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ScrittriceMancante

Avete deciso di diventare scrittori perchè.....opzioni 2

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Avevate l'impellente bisogno di comunicare vicende, connesioni cerebrali, indotti idealcritici, avventure fantasmagoriche...qualcosa che regna in voi e..però!..forse val la pena far conoscere,

 

oppure

perchè vi piacerebbe tanto essere letti che state lì a sforzarvi di comporre un testo anche se non avete niente da dire, di far uscire personaggi e vicende di cui non avete idea, di incuneravi la fantasia della tal scrittrice o il pathos del tal autore nella testa, che il talento siete sicuri ce l'avete ma non sapete bene dove e...

 

insomma vi siete innamorati dell'immagine di scrittore e volete a tutti costi ficcarvela addosso

 

?

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Sarò drastico e non voglio che qualcuno possa sentirsi offeso dalle mie parole, però credo che chiunque debba decidere di diventare scrittore difficilmente scriverà mai nulla di buono.
Per come la vedo io, è più una cosa naturale, che viene spontanea (parlo dell'impulso a scrivere, eh. Ovviamente serve impegno e dedizione per imparare a farlo bene).

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Io non voglio diventare una scrittrice e quindi nessuna delle due opzioni...

 

Ho solo bisogno di raccontare e di farlo bene e la scrittura è uno dei modi per riuscirci.

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Nessuna delle due.

La prima è troppo aperta al sociale. Non va bene, sono un tipo introverso.

La seconda proprio no. Ho sempre troppo da raccontare e i miei scritti sono sempre corposi.

Ci vorrebbe un'opzione di riserva.

Modificato da sissi

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Risposta: mi è successa una cosa che meritava di essere raccontata (talmente era incredibile!). Bene, in poco più di un mese ho ricevuto 5 proposte di contratto da CE free (quelle a pagamento o a doppio binario le ho già scartate.

Quando iniziai a mandare in giro il mio manoscritto, girovagando per le varie homepage, una mi colpì particolarmente: tra i vari motivi per cui non era il caso di mandare il vostro lavoro, la più sensata (e divertente) era: se nel vostro romanzo non succede un cazzo!

Tra poco più di dieci giorni non sarò più un'esordiente... ma resto tuttora convinta che aldilà dello stile, della conoscenza di grammatica e sintassi, la cosa più importante resta: avere qualcosa da raccontare.

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Opzione 3:

 

Non ho voglia di lavorare.

Mi tocca lavorare 8 ore per... rimanere povero.

Guadagnare denaro stando seduto sul divano mi entusiasma da morire. ( Sai, sono siciliano) :asd:

 

 

Scherzi a parte, desidero comunicare le mie emozioni e spero che piacciano a molte persone, spero tutti.

Quindi, subito dopo, scatta l'opzione 3

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Io scrivo perché mi fa stare bene, perché mi piace arrabbiarmi quando rileggo ciò che ho scritto, perché mi gratifica fare leggere ciò che ho scritto, perché mi piace sognare il giorno in cui - entrando allo store della Mondadori - mi accoglierà un cartonato gigante con la mia foto messo davanti a quello di Vespa...

Della serie: "un sogno non costa nulla".

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Opzione 3:

 

Non ho voglia di lavorare.

Mi tocca lavorare 8 ore per... rimanere povero.

Guadagnare denaro stando seduto sul divano mi entusiasma da morire. ( Sai, sono siciliano)  :asd:

io sono veneto e volevo scrivere esattamente la stessa cosa! :D

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Io scrivo perchè mi affeziono più facilmente alla fantasia che alla realtà. Scrivendo posso provare emozioni nuove, posso sentirmi meglio quando non sto affatto bene, o perchè no, sentirmi male quando sono in realtà sereno.

 

Poi certo, sarebbe bellissimo poter vivere del lavoro di scrittore. Ma non è un mio "obiettivo", non è per questo che scrivo.

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Nessuna delle due, non punto a diventare scrittore, non ne ho le doti. Scrivo, quando scrivo, perché mi piace giocare con le parole, mettermi alla prova, mettere nero su bianco quel che fantastico, e per vedere dove la mia fantasia riesce a portarmi.

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Scrivo perché mi piace farlo, mi rilassa e mi dà modo di sfogare qualcosa che altrimenti non uscirebbe fuori. Come vivo in un mondo del tutto inesistente quando leggo lo faccio quando scrivo e mi piace. Tutto qui. Se poi quel che scrivo viene letto e apprezzato da altri ben venga e se viene pubblicato ancora meglio perché unisco l'utile al dilettevole. 

Secondo me nessuno scrive perché sente il bisogno di farlo, perché ha qualcosa da comunicare al mondo di importantissimo riguardo a sè stesso e via dicendo, sono menate... il mondo sopravviverà benissimo anche senza ciò che scriverò io :saltello:

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Ospite Dolcenera

Io voto per l'opzione 3.

Vorrei diventare ricca, ma sono stonata, non so recitare e non sono abbastanza estroversa per presentare un programma. Mi è rimasto solo il romanzo :^^:

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Risposta: mi è successa una cosa che meritava di essere raccontata (talmente era incredibile!). Bene, in poco più di un mese ho ricevuto 5 proposte di contratto da CE free (quelle a pagamento o a doppio binario le ho già scartate.

