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Jorily

Non deve sempre finire così

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http://www.writersdream.org/forum/topic/20154-fuori-nella-notte/

 

Esiste un luogo fantastico in un limbo di tempo che si ripete a cavallo di ogni giorno. E’ un luogo che coesiste con il nostro universo, una “dimensione alternativa nella nostra dimensione”. Questo luogo appare come un normale bar chiamato “La taverna dell’ultima fiaba”: un luogo di pace e tranquillità dove i personaggi di tutte le fiabe si incontrano a fine giornata, dopo che hanno vissuto migliaia di volte, nell’arco di quel giorno, la loro vita narrata da mamme e papà ai propri figli. E’ una zona franca dove si può incontrare la strega cattiva di Hansel e Gretel che discute amabilmente con la regina di cuori del paese delle meraviglie, dove il lupo di cappuccetto rosso continua sempre a lamentarsi dei bruciori di stomaco con il lupo dei tre porcellini che invece si lamenta dei bruciori e basta.
Non ci sono mai state risse o litigi, ma, ovviamente, i “buoni” si ritrovano in certi tavoli a parlare tra loro così come i “cattivi”, semplicemente ignorandosi, senza sguardi carichi di odio, senza minacce: almeno in quel luogo, in quei pochi momenti di pausa, ognuno viveva pacificamente la sua vita al di fuori della fiaba.

Vicino al camino, come ogni sera, ci sono Biancaneve, Cenerentola e la piccola fiammiferaia che si godono un bicchierino di sherry (la piccola fiammiferaia solo una tazza di latte fumante), parlottando di cose futili e lamentandosi della monotonia delle loro favole.

Senza staccare gli occhi dalla propria tazza di latte, con quel filo di voce che la contraddistingueva, la piccola bimba sbottò rinfacciando qualcosa alle sue due amiche: era stanca di sentirle lamentare del loro vissero felici e contenti.

“Io … davvero non vi capisco!”, le due fanciulle rimasero stupite della reazione della ragazzina “… e il principe di qua, e i nani di là, gli uccellini,e la matrigna. Ma di cosa vi lamentate?”. Bevve un sorso di quel latte caldo assaporando quel calore che sempre le manca alla fine della storia “Sapete cosa vuol dire morire ogni volta? Da sola? Al freddo? Ignorata da una intera città di schifosi egoisti!”, una piccola lacrima scese lungo la guancia, bevve un altro sorso “… io davvero non so quanto posso ancora andare avanti così: perché deve sempre finire così?

Le due belle principesse ebbero un moto di compassione verso quella piccola creatura, si scambiarono uno sguardo complice, Cenerentola fece un cenno di assenso con la testa a Biancaneve ed entrambe spostarono le proprie sedie avvicinandosi alla bimba, controllando che nessuno degli altri avventori potesse ascoltare.

“Tesoro, in realtà… qualcosa si può fare per… diciamo… cambiare qualcosina che renda più vivibile la vita” sussurrò Biancaneve sorridendo maliziosamente e mostrando pollice ed indice vicini tra loro.
La piccola fiammiferaia non riusciva a capire di cosa stesse parlando e la sua espressione tradiva quella confusione, Cenerentola si avvicinò ulteriormente alla ragazzina e le mise amorevolmente un braccio sulle spalla, anche per coprire il volto mentre le parlava “…si, diciamo che NON si può stravolgere la storia, ma qualcosina per migliorarla.. si può fare!"

