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Emme

L'importanza del titolo

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Inizio questa discussione con il terrore del Writer's Nightmare ma cercherò comunque di farmi coraggio e esporre al meglio questo argomento così spinoso e fondamentale a cui, però, troppo spesso non viene data importanza. 
Il titolo.
Spesso vi sarà capitato di leggere che, alcuni grandi romanzi, prima della pubblicazione, avevano un nome o un titolo differente poi modificato dall'editore in base a vari criteri apparentemente legati alla vendibilità o alla presentabilità del prodotto. 

Benché la storia sia piena di racconti o poesie rimaste senza titolo è bene sottolineare quanto sia importante dare un nome adeguato a una determinata opera, sia essa un racconto breve, un romanzo o un'epopea.

Il titolo, infatti, esattamente come il nostro nome, è il biglietto da visita di una storia scritta, la chiave di volta alla quale la storia deve essere legata e contemporaneamente la chiave di accesso ai mondi della narrazione, difficilmente se la chiave è sbagliata il lettore deciderà di entrare nel vostro mondo a meno che non sia costretto.
Fissato questo punto volevo un consiglio su alcuni titoli e che presa potessero avere su un eventuale lettore tipo.
Ne posterò giusto tre o quattro poi ne aggiungerò altri se me lo richiedesse l'eventuale discussione. 


Inverno Anatomico

Live in a beautiful world 
 

My brainless God 

Sparks

Fatemi sapere che emozioni, pensieri o aspettative vi suscitano. Entrereste mai in uno dei miei mondi con chiavi del genere? 

A presto

_Enjoy

_Emme

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Ospite

Ecco una cosa in cui non sono per nulla bravo: il titolo. Ho difficoltà a sceglierlo, non idea in base a quali criteri farlo, ma comunque ritengo che debba essere legato alla storia. Per quasto non ha molto senso chiedere il parere su una serie di titoli se non sono accompagnati dalla storia.

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Proprio ieri volevo chiedere quante volete siete stati fregati da un titolo, comprando un libro. Ma poi l'abulia del vano ha colpito ancora.

 

Comunque preferisco di certo Inverno Anatomico, se non altro perchè è l'unico titolo italiano e i titoli in inglese li trovo, in generale, totalmente insensati, per esser diplomatica.

Inoltre lo trovo anche accattivante, anche se...chissà cosa vorrà dire l'autore.

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Comunque preferisco di certo Inverno Anatomico, se non altro perchè è l'unico titolo italiano e i titoli in inglese li trovo, in generale, totalmente insensati, per esser diplomatica.

 

This. :D

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Mi ispira solo il primo perché è in italiano e l'ultimo perché è una sola parola (quindi potrebbe essere tipo il nome di qualcosa).

In generale i titoli in inglese non mi convincono, a meno che l'opera non sia ambientata nel mondo anglosassone o l'autore non sia straniero. Poi ovviamente dipende dai casi (e dal genere).

Modificato da Feleset

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@Salvatore Anfuso

Purtroppo devo confermarti che per essere letto da una casa editrice, un lavoro, deve avere un titolo della madonna altrimenti nemmeno lo aprono. Il titolo purtroppo è cruciale nella composizione di un lavoro, soprattutto agli inizi. Io cerco sempre di trovare un titolo collaterale alla storia che raggruppi quei due o tre punti chiave che contraddistinguono il lavoro, non necessariamente l'aspetto principale ma traendo dall'ambientazione piuttosto che da determinate vicende chiave nella vita dei personaggi (Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, è un discorso complicato).
Per quanto riguarda i titoli senza alcuna spiegazione del testo ti faccio notare che qui ho chiesto le impressioni riguardo il solo titolo, mi interessa analizzare l'aspettativa più che la coerenza.

@ScrittriceMancante

Anche il titolo è strategia di marketing quindi è fatto apposta per attirare e allettare il lettore medi. :( purtroppo bisogna sempre confrontarsi con la realtà del mercato editoriale quando si parla seriamente di scrittura e il mercato editoriale è notoriamente pieno di immondizia cosmica (Vedi l'ex panettiere e quella ciofeca che dovrebbe essere il Decameron del 2010).
I titoli in inglese per me rappresentano molto, li uso spesso ma solo in un determinato tipo di storie. Personalmente li trovo molto più rappresentativi, ma penso sia per una serie di dinamiche mie mentali.

