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Melvin

Essere Melvin

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Buon giorno a tutti,

Con emozione e umiltà vi presento Essere Melvin, il primo romanzo, appena pubblicato sulla piatta forma Luli disponibile sia in formato cartaceo che in e-book

Genere: Narrativo, Introspettivo



 

Mi dispiace ma non riesco a caricare la copertina, sono impedito.

Spero di riceve i vostri consigli e rilievi.

 

 Quarta di copertina:Essere Melvin è per un verso la storia di un cavaliere temerario che deriva la sua audacia da un rapporto con la realtà tutto trasfigurato dalla finzione; per altro verso è la storia di una vendetta lungamente preparata e macchinosamente architettata. Dirò di più: il libro stesso è una gigantesca rivalsa, non contro qualcuno in particolare, ma contro la misura colma delle frustrazioni e delle delusioni, contro una vita che somiglia troppo poco a quella sognata. Un romanzo d’avventure, dunque? Certo. Purché il lettore sia avvertito che le terre di conquista sono tutte interiori, e che l’eroe era ben poco equipaggiato ad affrontare i mostri, i draghi, gli stregoni e i briganti che non sospettava di nascondere in sé. Melvin è una storia vera. (Dalla prefazione di Guido Vitiello

Sinossi:                                              Essere   MELVIN

                                                  Tra finzione e realtà

Melvin giovane proprietario terriero di origini siciliane, fin da bambino combatte contro le aspirazioni e proiezioni familiari che non gli

appartengono. Fantasie, strambe millanterie, menzogne gli sembrano fin da subito una via di fuga e una forma di autodifesa da una realtà avvertita come insostenibile.

Il complesso rapporto con le donne, seppure tante e diverse, e il senso d’inadeguatezza caratterizzano la vita di Melvin

I riti virtuali del web e della comunicazione digitale lo conducono all'ossessiva frequentazione di un forum dedicato all’Aspirante,una starlet di una fiction televisiva, tra i due nasce un autentico sentimento le cui conseguenze, tuttavia, finiscono per amplificare la crisi di Melvin fino allo sdoppiamento di sé, in una crescente, e drammatica, deriva psicotica e autodistruttiva a causa della quale

egli subisce un trattamento sanitario obbligatorio.

 Melvin chiederà aiuto allo Splendente,singolare ma lucidissima figura di psichiatra, cui si rivolgerà quando il peso dei ricordi e del senso di colpa per il tradimento dell'altrui fiducia si farà insopportabile.

 La memoria,improvvisamente ricomparsa dopo una prolungata amnesia, gli consentirà di recuperare episodi e situazioni – cui il protagonista dà il nome di file - e di illustrarli al suo terapeuta. Non siamo di fronte ad una finzione

narrativa, bensì ad un racconto intensamente vissuto sulla propria pelle Melvin è una storia vera. Davvero.

 

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Buon pomeriggio a tutti mi permetto di sottoporvi le prime  recensioni che ha ricevuto il mio #EssereMelvin da 4 blog letterari indipendenti. Leggerete giudizi positivi ma anche critiche , a mio avviso, costruttive. Spero che vi possano interessare.. Grazie

1)"Il Rumore dei Libri"

http://ilrumoredeilibri.blogspot.it/2014/06/recensione-essere-melvin-di-vittorio-de.html

2)"Bostonian Library"

http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/06/recensioni-in-breve-bruciare-di-barbara.html.

3) "Ally e i libri"

http://recensioni-libri-di-ally.blogspot.it/2014/07/essere-melvin-di-vittorio-de-agro.html"

4) "Recensioni Libri"

http://www.recensionilibri.org/2014/07/essere-melvin-finzione-realta-lesordio-vittorio-de-agro.html

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Nuova Recensione sul mio #EssereMelvin da parte del blog "La Fenice book"

 

" 4 stelle"

Essere Melvin è un libro introspettivo,molto particolare, che narra del percorso psicologico del protagonista...

Melvin è un uomo di 30 anni che sentendosi in un certo qual senso oppresso dalla sua stessa vita, decide di rivolgersi ad uno specialista, chiamato lo Splendente, per parlargli di sè, della sua vita e di cosa lo ha portato a rivolgersi a lui.

Durante una serie di lunghe sedute, Melvin racconterà allo Splendente, e di conseguenza a noi la sua storia, partendo dai suoi genitori, passando per l'infanzia e l'adolescenza, e arrivando a parlare delle decisioni più sofferte, dei momenti più difficili, che l'hanno reso l'uomo che è oggi...

 

 

Essere Melvin è un'autobiografia, l'autore narra la sua storia, scelta che io trovo molto coraggiosa e pur non essendo un'avida lettrice di biografie, a parte quelle dedicate a personaggi storici, devo dire che ho trovato questo libro molto interessante, particolare nel suo genere e con uno stile deciso e piacevole!

