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1984Phantom

Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

Post raccomandati

1 ora fa, wivern dice:

quelle che invece cercano di scovare nuovi talenti.

Si, certo. Ma c'è un atteggiamento del "tu devi darti da fare". E guai a dio rispondere "io mi sono già dato da fare a scrivere".

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@camparino se per "darsi da fare" intendi pubblicizzare al massimo il proprio lavoro, partecipare a presentazioni, eventi e quant'altro, beh mi sembra il minimo, considerando che l'editore guadagna se vende.

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2 ore fa, RitaM dice:

spesso la maggior parte dei lettori acquista libri influenzato dalle classifiche e dalle pubblicità più o meno gonfiate.

Si chiama domanda indotta. Creare dei bisogni che in realtà non ci sono. Convincere la gente che l'acquisto del libro in questione (oppure una tavoletta di cioccolato, oppure la carta igienica colorata) la farà sentire meglio e le colmerà quello strano senso di vuoto...

 

 

Personalmente detesto quando qualcuno cerca di convincermi di avere qualche bisogno che "ignoro".

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Devo dire che è stato interessante cercare di intervenire in questo dibattito. Dico cercare perchè continuate a rispondervi a vicenda. Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse commentato quanto ho scritto, visto che si trattava di esperienza diretta, giusto per avere la sensazione di essere ascoltata. 

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@bicca56 non te la prendere, che qui sono in tanti ed è difficile rispondere direttamente a tutti :)

Secondo me puoi comunque trovare risposta a quello che hai detto nei commenti successivi al tuo, anche se non sei stata taggata direttamente.

Se poi vuoi sapere i nomi di editori free o a doppio binario, qui sul forum abbiamo un'intera sezione su di loro a cui puoi dare un'occhiata in cerca di un possibile editore :)

In bocca al lupo!

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@bicca56 io ti avevo letto, ma non avevo nulla da aggiungere e così non ti ho inserito nei miei interventi, come non ho inserito sefora, ljuset o altri. Non per cattiveria :asd: 

5 ore fa, bicca56 dice:

la correzione l'ho fatta da sola, anche perchè la richiesta che ho avuto per la semplice correzione di bozze è stata di 800 €

Dato che ci siamo, una curiosità: per chiederti 800 euro di correzione di bozze (che non è editing) quanto era lungo il tuo libro? :aka:

 

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Io sono dell'opinione che tutti gli esordienti (e non) abbiamo bisogno dell'editing. Quando sento parlare di "editing leggero" mi vengono i brividi, perché molto probabilmente l'azione si limiterà a una correzione superficiale. Per quel che concerne il self, credo che sia doveroso rivolgersi a un editor di professione (e quindi spendere abbastanza soldi) oppure a uno di cui ci si possa fidare (fortuna rara). Lo dico perché ho affrontato un lavoro di editing di circa 40 giorni, stando in contatto giornalmente con l'editor. Morale: all'ultima rilettura abbiamo trovato più di cinquanta refusi e 2 buchi logici. 

Quindi, per chi crede che il proprio lavoro sia già bello così come lo ha scritto e che possa essere dato in pasto ai lettori, auto pubblicando con un editing "leggero", consiglio vivamente di farlo in modo serio.

 

Roberto

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36 minuti fa, baffoloco83 dice:

Io sono dell'opinione che tutti gli esordienti (e non) abbiamo bisogno dell'editing. Quando sento parlare di "editing leggero" mi vengono i brividi, perché molto probabilmente l'azione si limiterà a una correzione superficiale. Per quel che concerne il self, credo che sia doveroso rivolgersi a un editor di professione (e quindi spendere abbastanza soldi) oppure a uno di cui ci si possa fidare (fortuna rara). Lo dico perché ho affrontato un lavoro di editing di circa 40 giorni, stando in contatto giornalmente con l'editor. Morale: all'ultima rilettura abbiamo trovato più di cinquanta refusi e 2 buchi logici. 

