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1984Phantom

Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

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Caro Niko infatti nel mio post identifico l'editor come un secondo autore che collabora alla riscrittura, o chiamiamola come vogliamo, antecedente alla ricerca di un agente che non è detto gradisca e apprezzi il lavoro. Vale la pena la spesa? Non sarebbe meglio intervenisse dopo e di comune accordo con l'agenzia o ancora meglio con la casa editrice?

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8 minuti fa, heightbox dice:

Caro Marcello concordo pienamente anche con te. Purtroppo per avere pareri come quelli che descrivi devi pagare profumatamente per farlo leggere, circa 800 euro nelle agenzie più valide. L'editor dovrebbe intervenire dopo, per mettere la classica ciliegina sulla torta e non prima. Io purtroppo non ho avuto molti pareri di esperti ma solo "giudizi di strada". Il romanzo che ho scritto in fondo io lo definisco un tipico giallo da ombrellone e l'ambientazione è quella tanto gradita alle nostre case editrici: luoghi immaginari in America. Bocciato a prescindere(y)

Ma se tu ritieni che il romanzo sia ben scritto e non necessiti di un editing "invasivo" - come mi pare di intendere da quanto hai scritto in precedenza - puoi spendere molto meno affidandoti a un privato per una valutazione e non un editing completo. O puoi anche spendere nulla rivolgendoti direttamente a un editore: se il romanzo è scritto bene e non ha bisogno di interventi molto impegnativi, sarà l'editor stesso della casa editrice a rivederlo dopo che avrai firmato il contratto.  

Certo l'ambientazione non è il massimo dell'originalità, ma questo non significa che debba essere bocciato a prescindere.  

Sullo stesso canovaccio la pennellata può avere efficacia molto diversa da un caso all'altro...;)

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Adesso, heightbox dice:

Caro Niko infatti nel mio post identifico l'editor come un secondo autore che collabora alla riscrittura, o chiamiamola come vogliamo, antecedente alla ricerca di un agente che non è detto gradisca e apprezzi il lavoro. Vale la pena la spesa? Non sarebbe meglio intervenisse dopo e di comune accordo con l'agenzia o ancora meglio con la casa editrice?

Per come ne parli sembra che tu sia come quello che odia le verdure senza mai averle provate. :)

L'editor è tutto tranne che un autore. Possiamo definirlo un tecnico della lingua, nel mio caso una ragazza laureata in filologia. Ti confermo che non mi ha cambiato i personaggi, ma ha cercato di trovare delle incongruenze o dei buchi. Mi ha fatto riscrivere un pezzo, dandomi delle idee, in modo che quel personaggio restasse fedele a ciò che avevo scritto nelle 100 pagine precedenti. Quaranta giorni di lavoro in cui mi sono trovato sempre in sintonia con lei proprio perché vedevo il lavoro migliorare senza che mutassero il mio stile, la trama o i personaggi.

 

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Quando ho scritto il posto a cui fa riferimento @Ljuset ero del tutto ignara di alcune 'piccole cose'. Ho pubblicato su Amazon attraverso Kindlke due libri scritti in italiano, pregando che non contenessero altri errori oltre quelli che in 5, leggendolo, rileggendolo, e rileggendolo ancora dopo averlo messo da parte per due mesi,  siamo riusciti a rilevare. E' assolutamente chiaro che con un editor che avesse letto il mio libro e mi avesse segnalato quello che poteva essere corretto, sarei stata più soddisfatta e sicura, ma visto che così non è potuto essere...mi sono accontentata.

Per la pubblicazione in inglese ho peccato di ingenuità, anche alla mia età più accadere. Una delle mie più vecchie e care amiche è traduttrice di professione ed un'altro amico è inglese. Contando su di loro pensavo di potermela e devo dire che mi hanno fatto un prezzo ottimo...solo 15 euro a pagina, moltiplicali per 150 pagine...per due libri di 150 pagine...

Ho accantonato il pensiero di pubblicare in inglese. Per ora.

Ho un terzo libro pronto, mi cercherò un editor e vi farò sapere se e quanto mi chiederanno, spero che con la crisi economica che ha colpito un po tutti le pretese possano scendere, spero

 

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Bene Baffoloco83 direi allora che siamo tutti d'accordo perché condivido anche la tua posizione. Io a questo punto ho sfruttato solo una dozzina di editor amatoriali, sebbene navigati di letture del genere di cui scrivo. (caso di auto editing: che brutta frase, la rifarei!) Non ho ancora riposto fiducia nell'operato di uno sconosciuto e nei suoi giudizi al punto da pagarlo e non so se mai lo farò. Le grandi case editrici purtroppo non leggono, quelle piccole... non distribuiscono. Gli agenti latitano e organizzano gare di invii notturni o esborsi importanti per rifiutare cortesemente dopo tre mesi in quanto il romanzo "non è nelle nostre corde". Se si ha tempo una decina di mesi qualche benefattore che legge gratis ancora si trova, ma senza fretta mi raccomando. Un bell'ambientino non c'è che dire.  ;(

