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refusi

Mida moderno

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http://www.writersdream.org/forum/topic/20588-la-gioia-più-grande/

 

 

ovvero la gallina dalle uova d'oro)

 

 

Era nato benestante, poi col tempo era diventato ricco. Il tutto senza faticare molto, gli era bastato semplicemente essere avaro, sfruttare le necessità e le debolezze altrui e prestare soldi ad interessi esorbitanti. Uno strozzino insomma. Anche lui aveva delle debolezze, amava le buona cucina, il buon vino, le donne. Apparentemente interessi in contraddizione con la sua taccagneria, ma anche questo caso sapeva sfruttare al meglio le debolezze altrui. Si presentava presso i debitori all'ora di cena o di pranzo per riscuotere le cambiali e gli interessi quando sapeva che questi non erano in grado di pagare, così ostentando una bontà d'animo che non gli apparteneva, accordava una breve dilazione alla scadenza, sedendosi a tavola e facendosi servire di tutto punto. Anche con le donne a lui debitrici utilizzava lo stesso metodo, ma naturalmente poi i servizi richiesti risultavano essere di tutt'altro genere. Era ricco, ma mai abbastanza, potente ma non quanto desiderasse. Doveva essere il più ricco, il più potente, il suo desiderio inconscio il suo sogno era quello di diventare come Re Mida, trasformare in oro tutto ciò che fosse venuto a contatto con le sue mani. Non mancava di fantasia e soffriva di insonnia, così che passava le sue notti a fantasticare. Avesse posseduto lui la lampada di Aladino, avrebbe saputo bene cosa chiedere. Per una strana combinazione del destino, la possibilità di realizzare quanto desiderato gli si presentò qualche tempo dopo, quando, rovistando in una soffitta appena requisita ad un creditore moroso alla ricerca di oggetti di qualche valore dimenticati dal tempo, si imbatte in uno strano cofanetto si apparente fattura antica. Lo soppesò fra le mani osservandolo da tutti i lati e cercandone l'apertura. Il cofanetto sembrava essere sigillato e non vi era modo di aprirlo, così assalito dalla curiosità pensò di aprirlo rompendolo con l'aiuto di un martello, trovato in soffitta. Alla prima martellata il cofanetto si sbriciolo in innumerevoli pezzi liberando nell'aria un nugulo di polvere. Deluso e stizzito per il risultato l'avaro rimase per qualche istante ad osservare la nube di polvere dissolversi nell'aria e con suo immenso stupore vide apparire all'interno della stessa uno strano esserino, alto poco più di trenta centimetri, dal vago aspetto umano ma più simile ad un fauno. Viso sormontato de due piccole corna, riccioli fulvi come il pizzetto che gli spuntava sul mento, orecchie puntute, altrettanto fulvo era il colore del vello che gli ricopriva la zampe di aspetto caprino.

Lo strano essere si stirò, come se si fosse svegliato solo in quel momento da un sonno lungo millenni, si liberò con alcuni colpetti della mani delle ultime tracce di polvere che ancora sostavano sul pelo, osservò l' uomo chiudendo gli occhi a fessura per meglio mettere a fuoco l'immagine e adattare la vista alla luce del luogo e poi lo apostrofò " Così sei stato tu a liberarmi. Grazie".

L'avaro, che pallido, aveva osservato sino quel momento lo strano essere con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata si riebbe un po' e riusci a bofonchiare : " Sì, sì, sono stato io". Poi la sua naturale cupidigia prese il sopravvento e superato lo spavento soggiunse : " Ma, solo grazie e basta?"

Sul volto del fauno si dipinse un sorriso, quasi una smorfia ironica :"Così vorresti una ricompensa dunque".

"Certo, - rispose l'avaro, che già pensava a come trarre profitto dalla situazione, - in fin dei conti lo devi a me se sei libero. Se non ti avessi liberato, saresti potuto rimanere prigioniero in quell'affare ancora non so per quanti anni"

"Mi sembra una richiesta ragionevole, -soggiunse il fauno sempre con quell'espressione ironica sul viso - va bene, ti concedo di esprimere un desiderio, ma fai attenzione a cosa chiedere. Dovrai esprimere un desiderio preciso, in termini brevi e concisi e una volta espresso il desiderio non potrai più tornare indietro"

Mida. Fu quello il primo pensiero che attraversò la mente dell'uomo. Poter trasformare in oro qualsiasi cosa avesse toccato. Stava per formulare la richiesta ma si trattenne. L'avvertimento del fauno sul fatto di non poter più recedere dalla decisione presa gli suggerirono prudenza, quel desiderio poteva avere delle contro indicazioni e in effetti ne aveva. Tutto il cibo che avesse toccato si sarebbe trasformato in oro, privandolo della possibilità di cibarsi e le donne poi, tutte le donne che avesse accarezzato si sarebbero tramutate in statue doro, di grande valore certo, ma lo avrebbero privato di tutto il piacere. Pensa, si disse, pensa ci deve essere una soluzione e improvvisa gli apparve la soluzione. La gallina dalle uova d'oro, e subito espresse il suo desiderio.