Quindi, per chi crede che il proprio lavoro sia già bello così come lo ha scritto e che possa essere dato in pasto ai lettori, auto pubblicando con un editing "leggero", consiglio vivamente di farlo in modo serio.

 

Roberto

Quoto in pieno!  Solo mettendoci le mani mi sto rendendo conto di quante modifiche avesse bisogno il mio romanzo per renderlo presentabile. L'editing(e non la correttura bozz) è fondamentale

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 .@baffoloco83 sono perfettamente d'accordo con te relativamente all'editing, per questo motivo ho chiesto aiuto ad una mia ex collega che aveva proprio il compito di correggere i tesi di legge ed a mio marito e mio figlio. I miei giudici più severi....qui non è chiaro...qui non si capisce...correggi...

Per quello che riguarda le case editrici free vi ho dato un'occhiata , sono un'enormità.

Quello che avevo cercato di dire, forse in modo non chiaro, era una cosa ben precisa. Se oggi fossi così fortunata da trovare una casa editrice che mi sostenesse e volesse pubblicare il mio libro, non ne celerei il nome, la presenza di altri autori non intaccherebbero un rapporto di lavoro, qualora esistesse. Ciò che ho notato era stato dopo la mia domanda ...mi puoi dire che ti ha risposto positivamente.... il rifiuto, da parte di chi diceva di averne trovata una o più, di comunicarne il nome. Come se dirmi ...pubblico con x potesse in qualche modo minare la sua posizione .

 

@baffoloco83 sai qual'è l'altro inghippo, se ti sembra di avere qualcosa da dire e vorresti vedere se è di reale interesse devi pagare e molto, ciò che non condivido è dover rinunciare se questi soldi non li puoi investire. E' vero che il self unisce di tutto un po ma è anche vero che chi compra un libro edito in tal guisa sa i rischi a cui va incontro. Prova ne è che nessun mio libro dopo essere stato letto è stato restituito, ho saputo con certezza che vi era questa possibilità

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5 minuti fa, bicca56 dice:

@Niko solo 150 pagine, ti assicuro che ho girato parecchio. Certo c'è stato anche chi mi ha chiesto 300 €, ma la mail che ho ricevuto era indicibile.

800 euro per la correzione di bozza di 150 pagine (caratteri? 270-300mila?) è un furto! Sono più di 5 euro a pagina... scherziamo? :aka: 

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Assolutamente no, @Niko ti posso assicurare che ho ricevuto le richieste più folli. Sai qual'è il vero problema, chi come me si avventura nella giungla delle case editrici, solo ed unicamente free, e delle agenzie letterarie non ha una strada da seguire. Hai un elenco ed è già tanto, ma per il resto non sai molto di più. Ad esempio se una agenzia fa la correzione di bozze o l'editing di un libro ad un buon prezzo e lo fa con professionalità non lo sai, cominci a mandare email a caso, o seguendo l'ordine alfabetico sperando di essere fortunata e di beccare quella giusta. La stessa cosa vale per le case editrici, mandi 10 20 mail e spesso, anzi quasi sempre, non ricevi alcuna risposta. Chi invece è sempre pronto a risponderti e chi ti chiede soldi.

Dopo un po ti scoraggi, anzi ti rompi, ti guardi un po in giro e ti decidi per il self con la assoluta consapevolezza che vendere un libro è difficilissimo, specialmente se non hai alcuna idea su come farti pubblicità, e se in queste condizioni sei riuscita a vendere dei libri a qualcuno che non conosci è una soddisfazione immensa.

 

 

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@bicca56 rispetto ma non condivido il tuo pensiero. E parto dalla mia esperienza. Mando mail a tante case editrici non a pagamento, e ricevo una proposta di pubblicazione. Nessun costo, data di pubblicazione prevista a quattro mesi dalla stipula del contratto. Firmo eccitatissimo e convinto di aver a che fare con un editore serio. Risultato: due anni di prese in giro e il mio romanzo non vede la luce. A quel punto, come te avevo voglia di mollare tutto. Eppure non ho mollato, ho provato con un agente letterario e il mio istinto mi ha portato a fidarmi di lei. Adesso stiamo facendo un editing profondo al testo, e sono super soddisfatto. Da quanto tu scrivi il ricorso al self publishing era l'unica alternativa rimasta al gettare la spugna? 