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@Niko Giusto per confermare quanto ti avevo detto girando fra le agenzie ho trovato quella di Laura Ceccacci . Questa è la loro richiesta 

Tipologia uno

 

Scheda di lettura approfondita che valuta globalmente il manoscritto, considerando, fra gli altri, i seguenti aspetti:

-tematiche affrontate
-considerazioni di stile
-trattamento del genere
-valutazione commerciale
-personaggi
-struttura
-suggerimenti di editing

Modalità di accesso: è necessario inviare all'attenzione di Giorgio Amendola all'indirizzo e-mail giorgio@lauraceccacciagency.com, in formato word, la sinossi del testo, il testo completo e una breve biografia dell'autore. 

Tempistiche: le schede di valutazione verranno consegnate entro quattro settimane dall'accettazione del modulo di richiesta e dall'avvenuto pagamento.

Costi: per manoscritti fino a 250 cartelle di 2000 caratteri (spazi inclusi) ciascuna, il costo è di 350€ IVA inclusa. Per manoscritti fino a 500 cartelle di 2000 caratteri (spazi inclusi) ciascuna, il costo è di 450€. Per manoscritti che superino le 500 cartelle di 2000 caratteri (spazi inclusi) ciascuna, si prega di contattare l'agenzia per un preventivo. 

 

Leggi bene, non parla di editing ma di ....suggerimenti ...

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1 minuto fa, heightbox dice:

Bene Baffoloco83 direi allora che siamo tutti d'accordo perché condivido anche la tua posizione. Io a questo punto ho sfruttato solo una dozzina di editor amatoriali, sebbene navigati di letture del genere di cui scrivo. (caso di auto editing: che brutta frase, la rifarei!) Non ho ancora riposto fiducia nell'operato di uno sconosciuto e nei suoi giudizi al punto da pagarlo e non so se mai lo farò. Le grandi case editrici purtroppo non leggono, quelle piccole... non distribuiscono. Gli agenti latitano e organizzano gare di invii notturni o esborsi importanti per rifiutare cortesemente dopo tre mesi in quanto il romanzo "non è nelle nostre corde". Se si ha tempo una decina di mesi qualche benefattore che legge gratis ancora si trova, ma senza fretta mi raccomando. Un bell'ambientino non c'è che dire.  ;(

In merito all'editoria hai ragione, lo so benissimo. Purtroppo in Italia funziona quasi tutto nel verso sbagliato.

Ritornando all'editing, definendo coloro che ti hanno fatto l'editing gratis come £amatoriali" , però, non ci siamo capiti bene. Non basta leggere tot libri all'anno per poter fare quello che, almeno per me, è un vero e proprio lavoro. Tutto qua. 

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6 minuti fa, bicca56 dice:

Leggi bene, non parla di editing ma di ....suggerimenti ...

Beh, è ovvio, parlano di schede di lettura e non di editing.

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Questione editing/editor. Marcello e Niko hanno già ben spiegato la questione. Se si è raggiunta una certa esperienza nello scrivere, ci si può accorgere da soli delle cose che non vanno, ma un giudizio esterno è sempre utile e rende più facile l'individuazione di ciò che non va. Se si vuol far da soli, la revisione va fatta dopo aver lasciato da parte il lavoro svolto per qualche mese, in modo da non essere più così "attaccati" alla propria opera come lo si è subito dopo averla creata. Se si vuol cercare invece un aiuto esterno, ci si affidi a un vero professionista, che aiuta a migliorare lo stile, a rendere più efficace trama e personaggi, ma non a stravolgere l'idea, la natura di quanto realizzato. Faccio un esempio: se si realizza un prodotto per adulti e l'editor lo vuole rendere per ragazzi per seguire il mercato, allora personalmente suggerirei di cambiare editor.

 

Questione pubblicare come self e pubblicare con ce. Una discussione che ormai si ripete da tempo; è vero che nell'autopubblicazione si trovano tanti lavori mediocri, che vanno a sommergere quelli validi rendendone difficile il ritrovamento, ma non è così scontato che la ce sia automaticamente sinonimo di qualità. Con la crisi economica si sono fatti tanti tagli, in primis proprio sulla qualità del prodotto (scelta di rilegatura, copertina, carta usata) e sull'editing: non è raro trovare libri con decine di refusi. O peggio.  

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2 ore fa, M.T. dice:

Con la crisi economica si sono fatti tanti tagli, in primis proprio sulla qualità del prodotto (scelta di rilegatura, copertina, carta usata) e sull'editing: non è raro trovare libri con decine di refusi. O peggio.  