Il libro è in realtà un vero e proprio viaggio nella mente di Melvin, un viaggio alla scoperta di sè stesso, che tocca tutti gli aspetti più importanti nella sua vita, e che pur narrando di situazioni semplici riesce comunque ad essere incisivo e a lasciare al lettore qualcosa su cui riflettere...

La lettura non è mai noiosa, forse proprio per la sua vicinanza alla realtà, per il fatto che Melvin potrebbe essere chiunque di noi, in fondo chi non si è mai ritrovato in una delle situazioni descritte nella biografia?

Inoltre, a differenza di altre biografie, questa ha un qualcosa in più, non si limita ad essere un mero racconto dei fatti, impersonale e freddo, ma al contrario le emozioni, i sentimenti del protagonista sono in primo piano e riescono a trasparire dalle pagine arrivando dritte al cuore del lettore, che non può fare a meno di immedesimarsi in Melvin!

Il messaggio dell'autore arriva forte a tutti: nella vita, anche quando si pensa di aver toccato il fondo, anche quando non si vede alcuna via d'uscita, c'è sempre speranza e anche quando pensiamo di non aver la forza di rialzarci, se guardiamo dentro noi quella forza la troveremo, insieme al coraggio di riprendere in mano la nostra vita, andare avanti e continuare a vivere!


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Nuova Recensione da parte del blog "Dragonfly Wings"

 

"Recensire una biografia non è mai facile, non è come parlare di personaggi di un romanzo, ma è andare a sondare cosa una persona vera ha provato. L’animo umano è una distesa sconfinata di pensieri, contorti spesso, pensieri che portano l’uomo a mettersi in gioco nelle maniere più assurde. Melvin è un trentenne forse in crisi, forse no, ma sente la disarmante necessità di confrontarsi con chi della mente umana è abile estimatore. La narrazione è un susseguirsi di gioia e tristezza, una parabola di stati emotivi che hanno forme astratte ma concrete. Melvin può essere il tuo vicino ossessionato dall’aspirante diva, ho il collega di lavoro che nasconde in sé la poliedricità di bene e male, puoi essere anche tu che (inconsapevolmente) hai perso il baricentro nella tua esistenza frettolosa. Insomma, forse i veri protagonisti siamo noi! Probabilmente Melvin è solo un esempio di ciò che scalpita nella nostra psiche inquieta, pronta a stritolarci e che a volte ci fa annaspare. Chissà! Ma qual è il messaggio principale? Che a tutto c’è rimedio, che la dignità non viene schiacciata dall’autocommiserazione, che la forza (quella vera che ti porta a galla) è dentro di noi. Il testo è pulito, qualche piccolo refusetto, e scorre pacifico come un fiume in primavera. Le parole si alternano, si arrampicano, rotolano, ci raccontato e ci segnano, ci fanno conoscere Melvin e il suo essere diverso da tutti e uguale a nessuno. Un cavaliere in jeans del ventunesimo secolo, una morale assente nei giovani d’oggi, un tòpos inusuale e usuale. È una biografia da leggere a mente sgombra, una biografia che apre le porte su un mondo fragile ma inebriante. A volte necessitiamo un libro per capire noi stessi, qualche pagina che ci mostri azioni e idee che sono le nostre, ma delle quali non ne percepiamo l’origine. 

 

 

CONTENUTI FORTI!

3 tre stelle


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Nuova Recensione da parte del blog "Penna d'oro"

 

 

STILE: 8

STORIA: 9

COPERTINA: 8

 

 

 "CITAZIONE  Mi gira la testa, ho la nausea, mi sento dentro una bolla d’aria. Ho appena lasciato la campagna in lacrime. Corro nell’unico posto dove posso trovare un po’ di pace e serenità. Fa caldo, nei viali c’è poca gente. Ho comprato delle rose, come sempre. A testa bassa e con il cuore carico di disperazione e d’angoscia arrivo da lui. Guardo la tomba malconcia e desolata e sospiro…Vedo la lapide di papà e sto per piangere. Non so da dove cominciare, papà. Ho fatto un casino. Per favore, perdonami. Non volevo. Non so cosa mi sia successo. Non riesco a capire. Non volevo fare del male a nessuno. Mi vergogno così tanto. Scusami, ho macchiato il tuo nome.

“Essere Melvin” non è un libro facile. E’ un “diario terapeutico” che il protagonista scrive su consiglio del suo psichiatra, lo Splendente, per esternare un disagio mentale, per liberarsi dai “file-ricordi” e distruggerli. E’ un’autobiografia, è storia vera, è una ricerca d’aiuto per sfogare la disperazione, uno specchio in cui riflettersi per cercare la vera natura del proprio essere. Melvin racconta la sua vita, il suo naufragare tra i difficili rapporti con i genitori, la simulazione di una malattia incurabile con relativo falso annuncio della propria morte, amori platonici mai concretizzati in reale passione, l’avventura sul web, l’amore inseguito e contemporaneamente respinto con una giovane diva della fiction. Questo e molto altro vi verrà narrato da Melvin, "bambino di trent’anni precocemente invecchiato con il suo bastone da passeggio", e una forte empatia vi legherà all’autore. 

