciare una lettera ma allora la ragazza si sentiva in pericolo, poteva parlarne con la famiglia ma così verrebbe meno l'impalcatura della storia.

 

Non hai raccontato benissimo la trama quindi non so esattamente come aiutarti, comunque sì, racconta prima la sparizione della ragazza: o lo mostri attraverso una scena o fai in modo che un personaggio la racconti al poliziotto protagonista.

 

 

Il punto di vista di chi risolve il caso mi eliminerebbe molti problemi ma non tutti.

 

Risolvere i problemi narrativi è il grande lavoro dello scrittore :) pensaci su, puoi modificare parte della trama in modo da farla rientrare nel punto di vista scelto o puoi usare più punti di vista stando attento a non essere dispersivo.

 

Sono d'accordo con Sefora che se proprio hai così tanti problemi c'è sempre la soluzione del narratore onnisciente, Falletti lo usa. Io personalmente lo detesto (il narratore onnisciente e Faletti), dipende dai gusti e da come ti trovi tu :)

Modificato da Dolcenera

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Io personalmente lo detesto (il narratore onnisciente e Faletti),

Mi associo all'esecrazione di Faletti! Quanto al narratore onnisciente, non lo amo troppo, ma continuo a preferirlo a certi cambi di POV pasticciati.

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A dire il vero io penso che quel numero di punti di vista possa funzionare, se riesci a gestirli per bene. Non è certo una soluzione facile, ma mi sembra a dire il vero la più adatta al tipo di storia che mi sembri voler raccontare tu. Certo la scelta di più punti di vista per una trama in cui si dovrà svelare l'assassino è più da film o telefilm, ma non vedo la cosa come un problema. Sta tutto nella tua capacità di equilibrare il tutto, ma a me anzi piace l'idea di un punto di vista che poi "sparisce" (quello della ragazza rapita), un altro che mostra senza svelarcelo il killer in azione, e ancora la scelta di immergersi nelle indagini senza magari concentrarsi troppo classicamente su un detective che indaga. Se hai dubbi o difficoltà puoi eventualmente ridurre i punti di vista a tre, non mi sembra un numero eccessivo. 

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Non ho una grande esperienza con la scrittura di gialli (dirai: allora che vuoi?:)) tuttavia mi piace molto leggerli.

Personalmente credo che la tua idea sia valida e che come ti hanno fatto notare, l'unico problema è quello di creare troppa confusione. Tendenzialmente i gialli che mi sono piaciuti di più erano sempre scritti in prima persona, e naturalmente gli unici pensieri di cui potevamo essere al corrente erano quelli del protagonista.

Un giallo corale non è affatto male come idea e potrebbe rendere il tutto davvero avvincente :)

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Scusa la domanda, forse sono io che non ho ben capito, ma vari punti di vista descritti in 3a persona o vari narratori?

In ogni caso a me sono sempre piaciuti gli scritti con vari pov, penso che rendano più ricca la trama, ovviamente se ben gestiti e caratterizzati. Penso che il tuo problema sia che questi 5 pov vanno condensati non in un romanzo, dove secondo me non creerebbero alcun problema, ma in uno scritto piuttosto breve; nel tuo caso 5 temo siano eccessivi, il lettore non farebbe in tempo ad abituarsi all'uno che già ne comparirebbe un altro non dandogli il tempo di apprezzarne nessuno.

Se riuscissi a ridurli almeno a 3 sarebbe meglio.

Io opterei per ragazza, poliziotto e assassino.

Non credo che la suspance sia un problema, raccontare la storia dal punto di vista dell'assassino non implica che tu debba rivelarne l'identità. Io ho fatto qualcosa del genere con un ladro, era fondamentale che il lettore non ne scoprisse l'identità perciò ho evitato nomi (puoi usare uno pseudonimo dato, ad esempio, dalla stampa come nel mio caso oppure non chiamarlo e basta) e ho fatto in modo di non dire nulla che potesse fungere da collegamento.

È un consiglio e non so se sia applicabile nel tuo caso, vedi tu.

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Io non ho preferenze per i punti di vista, la mia esperienza è inesistente e quindi non padroneggio bene la materia. Poi non ho mai scritto nulla di "giallo". Dopo aver letto il tuo commento ho pensato che potrei mettere la parte iniziale col ritrovamento di questo indizio (che causerà poi una serie di eventi collegati) come se fosse un antefatto, un prologo. Però non so come farlo tecnicamente :perchè:.