Verissimo, aggiungo che il risparmio investe anche la qualità delle traduzioni che spesso non vengono più riviste ma lasciate all'abilità del traduttore, che non necessariamente - anzi quasi mai - è un esperto della professione.  Ho già lasciato in altro topic le mie considerazioni sull'argomento e non voglio ripetermi qui, ma è una consuetudine ormai dilagante.

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51 minuti fa, Marcello dice:

Verissimo, aggiungo che il risparmio investe anche la qualità delle traduzioni che spesso non vengono più riviste ma lasciate all'abilità del traduttore, che non necessariamente - anzi quasi mai - è un esperto della professione.  Ho già lasciato in altro topic le mie considerazioni sull'argomento e non voglio ripetermi qui, ma è una consuetudine ormai dilagante.

 

Quanto affermi è assolutamente vero: purtroppo è un dato di fatto che rende tristemente famose le traduzioni italiane. 

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8 ore fa, heightbox dice:
6 ore fa, bicca56 dice:
6 ore fa, bicca56 dice:

E' assolutamente chiaro che con un editor che avesse letto il mio libro e mi avesse segnalato quello che poteva essere corretto, sarei stata più soddisfatta e sicura, ma visto che così non è potuto essere...mi sono accontentata.

 

 

 

 

 

Che l'autore si accontenti di mettere in vendita una versione approssimativa di un romanzo è un'assluta mancanza di rispetto nei confronti del lettore pagante! A meno che l'opera non sia proposta in ebook gratuitamente, quindi in questo caso il lettore si trasformerebbe da pagante a fruitore, allora le cose cambiano. Ma scommetto che non hai proposto il tuo ebook gratuitamente, giusto? Se io, lettore, ho dei soldi da spendere in libri o ebook, chi me lo fa fare di rischiare con un autopubblicato, sapendo che l'autore stesso "si è accontentato" di avere tra le mani un prodotto discutibile e, nonostante ciò, chiede ai lettori il pagamento di un prezzo pari a molti altri libri/ebook pubblicati un pochino più seriamente? Ma non vi accorgete che il mercato del SelfP è scoppiato e chi si affida a questo tipo di pubblicazione viene bollato a priori, prima ancora di essere letto, anche se magari ha scritto un capolavoro? Io ho acquistato alcuni ebook autoprodotti e da allora parto prevenuta! Di soldini ogni anno ne spendo un bel po', sia per i libri, sia per gli ebook, ma MAI mi è capitato di pentirmi di un acquisto, sebbene a prezzo irrisorio (non è il maggiore o minor prezzo il punto), come nel caso degli ebook autoprodotti in cui sono ingenuamente incappata. La ritengo una vergogna e un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti di chi, chi più e chi meno, mantiene il mercato editoriale, ossia i lettori PAGANTI! A volte, quando sono attratta da un titolo e non sono sicura se sia stato pubblicato "seriamente", ora che so come funziona e che porcherie propone il mercato del Self nel dubbio non lo acquisto. E spero di non dover arrivare al punto di non fidarmi più nemmeno degli editori, quindi di dover abbandonare il mio più grande hobby (e forse l'unico, direi), la lettura. E magari arrivare al punto di dovermeli scrivere da sola, i libri, pur di leggere qualcosa! Ma via, pensateci un po'!

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Sul voler leggere opere qualitativamente valide, mi trovi d'accordo, a prescindere che si tratti di editori tradizionali o autopubblicati. Il rispetto del lettore è uno di quegli elementi fondamentali che mai dovrebbero mancare. Le varie piattaforme online che vendono anche le opere degli autopubblicati, permettono di leggere anteprime dei libri e quindi un lettore si può fare un'idea dello stile dell'autore e della cura che ha avuto del testo: se non soddisfatto, può non acquistare il prodotto, evitando di spendere soldi.

Se dà fastidio spendere 1-2 E per un ebook di un autore autopubblicato con dei refusi, figurati spendere 20 E per un libro pubblicato da una ce (anche medio/grande) al cui interno ci sono decine e decine di errori non corretti. 

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7 ore fa, bicca56 dice:

E' assolutamente chiaro che con un editor che avesse letto il mio libro e mi avesse segnalato quello che poteva essere corretto, sarei stata più soddisfatta e sicura, ma visto che così non è potuto essere...mi sono accontentata.

Perdona la franchezza: pubblicare libri non è obbligatorio.

Se non riesci a trovare un editore disposto a investire su di te, se tu stessa sei consapevole che la tua opera ha dei difetti e se non sei disposta a metterti nelle mani di chi, forse, potrebbe renderla appetibile a una casa editrice, perché volerla pubblicare a ogni costo? 

Così non fai altro che giustificare il ragionamento di chi ritiene che gran parte delle opere avviate al selfpublishing siano di qualità infima...

Mi scuso per la crudezza di questa riflessione, ma è ciò che ho desunto dai tuoi post.