"Voglio che le mie feci a contatto con l'aria si trasformino in oro puro"

Il fauno osservo l'uomo per un attimo un po' sorpreso per la richiesta, poi scoppio in una fragorosa risata "E sia - concluse - che il tuo desiderio si avveri" Scomparendo poi nel nulla accompagnato de un ultima fragorosa risata.

L'avaro lo vide sparire nel nulla e ancora sorpreso e sconvolto per l'accaduto, cominciò a considerare le implicazioni del desiderio espresso, sempre che il desiderio si fosse avverato, cosa nei confronti della quale nutriva, malgrado le speranze dei notevoli dubbi. Se si avvera sarò ricchissimo pensò, non avrò più alcuna remora ad acquistare il cibo migliore, non avrò più il rimorso di aver sprecato del denaro per vederlo poi sparire dentro lo sciacquone. Tutto si sarebbe trasformato in brillante, giallo, solido oro zecchino. Sempre che il desiderio si fosse avverato. Non avrebbe dovuto attendere molto. Era abitudinario nelle sue cose, come nei suoi bisogni, e non mancava molto. Rientrò velocemente a casa, per non correre rischi, recuperò un vecchio pitale che aveva accantonato tempo prima all'interno di un ripostiglio. Vi si accomodò sopra e attese. Il fatidico momento venne, spinse e in risposta senti un distinto rumore metallico, il desiderio si era avverato. Come le feci entravano in contatto con l'aria si trasformavano immediatamente in oro andando a depositarsi sul fondo del pitale. Un urlo di gioia risuono nelle pareti della casa. Ricco, ricchissimo, nulla avrebbe più potuto contrastare la sua ricchezza e già nella sua mente si affacciavano visioni di pranzi succulenti costosissimi, ma che poi lo avrebbero ripagato con ricchezze ancora maggiori. Il mattino successivo, fra la sorpresa di chi lo conosceva che non lo aveva mai visto spendere più di qualche euro per la spesa, saccheggiò tutti i negozi del quartiere, riempì la dispensa e il frigorifero, che si era dato la pena di comperare proprio in quell'occasione, con tutti i cibi più prelibati e i vini migliori. Si confezionò un pranzo pantagruelico, abbuffandosi come non gli era mai capitato di fare sino allora. Poi attese l'evento. E ancora una volta fu una sonante montagnetta di oro quella che andò a depositarsi sul fondo del pitale. L'urlo fu più contenuto, ma la gioia immensamente più grande. Anche se quella gioia era destinata ad affievolirsi prima, per poi sparire definitivamente nell'arco di breve tempo. Non gli riusciva di vendere un solo grammo di quell'oro. Sì perché malgrado si trattasse di un giallo, brillante e solido oro puro, conservava sempre una terribile, terrificante, nauseabonda puzza di merda.

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errata corrige.

ad un debitore moroso

ps. si può entrare nel proprio resto per correggere? Se sì come? Grazie

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Ospite Bradipi
Era nato benestante, poi col tempo era diventato ricco. Il tutto senza faticare molto, gli era bastato semplicemente essere avaro, sfruttare le necessità e le debolezze altrui e prestare soldi ad interessi esorbitanti. Uno strozzino insomma.

Uno strozzino necessita di almeno un addetto alla riscossione dei crediti, che qui non viene descritto.

un nugulo di polvere

errore di battuta: nugolo

Troppo narrato.

È scontato che l’avaro debba essere gabbato, ma non apprezzo il modo. Vi sono numerosi racconti che si basano sulle conseguenze di un desiderio espresso male, ma qui siamo alla inadempienza contrattuale da parte del fauno: "Voglio che le mie feci a contatto con l'aria si trasformino in oro puro" il desiderio è chiaro e l’oro puro non puzza, anzi è noto "pecunia non olet".

 

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Errore di battuta? Mi meraviglio che ce ne sia stato uno solo.

Questo era uno strozzino tutto fare, non apparteneva alla camorra. Si trattava di un genovese vecchio stampo.

Pecunia non olet - traduzione letterale il denaro non ha odore - questo non era denaro era oro e considerata la provenienza puzzava di certo. Garantito. Beh se tu non apprezzi il modo non ci posso fare nulla, per quanto concerne l'inadempianza contrattuale del fauno, non sono d'accordo, nel desiderio non era stato specificato che l'oro dovesse essere inodore.

Grazie per la lettura e il commento critico.

