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1984Phantom

Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

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Ospite Gigio_02

@Uno Qualunque

Infatti non parlo a caso. Quando provai a informarmi mi arrivarono certe badilate sulle gengive... Cifre astronomiche per un solo romanzo di 400 pagine (e ho scritto una saga di più libri, facendo due conti mi sono venuti i capelli bianchi). Ovviamente provai con un paio di grandi agenzie, le cose fatte in casa non le ho nemmeno considerate. Anzi, ti dirò, avevo anche dato un'occhio alle traduzioni in spagnolo (nella top5 delle lingue più parlate al mondo) e stesse cifre.
Insomma, non si tratta solo di "tirarsi su le maniche".

 

In linea di principio sono d'accordo con te, comunque. Anzi, se non ti scoccia mi piacerebbe sapere come ti stai muovendo.

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@Uno Qualunque

Infatti non parlo a caso. Quando provai a informarmi mi arrivarono certe badilate sulle gengive... Cifre astronomiche per un solo romanzo di 400 pagine (e ho scritto una saga di più libri, facendo due conti mi sono venuti i capelli bianchi). Ovviamente provai con un paio di grandi agenzie, le cose fatte in casa non le ho nemmeno considerate. Anzi, ti dirò, avevo anche dato un'occhio alle traduzioni in spagnolo (nella top5 delle lingue più parlate al mondo) e stesse cifre.

Insomma, non si tratta solo di "tirarsi su le maniche".

 

In linea di principio sono d'accordo con te, comunque. Anzi, se non ti scoccia mi piacerebbe sapere come ti stai muovendo.

 

Sentiti libero di scrivermi tramite MP  :la:

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In linea di principio sono d'accordo con te, comunque. Anzi, se non ti scoccia mi piacerebbe sapere come ti stai muovendo.

 

Sentiti libero di scrivermi tramite MP  :la:

 

 

MP in arrivo anche da parte mia

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Mi raccomando, SOLO traduttori madrelingua, è fondamentale! Mollate chi vi dice "parlo inglese da quando sono all'asilo" "ho vissuto tot anni all'estero" non c'è proprio da fidarsi. Io ho visto i risultati di persona su alcuni libri... meglio ancora se sono traduttori certificati (non mi ricordo il sito dove c'è l'elenco) perché si può sempre trovare un madrelingua incompetente (anche qui alcuni esempi :) )

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Mi raccomando, SOLO traduttori madrelingua, è fondamentale! Mollate chi vi dice "parlo inglese da quando sono all'asilo" "ho vissuto tot anni all'estero" non c'è proprio da fidarsi. Io ho visto i risultati di persona su alcuni libri... meglio ancora se sono traduttori certificati (non mi ricordo il sito dove c'è l'elenco) perché si può sempre trovare un madrelingua incompetente (anche qui alcuni esempi :) )

 

D'accordissimo. Ho avuto brutte esperienze con gente che "conosco la lingua Inglese come le mie tasche"; oltretutto una traduzione letteraria è assai diversa da una traduzione letterale e un buon traduttore letterario, oltre a dover essere madrelingua necessariamente, deve comprendere a fondo le sensazioni, i significati, le metafore, l'ironia quando c'è, insomma sviscerare lo scritto e riportarlo in tutta la sua essenza nell'altra lingua.

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concordo, penso che un traduttore debba anche essere scrittore, non basta una traduzione letteralmente perfetta, secondo me alcune frasi vanno addirittura stravolte nel passaggio da una lingua all'altra per rendere al meglio l'opera.

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Io ho pubblicato una raccolta di racconti su amazon/createspace, avevo una sorta di esclusi da un precedente volume che ho poi mandato alle case editrici, mi sono accorto che una parte di loro erano adattabili per un concept umoristico e ho optato per l'autopubblicazione a prezzi proprio all'osso. Il motivo di questa scelta era molteplice.

Innanzitutto la sfida. Perché se sai che non hai altri filtri oltre te stesso, ti imponi un regime di disciplina ferreo per tutta la fase di editing, l'impaginazione poi è una fase mefistotelica che può portati via del tempo, tra set up, sistemazione righe, pensi tutto vada finalmente bene, poi vai all'anteprima e sembra che abbiano "spettinato" le lettere su un foglio :P e giù a risistemare, argggh.