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@wivern hai avuto tanta ma tanta fortuna a trovare qualcuno di serio. Per il lavoro che ho fatto sono perfettamente cosciente del lavoro che necessita un libro, ed ho cercato qualcuno che mi aiuti sia nella semplice correzione di bozze sia nell'editing. Ma non sono riuscita a trovare qualcuno che unisse professionalità a richieste per me accettabili.

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I prezzi riportati da @bicca56 non mi sorprendono: si può dire che sono la "norma". Se vogliamo, la cosa buffa (se si riesce a trovare qualcosa di divertente) è che chi lavora o collabora con una ce per revisionare testi non prende minimamente simili cifre, ma molto, molto meno.

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Si fa largo uso di termini come "correttore di bozze, editing e interventi simili" sui testi e mi chiedo esattamente cosa si intenda. Correggere credo sia doveroso  per l'autore farsene carico. Io rileggo, aggiusto, riscrivo e correggo più di un centinaio di volte il romanzo da cima a fondo nell'arco dei due anni in cui mi diletto a terminarlo. Perciò se avessi ancora delle bozze da correggere potrei tranquillamente affermare di essere inabile alla scrittura e dedicarmi ad altro. Per ciò che concerne l'editing vero quello pesante mi affido alle impressioni di alcuni lettori appartenenti ad una rosa più ampia possibile in quanto a tipologia di gusti. Non dimentichiamo che le aspettative, le preferenze e il bagaglio culturale dei lettori è mostruosamente vario. Accetto consigli su eventuali buchi, incongruenze e passaggi difficili da assimilare mentre luoghi, personaggi e altro non credo sia mio interesse modificarli. Infine credo di essere l'unico che ha stampato, e dico stampato sebbene sia pubblicato con il codice, valutando il prezzo per copia, scegliendo copertina, e ogni altro aspetto del libro e mi diletti a regalarne una copia a chi si dimostra interessato a scoprire un giallo che in fondo nonostante alcuni probabili difetti ritengo sia piacevole da leggere. Del resto mi ritrovo a leggere decine e decine di opere vendute in milioni di copie che non raggiungono nei miei sindacabili giudizi la sufficienza. Non sono di certo uno scrittore, preferisco pensare di aver creato storie originali e narrate decentemente che allietino e intrattengano il lettore con leggerezza. Se volessi far piangere, commuovere e intristire la gente come mi è stato più volte consigliato purtroppo ne avrei da scrivere... questione di scelte.

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7 ore fa, Niko dice:

800 euro per la correzione di bozza di 150 pagine (caratteri? 270-300mila?) è un furto! Sono più di 5 euro a pagina... scherziamo?

Non tutti lo fanno per la gloria, Nico: ho parlato con un ragazzo (neanche trentenne) che stava pagando per l'editing di circa 200 pagine più di 1.200 Euro. Dice che l'editor era una ragazza che aveva frequentato la scuola Holden. Sto a quanto a quanto mi ha detto e non ho letto niente di quanto ha scritto. Considerando però che un anno di scuola Holden costa 10.000 Euro, in qualche modo bisogna pur recuperare.

 

Ma @Niko, cosa sono 5 Euro a pagina? Un buon editing potrebbe richiedere anche più di un'ora per pagina.  Il fatto è che il prezzo dell'editing è troppo basso per l'editor e troppo alto per l'autore. In pratica non ha senso se non in prospettiva di un riscontro nelle vendite che dovrebbe colmare il gap tra prezzo e valore per entrambi i soggetti.

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9 ore fa, bicca56 dice:

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse commentato quanto ho scritto, visto che si trattava di esperienza diretta, giusto per avere la sensazione di essere ascoltata

@bicca56 Mi ha incuriosito e sono andato a leggere il tuo primo post su questo argomento. Pazzesco pensare di scrivere e farsi tradurre per pubblicare su Amazon. O scrivi qualcosa di banalmente semplice o ti ritrovi a fare i conti con i mille problemi che richiede una buona traduzione letteraria (non letterale). 