La ragazzina bevve l’ultimo goccio di latte tentando di ricordare quel caldo per la sua prossima gelida morte, ma non riusciva a concentrarsi, incuriosita dalle parole delle due ragazze. “In che senso? Cosa ci può essere di meglio di … e vissero felici e contenti?”. Le due principesse si scambiarono un ulteriore sguardo complice “Comincia tu” disse cenerentola a Biancaneve. La principessa dalle gote rosa e le labbra rosse come un lampone abbassò ulteriormente il tono della voce “Io mi ero stufata di correre a perdifiato nel bosco inseguita dal cacciatore, odiavo tutta quella manfrina di dover piangere e supplicare per non essere uccisa… era noioso e UMILIANTE. Allora…”, un malizioso risolino uscì dalla bocca delle due principesse “Allora? ALLORA?” alzò il tono la ragazzina alzandosi dalla sedia, per venire subito fatta riaccomodare prima che qualcuno si accorgesse della scena. Leggermente preoccupata Biancaneve appoggiò anche lei un braccio sulle spalle della fiammiferaia avvicinandosi ulteriormente al suo viso “… allora… ho trovato un accordo con il cacciatore: gli faccio un bel lavoretto dimostrandogli che non sono solo brava a cantare.. promettendogli che gliene farò altri ogni volta che verrà a cercarmi nel bosco… e lui accetta!”. Un moto di repulsione e sconcerto di fiabesca genetica assalì la ragazzina “MA NON SI PUO’! Così cambi la storia!”, questa volta fu Cenerentola a calmare nuovamente la fiammiferaia “Ma cosa dici? Che cambiare la storia :comunque lui non la avrebbe uccisa, comunque lei sarebbe rimasta nel bosco, COMUNQUE alla fine arriva il principe a salvarla…. Dove è cambiata la storia?” Sorrise alla confusa ragazzina e strizzò l’occhio a Biancaneve “… alla fine ha solo… leggermente… migliorato una situazione. E poi… nessuno se ne è mai accorto e nessuno è venuto a lamentarsi”. La ragazzina sembrò calmarsi un momento, poi dilatò di stupore ulteriormente gli occhi guardando Cenerentola “…anche TU?”, Cenerentola scrollò leggermente le spalle “… ne avevo le scatole piene di aspettare giorni e giorni mentre quell’idiota del messo del principe girava tutte le case a far provare la MIA scarpetta a non sai quante ragazze (tra l’altro finisce che per via di questa cosa mi prendo sempre le verruche al piede!)…”. La ragazzina sembrò rilassarsi “… e quindi…”, Cenerentola riprese quella espressione maliziosa iniziale “… e quindi, a fine del ballo, prima di mezzanotte, ho preso anche io da parte il mio bel principe e…” , Biancaneve scoppiò in una piccola risata volgare, “… e gli ho dato il mio indirizzo dicendogli che se… ne voleva ancora… sapeva ESATTAMENTE dove trovarmi!”. Cenerentola strizzò l’occhio alla fiammiferaia che intanto aveva preso una espressione molto pensierosa “… e nessuno si è mai accorto di niente?” chiese guardando entrambe le principesse. Quasi all’unisono entrambe risposero “Mai nessuno”.

Le due ore successive passarono con le due principesse che provavano ad analizzare la trama della favola della piccola fiammiferaia per tentare di individuare “qualcosa” che potesse minimamente migliorare la qualità di vita del personaggio, ma qualunque cosa proponessero non avrebbe comunque potuto cambiare il mortale e gelido finale.

Le luci della Taverna dell’ultima fiaba iniziarono ad abbassarsi: segnale che quel limbo di tempo stava per scomparire e che tutte le fiabe avrebbero dovuto ricominciare il loro quotidiano corso. Le tre giovani si salutarono dandosi appuntamento per la sera successiva: Le due principesse con la loro solita serafica espressione, mentre la fiammiferaia si allontanò con il suo solito lento passo, ma con una strana luce negli occhi.

Nel bosco di Biancaneve si consumò il pornografico patto, come ogni volta nell’arco degli ultimi secoli, così come nel foyer del palazzo del principe di Cenerentola.

Quel giorno la piccola fiammiferaia accese, per l’ennesima volta, l’ultimo fiammifero nel tentativo di scaldarsi, ma la sua espressione non era triste: un tenue sorriso maligno le comparve sul volto mentre iniziava a godersi, in quella gelida, invernale, notte di Copenhagen, l’inteso ed avvolgente calore dell’incendio della città.

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Non so, sono perplessa. Il contenuto ha una certa originalità, per quanto, a volte i personaggi delle favole siano stati oggetto di scherno (cit. Pretty woman "Dimmi: a chi è mai capitata una cosa così?" " Uhmm.. te lo dico subito: a quella gran culo di Cenerentola"). Il finale poi lo trovo di un cinismo diabolico e forse anche liberatorio. Stilisticamente, invece, penso vada un po' rivisto : semplificare i dialoghi, rendendoli più scorrevoli. Troppi puntini di sospensione, qualche virgolettato di troppo. Ciao.

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Ospite Bradipi
Esiste un luogo fantastico in un limbo di tempo che si ripete a cavallo di ogni giorno. E’ un luogo che coesiste con il nostro universo, una “dimensione alternativa nella nostra dimensione”. Questo luogo appare come un normale bar chiamato

Inutile, se lo levi si capisce lo stesso.

 

la strega cattiva di Hansel e Gretel

Sia qui che di seguito useri il maiuscolo: Strega Cattiva, Lupo…

 

Biancaneve scoppiò in una piccola risata volgare,

l’aggettivo è inutile.

 

Nel bosco di Biancaneve si consumò il pornografico patto,

Non lo sa nessuno, nessuna pornografia. Il sesso non è pornografia, la pornografia è l’esibizione.