Poi il lavoro sulla copertina, tra mille layout io avevo già una commissionata da amici, quindi tutto ok, no? Ecco appunto, no. :D anche qua la via crucis, copertina/back cover/millimetri di spessore e "the best soul of your dead relatives" (detto per i romanacci anglofoni) , lo spazio del codice, la tipologia di carta, vai a districarti con le percentuali e il programma adatto di amazon, scegli i 5 giorni free ogni 90 e pianifica come promuovere un po'.

Non è solo questione di farti conoscere, ma di conoscere. Tutto, anche la cosa più insignificante che può farti fare le ossa e maturare. Avere l'esperienza di un gradino superiore che magari tornerà utile al momento in cui tra sei mesi forse una delle cinquanta case editrici contattate deciderà di darmi attenzione.

Un articolo dell'anno scorso su IlFatto quotidiano paventava che non servissero più a nulla le cads editrici, tanto fai tutto te! E quell'articolo, pur facendo bene dal punto di vista dell'editoria a pagamento, fece più danni della grandine sia sullo screditare un mondo dell'editoria che non è tutto così, ma anche dal punto di vista di mostrare tutti i "deux ex machina" come fossero tutti con quell'imprinting la, del "tanto c'è l'americana che da amazon ha venduto milioni di copie e poi ha firmato con una major, fatece largo che passiamo noi".

No, fortunatamente le storie sono le più varie e sono contento di averne lette di diverse in questo topic.

Per me questo passo rappresenta un gradino di crescita personale dal punto di vista umano, poi è anche una possibilità. Ma innanzitutto è capire.

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grazie gidanrazorblade, veramente interessante il tuo post. tienici informati su come va e come ti trovi! io credo che sarò pronto a fare il grande passo su createspace e narcissus fra un mesetto, per cui sono molto curioso di condividere le esperienze con gli altri.

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Ciao Diego! Sono lieto di vedere altri pionieri di questa avanguardia :)

Aggiungo delle cose, alcune le saprai pure meglio di me ma non si sa mai :

1) preparati ad un attacco di "oddio, ma sicuro che ho controllato bene i refusi?" ,ti capiterà anche dopo 100 volte, mentre compilerai tutte le scartoffie è un passaggio certo. Stile via crucis :P

2) se agisci su createspace, una volta che ti formatta lui, vai subito a dare una occhiata all'anteprima, se qualcosa non di soddisfa, usa calibre e formattatelo personalmente in mobi e ricaricarlo. A volte fa scherzi.

3) preparati una sinossi/presentazione da mettere, che tra i passaggi sarai un po' impegnato mentalmente che almeno io ho avuto difficoltà a estenderla poi al momento.

4) il prezzo che metterai su amazon verrà maggiorato di qualche cent tra iva e cambio valuta, non ti straniere se succede

5)se vuoi andare di multipiattaforma, fai qualcosa che ti garantisca la copertura che desideri, ma evita di caricare manualmente in più portali, perché può poi capitare di trovarsi due libri identici nella ricerca e confondere il lettore. Pure con le vendite fa unnpo' di casino e rischi che non te le riconosca il contatore delle "classifiche" (può sembrare una cavolata, ma quelle settoriali per genere letterario il lettore le visita, e stare in buona top almeno ti da la possibilità di farti sfogliare di più.

6)se scegli di dare l'esclusività ad amazon per 90 giorni, lui ti da un piano specifico per esordienti in cui effettivamente il libro fa più capolino nei consigli e nelle ricerche, in quei 90 giorni potrai mettere il tuo libro gratis per 5, sfruttarli al massimo.

7) io come multipiattaforma (nel caso non ti interessa la promozione di cui sopra amazon) io consiglio youcanprint, credo che tra tutti sia il piu completo. Sia come servizi opzionali a pagamento che puoi richiedere sul sito (al dettaglio, dalla traduzione fino alla correzione) sia per il servizio a 360°, ma è una idea mia. Mostro una tabella che secondo me è utile:http://socialcompare.com/en/comparison/self-publishing-wjwdaav

Ovviamente ognuno le sue necessità :)

8) ovviamente non si torna indietro: una volta auto pubblicato nessuna casa editrice si interesserà un giorno a riprendere il manoscritto anche se rimaneggiato assai, quindi occhio! Può sembrare una cavolata ma è bene essere decisissimi e motivatissimi!

