Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Xariro

Giuliano Ladolfi

Post raccomandati

Sono d'accordo Gius, io però la metterei da un altro punto di vista: se un editore non è convinto che i libri di poesia possano, lavorandoci su ovviamente, non in automatico, essere vendibili, perché si propone di pubblicarli e fa offerte eap agli autori? Che lasci perdere e/o cerchi altri generi che ritiene più proficui. Se devi incaponirti in un genere in cui non credi solo per finire a prendere in giro gli autori e fare eap, è meglio forse che ripensi la tua impresa.

 

Personalmente non penso che pubblicare poesia non serva a nulla, "oggi" come allora. In passato non è che fosse molto diverso, è una leggenda urbana, come sappiamo molti grandi poeti hanno iniziato autopubblicandosi, tanto per dire. Ci sono state piccole nicchie nello spazio e nel tempo in cui ci possono essere state circostanze fortuite per uno o pochi autori, ma in genere la poesia è sempre difficilmente promuovibile e vendibile specie all'inizio.

 

Perciò gli editori devono fare una scelta di campo: o ci si mettono con la loro forza d'impresa, e allora devono puntare su una forte selezione sulla qualità e a investire molto nella promozione 'mirata'; oppure la lascino perdere. Tutto questo però non è un problema sull'utilità o meno della poesia dal punto di vista degli autori o del genere.

Non ci si può chiedere se l'arte sia utile, o almeno io lo vedo un sintomo negativo. L'arte è un valore per l'umanità, indipendentemente dal genere o tipo di arte, e chi decide di dedicarvisi - e molto spesso è un'impresa impegnativa, totalizzante, difficile, in cui è molto più probabile fallire che riuscire nonostanze gli sforzi e anche possedendone le qualità, come la storia insegna - merita più che rispetto, secondo me.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Non so, l'aura del libro di poesia andava bene fino a cinquant'anni fa, quando l'alfabetizzazione in Italia era ancora piuttosto bassa, figuriamoci fare letteratura. Oggi invece sono per fortuna molti milioni gli alfabetizzati, qualche milione i potenziali poeti e diverse decine di migliaia i "consapevoli" che in vita loro possono scrivere cinque-dieci-venti buone/ottime poesie. Che si fa? I soldi su chi vuole scrivere, visto che nessuno legge. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

da quello che ho letto nel sito e dalle discussioni qua nel topic, che questa CE sia da considerare free mi pare cosa ardita

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gius quello che dici vale per tutta la scrittura in generale, non solo per la poesia. Le proporzioni sono rimaste più o meno le stesse, ciò che è cambiato è che oggi tutti scrivono, perfino calciatori e starlettes, e fortunatamente una bassa percentuale pensa di scrivere poesie non occasionalmente ma in modo sistematico e in vista di un percorso meditato e costante intellettuale e di pubblicazione.

 

Restano comunque troppi gli 'scrittori', ma è qui che entra in gioco (anche)  il ruolo dell'editoria, unito a quello della critica. Penso che l'arte in generale debba preservare e custodire gelosamente la sua aura, proprio per il valore che riveste nella vicenda umana: poi come sempre ci sono dei criteri per distinguere e tra questi c'è anche il tempo. Tutto questo discorso però non giustifica minimamente un editore nel prendere in giro gli autori di poesia,  o nel proporre contratti eap.  Se uno non crede alla poesia come impresa artistica e/o commerciale, che non la pubblichi, come del resto fanno tanti editori, la schiacciante maggioranza. Questo fatto a sua volta favorisce chi invece decide di proporre poesia, quei pochi, che possono così sfruttare il mercato che comunque c'è, sia pure inferiore ad altri generi e perciò più faticoso da raggiungere specie agli esordi.