 

I due grandi problemi di Melvin sono l’affettività con le donne e il rapporto con sé stesso. 

Fin dalla più giovane età, il protagonista, vive un rapporto conflittuale con i suoi genitori. La famiglia vive in Sicilia, Melvin subisce il volere dei genitori: il padre lo vuole affascinante conquistatore di ragazze, la madre lo incita a studiare. 

 

“Cosa esci con i maschi! Stai a casa”

 

“Come pensi di farti una famiglia se non studi?”

 

“Sei uno zero non vali nulla”

 

“Sei anormale. Io ti ho creato e io ti distruggo”

 

Queste frasi sono il pane quotidiano del giovane Melvin che ha scarsa fiducia in sé stesso, prova un forte senso d’inadeguatezza che lo porterà a raccontare molte bugie. 

Ogni giudizio su di lui è un attacco alle sue certezze, egli odia essere al centro dell’attenzione, l’ansia è sua fedele compagna. La morte del padre, avvenuta a causa di un linfoma, segna un momento importante ed emotivamente coinvolgente per il protagonista. 

Così la famiglia si trasferisce a Roma e Melvin si occupa della loro azienda agricola in Sicilia. Dovrà affrontare anni di disastri naturali con relativi problemi economici, il suo impegno è lodevole ma lui vorrebbe far altro. 

Inizia una vita in cui il malessere dell’animo è protagonista trascinando con sé una mente che non riesce ad affrontare le proprie debolezze. Melvin vive in un limbo sospeso tra realtà e fantasia. Vive in una terra di nessuno dove egli si rifugia quando la solitudine e l’insoddisfazione, per la propria esistenza, diventano insopportabili. Melvin scopre un luogo, il web, dove può celare la propria identità. 

La sua fragilità ne fa un narratore di menzogne per richiamare l’attenzione su di sé. Egli è ostaggio dei ricordi, mescola bugie e verità, proietta le sue paure nella realtà che lo circonda: una realtà che lo vede prigioniero delle sue stesse bugie. 

Esistono due Melvin: uno buono, ingenuo, educato, simpatico e un altro che si dà delle arie, fa il buffone seminando bugie. Per questo viaggio catartico, il protagonista, ha scelto la scrittura per narrare la sua discesa agli inferi della malattia mentale, per tentare una risalita. 

Facile a dirsi, difficile a farsi. Quando la situazione psicofisica precipita, Melvin inizia a sentire “nella sua mente” una Voce, tante Voci terribili. Mel non sa più chi è. 

La Voce lo spinge a comportamenti deliranti in una identità in bilico tra realtà e finzione. E’ il caos della mente.

 "CITAZIONE  Sento una voce dura, secca, senza inflessione che mi dice: “Ora basta giocare Melvin. Ti ho concesso tutto il tempo necessario per salutare la tua famiglia. Ora dobbiamo andare”. Chiedo: “Chi sei tu?”. “Sono…”

Melvin ha toccato il fondo. Io con lui.

 

Leggendo questa storia vera sono andata incontro a tante metamorfosi. Come lettrice mi sono identificata con il protagonista. L’empatia è intensa. Il coinvolgimento totale. Ho provato quasi timore nel continuare la lettura. Ho avuto timore di ciò che non conoscevo: la malattia mentale.

 

Non si può rimanere indifferenti leggendo questo libro. La mente del protagonista è teatro di battaglie epocali. Un delirio di colpevolezza lo invade, squarcia il suo essere che si divide tra mondo reale e mondo immaginario. Lo Splendente diventa la bussola di Melvin, colui che lo conduce tra i meandri dei ricordi. Le sedute terapeutiche diventano un laboratorio in cui mente e anima ripercorrono i momenti difficili.

 

“Sono tornato, dopo aver visto l’inferno e dopo aver sfidato il Nulla”

 

Con una scrittura dal ritmo serrato, senza respiro o distrazioni, l’autore ci rende partecipi del suo calvario. Le frasi brevi esprimono, in modo quasi tangibile, l’inquietudine, la malinconia, la rabbia, la disperazione. Il mondo di Melvin, fatto di ricordi che provocano forti emozioni, è una lunga via crucis. I ricordi sono le sue “sabbie mobili”, deve uscirne per poter costruire un futuro, per ritrovare la voglia di vivere. Non si sfugge alla realtà: la si affronta! 

Mel deve uscire da tale “prigionia della mente” trovando la cura in sé stesso, cercando il coraggio per mettersi in gioco. Bisogna lasciar andare il passato: la salvezza è nel futuro.

L’ultima pagina del diario porta la data: Acireale, 1° novembre 2012. Con trepidazione ho letto la parte finale dell’autobiografia, ho sorriso nell’apprendere che i veri affetti non muoiono mai. Mi piace pensare che il protagonista abbia abbandonato la maschera di Melvin per riappropriarsi del proprio essere.