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@Salvatore Anfuso

Purtroppo devo confermarti che per essere letto da una casa editrice, un lavoro, deve avere un titolo della madonna altrimenti nemmeno lo aprono. Il titolo purtroppo è cruciale nella composizione di un lavoro, soprattutto agli inizi. Io cerco sempre di trovare un titolo collaterale alla storia che raggruppi quei due o tre punti chiave che contraddistinguono il lavoro, non necessariamente l'aspetto principale ma traendo dall'ambientazione piuttosto che da determinate vicende chiave nella vita dei personaggi (Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, è un discorso complicato).
Per quanto riguarda i titoli senza alcuna spiegazione del testo ti faccio notare che qui ho chiesto le impressioni riguardo il solo titolo, mi interessa analizzare l'aspettativa più che la coerenza.

@ScrittriceMancante

Anche il titolo è strategia di marketing quindi è fatto apposta per attirare e allettare il lettore medi. :( purtroppo bisogna sempre confrontarsi con la realtà del mercato editoriale quando si parla seriamente di scrittura e il mercato editoriale è notoriamente pieno di immondizia cosmica (Vedi l'ex panettiere e quella ciofeca che dovrebbe essere il Decameron del 2010).
I titoli in inglese per me rappresentano molto, li uso spesso ma solo in un determinato tipo di storie. Personalmente li trovo molto più rappresentativi, ma penso sia per una serie di dinamiche mie mentali.

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@Salvatore Anfuso

Purtroppo devo confermarti che per essere letto da una casa editrice, un lavoro, deve avere un titolo della madonna altrimenti nemmeno lo aprono. Il titolo purtroppo è cruciale nella composizione di un lavoro, soprattutto agli inizi. Io cerco sempre di trovare un titolo collaterale alla storia che raggruppi quei due o tre punti chiave che contraddistinguono il lavoro, non necessariamente l'aspetto principale ma traendo dall'ambientazione piuttosto che da determinate vicende chiave nella vita dei personaggi (Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, è un discorso complicato).
Per quanto riguarda i titoli senza alcuna spiegazione del testo ti faccio notare che qui ho chiesto le impressioni riguardo il solo titolo, mi interessa analizzare l'aspettativa più che la coerenza.

@ScrittriceMancante

Anche il titolo è strategia di marketing quindi è fatto apposta per attirare e allettare il lettore medi. :( purtroppo bisogna sempre confrontarsi con la realtà del mercato editoriale quando si parla seriamente di scrittura e il mercato editoriale è notoriamente pieno di immondizia cosmica (Vedi l'ex panettiere e quella ciofeca che dovrebbe essere il Decameron del 2010).
I titoli in inglese per me rappresentano molto, li uso spesso ma solo in un determinato tipo di storie. Personalmente li trovo molto più rappresentativi, ma penso sia per una serie di dinamiche mie mentali.

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@ Feleset

Come dicevo prima i titoli in inglese li uso solo in determinati tipi di racconto. Sparks, in quel caso, è la parola che mi ha ispirato il testo a cui è legata. In italiano sarebbe Faville o Scintille anche se il senso vero della parola non è precisamente quello ma ci va solo vicino. In questo caso ho scelto questo titolo perché è una storia di motociclisti e corse notturne, sogni molto veloci che si perdono nelle scintille di una pista motociclistica clandestina. Gli Sparks non sono solo le scintille dei fuochi lungo il tracciato o i riflessi delle luci sulla moto lanciata in corsa, gli Sparks sono tutte le speranze legate alla gara, i sogni di gloria e le emozioni che suscita la competizione. 
 

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Emme,

 

Non è vero che un titolo eccezionale è requisito per essere letti e apprezzati da una CE. Al contrario, spesso la CE stessa decide il titolo, per ragioni di marketing e non solo.

 

Tra quelli in inglese, l'unico che mi è piaciuto è proprio Sparks.

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@Telstar 

 

Dai rapporti che ho avuto con le case editrici nella maggioranza dei casi è così. Ovvio che poi se un autore è un autore affermato, minimamente conosciuto o con meriti già noti il titolo può passare in secondo piano, ma un titolo accattivante è comunque un buon modo per essere letti o presi in considerazione dalle grandi case editrici.

Mi fa piacere che Sparks ti sia piaciuto :)

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Se ti va di dirmi in PM maggiori dettagli su quelle CE che hanno dato così tanta importanza al titolo provvisorio di un MS, sono proprio curioso.

 

Sì, Sparks mi piace, ma io sono quasi bilingue e non faccio testo. :)

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:) 

Si, ti contatto in privato per parlarti delle mie esperienze, soprattutto perché credo che una di queste case editrici sia un diretto concorrente di questo sito e non starebbe per nulla bene.

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Per imparare a scrivere è necessario saper leggere prima.

Per imparare a dare titoli è necessario capire a che servono.

Quindi chiedo: dov'è l'incubo in tutto ciò?

Topic chiuso.

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Ospite
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