 

@Emipo infatti anch'io la penso così, ma mi sembra si capisse già dalle testimonianze precedenti, che si tratta di un editore che 'non fa beneficenza' ma offre un servizio tipografico a pagamento a chi ha la velleità di pubblicare  i suoi capolavori poetici. Mi domando (e ho segnalato la cosa anche allo staff) cosa ci faccia ancora in questa sezione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

@Basho facciamo un discorso un po' più largo: se decine di migliaia di persone fanno un percorso poetico individuale che le porta a scrivere nel tempo un certo numero di buone poesie, tale percorso rimane privato. Arte e cultura sono invece fatti sociali, diremmo anche politici, quindi far arrivare le proprie robe (non certo originalissime, visto che l'acqua in cui navighiamo è comune a moltissimi di noi e così l'immaginario) in mano a chi decide di farti diventare pubblicamente un Autore diventa l'aspetto più importante. Ciò detto, mi permetto di ribadire, un libro di poesia oggi ha poco senso: l'ambientino è diviso tra bande di poetica ed ognuna si arrabatta come può, fra editori - premietti - festivalini affini. Le stesse Einaudi e Mondadori fanno oggi collane di poesia museali, di giovani proposte che vengono imposte (cioè prima di tutto pubblicate e poi effettivamente recepite da un pubblico) se ne vedono esattamente zero. Allora la tattica si è fatta diversa: far credere a qualche decina di migliaia di potenziali buoni poeti che avranno una carriera, nel frattempo paghino per pubblicare, paghino per comprare i libri di poesia degli Autori o di quelli considerati tali dalla banda poetica di riferimento ed alimentino la filiera. Il tuo discorso è validissimo ma è un fatto privato, non pubblico. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gius non sono del tutto d'accordo, nel senso che è vero che pochissimi poeti arrivano a essere 'pubblici' nel pieno senso della parola rispetto a un bacino molto più grande, ed è vero che per arrivare spesso, anzi quasi sempre, è necessario l'aggancio tale o talaltro con un determinato ambiente ristretto, che sia quello accademico, o quello che gravita intorno a un certo letterato, a una certa rivista, etc.

 

MA questo 1) non è un argomento contro l'idea di fare poesia a livello artistico 2) non è molto diverso oggi rispetto al passato, anzi 3) non giustifica affatto l'idea che quindi sia giusto per un editore comportarsi in modo scorretto.

Rispetto al punto 1, che poi un poeta possa scoraggiarsi di fronte a questo scenario, siamo d'accordo: è uno scenario scoraggiante, ma lo è sempre stato, anche in passato, l'impresa artistica e il suo valore (quando c'è) resta tale, e non penso che sia giusto nei confronti di chi intende provare a portarla avanti, cercare diciamo di far leva su questi aspetti in modo scoraggiante; dal mio punto di vista qualsiasi autore, la cui opera non sia palesemente velleitaria (sgrammaticata, banale, imitativa di qualcun altro, etc.), merita rispetto e riconoscimento della dignità del suo percorso, che poi riesca a renderlo 'pubblico' nel senso che dicevi o meno, è un fatto diverso, non secondario, anzi, ma diverso, che non vedo come possa inficiare o svalutare il senso del fare arte.

 

Per dirne una, non è che in altre arti sia molto diverso, io conosco abbastanza l'ambito dell'arte contemporanea, anche lì arriva chi ha i giusti agganci e può bazzicare certi ambienti con canali privilegiati (e serve anche una certa possibilità cospicua di investimento iniziale nei primi anni), e per uno che emerge cento altri artisti o più dipingono nel chiuso dei loro studi o al massimo  espongono nella gallerietta locale, ma questo non dovrebbe svalutare l'impresa artistica, anzi, semmai va a detrimento del sistema che la circonda, che spesso è un sistema popolato da arpie e rapaci vari. Proprio PER QUESTO semmai l'arte e la sua aura necessita di essere difesa e protetta.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se non richiede acquisto di copie minime nel contratto ma poi nei fatti rifiuta se non le si prendono... È a pagamento.

 

È la seconda volta che succede questa cosa, abbiamo anche mandato una mail ed era parso fosse facoltativo. A quanto pare non lo è.

Sposto.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao. Confermo che è a pagamento. Una mia conoscente ha sborsato 1.200 euro per la pubblicazione cartacea di 100 copie. Solo DOPO è venuta da me per chiedere una consulenza editoriale, ma... era ovviamente troppo tardi.