E a proposito delle traduzioni, spezzo una lancia a favore di chi dice che è meglio investire assai. Assolutamente si. E farlo dopo aver visto le referenze del soggetto in maniera. Vi assicuro che è determinante, su questo argomento ho fatto una tesi per un master e devo dire che ci sono già opere nel mondo del mainstream artistico che ci sono arrivate brutalmente amputate della loro essenza base grazie solo ad una semplice distrazione in 5 minuti di dialogo tradotto male.

Ci sono milioni di esempi anche tra capolavori tra noi amati:

http://www.outernerds.com/2010/02/un-finale-in-bilico-tra-ottimismo-e-pessimismo-appunti-sul-doppiaggio-italiano-della-principessa-mononoke/

Per chi ha fiducia di leggersi il pippone e conosce il film, non co saranno bisogno di altre parole! Per gli altri mi limito a dire che non è solo questione di "bruciarsi" il libro, ma anche di vedersi la propria opera male interpretata alla radice e ,se permettete, una cosa simile mi farebbe incazzare anche da famoso :)

Scusatemi per il fare prolisso!

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7) io come multipiattaforma (nel caso non ti interessa la promozione di cui sopra amazon) io consiglio youcanprint, credo che tra tutti sia il piu completo. Sia come servizi opzionali a pagamento che puoi richiedere sul sito (al dettaglio, dalla traduzione fino alla correzione) sia per il servizio a 360°, ma è una idea mia. Mostro una tabella che secondo me è utile:http://socialcompare.com/en/comparison/self-publishing-wjwdaav

Ovviamente ognuno le sue necessità :)

 

Sulla carta, ma in pratica hanno seri problemi organizzativi che rende i tempi allucinanti (diverse esperienze indirette) e in generale un servizio clienti lentissimo e poco preciso (esperienza diretta).

A Createspace ci sono alcune alternative sempre estere che funzionano bene.

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Il Selfpublishing mi alletta sempre di più, devo ammetterlo. Principalmente perché ho diversi testi troppo lunghi per essere un racconto, e quindi difficilmente spendibili per partecipare a dei concorsi, e troppo brevi per arrivare a definirsi romanzi, per cui di sicuro inutili per case editrici. Da totale neofita, nonché persona poco pratica di tecnologie, mi rendo conto che ci sono un'infinità di dettagli di cui tener conto nella preparazione di un ebook (editing, impostazione dei file, scelta di un'immagine per la copertina che non sia protetta da copyright, modi per pubblicizzare il proprio lavoro e così via) per cui dovrò studiarmi l'argomento a lungo.

Temo che passeranno anni prima che abbia qualcosa di pronto. 

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Penso anch'io che l'autopubblicazione (se fatta bene, e non un copia-incolla fatto tanto per vantarsi al bar) possa rappresentare un ottimo allenamento anche in vista di una pubblicazione "tradizionale".

Mi fa piacere che su questo forum ci sia una visione già abbastanza matura del self-publishing, non l'entusiasmo esasperato che vedo a volte su internet né la demonizzazione ridicola di alcuni editori/addetti ai lavori; se hai paura che il self-publishing ti rubi la pagnotta, forse la colpa non è del self-publishing...

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telstar, puoi elencare le alternative estere a createspace please? :)

 

Dico la mia aspettando la risposta di Telstar.

 

Premessa: la compagnia di self-publishing perfetta non esiste. Evitando di prendere in considerazione quelle meno note, ognuna ha i suoi vantaggi e svantaggi e, prima di scegliere a chi rivolgersi, è necessario analizzare quella che più viene incontro alle proprie esigenze.

 

Seconda premessa: la scelta cambia a seconda se si vuole puntare sull'ebook o sul cartaceo+ebook.

 

Questi sono i punti più importanti su cui basare la scelta, ma ci sono anche altri fattori: royalties, qualità della stampa, supporto tecnico e se si punta a vendere principalmente su Amazon o su altri siti e librerie fisiche.

Createspace e Amazon infatti sono molto osteggiati dalla maggiorparte delle librerie, cosa che invece non accade con Ingramspark.

 

 

Alla fin fine, per me la scelta migliore resta comunque Createspace.

Faccio una scheda comparativa, anche se mi dimenticherò sicuramente qualcosa.

 

 

CREATESPACE

 

 

:indicare:

 

-assistenza eccellente. Rispondono alle e-mail molto rapidamente fornendo informazioni molto dettagliate e complete.