 

Ho timore che racconti con i personaggi delle fiabe siano un po' troppo "visti" dai film di Sherk al telefilm "C'era una volta".

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Esiste un luogo fantastico in un limbo di tempo che si ripete a cavallo di ogni giorno. E’ un luogo che coesiste con il nostro universo, una “dimensione alternativa nella nostra dimensione”. Questo luogo appare come un normale bar chiamato

Inutile, se lo levi si capisce lo stesso.

 

la strega cattiva di Hansel e Gretel

Sia qui che di seguito useri il maiuscolo: Strega Cattiva, Lupo…

 

Biancaneve scoppiò in una piccola risata volgare,

l’aggettivo è inutile.

 

Nel bosco di Biancaneve si consumò il pornografico patto,

Non lo sa nessuno, nessuna pornografia. Il sesso non è pornografia, la pornografia è l’esibizione.

 

Ho timore che racconti con i personaggi delle fiabe siano un po' troppo "visti" dai film di Sherk al telefilm "C'era una volta".

 

CIao, non ho capito 2 tuoi commenti.

1) perchè l'aggettivo "volgare" è inuntile? non era una "risatina alla biancaneve", ma una "risatina alla biancaneve lasciva e carica di volgarità"

2) in questo caso il concetto di "pornografico" era proprio per tentare di indicare una scena nel bosco "da film pornografico"

 

Personalmente mi sono ispirato ad una serie di fumetti italini molto carini dove i personaggi delle fiabe vengono disegnati in maniera prosperosa e sensuale www.youtube.com/watch?v=ywQA0Aiafo0

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Ospite Bradipi

Perchè gli aggettivi usualmente sono inutili in narrativa?

La risposta è lunga, cerca in rete e troverai varie risposte che credo qui sarebbero troppo noiose.

Nel caso specifico se ti limiti a descrivere sarà il lettore a dare la corretta intonazione alla risata.

 

Pornografia significa qualcosa che venga mostrato.

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Esiste un luogo fantastico in un limbo di tempo che si ripete a cavallo di ogni giorno. E’ un luogo che coesiste con il nostro universo, una “dimensione alternativa nella nostra dimensione”. Questo luogo appare come un normale bar chiamato “La taverna dell’ultima fiaba”: un luogo di pace e tranquillità

 

Sono veramente troppi. Se fosse un racconto per bambini forse potrebbe anche starci ma mi pare che il racconto non sia diretto ai bimbi.

Non ci sono mai state risse o litigi, ma, ovviamente, i “buoni” si ritrovano in certi tavoli a parlare tra loro così come i “cattivi”, semplicemente ignorandosi, senza sguardi carichi di odio, senza minacce: almeno in quel luogo, in quei pochi momenti di pausa, ognuno viveva pacificamente la sua vita al di fuori della fiaba.

 

prova a togliere le parole sottolineate e vedi se scorre meglio.

Bevve un sorso di quel latte caldo assaporando quel calore che sempre le manca alla fine della storia

 

toglierei il primo "quel", il secondo lo sostituirei con "il" e "manca" lo cambierei in "mancava"

io davvero non so quanto posso ancora andare avanti così: perché deve sempre finire così?

 

toglierei il primo.

“Tesoro, in realtà… qualcosa si può fare per… diciamo… cambiare qualcosina che renda più vivibile la vita” sussurrò Biancaneve sorridendo maliziosamente e mostrando pollice ed indice vicini tra loro.

La piccola fiammiferaia non riusciva a capire di cosa stesse parlando e la sua espressione tradiva quella confusione, Cenerentola si avvicinò ulteriormente alla ragazzina e le mise amorevolmente un braccio sulle spalla,

 

Meno li usi meglio è. Sostituibili con facilità: con malizia e con amore. Ulteriormente lo puoi lasciare anche se vedrei meglio "si avvicinò di più".

era noioso e UMILIANTE. Allora…”, un malizioso risolino uscì dalla bocca delle due principesse “Allora? ALLORA?”

 

Non so se sia un errore ma le parole tutte in maiuscolo stonano.

alzò il tono la ragazzina alzandosi dalla sedia, per venire subito fatta riaccomodare prima che qualcuno si accorgesse della scena.

 

Leggermente preoccupata Biancaneve appoggiò anche lei un braccio sulle spalle della fiammiferaia avvicinandosi ulteriormente al suo viso

 

hai usato quest'espressione un'infinità di volte.

Cenerentola scrollò leggermente le spalle

 

come sopra.

chiese guardando entrambe le principesse. Quasi all’unisono entrambe risposero “Mai nessuno”.