 

Lo ripeto, questo libro richiede impegno e concentrazione nella lettura. E’ un viaggio affascinante nei ricordi, per guardare dentro di sé, per trovare nuove energie vitali, per affrontare il vissuto emotivo.

 

“Essere Melvin” è il romanzo d’esordio di Vittorio De Agrò. Bellissima la copertina di Filippo Moroni. Invito tutti a leggere questo libro: vi renderete conto che questa storia vera “è solo l’inizio”.

 

“Ci sarà il tempo per tutto il resto. In fondo, l’amico Mel è bravo a raccontare storie”


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Recensione "Essere Melvin"

Primi di Settembre, l'estate se mai è iniziata è agli sgoccioli, ci si prepara alla riapertura delle scuole e alla ripresa del Paese che come ogni anno ad Agosto va in vacanza. E io inizio il mese con la recensione di un libro che mi ha colpito particolarmente. Questa non è la solita recensione che sono abituata a fare, perché questo non è come gli altri libri che ho letto finora.

 

Innanzitutto è un’autobiografia.

Ma andiamo con ordine.

 

SCHEDA LIBRO:

 

Titolo: "Essere Melvin"

Autore: Vittorio De Agrò

Genere: Autobiografia

Formato: e-book e cartaceo

Pag: 420 (cartaceo)

Pubblicazione: Febbraio 2014

Recensione:

 

Non sapevo cosa aspettarmi quando ho iniziato a leggerla, ma questo libro mi ha travolto. Non so dirvi di preciso che cosa mi ha lasciato dentro, ma sicuramente tante emozioni forti.

Basti pensare che l’ho finito venerdì sera, prima di andare a letto e stranamente in un orario decente, eppure, nonostante la tranquilla notte di sonno di cui i miei figli mi hanno fatto dono, mi sono ritrovata il sabato mattina ancora così coinvolta, da girare per casa come imbambolata, persa nell’universo di Vittorio.

 

La sinossi dice chiaramente qual’è il tema di cui si parla, ma non prepara alle emozioni, ai sentimenti, allo scombussolamento che si prova nel leggerlo. “Essere Melvin” mi ha catturata tenendomi incollata per un giorno intero, pagina dopo pagina (e non sono poche) senza riuscire a staccarmene.

Vittorio de Agrò ci presenta la sua vita così come l’ha vissuta, nel bene e nel male, senza tralasciare nulla, senza censure.

La sua scrittura è molto coinvolgente, l’italiano è buono, pulito, scorrevole; lo stile è semplice, come un racconto, le frasi brevi che arrivano dritte al bersaglio. Ed è proprio questo a cui mi sono trovata di fronte: un racconto.

La sensazione non è quella di leggere un libro ma di parlare con una persona in carne e ossa. Vittorio ti travolge nel flusso della sua storia personale – l’infanzia, la famiglia, la spola tra il Lazio e la Sicilia, le “sue donne” (dalla madre, alle amiche a quelle amate), il lavoro, il calcio, le passioni – e ti immedesimi in lui in un susseguirsi di avvenimenti che non lasciano tregua, così come lui ne ha avuta poca nella lotta ai suoi file; in questo modo chiama i suoi ricordi a lungo perduti che improvvisamente ritornano portando sofferenza, rimorsi, sensi di colpa e che come zombi risorgono dal passato per nutrirsi di ciò che di vivo e bello c’è in lui.

 

E se da una parte l’autore ha scritto queste pagine proprio per bruciare i file, nel potere catartico della scrittura, dall’altra ha voluto trasmettere un messaggio. E’ vero, questo libro parla di disagio mentale, di psicosi, di malattia, ma soprattutto parla di un’anima sofferente che ha bisogno per prima cosa di amore e comprensione e non di essere esclusa e allontanata, o peggio ancora, lapidata o etichettata come pazza. Questo l’autore cerca di far capire ai lettori attraverso la sua dolorosa e difficile esperienza.

 

Un’esperienza che prosegue, nella guarigione, nelle difficoltà, in una nuova tappa in cui è accompagnato dalle persone che lo amano.

 

Io ho scambiato qualche messaggio con Vittorio e devo dire che mi ha fatto molto effetto perché era come continuare a leggere il suo libro. Quello che conosci e scopri in “Essere Melvin”, è la stessa persona con cui puoi dialogare sul suo blog. Leggere i suoi post è come leggere innumerevoli epiloghi di “Essere Melvin”.

 

Nel libro tuttavia, non conosciamo solo Melvin, ma anche le persone che fanno, o hanno fatto parte per periodi più o meno lunghi, della sua vita. Tutte loro, sono ben caratterizzate. I soprannomi, per cui Vittorio sembra essere molto portato, danno al lettore, in una semplice parola che ne esprime una peculiarità, l’idea immediata di chi si trova di fronte, aiutandolo a orientarsi nella comprensione.