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12 ore fa, Niko dice:

Non confondiamo correzione bozze con editing, che sono due mondi diversi

Hai perfettamente ragione. Io pensavo ad un buon editing che prevede a volte anche riscrittura di qualche periodo.

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15 ore fa, M.T. dice:

Sul voler leggere opere qualitativamente valide, mi trovi d'accordo, a prescindere che si tratti di editori tradizionali o autopubblicati. Il rispetto del lettore è uno di quegli elementi fondamentali che mai dovrebbero mancare. Le varie piattaforme online che vendono anche le opere degli autopubblicati, permettono di leggere anteprime dei libri e quindi un lettore si può fare un'idea dello stile dell'autore e della cura che ha avuto del testo: se non soddisfatto, può non acquistare il prodotto, evitando di spendere soldi.

Se dà fastidio spendere 1-2 E per un ebook di un autore autopubblicato con dei refusi, figurati spendere 20 E per un libro pubblicato da una ce (anche medio/grande) al cui interno ci sono decine e decine di errori non corretti. 

 

Le anteprime che i siti specializzati mettono a disposizione contengono più pagine di servizio che pegine di narrazione e quelle poche pagine ben raramente sono specchio delle restanti. In effetti, come tu dici, raramente ho trovato libri privi di errori o refusi, anche libri di grandi case editrici, ma difficilmente li trovi nelle prime pagine: devi acquistare e leggere il libro (sempre che ce la si faccia ad arrivare in fondo, come nel caso di parecchi autopubblicati che ho acquistato!) prima di renderti conto che è un prodotto indecente. Mi rendo conto che dal punto di vista di un autore le cose possano essere viste in modo diverso, ma ripeto che chi tiene in piedi economicamente il mondo dell'editoria non sono gli autori, ma i lettori. Anzi, gli autori dipendono dai lettori, di qui non si scappa, quindi bisognerebbe rispettarli un po' di più, in primo luogo cercando almeno di limitare la saturazione del mercato con quella che non si può fare altro che definire spazzatura. Ripeto, se arriveremo al punto di privare i lettori della fiducia nei confronti del mercato, allora anche voi autori avrete ben poco da fare se non leggervi fra di voi (e gratis, naturalmente!). Come si dice? "Chi è causa del suo mal..."

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Una curiosità: quanti LETTORI che non siano anche scrittori (intendo che hanno scritto un libro, non necessariamente che siano riusciti a pubblicarlo) frequentano questo forum?

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45 minuti fa, Tina34 dice:

Una curiosità: quanti LETTORI che non siano anche scrittori (intendo che hanno scritto un libro, non necessariamente che siano riusciti a pubblicarlo) frequentano questo forum?

Attivi, ancora pochi; non ne sono sicuro, ma penso il numero si aggiri sulla centinaia o meno. Sicuramente non di più. Ma devi considerare che ce ne sono molti, di lettori, che questo forum lo leggono e basta, senza partecipare alle discussioni.

Per questo stiamo rilanciando il ruolo con attività nella sezione "Leggere", come i gruppi di lettura.

 

Ti ho risposto per cortesia ma sei molto off-topic; qui si parla di self. Grazie :D

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@Tina34: sì, sono i lettori che fanno il mercato. Senza di loro, il mercato cessa di esistere; per questo vanno rispettati e bisogna dargli prodotti di qualità, altrimenti, se vengono delusi, poi si allontano e non comprano più, decretando la fine di un libro o anche di un genere, come è successo con il fantasy pochi anni fa: ai lettori venivano proposti prodotti scadenti e questo ha bruciato il settore. Che cosa ha causato tutto ciò? Mancanza di conoscenza, organizzazione e convinzione che il genere fosse solo per adolescenti, pensando che si potesse dare qualsiasi cosa perché andava bene tutto. La colpa è stata un po' di tutti da ce e autori ai lettori, dove la maggior parte inizialmente accettava di tutto credendo che così fosse il genere, senza conoscere quale fosse la vera qualità dei libri fantasy. Emblematico di ciò fu una discussione sul forum di FM dove si era intervistata una editor di Casini Editore che spiegava, sul contestato romanzo Amon della Boni, che si era preferito investire sulla pubblicità del prodotto piuttosto che sull'editing (praticamente assente). Solo se le vendite fossero andate bene, nel romanzo successivo si sarebbero concentrati sul lavorare sulla qualità del testo. Inutile dire che un modo di fare del genere non porta buoni riscontri. L'attenzione per i lettori per me deve essere una cosa primaria; questo non significa che per forza ci si deve adeguare a dare tutto quello che loro vogliono: un autore può scrivere quello che preferisce, ma deve farlo nella migliore forma possibile.