 

Le due principesse con la loro solita serafica espressione, mentre la fiammiferaia si allontanò con il suo solito lento passo

 

 

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Quoto la perplessità del savio catalano: la storia offre uno spunto originale (la "zona franca" è un'ottima idea per andare poi a rileggere le storie ormai arcinote e stra-raccontate), ma lo svolgimento non mi convince.

Le principesse, archetipi di bontà, si lamentano della routine del loro lieto fine ma in realtà se la spassano alla grande, in modi molto poco "fiabeschi", mentre la fiammiferaia, figura da compatire per antonomasia, in realtà cova astio e desiderio di vendetta. Già qua la cosa mi stona non poco.

 

Alcune descrizioni interrompono lo scorrere della storia, e mi hanno distratto non poco. Se hai preso delle figure così note e caratterizzate, a che pro descrivere le "gote rosa e le labbra rosse come un lampone" di Biancaneve, prima di farle spiegare la sua nuova strategia di vita?

 

Per quanto riguarda lo stile trovo molti aspetti ridondanti: troppi puntini di sospensione, molte ripetizioni (la parola luogo si trova 5 volte nelle prime 8 righe, principesse un'infinità di volte, così come si ripete troppo spesso il fatto che la Piccola Fiammiferaia si rivolge a DUE persone) e in generale periodi molto lunghi, che renderebbero più chiaro e scorrevole in racconto se spezzate da qualche punto.

Per esempio: 

 

 

 

Le due belle principesse ebbero un moto di compassione verso quella piccola creatura, si scambiarono uno sguardo complice, Cenerentola fece un cenno di assenso con la testa a Biancaneve ed entrambe spostarono le proprie sedie avvicinandosi alla bimba, controllando che nessuno degli altri avventori potesse ascoltare.

[...]

La piccola fiammiferaia non riusciva a capire di cosa stesse parlando e la sua espressione tradiva quella confusione, Cenerentola si avvicinò ulteriormente alla ragazzina e le mise amorevolmente un braccio sulle spalla, anche per coprire il volto mentre le parlava “…si, diciamo che NON si può stravolgere la storia, ma qualcosina per migliorarla.. si può fare!"

 

La prima frase la vedrei meglio così:

Le principesse si scambiarono uno sguardo complice, condividendo un moto di compassione verso quella piccola creatura. Cenerentola fece un cenno di assenso a Biancaneve, poi entrambe si avvicinarono alla bambina, assicurandosi che nessun altro potesse ascoltarle.

 

La seconda la semplificherei ulteriormente:

L'espressione della piccola tradiva la sua confusione. Cenerentola le si fece ancor più vicina. "Sì" sussurrò, il volto coperto dal braccio con cui aveva amorevolmente avvolto le spalle della bimba. "Diciamo che non si può stravolgere la storia... Ma qualcosina per migliorarla, ecco quello si può fare!"

 

Quote

 

“Tesoro, in realtà… qualcosa si può fare per… diciamo… cambiare qualcosina che renda più vivibile la vita” sussurrò Biancaneve sorridendo maliziosamente e mostrando pollice ed indice vicini tra loro.

 

Cosa sta mostrando con questo gesto? Che è piccola la cosa da fare o che è piccolo il miglioramento ottenuto?

 

Quote

Un moto di repulsione e sconcerto di fiabesca genetica assalì la ragazzina 

 

Genesi, piuttosto che genetica.

 

Il finale è di sicuro ad effetto, ma non mi ha convinto. E' stato interessante trovare finalmente una contrapposizione ai riferimenti al freddo provato dalla piccola (a volte infilati a forza della narrazione, a dire il vero), ma forse a questo punto sarebbe stato meglio sottolineare più chiaramente il rancore della bambina per l'ingiustizia subita.

 

Sono un appassionato delle rivisitazioni dei grandi classici fiabeschi (grande fan di Once upon a time, per dirne una) ma qui il risultato mi appare più una fusione tra Disney e Sex and the City per la parte centrale della storia, con un inizio e una fine appartenenti a mondi diversi.

 

 

(Ho qualche problema con le citazioni: spesso se cancello qualche parte mi si toglie tutta la formattazione del pezzo)

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Mi ha entusiasmato l'inizio, originale e che scorre bene. E' vero che ultimamente sono di moda questo tipo di rivisitazioni ma non le seguo molto e ritrovarle in un racconto ben scritto lo rende piacevole.

Poi invece forse puoi accorgerti che scorre meno fluidamente, i dialoghi vengono praticamente assediati dal dettagliare le pose e i movimenti che invece devono solo accompagnare il dialogo, non subissarlo, specie nei racconti brevi. Puoi dettagliare anche non in misura minore ma con frasi più rapide e scorrevoli.