Non posso che lodare il coraggio dell’autore nello scrivere di sé e della propria vita. Posso capire che per lui sia stata quasi una costrizione, un atto necessario alla guarigione e se da una parte è vero, questa motivazione non riguarda la pubblicazione di ciò che aveva scritto. Perché non tenersi il suo diario in un cassetto?

Ci vuole molto carattere per lasciare che altri, degli estranei, assistano ai tuoi errori, alla caduta, alla vergogna e all’umiliazione. Allora perché farlo? Perché sottoporsi a questa ulteriore prova? Non è certo per mettersi in mostra, farsi compatire e farsi così un nome.

La verità è che Vittorio De Agrò, come già vi ho detto, ha uno scopo ben più nobile e profondo. Vuol cercare di far capire agli ignoranti (inteso in senso letterale: dal lat. Ignorans-antis, part. pres. di ignorare) e ai superstiziosi o semplicemente a quelli che hanno paura di ciò che non comprendono, che cosa è e che cosa non è, il disagio mentale.

 

Chiudo qui la mia recensione con una citazione proprio da “Essere Melvin”, una frase che mi è piaciuta particolarmente perché porta in sé uno dei messaggi più belli che possano esistere. E’ un messaggio di riconciliazione, di speranza e di amore:

 

“Se oggi sono qui, Vittorio, è per dirti di guardare avanti. La tua storia è appena iniziata”.

 

In conclusione non posso che dir bene di questo libro, che mi ha conquistata. Credo che tra i lettori troverà pareri discordanti, perché o lo si ama o lo si odia. Inutile che dica quale delle due emozioni abbia provato io. Sono sicura però, che saranno tutti concordi nel dire che è un libro che fa riflettere e, spero, comprendere qualcosa in più su una realtà di cui si conosce poco e che ancora viene stigmatizzata dalla società.

 

IL MIO VOTO:

 

5 forzieri

dal blog "Il Forziere dei libri"


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Nuova Recensione dal blog "Leggere è magia" di Miriam Mastrovito

"La personale odissea di un ragazzo alla ricerca della sua dimensione nel mondo: il romanzo di cui sto per parlarvi è, è in parte, questo. È l’autobiografia di un essere sensibile, forse troppo per la realtà che lo circonda, è la cronaca di un’estenuante battaglia per la conquista della propria identità.  Una storia di dolore, morte e rinascita, estremamente singolare ma che reca in sé tracce di universalità.

Melvin sceglie di raccontarsi mettendo a nudo l’anima; lo fa accogliendoci nell’intimità della stanza in cui si svolgono le sedute con il suo psichiatra, lo Splendente. È dunque attraverso un dialogo schietto, privo di filtri quanto sofferto, che si delineano i contorni di una vita, assai dissimile da quella sognata, una vita oscurata dall’ombra della follia.

In principio è la storia di un bambino come tanti,  amato, probabilmente in modo soffocante e sbagliato, da due genitori che già lo immaginano adulto, perfettamente aderente al modello che hanno prefigurato per lui.

Il padre lo vorrebbe playboy; la madre laureato e  con un posto fisso.

Melvin non è tagliato per essere né l’uno né l’altro. Le donne lo inibiscono, se non nella sua fantasia,  e di studiare non ha voglia.

Si sforza di essere ciò che i suoi vorrebbero ma colleziona un fallimento dopo l’altro e, quando il padre muore prematuramente, gli rimane il senso di colpa per averlo deluso. È solo l’inizio di un lungo percorso in discesa. Il senso di inadeguatezza sviluppato nei confronti della figura paterna, accompagnerà Melvin lungo tutto il suo cammino, marchierà a fuoco il suo rapporto con l’altro sesso e con la realtà in senso lato inducendolo a comportamenti sempre più patologici che lo condurranno sull’orlo di un baratro.

La sua risposta a una realtà per cui non si sente all’altezza, sarà la fuga in un mondo immaginario, alimentato dall’universo patinato delle fiction televisive, per cui nutre una smodata passione, e dal nido virtuale offertogli dal web.

Vivrà in bilico, Melvin, fino a che non perderà di vista il confine e si riscoprirà spaccato in due.

Il suo è il racconto, quasi surreale, di una realtà continuamente trasfigurata dalla finzione in un eterno sovrapporsi di avvenimenti reali e interpretazioni distorte degli stessi. Melvin finisce per vivere la sua stessa vita come fosse una fiction nella quale gioca a interpretare diversi ruoli, a fingersi quello che non è. Intesse relazioni virtuali, vive intense storie d’amore nella sua testa e si scontra puntualmente con le stesse delusioni ogni volta che esce fuori dal guscio delle sue fantasie.

Flavia, Ambrosia, Caterina, l’Aspirante… tante sono le donne protagoniste delle fiabe d’amore che si racconta. Sono donne reali, vicine eppure irraggiungibili per un ragazzo che non riesce a scendere a patti con la possibilità concreta di essere amato.

Qualcosa è cambiato, è il titolo della fiction che segue con ardore mentre nella sua vita, quasi per ironia della sorte,  niente cambia mai perché Melvin è intrappolato nel terribile meccanismo della coazione a ripetere.