A disposizione per qualsiasi delucidazione. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Toh, il mio vecchio preside del liceo, il signor Ladolfi. Se bazzicassi mai questa sezione avrei scoperto prima che era nelle liste. a quanto ne so lui e' molto piu' interessato alla poesia, ma magari gestisce in modo diverso le linee editoriali rispetto ai suoi gusti letterari che, vi assicuro, sono per la poesia.

Sul fatto del pagamento o meno non saprei che dirvi perche' all'epoca del liceo non ero interessato a questo mondo e non ne sapevo niente (cioe', ancora meno di adesso...), percio' i commenti precedenti con esperienze dirette sono sicuramente piu' validi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho parlato oggi con Giuliano Lafìdolfi e mi ha proposto la pubblicazione senza nessun impegno di acquisto copie e nemmeno di soldi come contributo per la pubblicazione. Se voglio avere delle copie le devo acquistare, ma non sono obbligata, almeno a voce mi ha detto così. Poi non so se sul contratto scritto le cose cambiano. Intanto questo è ciò che mi ha detto a voce. Mi pare che sia la stessa cosa che ho letto nelle pestimonianze precedenti. Se non mi sono persa qualche commento credo che Ladolfi non sia da inserire tra le CEa pagamento, semmai tra le CE a doppio binario.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie per la tua esperienza @Monica Bauletti . Ti chiediamo, tuttavia, la cortesia di pesentarti nella sezione Ingresso. Ci aiuterà a conoscerti meglio e ad accoglierti in questa comunità. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho pubblicato con Ladolfi (non ero un'esordiente). Dopo circa un mese, dato che non rispondevano e c'era un altro editore interessato, ho scritto una e-mail perché mi dicessero che volevano fare. Ha risposto l'editore e mi ha mandato alcune righe con il parere positivo dell'editor (non so chi) dal quale si evinceva che il libro l'avevano letto. Prima di decidere, ovviamente gli ho chiesto il contratto e me l'ha mandato in un paio di giorni. I punti che non mi convincevano li ho discussi e qualcosa abbiamo cambiato (lo faccio sempre con tutti gli editori, non è mai male negoziare). Assolutamente non mi ha chiesto soldi. Ha solo fatto presente che eventuali copie ordinate dall'autore avrebbero avuto uno sconto (credo di ricordare, il 40%). L'autore può proporre un'immagine di copertina. Io ho proposto tutta la copertina e la hanno accettata. Dopo la firma del contratto (un paio di mesi dopo?) mi hanno mandato le bozze in file pdf. Avevano fatto, senza chiedermi un euro, l'editing sulla punteggiatura, che però ho rifiutato, perché a mio avviso sballava troppo il ritmo della narrazione. Quindi ci siamo accordati che avrei rivisto per conto mio il testo, accettando solo i suggerimenti che condividevo. Così è stato. Il libro è stato distribuito presso tutte le maggiori librerie on line, disponibilità immediata o in qualche giorno: dipende dagli ordini che giungono al distributore. In conclusione, non sono stata obbligata per contratto a pagare alcunché, né a comprare copie, sebbene possa essere utile averne a metà prezzo per mandarle a critici, a qualche redazione o a qualche premio, perché loro, purtroppo, non hanno fatto promozione alcuna, tranne inserirlo sul loro sito. Non ho ceduto i diritti sulle eventuali traduzioni. E' una persona anziana e forse un po' suscettibile, credo un ex-preside e uno scrittore pure lui. Questo è tutto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 4/12/2018 alle 22:59, Blue5now ha detto:

Qualcuno ha avuto esperienze recenti per quanto riguarda la poesia con loro? 

 

Io ho manadato un mesetto fa una raccolta inedita via email, mi ha risposto dopo circa 3/4 giorni, scrivendomi delle opinioni positive e consigliandomi alcune correzioni, ma non ha accennato ad alcuna proposta di pubblicazione, per cui la cosa è caduta lì...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×