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1984Phantom

Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

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@Francesco Wil Grandis Strano, veramente strano. Comunque vediamo cosa rispondono. Al massimo può essere stato che abbia dato noia che il tipo citava the last of us. Però dopotutto io sono uno spappolatore, e dove faccio pubblicità io c'è gente che gioca a play e nintendo, ed è normale che lo citino se leggono il libro. Visto che non ho mai fatto mistero che è da lì che è iniziato tutto.

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1 minuto fa, Francesco Wil Grandis ha detto:

Ne abbiamo parlato e scritto per tipo 23 pagine, @Nik3004 :asd:

 

 Appunto, credo che sia questo il punto chiave :asd:

 

Comunque leggendomi buona parte di queste 23 pagine voglio farti i complimenti per quello che hai fatto, sei stato proprio bravo !

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Comunque Amazon continua a censurarmi commenti :super:Ne hanno scartati altri due in entrata...e me ne accorgo perché alcuni che lo prendono poi chiedono l'amicizia su fb e mi dicono che hanno ricevuto email in risposta che non sono stati obiettivi e quindi non possono più commentare :bandiera:

 

 

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On 19/7/2017 at 16:28, JPK Dike ha detto:

Mi hanno appena cancellato l'ultimo commento ricevuto sul libro, derivante da una vendita cartacea, e congelato l'inserimento di nuovi commenti. Poi mi si viene raccontare che la vita di un indie è facile perché può pubblicarsi facilmente...sì, tranne poi stare in cima e rompere il kaizer alle CE che se la rifanno così. Non credo sia una caso che i casini siano iniziati quando è entrata in classifica una nota CE con i suoi romanzi del kaizer importati dagli states.

 

Raccontatemi ancora come le CE facciano il bene della letteratura nostrana?

 

caro Dike, è ovvio e lampante che le CE fanno il bene delle proprie tasche, innanzi tutto. La dura legge del mercato. E si sa che i romanzi importanti dagli States sono denaro ambulante. Sono secoli che gli States si impongono e primeggiano nel globo e qualunque pregio o difetto che da lì arrivi è fonte di dindin. 

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On 27/6/2017 at 13:12, Renato Bruno ha detto:

che qualcuno italiano mi indichi un libro auto-pubblicato in italiano degno di attenzione per la sua qualità

a me è piaciuto *editato dallo staff*, l'ho anche comprato, tanto mi è piaciuto :)

Ci sarebbe anche il mio libro (non pubblicizzato, ed è pure mancato un buon editing, ma la storia c'è, ed è una storia forte e vera)

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Ti ringrazio per la segnalazione, ma anche per questo *editato dallo staff*, secondo me, siamo ancora troppo lontani da una prosa con caratteristiche narrativo-letterarie degne di rilievo. Al massimo posso considerarlo un buon esercizio di preparazione per il raggiungimento di una maturità espressiva non tesa alla originalità della storia "a tutti i costi", bensì all'equilibrio, alla semplicità e fluidità della scrittura (non di puro intrattenimento) che provochi in chi legge riflessioni e suggestioni emotive e concettuali in grado di lasciare un segno. Anche in questo caso si tratta di una scrittura troppo mentale, più rivolta a sé (all'io dell'io narrante, alla costruzione della storia) che all'esigenza di dover e saper comunicare, con lo stile adeguato, un messaggio chiaro e aperto a varie suggestioni interpretative. Grazie, comunque. Un saluto.    

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On 2/11/2017 at 09:26, Renato Bruno ha detto:

Ti ringrazio per la segnalazione, ma anche per questo Vladimirka, secondo me, siamo ancora troppo lontani da una prosa con caratteristiche narrativo-letterarie degne di rilievo. Al massimo posso considerarlo un buon esercizio di preparazione per il raggiungimento di una maturità espressiva non tesa alla originalità della storia "a tutti i costi", bensì all'equilibrio, alla semplicità e fluidità della scrittura (non di puro intrattenimento) che provochi in chi legge riflessioni e suggestioni emotive e concettuali in grado di lasciare un segno. Anche in questo caso si tratta di una scrittura troppo mentale, più rivolta a sé (all'io dell'io narrante, alla costruzione della storia) che all'esigenza di dover e saper comunicare, con lo stile adeguato, un messaggio chiaro e aperto a varie suggestioni interpretative. Grazie, comunque. Un saluto.    