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Mi correggo: Una buona traduzione non "richiede" mille problemi, ma li "presenta".

 

Un invito a tutti: cerchiamo di curare la forma anche in questi semplici post, almeno da evitare la terza persona singolare del verbo essere senza accento, oppure quella del verbo avere senza "h". E chiediamoci se dobbiamo dire "si" o "sì", "se" o "sé", "che" o "ché" e così via (ovviamente a seconda dei casi), altrimenti chi legge potrebbe chiedersi se siamo veramente all'altezza di aspirare alla qualifica di scrittori.

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On 20/11/2016 at 18:49, heightbox dice:

 

 

7 ore fa, heightbox dice:

Si fa largo uso di termini come "correttore di bozze, editing e interventi simili" sui testi e mi chiedo esattamente cosa si intenda. Correggere credo sia doveroso  per l'autore farsene carico. Io rileggo, aggiusto, riscrivo e correggo più di un centinaio di volte il romanzo da cima a fondo nell'arco dei due anni in cui mi diletto a terminarlo. Perciò se avessi ancora delle bozze da correggere potrei tranquillamente affermare di essere inabile alla scrittura e dedicarmi ad altro. Per ciò che concerne l'editing vero quello pesante mi affido alle impressioni di alcuni lettori appartenenti ad una rosa più ampia possibile in quanto a tipologia di gusti. Non dimentichiamo che le aspettative, le preferenze e il bagaglio culturale dei lettori è mostruosamente vario. Accetto consigli su eventuali buchi, incongruenze e passaggi difficili da assimilare mentre luoghi, personaggi e altro non credo sia mio interesse modificarli. Infine credo di essere l'unico che ha stampato, e dico stampato sebbene sia pubblicato con il codice, valutando il prezzo per copia, scegliendo copertina, e ogni altro aspetto del libro e mi diletti a regalarne una copia a chi si dimostra interessato a scoprire un giallo che in fondo nonostante alcuni probabili difetti ritengo sia piacevole da leggere. Del resto mi ritrovo a leggere decine e decine di opere vendute in milioni di copie che non raggiungono nei miei sindacabili giudizi la sufficienza. Non sono di certo uno scrittore, preferisco pensare di aver creato storie originali e narrate decentemente che allietino e intrattengano il lettore con leggerezza. Se volessi far piangere, commuovere e intristire la gente come mi è stato più volte consigliato purtroppo ne avrei da scrivere... questione di scelte.

Scusami, ma dissento totalmente da ciò che hai scritto. Vorresti dire che il tuo lavoro non ha bisogno di editing e correzione di bozze? Ti dico solo che Umberto Eco per "il nome della rosa" ha avuto ben 7 editor. Se ci sono certe "figure" un ambito editoriale vorrà dire qualcosa. Se i tuoi correttori sono i tuoi amici e l'editor lo fai tu (non sapendo bene cosa sia), buon lavoro amatoriale.

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7 ore fa, Ljuset dice:

Ma @Niko, cosa sono 5 Euro a pagina? Un buon editing potrebbe richiedere anche più di un'ora per pagina.

Non sono d'accordo. La pagina standard (e di quella parliamo) conta 1800 caratteri. Più di un'ora per 1800 caratteri è follia. Può capitare (è capitato anche a me) che ci si metta anche più di un'ora per pagine particolarmente "difficili", non c'è dubbio; ma che sia la prassi, quello no!

Inoltre ti ricordo che stiamo parlando di correzione di bozze nel caso di bicca, e non di editing, per questo mi sono scandalizzato. 5 a pagina euro per correzione di bozze è follia. Invece, il prezzo è medio-alto se parliamo di editing, ma cito di nuovo:

22 ore fa, bicca56 dice:

la correzione l'ho fatta da sola, anche perchè la richiesta che ho avuto per la semplice correzione di bozze è stata di 800 €


Non confondiamo correzione bozze con editing, che sono due mondi diversi.

