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Norrin

Felicità e infelicità nella scrittura

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Buongiorno, scrivo, quando sono nelle condizioni economiche e psicologiche adatte, il che purtroppo non accade sempre. Non riesco a pensare a niente di più bello che scrivere un romanzo, quando mi accade sono intensamente felice dalla mattina alla sera. Scrivere è un premio, un'attività che si autocompensa, senza bisogno di denaro, anche se il denaro notoriamente è utile e talvolta indispensabile in vari campi della vita. Se scrivere un romanzo è la mia definizione di felicità, non posso negare che per me spesso l'infelicità perfetta è ciò che viene dopo aver scritto un romanzo, quando devi avere a che fare con le case editrici e l'apparato burocratico collegato, quando devi diventare venditore porta a porta e chiamare a rapporto amici e parenti per rifilargli la tua creatura letteraria e quando devi quasi fermare i passanti per strada per attuare la stessa azione. La parte peggiore è il contatto con le case editrici. Spesso hanno un modo di fare pessimo, burocrazia, strafottenza, ma soprattutto, per lo meno quelle di cui ho esperienza io, pensano che debba fare tutto tu, scrivere il libro, correggertelo, trovare i refusi, fare la pubblicità, organizzare le presentazioni e portare la gente che comprerà il libro (se non viene nessuno è solo e tutta colpa tua, l'editore non si sentirà minimamente in difficoltà). Se a ciò si aggiunge il fatto che non di rado l'editore non mette nemmeno i soldi o ne mette pochissimi, uno si chiede che reale funzione svolgano molti di quei personaggi, se non maneggiare potere che non gli compete, farsi belli con scrittori sprovveduti e intascare qualche piccolo guadagno senza rischiare nulla (credo esistano anche eccezioni, ma ritengo si trovino in ambiti editoriali più alti di quelli che ho avuto la ventura di conoscere). Ecco cosa è per me la scrittura: la perfetta felicità e poi la perfetta infelicità. Un saluto a tutto il forum

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Benvenuto!

Questo forum si regge sull'entusiasmo e sul mutuo aiuto. 

Grazie ai contributi costruttivi di ciascuno tutti quanti ne traiamo beneficio.

Ci dici qualcosa in più di te?

 

P.S.

"Norrin"... Come direbbe Montalbano, "che mi sta a significare?"
Per quel che ricordo è il nome di una proteina  :asd:

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Ciao, Visegrip. Norrin era il nome dell'eroe dei fumetti Silver Surfer, prima che diventasse tale a opera del divoratore di pianeti Galactus. Si chiamava infatti Norrin Radd. Confesso che da ragazzo mi piacevano molto i fumetti della Marvel. Sono di Napoli, scrivo da molti anni, amo di passione trascinante il blog, di più non saprei dire. Sorriso anche per me.

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Benvenuto. Concordo con te sulla felicità di scrivere un romanzo o un racconto.

Modificato da Rory

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Ospite Njagan

Ciao Norrin e benvenuto tra noi.

Qui troverai il nostro regolamento: ti prego di leggerlo con attenzione.

Qui invece la sezione Faq, utile per comprendere come muoverti tra le varie sezioni e trovare risposte sul funzionamento del forum.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento lo staff rimane a tua disposizione.

Buona permanenza :)

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Benvenuto,

mi è piaciuta molto la tua presentazione.

 

Stavo pensando di comprarla. : book :

 

La farei pubblicare.

 

Auguri e buon proseguimento.

 

Ciao

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Grazie a tutti per il benvenuto. Pippowood, lieto che ti sia piaciuta la mia presentazione. Se tu comprassi la mia presentazione, sarebbero i primi soldi che guadagnerei con la scrittura. Ciao.

  • Mi piace 1

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Ciao Norrin, benvenuto al WD :)

Mi dispiace che tu sia incappato in "disavventure editoriali", se così possiamo chiamarle, molto eufemisticamente.

Purtroppo i truffatori e i pressapochisti senza scrupoli si trovano in tutti gli ambienti, anche letterari. Mi chiedo perchè l'Italia, la patria di Dante e di Manzoni, ne sembri la matrice mondiale.