Ciao Renato Bruno, ti consiglio *editato dallo Staff*. È un racconto il primo autopubblicato dall'autore il quale poi ha pubblicato con una CE free. Merita.

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@Titti Il Gatto @Renato Bruno @Elisabeta Gavrilina

In questa discussione si parla di self in generale, per consigli di lettura potete aprire una discussione in leggere o contattarvi per via privata, anche perché è vietata la pubblicità in sezioni non idonee, come questa.

Vi prego insomma di non fare nomi di autori né di libri. Grazie :) 

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17 minuti fa, Niko ha detto:

@Titti Il Gatto @Renato Bruno @Elisabeta Gavrilina

In questa discussione si parla di self in generale, per consigli di lettura potete aprire una discussione in leggere o contattarvi per via privata, anche perché è vietata la pubblicità in sezioni non idonee, come questa.

Vi prego insomma di non fare nomi di autori né di libri. Grazie :) 

Scusateci. Ce ne eravamo dimenticati. Buona giornata a tutti. 

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Debbo essere onesta: io ero una di quelle persone che storcevano il naso quando, magari su Amazon, nel cercare la casa editrice leggevano "Selfpublishing".

Il motivo, molto semplice e in fondo giustificato, è che ai tempi in cui ero un'ingenua fanciulla saltellante nei campi che manco cercava il nome dell'editore, mi sono capitati tra le mani dei "prodotti auto-pubblicati" che mi vergogno a chiamare libri.

Poi ho avuto modo di conoscere degli autori Self, tre per la precisione, e tutti e tre farebbero mangiare la polvere a buona parte degli autori pubblicati pure dalle Big. Tutti e tre fanno passare il manoscritto per più di una fase di editing, fanno disegnare professionalmente le copertine e, uno in particolare, ha addirittura creato un proprio marchio dove tutti i libri hanno la stessa linea grafica.

Sono insomma professionisti di loro stessi, che ammiro incondizionatamente.

Come quasi in tutto, insomma, anche nel Self ci sono le perle e c'è il marcio, tutto sta nel sapere cosa cercare - e anche ad avere fortuna.

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Letta gran parte della discussione mi sembra evidente che la scelta trauma CE e l'autopubblicazione origini esclusivamente dalla comparazione tra self e EAP. Ritengo improbabile che, a fronte di una proposta di contratto sa parte di una CE Free o seria (e non so davvero dire se le due definizioni viaggio necessariamente insieme), un autore si ponga il dubbio della scelta. Sappiamo bene quanto, soprattutto per un esordiente, sia facile trovarsi lusingato da decine di proposte di CE che offrono una "coproduzione", traduzione edulcorato di "intero costo di stampa". È di fronte alla ennesima proposta del genere che il poveretto si fa due conti e realizza che, allo stesso prezzo, può pagarsi editing, correzione bozze, grafica e provare ad autopubblicarsi. Ha investito nel suo sogno. Come concedersi una vacanza. Se va male, saprà di non essersi fatto abbindolare da nessuno. Se va bene, magari qualche copia riesce anche a venderla, trattenendo il 70% almeno del prezzo. In quest'ultimo caso, potendo anche controllare davvero quante copie. Se il self é un ripiego, é un ripiego dignitoso. Come attendere l'editore serio e anche free ovviamente. 

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Qualcuno mi potrebbe spiegare che differenza c'è fra una piattaforma di selfpubblishing e una CE a pagamento, in termini di convenienza? Se non ti interessa editing, impaginazione professionale etc è chiaro che convenga il self, ma se vuoi avvalerti di altri servizi? Si pagano tutti, ovviamente...e non è che la percentuale di guadagno, alla fine, sia così conveniente.

Allora, fra self e CE (sempre ragionando in termini di convenienza economica) decisamente meglio una CE free. O mi sfugge qualcosa? Insomma, che vantaggi ci sono ad autopubblicarsi se comunque ti interessa l'editing e altro? 

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@Alga Beh, non è che chi fa self non è interessato a editing, copertine e impaginazione professionale xD

 

La differenza è appunto che sostituisce se stesso al lavoro della CE. Tra il Slef e una EAP ci sta come tra il giorno e la notte.