Detto questo non mi piace, per quanto invece trovi grande riscontro, su questo non devi preoccuparti, l'introduzione sessuale o peggio nelle favole, come le relative barzellette etc. Che puritana!

Ad ogni modo, devo dire che nel tuo caso, pur (volutamente) volgarette, hai messo delle belle trovate, originali (dico senza conoscere molto le varianti già proposte). Poi le due adulte: Cenerentola e Biancaneve che insediano la piccola Fiammiferaia...mi sembra molto divertente, alla De LaClos.

Si teme che il finale possa involvere nella prostituzione della bimba ma c'è una piacevole sorpresa, per quanto questa, non originale, in quanto già usata, ma sempre di bell'effetto.

Ripeto, molto suggestivo l'intro e il resto da snellire.

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Il racconto si lascia leggere, è scorrevole e intrigante. L'idea di riscrivere una fiaba in chiave ironica o grottesca non è originalissima, però mi sembra che tu sia riuscito a farlo senza scadere nell'ovvietà, soprattutto per quanto riguarda il finale. Mi è piaciuta, ad esempio, la trovata della Taverna dell'ultima fiaba, dove tutti i personaggi delle favole si ritrovano. La dissacrazione dei personaggi di Biancaneve e Cenerentola, investite di un carattere navigato e materno insieme, è abbastanza gustosa, ma è soprattutto la ribellione della piccola fiammiferaia a dare un tocco diverso, quasi drammatico, che stravolge il tono goliardico di tutto il resto. Piaciuto.

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Ho trovato originale questo racconto e particolarmente delizioso, più che altro nell'introduzione, quando ci presenti il luogo del loro incontro e i vari personaggi. Ho avvertito un piacevole calore, avvolgente, magico, che mi ha trasmesso l'immagine di un'antica locanda di legno sul limitare di un bosco al calar del sole. Avrei preferito che descrivessi un po' tutti gli avventori del locale, non solo Biancaneve, Cenerentola e la fiammiferaia. Sai, per rendere partecipi tutti. Potresti ancora farlo, ampliare il racconto, credo che ne verrebbe fuori un lavoro interessante. Il testo mi sembra ben scritto, toglierei solo i punti di sospensione e alcuni termini o frasi che hai voluto enfatizzare scrivendoli in maiuscolo. Credo che un segno esclamativo sia sufficiente, oppure il corsivo.

Una lettura abbastanza suggestiva direi. A rileggerti. :)   

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Premetto che non sono un'esperta quindi prendi le mie considerazioni come quelle di una semplice lettrice nonchè  scrittrice alle prime armi :)  detto questo iniziamo.

Dal punto di vista della storia il tuo racconto mi ha colpito molto. Forse non è poi una così grande novità rivisitare le vecchie favole, ma il tuo modo di farlo mi è piaciuto, almeno in parte. Mi spiego meglio: ho trovato geniale l'idea della taverna dell'ultima fiaba dove tutti i personaggi si riuniscono, questa sensazione di calore che avvolge ogni cosa,,, ma poi ecco il brusco risveglio: Biancaneve col suo patto pornografico, la fiammiferai incendiaria, non so questo non me l'aspettavo, mi ha quasi rattristata.

Dal punto di vista della scrittura invece ci sono alcune frasi che avrei scritto diversamente:

 

 dilatò di stupore ulteriormente gli occhi  (sgranò gli occhi per lo stupore)

 

 

Le due belle principesse ebbero un moto di compassione verso quella piccola creatura, si scambiarono uno sguardo complice, Cenerentola fece un cenno di assenso con la testa a Biancaneve ed entrambe spostarono le proprie sedie avvicinandosi alla bimba, controllando che nessuno degli altri avventori potesse ascoltare. (trovo la frase poco scorrevole, la dividerei in due parti)

 

Le due ore successive passarono con le due principesse che provavano ad analizzare la trama della favola della piccola fiammiferaia per tentare di individuare (avrei eliminato sia provavano che tentare)

 

 Le due principesse con la loro solita serafica espressione, mentre la fiammiferaia si allontanò con il suo solito 

 

 ulteriore sguardo complice “Comincia tu” disse cenerentola a Biancaneve. La principessa dalle gote rosa e le labbra rosse come un lampone abbassò ulteriormente

 

 mostrando pollice ed indice vicini tra loro. (non ho capito il significato :P )

 

 

Eviterei anche l'abuso dei puntini sospensivi.

 

Comunque complimenti  ;)

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