Ci si stupisce e ci si commuove leggendo, e allo stesso tempo si entra in forte empatia con il protagonista. Nonostante le sue stranezze e la sua patologia, a tratti, ci si rispecchia persino nel suo disagio. Sì, perché essere Melvin non è da tutti, ma il senso di inadeguatezza, il timore di deludere le aspettative di chi ci ama, la schizofrenia di una società in cui la linea di demarcazione tra reale e virtuale è sempre più labile, sono difficoltà con cui più o meno tutti, sebbene in misura diversa, ci ritroviamo a fare i conti.

Scendere a patti con la realtà e con il dolore di crescere è un’esperienza difficile per tutti. C’è chi è più forte e ne esce indenne, ma c’è anche chi si rivela più fragile. In tal caso, la conquista della propria identità può trasformarsi in un’impresa epica, come per Melvin che, quasi fosse un Don Chisciotte dei tempi moderni, si ritrova a combattere con i suoi mostri (file), immaginari, ma non meno pericolosi di quelli in carne e ossa.

Un romanzo insolito, coinvolgente e coraggioso, che ci offre con onestà una difficile esperienza di vita realmente vissuta e, nello stesso tempo ci regala la speranza, mostrandoci come sia possibile rialzarsi dopo aver toccato il fondo, come si possa combattere con dignità e fierezza l’incubo della malattia psichica, non solo con un aiuto medico adeguato, ma soprattutto con l’ausilio della propria volontà.


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Nuova Recensione dal blog"La Biblioteca di Eika"

"Non è facile per me scrivere un commento, non si tratta più di una storia immaginata ma di un vero e proprio diario con l'intenzione di aiutare Melvin nella lotta con la malattia mentale.

In questo viaggio verrà accompagnato dallo Splendente uno psichiatra che lo guiderà e lo sosterrà nella terapia, verrà intrapreso un cammino dalla nascita del protagonista fino alla sua scesa nell'abisso di se stesso e la sua risalita.

Melvin è un ragazzo che fin da piccolo si trova in mezzo a due grandi fuochi: suo padre che lo spingerà nel cercare una ragazza e sua madre che invece vorrebbe vederlo laureato, non è facile convivere con queste due cose ed egli non si sentirà all'altezza delle aspettative , vivendo con la paura di poter deludere entrambe le persone e portandolo ad essere insicuro. In questa parte si affrontano dei temi molto attuali come il confronto con un mondo che non offre lavoro e sbocchi occupazionali, le difficoltà nel lasciarsi andare a dei sentimenti che significano mettersi a nudo davanti ad un altra persona e il rapporto sempre più complicato tra genitori-figli, mi sono trovata a riflettere su questi avvenimenti, portandomi alla comprensione di un altro punto di vista rispetto al mio.

Con le donne il rapporto è complicato perchè appena le cose si fanno serie ecco che subentrano insicurezze che lo porteranno al non vivere una storia reale al 100%, questa è un altra cosa che ritroviamo costantemente : la voglia di innamorarsi ma allo stesso tempo la paura e i timori di ciò che comporta un coinvolgimento fisico-emotivo.

In seguito ci sarà la scoperta del web con i suoi pro e i suoi contro, qui il protagonista può essere chiunque voglia senza essere giudicato e messo alla prova, si butta a capofitto in questo progetto ma la paura di non essere accettati per me come si è davvero e la possibilità di un allontanamento delle persone lo portano a mentire e dire bugie su bugie finchè non ne verrà travolto, c'è da dire che lo hanno aiutato ad uscire dal guscio anche se invece di affrontare la situazione decide di scappare.

Credo che sia anche grazie al forum che Melvin avrà la scossa per decidersi a chiedere aiuto e poter trovare la via di ritorno, ci è voluto coraggio e forza per ammettere a se stessi di avere un problema e cercare di trovare una soluzione, questo mi ha fatto pensare che non bisogna mai vergognarsi di essere in difficoltà e chiedere alle persone un aiuto anzi è il primo passo verso la guarigione.

Il protagonista è sceso all'inferno rappresentato dalla sua mente e come ha fatto Dante è passato nei vari gironi affrontando uno dopo l'altro i suoi demoni interiori, è solo toccando il fondo che ha potuto iniziare a risalire, piano piano anche quando sembrava essere arrivata la fine non si è arreso ed ha continuato per la sua via riuscendo a trovare la serenità che gli e mancata in tutti quegli anni.

Questo libro mi ha preso completamente non è facile da leggere perchè ti mette davanti tante cose, tante emozioni e pezzi di vita vissuta, è scritto i maniera scorrevole e le pagine finiscono senza neanche accorgersene, ogni volta che terminavo un capitolo mi sentivo piena di una nuova consapevolezza.

L'ho letto con calma gustandomi pagina dopo pagina tutte le volte mi lasciava qualcosa su cui riflettere che rimaneva nella mia mente per giorni.