 

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8 ore fa, heightbox dice:

Si fa largo uso di termini come "correttore di bozze, editing e interventi simili" sui testi e mi chiedo esattamente cosa si intenda.

Te lo spiego subito.

Correzione di bozze: riguarda individuazione di refusi, errori di ortografia e revisione della punteggiatura.

Editing: lavoro più accurato sulla forma e sui contenuti, che analizza fluidità e sulla scorrevolezza del testo. Con l'intervento di editing si dovrebbe perfezionare lo stile dell'autore, proporre soluzioni alternative, modifiche, tagli e aggiunte al testo. Comprende anche interventi diretti su personaggi, ambientazione, trama.

Valutazione: Analisi sulla trama, di eventuali punti di forza e di debolezza (nella coerenza e nell’originalità); complessità e spessore dei personaggi e dell’ambientazione, delle atmosfere; impatto emotivo ed eventuali messaggi che l’autore aveva intenzione di comunicare.

Aggiungo che un buon editing, a mio personalissimo parere, comprende tutti e tre :) ed è per questo che costa.

9 ore fa, heightbox dice:

Io rileggo, aggiusto, riscrivo e correggo più di un centinaio di volte il romanzo da cima a fondo nell'arco dei due anni in cui mi diletto a terminarlo. Perciò se avessi ancora delle bozze da correggere potrei tranquillamente affermare di essere inabile alla scrittura e dedicarmi ad altro.

Mi dispiace ma questa affermazione è sbagliata. Pensare che si possa scrivere tutto nel modo giusto e non fare errori senza alcuna visione esterna è... un po' pretestuoso. Per quanto tu possa fare ottime revisioni, saranno sempre le revisioni di chi quel libro l'ha scritto. 

9 ore fa, heightbox dice:

Per ciò che concerne l'editing vero quello pesante mi affido alle impressioni di alcuni lettori appartenenti ad una rosa più ampia possibile in quanto a tipologia di gusti. Non dimentichiamo che le aspettative, le preferenze e il bagaglio culturale dei lettori è mostruosamente vario.

E questa è una buona soluzione, ma non è una soluzione professionale. Basta esserne consapevoli.

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54 minuti fa, Niko dice:

Mi dispiace ma questa affermazione è sbagliata. Pensare che si possa scrivere tutto nel modo giusto e non fare errori senza alcuna visione esterna è... un po' pretestuoso. Per quanto tu possa fare ottime revisioni, saranno sempre le revisioni di chi quel libro l'ha scritto. 

Concordo in pieno. Umberto Eco si avvaleva di sette editor: dovremmo forse dedurne che era analfabeta?  

Chi scrive un testo, una volta revisionati grammatica, sintassi e refusi vari non vedrà altri difetti.  Se la trama ha dei buchi, se lo stile risulta troppo piatto in certi passaggi, se un personaggio appare troppo stereotipato, come potrà rendersene conto da solo chi ha ideato quella trama, chi ha scritto con quello stile e chi ha disegnato quel personaggio?  

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Eccomi, premesso che non ritengo assolutamente di avere scritto il romanzo dell'anno e che sia un concentrato di perfezione posso tranquillamente affermare e dimostrare, se non ci credete, che libri editi dalle tre maggiori case editrici italiane presentano refusi orrendi tra cui una serie di "gli" appioppati a personaggi femminili notato di recente. Ho un prodotto ovviamente amatoriale che necessita di qualcuno che creda nella sostanza e decida, e qui non mi trovo concorde con voi, che a spese sue se gli interessa guadagnare sul mio operato di anni si rimbocchi anche lui le maniche e renda il lavoro degno di pubblicazione ai massimi livelli. Se ho bisogno di sette teste che mettono mano al mio lavoro, riscrivono passaggi e personaggi, allora farebbero meglio a mettere i nomi dei sette come coautori e forse azzarderei a quel punto di metterli prima dell'autore stesso. Per me un libro è come un quadro, se lo guardi mille volte interverresti su colori, tonalità, ed espressioni  ogni santo giorno finchè decidi che è ora di smettere e va bene così. Se altri sei pittori dopo spennellassero sulla mia tela non sarebbe più opera mia. Faccio un esempio reale. Il mio personaggio principale è un reporter investigativo, senza un passato di tormenti e sventure, senza caratteraccio e dipendenze varie. E' un personaggio positivo, tranquillo. Un editor blasonato voleva renderlo un dannato, inserire mille disgrazie. L'idea di farlo non mi ha neppure sfiorato. Il mio personaggio è così, insulso forse ma se l'avessi voluto diverso l'avrei creato diverso. Chiamatemi presuntuoso ma la penso così, ben disposto a seguire suggerimenti e consigli ma solo in fase di rifinitura e prima di pubblicazione certa. Lo so, non pubblicherò mai ma in fondo in fondo non mi importa poi così tanto.