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Grazie @JPK Dike...Io non ho detto che chi si autopubblica non è interessato all'editing, etc...il punto è che che l'editing si paga...non capisco ancora la differenza fra self e EAP, nel caso, appunto, che l'autore sia interessato a servizi extra professionali. Me la spieghi meglio? Grazie:)

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@JPK Dike...e, specialmente, non capisco la convenienza rispetto ad una CE free...sono un po' confusa...ero partita decisa pensando al self, ma non riesco a capire quali siano i vantaggi. Probabilmente mi sfugge qualcosa...

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Si parla di piattaforme didiche self che riconoscono fino al 70% di guadagno all'autore. Ma quali sono?

youcanprint il 30 sul suo store, se no il 20...pubme, mi sembra, il 30 (sull'ebook...per il cartaceo dipende...) poi non mi ricordo...ma non ho mai visto il 70, né il 45...

Se avete notizie diverse potreste indicare quali sono le piattaforme? E se fanno editing, a pagamento ovviamente. Grazie

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@Alga Il 70% lo dà amazon solo su lavori digitali selezionati per il KDP Select che costino almeno 2.99.

 

Poi no nessuna di queste piattaforme fa editing. Loro si occupano solo di caricare il manoscritto, digitale e non, sebbene il self sia nato con e per il digitale, sugli store di vendota.

 

Un autore self deve essere capace di editare professionalmente i propri testi in completa autonomia. Io direi un autore inngenerale dovrebbe esserne capace, ma è solo un mio pensiero. Quello che può essere delegato è la lettura pre pubblicazione ai lettori beta, e la ricerca dei refusi che inevitabilmente un testo contiene. Nella mia esperienza Lettore beta e correttore bozza sono le uniche due figure professionali che un indie deve avere come aiutanti. E questo per quanto riguarda il lavoro sul teso. Inutile aggiungere che se non si ha intenzione o capacità di svolgere un editing approfondito sul proprio testo, la via del self si autoesclude anche prima di cominciare. Se si deve pagare un editor, allora tanto vale anadare di CE.

 

Poi c'è tutta la questione impaginazione, creazione epub, copertina etc... e anche qua un autore self deve imparare a fare tutto ciò che può. Personalmente impagino cartaceo e creo epub da solo, mentre delego copertine e lavoro di graphic design, pagando con i soldi derivanti dalle vendite.

 

E ho intenzione di allargarmi, se le vendite lo permetteranno, pagando anche un correttore bozze e altro che possa darmi una mano sulle criticità espresse sopra. Magari regalando cartacei a quei lettori beta che mi aiutano gratis.

 

La differenza è questa. Nel self l'autore è editore di se stesso. E con un buon lavoro riesce a pubblicare lavori, anche professionali, a costo zero, reinvestendo i guadagni.

 

Mentre con una EAP paga anche migliaia di euro, per un lavoro spesso mediocre, e quasi sempre solo e soltanto in cartaceo.

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Alle 1/1/2018 at 11:08, JPK Dike ha detto:

Il 70% lo dà amazon solo su lavori digitali selezionati per il KDP Select che costino almeno 2.99.

@Alga E il 60% sul cartaceo, detratti i costi di stampa.

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Alle 4/11/2017 at 17:48, Bastet ha detto:

Debbo essere onesta: io ero una di quelle persone che storcevano il naso quando, magari su Amazon, nel cercare la casa editrice leggevano "Selfpublishing".

Il motivo, molto semplice e in fondo giustificato, è che ai tempi in cui ero un'ingenua fanciulla saltellante nei campi che manco cercava il nome dell'editore, mi sono capitati tra le mani dei "prodotti auto-pubblicati" che mi vergogno a chiamare libri.

Poi ho avuto modo di conoscere degli autori Self, tre per la precisione, e tutti e tre farebbero mangiare la polvere a buona parte degli autori pubblicati pure dalle Big. Tutti e tre fanno passare il manoscritto per più di una fase di editing, fanno disegnare professionalmente le copertine e, uno in particolare, ha addirittura creato un proprio marchio dove tutti i libri hanno la stessa linea grafica.

Sono insomma professionisti di loro stessi, che ammiro incondizionatamente.

Come quasi in tutto, insomma, anche nel Self ci sono le perle e c'è il marcio, tutto sta nel sapere cosa cercare - e anche ad avere fortuna.