Una biografia che parla di tante cose, a momenti mi sembrava incredibile che stessi leggendo una storia vera eppure è così.

 

Il mio voto non può essere che 4 su 5

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una vita incredibile, una storia da risultare irreale, tante emozioni in frasi semplici e brevi..questo è ciò che vi trasmetterà.


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Buon giorno è un sabato ricco di recensioni per il mio ‪#‎EssereMelvin‬ d

Grazie al blog Alla Scoperta di Libri


e al blog Le tazzine di Yoko


Tutte davvero belle e interessanti. Leggete e Diffondete!

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Buon giorno amici , #Siamonel2015. Spero che abbiate passate un bel #SanSilvestro. E'tempo di aprire gli occhi e di leggere #LoSpettatorePagante. Cosa è?

Cosa non è #LoSpettatore: 268 recensioni cosi divise:156 film,23 spettacoli teatrali,36 trasmissioni televisive, 4 festival, 49 libri.

#Buon2015 con #LoSpettatore #Ricordoil2014 con Guido Vitiello e Claudio Sapienza


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Allora Melvin, io ho raggiunto l'anteprima e ci sono diversi refusi a livello di punteggiatura nonché qualche refuso effettivo (come "detesto" al posto di "desto", post 27 per la precisione). Non ho capito, è voluto? O sono solo sviste, sia tue che della casa editrice?

Diciamo che non è un biglietto da visita molto incoraggiante.

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Caro Steamdoll

Ti ringrazio per aver letto Il PDF dei primi 50 post del mio blog messi on line nel giugno del 2013 sul mio blog quando ancora il libro "Essere Melvin" era ancora un ipotesi di scuola.

Ovviamente il libro è cosa diversa rispetto alla raccolta di post che tu hai letto.L'editore Cavinato non c'entra.Editing e soprattutto la correzione bozze sono state fatte solo a febbraio 2014..La paternità degli orrori sono miei.Forse non sarà incoraggiante ma se hai letto la raccolta dei post fino al numero 27sarebbe per me interessante avere da te un giudizio sui contenuti.La forma è importante, ma i contenuti incoraggiano la lettura a mio avviso.Grazie ancora per il tempo che mi hai dedicato :)

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Allora la mia domanda diventa: come mai l'anteprima non è stata aggiornata con il testo editato?

C'è un motivo particolare per cui è rimasta la versione precedente, non ancora editata?

Per quanto riguarda i contenuti non è decisamente il mio genere e per quanto abbia provato a leggerla con molta attenzione devo ammettere che ho trovato gli aneddoti in parte inverosimili per l'effettiva teatralità delle situazioni proposte; la punteggiatura ballerina non ha aiutato.

Rimanendo sui temi, devo ammettere che mi sono fatta l'idea che il protagonista sia uno stalker, spero che tu non ne abbia a male ma è esattamente quello che traspare dai post...

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Caro Steamdoll

Onestamente non ho mai pensato di fare l'editind del PDF perché il blog è nato in origine solo come introduzione parziale della storia e valutare come il lettore la percepiva e se sioeattutto ne fosse interessato.Mi sono concentrato sul libro che ribadisco ha una diversa sstruttura e forma.Ci mancherebbe che non rispetti la tua opinione come mi insegni tu stesso il parere di ogni lettore è sacro.Ti invito solo se hai voglia e tempo a completare almeno la lettura del PDF in modo di comprendere probabilmente il protagonista è uno "stalker cortese", ma è anche altro.Grazie ancora per l'attenzione e a presto :)

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Sono una bambola femmina, ma non mi offendo certo per questo.

Un'ultima risposta, dato che non voglio intasare il tuo topic di presentazione con le mie impressioni; io non ho letto il libro, ho solo letto l'anteprima aspettandomi che potesse corrispondere al libro. Non mi era molto chiaro che i post del blog e il libro fossero cose diverse, ma aprire un pdf che manca anche solo di una rilettura (da un certo punto in poi non ci sono più i punti, le virgolette si aprono a caso: in sintesi, è una tortura da leggere) e che in qualche modo possa essere associato a te, credo personalmente faccia colare a picco le possibilità che qualcuno che passa di lì si interessi al tuo libro.

Tu sei uno scrittore, se il tuo blog o i tuoi pdf sono pieni di errori è ovvio che la gente si faccia l'impressione sbagliata. Questo ovviamente lo dico in modo spassionato nei tuoi interessi, poi che il pdf venga sostituito e corretto o meno a me non cambia nulla.

 

Per quanto riguarda il testo, effettivamente l'ho letto tutto. Non posso dire che sia stata una lettura piacevole.