 

-rapidissimo nella pubblicazione e consegna

 

-puoi ordinare un quantitativo variabile di libri a prezzo di stampa e non di vendita. Per esempio un libro di 400 pagine viene meno di 4 euro.

 

-sito completo e user-friendly, con tantissime informazioni, guide e preventivi on-line molto precisi.

 

-offre servizi editoriali completi quali editing, formattazione, impaginazione, marketing e altro, ognuno a diversi livelli a seconda di ciò che si desidera e si paga.

 

-spediscono copie di prova che si possono correggere se il risultato non corrisponde alle proprie richieste o se si vogliono comunque apportare delle modifiche. 

 

-si possono sostituire gratuitamente in tempi relativamente rapidi eventuali copie definitive che risultano mal stampate.

 

 

 

:^^:

 

-qualità di stampa globalmente buona.

 

-puoi spedire i libri direttamente ai clienti tramite l'opzione dropship.

 

 

 

:nein:

 

-libri illustrati decisamente costosi. E questo non va bene.   La spesa è alta perchè se hai anche una sola pagina a colori, allora tutto il libro viene stampato rigorosamente su carta bianca e come se fosse tutto a colori.

 

-c'è un limite di pagine abbastanza basso.   740 pagine per carta avorio e 828 per carta bianca.

 

 

 

:follia:

 

-non si possono pubblicare libri in copertina rigida.   E' comunque possibile stamparli ordinando delle copie personali (da rivendere poi per conto proprio o per farne quel che si vuole).

 

 

 

 

:no:

 

-i servizi editoriali sono costosissimi. 

 

-la qualità di alcuni servizi editoriali è casuale.    Hanno quasi solo collaboratori esterni per certi servizi come l'editing e di conseguenza è impossibile sapere in anticipo con chi si ha a che fare. Createspace afferma che si rivolgono solo a persone esperte (per esempio chi si occupa dell'editing ha un'esperienza di almeno 5 anni), in ogni caso loro raccomandano di contattarli tempestivamente nel caso non si è soddisfatti del servizio anzichè porgere eventuali reclami a lavoro ultimato (anche se per alcune cose il reclamo può avvenire solo alla fine, come nel caso si chiedano delle recensioni del proprio libro). Se si reclama agli inizi dei lavori, allora provvedono a cambiare i collaboratori.

Proprio per questi motivi (costo elevato e risultato del lavoro imprevedibile), sono in molti a consigliare di evitare di utilizzare certi servizi di Createspace come l'editing e la correzione bozze e di rivolgersi ad agenzie o freelancer di comprovata affidabilità. Si spende molto meno e il risultato è soddisfacente (potrei dare qualche link, ma non ricordo se è contro il regolamento ).

Naturalmente, se non si ha a chi chiedere, piuttosto che spendere tempo e denaro per un agenzia o un freelancer su cui non si è sicuri, allora tanto vale fare tutto con Createspace che offre almeno qualche garanzia. Inoltre sul forum di Createspace (sorprendentemente senza filtri) si leggono più pareri positivi che negativi su editing, correzione bozze, impaginazione ecc.

Il vero punto negativo è il prezzo.

Questo discorso per gli italiani vale però solo fino a un certo punto, visto che chi si occupa della traduzione del proprio libro in inglese, normalmente si occupa anche di editing e correzione bozze. Quindi i servizi di editing di Createspace verrebbero usati solo nel caso si voglia fare un'ulteriore "passata" o se l'editing precedente non è risultato soddisfacente.

 

-altri servizi sono invece più affidabili e soddisfacenti, ad esempio quello relativo al marketing.

 

-pubblicando su Createspace si viene respinti da molte librerie. :follia:  Non è però molto penalizzante considerando che gran parte delle vendite avvengono comunque attraverso Amazon.

 

 

 

INGRAMSPARK

 

Ingramspark è una sussidiaria di Lightining Source. Fino a un anno fa un autore poteva pubblicare su Lightining Source, ora invece LS è riservata solo ad aziende (o autori che hanno così tanti libri da pubblicare in blocco che possono essere paragonati ad un piccolo indie publisher) ed Ingramspark è rivolto agli autori.

 

:indicare:

-qualità di stampa molto alta.   Superiore a Createspace e forse a qualsiasi altra compagnia.

 

-molte opzioni di personalizzazione della propria opera.

 

-si possono pubblicare libri in copertina rigida.

 

-i libri illustrati costano decisamente meno rispetto a Createspace.