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Caio, Unius. In realtà le mie non sono disavventure editoriali, è la pura e semplice normalità. L'editore non esiste, se non in rari casi. I piccoli sono una calamità: anche quando sono in buona fede, e spesso ti assicuro che lo sono, sono arciconvinti che il libro te lo debba vendere tu. Loro ti possono spalleggiare, qualunque cosa significhi questa parola. Ti faccio un esempio. qualche mese fa vidi esposto in una nota libreria di Napoli il libro di una scrittrice mia collega di casa editoriale. Domandai all'editore, come mai in quella libreria era esposto il libro di quell'autrice e non il mio (non feci menzione al fatto che l'autrice esposta era anche la fidanzata dell'editore perché mi sembrava di cattivo gusto). L'editore non fece una piega e a onor del vero nemmeno lui menzionò il fatto che l'autrice era fidanzata con lui). Mi informò semplicemente che l'autrice si era data da fare per far esporre il libro, con ciò accusandomi implicitamente di non aver fatto altrettanto. Ignoro cosa abbia fatto l'autrice per riuscire nell'impresa, né ho mai saputo se l'editore abbia conservato nella faccenda una neutralità degna della Svizzera. Un saluto generale.

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Oso comunque sperare che ci siano anche editori che fanno veramente gli editori.

E' assolutamente assurdo che uno scrittore oltre a dover pagare un editore affinchè il suo libro sia pubblicato, debba anche  farsi pubblicità, venderlo a parenti e amici, farlo conoscere ai librai e magari pagarsi anche la pubblicità a pagamento sui quotidiani.

Io se voglio stampare un  mio libro e ne voglio cento copie vado in tipografia, pago e lo stampo, poi sono libero di regalarlo o presentarlo a chi mi pare, ma questa non è editoria, è stamperia e regali personali.

Occorre sempre tenere presente che un vero editore non chiede mai denaro allo scrittore. E' il contrario.

Solo che a dirlo apertamente, come si fa in questo forum (vai nella sezione case editrici, molto interessante), pare sia qualcosa di blasfemo.

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Caio, Unius. In realtà le mie non sono disavventure editoriali, è la pura e semplice normalità. L'editore non esiste, se non in rari casi. I piccoli sono una calamità: anche quando sono in buona fede, e spesso ti assicuro che lo sono, sono arciconvinti che il libro te lo debba vendere tu. Loro ti possono spalleggiare, qualunque cosa significhi questa parola. Ti faccio un esempio. qualche mese fa vidi esposto in una nota libreria di Napoli il libro di una scrittrice mia collega di casa editoriale. Domandai all'editore, come mai in quella libreria era esposto il libro di quell'autrice e non il mio (non feci menzione al fatto che l'autrice esposta era anche la fidanzata dell'editore perché mi sembrava di cattivo gusto). L'editore non fece una piega e a onor del vero nemmeno lui menzionò il fatto che l'autrice era fidanzata con lui). Mi informò semplicemente che l'autrice si era data da fare per far esporre il libro, con ciò accusandomi implicitamente di non aver fatto altrettanto. Ignoro cosa abbia fatto l'autrice per riuscire nell'impresa, né ho mai saputo se l'editore abbia conservato nella faccenda una neutralità degna della Svizzera. Un saluto generale.

Non è questo il posto giusto per intavolare una discussione sull'argomento, perchè qui siamo nella sezione d'ingresso, dove ci si presenta. Eventualmente, se sei interessato a dibattere più approfonditamente la questione potresti aprire una discussione qui, dove parliamo appunto dei nostri incubi. 

Permettimi di dire soltanto una piccola cosa: non mi sento di condividere appieno questa tua riflessione.  Innanzitutto occorrerebbe sapere se l'editore ha un canale suo di distribuzione (nel qual caso non sta a lui muoversi in prima persona), ma in ogni caso mi sembra che tralasci un punto di vista importante, anzi decisivo, che da ragione della presenza di un libro in una libreria: la volontà del libraio.  Lo dico con cognizione di causa per aver svolto la professione per ventotto anni: che a proporre un volume sia l'autore di persona, il distributore (attraverso i suoi agenti) o l'editore, è il libraio, che è un commerciante, a decidere se vuole che quel libro entri nel suo stock e, in caso affermativo, con quale visibilità. 

Ripeto comunque il consiglio precedente: nel caso prima di aprire una nuova discussione controlla che già non ne esista una di argomento similare (così a memoria non la ricordo, ma inizio a non fidarmene più ciecamente...).

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Ospite Dolcenera

Benvenuto! bella presentazione, se hai voglia facci leggere qualcosa di tuo :) 

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Marcello, seguirò il tuo consiglio sulla discussione, essendo qui l'argomento fuori contesto, come mi fai rilevare, mi limito a dire che non sono d'accordo con te. Se ne avrò l'occasione dirò perché in un altro luogo.

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Marcello, seguirò il tuo consiglio sulla discussione, essendo qui l'argomento fuori contesto, come mi fai rilevare, mi limito a dire che non sono d'accordo con te. Se ne avrò l'occasione dirò perché in un altro luogo.

Ma certo, quando vuoi.  Sono sempre a tua disposizione, purché la discussione rimanga su un piano di interesse anche per il resto dell'utenza.  In caso contrario puoi sempre contattarmi in privato ;)

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