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ps. si può entrare nel proprio resto per correggere? Se sì come? Grazie 

 

Non si può: si deve essere almeno un 'sostenitore' per poter correggere i propri post.

Puoi sempre ri-postare una versione riveduta e corretta del racconto in una nuova discussione (con un nuovo commento, ovviamente).

 

E' un racconto satirico, uno di quelli che sarebbero piaciuti tanto ad Orazio & Co.: da una parte non è troppo originale, dall'altra comunque non ha evidenti difetti. A parte uno.

Come ti ha già fatto notare Bradipi, l'oro non puzza.

Il detto 'pecunia non olet' non si riferisce infatti alla vile cartamoneta, ma proviene da un aneddoto su Vespasiano che ci viene riportato da Svetonio: l'imperatore Vespasiano avrebbe introdotto nuove, (apparentemente) assurde tasse per rimettere a pari il bilancio dell'Impero dissestato dalle folli spese di Nerone; tra queste, c'era una tassa sull'urina, utilizzata al tempo sia come componente di medicinali, sia in varie industrie artigianali. Pare che il figlio di Vespasiano, il buon Tito, avesse da obiettare sulla politica finanziaria del padre il quale avrebbe ribattuto appunto che 'il denaro non puzza'.

Ora, le monete romane erano in argento, ma comunque di metallo: il metallo in sé per sé non puzza. Che il piccolo fauno voglia punire l'avaro ci sta, è quello il senso della storia. Ma dovrebbe essere l'avaro a compiere l'errore, non il fauno ad imbrogliarlo.

Io piuttosto, l'avrei fatto rimanere con un pezzo d'oro incastrato nell'ano, sia perché comunque il momento in cui le feci entrano a contatto con l'aria è nell'esatto momento in cui stanno uscendo dall'orifizio anale, sia perché alla fine i peti aria sono. In questo modo, il fauno avrebbe avverato alla lettera il desiderio dell'avaro e l'avaro avrebbe avuto la sua giusta punizione da contrappasso dantesco.  :asd:

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mmm non si potrebbe ipotizzare un fauno alchimista? A parte gli scerzi rigrazio per i commenti. Nella mia risposta precedente  con quel accenno alla  traduzione letterale, volevo solo semplicemente giustificare la puzza dell'oro. Avevo considerato il fatto del blocco anale, ma ho preferito scegliere l'altra soluzione per quanto come avete fatto notare presenti alcune pecche.

Draghi viola? Perchè no, basta trovare un drago e qualcuno che abbia il coraggio di dargli una mano di vernice  : :s :

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Ospite Bradipi

OT: Alexander, per favore niente punti reputazione in sezione narrativa e poesia.

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OT: Alexander, per favore niente punti reputazione in sezione narrativa e poesia.

 

Doppio OT

 

Mi sono lasciato prendere dal video e ho dimenticato anch'io che ci trovavamo nella sezione narrativa :noo:

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Si presentava presso i debitori all'ora di cena o di pranzo per riscuotere le cambiali e gli interessi quando sapeva che questi non erano in grado di pagare, così ostentando una bontà d'animo che non gli apparteneva, accordava una breve dilazione alla scadenza, sedendosi a tavola e facendosi servire di tutto punto.

Io allo strozzino come minimo gli avrei sputato nel piatto E non credo di pensarla solo io così. Possibile che lui non pensi a questa possibilità.

un giallo, brillante e solido oro puro

Che intendi per solido? Ti aspettavi di vederlo liquido o gassoso? Se per solido intendevi duro, l'oro puro è tenero.

 

Concordo con Alexander91, anche io mi aspettavo che l'oro rimanesse incastrato per via dei gas dovuti alla cena pantagruelica. Anche ammettendo che il suo oro puzzi, appena lo leghi ad altri metalli la puzza si affievolisce. 

Al limite avrei pensato anche a conseguenze economiche: lo strozzino mette in circolo talmente tanto oro da farne abbassare il prezzo, anche solo di poco. Per uno così avaro sarebbe un grande smacco. Però non sono un'esperta di economia, quindi è meglio sentire il parere di chi lo è.

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Tu sei tu, e probabilmente non hai, ne mai avrai bisogno di uno strozzino.

 

No per la verità avevo paura si presentasse in uno stato "etereo".

 

Ho optato per una soluzione diversa, mi seccava descrivere l'intervento dei medici presso il pronto soccorso, sai che lavoraccio?

 

Temo che nemmeno con una dissenteria costante sarebbe riuscito a tanto.

 

Grazie per la lettura e per il commento.

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Tu sei tu, e probabilmente non hai, ne mai avrai bisogno di uno strozzino.

Infatti, non credo che uno strozzino sano di mente mi presterebbe mai dei soldi. Non so di preciso come funzionano queste cose, ma un minimo di garanzia la devi avere. 

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Ospite
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