 

Personalmente, dopo aver provato a pubblicare con l'editoria tradizionale, ho utilizzato l'autopubblicazione, ma prima di mettere in vendita quanto realizzato, ho messo a disposizione gratuitamente le prime versioni dei miei lavori: dopo aver raccolto pareri e critiche da chi le aveva lette, ho revisionato il tutto, migliorando i punti che presentavano dei nei. Sono soddisfatto di quanto fatto e ritengo di avere svolto un lavoro soddisfacente, per questo ho messo poi in vendita le opere a un prezzo che non reputo eccessivo per un autore autopubblicato; ho lasciato comunque dopo la messa in vendita delle opere la possibilità di leggere gratuitamente diversi capitoli di quanto scritto, perché un lettore deve avere la possibilità di testare il prodotto e non comprare a scatola chiusa. L'essere soddisfatto e ritenere di aver fatto un buon lavoro, non significa che penso di aver fatto un lavoro perfetto: significa che ritengo di aver dato a chi vuol leggere delle opere dignitose, senza errori e oscenità. Può essere migliorato con l'aiuto di un editor professionista e sono disponibile a rivedere le opere di nuovo, ma in questo caso dovrebbe esserci un contratto con una ce, dove è lei, credendo nel prodotto, a fare l'editing. L'editoria è una giungla e non mi piacciono diverse cose di esse, su tutte lo sfruttamento che tanti fanno per realizzare i sogni degli autori. Io la mia parte l'ho fatta, ma non mi va di spendere soldi se non ho un tornaconto positivo. Qualcuno può obiettare che sbaglio, che è un modo di fare presuntuoso, ma lascio parlare quello che ho scritto: starà a chi legge decidere se quanto ho affermato è valido o meno.

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2 minuti fa, Tina34 dice:

Una curiosità: quanti LETTORI che non siano anche scrittori (intendo che hanno scritto un libro, non necessariamente che siano riusciti a pubblicarlo) frequentano questo forum?

Ciao @Tina34, non so se io posso contare, perché anche se mi sento coautrice, tecnicamente non sarei scrittrice, lo scrittore è il mio partner. 

Se vuoi sapere la mia opinione da lettrice, spesso mi capita di comprare e leggere cose autoprodotte, e ti dirò che mi sono trovata quasi sempre bene,ho scoperto molti scrittori a mio parere brillanti, anche se purtroppo non riescono a trovare collocazione nel grande mercato, ma non è sempre colpa loro. Vero è anche che a volte la mancanza di editor si fa sentire, ma comprando tranquillamente anche in fiera e in libreria, ti posso assicurare che refusi e buchi logici spesso ne trovo anche nei libri delle grandi, medie e piccole case editrici, per dirti, ho letto di recente Trollhunters di Del Toro,  e anche alla DeA è scappato qualche errorino, spero di stampa. Per cui penso di poterne perdonare alcuni anche agli autoprodotti, se trama e scrittura mi coinvolgono abbastanza.

In ultimis, c'è una cosa che mi sento di dire: ultimamente le case editrici sfornano collane e titoli molto più omologati che in passato. Se una cosa fa soldi le case editrici fanno a gara per riproporre lo stesso stampo di romanzo in chiave diversa. Ogni grande casa editrice sfoggia i suoi paranormal romance, i suoi thriller psicologici, i suoi fantasy "fuori dagli schemi" (stranamente, quasi tutti i fantasy di cui sento una presentazione si definiscono "fuori dagli schemi" xD guarda un po'!), con personaggi che si distinguono appena, se guardi in profondità: tanti antieroi, tante belle con bestie, tanti detective falliti e scoraggiati ma integri...

Per questo motivo, se voglio davvero qualcosa di nuovo, che esca dal mucchio di titoli e personaggi di "moda" è tra gli autoprodotti e tra piccoli editori emergenti che vado a cercare. Magari, per evitare le fregature in anticipo, mi butto più spesso sugli ebook.

Però come ti dicevo, magari non conto ;P.

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@M.T. Tu stai parlando per te ed è giusto ciò che dici, probabilmente tu sei una mosca bianca. Però non puoi negare che le mosche bianche siano in numero irrisorio, quindi purtroppo sono quelle nere che, oltre a indignare i lettori (paganti, ci tengo sempre a precisarlo), rovinano non solo il mercato, ma anche voi mosche bianche! Lo vedi, tu parli da scrittore e voi scrittori tendete a difendere voi stessi e la categoria, e ciò vi rende un po' miopi rispetto al problema: dovreste tutti mettervi totalmente nei panni dei lettori per averne una visione obiettiva.

 

Riporto una mia esperienza come esempio. Qualche anno fa ho scaricato un ebook GRATUITO, pubblicato da una casa editrice mai sentita, che si intitolava "Immagina i corvi". Un romanzo bellissimo! La mia opinione positiva è stata sicuramente ampliata dal fatto che fosse gratuito, ma era realmente un buon libro! Proprio ieri ho acquistato (in offerta) il nuovo ebook dell'autore e l'ho fatto "a scatola chiusa" (la casa editrice mi pare che sia la stessa e nel precedente libro ho potutto apprezzare la quasi assenza di errori e refusi, cosa fondamentale!).