 

 

:^^:

 

-le librerie sono ben liete di accettare i libri di Ingramspark.

 

-accettano libri di oltre 1000 pagine.

 

 

 

:mellow:

 

-Amazon osteggia Ingramspark, mettendo certi libri "out of stock" anche se non è vero.

 

 

 

:no:

 

-l'assistenza tecnica è lentissima e scadente. 

 

-non c'è alcun servizio editoriale.

 

-non c'è alcuna copia di prova.

 

-per niente user-friendly.

 

-capita di imbattersi in diversi problemi di natura tecnica di risoluzione difficile e lenta.

 

-l'upload dei file è molto restrittivo.

 

-upload, revisioni ecc. sono a pagamento.

 

-ci sono diverse altre cose a pagamento.

 

 

 

Quindi, perchè usare Ingramspark?

Per la qualità di stampa, per evitare il limite di pagine e per distribuire a molti più siti e librerie rispetto a Createspace (ma con l'inconveniente di vendere molto meno su Amazon).

DIrei di usarlo però solo se si è molto molto sicuri di quello che si fa e ben consapevoli che possono volare via anche 200 euro solo per configurare l'account, uploadare, ricevere il proprio libro (non di prova ma copia definitiva) e comprare il codice ISBN. E c'è chi ha speso anche molto di più.

Più sicuro chiedere a un'agenzia esterna o un freelancer che si occupano abitualmente di formattare e impaginare file per diversi POD e lasciar fare tutto a loro.

Nulla vieta di utilizzare sia Createspace sia Ingramspark, ma da quel che ho letto c'è un problema con gli ISBN che mi sembra sia di complicata risoluzione.

 

 

LIGHTINING SOURCE

 

Non c'è molto da dire visto che non è più accessibile agli autori.

L'unico modo per utilizzare LS (per motivi legati agli sconti, alla distribuzione, al prestigio del nome e alla qualità di stampa) è rivolgersi a un'agenzia esterna che si occupa di formattazione e che faccia il lavoraccio al posto vostro.

La stessa cosa è comunque consigliata anche per Ingramspark data la sua scarsa accessibilità e difficoltà di gestione.

 

 

 

SMASHWORDS

 

Smashwords è solo per ebook. Buono per le royalties e per la distribuzione che raggiunge molti siti, inoltre non ci sono spese, viene trattenuta solo una percentuale sulle copie vendute. L'ebook viene formattato in tutti i formati elettronici esistenti.

 

 

 

Potrei metterne qualcun'altra, ma alla fine il risultato per me non cambia, la prima scelta rimane Createspace.

Ingramspark ha comunque molto potenziale.

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Sto osservando il fenomeno del self, o degli scrittori indie, per usare un termine che va molto nel mondo musicale (dove l'indie è una realtà già da diverso tempo). Sinceramente ho scaricato, come molti di voi, diversi estratti da Amazon per vedere la qualità delle opere pubblicate e non ne ho comprata nessuna. A parte l'editing spesso inesistente, ho trovato prodotto piuttosto dilettanti, anche se ben recensiti e ben posizionati nelle classifiche, con tanto di copertina accattivante e "quarta" ben scritta. 

Non sono contraria al self-publishing, per alcuni è una scelta non di ripiego ma consapevole. E' un bene che ci sia la possibilità di farsi conoscere e di farsi leggere anche al di fuori dei canali tradizionali e, perché no, di guadagnare qualcosina dal proprio lavoro. L'importante è che, nel momento in cui si diventa anche editori di se stessi, ci sia il concetto che il libro è e deve essere un prodotto professionale, e quindi curato nell'editing, nell'impaginazione, nella copertina, nella scelta del titolo, nella promozione. Ci saranno sempre quelli che pubblicano paccottiglia, ma anche le CE blasonate lo fanno per cui non mi sconvolge. Se un libro è bello, rimane bello sia da indie che da "regolare". 

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Sto osservando il fenomeno del self, o degli scrittori indie, per usare un termine che va molto nel mondo musicale (dove l'indie è una realtà già da diverso tempo). Sinceramente ho scaricato, come molti di voi, diversi estratti da Amazon per vedere la qualità delle opere pubblicate e non ne ho comprata nessuna. A parte l'editing spesso inesistente, ho trovato prodotto piuttosto dilettanti, anche se ben recensiti e ben posizionati nelle classifiche, con tanto di copertina accattivante e "quarta" ben scritta. 