 

 

Puoi fare "prologo" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto

stacco

"Capitolo 1" -> il poliziotto (io dico poliziotto perché l'hai detto tu, potrebbe essere un carabiniere, un investigatore privato, ecc) che inizia le indagini sulla scomparsa di questa ragazza.

Continui tutti i capitoli con le indagini del poliziotto.

(In alternativa puoi scrivere l'epilogo di nuovo dal punto di vista della ragazza - se è ancora viva- per "chiudere il cerchio")

 

oppure

"capitolo 1" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto

"capitolo 2" -> presentazione del personaggio del poliziotto

"capitolo 3" -> la ragazza parla con tizio che gli dice subito a chi si riferisce quell'indizio

"capitolo 4" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa (fai capire che la ragazza è quella del capitolo 1 e 3)

alterni i punti di vista fino alla fine, facendo temere al lettore che la ragazza possa morire da un capitolo all'altro (e se vuoi sul finale puoi addirittura farla uccidere davvero)

 

oppure ancora

"capitolo 1" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa. Interroga l'ultima persona che ci ha parlato. Questa persona gli racconta dell'indizio che la ragazza ha trovato in un cappotto. Questa persona si scoprirà essere anche colui o colei che le aveva detto subito a chi si riferiva l'indizio e diventerà, di conseguenza, un possibile sospettato.

"capitolo 2" -> il poliziotto - venuto a sapere dei fatti precedenti - inizia le indagini.

 

Se facessi un unico punto di vista potrei scegliere quello dell'assassino e diventerebbe un noir ma vorrei che l'assassino si svelasse alla fine,

 

 

Questo spetta a te. Devi decidere se vuoi un giallo o un noir, sono generi diversi e comunque vengono trattati in modo diverso. Nel noir non c'è sempre un caso da risolvere (inteso come "il lettore deve scoprire chi è l'assassino") o una possibile vittima da salvare, ad esempio. Anche il taglio psicologico, l'ambientazione, i personaggi spesso nei noir sono di tutt'altro spessore rispetto ai gialli. Vedi tu, su questo non ti si possono dare consigli, dipende cosa ti piace e cosa trovi più vicino alla tua sensibilità :)

 

quello del poliziotto allora dovrei mettere prima la sparizione della ragazza altrimenti come lo collego all'omicidio che è avvenuto prima? Però sparendo la ragazza come faccio a raccontare dell'indizio che è la causa della sparizione della ragazza? Dovrei lasciare una lettera ma allora la ragazza si sentiva in pericolo, poteva parlarne con la famiglia ma così verrebbe meno l'impalcatura della storia.

 

Non hai raccontato benissimo la trama quindi non so esattamente come aiutarti, comunque sì, racconta prima la sparizione della ragazza: o lo mostri attraverso una scena o fai in modo che un personaggio la racconti al poliziotto protagonista.

 

 

Il punto di vista di chi risolve il caso mi eliminerebbe molti problemi ma non tutti.

 

Risolvere i problemi narrativi è il grande lavoro dello scrittore :) pensaci su, puoi modificare parte della trama in modo da farla rientrare nel punto di vista scelto o puoi usare più punti di vista stando attento a non essere dispersivo.

 

Sono d'accordo con Sefora che se proprio hai così tanti problemi c'è sempre la soluzione del narratore onnisciente, Falletti lo usa. Io personalmente lo detesto (il narratore onnisciente e Faletti), dipende dai gusti e da come ti trovi tu :)

 

Uauuu. La tua risposta mi ha dato modo di pensare e per questo non ho risposto subito. Ho visto che la cosa potrebbe funzionare come lo hai prospettato e non sono male le alternative che proponi, mi poace molto la terza ma anche le altre sono ottime. Ora mi riservo di riscrivere la trama per intero e vedere se funziona (purtroppo se non leggo la trama non riesco a farmi un'idea). Comunque grazie mi hai aiutato tantissimo. :love:

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Io quoto sefora e dico che invece di farti tanti problemi di punto di vista potresti usare il narratore onnisciente. Capisco che ultimamente vada di moda la focalizzazione interna, ma non è l'unico modo che esiste di raccontare una storia.

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