Ogni tanto qualche casa editrice minore offre, per un certo periodo di tempo, i propri ebook gratuitamente. Ne ho letti alcuni e li ho davvero apprezzati, alcuni di più, altri di meno. Probabilmente alcuni di questi, che comunque mi sono piaciuti, se li avessi acquistati non sarei stata così magnanima, ma devo dire che, trame a parte, per le quali il gusto è soggettivo, erano tutti leggibilissimi e alcuni veramente belli. E anche inq uesto caso mi è capitato di acquistare l'ebook successivo di un autore che avevo scoperto tramite queste offerte gratuite.

Questo è quello che dovreste fare voi autori autopubblicati: offrire gratuitamente i vostri ebook (uno, due, tre...) fino a quando non vi sarete meritati un seguito di lettori che, dopo avere apprezzato i vostri libri, vi terranno in considerazione anche per i successivi a pagamento. Ma pubblicare qualunque cosa, per di più molto spesso in condizioni vergognose, di certo non vi farà guadagnare né fama né onore e, peggio, con il tempo rovinerà il mercato editoriale, con la più totale indignazione di noi lettori.

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@RitaM Non esiste un libro senza errori o refusi, non esiste. Ma ci sono errori ed errori, Rita! Non so se con l'autopubblicazione tu sia stata fortunata, oppure se sei semplicemente "di bocca buona", ma allora allo stesso modo posso dire di me che sono stata sfortunata o sono particolarmente esigente e critica. Mi va bene sia l'una che l'altra ipotesi. Ma il discorso non cambia. Anche se vogliamo basarci esclusivamente sulla "fortuna", non condivido la positività e l'ottimismo di chi, più o meno velatamente, continua a negare la realtà: l'autopubblicazione è solo una gran fonte di guadagno per le piattaforme di vendita, ma danneggia il mercato dell'editoria, i lettori e gli autori capaci e meritevoli, a prescindere dalla casa editrice che li pubblica. Questo è innegabile. Se qualcuno vuole giocare con la fortuna, va al casinò, oppure compra un gratta e vinci sapendo che il denaro che sta spendendo probabilmente (quasi sicuramente) è perso. Ma non è, non può e non deve essere la stessa cosa per un lettore che acquista un libro o un ebook! Se compri un cellulare che costa 10 volte meno della media, non puoi aspettarti grandi cose, ma almeno ti aspetti che funzioni. Per i libri e gli ebook la cosa è diversa: i prezzi degli autopubblicati, anche se bassi, sono nella media, quindi consentimi di dire che mi sono parecchio arrabbiata quando ho scoperto di aver speso il mio denaro, in quantità uguale a quella che avrei speso per comprare un altro ebook per esempio di Newton Compton che ha prezzi abbordabilissimi, per comprare vera e propria spazzatura!

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Ho parlato della mia esperienza, ma sono consapevole di com'è il mondo dell'autopubblicazione. In questo caso ho parlato da scrittore, ma prima di agire come tale ho ragionato da lettore e come lettore voglio un prodotto di qualità: mi dà molto fastidio acquistare un romanzo e trovarci degli errori. Se si tratta di uno/due refusi, pazienza, quando ne trovo decine non va per niente bene, uno perché non mi si è rispettato come lettore, due perché il prodotto l'ho pagato e quindi esigo qualità. A tanti va bene così, lasciano correre, ma a furia di lasciar correre le cose peggiorano (e non si tratta solo di editoria); sono contrario a questa mentalità e non reputo che visto che tanti fanno così, allora vada bene (per me la ragione non sta nella maggioranza: se tanti ragionano in un modo, non significa che sia quello giusto). Io posso fare diversamente, ma non posso cambiare la testa alla gente: questo dipende solo da lei. E finché questo non avviene, le cose non cambieranno.

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Su segnalazione di Niko non inerente a questa discussione, sono andata a spulciare altre sezioni di questo forum e guardate cosa ho trovato. Premetto che non comprerò l'ebook, anche se costa solo 0,99 euro, semplicemente perché, anche questo, è un autopubblicato (ormai li riconosco, anche grazie a questo forum) e mi sono ripromessa di non cadere più nella trappola. Però, nella descrizione ho trovato qualcosa di illuminante, che rispecchia quanto ho detto in questa sede:

 

Primo Teorema dello Scrittore Sconosciuto

“Il numero di lettori è inversamente proporzionale al numero di scrittori sconosciuti che pubblicano un nuovo libro”

Tradotto per i più deficienti: ogni volta che uno scrive qualcosa e decide di auto pubblicarsi o farsi pubblicare, muore un lettore. Quindi il numero dei lettori si riduce ogni giorno sempre di più e quei pochi che restano leggono solo i best seller (che poi non ho capito se vengono prima i lettori e poi i best seller o viceversa). Ne resterà uno solo. Sì avete capito bene. Resterà un solo lettore sommerso da miliardi di libri di merda e ne leggerà uno solo, quello che racconta l’ennesima storia di un poliziotto in calore.