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30 minuti fa, heightbox dice:

Faccio un esempio reale. Il mio personaggio principale è un reporter investigativo, senza un passato di tormenti e sventure, senza caratteraccio e dipendenze varie. E' un personaggio positivo, tranquillo. Un editor blasonato voleva renderlo un dannato, inserire mille disgrazie.

 

Ciao heightbox.

Quello però non è editing: quella è... come chiamarla? "consulenza editoriale"? Fa probabilmente parte dei compiti di un editor tradizionale, ma non è "editing".

 

L'editing propriamente detto dovrebbe lasciare il quadro apparentemente immutato, eppure migliore. Nella mia (piccola) esperienza di scrittura, mi sono trovato a rileggere quello che ho scritto prima e dopo un buon lavoro di editing, e non ho mai avuto la sensazione che ci fosse stata un'altra mano oltre la mia. È come se io, scrittore, avessi sbozzato la pietra e dato forma alla mia statua, e l'editor l'avesse poi lucidata e portata a splendere. Sono due lavori diversi, entrambi necessari. Se il risultato finale è così diverso da non sembrare più tuo, o scrivi davvero molto male (e quindi la riscrittura diventa necessaria), o l'editor non è un vero editor.
Solo in rarissime occasioni ho sentito una pagina come "non mia", e allora mi sono preso la libertà di trovare una terza versione, che fosse migliore di quella iniziale ma tenesse conto dei suggerimenti. Il risultato finale era assolutamente mio, solo molto più scorrevole.

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17 ore fa, bicca56 dice:


@baffoloco83

@baffoloco83...E' vero che il self unisce di tutto un po ma è anche vero che chi compra un libro edito in tal guisa sa i rischi a cui va incontro.

 

Questo è il motivo per cui, dopo averne acquistato alcuni, non ne comprerò mai più!

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1 ora fa, heightbox dice:

Se altri sei pittori dopo spennellassero sulla mia tela non sarebbe più opera mia.

Scusami, ma io ho l'impressione che tu abbia un'idea distorta - molto distorta - della professione di editor.

Nessun editor verrà mai a spennellare sulla tua tela.  Per conservare la tua metafora: il pittore finito il proprio quadro lo osserva da qualche metro di distanza, mentre l'editor è quello che si avvicina di lato e lo sbircia da pochi centimetri di distanza.  Poi ti dice: secondo me vista la tonalità di luce ci stiamo avvicinando al tramonto e l'ombra di questo albero dovrebbe ricadere un po' più obliqua di come tu l'hai disegnata.  Sei tu allora a spostarti e a osservare il dipinto dalla sua angolazione, e sei tu ancora a decidere che forse non ha tutti i torti e a riprendere in mano il pennello.  

Questo fa l'editor: non riscrive il tuo romanzo, ti suggerisce punti di vista diversi ed eventualmente come intervenire per migliorare una scena, dare un'ulteriore sfaccettatura a un personaggio, risolvere un'incongruenza nella trama...