D'accordo con questo intervento. E sempre di più bisognerà considerare l'indie publishing come una valida alternativa che consapevolmente si può scegliere, non come un ripiego. Poi ognuno, in base al testo che ha scritto e agli obiettivi che si prefissa, sceglierà come procedere di volta in volta. Ma i preconcetti, a oggi, li giudico davvero antistorici. Se si ha un po' di fiuto e di fortuna si possono trovare belle cose sia pubblicate tradizionalmente che autopubblicate. 

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Alle 2018/1/3 at 18:10, ophelia03 ha detto:

D'accordo con questo intervento. E sempre di più bisognerà considerare l'indie publishing come una valida alternativa che consapevolmente si può scegliere, non come un ripiego. Poi ognuno, in base al testo che ha scritto e agli obiettivi che si prefissa, sceglierà come procedere di volta in volta. Ma i preconcetti, a oggi, li giudico davvero antistorici. Se si ha un po' di fiuto e di fortuna si possono trovare belle cose sia pubblicate tradizionalmente che autopubblicate. 

 

Esatto. Anche solo come trampolino di lancio per farsi le ossa.

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Sono una self convinta, eppure mi sono resa conto di quanto a volte avere alle spalle qualcuno che sia del campo possa aiutarti. Parlo per esperienza diretta.

Ho pubblicato con Amazon i primi due ebook, ma nell'ansia di caricare i file, nella mia ignoranza ho caricato non l'ultima versione, riveduta e corretta almeno 20 volte, ma la bozza precedente, infarcita di errori e refusi. Come me ne sono accorta ? Solo da alcune recensioni che mi hanno messa in allarme. Ho controllato, caricato i file, questa volta quelli giusti, e chiamato Amazon. Ho proposto ad Amazon di rinviare, a spese mie, il libro corretto a chi lo aveva comperato. Amazon ha rifiutato.

Alcuni mi hanno richiesto il cartaceo. Con l'aiuto di mio figlio e di una amica che mi ha fatto la copertina sono riuscita a fare tutto. Non vi sto a dire la lotta che si è scatenata fra noi, le istruzioni, da ricercare con molta fantasia, e gli esperti di Amazon. Alcuni di loro sono veramente bravi e disponibili, altri come chi è capitata a me disponibili ma quasi digiuni della materia.

Insomma carico il file, quello giusto controllato almeno dieci volte, la copertina, verifico l'anteprima di stampa....e qui errore gravissimo.... non ho controllato tutte le pagine una ad una ma solo le prime 30. Tutto ok, apparentemente,  ed imposto il prezzo. Per mantenere un prezzo di vendita di 6.50, mi sembra giusto visto non mi conosce nessuno, calcolo un guadagno di 0,60. Ma non mi interessa diventare ricca.:asd:

Ordino una copia cartacea e quando finalmente arriva...ecco la sorpresa. Alla fine di alcuni, veramente molti capitoli c'è una quadrato bianco vuoto, alcuni capitoli iniziano non all'inizio bensì alla fine della pagina e altri iniziano all'ultima pagina del capitolo precedente. Mail ad Amazon specificando tutto quanto e chiedendo di essere chiamata ma non da chi mi aveva seguita, in quanto priva di competenza. Risposta di Amazon con la richiesta delle foto degli errori. Inviate le foto. Sto aspettando che mi chiamino.

Il motivo di tutta questa lunghissima  tiritera ?

Forse, dico forse, se avessi avuto una ce alle spalle questi problemi non li avrei avuti.

D'altro canto le ce piccole che sono disponibili a perdere tempo con una scrittrice sconosciuta sono veramente poche, non tutte garantiscono l'editing, che dopo il primo errore è stato fatto fare da me a pagamento, e comunque non si dannano certamente per sponsorizzarti.

Conclusione ? Credo proprio che continuerò con il self ma vi ho voluto vendere la mia esperienza per farvi evitare i miei stessi errori.

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2 minuti fa, bicca56 ha detto:

Sono una self convinta, eppure mi sono resa conto di quanto a volte avere alle spalle qualcuno che sia del campo possa aiutarti. Parlo per esperienza diretta.