 

 

Magari è un po' esagerata come "profezia", ma di questo passo, davvero, se i lettori saranno sempre meno, arriveremo al punto che non saranno più loro a pagare per leggere, ma saranno gli autori a fare a gara a chi offre di più ai lettori perché leggano il loro libro! Esagerato anche questo? Sì, volutamente, ma rende bene l'idea.

 

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@Tina, tranquilla, non ho interesse a difendere gli autopubblicati, in realtà, è solo che per me il concetto di autopubblicazione in se non dovrebbe essere così demonizzato.

Non ho intenzione di farti cambiare idea, anche perché se guardi al singolo autopubblicato hai in larga parte ragione, ma ti posso dire ciò che ho visto accadere nel mercato. L'editoria era già in crisi da molto, moltissimo tempo, più per la sua incapacità di vera innovazione che per colpa di terzi. L'autopubblicazione, come fenomeno, ha fatto l'effetto del sasso lanciato nello stagno immobile. Ha scosso tutto. Alcuni hanno saputo cogliere questo fenomeno in positivo, altri no.

Il fumetto ad esempio, ti posso dire con certezza assoluta (non da esterna, ma da addetta ai lavori), che ne ha assolutamente beneficiato. Ha spinto gli editori maggiori a investire sulla qualità, sulla novità e su maggiori proposte per reggere la concorrenza degli autopubblicati, che hanno cominciato a diventare sempre di più e soprattutto di qualità sempre maggiore (si guardi la Bonelli con Orfani, ad esempio).

Ha contribuito alla nascita di nuove case editrici che in pochi anni hanno arricchito il panorama di tutto quello che mancava nel mercato italiano (Shockdom, Dentiblù per citarne due). Ha permesso a giovani autori di fumetti realmente bravi di ritagliarsi un angolo personale e promuovere il proprio lavoro, farsi notare e fare qualcosa del mestiere per cui hanno studiato a lungo (non so se sei mai andata a Lucca, per dire, ma la Self Area è passata in meno di tre anni da un ghetto dove venivano relegati tutti i fumetti troppo underground, a una vera e propria fabbrica di idee, bel disegno e professionalità anche senza un editore alle spalle.) L'importazione di Manga e fumetti americani ha subito una frenata in favore di molte produzioni locali.

Difatti mi è capitato di parlare con almeno due agenti che lavorano solo con grandi editori, ed entrambi mi hanno ribadito che al momento è più facile piazzare le graphic novel e i fumetti in generale che i libri, e che spesso sia loro che le case editrici guardano agli autopubblicati di successo con un occhio di riguardo.

Ok, mi dirai che il fumetto è diverso e non fa testo, ma questo solo in apparenza, perché le figure che lavorano in una casa editrice di fumetti, esclusi disegnatori e sceneggiatori, sono alla fine le stesse che lavorano in una casa editrice che fa letteratura. 

 

Spero di non essere andata OT, ma tutto questo era per dire che l'autoproduzione come flagello dell'editoria classica è un concetto che, a mio parere, scusami ma non sta in piedi. Come ho detto in parecchi post anche prima, alla fine sono i lettori che devono giudicare e decidere se un autore debba andare avanti, autopubblicato o no. Tu fai benissimo a seguire la tua scelta di non comprare più autopubblicati se hai trovato solo spazzatura, tanto dubito che l'editoria come la conosciamo noi crollerà per colpa dell'autopubblicazione. Alla peggio, cambierà.

 

E giusto per precisare, non credo proprio di essere di bocca buona, visto che se un libro non mi decolla entro le prime 40-50 pagine lo mollo senza pietà anche se ci ho speso sopra bei soldoni (mi è capitato proprio di recente, comprando due libroni editi con un editore di cui ho amato più di due terzi del catalogo, tranne questi che per quanto impeccabili nel testo, sono una palla assurda, scopiazzata e senza spessore, o scritti con una tecnica di POV multiplo e senza controllo, che a mio parere rende il testo faticosissimo e incomprensibile... mi sa che in proporzione ho avuto io più sfortuna xD !) 

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@RitaM Punti di vista, Tina.