Non sono contraria al self-publishing, per alcuni è una scelta non di ripiego ma consapevole. E' un bene che ci sia la possibilità di farsi conoscere e di farsi leggere anche al di fuori dei canali tradizionali e, perché no, di guadagnare qualcosina dal proprio lavoro. L'importante è che, nel momento in cui si diventa anche editori di se stessi, ci sia il concetto che il libro è e deve essere un prodotto professionale, e quindi curato nell'editing, nell'impaginazione, nella copertina, nella scelta del titolo, nella promozione. Ci saranno sempre quelli che pubblicano paccottiglia, ma anche le CE blasonate lo fanno per cui non mi sconvolge. Se un libro è bello, rimane bello sia da indie che da "regolare". 

In effetti è curioso che la musica indie spesso sia la preferita di quei soggetti che in ambito letterario sono invece noti per essere ultrà del cartaceo e leggere di regola solo classici, i cosiddetti hipster! E' proprio vero che le mode hanno un potere enorme, speriamo che pure l'editoria indipendente diventi di moda prima o poi.

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La differenza è che con l'indie musicale, spesso imperfezioni ed errori vengono visti come genuinità nell'esecuzione. Un disco punk o alternative rock con stonature, chitarre scordate e magari la batteria più alta della voce danno un sapore particolare alla proposta. E magari non sono manco voluti ma manifestati per i limiti del budget e di esecuzione della band :D

Nell'editoria il 90% di questo non c'è. La poeticità del refuso ad esempio viene a mancare. (Per dirne una).

Createspace mi ha aiutato molto sotto l'aspetto dell'editing, è facile trovar problemi anche nel dopo. E grazie a lui magari dopo tre ore hai sistemato un refuso. Il mio libro è arrivato questa settimana a casa, per circa 3 euro e 20 han fatto secondo me un lavoro superbo. Per fare confronti vorrei magari provare cosa sarebbe successo se avessi proposto una stampa non low budget ma con tutti i crismi del caso. Ma se servono foto o esempi, son disponibile a farli (ovviamente omettendo il titolo del mio lavoro, non voglio certo sponsorizzarmi).

Ho voluto anche fare una valutazione di carattere pubblicitario, cioè non avvertire nessuno dei miei amici della release per circa un mese e vedere quanto avrebbe giocato la famigerata promozione amazon, al primo giorno di download gratuito son stato scaricato in 50 unità, in un mese ho venduto una ventina di copie con 5 digitale download. Mi aspettavo peggio.

Ovviamente sono dati sensibili, ma volevo aggiungere una statistica alla descrizione.

Il mio prossimo punto sarà studiare quanto cambierà l'andazzo la promozione tramite recensioni a blog e siti non a pagamento.

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Non ho risposto perché sto aspettando una risposta :)

Comqunque i tre player principali sono Createspace, Ingramspark e Lighthning source (su quest'ultimo non è chiaro in che modo accederci perché in teoria forniscono servizi di POD solo a piccole CE). Vantaggi e svantaggi sostanzialmente li hai elencati tu.

Tranne uno: la distribuzione in libreria di CS è praticamente inesistente perché le librerie americane boicottano Amazon per via delle sue politiche. Quella in Italia è totalmente inesistente.

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Sto osservando il fenomeno del self, o degli scrittori indie, per usare un termine che va molto nel mondo musicale (dove l'indie è una realtà già da diverso tempo). Sinceramente ho scaricato, come molti di voi, diversi estratti da Amazon per vedere la qualità delle opere pubblicate e non ne ho comprata nessuna. A parte l'editing spesso inesistente, ho trovato prodotto piuttosto dilettanti, anche se ben recensiti e ben posizionati nelle classifiche, con tanto di copertina accattivante e "quarta" ben scritta. 

Non sono contraria al self-publishing, per alcuni è una scelta non di ripiego ma consapevole. E' un bene che ci sia la possibilità di farsi conoscere e di farsi leggere anche al di fuori dei canali tradizionali e, perché no, di guadagnare qualcosina dal proprio lavoro. L'importante è che, nel momento in cui si diventa anche editori di se stessi, ci sia il concetto che il libro è e deve essere un prodotto professionale, e quindi curato nell'editing, nell'impaginazione, nella copertina, nella scelta del titolo, nella promozione. Ci saranno sempre quelli che pubblicano paccottiglia, ma anche le CE blasonate lo fanno per cui non mi sconvolge. Se un libro è bello, rimane bello sia da indie che da "regolare". 