La definizione di "stalker cortese" è abbastanza grottesca; nel mondo letterario odierno schiere di lettori si sono lamentati dell'atteggiamento da stalker di Edward di Twilight e di quello di MrGrey di Cinquanta sfumature, mi dispiace dire che Melvin non ci fa una figura migliore. Ma la cosa peggiore è il concetto che le donne questo lo apprezzino. Spero che tutto questo nel libro venga spiegato esclusivamente come una sua fantasia, perché ritengo che sia davvero assurdo che questa persona, che si autocommisera in maniera decisamente eccessiva, ottenga addirittura le attenzioni di qualsiasi femmina incontri e non solo: pur fingendosi un malato terminale che ha difficoltà a camminare se minaccia qualcuno viene temuto!

 

Il testo non è coerente nelle sue premesse e i post del blog sembrano l'inizio di una fanfiction aggravata dalla self-inserction.

Ripeto: possibile che il libro poi spieghi il tutto come un delirio del povero Melvin e quindi che tutte le impressioni che ho avuto siano giuste, ovvero che tutto ciò non sia altro che nella sua testa. In questo caso: ottimo lavoro, ma non si può capire dai primi cinquanta post, perciò l'anteprima che cosa dovrebbe mostrare? Dato che la sintassi non c'è, la forma è lasciata al caso, la trama non si può capire, cosa rimane?

Melvin si comporta come un adolescente ed è infantile (ma questo immagino sia spiegato dalla sindrome di Peter Pan che sembra essergli attribuita dallo Splendente che, francamente, non ha la minima aria del terapista, sembra più un compagno di bevute che un professionista) e ci sono delle situazioni talmente assurde che non sono minimamente neanche credibili (davvero qualcuno che vuole spacciarsi per il padre mette come nick di messenger "Tizio Padre"? E questa persona gli crede nonostante non abbia la minima prova di quello che sta dicendo? Melvin dev'essere davvero uno sprovveduto se basta una minaccia virtuale per fargli fare un biglietto di ritorno; tutti noi su internet siamo stati minacciati di pestaggio/morte almeno una volta, sfido qualcuno a cui non siano successe cose del genere).

 

In definitiva: sembra solo un'impalcatura per descrivere la storia d'amore più stereotipata che io abbia mai visto. Se fosse un musical di Brodway, forse, potrei capire, ma in un libro? Io non leggo Nicholas Sparks e i romanzi rosa e forse il target è quello, ma per me invece da fuori è solo stata come vedere effettivamente una fiction italiana, di quelle scadenti, in cui i personaggi sono tagliati con l'accetta solo perché la televisione la guardano gli anziani e sono abituati a Un posto al sole e alle telenovelas sudamericane.

Un ultimo appunto: tutte le citazioni, i film, i rimandi letterari, non danno l'idea di una persona colta o immersa nella cultura del suo tempo, ma solamente di qualcuno che non abbia delle proprie idee e debba mettere delle ancore verso quelle di altri per rendere interessante il proprio scritto. So che è un commento duro e che, viste le recensioni che hai ottenuto sinora (che ho letto e mi hanno lasciata notevolmente perplessa), va anche fuori dal coro, ma a me non piace carezzare l'ego di uno scrittore quando non ritengo che ce ne sia l'effettivo merito.

 

Quando troverò un'anteprima del libro effettivo, allora forse cambierò idea e mi renderò conto che tutto questo con il testo non centra niente. Ma per ora quello che mi rimane è davvero l'amaro in bocca per un testo che era stato descritto come "interessante e originale", mentre manca totalmente della seconda caratteristica e per quanto riguarda la prima si arena sullo scoglio della banalità di storie e fatti che abbiamo sentito tutti, quando in adolescenza eravamo dei goth depressi che decantavano Baudelarie e ascoltavano i The Cure.

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Cara Steamdoll

Scusami partiamo dal nick name che mi ha confuso, ma esattamente cosacuriosità? per curiosità? Ribadisco ogni giudizio è legittimo e gradito, ma se di un copione citando i tuoi rifererimenti televisivi non leggi tutto e' assai complesso scrivere una recensione.

Mia nonna (gli anziani a cui ti riferisci ) di 92 anni i libri li legge tutto e non solo estratti per capire se un libro vale.Io prima di essere un aspirante scrittore sono ucomunementele lettore.Un libro prima di cestinarlo lo leggo tutto.Della tua critica mi stupisce che tu si sua fatto delle idee cosi ferme e forti su solo una parte del testo non definitiva.Lo scrittore dovrebbe esseeedi mentalità aperta e curiosa e non vivere di pregiudizi e luoghi comuni.

La tua recensione perdonami si basa molto su sensazioni personali non avendo dati oggettivi.Chi ha letto Tutto Libro e non solo il Pdf ancora una volta ribadisco per mia scelta non editato bontà loro hanno avuto pareri diversi.

Nessuno è la cassazione ovviamente, ma vedi tu hai citato spesso Peter Pab.Peter era si un

eterno bambino ma aveva un dono:l'onestà intelletuale di uomo.Scusa la franchezza leggere che uno Scrittore aspetta di leggere in giro un'anteprima mi fa sorridere amaro perché sottolinea come tutti amiamo le luci dei riflettori ma ben pochi visto vogliono tenere in mano i rifignorante" il protagonista cosi si definisce che

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