1 ora fa, heightbox dice:

E' un personaggio positivo, tranquillo. Un editor blasonato voleva renderlo un dannato, inserire mille disgrazie

Ma perché mai dovrebbe farlo?  Per creare un personaggio identico a tanti altri che abbiamo già visto?  L'editor ti dice se quel personaggio funziona, se crea empatia, se risulta credibile, se il lettore riesce ad immedesimarsi in lui, ad amarlo o anche ad odiarlo, se insomma è una figura tridimensionale o una semplice figurina di carta.  Se tu hai creato un personaggio del genere lui non verrà mai a scompaginarti le carte, ma potrà magari intervenire dicendoti "secondo me il tuo repoter quando nel ventottesimo capitolo incontra Pincopallina ha una reazione che non è in linea con il personaggio che tu ha disegnato.  In quel colloquio dovrebbe mostrarsi più condiscendente - o più sprezzante o più quello che vuoi - perché tu me lo hai fatto conoscere sotto quella luce nei ventisette capitoli precedenti. Questo fa l'editor: non prende in mano il dialogo e lo riscrive di sana pianta, ma ti dice cosa in quel dialogo non funziona.

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Caro Francesco Wil Grandis, concordo pienamente con te. L'editor a mio avviso, dopo aver apprezzato il canovaccio al novanta per cento, e dopo aver accettato di rappresentarti con ben in mente a chi proporre il tuo prodotto dovrebbe offrirsi di mettere mano a quei dettagli che necessitano di una messa a fuoco migliore. Non chiederti mila e mila euro per riscrivere il tuo romanzo che poi "forse" potrai proporre a pinco pallino in una gara di mail all'ultimo secondo nella speranza che tali modifiche strapagate gli aggradano e che ti accetti, bontà sua, tra i suoi protetti senza garanzia di pubblicazione. Seriamente l'editor a mio modesto avviso dovrebbe essere interno alla casa editrice che progetta di investire sul romanzo. A Tina invece vorrei dire che in effetti pretendere un corrispettivo per un romanzo autopubblicato mi imbarazza. Preferisco donarlo nella speranza che per prima cosa riescano a leggerlo tutto, che lo trovino piacevole e che possa regalare qualche ora di svago a chi si è dimostrato così generoso nell'accettare il mio dono. Mi rende molto più soddisfatto un commento entusiasta o anche solamente positivo piuttosto che cinque euro ad ogni copia sbolognata.

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2 minuti fa, heightbox dice:

Caro Francesco Wil Grandis, concordo pienamente con te. L'editor a mio avviso, dopo aver apprezzato il canovaccio al novanta per cento, e dopo aver accettato di rappresentarti con ben in mente a chi proporre il tuo prodotto dovrebbe offrirsi di mettere mano a quei dettagli che necessitano di una messa a fuoco migliore.

Scusami, heightbox, ma cosa stai dicendo? Sei molto confuso, mi par di capire; e rischi di confondere chiunque legga questa discussione. L'editor non rappresenta lo scrittore, quello è il compito dell'agente. Sono entrambe figure "facoltative" nel percorso dell'autore, ma che spesso e volentieri non c'entrano niente l'uno con l'altro (salvo eccezioni di sovrapposizione).

3 minuti fa, heightbox dice:

Seriamente l'editor a mio modesto avviso dovrebbe essere interno alla casa editrice che progetta di investire sul romanzo.

Questo accade molto spesso, ma la realtà dei fatti è che nelle piccole realtà (parlo di piccola editoria) è quasi sempre lo stesso Editore a improvvisarsi Editor, e il risultato, intuibilmente, non è dei migliori.

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Caro Marcello concordo pienamente anche con te. Purtroppo per avere pareri come quelli che descrivi devi pagare profumatamente per farlo leggere, circa 800 euro nelle agenzie più valide. L'editor dovrebbe intervenire dopo, per mettere la classica ciliegina sulla torta e non prima. Io purtroppo non ho avuto molti pareri di esperti ma solo "giudizi di strada". Il romanzo che ho scritto in fondo io lo definisco un tipico giallo da ombrellone e l'ambientazione è quella tanto gradita alle nostre case editrici: luoghi immaginari in America. Bocciato a prescindere(y)

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