 

Autopubblicarsi è un po' come aprire un ristorante. Puoi decidere di fare tutto tu: pulizia, amministrazione, servizio ai tavoli, preparazione del menù, cucinare i piatti... Oppure puoi delegare ad altri, assumendo uno chef che sa fare il suo lavoro, un capocameriere esperto ecc.

Nel primo caso, dovendo fare tutto da soli c'è il rischio che il risultato finale non sia abbastanza buono. Nel secondo caso, si alzano le probabilità di ottenere un risultato soddisfacente.

Il self-publishing è una risorsa che può essere sfruttata in tanti modi.

Aggiungo che se non è possibile ricorrere a servizi editoriali esterni, allora è meglio evitare di scrivere un romanzo sci-fi di 800 pagine. Meglio qualcosa di 100 pagine (pagina più, pagina meno). Meno pagine ci sono, più è semplice la correzione dei testi. Ed è anche più facile trovare alpha/beta-reader che possano dare una mano.

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La differenza è che con l'indie musicale, spesso imperfezioni ed errori vengono visti come genuinità nell'esecuzione. Un disco punk o alternative rock con stonature, chitarre scordate e magari la batteria più alta della voce danno un sapore particolare alla proposta. E magari non sono manco voluti ma manifestati per i limiti del budget e di esecuzione della band :D

Nell'editoria il 90% di questo non c'è. La poeticità del refuso ad esempio viene a mancare. (Per dirne una).

Createspace mi ha aiutato molto sotto l'aspetto dell'editing, è facile trovar problemi anche nel dopo. E grazie a lui magari dopo tre ore hai sistemato un refuso. Il mio libro è arrivato questa settimana a casa, per circa 3 euro e 20 han fatto secondo me un lavoro superbo. Per fare confronti vorrei magari provare cosa sarebbe successo se avessi proposto una stampa non low budget ma con tutti i crismi del caso. Ma se servono foto o esempi, son disponibile a farli (ovviamente omettendo il titolo del mio lavoro, non voglio certo sponsorizzarmi).

Ho voluto anche fare una valutazione di carattere pubblicitario, cioè non avvertire nessuno dei miei amici della release per circa un mese e vedere quanto avrebbe giocato la famigerata promozione amazon, al primo giorno di download gratuito son stato scaricato in 50 unità, in un mese ho venduto una ventina di copie con 5 digitale download. Mi aspettavo peggio.

Ovviamente sono dati sensibili, ma volevo aggiungere una statistica alla descrizione.

Il mio prossimo punto sarà studiare quanto cambierà l'andazzo la promozione tramite recensioni a blog e siti non a pagamento.

Assolutamente vero, il fascino del refuso non esiste e credo mai esisterà :D

interessante il tuo metodo di fare indagini di mercato... e giusta perché, da quel poco che abbiamo visto noi, è veramente difficile stimare nel dettaglio quante vendite spostino certe attività piuttosto che altre. Sopratutto per i blogger, a volte sembra che non facciano un tubo, a volte una singola recensione pare possa rivitalizzare un titolo in crisi...penso che dipenda parecchio dal genere del libro e dall'entità del proprio network personale

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Sono iscritta a questo forum da circa due anni e mezzo e ho letto molte interessantissime discussioni, ma intervengo solo ora per portare la mia esperienza su un argomento che mi interessa da vicino.


 


Sto autopubblicando proprio in questi giorni il mio primo romanzo.


In realtà è già disponibile su ilmiolibro.it, ma è un'esperienza che non mi ha soddisfatta e sono passata a youcanprint.it.


 


Ho deciso di autopubblicarmi per due motivi principali:


 


il primo è che, essendo un'imprenditore, ho un po' la mania del controllo. 


Le cose devono essere fatte a modo mio. Diciamo che voglio essere artefice del mio destino, nel bene e nel male.


Ho collaborato con un editor professionista per rendere la lettura del mio romanzo più scorrevole e gradevole.


L'ho impaginato con cura, cercando di non commettere errori, anche se di certo ce ne saranno.


La copertina è opera di mia figlia, che è un grafico. Penso sia brava e la parentela è solo un dettaglio che fa risparmiare :)


E ora il libro mi piace e mi rispecchia.