Però, con questa frase "alla fine sono i lettori che devono giudicare e decidere se un autore debba andare avanti, autopubblicato o no." si torna al punto di partenza: quei lettori che bocciano tutti o la maggior parte degli autopubblicati, o sono in minoranza, quindi non influiscono sul mercato, oppure la loro reazione non potrà portare altro che a un ribaltamento, una sorta di sollevazione popolar-letteraria che si scontrerà appunto con chi riempie di schifezze il mercato. Se 1 su 10 (e credo di essere generosa) fra gli autori pubblicati si salva, temo che i lettori (e ribadisco "paganti"), a meno che non siano tanto fortunati da azzeccare quell'1 su 10 al primo colpo (evidentemente non è il mio caso), credo che molleranno il colpo molto prima di arrivare a 10, o a 7, o a 5, perché a quel punto avranno speso almeno fino a 5, 7 o 10 euro, se gli ebook vengono tutti offerti al minimo, e direi che, specie di questi tempi, buttare in spazzatura 5, 7 o 10 euro è un sacrilegio per la maggior parte di noi! Non dubito che esistano casi a sé stanti, degni di nota nonché di un meritato successo, ma sono appunto "casi". Mah, sarò io troppo critica. Se una cosa mi piace e il prezzo è accessibile, la compro. Se però torno a casa e questa cosa mi si distrugge fra le mani, non comprerò più quella marca, quell'articolo, o non mi servirò più da quel negoziante o addirittura non comprerò più quella categoria di articolo. Mi sembra il minimo. Per i libri e gli ebook credo che valga lo stesso concetto: ho comprato degli ebook autopubblicati che "mi sono esplosi" fra le mani, il che mi ha impedito di terminarne la lettura (a parte qualche eccezione, se non altro sono riuscita a finirli!). Non compro più gli autopubblicati, semplice, e mi dispiace per tutti quegli autori che, pur essendosi autopubblicati, meritano di essere letti. Consiglierei loro di cambiare tipo di pubblicazione e, se davvero sono così bravi, di mettersi nelle mani di un editore. Ma a quanto ho capito, a parte qualche eccezione, chi ricorre all'autopubblicazione lo fa perché ha ricevuto solo rifiuti dalle case editrici, oppure offerte improponibili. E qui sta proprio il fulcro del discorso. Sbaglio?

 

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@M.T. Il tuo modo di procedere mi sembra più che onesto e condivisibile.

E conosco di persona un autore del nostro forum che, dopo aver ricevuto solo delusioni dall'editoria tradizionale, ha deciso di autopubblicarsi (e scrive maledettamente bene).

Con tutto ciò, e a malincuore, io mi sento vicino al pensiero di @Tina34 , quando dice: 

23 minuti fa, Tina34 dice:

Ma a quanto ho capito, a parte qualche eccezione, chi ricorre all'autopubblicazione lo fa perché ha ricevuto solo rifiuti dalle case editrici, oppure offerte improponibili. E qui sta proprio il fulcro del discorso

Per me, che leggo solo in cartaceo, non si tratta di spendere uno o due euro e sinceramente quando leggo quarte di copertina con errori di sintassi mi sento poco stimolato a fare acquisti azzardati.

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10 minuti fa, Tina34 dice:

Ma a quanto ho capito, a parte qualche eccezione, chi ricorre all'autopubblicazione lo fa perché ha ricevuto solo rifiuti dalle case editrici, oppure offerte improponibili. E qui sta proprio il fulcro del discorso. Sbaglio?

 

Non sbagli, no. Soltanto tieni anche conto che il rifiuto di un editore non è dovuto sempre e soltanto a una cattiva qualità del testo. (e anche questo lo so non per sentito dire, ma perché ho chiesto direttamente) Ci sono un'enormità di esigenze di cui chi valuta i manoscritti nelle case editrici deve tenere conto, a prescindere di quanto un autore sia bravo o no. E siccome il mercato è saturo, non è detto che a spuntarla sia sempre la qualità. Di solito è più la vendibilità, ma anche altre cose fanno la differenza. Per farti un esempio, una mia amica illustratrice già inserita nel mercato ha spedito un suo progetto libro con illustrazioni fatte da lei a una casa editrice per bambini, per sentirsi rispondere che "per il momento" la redazione aveva deciso di non pubblicare albi a colori, perchè al momento non possono investire altro budget sulla stampa a colori (parlo delle illustrazioni interne). Un'altra invece le ha detto che le illustrazioni proprio non le volevano perché altrimenti non rientravano nel numero di pagine che potevano pubblicare. Adesso sta continuando a provare, ma se non trovasse proprio riscontro (ti posso garantire che il libro è un amore) e decidesse di autopubblicarlo...personalmente non mi sentirei di condannarla.

Probabilmente, dovremmo valutare caso per caso. Tutto qui.

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Che sia selfpublishing, piccola CE o edicolante di strada ... dovrebbe esserci una regola/diploma ... puoi scrivere e tentare di pubblicare, ma tesoro bello, leggi almeno 100 libri di vario genere prima di buttare inchiostro su carta bianca. Poi sentiti pure Manzoni, Roth o Volo (!), ma prima di qualsiasi passo, fatti leggere da qualcuno di fiducia, per revisionare/correggere/ampliare ... e quindi, va' pure alla ricerca della gloria e dell'immortalità!

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