Ho pubblicato con Amazon i primi due ebook, ma nell'ansia di caricare i file, nella mia ignoranza ho caricato non l'ultima versione, riveduta e corretta almeno 20 volte, ma la bozza precedente, infarcita di errori e refusi. Come me ne sono accorta ? Solo da alcune recensioni che mi hanno messa in allarme. Ho controllato, caricato i file, questa volta quelli giusti, e chiamato Amazon. Ho proposto ad Amazon di rinviare, a spese mie, il libro corretto a chi lo aveva comperato. Amazon ha rifiutato.

Alcuni mi hanno richiesto il cartaceo. Con l'aiuto di mio figlio e di una amica che mi ha fatto la copertina sono riuscita a fare tutto. Non vi sto a dire la lotta che si è scatenata fra noi, le istruzioni, da ricercare con molta fantasia, e gli esperti di Amazon. Alcuni di loro sono veramente bravi e disponibili, altri come chi è capitata a me disponibili ma quasi digiuni della materia.

Insomma carico il file, quello giusto controllato almeno dieci volte, la copertina, verifico l'anteprima di stampa....e qui errore gravissimo.... non ho controllato tutte le pagine una ad una ma solo le prime 30. Tutto ok, apparentemente,  ed imposto il prezzo. Per mantenere un prezzo di vendita di 6.50, mi sembra giusto visto non mi conosce nessuno, calcolo un guadagno di 0,60. Ma non mi interessa diventare ricca.:asd:

Ordino una copia cartacea e quando finalmente arriva...ecco la sorpresa. Alla fine di alcuni, veramente molti capitoli c'è una quadrato bianco vuoto, alcuni capitoli iniziano non all'inizio bensì alla fine della pagina e altri iniziano all'ultima pagina del capitolo precedente. Mail ad Amazon specificando tutto quanto e chiedendo di essere chiamata ma non da chi mi aveva seguita, in quanto priva di competenza. Risposta di Amazon con la richiesta delle foto degli errori. Inviate le foto. Sto aspettando che mi chiamino.

Il motivo di tutta questa lunghissima  tiritera ?

Forse, dico forse, se avessi avuto una ce alle spalle questi problemi non li avrei avuti.

D'altro canto le ce piccole che sono disponibili a perdere tempo con una scrittrice sconosciuta sono veramente poche, non tutte garantiscono l'editing, che dopo il primo errore è stato fatto fare da me a pagamento, e comunque non si dannano certamente per sponsorizzarti.

Conclusione ? Credo proprio che continuerò con il self ma vi ho voluto vendere la mia esperienza per farvi evitare i miei stessi errori.

 

Da soli questi errori succedono. Devi diventare maniacale nella cura dei dettagli, e accettare che comunque qualcosa ti sfuggerà sempre e comunque. Alcuni prenderanno questi errori per denigrarti e spregiarti, ma se riuscirai a fare un lavoro abbastanza buono, a molti altri non interesserà. Anzi non è raro che rimangano piacevolmente sorpresi di aver trovato un lavoro di qualità fatto da un self. E questo ti farà risalaltare dalla massa.

 

 

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Ora mi dovete spiegare il -1 e dirmi se non è fazioso e messo lì solo per coercizzare e ridurre al silenzio. Mi dovete spiegare cosa ho scritto di male. Perché davvero non capisco cova vi dia fastidio in quello che penso e scrivo.

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4 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Ora mi dovete spiegare il -1 e dirmi se non è fazioso e messo lì solo per coercizzare e ridurre al silenzio. Mi dovete spiegare cosa ho scritto di male. Perché davvero non capisco cova vi dia fastidio in quello che penso e scrivo.

Sono stupito. In effetti il tuo intervento mi pareva molto condivisibile

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1 minuto fa, LuckyLuccs ha detto:

Sono stupito. In effetti il tuo intervento mi pareva molto condivisibile

 

Trall'altro io e te abbiamo avuto anche un divertente ma accesso scambio di opinioni su un altro 3D e nessuno dei due si è sentito in dovere di mettere -1, ma ci siamo risposti in punta di spada. Possibile che ogni volta che posto anche una petina in questa parte del forum mi cadano contro frecce rosse come se piovesse? Poi uno come dicevo si sente spinto a non scriverci più, maledetti rinforzi negativi xD

 

Comunque, va beh. Scusate lo sfogo off topic.

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