 


Il secondo è che scrivere è qualcosa che mi appassiona e mi fa stare bene e voglio condividerlo, ma non sono giovane come la maggior parte di voi e i tempi dell'editoria tradizionale sono deprimenti.


Un libro nel cassetto, a mio parere, non ha senso di esistere. Deve essere letto per aver vita.


Questa esperienza è un'avventura. Ogni giorno una scoperta e lo trovo davvero appagante. 


Anche questo è un percorso lungo, probabilmente anche di più, ma almeno non ha i tempi morti che detesto, le attese infinite che troppo spesso non ricevono risposte.


Ho inviato il libro a tre editori, a suo tempo: uno è praticamente scomparso da internet (non so per quale motivo) e gli altri due non hanno risposto. E' come inviare un curriculum ad un'azienda per un posto di lavoro ed essere ignorati. L'ho sempre trovato terribilmente irrispettoso. Come imprenditore ho risposto ad ogni curriculum ricevuto, anche se negativamente. Mi sembra il minimo.


 


Con l'autopubblicazione sono io che provo nuove strade, sperimento, invento, cercando sempre di non essere invadente e di evitare sovraesposizioni.


 


Che poi non faccia curriculum, come ho letto in una discussione precedente, è sicuramente vero, ma nel mio caso non ha alcuna importanza.


Se sono una scrittrice valida, prima o poi verrò letta. Se non lo sono, no.


 


Ora mi sto dedicando alla promozione. Il primo passo è quello di chiedere recensioni a siti che siano seri e credibili (ebbene sì, ieri ho spedito anche a Writer's Dream! :) ). Le critiche mi serviranno per migliorare in futuro. 


 


Triste verità è che nel mare magnum delle autopubblicazioni ci sono cose ignobili, ma continuo ad essere un'idealista, anche se ho da tempo passato l'età delle illusioni. 

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Secondo me hai fatto bene. L'auto pubblicazione non significa essere scrittori di " serie B".

Io ho fatto il tuo analogo percorso, solo che ho scelto la piattaforma Lulu.

Posso chiederti cosa non ti ha soddisfatta di"miolibro.it" e il perche ora youcanprint?

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Trovo i servizi offerti da youcanprint molto più professionali.

 

1) La cosa che in assoluto mi è piaciuta di più è la possibilità di comunicare con loro con estrema facilità. Se hai qualche dubbio puoi utilizzare l'assistenza online, che ha un orario limitato alla prima parte della giornata, ma è efficente, cortese ed esaustiva. Rispondono alle e-mail in tempi rapidissimi e con puntualità.

 

2) Prima di pubblicare il libro ti presentano l'impaginazione per il "visto si stampi" e puoi ancora modificare quello che non ti va. Idem per la copertina. Su ilmiolibro si fa tutto in automatico e il risultato non mi è piaciuto. C'era una brutta piega sulla copia che ho ordinato per testare il risultato e nel passaggio erano saltati i numeri di pagina. Te lo puoi immaginare un libro senza? Terrificante!

 

3) Riservano alla copertina una particolare attenzione. Su ilmiolibro nella quarta di copertina si poteva soltanto inserire del testo, mentre youcanprint la tratta come un'immagine e quindi la puoi personalizzare al massimo. Stesso discorso per il dorso. Poi, prima di stampare, ti inviano il prodotto montato (prima, dorso e quarta di copertina unite) e mi hanno anche dato un valido consiglio per un piccolo ritocco che ha migliorato il tutto.

 

4) Offrono moltissimi servizi aggiuntivi a prezzi accettabili. Un editing completo (che utilizzerò quando avrò terminato il secondo romanzo, che è quasi al traguardo, e poi vi saprò dire) costa la metà di quanto ho pagato io. Si appoggiano ad un servizio professionale di traduzioni, specializzato in narrativa. Questo economico non è, ma se si vuole un lavoro ben fatto...

 

5) Importantissima, poi, la distribuzione. In un colpo solo sei sui principali book store: IBS, Amazon, Feltrinelli e tanti altri. Il libro è poi ordinabile il 4.000 librerie fisiche in tutta Italia (ilmiolibro distribuisce solo nelle Librerie Feltrinelli). Vendono anche all'estero. Mi arrivano spesso aggiornamenti circa nuovi accordi conclusi. Gli e-book pubblicati con loro sono disponibili au App Store e GooglePlay.

 

Queste sono le motivazioni principali della mia scelta :)

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