Quando iniziai a mandare in giro il mio manoscritto, girovagando per le varie homepage, una mi colpì particolarmente: tra i vari motivi per cui non era il caso di mandare il vostro lavoro, la più sensata (e divertente) era: se nel vostro romanzo non succede un cazzo!

Tra poco più di dieci giorni non sarò più un'esordiente... ma resto tuttora convinta che aldilà dello stile, della conoscenza di grammatica e sintassi, la cosa più importante resta: avere qualcosa da raccontare.

Potremmo seriamente prendere spunto :P

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Quando iniziai a mandare in giro il mio manoscritto, girovagando per le varie homepage, una mi colpì particolarmente: tra i vari motivi per cui non era il caso di mandare il vostro lavoro, la più sensata (e divertente) era: se nel vostro romanzo non succede un cazzo!

Tra poco più di dieci giorni non sarò più un'esordiente... ma resto tuttora convinta che aldilà dello stile, della conoscenza di grammatica e sintassi, la cosa più importante resta: avere qualcosa da raccontare.

 

Nella sinossi del mio ultimo romanzo dico che la mia non è una storia, bensì l'attesa di una storia. In effetti, almeno per un centinaio di pagine su duecento, non capita nulla di nulla... Il protagonista aspetta e il lettore con lui. Vedremo come la prenderanno gli editori appena lo farò leggere...

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Se propro devo scegliere, la 1, non voglio comunicare chissà quali principi o valori etici e morali, voglio raccontare una storia e sperare che sia coinvolgente e che il lettore si immerga in essa. Ho scritto fin da bambino, anche se solo in questi ultimi anni ho approfondito le questioni di stile, se tutto va bene nel secondo semestre di quest'anno comincerà ad autopubblicare piccoli racconti in ebook e l'anno prossimo proporrò un romanzo alle case editrici (o al limite anche quello finirà in autopubblicazione).

Diventare uno scrittore di professione sarebbe bellissimo e allettante, non tanto per i soldi in sé ma per poter vivere della propria passione, ma in Italia scrittori che vivono dei loro libri quanti ce ne saranno? Si contano sulle dita di una mano?

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Non ho deciso di diventere scrittrice, non credo che lo sarò mai.

Scrivo, questo si, ma non so il perché, non ricordo neppure quando ho cominciato, anzi, ad essere sincera, non credo che questa cosa abbia avuto un inizio; per quel che ne so lo faccio da sempre o perlomeno da quando ho imparato a tenere in mano una penna, ci sono periodi in cui mi interrompo e penso sia finita, ma ci ricado ogni volta. (chissà se esistono centri di recupero per questo)

In ogni caso il fatto che io scriva non sognifica che sappia farlo o che creda di saperlo fare.

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Per me, sarò banale, ma non è qualcosa che decidi... le parole si sciolgono dai pensieri con naturalezza e così scrivi e basta, all'inizio magari timidamente e nel silenzio dell'insicurezza, poi pian piano che i pensieri prendono corpo, si fanno ingombranti e tutto diventa un fiume in cui senti di poter trascinare anche gli altri... ma tutto avviene naturalmente, credo. Difficile pensare di mettersi a tavolino e pensare ''da grande diventerò scrittore'' perchè tutto risulterebbe così forzato da generare, credo, un risultato mediocre, almeno per me.

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C'è una canzone di Luigi Tenco che fa: "Mi sono innamorato di te / perché non avevo più niente da fare". Chissà se si può adattare anche a questo caso.

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Scrivo perché rende più reale ciò che immagino

Scrivo perché, secondo me, per alcune persone è come essere un contenitore sotto ad un rubinetto che perde: se non versi un po' del tuo contenuto rischi di traboccare ugualmente (ma di sprecarne il contenuto)

Scrivo per vanità, perché è impossibile non ammettere effettivamente quanto possa farci piacere il giudizio di un destinatario (anche se stessi tra un tot di tempo)

Scrivo per mettermi alla prova.

Scrivo anche per solitudine: quando vorrei cacciarla via, ma anche quando la richiamo a me e sono preoccupato se non torna.

Scrivo perché un domani magari qualche mia opera continuerà ad esistere dopo la mia morte.

Scrivo perché forse la mia soddisfazione più grande sarebbe trovare un mio libro in un cestone degli usati di una città diversa dalla mia ( magari nazione, ma meglio tenersi bassi :P )

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Scrivo perché forse la mia soddisfazione più grande sarebbe trovare un mio libro in un cestone degli usati di una città diversa dalla mia

Che bello sarebbe :flower: ! Inoltre mi piace raccontare quel che mi piace. Infine, scrivendo ( il taglio è spesso socio-politico) riesco a "sfogare" almeno in parte le mie frustrazioni di cittadina :asd: .

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Perché scrivo? Perché vorrei farlo di mestiere. Al di là di ogni retorica, delle motivazioni personali più o meno profonde, dell'urgenza del narrare che ci deve essere e deve essere forte, dell'esercizio della tecnica, dello studio... io aspiro a pubblicare romanzi e a vivere di scrittura. 

Chissà. 

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Ospite Lynnet Blumstein

Scrivo perché non so fare altro

A parte smanettare con le prese e qualunque cosa si possa attaccare alla corrente, intendo. 

 

 

Ciò nonostante, continuo ad essere più wanna che be. Molto ma molto wanna.

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